
Come ci dice Manuela Pompas, nota studiosa italiana di fenomeni paranormali ed autrice del libro "La terapia R, guarire con la reincarnazione" (Mondadori), "Noi non ricordiamo perché l'anima, come diceva Platone, prima di incarnarsi passa attraverso il Lete, il fiume dell'oblio (il liquido amniotico dentro il ventre materno?).
Per alcuni individui ricordare sarebbe traumatico. Meglio rinascere senza ricordi e senza condizionamenti. Inoltre cancelliamo i nostri ricordi a causa dei condizionamenti culturali." L'ipnosi regressiva risulta con molta verosimiglianza una tecnica in grado di rimuovere o, forse, semplicemente di "navigare" il fiume Lete senza affondare, e non sono rari i casi in cui questo avviene con i bambini.
L'età prescolare sembra quella migliore, forse perché la mente ordinaria, quella più associata agli involucri temporanei che costituiscono l'individuo da poco reincarnatosi, non è ancora subissata dai condizionamenti della vita.
Personalmente, ho sentito molte storie di genitori rimasti esterefatti di fronte ad improvvise uscite dei loro piccoli, di solito non più che cinquenni, che non sanno davvero come spiegarsi. Come quella compagna d'asilo di mia figlia che, per un certo periodo, continuava a ripetere alla mamma che annegare è bello perchè quando lei é annegata, "giù dal barcone in
mezzo al lago", aveva visto gli angeli. Oppure un figlio di una mia amica, bimbetto di quattro anni, il quale non solo vede spesso dei "piccoli esserini" girare per la casa ma continua a dire che sono gli stessi che vedeva quando viveva nel bosco con delle capre...
Suggestioni date dalla vita di oggi immersa nei mezzi massmediali ?...
Non posso escluderlo, ma di norma, questi casi presentano un tipo di "chiara consapevolezza" ben differente dalle normali fantasie infantili. Io stesso ho un vago ricordo di precise sensazioni molto chiare provate e vissute costantemente nei primi anni delle mia vita. Ma si tratta di casi, per quanto numerosi, non della regola. Osservando attentamente mia figlia e l'ho ascoltata nelle sue esternazioni improvvise degli anni della prima infanzia, e posso dire che alcune di esse, che ora per brevità non sto a descrivere, non si contestualizzavano di certo con un suo vissuto attuale.
In "Scienze della Mente", di Massimo Biondi e Giovanni Iannuzzo, quest'ultimo scrive: "Gli studi di Ian Stevenson, psichiatra notissimo e, sino agli anni ottanta altrettanto noto esponente del "movimento parapsicologico" (sino a quando non ha deciso di allontanarsene), hanno aperto la strada allo studio scientifico dell'ipotesi della "reincarnazione", studio fondato non solo su evidenze empiriche, ma anche su importanti ricerche sul campo".
Tali studi hanno promosso la field inquiry in un campo prima negletto.
Il presente articolo percorre questa stessa strada. Gli AA. hanno sottoposto a valutazioni di personalità e di capacità mentali 27 coppie di bambini (soggetti e controlli) in Sri Lanka che pretendevano o meno di ricordare eventi della loro vita passata. Contemporaneamente, questionari sul loro comportamento, sviluppo e ambiente familiare sono stati somministrati ai loro genitori.
I bambini convinti di ricordare memorie di una vita passata sono risultati più bravi a scuola, rispetto ai loro pari, e non più suggestionabili. Valutati con il Child Behavior Checklist, rivelano più problemi di comportamento, fra cui tratti oppositivi e caratteristiche di tipo ossessivo. Sottoposti a un altro strumento d'indagine, il Child Dissociation Checklist, hanno rivelato maggiori tendenze dissociative.
Non vi è sembra alcuna strutturazione dell'ambiente familiare che differisca in maniera misurabile dal gruppo di bambini di controllo. Gli AA. non traggono specifiche conclusioni: suggeriscono però (e questo è un pregio), la necessità di uno sforzo sul piano neurocognitivo, neurobiologico, psicologico e pedagogico per comprendere lo sviluppo della personalità di questi bambini. E ipotizzano provocatoriamente che, sebbene questi risultati siano stati ottenuti nello Sri Lanka, è anche possibile che fenomeni simili avvengano in altre parti del mondo e in altre culture."
In generale, sono del parere che il bambino viva, per una certa fase della sua infanzia, ancora "a contatto" con esperienze e parziali emotività di vite precedenti e che, nei casi in cui "non tutto va secondo le regole", questa realtà la si può verificare proprio dalla voce diretta dei bambini. Poi, come ripeto, la cultura in cui si nasce condiziona molto e spessissimo noi frustriamo il bambino che dovesse esprimersi in modo "incomprensibile" facendolo sentire in colpa, quasi fosse un bugiardo instradato verso una vita di menzogne.
Ecco, questo tipo di repressione, a mio parere, è molto pericoloso, e non solo nel senso reincarnazionistico: si tratta senz'altro e comunque di una limitazione imposta ad un essere in un periodo della vita in cui i confini fra esistenza focalizzata sul presente e coscienza "globale" sono ancora abbastanza mischiate.
Per chi naviga in Internet, ecco ora un Link prezioso che, se studiato con mente aperta e libera, potrà aiutarci ad avvicinarci in senso comprensivo alla dottrina della reincarnazione scoprendo come essa sia una delle più belle conquiste mai raggiunte dalla consapevolezza dello spirito umano - vedi Reincarnazione 2
Inviato da: unastregaxamica
il 05/08/2011 alle 12:40
Inviato da: Lady_Moonlight
il 14/07/2011 alle 07:29
Inviato da: Lady_Moonlight
il 06/07/2011 alle 07:42
Inviato da: LUNA.PIENA40
il 04/07/2011 alle 15:55
Inviato da: Strega_Endor
il 03/07/2011 alle 19:34