Conte di Montecristo

Convoglierò in questo blog ogni forma d'irritazione sociale, d'infiammazione spirituale nonchè d'indolenzimento culturale se non altro per trovare rimedio, al peggio una giustificazione, a questa mia devastante ipocondria.......

 

STUDI VAMPIRICI


La mia passione per il Vampirismo e le sue sfumature artistico-letterarie affonda le sue radici nell'atavica paura del Buio e di tutto ciò che Esso può celare ad occhi umani; ho imparato a percepire il Buio stesso non più come un'entità astratta in grado di partorire mostruosità e di fagocitare ogni mio sguardo nel ventre cieco della Vertigine ma, piuttosto, come una sorta di sacco amniotico ove giacere e farsi scudo dai pericoli che la quotidianità mi pone davanti...Col tempo ho imparato ad amarlo e a tenermelo stretto come il migliore degli amici, un alleato che non tradisce mai, che è capace di nascondere ogni bruttura e che, soprattutto, si fa carico del Silenzio di un Anima Solitaria, il Vampiro...
 

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Presentazione della conferenza "Il Mito del Vampiro"

Post n°401 pubblicato il 04 Novembre 2015 da stefanosterbini

La mia passione per il vampirismo e le sue sfumature artistico-letterarie affonda le sue radici nell’atavica paura del Buio e di tutto ciò che esso può celare ad occhi umani…Ho imparato a percepire il Buio stesso non più come un’entità astratta in grado di partorire mostruosità e di fagocitare ogni mio sguardo nel ventre cieco della Vertigine ma, piuttosto, come una sorta di sacco amniotico ove giacere e farsi scudo dai pericoli che la Quotidianità mi pone davanti…Col tempo ho imparato ad amarlo e a tenermelo stretto come il migliore degli amici,un alleato che non tradisce mai, che è capace di nascondere ogni bruttura eche, soprattutto, si fa carico del Silenzio di un’Anima Solitaria…il Vampiro…IlSentiero che vi chiedo di percorrere con me non è per aspiranti voyeuristi dell’orrido né tanto meno è una fuga da una realtà che, giorno dopo giorno, ci tiene ai margini con i suoi preconcetti e le sue frenesie; piuttosto è il tentativo indiscreto di comprendere come un’entità tangibile qual’è l’emarginato abbia assunto dei connotati così violentemente grotteschi e riprovevoli all’occhio della morale comune…eppure l’Arte e la Letteratura, negli spazi reconditi di qualche foglio violentato dal Tempo, ha trasformato il Vampiro in un inedito Cyrano…. poesia e romanticismo a intrecciarsi in un amplesso fatto di castelli tenebrosi e giovani spose rapite nottetempo; ma il Vampiro è un Eroe dalle vagolanti ombre crepuscolari perché affronta l’Eterno con la coscienza di chi ha visto oltre la Porta e si è fatto inebriare dai fumi oppiacei di Arcane Conoscenze. Ombra fugace sui libri di storia ha lasciato l’impronta luciferina in documenti storici di cui daremo necessariamente lettura per comprenderne alfine le sembianze ma non l’essenza cui resta un mistero per i più mentre per “i meno”si raccomanda di non farne menzione o, perlomeno, di celarlo sotto mentite spoglie “perché le perle non si danno ai porci”… La medicina dell’uomo oscurantista ci darà l’espressione qualitativa di un Essere che può essere“messo a dormire” con un paletto conficcato nel cuore o con il netto taglio della testa mentre i racconti della superstizione clericale ci daranno la misura di ciò che l’uomo postrinascimentale (e non solo) temeva di più: il ritorno dei morti sulla terra! (George Romero sverrebbe di gioia!);snoccioleremo nomi e fatti in nome di un estremo e, ahimè, inane tentativo di separare il vero dal falso, i fatti dalle corbellerie. Ci sarà anche un po’ di Accademiaè vero ma sarà solo per una sorta di miserevole narcisistica autocelebrazione.  Se non avete compreso appieno il senso di questi miei pensieri non è perché siete troppo lontani dal mio personale modo di vedere le cose ma è solo perché siete troppo vicino al mio volto …così tanto vicini da non vedermi nella mia assurdamente umana interezza…prendetemi per quello che sono… perché io sono il Reietto nel Pulviscolo…la Consistenza della Nebbia…la Forma della Luce divenuta Tenebra…

 
 
 

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Post n°399 pubblicato il 30 Ottobre 2015 da stefanosterbini

Se le mie emozioni sono per te cibo non morirai mai di fame...

