Creato da HansSchnier il 28/10/2009

PEZZI, pezzotti

(le Opinioni tarocche)

 

 

e-mail a un collega, sul tema delle migrazioni

Post n°273 pubblicato il 11 Luglio 2019 da HansSchnier

Non saremo noi magistrati e non sarà neanche il governo italiano gialloverde a poter cambiare il corso della Storia. Queste migrazioni sono un fenomeno epocale, non si possono vietare per decreto.
Ciò non toglie che non è pensabile di dire a tutti i poveri e perseguitati del pianeta "venite ad me omnes". Non ci sono le condizioni per accoglierli tutti, questo è ovvio. Il fenomeno non è eliminabile, ma sarebbe governabile se l'Europa fosse capace di governare energicamente ed equamente qualcosa, facendo gli interessi del continente e non del solito asse franco-tedesco (in questo senso mi dichiaro "sovranista", che non significa nazionalista e tantomeno fascista: vorrei che ci fosse uno Stato sovrano da qualche parte, fosse pure a Bruxelles). Occorre poi pur sempre opporsi alle malefatte degli scafisti. Ed anche la politica della dissuasione è un modo per contenere il  numero degli annegamenti. Non credo che tutti  i migranti preferiscano il rischio del naufragio (nel senso più banale del termine) alle scadenti condizioni di vita nei loro paesi di origine. Ci sarà, immagino, un'aliquota di migranti che viene truffata e che si ritrova ad affrontare sofferenze abnormi e un rischio non preventivato.
Insomma, caro amico, non mi voglio nascondere dietro un dito. A me Salvini stava simpatico per la sua originaria franchezza, ma soprattutto perché sembrava determinato ad affrontare seriamente il problema. Adesso, però, mi risulta indigesto per la sua furberia, per la manipolazione del consenso, per l'uso spregiudicato del potere. Inizio a temerlo. Non mi piace lo smantellamento dei centri di accoglienza. Quelli che sono entrati, devono diventare dei fantasmi? Non sarebbe meglio se imparassero bene l'italiano e trovassero un onesto lavoro?
Ai migranti dobbiamo augurare una vita normale. Proprio per questo dobbiamo evitare che vadano ad ingrossare le fila dell'organizzazione malavitosa che schiavizza le donne di colore. Non è il caso di assistere ad ulteriori incrementi dei profitti di quei delinquenti che, come si sa, hanno devastato buona parte del casertano e dell'hinterland napoletano.

 
 
 

comunicazione di servizio

Post n°272 pubblicato il 11 Luglio 2019 da HansSchnier

La polizia di Stato di Genova ha arrestato quattro persone accusate di estorsione aggravata. Secondo gli investigatori della squadra mobile, agli ordini del primo dirigente Marco Calì, i quattro (tutti residenti in provincia di Napoli) creavano falsi profili social con identità fittizie a cui venivano abbinate fotografie di giovani donne di bell'aspetto. Dietro i profili si nascondeva il malvivente che li aveva creati il quale, dopo aver stretto virtualmente amicizia tramite il social network ed effettuato qualche conversazione on line, intentava una strategia ricattatoria che si concludeva con la richiesta di una somma di denaro. I malviventi ricontattavano le vittime fingendo di essere appartenenti alle forze dell'ordine, inducendoli a credere di aver avuto contatti virtuali con minorenni, quindi li minacciavano di denunciarli se non avessero pagato.

Le vittime venivano scelte dal gruppo dopo aver esaminato le informazioni reperibili in rete. Una delle due vittime che abita nel Tigullio avendo la disponibilità di consistenti somme di denaro è rimasta soggiogata agli aguzzini per circa tre anni, corrispondendo circa 300 mila euro. L'altra vittima è un commerciante della provincia di Pavia. [dal sito de IL MATTINO, oggi 11 luglio 2019]

 
 
 

severi moniti

Post n°269 pubblicato il 30 Giugno 2019 da HansSchnier

NON BASTANDO i severi moniti del Quirinale, adesso ci siamo beccati il severo monito del presidente della Bundesrepublik.

Vorrei sapere dai professori tedeschi:
1) se Carola fosse stata francese o lussemburghese anziché tedesca, avreste parlato?
2) se Mattarella esternasse in caso di arresti operati dalla Polizei, non reagireste gridando all'ingerenza?
3) perché non avete detto niente quando i servizi francesi hanno fatto la pelle a Gheddafi e, in questo modo, hanno aperto la crisi libica?
4) avete dimenticato che avete perso la guerra come noi, anzi, peggio di noi? Chi vi dà l'autorità di pontificare sui fatti nostri?
5) i manager della ThyssenKrupp, quelli condannati in Italia nel 2016 per omicidio, sono ancora liberi, non è vero? Siete grandi giuristi, siete giusti, siete umani a tempo debito, siete pelosamente onesti.

