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Grillo Casca sul Signoraggio Bancario – Il Grande Bluff M5S

Post n°902 pubblicato il 19 Gennaio 2013 da antonello.mureddu

Grillo getta la maschera e casca sul

Signoraggio Bancario: la radice

di tutti i mali

Il Nuovo Messia della democrazia on-line si

arrende al Signoraggio Bancario: il Grande

Bluff del Movimento 5 Stelle

Roma, Rovereto – Qualche giorno fa a Rovereto  si è tenuta  una delle tappe del tour di Beppe Grillo in giro per l’Italia. Alla fine del comizio, incalzato dalla domanda di un cittadino, Grillo ha detto la sua sul signoraggio bancario e sul tema della sovranità monetaria, ma ci torneremo tra poco. Sfruttiamo infatti l’occasione, vista la vicinanza delle prossime elezioni politiche,  per darvi un quadro complessivo del Grillo-pensiero, e lo facciamo attraverso le sue parole. Il massimo rappresentante del Movimento 5 Stelle è partito proprio ribadendo i punti cardine del suo programma.

 Il Programma di Grillo 

Al primo posto troviamo la scomparsa “genetica” dei partiti, una scomparsa cui dovrebbe seguire, necessariamente – a suo dire – una piccola indagine fiscale. Nulla da obiettare! Perfettamente daccordo! Subito dopo, al secondo posto, troviamo nel "Grillo pensiero" chi dovrebbe riempire quest’assenza, ovvero i cittadini. ovviamente il riferimento di Grillo è alla composizione delle liste del suo Movimento, fatto di persone – a suo dire - valide ma comuni scelte da lui e dai suoi. Da qui è giunto poi l’imput per discutere delle “competenze del politico”: e nello specifico non possiamo non concordare con lui quando afferma, da buon comico, che “la competenza del politico oggi è avere competenza nei talk show, in televisione, sapersi comportare, avere le parole giuste..la competenza oggi del parlamentare è sedersi al suo posto. Ha due tasti – da detto – si o no, e  gli dicono pure quale deve pigiare“. Parole sante,carissimo Grillo! A questo punto, dopo aver lodato il ruolo della rete e le funzioni che quest’ultima potrebbe assolvere (per esempio il Movimento 5 stelle ha tenuto le sue “primarie” online), è giunto il momento del Grillo-contro tutti, nel quale il leader del M5S ha ribadito come i suoi unici alleati, i suoi unici fratelli politici, saranno e sono “i movimenti, le associazioni, i cittadini, i gruppi dell’acqua pubblica, i gruppi della scuola”, e non i partiti. Tutti d'accordo! O quasi!

 Grillo, i Partiti e la stretegia del PD 

A proposito dei suoi prossimi avversari alle politiche, poi, i suoi commenti sono stati lapidari. Per esempio a proposito del PD ha sostenuto: non viene eletto più da nessuno”. Grillo ha poi giustificato tale affermazione col seguente ragionamento, tutt’altro che deprecabile: “ il PD prende alcuni che non c’entrano col partito, ottime persone, la gente vota le persone, e il Pd entra dentro attraverso di loro. Per esempio a Milano hanno messo Pisapia, un ottimo avvocato, un’ottima persona, ma non è del Pd; a Genova Doria, che non è del Pd, e adesso lo stesso vale per Ambrosoli. Non hanno avuto il coraggio di mettere lì un loro esponente”. Al contrario – ha continuato Grillo - “noi non facciamo così, noi mettiamo una persona normale (?), una persona che rispetta quello che è il Movimento, non andiamo a prendere la persona famosa”.

 Grillo e Monti 

Così, tra una battuta e l’altra, è poi arrivato il momento di parlare di Mario Monti, definito da Grillo (giustamente) come il pari di un “curatore fallimentare”. Certo cari lettori, la situazione attuale del nostro Paese la conosciamo un pò tutti, sappiamo di aver avuto per oltre un anno un Premier non eletto, sappiamo che quest’ultimo si è recentemente dimesso dall’incarico, sappiamo dei suoi trascorsi, e sappiamo anche che, sempre lui, rivestirà un ruolo parimenti importante nel prossimo futuro. Ovvero: il solito teatrino all’italiana. Queste le parole del “gran comico” genovese a riguardo: ”ma se Berlusconi, Bersani, Casini e  Montezemolo vogliono Monti, se tutti vogliono Monti, perché han fatto la crisi di governo, chi l’ha sfiduciato a lui? Si è sfiduciato da solo, è andato allo specchio e ha detto, "chi cazzo sono io?!”. Da qui inevitabile il suo commento successivo, da noi condiviso: ” ma allora, se sono tutti d’accordo, che senso ha spostare le elezioni a solo due mesi prima?”. Domanda più che giustificata a cui Grillo ha dato una risposta più che scontata dal suo punto di vista, ovvero che le altre coalizioni vogliono liberarsi di lui. Valutate voi.

