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FATTURA ELETTRONICA: I SOGGETTI ESONERATI

Post n°791 pubblicato il 16 Ottobre 2018 da paghe_contributi
 

Dal 1° gennaio 2019 l'obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica sarà una questione non facile da risolvere. E' noto infatti che le innovazioni giuridico - contabili - fiscali vanno prima comprese nella loro logica, poi esaminate nei concreti aspetti pratici fino al dettaglio necessario e infine possono essere applicate. 

Probabilmente verranno versati fiumi d'inchiostro sul tema e aggiungerò anche le mie annotazioni su questo blog, non solo per informare, ma anche per fornire aggiornamenti a coloro che studiano, si preparano e si formano sull'ebook "Contabilità e bilancio", uscito nel 2016 in 4° edizione e attualmente in fase di aggiornamento (ed anche per i miei studenti iscritti al corso base di contabilità e bilancio dell'Accademia Telematica).

La prima cosa di interesse generalizzato sulla fattura elettronica è la risposta a questa domanda: chi è esonerato? Se la vostra attività si colloca nell'elenco che segue l'obbligo della fattura elettronica non vi colpirà (per lo meno per ora):

- regime dei nuovi minimi;

- regime forfettario;

- piccoli produttori agricoli in regime IVA agevolato.

Walter Caputo

 
 
 

LE TUTELE CRESCENTI SCRICCHIOLANO SOTTO IL PESO DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Post n°790 pubblicato il 08 Ottobre 2018 da paghe_contributi
 

E' noto che, sulla base del Jobs Act, in caso di licenziamento disciplinare ingiustificato e per ragioni aziendali, non è prevista la reintegrazione nel posto di lavoro. E' prevista invece un'indennità risarcitoria pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio (minimo 6, massimo 36 mensilità, senza contribuzione, come stabilito dal “decreto dignità” D.L. n.87/2018 convertito in legge n. 96/2018. In precedenza la forbice delle mensilità era 4-24). Per i datori di lavoro piccoli l'indennità è pari ad una mensilità per ogni anno di servizio (minimo 2, massimo 6 mensilità, senza contribuzione).

Proprio la norma appena citata (art. 3, comma 1, D.lgs n.23/2015) è stata oggetto di esame da parte della Corte Costituzionale, che ha preso una decisione il 26 settembre 2018. La questione di costituzionalità è stata sollevata dal Tribunale di Roma, che ritiene che la norma in oggetto (stabilendo un basso numero di mensilità spettanti al lavoratore, sebbene tale numero sia stato aumentato dal D.L. n. 87/2018) possa “incoraggiare” il datore di lavoro ad adottare comportamenti opportunistici (ad es. licenziare un vecchio dipendente per assumerne uno nuovo con agevolazioni) discriminando di fatto tra coloro che sono stati assunti prima del 7 marzo 2015 e coloro che hanno cominciato a lavorare dal 7/3/2015 in avanti (a questi ultimi si applica il Jobs Act). 

La Corte Costituzionale ha deciso che l'art. 3, comma 1, D.lgs n. 23/2015 è incostituzionale. Riconoscere al lavoratore un'indennità che dipenda solo dal numero degli anni di servizio è un criterio non coerente rispetto agli artt. 4 e 35 della Costituzione, che richiamano la salvaguardia dell'uguaglianza e della tutela del lavoro.

Si vedrà se il legislatore interverrà modificando di conseguenza il D.lgs n. 23/2015 o se invece verrà lasciata discrezionalità ai giudici nello stabilire la misura dell'indennità (ciò svuoterebbe di significato il meccanismo delle “tutele crescenti”).

[Questo articolo è un aggiornamento gratuito per l'ebook "Corso base di paghe e contributi - 4° edizione 2018"]

Walter Caputo

 
 
 

FINO A 27 MENSILITA' PER CHIUDERE IL RAPPORTO DI LAVORO

Post n°789 pubblicato il 01 Ottobre 2018 da paghe_contributi
 

Si può evitare un contenzioso giudiziario fra datore di lavoro e lavoratore sulla legittimità del licenziamento? Sì, già dal 2015 - ai sensi dell'art. 6 D.lgs. n. 23/2015 - esiste la possibilità di effettuare una speciale conciliazione. Ma ci sono delle novità

Innanzitutto è evidente che una tale possibilità si concretizzi dopo che il lavoratore ha ricevuto la lettera di licenziamento. Ritenendo quest'ultimo illegittimo, egli può agire per far valere i propri diritti. Tuttavia, può anche apprezzare la proposta del datore di lavoro, il quale - entro 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento - può offrire al lavoratore una mensilità per ogni anno di servizio: minimo 3, massimo 27 mensilità, come stabilito dal “decreto dignità” D.L. n.87/2018 convertito in legge n. 96/2018.

