Dove vanno a finire i ricordi?

Post n°204 pubblicato il 01 Settembre 2021 da la.cozza

Sempre a caccia di un riempitivo che faccia da sottofondo al nostro sonnecchiare sul divano, l'altra sera sono stata attratta da un film solo perché tra gli interpreti c'era una delle mie attrici preferite, Julie Andrews.
Un vecchio film che pensavo di non aver già visto.
Sono bastate poche sequenze, una lunga collana dondolante, un vecchio ascensore che funzionava solo ballandoci dentro e il volto di una delle attrici per risvegliare un ricordo seppellito chissà dove nella mia mente.
"Ho già visto questo film" dico a Scuttle come tante altre sere "ma non fa niente, lo rivedrò volentieri ché non me lo ricordo poi tanto."
Mano a mano che la storia prosegue i ricordi si fanno più precisi: "L'ho visto al cinema tanti anni fa."
Le musiche e le canzoni mi suonano sempre più familiari:
"Ero con nonna e nonno. A nonna piaceva Julie Andrews e con loro ho visto al cinema anche My fair lady ma non ricordavo più di aver visto anche questo."
Cerco su internet l'anno di uscita nelle sale: in America 1967, in Italia probabilmente l'anno dopo. Avevo undici anni.
Intanto è affiorato un altro ricordo: la lunghissima collana di perle sintetiche che ho ancora e che nonna mi regalò per il mio compleanno, la acquistammo proprio dopo aver visto questo film. Facevo le scuole medie e con indosso quella collana mi sentivo grande e affascinante e i miei odiati capelli corti mi sembravano meno brutti dato che anche  la protagonista del film li portava corti. Mi sono addormentata pensando ai miei adorati nonni.
Però ora mi chiedo dove fosse finito il ricordo di questo episodio del mio lontanissimo passato.
Come è possibile che non sapessi di averlo e poi ritrovarlo intatto e ricco di particolari? E quante altre cose non so di sapere? Quanti ricordi stanno lì buoni buoni per poi tornare all'improvviso? E sono ricordi belli o brutti?
Alcuni certamente sono brutti, di alcuni episodi del passato ho solo un ricordo parziale e per quanto ci provi non riesco a riportare alla mente quello che manca. Ma ora ho una conferma in più che niente è stato cancellato  e non so se questo è un bene o un male.

 
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Ti presento i miei

Post n°203 pubblicato il 24 Agosto 2021 da la.cozza

Ho sempre avuto un problema con le famiglie degli amori dei miei figli e figlie.
Sono stata cresciuta piuttosto all'antica e per me quando si tirano in ballo genitori e nonni vuol dire che si è fidanzati ufficialmente ed allora son dolori.
La sorella di mia mamma capì durante una prova dell'abito da sposa che non voleva più sposare il suo principe azzurro. La convinsero a convolare a giuste nozze nonostante i suoi dubbi sul carattere del promesso sposo e della futura suocera. Fu un matrimonio disastroso che si concluse con una separazione di fatto in tempi in cui le separazioni non erano esattamente all'ordine del giorno.
Il fratello di mia nonna paterna comunicò la sua intenzione di rompere il suo fidanzamento durante i preparativi del matrimonio.
Il bisnonno, uomo decisamente tutto d'un pezzo, lo obbligò a tener fede alla parola data anche per non pregiudicare il fidanzamento di sua sorella con il fratello della sua promessa sposa. Anche questo matrimonio, dopo aver reso infelici tutti, finì con un abbandono del tetto coniugale e una nuova, scandalosa per l'epoca, relazione.
Quando in vacanza con i miei ricambiai gli sguardi di un bel tenebroso per cui mi ero presa una cotta, mamma non ci pensò su due volte per richiamarmi all'ordine ricordandomi che ero fidanzata. Su come sia andato e finito il mio matrimonio è meglio stendere un velo pietoso.
Forte di questi precedenti ho sempre ritenuto le storie, più o meno serie, della mia prole affar loro.

Niente in contrario che frequentassero le famiglie del loro amore di turno, anche se ho sempre cercato di frenarli. Parecchio in contrario che a frequentare la mia famiglia fossero i loro spasimanti.
Rifiuto assoluto di far frequentare le famiglie e stringere rapporti tra consuoceri.
E non mi sbagliavo visto come sono andati a finire i matrimoni di Charlie e Linus e il fidanzamento di Sally col suo ex.
Genitori, fratelli, sorelle, nonni conosciuti e poi persi malamente.
E' stato così che ho conosciuto i genitori di Piperita Patty giusto in tempo per evitare di incontrarli per la prima volta nella sala d'attesa davanti alla sala parto il giorno in cui è nato Azzurro.
Di incontrare i genitori di Franklin non ne ho proprio voluto nemmeno sentir parlare.
Fino a quando lo scorso anno Scuttle non mi ha praticamente trascinato all'interno della loro attività commerciale. Nascosta dalla mascherina ho cercato di evitare le presentazioni ma è stato impossibile ed in fondo era giusto così visto che i nostri figli già convivevano.
Ho fatto cadere questo inizio di consuoceritudine nell'oblio.
Qualche giorno fa i piccioncini sono tornati alla carica e ci hanno proposto una cena tutti insieme.
(il seguito nel prossimo post)





 
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Dormono dormono sulla collina

Post n°202 pubblicato il 23 Agosto 2021 da la.cozza

Cinque anni.
Di chiacchiere, di polemiche, di accuse, di niente, di lavoro, di lacrime, di speranze, di delusioni, di silenzi, di solitudine, di confusione, di promesse.

