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Heinrich Schliemann - Quando il sogno diventà realtà...

Post n°52 pubblicato il 29 Giugno 2010 da rigel2_rm

 

Canta, o dea, l’ira di Achille Pelide,

rovinosa, che infiniti dolori inflisse agli Achei,

gettò in preda all’Ade molte vite gagliarde         

d’eroi, ne fece bottino dei cani,

di tutti gli uccelli – consiglio di Zeus di compiva –

da quando prima si divisero contendendo

l’Atride signore di eroi e Achille glorioso.

Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti (1960) dell'incipit del proemio dell'Iliade.

Cantami o Diva, del Pelide Achille
l'ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse alme d'eroi,
e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l'alto disegno s'adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de' prodi Atride e il divo Achille.
"

Traduzione di Vincenzo Monti.
(per Cavaliere dei Draghi)

Heinrich Schliemann divenne una delle figure più importanti per il mondo dell'archeologia per la rilevanza delle scoperte da lui compiute nel XIX secolo. Raggiunse la celebrità con la scoperta, dopo anni di ricerche e studi, della mitica città di Troia e del cosiddetto tesoro di Priamo.

"Io la ritroverò, la riporterò alla luce" - dopo 40 anni, scavò e convinse il mondo che Troia era realmente esistita.

Nasce a Neubuckov, Mecklemburgo-Schwerin, il 6 gennaio 1822, e cresce in un piccolo villaggio, Ankershagen, in cui al padre, un pastore protestante, viene assegnata la direzione della parrocchia. Lì Heinrich trascorre i suoi primi anni di vita.

Quel villaggio, pieno di leggende influenza la sua fantasia; come quella del fantasma del precedente parroco che si aggirava nel giardino della parrocchia; o quella del laghetto chiamato "Scodella d'argento", da cui la notte emergeva lo spirito di una fanciulla con una scodella in mano. E nei pressi del villaggio c'era una antica tomba pagana nella quale si diceva un cavaliere gigante avesse sepolto il suo bimbo in una culla d'oro; inoltre c'era anche un castello medioevale con tanto di fantasmi e passaggi segreti.


Il padre la sera gli racconta le storie dei popoli antichi e dei miti omerici e di Troia. La scoperta della completa distruzione di Troia lo incuriosisce molto. E quando suo padre gli regala "Storia Universale per ragazzi" del dr. George Jerrer, scorge una illustrazione della città che da anni lo affascinava in fiamme. Si rivolge al padre e gli dice: "Ti sei sbagliato, Jerrer ha visto Troia altrimenti come avrebbe potuto descriverla così."
E al termine della conversazione il piccolo, entusiasta, aggiunge: "io la ritroverò, la riporterò alla luce!"
A dieci anni, tanto era colpito dalla ricerca della città di Troia che scrive, in un cattivo latino, un poema dedicato a Troia.

Tale è la sua fissazione che quando gioca con i ragazzi del villaggio non fa altro che parlare di Troia suscitando il loro scherno e risa. Solo una sua amica Minna gli crede e sogna insieme a lui. Lei sarà il suo più grande, forse unico amore.
Ma ancora piccoli devono separarsi e al dolore della morte della madre si aggiunge quello della perdita dalla sua cara Minna.
Dopo 5 anni da quella separazione si incontrano per pochi minuti, ed entrambi piangono per la commozione.
Schliemann decide di impegnarsi negli anni futuri per diventare un uomo degno di sposare la sua Minna e sperando terribilmente che lei non prenda marito prima di quel momento.

Spinto dall'amore per la sua Minna, da garzone diventa in 10 anni un mercante indipendente della prima corporazione di Pietroburgo. A soli 19 anni rifiuta un lavoro sicuro per imbarcarsi per l'America senza denaro, e durante un naufragio perde tutto.
Ma è un uomo consapevole del fatto che può vivere solo mettendo in gioco se stesso, osando ogni giorno.
Ha la capacità di sfruttare la memoria e impara 15 lingue, per le prime 6 occorrono 6 mesi e poi per le successive solo 6 settimane.
Dopo 10 anni dal naufragio, parte nuovamente per l'America e apre una banca a Sacramento, sfugge a stento da un incendio a San Fracisco.
Gira il mondo sempre attratto da Paesi sconosciuti e annota su un libretto da viaggio le sue sensazioni e tutto ciò che vede. In seguito ad un incidente, in cui solo il suo libretto da viaggio si salva, gli amici lo chiameranno Giona.

Nel suo diario racconta come notte e giorno s'impegna per imparare l'inglese, poi lo spagnolo, il portoricano, il francese, l'olandese e anche l'italiano.
S'mpegna fino in fondo, spinto solo dal desiderio di sposare Minna.
E finalmente quando ormai si sente degno di lei scrive una lettera al padre dell'amata per raccontare tutte le sue vicissitudini e per chiederla in moglie.
Ma gli viene risposto che lei è già sposata.
Il dolore e la delusione che Schliemann descrive nel suo diario sono così forti e densi che egli stesso afferma: “credevo che non avrei mai potuto superare il dolore della perdita di Minna.”

Quello stesso amore prima lo aveva spinto ad essere un uomo di successo e poi gli aveva dato uno dei più grandi dolori.

