Creato da paolafarah il 19/07/2012
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LO SPAZIO FRA LE COSE

Post n°3 pubblicato il 24 Luglio 2012 da paolafarah
 
Foto di paolafarah

L’ho incontrato in un’antica pasticceria: lui non c’era, ma tutto parlava di lui. L’ho intravisto per una frazione di secondo nelle sue gelatine alla frutta, nei suoi canditi, nelle sue lacrime di rosolio, e soprattutto nelle sue morbide guimauve, frutto di una passione unica e sfrenata per l’arte pasticcera. Lui non c’era, ma tutto parlava di lui. E’ così. Lo spazio fra le cose non è mai vuoto agli occhi dello scrittore, lo spazio fra le cose ha un cuore, un’anima, una personalità, abitudini e ossessioni. E’ uno spazio che facilmente si riempie, germoglia, piange o sorride, che sia fra le panchine di un parco di città o fra gli specchi macchiati d’antico di un vecchio bar, fra le cianfrusaglie di un polveroso solaio o fra le guglie di roccia di un paesaggio alpino. E’ così: spontaneamente si riempie. Lasciarlo vuoto è comunque intrigante, una tecnica che genera angoscia: qualcosa di sicuro accadrà, deve accadere, in quello spazio vuoto, e potrebbe anche far male.

 

 
 
 
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