Sono ore che aspettiamo, ci hanno consigliato di andarcene ma dopo aver peregrinato per corridoi e scale chiedendo a tutti e rimbalzando da un ufficio all'altro abbiamo visto La Russa entrare in quella stanza.
Aspettiamo che esca. Dopo di lui esce anche l'uomo importante, quello che può cambiare le cose anche se non è nella maggioranza. Lo blocco, cerca di andarsene, glielo impedisco. Lo supplico di fare qualcosa e per convincerlo gli racconto di quella notte, della paura e dell'orrore, di come cambia la vita, di tutte le persone incontrate, della loro dignità, del loro dolore, dei bambini ammutoliti, delle vite spezzate, delle famiglie distrutte, di quelli che ancora non hanno capito.
Mi guarda, promette, mi sveglio in un bagno di sudore e lacrime.

Stanotte sarà impossibile dormire.

                         

L’elenco dei 140 Comuni del cratere dei terremoti di agosto 2016 ottobre 2016 e gennaio 2017
Abruzzo

Barete (Aq); Cagnano Amiterno (Aq); Campli (TE) Campotosto (AQ); Capitignano (AQ); Castelcastagna (Te); Castelli (TE); Civitella del Tronto (TE);  Colledara (Te); Cortino (TE); Crognaleto (TE); Fano Adriano (Te). Farindola (Pe); Isola del Gran Sasso (Te); Montereale (AQ); Montorio al Vomano (TE); Pietracamela (Te) Pizzoli (Aq); Rocca Santa Maria (TE); Teramo; Torricella Sicura (TE); Tossicia (TE); Valle Castellana (TE).

Lazio
Accumoli (RI); Amatrice (RI); Antrodoco (RI); Borbona (RI); Borgo Velino (RI); Cantalice (RI); Castel Sant’Angelo (RI); Cittaducale (RI); Cittareale (RI); Leonessa (RI); Micigliano (RI); Poggio Bustone (RI) Posta (RI); Rieti;  Rivodutri (RI).

Marche
Acquacanina (MC); Acquasanta Terme (AP); Amandola (FM); Apiro (MC); Appignano del Tronto (AP);
Arquata del Tronto (AP); Ascoli Piceno; Belforte del Chienti (MC); Belmonte Piceno (FM); Bolognola (MC);
Caldarola (MC); Camerino (MC); Camporotondo di Fiastrone (MC); Castel di Lama (AP); Castelraimondo (MC);
Castelsantangelo sul Nera (MC); Castignano (AP); Castorano (AP); Cerreto D’esi (AN); Cessapalombo (MC);
Cingoli (MC); Colli del Tronto (AP); Colmurano (MC); Comunanza (AP); Corridonia (MC); Cossignano (AP);
Esanatoglia (MC); Fabriano (AN); Falerone (FM); Fiastra (MC); Fiordimonte (MC); Fiuminata (MC);
Folignano (AP); Force (AP); Gagliole (MC); Gualdo (MC); Loro Piceno (MC);  Macerata; Maltignano (AP);
Massa Fermana (FM); Matelica (MC); Mogliano (MC); Monsapietro Morico (FM); Montalto delle Marche (AP);
Montappone (FM); Monte Rinaldo (FM); Monte San Martino (MC); Monte Vidon Corrado (FM);
Montecavallo (MC); Montedinove (AP);  Montefalcone Appennino (FM); Montefortino (FM); Montegallo (AP);
Montegiorgio (FM); Monteleone (FM); Montelparo (FM); Montemonaco (AP);  Muccia (MC); Offida (AP);
Ortezzano (FM); Palmiano (AP); Penna San Giovanni (MC); Petriolo (MC); Pieve Torina (MC);
Pievebovigliana (MC);  Pioraco (MC); Poggio San Vicino (MC);  Pollenza (MC); Ripe San Ginesio (MC);
Roccafluvione (AP); Rotella (AP); San Ginesio (MC); San Severino Marche (MC); Santa Vittoria in Matenano (FM);
Sant’Angelo in Pontano (MC); Sarnano (MC); Sefro (MC); Serrapetrona (MC); Serravalle del Chienti (MC);
Servigliano (FM); Smerillo (FM); Tolentino (MC); Treia (MC); Urbisaglia (MC); Ussita (MC); Venarotta (AP);
Visso (MC).

Umbria
Arrone (TR); Cascia (PG); Cerreto di Spoleto (PG); Ferentillo (TR); Montefranco (TR); Monteleone di Spoleto (PG); Norcia (PG); Poggiodomo (PG); Polino (TR); Preci (PG); Sant’Anatolia di Narco (PG); Scheggino (PG); Sellano (PG); Spoleto (PG); Vallo di Nera (PG).


 

 

