Stultifera Navis

Non sono ubriaco, ma diversamente sobrio

 


Vado alla ricerca della felicità naturale e possibile
sapendo che la felicità non è una meta,
ma un modo di viaggiare

 

AREA PERSONALE

 

ULTIMI COMMENTI

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2022 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 14
 

TAG

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

AVVERTENZA

I testi contenuti in questo blog, salvo dove specificatamente indicato, appartengono al sottoscritto.
Non valgono una sega, ma se qualcuno volesse copiarli da un'altra parte mi farebbe piacere saperlo.

Grazie

 

 

Sono stanco

Post n°588 pubblicato il 15 Febbraio 2022 da hieronimusb

Si, stasera sono stanco! Stanco di fuori, ma soprattutto stanco di dentro.La stanchezza fisica è comprensibile, da un anno vado avanti e indietro tra Montiano e Modena, mi alzo alle 6 di mattina, spesso lavoro fino alle otto di sera.
Il lavoro mi piace, mi dà soddisfazione, però  non sono più un ragazzino e se qualche anno fa mi sparavo tranquillamente 10.000 km al mese oggi mi accorgo che la mia guida è molto meno sicura.
Ma è soprattutto la stanchezza dentro che succhia energie, quel senso che non saprei definire con altra parola se non inutilità.

Inutilità della vita, di questo continuo affannarsi, lavorare, correre, ritrovarmi in mezzo a gente ignorante, arrogante, arrabbiata e chiedersi "MA che ci faccio io qua?"

Dove è il senso delle cose?, dove sono la bellezza, il piacere?. Certo mi capita di incontrare persone fantastiche, ma se appena appena diventano un po' troppo presenti mi scatta subito la voglia di fuggire, di riprendermi i miei spazi.

So che è la mia depressione che torna, il mio umore più nero, il male di vivere,

E continuo novello Deucalione
a gettarmi alle spalle gli anni
Toccando terra si trasformano
nei miei sogni di bambino
nelle mie speranze di ragazzo,
nei miei ideali di uomo

Adesso non mi volto più
solo una lacrima ed un sorriso amaro
anche loro già dietro me.

 

 
 
 

Faccio altro

Post n°587 pubblicato il 02 Febbraio 2022 da hieronimusb

E' iniziato quel periodo dell'anno in cui, pur vivendo in Italia, mi sento un alieno perchè tutti parlano, spesso con cognizione di causa, di cose di cui non so nulla.

Vorrei subito chiarire che, se non guardo il festival di Sanremo, non è per snobismo o per una qualche forma di protesta, semplicemente non amo guardare la TV, posso reggere brevi documentari di un'ora ciascuno e qualche volta un film intero, (se opportunamente interrotto dalla pubblicità) e che sia, possibilmente un cartone animato, poco impegnativo di cui ho la certezza che, comunque finisca bene.

Uno spettacolo che dura tre-quattro ore è al di fuori della mia resistenza.

Così ieri sera, su un canale Sky, mi sono guardato due documentari di aspiranti Indiana Jones che andavano alla ricerca dell'Arca dell'Alleanza.

Sono programmi che hanno un'attendibilità storica e scientifica tendente a zero, ma che hanno il vantaggio di mostrare dei bei luoghi, di parlare un poco di Storia, e soprattutto di essere poco impegnativi a livello intellettuale, insomma, una sorta di Voyager, con il vantaggio di essere senza Giacobbo.

Gli aspiranti detective del passato, (impossibile chiamarli archeologi), seguono così le loro idee, le loro intuizioni, spesso le loro fissazioni e ne fanno un programma di assoluto relax.

Eppure l'Arca è un oggetto davvero affascinante, costruito per conservare "il potere di Dio", ad una lettura più tecnica appare come una macchina elettrica anche se differente da quelle che conosciamo adesso.

