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« 8^ 2013-2014 Fiorentina ...C.L. 2013/2014 Real Madr... »

Conte e gli allarmi inascoltati. Squadra vittima della presunzione

Post n°1040 pubblicato il 23 Ottobre 2013 da resistenzabianconera

La pesante sconfitta con la Fiorentina, ma soprattutto il modo in cui è maturata, preoccupa il tecnico che fin dall'estate aveva lanciato messaggi a ripetizione chiedendo al club una revisione dell'organico. C'è meno fame e alcuni big (Pirlo e Buffon) non stanno rendendo secondo le aspettative. ''Ma è un cazzotto - ha detto l'allenatore - che può svegliarci''. A Madrid la prima risposta



 La Juventus, adesso, bascula tra due paure, tra l'avere capito tutto di ciò che è successo a Firenze e l'averci capito invece nulla, come ha confessato Barzagli dopo i quattro schiaffoni del Franchi. Cosa succede, ai campioni d'Italia? Se i sospetti di Conte sono giusti, e se quindi esiste consapevolezza del problema, i bianconeri sono vittima dell'imborghesimento, dell'appagamento, della presunzione. Avendo vinto molto, si sono lasciati sedurre dall'idea che vincere ancora non sarebbe stato poi così difficile. E così si è sbriciolata la marmorea concentrazione degli ultimi due anni, si è incrinata la granitica compattezza del gruppo, s'è placata l'insaziabile bulimia di successi che portava a divorare partite e avversari. I giocatori si allenano con un briciolo in meno di perfezionismo (e da qui hanno origine certi infortuni muscolari), non sono più impeccabili nei comportamenti (è il caso di Vidal), si concedono distrazioni e leggerezze (in otto partite sono stati subiti dieci gol, e tutti con dolo), si lasciano sedurre dalla presunzione.

A questo punto, hanno un senso gli allarmi lanciati a ripetizione da Conte ("Dobbiamo metterci in testa che quest'anno vincere sarà molto ma molto più difficile") e da Buffon ("Ho paura che non vinceremo più") fin dall'estate. Ma acquistano significato anche le amichevoli di luglio e agosto, tutte perse o pareggiate, e soprattutto le inquietudini primaverili dell'allenatore: Conte mise in dubbio la sua permanenza perché sentiva puzza di bruciato, avrebbe voluto una revisione profonda dell'organico perché considerava molti giocatori logori o sazi ma la società non aveva i mezzi per realizzarla. Quindi, quel che succede oggi ha avuto molte avvisaglie, ma è una situazione che può avere un rimedio: "Questo cazzotto", ha annotato il tecnico, "può servire a svegliarci e a farci capire quello che ancora non abbiamo capito. Per fortuna il tempo per riprenderci non manca: non siamo ko".

Ma benché il problema fosse noto, né Conte né altri hanno saputo trovare una soluzione. E se allora la Juve avesse una malattia ancora non diagnosticata? Se i disagi non fossero principalmente mentali, ma tecnici o tattici? Nessuno, infatti, si sa spiegare la ragione di certi black out: "Capirei se staccassimo la spina prima di entrare in campo, ma dopo settanta minuti di dominio è incomprensibile". Conte non ha voluto rinfrescare modulo e schemi, forse ormai troppo prevedibili per un campionato che ha imparato a conoscerli, e a contrastarli. Forse la difesa va in barca perché peggio protetta: la Juve gioca a ritmi più bassi e la manovra collettiva delega molto alle iniziative del singolo, in particolare Tevez. Forse un giocatore come Llorente meriterebbe qualche correzione agli schemi d'attacco: per quanto si applichi, non sarà mai in grado di dialogare nello stretto.

Ci sono dunque tanti dubbi, molte domande, troppe analisi di fare. E pochissimo tempo da spendere, visto che mercoledì è già ora di Real Madrid. La Juventus parte per la Spagna già questa sera con le sue stelle offuscate: il rendimento di Pirlo è assolutamente ordinario, quello di Buffon addirittura preoccupante. Quest'anno ha già collezionato tre errori, ed è stranissimo per uno che in genere rasenta la perfezione. Quello di Firenze sarebbe il quarto, però in realtà non si è trattato di una papera ma di un clamoroso e preoccupante atto di debolezza: sul tiro di Rossi si è buttato come se fosse senza forze, afflosciandosi a terra invece di slanciarsi in tuffo. E anche questo, non è un problema senza soluzione?

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