 Profeta di Democrazia o Volgare Imbonitore? 

E così, dopo aver parlato, tra le altre cose, di argomenti scontati come debito, interessi sul debito, costi della politica, vitalizi e pensioni – il tutto ovviemente sempre condito da un’abbondante dose di battute e parolacce - ecco arrivare il momento che maggiormente ci interessa, quello in cui Grillo, incalzato dalla domanda di un cittadino, ha esposto il suo pensiero a proposito delsignoraggio e della sovranità monetaria (tema ampiamente trattato da “Qui Europa”, per cui rimandiamo agli articoli presenti in archivio) la grande menzogna "liberalista" – come più volte denunciato dall'Osservatorio "Qui Europa" – che sta alla radice di tutti i mali.

 Il Signoraggio Bancario – Qui Casca l'asino… anzi, il Grillo 

La curiosità deriva non solo dall’importanza del tema, ma anche dal fatto che negli ultimi mesi Grillo è stato accusato di non parlare più di signoraggio, di essersi nascosto e strategicamente sottratto dal trattar più certi argomenti. E di farlo in quanto colluso al sistema, in quanto da troppo tempo a contatto con Casaleggio e la banca JP Morgan. Per non parlare dei rapporti tutt'altro che chiariti con l'Aspen Institute. Come abbiamo fatto fin qui, procediamo oltre analizzando sempre le sue parole: “Il signoraggio è il problema dei problemi , il più grave problema dei problemi. Il signoraggio è come l’auditel, è finto, sai che è finto, la moneta è finta, sai che è tutto finto,  però l’accettiamo tutti, quindi  è un sistema che se vai lì smonti tutto il meccanismo mondiale”. Cosa opporre a queste dichiarazioni? Niente! Semmai ci si aspetterebbe che queste fossero seguite dalla proposta di una soluzione. Ma il nulla più assoluto del comico ci getta nello sconcerto. La sua evidente e pratica (quanto surreale) resa.

 Grillo: La strana resa al signoraggio e ai banchieri 

E invece no, nessuna proposta e a maggior ragione nessuna soluzione. E allora, dopo una divagazione sul sistema bancario islamico, ha continuato così il suo monologo: “il signoraggio è il problema dei problemi, ma farlo capire è  il problema maggiore . Quando ci sarà il regionalismo, se ci sarà.. allora lì ti puoi fare anche una piccola moneta alternativa  per il 10% del Pil regionale, funziona nel piccolo, e allora eviti le banche, e c’è già il modo, la rete”. Insomma caro Grillo, in un mondo dove non si trova coerenza nemmeno a pagarla oro, posso ammettere di aver sentito questa tua proposta (per il 10% del Pil nazionale) già in occasione di uno dei tuoi spettacoli del 2007, quando di questi temi ancora ne parlavano in pochi, davvero pochi. Ma da allora cosa è cambiato? Nulla! Anzi! Risolvere il problema dei problemi con un buono sconto, il tutto aspettando che avvenga, forse, la regionalizzazione dell’Italia, mi pare francamente molto poco, anzi pochissimo. Drammaticamente poco! Così com’è imbarazzante sostenere che gli Italiani non capirebbero. Io non penso sia così caro Grillo, ed in ogni caso avresti sempre un’altra strada: spiegarcelo tu!

 La Grande menzogna e il caso Orban 

Dire che è impossibile per noi superare il signoraggio, vuol dire gettare fumo negli occhi degli elettori e di tutti gli Italiani onesti. Come giudicare all'ora l'azione del premier ungherese Victor Orban di qualche mese fa e la sua rifoma costituzionale per porre la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento sottraendola alle grinfie della speculazione privata e ella BCE? Perchè  di questo il Grillo parlante (in cui noi in un primo momento avevamo pur creduto) non ne parla? Perchè non pone nel suo programma la rinazionalizzazione della Banca d'Italia, privatizzata nel 1992 con il decreto Carli-Amato? Perchè non pretende che venga rispettata la Legge sulla Tutela del Risparmio del 2004, votata dal Parlamento ma mai applicata, che pretendeva la restituzione delle quote azionarie della B.I. da parte dei banchieri pivati di Intesa, Generali, Unicredit e compagnia bella? A voi la risposta, ed alla vostra intelligenza!

Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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Data di creazione: 19/07/2012
 

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