 
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Mi sono presa una vacanza

Post n°201 pubblicato il 23 Agosto 2021 da la.cozza

In realtà sono stata così impegnata e stanca che non ho più trovato il tempo per passare di qui e nei blog che di solito leggo.
Sfinita dal gran caldo che non ha risparmiato nemmeno la città in cui vivo di cui dicono che ci siano "dieci mesi di freddo e due di fresco".
Esasperata dalle zanzare.
Quest'anno il Comune ha deciso per una disinfestazione larvale. Già quella che facevano di solito spruzzando insetticida lungo le strade era poco efficace a causa dei tanti giardini ed aree verdi incluse e non raggiungibili se non dall'alto. Questa novità, che qualcuno dice sia solo un modo per camuffare il fatto di non aver fatto niente, è ancor meno efficace e così anche uscire a stendere i panni richiede una preparazione accurata.
Braccialetti alla citronella ai polsi e alle caviglie, pantaloni lunghi e braccia, collo e orecchie spruzzati di repellente.
Per non rinunciare del tutto alle cene in giardino che tanto amo dobbiamo circondare il tavolo di candele alla citronella e disporre strategicamente le lampade a luce azzurra.
E quando dopo aver faticosamente preso sonno vieni svegliata alle tre del mattino dal Zzzzzzz della zanzara che ti ringrazia per averle fornito un litro del tuo sangue prelevato dall'unico braccio rimasto fuori dal lenzuolo, sai che sarà una lunga giornata.
Le mie giornate estive sono state davvero lunghe tra le grandi pulizie, che il peggiorare delle mie allergie alla polvere e al pelo delle gatte ha reso quotidiane, e la presenza dei nipotini che la chiusura delle scuole ha reso più frequente.
Quando poi ci sono loro spesso finisce che si fermano a pranzo o a cena insieme ai genitori. Non è mai stato un problema aggiungere un piatto a tavola, sono abituata a cucinare per molti e sono contenta di avere con  me figli e nipoti. Ed è così che, visto che gli ultimi pranzi di famiglia non hanno dato il via alle consuete liti e temendo future restrizioni e limitazioni a causa della pandemia, ci siamo ritrovati diverse volte tutti insieme a tavola.
La novità di questa estate è stato il debito di matematica da recuperare per Principino.
Terminato il brevissimo corso di recupero organizzato dalla scuola, quattordici ore per recuperare il programma di un intero anno scolastico, tre mattine a settimana si sono riempite di numeri, radici quadrate, equazioni e disequazioni, parabole, sistemi e problemi di tutti i generi. A casa mia, on line quando dopo un matrimonio si  sono ritrovati tutti con febbre e tosse, a casa di mia figlia quando loro erano a Rimini per le gare di danza sportiva.
Mentre i genitori, diventati campioni italiani, hanno ripreso ad allenarsi per il passaggio di categoria io e Principino ci alleniamo a controllare l'ansia e costruire una traballante palafitta matematica sufficiente a fargli superare l'esame.
Principino sta scoprendo ora che la matematica non è poi così male, che non è vero che "Tanto io non ci capirò mai niente", che cinque anni di elementari, tre di medie e due di superiori non li puoi recuperare in due mesi e che vale più una buona strategia che una memoria di ferro.
Ho più ansia di quella che avrei se fossi io a dover fare l'esame.


 
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Ritorno al passato

Post n°200 pubblicato il 22 Luglio 2021 da la.cozza

Non so nemmeno quanti anni erano passati dal'ultima volta che avevo guardato un Gran Premio di Formula 1.
Il mondo delle corse automobilistiche fa parte delle cose che ho messo via, per dirla con Ligabue.
Il mio matrimonio era finito molto male lasciando dolorosi strascichi e quindi la cosa più saggia da fare era evitare tutto quello che ci avrebbe fatto incontrare.
Rinunciai io lasciandogli campo libero.
Lui lo riempì di menzogne e diffamazioni.
Io ero occupata a ricostruire me stessa e la mia vita e non mi curai più del rombo dei motori e delle sue calunnie.

E' domenica pomeriggio e sono sola in casa con Rerun.
Mentre lavo i piatti ascolto distrattamente la radio. Sta per partire il Gran Premio d'Inghilterra.
Vado in camera di Rerun a chiedergli se lo trasmettono in tv.
Lui prende il portatile e viene in cucina.
Guardiamo insieme tutta la corsa.
Commenti, risate, ricordi, adrenalina e il tempo vola.
-Adesso devi guardarteli tutti, Ma'! Erano anni che la Ferrari non andava a podio. Porti fortuna!- stabilisce Rerun tornandosene in camera sua.
Sorrido, le vecchie passioni non muoiono mai.

 
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Temptation Island

Post n°199 pubblicato il 16 Luglio 2021 da la.cozza

- Ma esistono davvero persone così?
- Non lo so - mi risponde Scuttle senza alzare gli occhi dal disegno che sta colorando sul cellulare.
- Io penso che sono attori che recitano una parte seguendo un copione, un pessimo copione però!
- Alla gente piacciono queste storie.
- Ma dai, a me sembrano scemi!

È notte e il caldo e l'insonnia ci tengono ancora svegli.
Dopo aver più o meno visto l'unico film passabile che sono riuscita a trovare tra i vari canali, proseguiamo la serata con quello che passa il convento e stasera ci tocca la replica di Temptation Island, già iniziata da un bel po' ma non ci importa granché.
La scelta del film da vedere è sempre una faccenda complicata.
Non deve essere troppo impegnato perché ogni tanto mi addormento e poi perdo il filo e non ci capisco più niente,  e quindi neanche con una trama complessa come i film di avventura o spionaggio, senza scene di violenza ché poi non dormo tutta la notte, non romantico ché poi mi annoio, non di guerra ché la guerra come diceva mio nonno è una cosa oscena, non drammatico ché la vita è già tanto tragica di suo che non mi voglio rattristare pure quando guardo un film.
Finisce sempre che scegliamo cosa vedere in base agli attori.
Con gli altri programmi e le fiction le cose non sono più semplici. Quando guardo Chi l'ha visto mi addormento e mi risveglio in continuazione e così riscrivo la cronaca mescolando tra loro tutti i vari casi e scomparsi. Porta a porta sono riuscita a vederlo restando sveglia solo quando sono stata una delle ospiti della serata. Alberto Angela non lo sopporto proprio, è di una noia mortale e non sembra avere una gran fiducia nella capacità di comprensione del suo pubblico.
Le fiction sono un dramma, col fatto che gli attori sono sempre gli stessi finisce che una sera vediamo Don Matteo e un'altra Don Matteo a cavallo. 
Gli show cooking sono vietati perché sono a dieta.
I reality e i varietà non mi entusiasmano ma siccome sono curiosa  e non amo dire che una cosa non mi piace se prima non me ne sono fatta un'idea guardo sempre la prima puntata o la prima serie.
Poi comunque finisce che spesso guardiamo distrattamente quello che capita compresi Quattro ristoranti, Cucine da incubo o Sottovoce. A meno che non ci sia Montalbano di cui ormai sappiamo a memoria tutte le battute e che continuiamo a guardare per vedere la Sicilia e sentir parlare il siciliano.
Ogni tanto c'è qualche film che mi tiene sveglia e attenta ma succede sempre più di rado e così finisce che preferisco  andare sul sicuro e rivedere per la terza o la quarta volta un vecchio film con Meryl Streep o Robin Williams.

