Il campanile di Oroset I (episodio 94°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

<Già perché tutte le acque bianche di scarico vengono convogliate in vasche e fatte scorrere su setti filtranti per poi andare a riempire altre vasche ad uso esclusivo della grande serra.

Mentre le acque nere, unite ai residui delle acque industriali, vengono incanalate direttamente nell’impianto di purificazione del settore di appartenenza per essere trattate seguendo precisi piani di smaltimento!>

 

In totale otto impianti di purificazione provvedevano a trasformare l’acqua nera di fogna in un’acqua,

seppur non potabile,

batteriologicamente pura.

Il giusto procedimento per scongiurare la trasformazione in pericolosi ricettacoli di malattie.

Dopodiché, nell’impossibilità di un suo riutilizzo, veniva scaricata nelle cavità lunari più profonde che ancora non presentavano problemi di contenimento.

Per il futuro si stavano valutando certi studi alternativi.

Il più promettente, ma anche il più azzardato, trattava l’espulsione dell’acqua direttamente verso l’esterno.

Operazione da eseguire solamente nelle giornate di sole onde facilitarne l’evaporazione al contatto con il suolo arroventato.

<Tu non lo vedi perché è coperto ma adesso l’acqua di questo lago si trova trenta metri sotto il suo livello originario. Lo si può leggere dal misuratore posizionato a lato dell’impianto di copertura.

Noi usiamo l’acqua e il lago si abbassa. Mi sembra tutto regolare!

Ci sono tre tubi immersi nell’acqua che escono dal coperchio. Quei due sottili sono in realtà dei cavi scaldanti che permettono al ghiaccio di sciogliersi. Mentre il tubo più grosso collegato alla pompa elettrica sistemata lungo il bordo del lago serve per prelevare l’acqua.

L’acqua aspirata passa attraverso due distinte e separate uscite che, collegate ad altrettanti tubi, portano:

A – all’acquedotto;

B – alle strutture impiegate per generare l’ossigeno e l’energia elettrica.>

<Vedo che ci sono parecchie persone che lavorano per seguire tutte queste cose…..>

<Tutte queste cose come le chiami tu non sono altro che delle apparecchiature particolarmente sofisticate che servono per pompare l’acqua, generare l’ossigeno e gestirlo, generare l’energia elettrica ed infine alimentare l’acquedotto…!!>

Le pompe elettriche costruite a Selene si contraddistinguevano per la raffinata tecnologia che ne permetteva un loro utilizzo in modo continuativo e permanente per molti anni senza subire interruzioni di sorta…!!

Uno dei due tubi in uscita entrava direttamente nella conduttura che portava all’acquedotto del settore di zona.

Successivamente l’acqua subiva un passaggio attraverso un sistema di filtraggio piuttosto complesso che ne assorbiva le impurità.

Dopodiché, di una purezza cristallina, veniva immessa in due distinti acquedotti del settore dove l’erogazione proseguiva regolata da un sistema basato sui livelli di riempimento.

Differente il compito del secondo tubo cha andava a riempire un certo numero di vasche predisposte per un loro impiego atto a generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 93°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

<Certo mio caro! Il giallo è il colore del sole….. eccola…. indossata!

Adesso sto meglio….. e tu?>

<Guardami…… anch’io sto bello caldo anche se la giacca è rossa…..

Il rosso è il simbolo dell’energia!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

Aleandro ed il suo assistente, da uomini navigati quali erano, si trovavano ben equipaggiati ancora prima di salire sul treno.

<Questo lago è piuttosto piccolo!> affermò Alex. <Scusami ma l’altro che abbiamo intravisto durante il viaggio mi sembrava grande almeno il doppio, forse era meglio fermarsi lì…..??>

<Forse anche sì, ma io volevo illustrarti un lago che per caratteristiche rappresentasse il top.

Di laghi ce ne sono svariate decine!  

E in questo momento l’acqua che stiamo utilizzando è solamente una parte di una grande riserva.

Una bella scorta saltuariamente incrementata con qualche altro nuovo lago che andiamo a scoprire un po’ dovunque, anche nel primo anello. Per noi l’acqua è talmente un bene prezioso che come la troviamo ce la coccoliamo come si fa con un grande amore…!!