 
 
 

degnità

Post n°268 pubblicato il 25 Giugno 2019 da HansSchnier

la letteratura sta alla realtà come l'arabesco sta all'arte figurativa

 
 
 

Caro amico Ti scrivo

Post n°267 pubblicato il 24 Giugno 2019 da HansSchnier

il 23.12.2016 perdevo il mio compagno di banco, l'amico dell'adolescenza, il mio caro amico praticamente innocente, ingenuo gigante dalle passioni semplici e dai sentimenti forti, con il suo piccolo capitale di benessere paesano che riusciva a non dissipare, come un uomo di altri tempi. Pochi giorni dopo ero in un'auto blu, tutta scassata ma sempre a spese della Repubblica Italiana (cazz!), e in una mattina d'inverno andavo in una Casa circondariale di ottima fattura, costruita dalle famiglie malavitose del posto - tramite subappalto - per garantirsi un soggiorno il meno scomodo possibile. La radio era accesa e passava questa canzone qui. L'autista pensava ai fatti suoi, il cancelliere mi guardava. Io piangevo, provando a nascondermi alla meglio. Sapevo troppo bene che in quei mancati incidenti all'incrocio, in quelle sgommate velleitarie, nei miei fascicoli di routine, nella mia vita scombinata c'erano gli auguri del mio amico! C'era la verità di questa canzone. L'auto blu scassata sembrava volare, gli interrogatori ai balordi - no, ma quando mai! - erano atti d'indagine di prim'ordine, roba da Samarcanda e Quarto grado :)

Amico mio, è scritto in cielo che ci si debba rivedere, a me non è che faccia tanto piacere il dolore che dovrò affrontare e che tu hai passato prima di me, ma almeno ci si rivede e ne riparliamo. Se ne riparla! E se quest'anno poi passasse in un istante... tra un anno, anno più anno meno

 
 
 

09.04.19

Post n°266 pubblicato il 09 Aprile 2019 da HansSchnier

"Nove aprile duemiladiciannove":

ecco un endecasillabo bellissimo

con rima interna. E con la sempiterna

entropia, prosodia.

 
 
 

supremamente vigliacchi

Post n°264 pubblicato il 15 Marzo 2019 da HansSchnier

Immensa tristezza per la strage in Nuova Zelanda. Terrorismo bieco che porterà altro male. Il gusto di commettere il male, per seminare altro male. Povero pianeta in preda alla follia omicida.

 
 
 

ORO INCENSO E ZMYRNA

Post n°263 pubblicato il 02 Marzo 2019 da HansSchnier

Nove anni, ci ha messo nove anni

per concludere l'opera maestra:

Cinna ha dato alla luce la creatura

incestuosa e poetica (una zeta

le inceppava il prenome). Incanutiti

secoli leggeranno i suoi malanni,


fallimenti, menzogne, reticenze,

astenie, ritrosie, complotti, assenze,

allegorie taroccate. In esametri

con ingegno di forbici e lo stemma

dei codici -


la Zmyrna del mio Cinna varcherà

l'Eternità!

 
 
 

meditative lyric

Post n°261 pubblicato il 28 Dicembre 2018 da HansSchnier

"Catullo è divenuto per la tradizione occidentale il fondatore di una gran parte del linguaggio della poesia d'amore. Aggiungerei che, in parallelo, la sua acutezza di valutazioni e la sua spinta poetica a condividerle in versi con la cerchia (e con noi) ha finito per fondare anche l'analisi poetico-psicologica dei rapporti d'amore, con le varie traversie e le più sottili singolarità che costellano un'esperienza così centrale nella vita di tutti: circostanza che fa di lui un inossidabile contemporaneo. [...] Lontana da noi più di duemila anni, la poesia di Catullo, con la sua introspezione che conquista comprensione dei fatti e loro icastica, perfetta configurazione espressiva nell'atto stesso in cui si dispone a meditarli con stilo e tavolette cerate, funziona già come ci aspettiamo che funzioni una meditative lyric di oggi" (Alessandro Fo).