- Io non capisco questi che dopo due o tre giorni raccontano la vita loro, dei suoceri, dei futuri mariti o mogli a perfetti sconosciuti pagati per star lì a fare da spallasucuipiangere o al massimo orsoabbracciatutti.
- Mmmmmmmmm.- commenta Scuttle senza staccare gli occhi dal cellulare.
- Che poi quel che è peggio è che lo fanno con tutta Italia che viene a conoscenza dei fatti loro ma soprattutto davanti ai parenti, al fornaio, il fiorista, la parrucchiera, il barista, l'edicolante, la maestra e la vicina di casa del loro paese o città.
- Già.....
- Io se fossi lì parlerei di cinema, arte, programmi televisivi, ambiente, architettura, musica.
- Ma così il programma non lo guarderebbe nessuno, alla gente interessano i pettegolezzi- sentenzia Scuttle
- Ma se io fossi lì, tu che faresti se mi vedessi ballare e chiacchierare con i single?
- Niente.
- Non ci credo, io se vedessi te farlo, dopo due minuti avrei demolito la recinzione e poi sono affari tuoi.
- Infatti! Ma io sono qui con te e non ci penso per niente ad andarci. Dai spegni la tv e andiamo a dormire.

Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione.
(Oscar Wilde)

 
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Scusi vuol ballare con me?

Post n°198 pubblicato il 11 Luglio 2021 da la.cozza

Grazie preferisco di no, non ballo il tango col casquè.
E nemmeno il valzer, la polka, la mazurka, il chachacha, il rock and roll, insomma non so ballare.
Lucy invece balla. Ed è una lunga storia.
Da piccola avrebbe tanto voluto frequentare una scuola di danza classica ma un brutto incidente in piscina, da cui è uscita viva per miracolo, le ha impedito di farlo. Oltre alla danza ha dovuto rinunciare alla ginnastica artistica o ritmica, al salto in alto, in lungo, agli ostacoli insomma a qualsiasi attività che sollecitasse la colonna vertebrale e  la schiena rimesse a posto a prezzo di una dolorosissima e lunga riabilitazione.
Diversi anni dopo, ormai moglie e madre, ha iscritto il Principino ad una scuola di danza sportiva e in breve tempo tutta la sua famiglia era impegnata con tango, valzer, chachacha e quick step. 
Bravi sono bravi e così hanno iniziato a gareggiare. Il covid ha fermato il Principino e Cicciobello ma non gli inarrestabili genitori che appena è stato possibile hanno ripreso allenamenti, lezioni private e gare. E mentre io guardo il video dell'ultima loro competizione Lucy prepara le valigie per la trasferta della prossima settimana.

Siamo una famiglia variamente ballerina.
Anche Cucciolo/Lana per un certo periodo ha frequentato una scuola di hiphop e l'ho visto piroettare a testa in giù in diversi contest ed esibizioni.
Mia sorella ha studiato e insegnato danza jazz e in occasione dei saggi di fine anno della sua piccola scuola io le ho dato una mano con coreografie, musiche e costumi.
Confesso che ho amato la danza da quando frequentai per un paio di anni la scuola aperta all'interno della mia scuola elementare da una insegnante di Roma.
Purtroppo dopo due anni l'insegnante tornò a Roma non essendo possibile proseguire quel progetto nella mia città. Propose ai miei genitori di farmi continuare a Roma ma ero troppo piccola e non se la sentirono di separarsi da me che sarei stata in un collegio collegato alla scuola di danza del teatro dell'opera di Roma.
In fondo mamma mi aveva iscritto
nel tentativo di rendermi un po' più femminile e aggraziata e vista la mia corporatura credo che vedermi ballare ricordasse da vicino la danza delle ore degli ippopotami di Disneyana memoria.
Le attuali scuole di danza avrebbero iniziato le loro attività molti anni dopo. Provai inutilmente a convincere i miei a farmi prendere lezioni di ballo da sala ma non c' erano vere e proprie scuole e avrei soltanto potuto imparare a ballare il liscio che nei paesi del circondario tutti sapevano ballare.
Ma il liscio non rientrava nei programmi educativi di mia madre e le lezioni di pianoforte presero il posto di quelle dell'amata danza.
Io mi limitai a ballare tutto quello che riuscivo ad imparare a ballare guardando la televisione, dal twist al geghege, dall'hullygally al ballo di Simone allo shake ma sognavo valzer e boogie hoogie. I fidanzati della mia adolescenza erano fedelissimi del ballo del mattone e con marito e compagno non è andata meglio, sono entrambi refrattari al ballo e così continuo a guardar ballare gli altri.

Pupetta salta sul lettone e balla, non le importa niente di fare i passi giusti, di tenere alto il gomito e la testa di lato, balla la gioia di essere viva.
Vorrei vedere sul volto di Lucy quella stessa gioia quando balla e invece la vedo tesa, contratta, cincseisetteotto, attenti a non urtare le altre coppie, concseisetteotto, tieni la posizione, fai le figure giuste, cincseisetteotto.
Domani partono per Rimini e mentre loro saranno impegnati in giravolte e selezioni, io mi godrò un po' di più i nipoti  Lunapiena compresa che insieme a Linus sarà in trasferta a casa loro.