Era in legno di acacia foderato internamente ed esternamente in oro quindi due lamine conduttive ed un dielettrico come un condenatore.
Misurava 2,5 cubiti di lunghezza, per 1,5 di altezza ed altrettanti di profondità, considerando il cubito reale egizio, le dimensioni erano di 131 cm di lunghezza, per 79 di larghezza e di profondità, su cui poggiava un coperchio sormontato da due cherubini con le ali rivolte verso l'alto ed affacciati l'un l'altro, quasi due elettrodi tra i quali si poteva vedere spesso "la nube di Dio".

Il tabernacolo, sotto cui era sistemata con i pali e gli zoccoli in rame poteva ricordare una gabbia di Faraday che è un dspositivo in grado di isolare elettricamente ciò che sta all'interno da qualunque campo elettromagnetico esterno, per quanto forte questo possa essere.
Il problema della gabbia di Faraday è che, caricandosi però di elettricità statica, quando raggiunge un certo livello di energia scarica sugli oggetti vicini, ed in effetti l'Arca pareva un oggetto piùttosto difficile da maneggiare se fulmivava i portatori ed anche quelli che vi si avvicinavano un po' troppo e che non prendevano adeguate protezioni.

C'è poi la storia di Mosè, che quando scese dal Sinai con le tavole della legge aveva il volto che riluceva, come chi è stato esposto alle onde radioattive, tanto che, da allora in poi, si copriva sempre il volto con un velo tanta era la luce che sprigionava dal suo volto.

Che forse l'Arca contenesse qualcosa di radioattivo si può anche presumere dal fatto che, catturata in battaglia dai filistei, produsse tra di essi una tale epidemia che venne restituita agli ebrei nel villaggio di Kiryath Jearim, dove fu accolta con grandi festeggiamenti, il carro su cui era trasportata venne bruciato ed i due buoi sacrificati in onore di Dio, ma anche lì provocò moltissimi lutti finchè non venne portata a Gerusalemme e Salomone la fece porre nel Sancta Santorum, da dove, teoricamente, non sarebbe più uscita.
Che fine abbia fatto l'arca non lo sa nesusno, c'è chi ipotizza che sia andata distrutta in un incendio, chi la vuole in Egitto, in Etiopia, trafugata da Menelik il figlio di Salomone e della regina di Saba.
Qualcuno la vuole perfino a Roma, in San Giovanni in Laterano Infatti riferisce Santo Brasca, in un suo testo del 1480, che fra gli oggetti sacri recuperati dal Tempio di Gerusalemme da Vespasiano e Tito, c’era anche l’Arca dell’Alleanza, che fu portata a Roma e riposta nella basilica di San Giovanni Laterano, nella quale infatti troviamo ancora oggi, precisamente nella sagrestia della Basilica, un’iscrizione del XIII secolo chiamata “Tabula Magna Lateranensis” che recita, tra l'altro: “Sotto questo altare c’è l’Arca del Patto, la verga di Mosè e la verga di Aronne. Vi è il candelabro d’oro, il turibolo d’oro pieno di incenso e un’urna d’oro piena di manna e dei resti dei pani dell’offerta].
A scanso di equivoci e di gente che vada nottetempo a smontare l'altare c'è da dire che il famoso storico dell’epoca Giuseppe Flavio, nella sua opera “Bellum iudaicum", afferma che, saccheggiato il Tempio di Gerusalemme, i Romani portarono con sé a Roma vari oggetti sacri, ma nell'elenco fornito dall’autore, non vi è traccia dell'Arca.
Insomma, un bel mistero ancora oggi, affascinante, che suscita tante domande, che si presta ad innumerevoli risposte e che, probabilmente, rimarrà un mistero.

