ELEONORA e la luna

Nuda nella notte, i capelli sciolti sulle spalle, affacciata alla finestra sul mare, Eleonora osservava la luna e inspirava il profumo dell’acqua salata.

Francesco dormiva sereno dopo aver fatto l’amore con lei. Anche Eleonora si era addormentata, completamente appagata dal rapporto, ma poi si era svegliata, come richiamata da qualcosa, e dalla sua posizione aveva visto la luna piena.

Si era alzata silenziosamente per non svegliare Francesco e si era diretta alla finestra… aveva scostato la tenda e si era affacciata: piccole onde si rincorrevano e la luna si specchiava in acqua. Quel movimento lento e costante la ipnotizzava mentre cresceva in lei la sensazione che l’acqua pian piano la penetrasse delicatamente come un amante esperto e invadesse ogni angolo del suo corpo. La sensazione di essere posseduta in quel modo la eccitò al punto di provocarle un orgasmo. Si stupì di quella reazione inattesa che lasciò sfogare senza muoversi dalla finestra e tornando a guardare la luna si sentì riempire della sua energia femminile.

Quando tutto si calmò, si diresse verso il letto e si sdraiò vicinissima al suo uomo, pelle contro pelle. Lui la percepì nel dormiveglia, si girò, la guardò un attimo negli occhi e realizzando il desiderio di lei, avvicinò le labbra alle sue e ricominciò da dove avevano finito la sera precedente…

La finestra aperta « Ponza Racconta

GIULIANA

La porta era socchiusa e la stanza era buia. Giuliana si fermò un attimo, in dubbio se spingere la porta ed entrare o scappare…

Cosa ci faceva lì? come ci era arrivata? perché era venuta? Curiosità, attrazione, non avrebbe saputo dirlo esattamente, ma qualcosa l’attirava, lui l’attirava come una calamita a cui il ferro non può resistere…

L’aveva conosciuto in chat, era cominciata un po’ per scherzo e un po’ per noia… per lei per solitudine e bisogno di sentirsi desiderata ancora una volta, dopo un anno di singletudine, come la chiamava lei. Un conto è scegliere di stare da sole, altra cosa è ritrovarsi da sole alla fine di una relazione di 5 anni… e non per tua scelta… Ma aveva superato anche questa, tranne che per le conseguenze. Sì, perché in contemporanea era scoppiata la pandemia, che aveva cancellato le occasioni d’incontro ed erano rimaste solo le chat… triste non-scelta…

Ma poi aveva incontrato lui e qualcosa era scattato. Non avrebbe saputo dire esattamente cosa le aveva fatto sentire che valeva la pena rispondergli dandogli una chance. E pian piano, tra battute e mezzi discorsi seri, era nata una sorta d’intimità strisciante che le aveva preso l’anima, o meglio, ci era arrivata molto vicina. E sì, perché va bene tutto, ma nella vita s’impara e si fa tesoro della sofferenza, soprattutto quella dei sentimenti, e si alzano muri per difendersi e Giuliana era diventata un’esperta…

Ma questa volta aveva deciso di rischiare. Ludovico (che nome particolare) ci sapeva fare. Già, sicuramente non si faceva mancare l’esercizio e dalla collezione di amiche online, doveva avere successo. E quindi cosa ci faceva lei lì?

Forse aveva deciso di non pensare e seguire l’istinto, che la portava a quell’appuntamento… Aveva giocato online con lui, a volte esagerando, convinta che tutto sarebbe rimasto nell’etere; invece una sera lui l’aveva stupita proponendole d’incontrarsi non appena fosse stato possibile e lei aveva accettato, confidando che tutto sarebbe caduto nel nulla una volta che la vita fosse tornata a una simil-normalità. Invece lui aveva insistito fino a strapparle un sì.

Ed eccola lì… curiosa, un po’ timorosa, ma con il cuore sottosopra e l’eccitazione che pian piano prendeva il sopravvento sul suo saldo autocontrollo. Spinse lentamente la porta e avanzò incerta qualche passo… esitò un attimo e all’improvviso si sentì afferrare dolcemente da dietro e si ritrovò di fronte a Ludovico, che non le diede il tempo di pensare e chiudendo la porta la baciò. Prima sfiorandole le labbra poi, sempre più sicuro, cercando il contatto con  la sua lingua, tenendola saldamente fra le braccia perché Giuliana non potesse ripensarci e scappare.