 

 
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Ma quanti blog ho?

Post n°197 pubblicato il 05 Luglio 2021 da la.cozza

5 luglio 2005.
Il mio primo post nel mio primo blog.
Ne è passato di tempo! Esattamente sedici anni.
Oggi quel blog è praticamente vuoto e abbandonato.
Mi aveva aiutato nel periodo forse più difficile della mia vita, quando ero stata costretta ad aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà del mio matrimonio e della mia famiglia.
Iniziò come un blog a quattro mani in cui scrivevamo sia io che il mio attuale compagno ma presto diventò il mio divano dello psicanalista, il luogo dove raccontavo a me stessa l'inferno da cui dovevo assolutamente uscire e tirar fuori i miei figli e l'assurdo mondo delle chat in cui avevo cercato rifugio e aiuto replicandomi per ben trentacinque volte.
Ho un angelo custode di quelli bravi sul serio se sono ancora qui a scrivere.
Non so bene nemmeno io perchè nel 2008 e nel 2009 creai altri due blog dove scrissi soltanto tre o quattro post. Forse lo feci perchè sentivo il bisogno di un angoletto dove scrivere senza che nessuno di quelli che mi conoscono, nemmeno il mio compagno, leggesse i miei post.
O forse avevo come un presentimento.
La separazione da mio marito e per Scuttle da sua moglie, la nostra nuova vita complicata ma felice non sono state indolori e hanno creato divisioni, risentimenti e gelosie tra i nostri figli e quando chissà come hanno scoperto il mio blog lo hanno trasformato in terreno di scontro. La cosa si è complicata ancora di più quando Charlie ha litigato con tutta la famiglia.
Tutto quello che scrivevo passava per le forche caudine della curiosità e della cattiveria di troppe persone, l'ex marito, la sua amante, figlie e figli, nuora e genero, consuoceri, parenti e amici vari, che poi usavano come arma ogni parola in una guerra fratricida.
Fui costretta ad abbandonare quel blog e così, messi in cassaforte nel blog del 2008 tutti i vecchi post, nel 2012 mi sono trasferita nel blog del 2009 cioè qui.
Infine ho provato ad aprire un blog per metterci foto da inserire poi nei post ma ancora devo capire come funziona.
                              
Perchè tanta segretezza? Perchè sono una sopravvissuta e quando parlo della mia storia rischio una querela per diffamazione dato che ne sono uscita senza fare denunce. Perchè due dei miei figli hanno purtroppo seguito le mie orme invischiandosi in due matrimoni finiti con denunce e tribunali. Perchè voglio poter scrivere liberamente quello che penso e quello che provo senza dover pensare al giudizio di chi mi conosce.

 
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I fine settimana, quelli belli.

Post n°196 pubblicato il 30 Giugno 2021 da la.cozza

Complici le nuove regole imposte dal Governo, tentiamo di recuperare un po' di normalità. E' tantissimo tempo che non passiamo del tempo da soli, io e Scuttle, che non sia quello trascorso spalmati sul divano o prigionieri in casa.
In verità lui con la scusa degli allenamenti è uscito praticamente sempre.
Io praticamente mai.
Uscire per andare dove? E' tutto chiuso, non ci sono eventi e anche le passeggiate diventavano poco desiderabili fatte con la mascherina e stando attenti a non toccare niente e a non avvicinarsi a nessuno.
Adesso almeno apparentemente sembra tutto diverso e così lo scorso fine settimana tutti i componenti della nostra famiglia erano in giro, chi nelle Marche, chi in Toscana e chi in Umbria.
Cena romantica in riva al lago sabato sera.
Il posto è bellissimo, unisce l'area stabilimento balneare ad un ricercato spazio aperitivi e infine al ristorante all'aperto. Il tutto lineare, semplice e raffinatissimo.
Particolare non trascurabile, si mangia benissimo.
Quando col passare delle ore e delle libagioni la confusione aumenta decidiamo di fare due passi e proprio allora portate da un po' di brezza mi arrivano le note di una vecchia canzone.
La curiosità ha il sopravvento e decidiamo di andare nel vicino paese disteso lungo il lago. E' un bellissimo borgo che conosciamo bene e che ha più volte fatto da scenario ai nostri primi incontri.
Scopriamo presto che i due bar del centro, distanti pochi metri uno dall'altro, hanno deciso entrambi di animare la serata con due diversi concerti.
Le leggende del rock, avvolte in nuvole colorate di fumo, suonano davanti a quattro o cinque passanti distratti, incuranti dei virtuosismi del giovane e bravo chitarrista. Il cantante canta giusto perchè deve farlo, si sente che gli manca la motivazione e così risparmia voce e fiato. Mi piange il cuore a sentire straziati così  brani che sono pietre miliari del rock.
Continuiamo a camminare mentre decresce di intensità il rock e cresce lo swing di un'orchestrina che davanti ad un ben più numeroso pubblico comodamente seduto esegue pezzi
rhythm & blues.
Sax e trombe sono abbastanza sfiatati e nonostante gli sforzi del cantante il tutto manca di rotondità e coinvolgimento, manca d'anima.
Sarà che i miei riferimenti sono i miti che papà mi ha insegnato ad amare.
Nella mia testa parte il trenino di Chattanooga e Vallechiara sembra proprio dietro l'ultima curva.

                         

Invece dietro l'ultima curva c'è una luna nascente grandissima e rossa e mentre lei sale nel cielo diventando argentea noi torniamo a casa cantando tutte le canzoni che ci ricordiamo in cui c'è di mezzo la luna, dalla Bertè a Rascel passando per Togni.