 
 
 

31 Dicembre 2021

Post n°586 pubblicato il 31 Dicembre 2021 da hieronimusb

31 dicembre, San Silvestro, (Auguri Silver).😘
E' il giorno dei bilanci!
Bilanci di un anno passato che per me coincidono quasi con i bilanci della vita visto che c'è solo uno slittamento di 5 giorni tra il mio compleanno e la fine dell'anno, quindi mentre sono seduto al mio posto di lavoro provo a guardare indietro a questi 365 giorni appena trascorsi.
Giusto giusto un anno fa firmavo il mio ennesimo contratto di lavoro, credo l'ultimo della carriera, essere ancora ricercato a 62 anni, sentirmi dire ancora una volta dicci quanto vuoi per lavorare per noi è indubbiamente una soddisfazione, il lavoro mi piace, credo di essere andato oltre le aspettative dell'azienda, ma mi pesa un poco dovermi recare sempre a Modena, nell'anno nuovo cercherò di gestire meglio il mio tempo prendendomi almeno un giorno a settimana da stare a casa, (tanto posso lavorare anche da qui).
Per il resto è un anno che è trascorso.
Per carattere ho una scorza di misantropia che mi fa scivolare addosso ciò che accade intorno a me, posso muovermi in questo mondo impazzito come se non fosse cosa che mi riguarda, sono anni che non guardo un TG!
Scorro i giornali, passeggio su FB, ma sempre meno perchè ci trovo troppa stupidità.
A modo mio sono un razzista, non guardo etnia, religione, colore della pelle o genere, guardo l'approccio alle cose, l'uso dei neuroni e mi accade di isolarmi sempre di più, di vivere sempre meglio con i gatti che con gli umani.
Invecchiando non posso che peggiorare.
Silver dice che usiamo poco i nostri giorni, che cambiamo degli anni ancora quasi nuovi ed è vero, ma che ci possiamo fare?
Parlo con i ragazzi al lavoro e mi descrivono la vita in Senegal dove le persone del villaggio si ritrovano, si siedono per terra in cerchio a chiaccherare, non sono stressate, non hanno smania di arrivare, hanno una vita più breve della nostra, ma sono più felici.
Poi, però, le cose cambiano anche lì e lo dimostra il fatto che hanno dovuto mollare tutto per venire qui a vivere la nostra vita.
Ma davvero possiamo chiamare tutto questo progresso?
E il 2022 come sarà?
Credo che in buona parte dipenda da noi, da come lo affronteremo, se ci faremo spaventare dall'onda o se saremo come quei surfisti, piccolissimi di fronte ad un onda gigantesca, ma che la cavalcano, la usano per prendere velocità, per scaricare l'adrenalina e poi, all'ultimo momento, mentre già l'onda si piega verso la spiaggia quasi a volerli schiacciare ne schizzano fuori su un mare calmo pronti a ricominciare per restare per sempre giovani.

 
 
 