Ma lei tutto aveva in mente tranne che scappare. S’incollò al suo corpo e cominciò a carezzargli la nuca scendendo poi lungo le spalle e la schiena. Lui si abbandonò al tocco delicato e sensuale delle sue piccole mani e iniziò ad esplorare il corpo di lei, che cedeva alle sue mani esperte che sembravano sapere esattamente dove e come muoversi prima sopra e poi sotto il suo vestito nero. E così, incollati al muro, persero la cognizione del tempo dando inizio a una lunga notte indimenticabile…

narrabilando: LA PORTA SOCCHIUSA e IO STO ALLA PORTA E BUSSO

DANIELA

“E basta! Io non ce la faccio più! Nuovamente zona rossa. Lo sapevamo, ce l’aspettavamo, ma speravamo…  e mi viene da piangere…” Seduta sul divano con una tazza di tisana allo zenzero in una mano e un fazzoletto nell’altra, Daniela sorseggiava e piangeva.

L’annuncio di nuove restrizioni, sempre con il miraggio di un fatidico ritorno alla normalità, che ormai si era capito non sarebbe arrivato per un altro anno nonostante i proclami politici, quella sera era la ciliegina sulla torta.

Aveva discusso con suo figlio e lui se n’era andato dalla ragazza. Per fortuna! Quando succedeva, Daniela si sentiva in colpa. Sì, perché quel figlio che aveva desiderato e che tanto amava le aveva dato da sempre e continuava a darle preoccupazioni e problemi. Per una serie di motivi vari, non poteva andarsene di casa e lei a 60 anni era stanca, avrebbe voluto vivere da sola… ma non le era concesso.

Sola. Già, la sue vita era piena di cose da fare ma in debito d’amore. Come quando ti manca il respiro e boccheggi e vorresti solo un po’ d’aria ma non arriva. Avrebbe voluto un abbraccio, di quelli caldi, forti, confortanti. E forse sì, una serata d’amore, di quell’amore appassionato, un po’ folle, quello che non ti fa pensare, che ti travolge e ti trasporta in un’altra dimensione, che ti stravolge la mente e libera dal profondo emozioni nascoste. Quell’amore che ti sorprende e ti lascia esausta ma appagata. Una serata, in confronto al niente, sarebbe stata già qualcosa, un piccolo sprazzo di felicità.

Invece no, nemmeno quello, ormai sostituito dal virtuale, le chat. Da quando la vita era cambiata per la pandemia, erano rimaste solo le chat, ma anche quelle… al di là del fatto che non erano realtà, quando eri sola e cercavi qualcuno, non c’era nessuno. Le conoscenze che aveva fatto sul web comparivano e scomparivano a loro piacimento, erano disponibili quando avevano voglia loro e purtroppo per Daniela, i suoi e i loro tempi non coincidevano facilmente. Ma cosa si poteva aspettare? Quella era l’altra dimensione, dove le persone fingono o magari sono anche sincere per un tempo limitato, quello che serve a loro per stare meglio. Daniela lo sapeva, ma non riusciva a rassegnarsi e così ogni tanto ricascava nella sua serata buia e malinconica fino a quando chiudeva gli occhi e si addormentava abbracciata al cuscino con la speranza di un giorno migliore.

Come preparare le tisane - Paginemediche

 

CAPPELLI

Cappelli, sì, soprattutto i cappelli a larghe tese che indossati nascondono in parte il viso, creando quella sorta di mistero e magia.

Mi sono sempre piaciuti e tutte le volte che mi capita di trovarmi nel reparto cappelli di un grande magazzino non resisto e comincio a provarli: la cloche, il basco, il cappello da uomo e quello a larghe tese. Li provo tutti, e a seconda del modello mi atteggio e faccio le smorfie, è il mio momento di palcoscenico. Invece di rendermi invisibile, come faceva l’elmo di Ade o di Atena nella mitologia greca, è come se il cappello mi desse coraggio, mi trasformasse e tirasse fuori tante altre me. 

Mi diverto come una bambina che prova le scarpe con il tacco della mamma, mi sento alternativamente vamp, sfacciata, seriosa, sexy, timida… A volte mi piacerebbe avere un fotografo a immortalare quei momenti particolari. Non sono una fan dei selfie e di solito m’imbarazzo anche se mi chiedono di posare per foto ricordo, non so mai che faccia fare, ma il cappello mi fa dimenticare tutte le mie insicurezze e mi fa osare.

La stessa cosa mi succede con gli occhiali, soprattutto quelli grandi da sole con le lenti scure. Un abbinamento sfidante cappello e occhiali scuri… guardo, osservo in incognito le persone senza essere interpretata. La donna del mistero, la femme fatale… divertente! 

Da tanto non faccio più un tour cappelli-occhiali e adesso che ci penso, dovrei riprovare, tanto per sorridere un po’ in questo tempo così difficile in cui ridere è ormai privilegio di pochi.