 
 
 

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Post n°398 pubblicato il 25 Settembre 2015 da stefanosterbini
Foto di stefanosterbini

Servono davvero due occhi per accorgersi delle tue mani affondate nel Buio? Se muovi le dita impasterai la Tenebra e ne farai Pane da offrirmi come Ultima Cena...l'Amore si sa è un modo come un altro per morire....

 
 
 

lettera aperta allo pseudoartista M.Conte

Post n°395 pubblicato il 12 Giugno 2015 da stefanosterbini

​la comprensione non è di questo mondo e nemmeno sono qui a elemosinarla; d'altronde ho vissuto con mio padre per 47 anni e all'improvviso spunta il saggio che, dall'alto della sua purezza artistica, si erge a moralizzatore della vita altrui...neanche il karma m'appartiene ...nulla m'appartiene...le vite cambiano in una frazione di secondo e i sentimenti si trasformano..anche in rabbia...(i puntini di sospensione sottintendono e non sospendono)...la vita resta un bel filo disteso tra le nostre dita e quelle di Dio...basta un attimo di distrazione e quel filo salta via come un elastico in faccia all'uno o in faccia all'altro...l'essere colpiti più volte non fa di te un eroe o un martire ma una persona almeno da rispettare...non ho sette vite come i gatti e nemmeno faccio le fusa a chi non tende la mano per accarezzarmi sulla testa...sono un figlio orfano...anzi già lo ero da tempo....mentre voi tutti eravate impegnati a cantare nei profondi abissi della poesia...poesia è fare...poiesis sì proprio quella! ma io in realtà non facevo...non facevo un cazzo e mi addormentavo alla ricerca delle mie radici...sospese nel subconscio..bruciate dalla lucida follia dell'egocentrico spermatozoo che 47 anni fa mi ha dato la vita non vita...gran cosa l'amicizia ma non ereditabile e comunque ho dato inizio a un'accettazione d'eredità con beneficio d'inventario...a grattare la pancia alle nuvole si finisce sempre per farsi pisciare addosso;che smacco per il sognatore in cerca di cirri dal muso d'animale! Stop al romanticismo!
saluti

 
 
 

In solitudine di memoria

Post n°394 pubblicato il 20 Maggio 2015 da stefanosterbini

Tu, come me,

sei malata di te stessa.

Tu, doppiamente vivente,

tra il tuo essere e il mio non essere;

io, doppiamente morente,

tra il mio essere e il tuo non essere.

 

Guarda,

tra noi non c’è differenza…

indifferenza alcuna.

 
 
 

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Post n°392 pubblicato il 04 Maggio 2015 da stefanosterbini
 

Questo scritto è stato ritrovato da me medesimo il giorno del funerale di mio padre...un pezzo di ferro lo inchiodava alla sua vecchia ed esausta libreria....un abbraccio

Ciao,

quanti momenti sono dedicati a Te, Arte, cullata e pensata sin da piccolo perché la dolcezza e bellezza mi hanno sempre attratto. Mia madre la immagino sempre giovane, come te che non invecchierai mai perché se non fosse così sarei già "morto". Un giorno morirò ma tu continuerai ad adorare quanto ho prodotto. Anzi finalmente staremo insieme senza obbligo di orari, di scadenze, di rapporti con altri. Nulla dovremo agli altri, né tanto meno giustificare il nostro rapporto sublimato al massimo da decenni.

 

 

 
 
 

Amore cosmico

Post n°391 pubblicato il 20 Aprile 2015 da stefanosterbini

Comprimere il tempo, molla degli annoiati, per dilatare lo spazio; è così che gli universi lontani, mantici d'arcana intelligenza, gonfiano i loro confini fino a toccarsi e, poi, compenetrarsi l'uno nell'altro...

 
 
 

Lievi colorazioni per un poster da strappare

Post n°390 pubblicato il 13 Aprile 2015 da stefanosterbini

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Vampiri allo specchio

Post n°388 pubblicato il 09 Aprile 2015 da stefanosterbini

“…..Oh, Frufrù, che bellezza se potessimo entrare nella Casa dello Specchio! Son certa che ci sono tante belle cose. Fingiamo di poterci entrare, Frufrù, fingiamo che lo specchio sia morbido come un velo, e che si possa attraversare. To', adesso sta diventando come una specie di nebbia... Entrarci è la cosa più facile del mondo…».