Pensa che alcuni laghi si trovano anche nel cuore della città. Naturalmente li teniamo “buoni buoni” per quando arriverà il loro momento di gloria…!!>

 

Tutti i laghi esistenti, utilizzati e non, erano coperti da apposite strutture atte a gestire un servizio che fosse sia protettivo che monitorante circa la loro tenuta…!!

 

<Ahhhh, in effetti mi suonava strano…??>

<Sai come funziona?

Ci sono molte meteoriti che cadono sulla Luna alcune delle quali sono portatrici d’acqua, naturalmente sotto forma di ghiaccio.

 

Nel punto in cui avviene il botto si produce un calore tale che il ghiaccio si scioglie trasformandosi molto rapidamente in acqua.

L’acqua che rimane in superficie si disperde per scomparire del tutto. Mentre quella che riesce a passare nel sottosuolo, attraverso le fessurazioni, un’ulteriore parte scompare ancora e la rimanente va ad incanalarsi verso le grotte sottostanti fino a depositarsi nelle cavità esistenti trasformandole in invasi naturali.

Dei veri e propri laghi alcuni dei quali si ghiacciano.

Poi, alla fine, le fessurazioni esterne vanno a riempirsi di roccia liquefatta che, in una seconda fase, si solidifica sigillandone le parti.

Mantenendo così l’ambiente sottostante perfettamente isolato dall’esterno.

 

Questo è un laghetto che ha un diametro di circa 25 metri però è profondo più di mille.>

<Cavolo! Allora l’acqua è parecchia!>

<Si l’acqua è tanta e noi siamo abbastanza bravi ad estrarla,

 a non sprecarla e, ancora meglio, a riciclarla….>

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 94°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

<Già perché tutte le acque bianche di scarico vengono convogliate in vasche e fatte scorrere su setti filtranti per poi andare a riempire altre vasche ad uso esclusivo della grande serra.

Mentre le acque nere, unite ai residui delle acque industriali, vengono incanalate direttamente nell’impianto di purificazione del settore di appartenenza per essere trattate seguendo precisi piani di smaltimento!>

 

In totale otto impianti di purificazione provvedevano a trasformare l’acqua nera di fogna in un’acqua,

seppur non potabile,

batteriologicamente pura.

Il giusto procedimento per scongiurare la trasformazione in pericolosi ricettacoli di malattie.

Dopodiché, nell’impossibilità di un suo riutilizzo, veniva scaricata nelle cavità lunari più profonde che ancora non presentavano problemi di contenimento.

Per il futuro si stavano valutando certi studi alternativi.

Il più promettente, ma anche il più azzardato, trattava l’espulsione dell’acqua direttamente verso l’esterno.

Operazione da eseguire solamente nelle giornate di sole onde facilitarne l’evaporazione al contatto con il suolo arroventato.

 

<Tu non lo vedi perché è coperto ma adesso l’acqua di questo lago si trova trenta metri sotto il suo livello originario. Lo si può leggere dal misuratore posizionato a lato dell’impianto di copertura.

Noi usiamo l’acqua e il lago si abbassa. Mi sembra tutto regolare!

Ci sono tre tubi immersi nell’acqua che escono dal coperchio. Quei due sottili sono in realtà dei cavi scaldanti che permettono al ghiaccio di sciogliersi. Mentre il tubo più grosso collegato alla pompa elettrica sistemata lungo il bordo del lago serve per prelevare l’acqua.

L’acqua aspirata passa attraverso due distinte e separate uscite che, collegate ad altrettanti tubi, portano:

 

A – all’acquedotto;

B – alle strutture impiegate per generare l’ossigeno e l’energia elettrica.>

 

<Vedo che ci sono parecchie persone che lavorano per seguire tutte queste cose…..>

<Tutte queste cose come le chiami tu non sono altro che delle apparecchiature particolarmente sofisticate che servono per pompare l’acqua, generare l’ossigeno e gestirlo, generare l’energia elettrica ed infine alimentare l’acquedotto…!!>

 

Le pompe elettriche costruite a Selene si contraddistinguevano per la raffinata tecnologia che ne permetteva un loro utilizzo in modo continuativo e permanente per molti anni senza subire interruzioni di sorta…!!

 

Uno dei due tubi in uscita entrava direttamente nella conduttura che portava all’acquedotto del settore di zona.

Successivamente l’acqua subiva un passaggio attraverso un sistema di filtraggio piuttosto complesso che ne assorbiva le impurità.