Provate anche voi!

realizzabile Predecessore tradire audrey hepburn cappello occhiali -  walterleonardi.it

SEXTING

E finalmente era arrivato il momento tanto atteso. Dopo mesi di chat si sarebbero incontrati di persona. La tensione era alta e in qualche modo anche le aspettative…

Vera era anche un po’ imbarazzata, era successo tutto al contrario: contatto in chat, scambi d’idee, sexting… già, e chi se lo sarebbe aspettato? Lei nemmeno sapeva cosa fosse, ma Vittorio sì, e molto bene. Soprattutto sapeva come farci arrivare lei, che nemmeno si era accorta di essere entrata in quel gioco così coinvolgente.  Certo, era un po’ un palliativo, dal vivo le cose sono completamente diverse, ma la pandemia aveva cambiato anche le relazioni sentimentali perché le occasioni di incontro erano state praticamente cancellate.

Così, dopo aver fatto sesso online per mesi, Vittorio aveva preso al volo questa finestra di libertà inattesa e aveva proposto a Vera d’incontrarsi e lei aveva accettato. Adesso però si chiedeva se avesse fatto bene. Non era facile andare al contrario, conoscersi di persona dopo essere stati così intimi virtualmente. Era curiosa certo, ma forse non aveva mai creduto che si sarebbero veramente conosciuti e questo paradossalmente le aveva dato la possibilità di esprimersi liberamente con le parole, scritte, al telefono…

Vittorio andava all’appuntamento con Vera con l’aspettativa di realizzare tutto quello che era accaduto in quei mesi di sexting. Curioso come lei, ma senz’altro meno preoccupato della donna, sicuro di sé, tranquillo. Gli era piaciuta in tutti quei mesi, perché avrebbe dovuto essere altrimenti, sarebbe andato tutto bene.

Tutto bene… forse…

Sexting: non così allarmante come si crede, ma... - Psicolinea

FUORI TEMPO

I tempi… quelli li ho sempre sbagliati nella mia vita e quando li sbagli all’inizio, poi è difficile recuperare. Ero seria fin da piccola, ubbidiente, posata, studiosa, come mio fratello e mia sorella, tre bravi figli, orgoglio di mia mamma, che ci tirava su da sola dato che mio papà era sempre assente.

Non portavo le minigonne, ero educata, mi comportavo bene e mi perdevo tutte le stupidate dell’età. Il fatto è che non me ne rendevo conto e così ho continuato finché a 40 anni passati qualcosa ha fatto saltare gli equilibri e mi sono ritrovata persa. Mi mancava l’esperienza delle stupidate e non potevo più recuperarla. 

Pian piano, in qualche modo ce l’ho fatta a mettermi al passo per poi accorgermi però che ero ancora fuori tempo e lo sono ancora. O meglio, ho tempi miei che non sono quelli della maggior parte delle persone. Alla mia età ho ancora voglia d’imparare, di vivere, quando gli altri sono già in pensione o sognano di arrivarci a breve, fanno i nonni o chiedono insistentemente ai figli di renderli tali presto.

E così continuo ad essere fuori dal coro, io che avrei ancora tanto da vedere e conoscere ma che sento il tempo fuggire e soprattutto che in qualche modo finisco per essere quasi sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

Questione di tempi…

ᐈ Metronomo immagini di stock, foto di metronomo | scarica su Depositphotos®

CASUALITA’ III

Stefano controllò l’insieme: jeans e polo blu, l’insieme era “tranquillizzante”. Non vedeva l’ora di incontrarla; chissà se era come lui se l’aspettava. Ma poi come se l’aspettava? In realtà non si era fatto un’idea precisa, più o meno, ma preferiva la sorpresa, e già la mascherina in qualche modo ritardava la sorpresa. Ok, pronti via!

Esattamente alle 15 erano tutti e due sulla terrazza, tavolo prenotato a nome Stefano. Gioia si guardò intorno cercando di indovinare chi fosse Stefano. All’improvviso incrociò uno sguardo sorridente dietro la mascherina e due occhi verdi spalancati dalla sorpresa… lui! Stefano le venne incontro visibilmente sollevato mentre Gioia si concentrava per non cadergli addosso una seconda volta. “Sei tu?” dissero contemporaneamente e scoppiarono a ridere e si diressero al tavolo per il loro primo appuntamento “reale”….