Così disse Alice al suo gatto e le porte di una strana Dimensione si aprirono per inghiottirla laddove la Fantasia sovverte le regole della logica e della razionalità rivendicando il suo diritto a esistere. E come Alice, protagonista di un viaggio iniziatico,  riesce a varcare la Soglia fino ad esplorare le Terre dell’ultrasensibile, così, entità sconosciute, usano il medesimo sistema per ottenere lo scopo inverso e raggiungere il nostro mondo.

Gli stessi occultisti, nel corso dei secoli, s’impegnarono a fondo per utilizzare lo specchio, sia in forma di lastra metallica che di recipienti colmi d’acqua, per fini non solo divinatori ma anche evocativi; lo Spirito evocato, quindi, utilizza lo specchio come Porta per palesarsi all’operatore.

Il Vampiro è un’entità che appartiene a una Dimensione completamente avulsa dalla realtà in cui viviamo, una Dimensione nella quale ogni nostra più recondita paura, dopo aver assunto le peggiori sembianze, vive nell’ossessivo desiderio di renderci schiavi del suo sinistro potere; e basta una piccola crepa che, ecco, giungere dall’Altrove, ogni sorta di esseri diabolici e grotteschi pronti a invadere ogni centimetro della nostra esistenza.

Il Vampiro, richiamato dal nostro atavico terrore del ritorno dei morti sulla terra, passa il confine dello Specchio e, assume una nuova  e più reale consistenza, affondando le sue nuove radici fin nelle più remote profondità del nostro Essere; e farà di tutto per rimanerci perché, in fondo, siamo noi stessi a dargli forza, nutrendolo con le nostre paure e insicurezze.

Il redivivo, pur ostentando una gran spavalderia,  passa ogni momento della sua nuova vita con il timore di essere ricacciato in quel ghetto di creature orribili e leviatani, laddove il suo potere s’infrangerebbe contro le rocce di archetipi ancor più mostruosi; egli, per continuare a sopravvivere, ha bisogno di noi e per farlo deve, a tutti i costi, rimanere ben saldo a questa realtà dimenticandosi della sua vera origine.

Lo Specchio, che non ne riflette l’immagine, lo rende conscio del fatto che egli non è di questo mondo, che non può, in alcun modo, appartenere a una realtà tangibile ma, soprattutto, lo costringe a guardare negli occhi quella che è la sua vera origine. E se lui si accorgerà di essere solo un brutto sogno risucchiato da quella Terra chiamata Leggenda, solo in quel preciso istante, scoccherà, davvero, l’ora della sua fine e lo Specchio diventerà per lui il peggiore dei supplizi. Non gli resterà altro che fuggire…..

 

 
 
 