E meno male che sei devoto di Medjugorje, professò! Catullo come Petrarca, instancabile analista e sistematico moralizzatore dei propri turbamenti? Ma c'è il cristianesimo di mezzo, ci sono le Confessioni di sant'Agostino! Forse in questa nostra società scristianizzata Catullo suona più "contemporaneo", proprio perché il poeta antico non si proponeva obiettivi esplicitamente spirituali. Petrarca, al contrario, si sentiva in dovere di trovare il "senso profondo" della propria vicenda umana, così da renderla esemplare. Catullo non aveva di questi problemi e, di conseguenza, nella sua poesia non c'è quel pesante filtro morale-intellettuale che, a dire il vero, può stancare il lettore del Canzoniere.

 
 
 

Catullo in sovrappeso

Post n°260 pubblicato il 26 Dicembre 2018 da HansSchnier

In libreria, il giorno della vigilia, trovo il nuovo Catullo a cura del Prof. Alessandro Fo, pubblicato da Einaudi. Circa milletrecento pagine. Bibliografia aggiornatissima. Commento erudito, stracolmo di discussioni con i colleghi latinisti, anzi direi con i colleghi catullianisti. Faccio qualche esempio. Nel carme 49 Catullo sfotteva Cicerone o lo ringraziava sinceramente? Faceva sul serio, e gli "ironisti" non hanno capito niente... Il carme 68 è unitario o è l'incongrua fusione di due carmi? Ma perdinci, non ci si può credere, dobbiamo per forza essere "separatisti", le prove sono schiaccianti... Il carme 2b fa parte o non fa parte del carme 2? Anzi: "two B or not two B"? Il commentatore ammette che questo dubbio è "amletico" (il gioco di parole in inglese piace ai latinisti contemporanei, l'avevo già notato nel commento di Della Corte, ma questa è la prima volta che leggo anche la chiosa, francamente ridondante, del "dubbio amletico").

Sofisticata la traduzione in metrica cd. barbara, ve ne offro un campione (è il carme 32):

O mia dolce Ipsitilla, te ne prego,
tu delizia mia, mia piacevolezza,
dammi il via a star da te nel pomeriggio.
E se dai il via, poi aiutami, e nessuno
chiuda (a volte) il battente sulla soglia,
o non giri poi a te di uscire fuori,
ma sta' ferma lì a casa, e a noi prepara
nove consecutive fottiture.
Se avrai invece da fare, da' il via adesso:
sazio e a pancia all'insù qui, dopo pranzo,
steso, sfondo e la tunica e il mantello.

Letta questa cosa, mi sono messo anch'io a tradurre, con minore dottrina e spericolata libertà:

Ti voglio bene, mia dolce Ipsitilla,
consolazione mia, delizia mia -
convocami da te verso le quattro,
se ti va. E se mi convochi, ti prego:
non mi fare trovare porte chiuse
e non uscire per nessun motivo,
stai lì, aspettami. E poi, fammi eseguire
le nove sinfonie della chiavata.
Casomai avessi altri programmi, dimmelo
e faccio un salto adesso. Ho già mangiato,
mi si è fatto un po' troppo penetrante.

 
 
 

da Wikipedia, voce "Critica della ragion pratica"

Post n°256 pubblicato il 08 Dicembre 2018 da HansSchnier

""Ogni morale non può essere limitata nel conseguimento del bene. Non posso propormi di conseguire il bene fino ad un certo punto e non oltre. Il fine dell'azione morale quindi deve essere il "sommo bene". Ma cosa s'intende per sommo bene? Per alcuni semplicemente il sommo bene, inteso come "il bene più alto", consiste nell'obbedire agli imperativi categorici. Prendendo come guida gli imperativi categorici ognuno quindi può raggiungere il sommo bene. Altri intendono il sommo bene come "il bene più completo" considerato come l'insieme di "virtù e "felicità". Ma tali concetti entrano tra loro in contrasto: si parla di un'antinomia. L'unico modo per risolvere quest'ultima diviene quindi la postulazione di un mondo dell'aldilà in cui possa avvenire l'identificazione di virtù e felicità che nel mondo terreno è impossibile.

Per questa ragione Kant formula i postulati etici: per definizione essi sono proposizioni teoretiche non dimostrabili e assolutamente necessarie riferite alla legge morale e alla sua condizione di pensabilità ed esistenza. I tre postulati sono i seguenti:

1. Postulato dell'immortalità dell'anima: poiché solamente la condizione di santità reca l'uomo al sommo bene, e poiché essa è possibile solo nell'aldilà si deve affermare che il soggetto morale ha a sua disposizione un tempo illimitato ed infinito.

