Creato da quelluomo il 19/03/2007
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AMILCARE RODOLFINI PARTE 7

Post n°667 pubblicato il 16 Settembre 2009 da quelluomo

Amilcare aveva l'abitudine di non bere alcolici prima delle ore 12.00. Aveva letto che si doveva fare così in un libro di Hemingway, o forse l'aveva visto in una vecchia puntata di Desperate Housewives.

Quella mattina aveva deciso di fare una passeggiata, aveva preso la macchina e poco dopo Tivoli, sulla Tiburtina, lasciò la macchina sul ciglio della strada e proseguì a piedi.

Si era portato un cestino con un paio di panini al prosciutto e qualche bottiglia di Heinekein, riposte nella tasca laterale foderata di sughero.

Il fianco della collina pendeva dolcemente ed era ricoperto di alberi. Sarebbe stato bello passeggiare lassù. Poi Amilcare guardò meglio e scoprì che fra gli alberi c'era una vigna. L'avevano nascosta proprio bene. Era abbastanza rigogliosa da potersi confondere con le fronde del bosco, sebbene il suo verde, a guardare meglio, fosse diverso da quello degli alberi.

Si poteva accedere alla vigna, dal sentiero che stava percorrendo, passando sopra un piccolo lembo di terra battuta che passava fra due conche brulle.

Attraversato quello c'era uno spiazzo e ancora più avanti un cancello per niente arruginito sbarrava il passo. Una lucertola si stava scaldando il sangue al sole. Le cicale celebravano il pomeriggio incombente. Era piuttosto caldo e Amilcare si sedette sopra una grossa pietra, con le spalle rivolte a un cespuglio di more. Poggiò ai suoi piedi il cestino portavivande, tirò fuori dalle tasche tutto il necessario e si preparò un joint.

 
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