La Croce e il Vampiro

Post n°387 pubblicato il 07 Aprile 2015 da stefanosterbini
 

I principali sistemi di difesa dai vampiri sono conosciuti a tutti e fanno, ormai, parte della nostra tradizione:crocefissi, collane d’aglio, acqua santa e altri curiosissimi amuleti.Notoriamente la croce sembra il sistema più efficace per difendersi dalle aggressioni vampiriche ma la domanda sorge spontanea:” E se mi trovo a fronteggiare un Vampiro giapponese? Cosa devo fare? Basterà la croce o dovrò mostrargli l’immagine del Buddha? E se ancora venissi aggredito da un Vampiro musulmano? Ci vorrà, forse, una copia del Corano?”Il problema, a dire il vero, non è nel tipo di oggetto che si utilizza ma nel livello di Fede che si ripone nell’uso di quel qualcosa e l’aspetto esteriore della Fede, che si traduce in oggetti e paramenti sacri, è plasmato sulla base della cultura sociale e religiosa in cui si cresce. La croce è l’elemento simbolo della nostra tradizione spirituale, un’icona che, nel corso dei secoli,si è caricata di quell’energia eggregorica generata dalla forza pensiero di migliaia e migliaia di fedeli. Ecco, quindi, che la croce non è potente in quanto tale ma lo è per la misura in cui si è creduto e si crede davvero nella sua forza di oggetto di Luce capace di dissipare le Tenebre e ciò vale anche per altri sacri oggetti tipici di tradizioni diverse. L’elemento cultuale,oggetto di continua venerazione, si radica prepotentemente nel tessuto sociale trasformandosi in baluardo archetipico contro le incursioni delle creature diaboliche e le apparizioni degli spiriti della notte. Seguendo il ragionamento or ora esposto e procedendo per assurdo, per difendersi dal non morto potrebbe anche essere sufficiente un attrezzo qualsiasi, una tenaglia o un cacciavite, che, se riempiti dei giusti contenuti di Fede e di Volontà, permetterebbero di raggiungere quello stato alterato di coscienza indispensabile a far scaturire l’energia psichica necessaria per compiere l’azione autodifensiva che, quindi, diventa atto magico a tutti gli effetti. Un oggetto non ripieno di quel substrato eggregorico accumulato nel tempo, però, può essere “attivato” solo dall’esperto intervento di un Magus sorretto dal suo enorme bagaglio di conoscenze teorichee pratiche. Nonostante l’oggetto sacro, quale la croce, sia di per sé carico di un significato culturale molto forte, la riuscita dell’azione autodifensiva, da parte del profano o, comunque, del non iniziato non è per nulla scontata; ciò è dovuto alla sostanziale diversità di Fede che distingue il profano dall’iniziato.Se, infatti, la fede del profano si esprime con un credere incondizionatamente a verità ammantate di un mero dogmatismo lasciandolo parzialmente sicuro che un’Energia superiore accorrerà davvero in suo aiuto, la Fede del Magus assurge, di contro,a fiducia totale nella Sapienza Magica guadagnata attraverso grandi sacrifici. Il non iniziato, quindi, opporrà la croce al redivivo nella speranza che un aiuto divino giunga in tempo a salvarlo da un orribile destino mentre il Magus,grazie all’oggetto opportunamente polarizzato con un atto di Fede e di Volontà,riuscirà ad estrinsecare una forza psichica decisamente maggiore anche perché sorretto dalla Consapevolezza di essere ciò che e’. Il Magus non agisce mai inpreda alla disperazione neanche quando gli eventi sembrano volgere al peggio ma, anzi, la situazione di difficoltà, anche estrema, fa sì che, grazie a un innalzamento della soglia di attenzione, s’inneschi quel potente meccanismo di Volitiva Affermazione sostenuta dalla Fede nell’atto magico ed ecco che il miracolo (nel senso etimologico di “cosa degna di ammirazione” ) si compie. Tuttavia,il Vampiro di livello poco evoluto potrebbe essere colto da gran terrore per il significato che lui stesso, per un suo retaggio culturale e religioso, attribuisce all’oggetto, rifuggendone, quindi, la vista ma, il consiglio generico è che non c’è mai da fidarsi.

Da un punto di vista essoterico,e per sganciarsi da un tipo d’interpretazione più in linea con la dottrina magica,bisogna sottolineare che la croce, nell’incontro tra il suo asse orizzontale(l’Uomo o le cose terrene) e l’asse verticale (Dio o le cose spirituali),rappresenta l’unione tra l’umano e il divino; il Vampiro, per le sue peculiarità,non è più né Uomo né creatura di Dio in quanto completamente svuotato del principio animico e asservito alle Forze delle Tenebre. La vista della croce,ovviamente, riporta il non morto a questa terribile realtà di un eterno Non - Essere e l’unica strada che gli resta, per non soffrire ulteriormente, è quella della fuga. Del resto, nessuna pietà viene riservata al Vampiro poiché la croce,seppure in fogge diverse, nel suo lungo viaggio nei secoli e per le terre delmondo, si è costruita la sua forza distruttiva con successive e potenti stratificazioni storiche e culturali. Ed ecco che la croce diventa simbolo dell’Albero della Vita con il suo asse verticale, il tronco, ad affondare le radici nelle fertili profondità della Terra fino a risalire, ancora, verso gli alti spazi del Cielo dove la sua chioma riceve, in un flusso continuo, le rubee energie gnomiche.

Al Vampiro, che della sua Non-Morte è inerme prigioniero, non è concesso partecipare di quest’armonia che lega la Terra al Cielo e il Cielo alla Terra; lui, il Signore delle Tenebre,per rabbia e per dolore, è nemico della Vita poiché sa che con Lei mai potrà più unirsi e, di fronte alla mano che impugna la croce, non gli resta che urlare e, ancora una volta, dileguarsi tra le ombre della notte.

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: stefanosterbini
Data di creazione: 29/01/2006
 

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