Risultato immagini per due caffè

CASUALITA’ II

LEI – Ciao, ok per un caffè.
LUI – Bene, sono contento! Hai deciso che non sono un serial killer?
LEI – Non scherzare dài, diciamo che non sono una sprovveduta e prendo le mie precauzioni…

LUI – Concordo, vale per tutti e due.  Allora alle 15 sulla terrazza della Rinascente, ti va?
LEI – D’accordo, a domani! Buona serata!

LUI – Buona serata a te Stella_cadente!

Gioia, dopo una notte agitata in cui si era chiesta se avesse fatto bene ad accettare l’invito, era davanti all’armadio aperto: cosa indossare? Pantaloni? Abito? Non troppo banale, ma nemmeno appariscente, scelta difficile. In fondo era la prima volta che si incontravano e Gioia voleva fare bella figura ma non sembrare diversa da quella che era. E quindi… vada per l’abito Desigual fantasia turchese, un po’ di colore non guastava, e orecchini lunghi in tinta presi a Vieste l’estate precedente. Un po’ di trucco, un rossetto non troppo aggressivo, mascherina e via!
Risultato immagini per MASCHERINA

CASUALITA’

Gli occhi… i suoi occhi verdi… ecco cosa l’aveva colpita… spiccavano al di sopra della mascherina e l’avevano catturata. Mai avrebbe pensato durante quel maledetto anno di pandemia che un giorno qualunque avrebbe di nuovo incrociato uno sguardo che l’avrebbe attratta al punto d’inciampare e franare addosso a Stefano. Lui l’aveva presa al volo, evitandole di atterrare poco elegantemente sul marciapiedi davanti alla vetrina di occhiali che stavano osservando tutti e due. Gioia si era scusata, imbarazzata, Stefano aveva riso e l’aveva rassicurata, non c’erano problemi, poteva succedere. Ma Gioia non riusciva a dire niente, lo sguardo inebetito, persa in quegli occhi verdi. Alla fine ognuno se n’era andato per la propria strada.

Bip… messaggio… Gioia alzò gli occhi dal libro e guardò lo schermo del pc. La casella della posta lampeggiava segnalandole l’arrivo. Cliccò sull’icona e aprì il messaggio. Sapeva da chi veniva, lo aspettava, Lupo_solitario era un contatto con cui chattava da un mese. Tipo simpatico, autoironico. Alternavano battute spiritose a discorsi un po’ più seri e le serate passavano piacevolmente. Ultimamente le chat erano diventate più intime, le battute sempre più con doppi sensi o intenzioni mascherate e ieri lui le aveva chiesto d’incontrarla… Gioia aveva preso tempo. Non che non fosse curiosa di vederlo, ma un po’ aveva paura, in fondo era un incontro al buio, lui poteva essere chiunque, uno completamente diverso da come si era fatto passare.

Questo era l’eterno dilemma degli incontri in chat: com’era veramente l’altro?  Era reale, corrispondeva all’idea che lei si era fatta attraverso gli scambi o era un bluff? In qualche modo però lei sentiva che poteva rischiare, poteva fidarsi, o forse sperava solo di potersi fidare.

Lui aspettava una risposta e lei aveva promesso di dargliela quella sera.

LUI – Ciao Stella_cadente, hai deciso se ti fidi di me?…

 

MIA E L’ALBA DEL NUOVO GIORNO

Il mare… finalmente… aspettava di andarci da mesi, ma i vari lockdown locali, regionali, nazionali, e chi più ne ha più ne metta, glielo avevano impedito. E Mia non ne poteva più, le sembrava addirittura di respirare a fatica tutte le volte che si rendeva conto di non poter fare quello che desiderava. E andare a vedere il mare e respirare l’aria salmastra erano due cose che bramava intensamente e che le mancavano da morire, come passeggiare a piedi nudi sulla sabbia.

E poi il mare alleviava le pene, almeno per lei era così. Era come se potesse liberarsene scaricandole tutte nell’acqua salata. Meglio sarebbe stato potersi immergere e nuotare a lungo, ma era ancora troppo freddo per azzardarsi.

Ormai ne era certa: non era più innamorata di Guido, ma proprio per questo aveva bisogno di annegare dispiaceri e sofferenze per poter ricominciare a fare progetti per se stessa. Il sole si affacciava all’orizzonte e Mia si sedette a guardarlo, stupita che quella meraviglia si ripetesse ogni giorno senza alcun intervento umano. I colori tenui si trasformavano pian piano in tonalità più intense fino a riempire il cielo di energia colorata. Mia sentì un profondo calore salire dalle viscere al cuore e irradiarsi come un sole e provò un’immensa pace.

E all’improvviso seppe che la sua nuova vita era iniziata…

Risultato immagini per ALBA SUL MARE