Lettera aperta ai leghisti

Post n°585 pubblicato il 24 Dicembre 2021 da hieronimusb

E tra auguri, presepi, cuoricini che tempestano le pagine di FB in questi giorni cosa mi tocca vedere?
Il bigliettino augurale della Lega che, non si sa se nel tentativo continuo e costante di seminare zizzania e odio o di manifestare apertamente la propria ignoranza tira fuori uno strafalcione religioso clamoroso.
"Giuseppe il Padre, Maria la madre sperando che in Europa nessuno si offenda."
Egregi baciatori di rosari e branditori di crocefissi, vorrei farvi presente alcune cosine che, ergendovi a difensori della religione cristiana dovreste conoscere bene.
Se Gesù fosse figlio di Giuseppe sarebbe semplicemente un uomo, nato da uomo e quindi crollerebbe tutto quel sistema di fede per cui Gesù è, al tempo stesso, vero uomo e vero Dio.
E' ovviamente un atto di fede, ci si può credere o meno, ma se vi sentite difensori della religione cristiana siete obbligati a crederci.
Ma in questa occasione vorrei anche andare oltre per spiegarvi come, questa famiglia che ci poponete, sia quanto di più lontano ci possa essere dal vostro concetto di "famiglia tradizionale", sia agli antipodi delle vostre concezioni , sia la meno Pilloniana che esista e non solo per le caratteristiche soprannaturali di almeno due dei suoi membri.
Se diamo retta al Vangelo cosa vediamo?
Una maternità surrogata! che è il termine tecnico per ciò che voi chiamate più volgarmente "utero in affitto".
Ognuno può avere le sue idee al riguardo, personalmente ritengo che essendoci molti bambini già vivi in attesa di affetto sia egoistico volerne fare a tutti i costi uno con i propri geni, ma  devo prendere atto che Dio Onnipotente, quello stesso che ha creato un uomo dal fango e gli ha dato vita, ha scelto il grembo di una donna per far nascere Suo Figlio, non ha creato un profeta o un Messia dal nulla, ma ha scelto di farlo nascere proprio in questa maniera.
Proseguendo abbiamo una famiglia allargata, una ragazza madre, un bimbo ed un uomo, Giuseppe, che se ne fa carico e cresce il figlio come fosse figlio suo.
Quanti Giuseppe ci sono nel mondo? Quanti uomini crescono figli delle loro compagne, figli non loro con lo stesso affetto, attenzione, cura, amore con cui avrebbero cresciuto i figli loro?
Sono tantissimi  
Perchè l'amore non è questione di eredità genetiche, è Amore e basta.
Si è padri non in quanto fornitori di una poarte del patrimonio genetico, ma perchè capaci di dare Amore.
E l'Amore è alla base di ogni famiglia, comunque sia composta.
Poi c'è la vicenda di questa famiglia, prima respinti da ogni luogo, non accettati, non voluti, tanto che il bambino nascerà in un posto misero, vegliato da due animali umili, che aiutano gli uomini nel lavoro di tutti i giorni.
Il Re del mondo, sempre stando all'iconografia, nasce sulla paglia vegliato e riscaldato da un asino e da un bue.
Immediatamente dopo diventano profughi, devono fuggire in una terra straniera per avere asilo perchè perseguitati dal potere...
Non vi sembra potente questa immagine? Non vi sembra che debba evocare qualcosa che abbiamo ben presente nella nostra vita agiata di oggi?
Se poi un giorno, quello stesso bimbo ci chiederà di riconoscerlo nel volto del nostro prossimo, come possiamo non vederlo negli occhi di chi cerca una vita migliore di chi fugge da guerre, miseria, persecuzioni.
Come possiamo non vederlo in quelle famiglie nella neve del confine polacco, nei barconi che solcano il mediterraneo, nelle file di persone intirizzite che valicano le nostre Alpi?
In questo Natale mi piacerebbe che voi, "difensori del Cristianesimo", prendeste in mano un Vangelo e lo leggeste e vi fermaste a riflettere, perchè il messaggio contenuto è molto più grande e più potente di quanto vi raccontate.

 
 
 

Il Peccato originale?

