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Creato da: AngeloQuaranta il 10/02/2009
"fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"
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Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo
Il Quarto Stato è un celebre dipinto realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901. Opera simbolo del XX secolo, rappresenta lo sciopero dei lavoratori ed è stata eseguita secondo la tecnica divisionista. Non solo raffigura una scena di vita sociale, lo sciopero, ma costituisce un simbolo: il popolo, in cui trova spazio paritario anche una donna con il bambino in braccio, sta avanzando verso la luce, lasciandosi un tramonto alle spalle. Il dipinto è lo sviluppo completo di questo tema, già affrontato dall'artista in dipinti come Ambasciatori della fame, Fiumana e un bozzetto preparatorio del 1898, Il cammino dei lavoratori. La composizione del dipinto è bilanciata nelle forme e movimentata nelle luci, rendendo perfettamente l'idea di una massa in movimento. È conservato a Milano nel Museo dell'Ottocento della Villa Reale (o Villa Belgiojoso Bonaparte). La versione preliminare, invece, è esposta sempre a Milano presso la Pinacoteca di Brera. A rendere celebre il dipinto contribuì anche il film Novecento di Bernardo Bertolucci.
Joseph Tusiani poeta delle quattro lingue inglese, latino, italiano e dialetto garganico
Post n°242 pubblicato il 05 Ottobre 2010 da AngeloQuaranta
HOMPAGE TO JOSEPH TUSIANI di Francesco Lenoci Docente Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Vicepresidente Associazione Regionale Pugliesi - Milano alcuni passi della relazione .... presso il palazzo che ospita l’Istituto dei Ciechi di Milano, ho avuto il privilegio di presentare il progetto “Dodici tessere per un mosaico: Il Rinascimento di San Marco in Lamis”, nonché il libro di Raffaele Cera “Incontri e Maestri”, Edizioni del Rosone, 2009. S Ho menzionato mia nonna; non posso non menzionare mia madre, che di nome fa Maria e di mestiere faceva la sarta. Lo faccio estrapolando alcune meravigliose espressioni da una poesia “Mother’s Last Dress” che Joseph Tusiani ha dedicato a sua madre: Più che sarta eri allora. . . . ed anche più che madre. . . . Erano ali le tue dita, le tue dita erano canti. . . . Potrei continuare a lungo, citando altri meravigliosi passi delle “Short Stories”, ma non posso farlo . . . .perché devo parlarvi di una cosa che accomuna me e Joseph Tusiani. Che cos’è? È la lontananza dalla terra natia. Ma cos’è la lontananza? La lontananza, come cantava Domenico Modugno, “è come il vento: spegne i fuochi piccoli….accende quelli grandi”. È strano a dirsi. La lontananza ci ha permesso di apprezzare meglio luoghi e personaggi che, altrimenti, non avremmo neppure notato e di provare sentimenti, che altrimenti ci sarebbero stati sconosciuti. Vi leggo la frase di Joseph Tusiani che ho collocato nella bacheca del mio gruppo su Facebook “Viaggi . . . .in terra di Puglia”. “Chi non ha mai messo piede fuori d’Italia non sa cosa sia udire all’improvviso un canto del paesello natio in terra straniera. Ti si inumidiscono gli occhi; ti passano davanti, come su uno schermo magico, tutti i volti dei vecchi amici, rivedi ogni pendio erboso, ogni vicoletto ripido, senti e distingui le campane delle chiese e passi il dito sull’occhio per asciugare una lacrima senza vergognartene” (Cfr. Raffaele Cera, “Incontri e Maestri”, pagg. 47 e 48). Mi avvio alle conclusioni. C’è un’altra cosa che sta particolarmente a cuore a Joseph Tusiani e a me: è l’amore per il dialetto. . . . per tutti i dialetti. È un bene o un male parlare in dialetto e insegnare il dialetto ai nostri figli? È un atto dovuto! Per dimostrarlo, faccio ancora una volta ricorso all’incipit di una poesia, quella di Ignazio Buttitta. La versione originale è in dialetto siciliano; leggerò la traduzione in lingua italiana (Cfr. Teresa Gentile, “Iridescenze 2008”, Edizioni Pugliesi, 2008, pag. 37). Un popolo mettetelo in catene tappategli la bocca è ancora libero. Toglietegli il lavoro il passaporto la tavola dove mangia il letto dove dorme è ancora libero. Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua avuta in dono dai padri. È perso per sempre . . . . Chi è un maestro di cultura? Come dimostra da par suo, Joseph Tusiani , anche con “Short Stories”, è colui che ha la capacità di viaggiare nel tempo e nello spazio, discernendo le cose positive nella letteratura, nella pittura, nella scultura, nella poesia, nella musica, nella storia. . . . nella vita quotidiana. JOSEPH TUSIANI il poeta delle quattro lingue italiano, inglese, latino e dialetto garganico
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