2. Postulato dell'esistenza di Dio: Dio è considerato il garante della corrispondenza che sussiste tra virtù e felicità.

3. Postulato della libertà: se c'è la legge morale vi è conseguentemente anche la libertà assoluta del soggetto. La libertà esiste di certo, a differenza dei due postulati precedenti: l'immortalità dell'anima e Dio costituiscono solamente due situazioni che vengono ipotizzate in modo che la morale possa essere realizzata a pieno, cosa che nel mondo terreno diviene impossibile.

Ecco quindi comparire come "postulati della ragion pratica" quelle che erano le tre idee della Ragione metafisica che non trovavano spiegazione nella dialettica trascendentale e che dimostravano l'illusorietà e l'inganno della metafisica quando pretendeva di presentarsi come scienza. Ora quelle stesse idee fallaci sul piano teorico acquistano invece valore sul piano pratico, morale, divengono corollari della legge morale.""


Commento di Hans: La cosa stupenda è che in questo modo Kant "usa" Dio come un mezzo (precisamente, come un postulato di cui la legge morale si serve per dotarsi della necessaria solidità), anziché considerarlo come un "fine in sé". Sembra una strumentalizzazione, non molto diversa da quella che il filosofo vieta categoricamente nei rapporti tra gli esseri umani.

 
 
 

Eraclito aggiornato

Post n°254 pubblicato il 05 Dicembre 2018 da HansSchnier

"Il cambiamento è concetto scivoloso: sennò, in astratto, come potrebbe essere possibile, contemporaneamente, non potersi bagnare due volte nello stesso fiume e stare sempre nella stessa merda?"


(dal Fatto Quotidiano di oggi, "Rimasugli" di Marco Palombi)

 
 
 

Castel Volturno e la sua gioventù

Post n°253 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da HansSchnier

Ogni tanto si riuniscono i reduci del cattocomunismo. Sono diventati dottori, magistrati, ingegneri, direttori di banca; molti sono già in pensione. Rievocano i bei tempi del cattolicesimo del dissenso. Deplorano l'avanzata del populismo sovranista. Sono molto impegnati ma una o due volte all'anno organizzano nostalgiche riunioni conviviali. Qualcuno di loro, nei ritagli di tempo, ha frequentato i corsi dell'Associazione Italiana Sommelier.

Stimano Gentiloni, anche se non approvano tutti i suoi provvedimenti; sul giovanotto di Pontassieve si dividono (qualcuno lo appoggia tuttora, molti lo biasimano genericamente per l'eccesso di protagonismo e il capriccioso carattere).
Non si pongono il problema che, forse, un governo di sinistra avrebbe dovuto osare di più (ovviamente, senza infrangere i sacrosanti vincoli di bilancio, non sia mai!): per esempio, sarebbe stato possibile semplificare la concessione della cittadinanza ai ragazzi che sono cresciuti in Italia, e che avendo frequentato le nostre scuole sono culturalmente italiani, benché siano nati da extracomunitari. Mi vengono in mente i ragazzi e le ragazze di Castel Volturno, che con l'aiuto di qualche persona di buon cuore hanno costituito una squadra di basket e hanno dovuto affrontare non pochi problemi per iscriversi al campionato italiano.
"Ma se si fosse approvata quella legge, sai le polemiche, e poi avremmo perso un sacco di voti...". Infatti, abbiamo visto il bel risultato del 4 marzo.
Da Castel Volturno, ormai, i nigeriani onesti - quelli che non vogliono spacciare o entrare nel business della prostituzione - cominciano ad andar via. Stavano meglio in Africa, preferiscono la povertà della madrepatria alle sparatorie di camorra e ai compromessi con i clan. Vedi il servizio sull'ultimo numero di Panorama. Chissà se i reduci del cattocomunismo, nel loro pendolarismo di lusso tra il Vomero e la penisola sorrentina, hanno idea di quello che accade a Castel Volturno: territorio dove lo Stato italiano è ospite, avendo lasciato una sostanziale libertà di movimento - si sa - alla malavita coloured...
E tanti complimenti ai governi della precedente legislatura per i loro incisivi risultati. Certo, anch'io mi sono stancato dell'alleanza dei Cinque Stelle con Salvini, ma mi chiedo: come fa uno a tornare a votare il P.D., dopo questi fallimenti? Mi sa che la prossima volta mi tocca non andare al seggio.
 