Dopodiché, di una purezza cristallina, veniva immessa in due distinti acquedotti del settore dove l’erogazione proseguiva regolata da un sistema basato sui livelli di riempimento.

Differente il compito del secondo tubo cha andava a riempire un certo numero di vasche predisposte per un loro impiego atto a generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 93°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

<Certo mio caro! Il giallo è il colore del sole….. eccola…. indossata!

Adesso sto meglio….. e tu?>

<Guardami…… anch’io sto bello caldo anche se la giacca è rossa…..

Il rosso è il simbolo dell’energia!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

Aleandro ed il suo assistente, da uomini navigati quali erano, si trovavano ben equipaggiati ancora prima di salire sul treno.

<Questo lago è piuttosto piccolo!> affermò Alex. <Scusami ma l’altro che abbiamo intravisto durante il viaggio mi sembrava grande almeno il doppio, forse era meglio fermarsi lì…..??>

<Forse anche sì, ma io volevo illustrarti un lago che per caratteristiche rappresentasse il top.

Di laghi ce ne sono svariate decine!  

E in questo momento l’acqua che stiamo utilizzando è solamente una parte di una grande riserva.

Una bella scorta saltuariamente incrementata con qualche altro nuovo lago che andiamo a scoprire un po’ dovunque, anche nel primo anello. Per noi l’acqua è talmente un bene prezioso che come la troviamo ce la coccoliamo come si fa con un grande amore…!!

Pensa che alcuni laghi si trovano anche nel cuore della città. Naturalmente li teniamo “buoni buoni” per quando arriverà il loro momento di gloria…!!>

 

Tutti i laghi esistenti, utilizzati e non, erano coperti da apposite strutture atte a gestire un servizio che fosse sia protettivo che monitorante circa la loro tenuta…!!

 

<Ahhhh, in effetti mi suonava strano…??>

<Sai come funziona?

Ci sono molte meteoriti che cadono sulla Luna alcune delle quali sono portatrici d’acqua, naturalmente sotto forma di ghiaccio.

 

Nel punto in cui avviene il botto si produce un calore tale che il ghiaccio si scioglie trasformandosi molto rapidamente in acqua.

L’acqua che rimane in superficie si disperde per scomparire del tutto. Mentre quella che riesce a passare nel sottosuolo, attraverso le fessurazioni, un’ulteriore parte scompare ancora e la rimanente va ad incanalarsi verso le grotte sottostanti fino a depositarsi nelle cavità esistenti trasformandole in invasi naturali.

Dei veri e propri laghi alcuni dei quali si ghiacciano.

Poi, alla fine, le fessurazioni esterne vanno a riempirsi di roccia liquefatta che, in una seconda fase, si solidifica sigillandone le parti.

Mantenendo così l’ambiente sottostante perfettamente isolato dall’esterno.

 

Questo è un laghetto che ha un diametro di circa 25 metri però è profondo più di mille.>

<Cavolo! Allora l’acqua è parecchia!>

<Si l’acqua è tanta e noi siamo abbastanza bravi ad estrarla,

 a non sprecarla e, ancora meglio, a riciclarla….>

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 93°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

<Certo mio caro! Il giallo è il colore del sole….. eccola…. indossata!

Adesso sto meglio….. e tu?>

<Guardami…… anch’io sto bello caldo anche se la giacca è rossa…..

Il rosso è il simbolo dell’energia!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

Aleandro ed il suo assistente, da uomini navigati quali erano, si trovavano ben equipaggiati ancora prima di salire sul treno.

 

<Questo lago è piuttosto piccolo!> affermò Alex. <Scusami ma l’altro che abbiamo intravisto durante il viaggio mi sembrava grande almeno il doppio, forse era meglio fermarsi lì…..??>

<Forse anche sì, ma io volevo illustrarti un lago che per caratteristiche rappresentasse il top.

 

Di laghi ce ne sono svariate decine!  

E in questo momento l’acqua che stiamo utilizzando è solamente una parte di una grande riserva.

Una bella scorta saltuariamente incrementata con qualche altro nuovo lago che andiamo a scoprire un po’ dovunque, anche nel primo anello. Per noi l’acqua è talmente un bene prezioso che come la troviamo ce la coccoliamo come si fa con un grande amore…!!

Pensa che alcuni laghi si trovano anche nel cuore della città. Naturalmente li teniamo “buoni buoni” per quando arriverà il loro momento di gloria…!!>

 

Tutti i laghi esistenti, utilizzati e non, erano coperti da apposite strutture atte a gestire un servizio che fosse sia protettivo che monitorante circa la loro tenuta…!!

