Creato da rigel2_rm il 29/03/2010

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Il potere della scrittura...

Post n°50 pubblicato il 27 Giugno 2010 da rigel2_rm

Ci sono molto modi per "scrivere". Quello impiegato dagli antichi egizi era assai diverso dal nostro...

 

La decifrazione della misteriosa scrittura egiziana ha da sempre appassionato gli studiosi. Nel 1799, un certo capitano francese di nome Bouchard, dirigeva le opere di fortificazione al forte St. Julien, a poco più di quattro chilometri fuori dalla citta di Rosetta. Ad un trattto gli operai che lavoravano scoprirono una pietra che doveva diventare celebre nella storia dell'archeologia: si trattava della "stele di Rosetta", che ha permesso la decifrazione della scrittura geroglifica.  Le vicende della Storia hanno fatto poi in modo che la pietra andasse in possesso degli inglesi, che ne hanno fatto uno dei reperti più importanti del British Museum. La pietra, una tavola di durissimo basalto nero, mostrava su una faccia una lunga iscrizione trilingue, con i testi sovrapposti. Delle tre iscrizioni la prima, di 14 righe, era di caratteri geroglifici. La seconda, di 32 righe, era demotica (dalla parola greca "demos" che significa popolo)e che designava un tipo di scrittura in uso presso il popolo, in opposizione a quella ieratica (da "hieros"), cioè sacra), che era riservata ai sacerdoti e ai saggi. La terza iscrizione, di 54 righe, era greca: comprensibile, dunque. Una volta tradotta, quest'ultima risultò essere un decreto sacerdotale in onore di Tolomeo Epifano e terminava con l'ordine formale che "questo decreto, inciso su tavola di pietra dura in triplice scrittura, geroglifica, demotica e greca, fosse scolpito in tutti i piu importanti templi d'Egitto" L'onore della decifrazione dei geroglifici spetta a due studiosi: I'inglese Thomas Young e il francese Francois Champollion che si erano messi al lavoro piu o meno nello stesso periodo di tempo e che dovevano vedere i loro sforzi coronati da successo. Tuttavia e Champollion che deve essere considerato, più del suo rivale, il vero decifratore della scrittura geroglifica. Là dove Young andò per intuizione, Champollion ci giunse con metodo scientifico, avanzando cosi tanto nella sua ricerca che alla sua morte, avvenuta nel 1832, poteva lasciare una grammatica ed un dizionario. Ma in cosa consisteva, dunque, questa scrittura che i greci chiameranno geroglifica (da "hiero glyphicà", cioe "segni sacri")? Gli egiziani antichi chiamavano i loro testi scritti "parole degli dei". Secondo la tradizione, infatti la scrittura era stata insegnata agli uomini direttamente dal dio Thot, durante il regno terreno di Osiride. E la scrittura mantenne sempre, attraverso i secoli, un carattere di sacralità investita di poteri magici. Chi sapeva tracciare quei circa trecento segni che componevano la scrittura egiziana (ognuno dei quali indicava un suono o un oggetto), veniva tenuto in grande considerazione. I nomi dei re e delle regine erano racchiusi in un contorno che gli archeologi hanno chiamato "cartouche": fu proprio partendo dai nomi di Cleopatra e di Tolomeo, incisi dentro il loro cartiglio nella stele di Rosetta, che Champollion iniziò il suo lungo lavoro di decifrazione e di lettura, Gli antichi egiziani scolpivano i geroglifici sulla pietra dei templi o li dipingevano sulle pareti delle camere sepolcrali o li tracciavano con penne di giunco sui rotoli di papiro, l'antichissimo antenato della nostra carta. II papiro è una pianta perenne, una specie di giunco il cui fusto raggiunge un'altezza dai due ai cinque metri, e termina in alto con una ampia infiorescenza a forma di ombrello. Il midollo del gambo, bianco e spugnoso, veniva tagliato in sottili pellicole che venivano stese su una tavola e incollate ai bordi. A questo strato ne veniva sovrapposto un altro incrociato, che veniva bagnato e quindi fatto seccare al sole. Si otteneva cosi il foglio, che veniva pressato e quindi raschiato per renderlo piu sottile. I vari fogli erano poi incollati gli uni agli altri: ne risultava cosi una lunga striscia, che veniva arrotolata, dove si scriveva in colonne affiancate.



Preghiera degli scribi.

O Thot, preservami da parole vane.
Stai dietro di me (per guidarmi) al mattino.
Vieni, tu che sei la parola divina.
Tu sei una dolce fonte per il viaggiatore assetato nel deserto.
Essa è inaccessibile per il chiacchierone, prodiga per il silenzioso.

 

Papiro Sellier 1,8, 2-6

 


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PENALMENTE L'OFFENSORE

E CITARLO PER DANNO

La Corte di cassazione con la sentenza n. 8824 della Quinta sezione penale depositata il 7 marzo 2011, ha condannato chi, utilizzando un nickname su un forum online diffondeva ingiurie, in forma anonima, nei confronti di altre persone.

L'indirizzo Ip ha inchiodato l'autore della diffamazione, confermando che la traccia digitale permette l'identificazione senza dubbi.

commissariato di P.S. online:

 

 

 

 

Grazie Leon! 

 

 

 

 

 

 

 

 

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