 
 

msg in a bottle

Post n°251 pubblicato il 30 Novembre 2018 da HansSchnier

BELLO qui... nessuno ti legge. Sembra di stare in un vecchio igloo groenlandese, da soli. Puoi sparare le peggiori deliranti delittuose idiozie. Puoi dire alla Boldrini: "Boldrina!" e puoi dire a Sgarbo: "Capri!" (ma anche Ischia, Ventotene... volendo pure Stromboli). Tutto ciò impunemente. E puoi fare l'angelo finocchiaro dei poveri, e tuonare spropositi contro le donne in quanto tali - più o meno come faceva il Belli, quando le dolcimetà non erano ancora tutelate dalla Costituzione e dalle azioni positive.


A parte gli scherzi, mi fanno morire le dolcimetà quando in aula si pongono il problema del linguaggio. "Giudice, ma lo posso dire? Posso riferire i turpi epiteti che egli mi rivolgeva nella sua criminale allocuzione?" Certo, riferisca, siamo tutti maggiorenni. "Sì, allora... Mi diceva: zoccola e puttana, tutti i giorni". Ma - mi faccia capire - prima o dopo i pasti? "Durante".
 
 
 

morality play

Post n°247 pubblicato il 23 Novembre 2018 da HansSchnier

 

1. Montag (il personaggio di Ray Bradbury, Fahrenheit 451, e dell’omonimo film di Truffaut) capisce, con assoluta certezza, che nel giro di pochi giorni gli tocca morire.

2. Come se nulla fosse, Montag, nel suo rifugio, continua a leggere libri. La sua patologia gli consente di farlo per buona parte della giornata.

3. Si dedica agli italiani: li aveva sempre trascurati e non vuole morire senza averli almeno sfogliati. Dante non gli dice niente (così ultraterreno, stranamente gli sembra un terrestre, “fedele alla terra”). Ma da qualche parte trova la lettera di Anton Francesco Doni, che parla di Machiavelli e del suo sogno premonitore: resta turbato. Poi scopre Verga. Legge avidamente le Novelle. Si ferma sulla Roba. Solidarizza col protagonista.

4. Una notte (e sarebbe stata l’ultima), Montag cerca di ubriacarsi. Pur vomitando e barcollando, riesce effettivamente a imitare Mazzarò (il personaggio di Verga): libri miei, venitevene con me. Riprende il lanciafiamme e li brucia. Stordito dai fumi del rogo che ha acceso, perde conoscenza. Sta morendo.

5. Ha una visione. Platone, Tacito e Plutarco, cuius doctrina inimica est Dei, lo accolgono bonariamente. Benché malvestiti, sono proprio loro, i tre del sogno di Machiavelli.

6. Gli dicono: “Non potevi portare via con te i libri. Le opere dell’ingegno sono virtualmente indistruttibili, anche se vengono soppresse. Non puoi uccidere una musica o un teorema o una narrazione, e tantomeno un’opera di filosofia, come si uccide una gallina. Puoi accantonare le idee, dimenticarle; ma esse sono esenti dalla distruzione e possono essere ricreate all’infinito.”

7. “Allora, ho capito! Non sono stato io a portare via con me i libri, sono stati i libri che mi hanno liberato dal mondo delle cose materiali e mi hanno condotto qui da voi, per ragionare in eterno della vostra filosofia, dei vostri libri di storia, di morale…”

8. “Nemmeno. Dove li vedi, qui, i nostri libri? Qui c’è il biliardo, c’è una canna da pesca, c’è il giardino botanico, c’è un’autostrada che passa in una vallata dal paesaggio spettacolare; c’è la cantina dove invecchiano i vini, ci sono cose belle, ti puoi dedicare a ciascuna di esse; ma i libri non ci sono. Puoi anche dipingere, raccontare delle storie, suonare il piano, ma è come la manna di Mosè: ogni giorno la tua dose di arte, e basta. Non puoi tesaurizzare le tue (o le nostre) creazioni.”

9. “E perché?”

10. “Non ricordi cosa sognò Machiavelli? Sognò di optare per l’eterna frequentazione di autori cuius doctrina inimica est Dei. Le nostre opere non sono innocenti come si pensa; hanno prodotto conseguenze negative nel mondo da cui provieni. Ma la nostra vita, nella sua banale eppure irripetibile singolarità, è più importante delle nostre opere. Sicché Dio ci ha liberati dal peso delle nostre colpe. Qui siamo esseri umani come te. Uomini senza lettere. Quello che per te era l’incubo dell’ignoranza e della futilità, qui è un’altra cosa. Qui la vita non è più alienata. Né dagli schermi giganti, né dalle dottrine, né dalle pretese artistiche.”