Sposa una russa ma il matrimonio finisce presto. Nel 1869 è la volta del suo secondo matrimonio con Sophia Kastromenos.
Ma il suo unico obiettivo è cercare di realizzare il sogno fanciullesco: scoprire le rovine dell'amata Troia, come aveva promesso sia a suo padre, sia a Minna.

E così fu , cercò Troia su una collina detta Hissarlik, tra il mar Egeo e lo stretto dei Dardanelli, in Turchia.
Nel 1870 comincia gli scavi e nel 1873 scopre una cittadella con tracce di incendio: aveva portato alla luce Troia.


Nel 1879 porta avanti gli scavi a Micene, condotto dalle opere del geografo greco Pausania, convinto che lì erano stati sepolti i re greci. Proprio in tale occasione trovò alcuni tumuli e all'interno la maschera che allora si credeva del re Agamennone.

Questo tesoro era stato trovato alla profondità di 10 metri in un recipiente di rame largo 1 metro e alto 45cm.

Gli scavi sulla collina avevano rivelato diversi strati della città, tutti insediamenti di epoche diverse.

Nelle tombe Schliemann trovò inoltre gioielli, armi, utensili, pettorali con cui erano solitamente adornati i morti di stirpe regale, maschere d'oro che conservavano ancora i lineamenti reali e non idealizzati dei defunti; tra questi credette di individuare il volto del leggendario re Agamennone.

Così anche dopo la sua scomparsa, dal 1891 al 1897, i lavori vengono portati avanti dall'archeologo tedesco Wilhelm Dorpfeld, che ne scopre ben 9 strati. Successivamente conclusi dall'americano C.W. Blegen dal 1950 al 1953.
Nella pianura sottostante la collina ci sono diversi tumuli e Heinrich Schliemann aveva ipotizzato vi fossero le sepolture dei grandi guerrieri greci. Ma purtroppo quello che è stato trovato non è sufficientemente conservato per poter essere identificato.

Vien molto criticato per la sua scoperta, nonostante il fatto che si avvalga della collaborazione di innumerevoli studiosi. In particolare un vecchio capitano di artiglieria Ernst Boetticher lo attacca ripetutamente accusandolo di falso e sostenendo che Troia era una sola mega necropoli a incinerazione.
La polemica viene trascinata per anni e il capitano in pensione riesce, con la scusa di confutare Schliemann, a pubblicare tesi e obiezioni su giornali, riviste e libri.
Quando la cosa va ben oltre sfociando negli insulti, allora Schliemann organizza un pubblico incontro e sapendo che i gradi di un capitano possono fare più presa sul pubblico invita un rispettabile professore dell'Accademia di Vienna; questi respinge integralmente le asserzioni del capitano. Il pubblico comprende che Schliemann, scopritore della città di Troia, merita più fiducia di Bioetticher, che non aveva neanche visto mai di persona gli scavi.

Schliemann riuscì ad esportare segretamente il tesoro in Grecia per questo venne accusato dalla Turchia di esportazione illegale e costretto a pagare una ingente multa; l'archeologo tuttavia pagò una somma maggiore pur di divenirne il proprietario, quindi decise di donare il tesoro alla Germania, dove questo rimase fino alla seconda guerra mondiale. Il  6 marzo 1945 Hadolf Hitler ordinò che fosse nascosto nelle miniere di sale di Helmstdedt, in previsione della sconfitta e per evitare che cadesse in mano ai sovietici. L'ordine di Hitler non venne eseguito e il tesoro finì a Mosca.

Negli anni successivi i russi smentirono che questo si trovasse nelle loro mani e così scoppiarono infinite polemiche. La prima conferma ufficiale della presenza del tesoro in Russia si ebbe nel 1993 da parte di Boris Eltsin che, ospite ad Atene presso il capo di Stato greco, dichiarò che il tesoro si trovava a Mosca, al  Museo Putskin. Nel 1944 una commissione di esperti di diverse nazioni confermò che si trattasse proprio dei ritrovamenti di Schliemann a Troia.

Attualmente quattro nazioni si contendono quel tesoro: la Turchia (dove è stato rinvenuto), la Grecia (erede della tradizione omerica), la Germania (a cui fu donato dall'archeologo) e la Russia (dove si trova attualmente).

La morte colse Schliemann a Napoli, nel a1890 mentre aspettava l'autorizzazione per nuovi scavi; si concludeva così, sul campo, la storia del povero garzone che aveva immaginato di trovare una città e i suoi tesori e che era riuscito a realizzare il suo sogno.

Egli è il padre dell'archeologia. Prima di lui l'archeologia era solo ricerca dell'arte classica, di tesori e vasi. Solo successivamente alla sua pertinacia, l'interesse dell'archeologia si è rivolto soprattutto alla successione degli strati, all'identificazione di una civiltà e del panorama umano di un'epoca.

 (dal Web)

 

 

 
 
 
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E CITARLO PER DANNO

La Corte di cassazione con la sentenza n. 8824 della Quinta sezione penale depositata il 7 marzo 2011, ha condannato chi, utilizzando un nickname su un forum online diffondeva ingiurie, in forma anonima, nei confronti di altre persone.

L'indirizzo Ip ha inchiodato l'autore della diffamazione, confermando che la traccia digitale permette l'identificazione senza dubbi.

commissariato di P.S. online:

 

 

 

 

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