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« Conte e gli allarmi inas...9^ 2013-2014: Juventus -... »

C.L. 2013/2014 Real Madrid - Juventus 2-1

Post n°1041 pubblicato il 24 Ottobre 2013 da resistenzabianconera
 

La squadra di Conte non demerita ma la sconfitta complica il cammino verso gli ottavi. Cristiano Ronaldo sblocca subito il risultato, Llorente trova il meritato pari ma subito dopo è ancora il portoghese (su rigore) a firmare la rete del nuovo vantaggio della squadra di Ancelotti. Nella ripresa l'arbitro espelle (ingiustamente) Chiellini, inutili gli assalti finali



Real Madrid: Casillas - Arbeloa, Pepe, Ramos, Marcelo - Khedira Illaramendi (72' Isco) - Di Maria (79' Morata), Modric, Ronaldo - Benzema (66' Bale). All. Ancelotti
Juventus: Buffon - Caceres, Barzagli, Chiellini, Ogbonna (68' Giovinco) - Vidal, Pirlo (59' Asamoah), Pogba - Marchisio - Tevez, Llorente (50' Bonucci). All. Conte
Arbitro: Grafe (Ger)
Reti: 4' Ronaldo, 22' Llorente, 28' Ronaldo (rigore).
Note: Recupero 2' e 3'. Ammoniti: Chiellini, Caceres e Illaramendi, Modric e Ramos.  Angoli 5 a 4 per la Juventus.

 Infestante e dannoso come la gramigna, Chiellini marca con un fallo da rigore e con un'espulsione la prima sconfitta in Champions della Juventus di Conte. Dubbi o meno che siano i due episodi che costringono alla resa la squadra, e che consentono al Galatasaray di sorpassare in classifica, la terna individua entrambi le violazioni, tutt'e due facilmente evitabili. Così si arrende una Juventus che, ad armi pari, se la gioca, sapendo reagire subito allo svantaggio immediato. Non solo: con un Real che interpreta la partita con una sufficienza irritante (mai visto Ancelotti così arrabbiato nella sua carriera di allenatore), ad armi pari - forse - persino il colpaccio sarebbe stato possibile.

Il veleno nell'avvio - Il Real parte bene. Sornione, palleggia sotto ritmo, ma d'improvviso accelera. Trova filtro a destra dove lo scambio Di Maria-Arbeloa, consente all'argentino una proiezione orizzontale al centro chiusa con un secco taglio di sinistro per premiare lo scatto di Ronaldo tenuto in gioco da Barzagli. Cr7 evita l'uscita bassa di Buffon e infila la porta vuota. La Juventus però è ben organizzata, Pirlo fatica a trovare la cabina di regia e lo fa sempre di più per il sacrificio sulle sue tracce di Benzema. Ma Pogba almeno per mezz'ora è riferimento continuo. Chi fatica è Marchisio a interpretare il nuovo ruolo di ala destra. Con Marcelo ne nasce un'intesa fondata sulle amnesie. Come a dire: tu non chiudi su di me e io non lo faccio su di te. Così si spiega il tiraccio del nostro dopo pochi secondi che Casillas vola a mettere in angolo, così si spiega come la Juventus trovi facilmente il pareggio su proiezione di Caceres e cross che Pogba prova a trasformare in moneta pesante. Casillas d'istinto ribatte il colpo di testa del francesino, ma c'è Llorente a ribadire da due passi, anticipando Pepe. Il pari dopo 22 minuti sembra un risultato equo e solidale, il Real galleggia in modo stucchevole in mezzo e trova ben poca profondità, ma è merito di una Juventus molto raccolta e concentrata. Chi perde la tramontana, uscendo dal tema, è Chiellini, su punizione che Modric scodella in mezzo. Il pallone è alto, come una luna imprendibile, ma il livornese trattiene Ramos e lo porta a terra. Grafe chiude un occhio ma li tiene aperti il giudice di porta. Rigore: minuto 28, Ronaldo concede il bis.

La Juve prova a reagire ma sta bene attenta a non concedere campo alle ripartenze. Cala però Pogba e proprio da una palla persa dal giovanissimo talento il Real ha la sola occasione in contropiede per allungare. Benzema serve Ronaldo ma il tiro dal limite è largo.

Dura assai poco il secondo tempo. Tre minuti. Quando Ronaldo accelera e Chiellini allarga il braccio colpendolo al volto (il portoghese cade come fulminato come se colpito dal miglior Mohammed Alì), Grafe - un paio di anni fa premiato come miglior fischietto di Bundesliga - caccia il livornese e pone fine alle speranze. Fuori Llorente, dentro Bonucci, il 4-4-1 cancella la fase offensiva della squadra ospite. Ne esce una seconda parte bruttissima, mostra i problemi caratteriali della squadra più ricca d'Europa: giocatori in difetto di forma, si limitano a girar palla, non affondano mai, aspettano e fanno trascorrere il tempo. Benzema si divora la sola occasionissima, a porta vuota, su cross dal fondo di Di Maria (il migliore assieme a Cr7). Da segnalare pure dopo un'ora la rinuncia di Conte a Pirlo. Entra Asamoah, il regista esce contrariato e neanche troppo rincuorato dagli applausi convinti di tutto il Bernabeu (un segno di gradimento, probabilmente). Casillas si oppone a un diagonale timido di Giovinco, ultima carta giocata da Conte, ma pure il tecnico bianconero ha qualcosa da dover spiegare. Ogbonna schierato fuori ruolo, terzino sinistro, è un nonsense, persino umiliante per l'ottimo centrale ex torinista. Ma sì è persa una battaglia, non la guerra. La qualificazione si complica, probabilmente passerà da un successo sul Bosforo.

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