Creato da quelluomo il 19/03/2007
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AMILCARE RODOLFINI PARTE 5

Post n°665 pubblicato il 14 Settembre 2009 da quelluomo

C'era molta vita sotto casa della sua fidanzata, all'incrocio fra via Labicana e una piccola traversa che conduce direttamente a Piazza Iside.

Era lì per restituire il cane. Perchè dovesse farlo, non lo sapeva bene neanche lui.

Era un piccolo bastardo molto affettuoso. Si chiamava Jack.

Attendevano sul marciapiede, di tanto in tanto Jack protestava qualcosa e poi si guadagnava una carezza.

Alcuni operai sedevano vicino, bevendo birra e fumando canne d'hashish, a giudicare dall'odore. Erano le sei, dovevano aver appena finito il turno.

Stavano tutti seduti dentro le loro tute blu, tranne uno. Questo mangiava una pesca lamentandosi del fatto che oggigiorno la frutta non avesse più il minimo sapore.

Gli altri operai annuivano. Uno sostenne che bisognava tornare a vivere in campagna, ma quello che stava in piedi rispose che sarebbe stato inutile visto che proprio dalla campagna proveniva quella pesca senza sapore.

A fianco degli operai c'era la fucina di un fabbro. Ci lavoravano due fratelli. Tutti e due alti più di un metro e novanta, grossi come armadi a quattro ante e con le mani molto pesanti. Ma avevano facce gentili. Erano cubani, ma avevano imparato l'italiano molto bene. Uno di loro, il più anziano parlava con un vecchio.

Amilcare si fece loro più vicino, incuriosito dal contenuto di quella conversazione. Fece attenzione a non mostrare le sue intenzioni e forse perchè aveva il cane ci riuscì. Nessuno badò a lui e quelli continuarono a parlare.

Il cubano diceva che il numero tre del regime era morto.

- Un figlio di puttana di meno.

Sembrava affatto felice di questo. Ma era rammaricato di non essere tornato a casa. Si consolava soltanto perchè sapeva che stavano tutti bene, a casa.

Poi venne la macchina che Amilcare stava aspettando e lui restituì Jack.

C'era molto traffico per la strada. Un mucchio di automobili e di motociclette che stavano ferme in fila, oppure si tagliavano la strada. Tutti suonavano il clacson senza disciplina. Era quasi il crepuscolo e lui invece di salire a casa della sua fidanzata se ne tornò indietro.

 
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