Quindi la novità consiste nell'incremento del numero di mensilità che possono essere offerte per "chiudere la partita". Infatti, in precedenza la forbice era collocata tra 2 e 18 mensilità. Su tali somme (erogate mediante un assegno circolare) non si pagano né IRPEF né contributi previdenziali.

Walter Caputo

Formatore e autore di libri ed ebook con oltre 16 anni di esperienza

 
 
 

IL DECRETO DIGNITA' E' DIVENTATO LEGGE. COME CAMBIA IL CONTRATTO A TERMINE?

Post n°788 pubblicato il 24 Settembre 2018 da paghe_contributi
 

Nel mese di agosto il D.L. n. 87/2018 - meglio conosciuto come "decreto dignità" - è stato convertito nella legge n. 96/2018. Tale norma è intervenuta a modificare diverse altre leggi, ma soprattutto quella del 2015 (Jobs Act) su cui si fondava (o meglio rifondava, visto che la normativa precedente risaliva al 2001) il contratto a termine

Il famoso tetto del 20% è rimasto: i lavoratori a tempo determinato non possono superare (salvo diversa previsione dei contratti collettivi) il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato presenti in azienda. Tale prescrizione non si applica però alle attività stagionali.

C'era una volta la durata massima di 36 mesi, ora è stata ridotta a 12, nel senso che la prima assunzione "acausale" (cioé priva di giustificazione) non può fissare un termine superiore ai 12 mesi. 

Il termine più ampio di altri 12 mesi (quindi 24 in tutto) viene eccezionalmente concesso solo in presenza di ragioni oggettive, ovvero: esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività; esigenze di sostituzione di altri lavoratori; esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

Per totalizzare 36 mesi occorre un ulteriore contratto di 12 mesi, che però è da stipulare presso l'Ispettorato del lavoro competente. 

La proroga è libera nei primi 12 mesi; successivamente solo in presenza di ragioni oggettive e rispettando il tetto del 20% (salvo le eccezioni già citate). Nell'arco di 24 mesi sono consentite al massimo 4 proroghe

In caso di rinnovi, tra un contratto e l'altro devono trascorrere 10 giorni (per contratti fino a 6 mesi) o 20 giorni (per contratti oltre 6 mesi). Nel calcolo si sommano i contratti a termine (anche quelli in somministrazione) tra lo stesso datore e lo stesso lavoratore, per mansioni di pari livello e categoria legale.

Non viene stabilito un numero massimo di rinnovi, ma è stabilita la durata massima complessiva in 24 mesi.

[Questo articolo è un aggiornamento gratuito per l'ebook: "Corso base di paghe e contributi 2018"]

Walter Caputo

 
 
 

ADDIO AL TFR EROGATO MENSILMENTE IN BUSTA PAGA

Post n°787 pubblicato il 19 Settembre 2018 da paghe_contributi
 

Molti di voi se ne saranno già accorti, soprattutto quelli che a suo tempo avevano optato per il TFR in busta paga tutti i mesi.

Tale possibilità è scaduta il 30 giugno 2018 perché non c'è stata né proroga, né reiterazione del provvedimento che aveva consentito l'opzione. D'altronde si trattava di una misura sperimentale.

La cessazione dell'opzione per il TFR in busta paga tutti i mesi è stata anche confermata dall'INPS con messaggio n. 2791 del 10/7/2008.

Walter Caputo

Formatore ed autore di ebook

 
 
 
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L'AUTORE DEL BLOG: CHI E' WALTER CAPUTO ?

Ha un diploma universitario in Amministrazione Aziendale, con specializzazione in Finanza. E’ laureato in Economia e Commercio e in Scienze Statistiche. Insegna sia materie matematico - fisico – statistiche che economico - giuridico - fiscali.
Su questi temi: contabilità, controllo di gestione, paghe e contributi, matematica, divulgazione scientifica ha scritto 13 libri. Inoltre ha pubblicato più di 200 articoli di divulgazione scientifica. Da giugno 2016 è coautore del blog Cibo al microscopio. Da novembre 2012 è cofondatore di Risparmiare Fare Guadagnare. Da novembre 2008 è science writer per Gravità Zero, corporate blog di divulgazione scientifica. Da giugno 2007 è autore di un Blog di Scienze naturali ed economiche.

I suoi articoli si leggono qui.

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