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« LA STORIA E IL GIORNALISMO

racconto

Post n°702 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da quelluomo

non si aspettava nulla e neanche sospettava nulla varcata la porta di quella casa dove dodici zozzoni si erano dati una punta per celebrare il sesso nella sua veste più meschina e politicizzata. neppure quando spensero le luci intese minimamente quello che gli stava capitando intorno, sospettò per un attimo che fosse un convegno di drogati, tipo riunioni acide stile post 68 ma comunque riteneva che al massimo sarebbe circolato qualche spinello. eh sì che la luce la spensero quasi subito, neppure venti minuti che era arrivato.c'era un grande salone pretenzioso con al centro, sotto una lampada con il paralume di carta rossa, un divano doppio con un gli schienali posti uno contro l'altro e moltre altre poltrone e divani più piccoli. le tende impedivano di capire se le tapparelle fossero state abbassate o meno e vicino alla finestra campeggiava un basso ed estesissimo tavolo di vetro sulla cui superficie facevano bella mostra una cinquantina di bottiglie di super alcolici di cui lui si servì quasi subito, non potendo resistere alla tentazione di un buon black label.poi si andò a sedere con il suo whisky e la sua sigaretta a penzoloni fra le labbra pensando di sè cose nel complesso censurabili e questo proprio mentre quelli alle sue spalle cominciavano a darsi da fare e - clack - buio fu e lui non ci fece neppure caso, ma fecero caso a lui due pervertiti che sperando che fosse quello un giorno fortunato gli si fecero presso stupiti ed eccitati che lui non fosse corso subito a cercarsi una donna. a pochi decimetri di distanza l'assenso silenzioso di una donna celava tutta un'altra cosa niente male e allora quei due gli chiesero:- ma tu che fai?- giurrisprudenza

 
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