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13^ 2013-2014: Livorno - Juventus 0-2

Post n°1047 pubblicato il 24 Novembre 2013 da resistenzabianconera
 

Llorente super, gol e assist. Raddoppio di Tevez: aspettando la Roma (lunedì), Conte è primo. Staccato il Napoli: adesso è a -6


Livorno (3-5-2): Bardi 6; Coda 6, Rinaudo 6, Ceccherini 6.5 (40′ st Gemiti sv); Schiattarella 6, Luci 6, Emerson 6, Greco 6.5, Mbaye 6.5 (36′ st Piccini sv); Siligardi 6, Emeghara 6 (28′ st Borja sv). In panchina: Anania, Aldegani, Valentini, Decarli, Lambrughi, Benassi, Mosquera, Biagianti, Belingheri. Allenatore: Nicola.
Juventus (3-5-2): Buffon 6; Caceres 6.5, Vidal 6, Chiellini 6.5; Padoin 6.5, Pogba 6.5, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Asamoah 6.5 (42′ st Peluso sv); Tevez 6.5 (35′ st Quagliarella sv), Llorente 7.5 (35′ st Vucinic sv). In panchina: Storari, Rubinho, Motta, De Ceglie. Allentore: Conte.
Arbitro: Massa di Imperia 6.5.
Reti: 18′ st Llorente, 30′ st Tevez.
Note: giornata buona, terreno in discrete condizioni.
Ammoniti: Mbaye, Greco, Asamoah, Luci.
Angoli: 11-3 per la Juventus.
Recupero: 0′, 3′.
Spettatori: 19.000.



Con un bel gol, e un assist che spalanca il raddoppio, Fernando Llorente risolve il pomeriggio della Juve, che si stava facendo complicato a Livorno. Da sessanta minuti, i bianconeri assediavano, ma non passavano. Ci ha pensato lo spagnolo, hombre del partido: terzo gol nelle ultime tre partite, il quinto in nove gare da titolare. Piuttosto decisivo, insomma. Replay dell’azione decisiva: bel ricamo di Asamoah in mezzo al campo, passaggio per Pogba sulla destra e cross a mezz’altezza per il tagliante Llorente, che di piattone, in corsa, fulminava Bardi. E’ il minuti 18 della ripresa, e Antonio Conte può esplodere verso la sua panchina. Dodici minuti più tardi, Llorente abbassa la serranda sul match, difendendo un pallone al limite con tagliafuori da basket, e armando il piede di Tevez: all’argentino basta un colpo di biliardo per mettere la palla nella buca d’angolo (destro). Finita lì, anche se i bianconeri possono pure fare il 3-0 con un palo di Coda, disperato sull’entrata volante di Pogba (37’ st). 
 
Finisce invece 2-0, con la Juve che, aspettando la Roma, torna in testa solitaria, roba che non accadeva dal maggio scorso. Buone notizie anche per Buffon, e la difesa tutta, che non becca gol da cinque partite, dopo l’emmenthal di inizio campionato. 
 
Nel primo tempo si gioca a una porta sola, quella del Livorno, anche se alla fine i toscani tengono i rischi al minimo: i bianconeri tirano nello specchio solo da fuori, Pogba al 31’, centrale, e Asamoah al 37’, sul primo palo, ma Bardi ci mette sempre bene i pugni. Per il resto la Juve non è mai pericolosa, davanti a una metà amaranto più blindata dell’accademia della Marina, che sta dietro lo stadio. Nicola, tecnico del Livorno, bada pochissimo al bon ton del gioco, e tanto alla pratica del risultato: morale, un 3-5-2 con la chiusura istantanea in una difesa a cinque, con un difensore centrale in mezzo al centrocampo (Emerson) e dieci uomini costantemente dietro la linea della palla. Con un campo così intasato, Conte ha un bel da sgolarsi, ma nessuno può trovare il vicolo giusto e a poco serve invertire più di una volta i settori di Pogba e Marchisio. Tevez la vede pochissmo, Llorente un po’ di più, ma non può far altro che sponde e un paio di colpi di testa, fuori bersaglio. Il Livorno si limita a qualche contropiede, il più pericoloso dei quali finisce però cancellato dal fuorigioco. Vidal, da centrale difensivo, offre buone coperture, così come Caceres e Chiellini, ruvido e fischiato ex, che gli giocano accanto. 
 
Altra rumba nella ripresa, quando il Livorno un po’ si allunga, e la Juve cammin facendo avrà più spiragli nei quali infilarsi. Anche se poi il primo rischio era proprio per i bianconeri (al 12’ st), ma Emerson sprecava tutto mangiandosi il passaggio. Da lì in poi, solo Juve, che poteva andare in vantaggio già dopo 14 minuti, per una mano di Ceccherini in area, piuttosto clamorosa. L’arbitro Massa ne combinerà anche di peggio, pur senza incidere sul risultato, per sua fortuna. Quattro minuti dopo, infatti, arriva il gol di Llorente, che brucia la copertura di Rinaudo e Greco. Siamo al 18’ e la partita ha già un indirizzo. Residenza del risultato assegnata definitivamente al minuto numero 30, quando Llorente con una perfetta sponda, spalanca la visuale a Carlitos, che di precisione infila Bardi. Resta giusto il tempo per qualche calcione, come quello che Luci rifila a Pogba: palla lontana, fallo violento e pericoloso, da rosso diretto. Massa arriva al giallo, e con incompresibile lentezza. Che non contasse più, non è una gran attenuante. 


 
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