 
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Vecchie gatte

Post n°195 pubblicato il 18 Giugno 2021 da la.cozza
Foto di la.cozza

Ho una gatta con l'Alzheimer.

In realtà di gatte ne ho due. Madre e figlia.
Due vecchie signore ormai un po' malandate. In particolare la mamma che essendo una gatta "di razza" è sempre stata più delicata e fragile della figlia, di purissima razza bastarda.
Vivono, o meglio dormono, tra casa e giardino con qualche incursione nel giardino confinante dove una gattara un po' sui generis riempie di cibo diverse ciotole che vengono regolarmente svuotate da tutti i gatti della via, dai merli e dai topi del quartiere.
Questo inverno lo hanno passato quasi sempre in casa.
Così è stato abbastanza naturale che la più anziana delle due la sera si acciambellasse sulle mie gambe e dormisse insieme a me sul divano davanti alla tivvù.
In realtà sarebbe stato abbastanza naturale per qualsiasi altro gatto che non fosse lei. Lei è sempre stata una gatta snob che si lasciava accarezzare raramente e se ne stava molto sulle sue, acciambellata e al caldo sul cuscino di Rerun, sul letto di Sally o nella cesta.
Un altro comportamento strano ha riguardato il cibo. Non è mai stata particolarmente vorace e d'appetito invece quest'inverno ha iniziato a salire sul tavolo e sulle credenze della cucina, si è infilata nel lavello per ripulire i piatti e perfino dalla padella sul fuoco ha cercato di rubacchiare qualcosa. Ogni volta che apro il frigorifero cerca di infilarsi dentro e non possiamo dimenticare niente in giro. Prima non si curava affatto degli odori proveniente dalla cucina mentre ora sente l'odore anche del cibo congelato ed impazzisce per il pollo. Sembra non essere mai sazia, appena ha finito il suo cerca altro cibo.
Sembra mio papà negli ultimi sei tragici anni della sua vita passati in compagnia dell'Alzheimer.
Aveva sempre fame, mangiava e non si ricordava di averlo fatto, mangiava qualsiasi cosa perfino le pagine dei libri e la tovaglia di pvc.
E proprio come papà la gatta ogni tanto si perde, si ferma davanti ad una parete a fissare il muro, oppure in mezzo ad una stanza a guardare il pavimento.
Ci sono giorni che cammina piano piano e sembra avere mille anni ed altri in cui saltella qua e là per il giardino, si rotola in mezzo alle fragole, va a caccia di grilli e salta, o meglio cerca di saltare, convinta di essere una cucciola e poi manca l'appoggio e si ritrova a terra senza sapere come ha fatto.
Quando era piccola aveva eletto a suo speciale domicilio una delle sedie della cucina da cui, seminascosta dalla tovaglia che pendeva dal tavolo, teneva sotto controllo tutti i movimenti della casa dato che la sedia era quella posta proprio davanti alla porta della cucina. Crescendo aveva preferito i letti alla sedia.
Ora quello è di nuovo il suo posto.

 
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L'importanza di chiamarsi Lana

Post n°194 pubblicato il 10 Giugno 2021 da la.cozza

Come ho scritto più volte in passato la scelta del nome da dare ai miei figli è stata un momento importante. Non abbiamo scelto nomi di famiglia ma li abbiamo decisi per il loro significato, per chi ha portato quel nome prima di loro, per il momento che stavamo vivendo e come una profezia e un augurio per la loro vita.
Con questi presupposti ho faticato parecchio a mandar giù il nome che Cucciolo ha scelto per se stesso.
Lana.
Quando me lo ha detto la prima cosa che ho pensato è stata "Perchè non Cotone?"
Ho imparato da piccola a lavorare con i ferri e l'uncinetto e per me la lana è inscindibilmente legata a gomitoli e matasse.
Ho invano chiesto le ragioni di questa scelta alla mia cocciutissima prole sperando di trovare un motivo che mi aiutasse a mandar giù quello strano nome.
La seconda cosa che ho pensato è stata "Lana come Lana Turner!"
Ora se c'è qualcuna che proprio non ha niente in comune con Lana Turner è la mia aspirante Lana e così ho provato a proporre Anna, Angela, Andrea, Angelica, Barbara, Bianca, Beatrice, Cora, Carla, Cinzia, Daniela, Lara, Laura, Diana, Dalila...
Arrivata alla W mi sono votata a Wikipedia ed ho cercato il significato del nome Lana.
Il primo che ho trovato è stato che per gli Inglesi è il femminile di Alan, ed è il diminutivo di Alana. Peggio che andar di notte!
Così lo associo a Gaetano, l'alano di un mio caro amico.
Proseguendo la lettura ho trovato che è anche il diminutivo del russo Svetlana.
In entrambi i casi significa
luminosa, splendente.
Ed allora sì, vada per Lana con l'augurio che possa splendere sempre nella sua vita e niente spenga la luce che è in lei.
                         