 

<Ahhhh, in effetti mi suonava strano…??>

<Sai come funziona?

 

Ci sono molte meteoriti che cadono sulla Luna alcune delle quali sono portatrici d’acqua, naturalmente sotto forma di ghiaccio.

 

Nel punto in cui avviene il botto si produce un calore tale che il ghiaccio si scioglie trasformandosi molto rapidamente in acqua.

L’acqua che rimane in superficie si disperde per scomparire del tutto. Mentre quella che riesce a passare nel sottosuolo, attraverso le fessurazioni, un’ulteriore parte scompare ancora e la rimanente va ad incanalarsi verso le grotte sottostanti fino a depositarsi nelle cavità esistenti trasformandole in invasi naturali.

 

Dei veri e propri laghi alcuni dei quali si ghiacciano.

Poi, alla fine, le fessurazioni esterne vanno a riempirsi di roccia liquefatta che, in una seconda fase, si solidifica sigillandone le parti.

Mantenendo così l’ambiente sottostante perfettamente isolato dall’esterno.

 

Questo è un laghetto che ha un diametro di circa 25 metri però è profondo più di mille.>

<Cavolo! Allora l’acqua è parecchia!>

<Si l’acqua è tanta e noi siamo abbastanza bravi ad estrarla,

 

 a non sprecarla e, ancora meglio, a riciclarla….>

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 92°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

L’uranio estratto viene posato all’interno di barili pesantemente schermati che giacciono nel laboratorio appositamente creato per ogni tipo di trattamento.

Fino ad oggi non ce ne siamo mai serviti, ma un giorno  immaganizzati quando il suo impiego diventerà una realtà lo sarà solo ed esclusivamente ad uso dei reattori nucleari in dotazione alle astronavi…!!

Mai…..

 l’uranio verrà utilizzato per scopi diversi.

Ci teniamo “buone buone” le nostre centrali idroelettriche ottime produttrici di energia pulita!>

<”Bravi bravi”! Senti un po’ Aleandro ma tutte quelle astronavi, le dieci dell’hangar e le altre che si trovano lassù, dormienti all’interno del cratere hangar, come la mettiamo con i loro reattori nucleari…?>

<Si tratta di reattori nucleari kalloxiani progettati per funzionare sia in continuità che ad intermittenza. Paragonabili ad un normalissimo motore dove l’accensione e lo spegnimento sono di normale routine.  Tutto ciò li predispone per un lavoro continuativo e duraturo nel tempo che li porterà a vivere ancora per parecchi anni.

Inoltre sono stati costruiti con una protezione ad altissima incidenza isolante per

una garanzia di massima sicurezza contro ogni eventuale,

anche se improbabile,

fuga radioattiva!>

 

<Una garanzia in più per tutti….

Ma io non avevo nemmeno il più piccolo dei dubbi circa la vostra grande efficienza…!!

Vi siete organizzati così bene che rasentate la perfezione…..

Fate quasi schifo……. Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Sei tutto matto…!!

Ritornando a noi, questo carico viene da una miniera confinante con il nostro lago che si trova a poco meno di trenta metri da qui.>

<Fantastico>, esclamò Alex, <l’acqua!!>

<Già l’acqua….. Ma intanto prendetevi quelle due giacche a vento che sono state caricate sul treno appositamente per voi.>

<Grazie Aleandro, sei proprio un tesoro di uomo….. Uahahah…!!> esclamò Alex.

S’incamminarono lungo quei trenta metri di galleria in leggera discesa che ancora li separavano dal lago.

Meta raggiunta con l’apparizione alla loro destra del grande arco che ne apriva l’accesso. Mentre la galleria proseguiva il suo percorso all’interno del secondo anello.

Davanti a loro si schiuse un nuovo e confortante orizzonte ad una profondità di circa venticinque metri sotto luna.

Uno spazio dalle dimensioni considerevoli:  

circa cinquanta metri di diametro e dieci di altezza.

Giusto al centro il lago ghiacciato che,

malgrado fosse dotato di una speciale copertura protettiva,

dava un’evidente dimostrazione delle sue ridotte dimensioni!

Numerosi gli addetti presenti e tutti interessati a svolgere le proprie mansioni!

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

segue…..