Creato da artemisia_gent il 31/08/2007

Mamma & Prof.

Il flusso di coscienza di una mamma alle prese con la vita di tutti i giorni. Casa, scuola, famiglia, ideali, viaggi e pensieri: ecco cosa potete trovare.

 

Recap

Post n°1799 pubblicato il 08 Marzo 2017 da artemisia_gent

Sono tornata da Tenerife da una settimana e due giorni e non mi sono ancora ripresa. Il rientro è stato devastante. Freddo, pioggia, settimana pesantissima al lavoro... ripenso con moltissima nostalgia a quelle giornate perse in riva al mare, al caldo, a quelle paelle poderose, alle banane maturate sugli alberi.... quante banane ho mangiato! Nemmeno in Kenya ne ho mangiate così tante... lì preferivo nutrirmi di mango e pesce alla griglia.

Non credo che potrei abitare lontana dal mare, fa così tanto parte di me che la mancanza sarebbe insopportabile.

Se oggi non fosse stato l'otto marzo, la festa della donna, sarei andata in spiaggia, avrei mangiato un tocco di focaccia e poi sarei andata al lavoro, ma mi sentivo così stupida a farlo da sola in questo giorno e soprattutto con così tante cose da fare a casa. Così ho fatto la spesa, ho steso, ritirato e piegato qualcosa come 25kg di bucato che si era ammassato in questi giorni di pioggia e poi ho studiato, in casa. Non ho aderito allo sciopero e sono andata al lavoro. Insomma il solito mercoledì, con le bambine da portare in palestra e la cena da preparare. Altro che festa. Finchè ci sarà e si sentirà il bisogno di una festa della donna allora vorrà dire che non c'è parità.

 
 
 

pronti attenti via!

Post n°1798 pubblicato il 15 Febbraio 2017 da artemisia_gent

Quest'anno l'inverno è stato meno duro per me. Ci sono stati i giorni di gennaio che erano gelidi, gelidissimi per me. MA avevo nel cuore il sogno di Tenerife che mi scaldava e con tre maglioni addosso gennaio si è portato via il freddo. C'è stata tantissima pioggia e ora da un paio di giorni le temperature si sono alzate, le giornate allungate e sì la sento, l'estate è alle porte! La parte brutta dell'anno è finita, odio dal profondo i mesi di Novembre, Dicembre e Gennaio, così tetri e freddi, ma ripeto quest'anno tutto è stato sopportabile per il miraggio del mare d'inverno!

 

Fra pochi giorni partiamo, le previsioni sono veramente buone e credo che ci potremmo godere la spiaggia come speravo. Mi sono appuntata tantissimi posti da vedere, non un itinerario preciso, deciderò poi di mattina in mattina cosa fare. Mi lascerò ispirare da ogni cosa, ho proprio voglia di partire e vedere cose nuove. Dentro di me mi ripeto che anche se è Spagna, per me sarà un po' come andare in Africa, come riprendere una routine che era nostra fino a 5 anni fa'. Sono ben 5 anni che non mi concedo il mare d'inverno, mi manca davvero. E in qualche modo non mi sembra vero di avere questa possibilità.

 

Non è una sciocchezza quando si afferma che l'attesa è l'essenza del piacere stesso. Almeno per me è così.

 

Però tutto questo per me significa solo che devo lasciarmi alle spalle gli ultimi 5 anni, che per noi inizia qualcosa di nuovo.

 
 
 

10 Anni

Post n°1797 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da artemisia_gent

Oggi la Viky compie dieci anni tondi tondi.

Lo ammetto, non mi dispiace che sia cresciuta. Non sono una di quelle mamme nostalgiche di pannolini ecc. anche perchè la Viki da piccola è sempre stata insopportabile, appicicata a me come una cozza, esasperante. Ora che è cresciuta la preferisco perchè è identica a me. La mia stessa testa, i miei stessi gusti, una mini me che non mi lascerà mai, quella persona uguale a me che ho sempre voluto e cercato. Stessi interessi, stesse passioni.

In questo momento è in pre-adolescenza, inizia ad ascoltare la musica, la mia musica. Entrambe pazze per J Ax, io a 16 anni ero pazza per lui e anche oggi le sue canzoni mi parlano come ieri, e anche lei piace, peccato per tutti quesi tatuaggi... e la sua paura a manifestare questa sua passione per paura di suo papà che quelli coi tatuaggi e con il ferro addosso proprio non li sopporta.

Mi piace stare con lei, andare in giro, fare shopping, programmare viaggi, insomma stare insieme. Ci sono momenti che non andiamo d'accordo semplicemente perchè pensiamo la stessa medesima cosa e ci scontriamo senza soluzione.

la differenza fra me e lei è una sola, lei ha me. I miei genitori erano diversi, io invece sono tutto quello che loro non sono stati e io invece avrei voluto. In questo differisce in me, io avevo profondi desideri e avevo la mia nonna che lei non ha neanche conosciuto, lei a me che l'anticipo e sicuramente questo scaturisce altri desideri che non sono i miei. Ma io ci sono stata, ci sono e ci sarò sempre. Per me lei verrà sempre prima di tutto, sempre.

 
 
 

problemi interculturali

Post n°1796 pubblicato il 31 Gennaio 2017 da artemisia_gent

Quest'anno mi sono rimasti solo due studenti stranieri. K. viene dal Mali e M. viene dal Bangladesh.

M. è anglofono, con un ottimo accento Britannico, che mi  fa vergognare tantissimo del mio slang di provenienza americana. Infatti non gli parlo mai in Inglese, sempre in Italiano, anche perchè fa passi da gigante e in sole tre settimane capisce benissimo ciò che gli dico, mai raccolto risultati migliori.