 

 
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Ri-nascita

Post n°193 pubblicato il 10 Giugno 2021 da la.cozza

Ieri mi sono svegliata con un ricordo in testa.
Era il 1996 ed ero alla mia ultima gravidanza.
Tutti erano certi che sarebbe stata femmina. Fino a quel momento avevo alternato: maschio-femmina-maschio-femmina-maschio. Toccava ad una femmina.
Ne erano sicure e lo desideravano soprattutto le due bimbe di casa, all'epoca una di dieci e l'altra di sei anni.
Quel giorno erano con me nello studio ginecologico dove un'ecografia di controllo mi rivelò che quella gravidanza era più complicata di quello che sapevamo già e che i problemi non sarebbero terminati con il parto dato che il bambino aveva un'insufficiente sviluppo renale. In quel momento il problema sembrava piuttosto grave ma poi il tutto ha comportato solamente alcuni anni di visite di controllo, analisi cliniche ed ecografie.
Per motivi diversi io e le mie figlie uscimmo da quello studio medico con il morale a terra.
La tanto desiderata sorellina lasciò il posto all'attesa di uno splendido bambino biondo che nacque proprio la Vigilia di Natale.
Ieri mi sentivo di nuovo incinta.
Si può gestare di nuovo e ripartorire chi è già nato?
Sembra assurdo soprattutto in considerazione del fatto che ho sessantaquattro anni, ho detto addio ad utero ed ovaie qualche anno fa e Cucciolo ha ventitre anni, eppure io mi sentivo esattamente così mentre camminavamo fianco a fianco cercando strade in ombra in un assolato e afoso mezzogiorno di giugno. Mi sentivo così mentre davanti al tribunale della mia piccola cittadina aspettavamo l'avvocato famoso in arrivo da Roma. Mi sentivo così mentre aspettavo che uscissero con il responso dell'udienza.
Le mascherine mi hanno rubato i sorrisi raggianti di avvocato e cliente ma la luce nei loro occhi non mentiva. E' andato tutto meglio di come speravamo e Cucciolo ha fatto un altro importante passo del suo difficile percorso.
Pensavo che avrei dovuto elaborare un lutto, che avrei dovuto far morire dentro di me un figlio per far posto e iniziare a conoscere una non desiderata sconosciuta.
Pensavo male. Dopo una lunga e difficile gravidanza ieri mi è nata una bellissima figlia.

 
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Il mio dottore è differente

Post n°192 pubblicato il 08 Giugno 2021 da la.cozza
Foto di la.cozza

Era a fine marzo.
Tempo di vaccini.
La scaglione di arruolamento per i nati nell'anno in cui sono nata io iniziava proprio il giorno dopo il mio compleanno.
L'ho considerato un regalo.
Un regalo mancato dato che giusto il giorno prima, in questa repubblica ondivaga dove del doman non c'è certezza ma nemmeno dell'oggi, è cambiato tutto e con un triplo salto  mortale hanno saltato un decennio passando direttamente a quelli della decade successiva.
Me ne sono fatta una ragione.
Tempo di DAD, DID, Webinar, e-commerce.
Nel mio navigare nel periglioso mare del web mi sono imbattuta sempre più spesso in navi pirata che hanno dato begli assalti alla mia buonafede e dopo un paio di fregature e un paio di corsi sulla cittadinanza digitale ho tratto le mie conclusioni: non mi fido più di nessuno.
Così a quella chiamata giunta su messenger dal profilo di una signorina sconosciuta senza foto  non ho dato peso e l'ho lasciata lì a decantare.
Il nome però mi suonava familiare anche se non ricordavo dove l'avevo sentito.
Il giorno dopo ho azzardato una risposta, o meglio una domanda:
"Buongiorno. Mi ha cercato?"
Domanda stupida, certo che mi ha cercato, lo so già!
Risposta ovvia:
"Buongiorno si l'ho cercata qui xche non avevamo recapiti telefonici."
Il seguito è decisamente meno ovvio:

"Se può contattare la dott.ssa Xxxxxxxx al yyyyyyyy...sostituta del dott.Zzzzzzzz...se le interessa la campagna vaccinale...visto che per fascia di età ci rientra. O se preferisce mi da il suo numero e la faccio chiamare da lei.Io sono A......... la segretaria del dottore."
Non me lo faccio ripetere due volte e:
"Buongiorno e grazie. Mi interessa molto. Il mio numero è wwwwww. Preferirei essere chiamata da voi (meglio essere cauti, in fondo ancora non mi fido, poterbbe essere tutto un imbroglio svuota credito del telefono!) dato che non so in che giorni e ore siete disponibili per rispondere. Grazie e buona giornata"
"Perfetto allora a breve verrà contattata dalla dottoressa...mi scusi ancora se ho usato questa via per contattarla..😊 Grazie e buona giornata anche a lei"
E così, dopo aver dato disposizioni ai miei figli in caso di mia prematura dipartita da questa valle di lacrime, ho fatto la mia prima dose e il mio primo selfie!


 

 
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Sulla sua pelle, sulla mia pelle

Post n°191 pubblicato il 08 Giugno 2021 da la.cozza

Ritenevo fosse mio dovere farlo. Un dovere civico.

                           
Certe storie non possono essere ignorate, non ci si può voltare dall'altra parte, fare finta di non sapere.
Così ho cambiato canale e iniziato a vedere quel film. Sentivo di doverlo ai genitori, alla sorella. Sentivo di doverlo a lui.
Dopo quattro, forse cinque minuti ero sudata, tremante, sconvolta. Il film era ancora all'inizio ma per me era già finito e quei pochi fotogrammi sono bastati a farmi precipitare in un vortice da cui non riesco ancora ad uscire dopo tre giorni.
Sono sicura che sia un bellissimo film recitato splendidamente perché i gesti, il tono di voce, la musica di quel frasario sono talmente realistici che da chissà dove dentro di me sono riemerse altre frasi, altre parole che avevano lo stesso suono, la stessa musica.
Pensavo di aver superato tutto, dimenticato no, impossibile farlo, ma ero sicura di essere andata oltre e aver ricominciato a vivere libera dal passato ma non era vero. È ancora tutto lì da qualche parte e tutto il male ha cancellato anche quel poco o tanto di buono che c'è stato.
Non ricordo il suono della sua voce quando diceva di amarmi. Pensavo di non ricordare neanche il suono della sua voce quando diceva altro. Mi sbagliavo.
Io sono salva, non so ancora bene come. Costretta a  vivere portandomi dentro una voragine e mille cicatrici nell'anima. Educata a considerare una colpa il mio essermi salvata, il non aver aspettato che mi uccidesse.
Era quindici anni fa. Era ieri.
Per ventiquattro anni sono stata la moglie di un poliziotto.