Post n°584 pubblicato il 08 Dicembre 2021 da hieronimusb

Oggi, 8 dicembre nella tradizione popolare è il giorno in cui si ricorda il concepimento di Maria, (che nascerà poi esattamente 9 mesi dopo all'8 di Settembre).
Proprio per questo Pio IX fissò nell'8 Dicembre la festa dell'Immacolata Concezione, ossia di colei che nacque senza peccato originale.
Quando studiavo teologia mi sono convinto che spesso i dogmi nascono da riflessioni razionali su ciò che razionale non è per cui ad un certo punto non riuscendo a cavare un ragno dal buco, si dice "E' così, perchè cosi è!" Punto.
L'Immacolata Concezione è , appunto, un dogma, sicuramente uno dei meno astrusi,  e sostanzialmente dice che ,  avendo Maria ospitato nel suo grembo il redentore del mondo questo grembo doveva essere assolutamente puro, non intaccato dal peccato originale che ogni uomo eredita alla nascita a causa della disobbedienza di Adamo ed Eva.
Come si eredita questo fardello che ci rende da subito, da appena nati , corrotti agli occhi di Dio? Agostino di Ippona ci dice che si eredita attraverso l'atto sessuale che dà origine alla nostra vita. L'atto sessuale, in quanto dettato da concupiscenza, è male! ed attraverso questo male il peccato entra nel nascituro.
Verrebbe da chiedersi se, a questo punto, i figli nati in provetta o con fecondazione eterologa siano privi di questo marchio, ma credo ci troveremmo davanti a qualche altro dogma.
Ma cosa è sto "Peccato originale"?
La cosa curiosa è che se ne trova traccia solo nel Cristianesimo.
La Bibbia ci dice che Dio, scoperto che Adamo ed Eva avevano disobbedito alle sue regole mangiando dell'albero della conoscenza del bene e del male si adirò, maledisse il serpente, punì i due, obbligandoli al lavoro e ad essere soggetti alla morte corporale, ma non tolse loro il dono della conoscenza che avevano ricevuto con la disobbedienza ed anzi preparò e cucì loro delle tuniche affinchè si rivestissero.
Tra tutte le scritture non c'è alcun riferimento ad un marchio che avrebbe dovuto affliggere tutti gli esseri nati da Eva, anche perchè, una simile punizione sarebbe in contrasto con il concetto di un Dio giusto.
Nell'Ebraismo si ritiene che non sia stata ereditata la colpa, ma soltanto le conseguenze della disobbedienza, nell'Islam si ritiene che il peccato vi sia stato da parte dei progenitori, ma Dio li avrebbe poi perdonati e, soprattutto "non avrebbe caricato gli uni del peso degli altri ".
Ma la vera domanda che noi dobbiamo porci è se vi sia stato davvero peccato o se, molto semplicemente, la creazione dell'Uomo e della Donna a immagine di Dio non prevedesse già implicitamente che un giorno avrebbero desiderato camminare con le loro gambe e questo sarebbe stato possibile solo assumendosi tutte le responsabilità di un gesto di rottura che avrebbe sancito l'inizio di una nuova storia.
L'Eden è l'infanzia, il paradiso terrestre in cui siamo inconsapevoli ed ignoranti, in cui c'è chi si occupa di noi ci fa crescere, ci aiuta a diventare forti e ad imparare finchè un giorno "lasciamo la casa del padre e della madre" per andare nel mondo ed anche se volessimo non potremmo mai ritornare indietro.
Non ci sarà il cherubino con la spada fiammeggiante a sbarrare i cancelli dell'Eden, ma una cosa più sottile ed impalpabile che chiamiamo Tempo e che costantemente appoggia sulle nostre spalle minuti che diventano ore e giorni ed anni...
Siamo sicuri che quell'uscire di casa, quel rompere con  i nostri genitori sia davvero un peccato o non piuttosto ciò che chiamiamo la nostra Vita?

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: hieronimusb
Data di creazione: 10/12/2008
 

UANDEO (E SE) MORIRÒ

Quando , (e se), un giorno morirò
non voglio un prete che mi parli di un dio in cui non credo
o di paradisi che non mi interessano,
di inferni che non ho meritato
e se un purgatoriò ci deve essere
non sarà diverso dal mondo in cui ho vissuto

quando , (e se), un giorno morirò,
non voglio tombe costruite come casa
nè che si estirpino  fiori
se il senso della vita deve essere
nel tornare da dove son venuto
sarà l'utero della terra la mia ultima casa

Quando, (e se) morirò
sarà perchè ho vissuto
in un lungo istante senza tempo
raccolto come seme che diventa albero e poi frutto
come il fiume che corre e corre per tornare al mare
senza pensare neppure un momento
che questa vita possa finire

Se e quando morirò,
sarà perchè ho cercato nell'ultimo viaggio
la chiave segreta del tutto

 Alex