Con K. ho un rapporto strano. Nei primi mesi mi ha rifiutata. Sono una donna e lui è un uomo, anche se mi potrebbe esser figlio. Ha molto sofferto e vuole fare tutto da solo. Poi un giorno mi ha visto in struttura, ha capito che anche se lui non vuole ci sono e si sta aprendo. Parlando con K. ho scoperto la vastità della nostra cultura e i nostri "prerequisiti" ovvero tutto quello che sappiamo e diamo per scontato. Chiamatelo shock culturale, ma ogni giorno mi trovo di fronte a cose che lui non comprende e che gli devo spiegare partendo da zero, spesso andando indietro di duemila anni. Lui conosce tutta la storia, ma il suo punto di vista è il MAli. La storia vista dal Mali non è la stessa che conosco io. E ogni giorno devo spiegare quale è il nostro punto di vista. Sono tre giorni che cerco di spiegargli perchè esiste il giorno della memoria, ma ogni giorno ha una domanda nuova, un nuovo perchè e io mi sforzo di rispondere.

Temo il momento in cui M. mi chiederà spiegazioni. Non ho nessuna conoscenza dell'oriente e della sua cultura. Non so da dove partire. L'Africa è la mia seconda casa, l'ho vissuta, cerco di conoscerla e sto cercando di capire la cultura Africana per stare vicino ai miei studenti, ma ora mi trovo a far i conti con una nuova provenienza, il Bangladesh, una parte di mondo che non mi appartiene per niente, una parte di mondo di cui ignoro tutto.

Spiegare le cose a K. è più diffcile che spiegarle alle mie figlie. Nessuna delle due mi ha mai chiesco perchè consideriamo la cultura greca come la culla della nostra civiltà, nessuna mi ha mai chiesto perchè le nostre idee derivano da lì. E meno male che non me lo hanno ancora chiesto e forse non me lo chiederanno mai, ma allo stesso tempo io non saprei dare loro una risposta.

 
 
 

il giorno della memoria

Post n°1795 pubblicato il 27 Gennaio 2017 da artemisia_gent

Oggi ho partecipato per la prima volta alle commemorazioni per il giorno della memoria da insegnante. Prima, quando avevo le classi, in questo periodo "perdere" una mattinata per me era una tragedia. Ma allora ero un'insegnante di storia dell'arte, con un vasto programma da eseguire, oggi cosa sono? Boh non lo so nemmeno io. Una badante, una controllora, una che alla fine preferisce stare fuori da scuola piuttosto che in classe. Non ho più un programma da seguire, interrogazioni ecc. sono tutta dei ragazzi e con loro parlo di ogni cosa, mi invento cose davvero divertenti, insomma faccio altro ( a volte mi chiedo se questa sia la vera scuola piuttosto di quella che facevo prima, poi mi riprendo e scaccio il pensiero).

 

Oggi  ho partecipato con una classe all'anteprima nazionale del film "Il viaggio di Fanny". Come ho detto altre volte da quando sono madre non riesco a sopportare l'argomento dell'olocausto. Mi mancano le parole, non so come affrontarlo e mi commuovo troppo quando nel bene o nel male ne devo parlare. Quando ho letto il giardino dei Finzi - Contini sono stata male settimane, una volta leggevo solo questo. Qualcosa è cambiato in me.

Oggi guardando il film ho capito cosa mi sconvolge nell'animo. Una volta la guerra e la resistenza, la vicenda degli ebrei erano un racconto che mi faceva il nonno quando piccola mi prendeva sulle ginocchia, di cose che aveva vissuto, ma che io consideravo favole. Ora che ho capito che il nonno non mi raccontava favole , perchè ho visto coi miei occhi pastori di tre anni appena in Africa, le storie hanno preso un senso diverso. Quando ho visto il film che narra del viaggio di bambini innocenti dalla  Francia alla Svizzera stavo malissimo, al pensiero che era una storia vera. E sono certa che è vera perchè in questi due anni ho sentito le storie dei miei ragazzi migranti che hanno passato le stesse cose, che hanno viaggiato nascosti dal Mali fino alla Libia, che in Libia sono stati rinchiusi in campi di prigionia, picchiati, mutilati e poi caricati su una barca e hanno affronato il mare in condizioni disumane.

Mentre guardavo il film mi chiedevo se le mie figlie saprebbero scappare da sole. LA più piccola delle tre sorelle ha l'età della mia Rachele nella narrazione. Continuavo a chiedermi se lei saprebbe mettersi in salvo dal Lupo senza di me. E poi le parole di A. di E. e dei miei amati sarti, un turbinio di emozioni che mi hanno distrutta e provata. Ora sono questi pensieri che mi distruggono, che mi turbano nel profondo. Una volta basta che il nonno mi raccontasse dei tempi di guerra e poi intonasse Bella Ciao per farmi piangere. Ho in testa la sua voce che canta ogni volta che ci penso e tutto questo messo insieme mi opprime e quando sono oppressa preferisco smettere di pensare farlo altro.

Mi spiace che ormai non ci sia quasi più nessuno che racconti "dei tempi di guerra" in prima persona. Mi spiace che abbiamo perso gli anziani loquaci della mia infanzia, mi spiace che le mie bambine non abbiano questo privilegio. I miei racconti sono già di seconda mano.

Il Film è veramente bello, merita di essere visto. Lo farò vedere alle bambine.

E anche la vita è bella, me lo chiedono con insistenza.

 
 
 
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