 
 
 

Segno di contraddizione

Post n°245 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da HansSchnier

Oggi nelle chiese di rito romano si legge il Vangelo della Presentazione al Tempio. Il vecchio Simeone prende il Bambino tra le braccia e improvvisa il Nunc dimittis, dopo di che profetizza il futuro di Gesù rivelando a Giuseppe e Maria che "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele... sarà semèion antilegòmenon, signum cui contradicetur".

La Bibbia della CEI traduce da sempre "segno di contraddizione". Bellissimo, sembra Nietzsche.

In realtà il testo greco (e con esso la Vulgata, la Neovulgata, la TILC, la King James Bible e chi più ne ha più ne metta) parla di segno contraddetto, non di segno che contraddice. Un segno che potrà essere rifiutato, con pensieri parole opere e omissioni che vanno in tutt'altra direzione. Un segnale stradale che non piace - la strada è ripida e angusta, toglie il fiato - e perciò viene trascurato, disatteso, divelto dal suolo, buttato via, maledetto, straziato, offeso gratuitamente.

 
 
 

Entrata in vigore

Post n°244 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da HansSchnier

Oggi entra in vigore la L. 4 dicembre 2017, n. 181, e così il "Canto degli Italiani" di Goffredo Mameli, musicato da Michele Novaro, diventa UFFICIALMENTE l'inno nazionale...

Rileggendo oggi le nobili parole dell'inno e ripensando alla breve vita del Poeta, sacrificatosi a ventidue anni per la Repubblica romana, si prova un misto di tenerezza e sconforto.

Almeno sono contento di una cosa: l'anno prossimo l'inno non sarà massacrato dai patrioti pallonari, sui campi di calcio putinizzati...

Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta;
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma;
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci;
L'unione e l'amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

 
 
 

Bufalopedia

Post n°243 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da HansSchnier

Provo ad elencare qui di seguito alcune frasi traboccanti di cattiva retorica che taluni utenti dei social attribuiscono pomposamente a questo o a quell'Autore. Il disprezzo degli internauti altisonanti (direi meglio: altoparlanti) per il principio della verifica delle fonti è assoluto.

Neruda: Muore lentamente chi ... (fervorino di tale Martha Medeiros);

Goethe: Inizia! (La magia sta tutta nell'inizio ecc., frase interpolata da un certo Anster, americano, in un adattamento del Faust);

Sofocle: Insegna a tua figlia lo splendore della disobbedienza... (pseudo-Antigone, citata con sussiego su Facebook da qualche pseudogrecista saccente e maleducata; la frase, di per sé sgraziata e priva di una vera logica, si deve a un giornalista italiano);

Voltaire: Non condivido neanche una parola di quel che dici ma darei la vita per difendere il tuo diritto a sostenere la tua tesi (non so chi l'abbia detta 'sta frase in odor di ipocrisia, ma nessuno è in grado di indicare gli estremi esatti della presunta citazione; certamente non sta nel Trattato sulla tolleranza)

Catullo: Amami quando non lo merito, perché è allora che ne ho più bisogno (frase in tutto degna dei Baci Perugina, certamente estranea al pensiero del Poeta di Verona).

RESTO IN ATTESA DI ULTERIORI CONTRIBUTI 

 
 
 

Bruno Fazio e Fabio Vespa

Post n°241 pubblicato il 25 Giugno 2017 da HansSchnier

E basta. Bruno Vespa stava al tg1 il giorno della strage di via Fani. Basta! Fabio Fazio il mese scorso teneva l'orazione CIVILE in memoria di Falcone e Borsellino... e civilmente si accontenta di duemilioniottocentomila euro l'anno. Basta!

 
 
 

North Kensington

Post n°240 pubblicato il 16 Giugno 2017 da HansSchnier

Va a fuoco un grattacielo dove abitano prevalentemente stranieri. I pompieri arrivano con ore di ritardo. Sono giorni che ci dicono che i morti accertati sono diciassette, ma là dentro ce ne saranno anche degli altri. Pare che il rischio di incendio fosse già stato ampiamente segnalato nel 2016. Questo disastro non è avvenuto in Italia e nemmeno a Scampia. Questa è Londra. Vedremo i risultati della giustizia di Sua Maestà Britannica, adesso che non è più intralciata dall'Unione Europea dovrebbe essere efficientissima... efficientissima a far la guerra agli stracci che volano e ad assolvere i soliti miliardari impuniti, è normale.

 
 
 
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