 
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E due!

Post n°190 pubblicato il 13 Maggio 2021 da la.cozza

Succederà di nuovo tra pochi mesi.
Mia nipote avrà una sorellina ma io non sarò di nuovo nonna. Stavolta toccherà a SueStorm.
Lei desiderava tanto una sorellina che vivesse con lei e quindi è felicissima, io invece non mi abituo all'idea.
Quale idea? L'idea di una bambina di dieci anni che avrà un fratello e una sorella che tra di loro non saranno nemmeno lontani parenti e che molto difficilmente avranno occasione di incontrarsi perlomeno finchè saranno i genitori a decidere per loro.

 
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Mai guardare indietro

Post n°189 pubblicato il 11 Maggio 2021 da la.cozza

Mi sento come uno che ha vissuto due volte.
Due vite molto diverse.
Sono grata per averle vissute, per aver avuto una seconda possibilità.
Ma quanto è precario in questa seconda vita l'equilibrio trovato, quanto è labile la mia serenità!
Tutta colpa delle fessure nella porta che divide le mie due vite, fessure da cui passano ricordi, sentimenti, nostalgie. Fessure inevitabili, i miei figli, trait d'union tra il prima e il dopo la decisione di porre fine ad un matrimonio già finito da dieci anni e forse mai davvero vissuto come tale.
Da una fessura però può passare solo un leggero spiffero che pochi danni può fare ed è presto spazzato via dalla vita che pretende i suoi spazi.
ll guaio è quando una folata di vento spalanca quella maledetta, o benedetta, porta. Allora la mia disperatissima felice vita di prima mi travolge come un urugano e mi sommerge e affogo nelle lacrime di un dolore mai spento, soltanto sopito e zittito per poter continuare a vivere.
La notizia della morte di un caro amico ha spalancato la porta faticosamente chiusa ormai sedici anni fa, dietro cui ho lasciato anche lui insieme a tutto il resto della vita di allora, persone, amori, amicizie, interessi, passioni, studi, luoghi.
Sono spezzata dentro, divisa in due anelo a ricompormi l'anima.
Alla ricerca dei diari squinternati dei miei giorni ho aperto vecchie cartelle di file e riletto scritti che chissà perché ancora conservo, ho percorso i post del mio vecchio blog e mi sono fatta male.
Cercando di annodare i capi delle due storie ho fatto affiorare eventi che in un meccanismo inconscio di autodifesa avevo rimosso e mi sono bloccata.
Non riesco a perdonarmi.

 
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Pourparler

Post n°188 pubblicato il 09 Marzo 2021 da la.cozza

Ritrovata e rimessa al suo posto anche l'ultima zuccheriera posso finalmente dire che la prima ondata di lavori è passata lasciando dietro di sé delle belle pareti candide.
Amo il bianco.
Soprattutto quando è reso ancor più luminoso dal sole. E di sole la scorsa settimana ce ne è stato un bel po', e caldo, così caldo che abbiamo pranzato in giardino immersi in una fioritura precocissima di anenomi, primule, narcisi, giacinti e pruni.
Da ieri piove e la neve è riapparsa sui monti e sulle colline.
Fa freddo, così stamattina Scuttle, novello Christo, ha incartato con l'apposito tessuto piante e piantine.
Ora in giardino ondeggiano bianchi fantasmi inzuppati di pioggia.
Mentre aspetto arance e limoni siciliani che diventeranno marmellata e limoncello, imparo sempre meglio come progettare per i vari bandi ormai unica fonte di finanziamento per le attività delle associazioni del terzo settore e malinconicamente proseguo nel supporto compiti pomeridiano on line. Malinconicamente perchè questo progetto volge ormai al termine e, come al solito, io mi sono affezionata ai miei studenti ed il dispiacere per non poter continuare ad aiutarli è aumentato dalle loro difficoltà e dal loro desiderio di poter beneficiare ancora del nostro supporto così poco convenzionale.
Un raggio di sole sotto forma di libro da ieri splende tra le mille cianfrusaglie che ingombrano la mia scrivania. Non pensavo arrivasse così presto. Domani inizio a leggerlo e la voglia di sperimentarlo con i miei nipoti, e chissà magari anche in qualche scuola con un nuovo progetto, è tanta.
                             

 
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Benvenuto Valentino

Post n°187 pubblicato il 12 Febbraio 2021 da la.cozza

Mia nipote ha un fratellino.
Nuovo di zecca.
Roseo e paffuto come solo i neonati sanno essere.
Ignaro.
Come tutti i neonati dorme beato.
Lunapiena ha gli occhi che brillano di gioia e sorride felice.
Insieme alle foto dei compiti per domani, che faremo a distanza, mi ha mandato la foto del piccolo.
E' un bambino, una vita appena iniziata e io mi commuovo.
Non avrei mai voluto che finisse così.
Ho provato a scrivere un finale diverso per la storia di Linus e Marcie, un lieto fine.
Ho sperato nelle istituzioni.
Ho fallito su tutta la linea.
Forse certe storie nascono con un finale già scritto e non si può fare niente per cambiarlo.
Linus e Marcie si sono separati, e non so se questo è un bene o un male, di certo so che non era quello che speravo.
Marcie ha un nuovo compagno e un nuovo figlio.
Io non ho un nuovo nipote e probabilmente non avrò nessun rapporto con lui.
In mezzo al caos di relazioni e sentimenti contrastanti Lunapiena è felice e suo fratello è inconsapevole.
Benvenuto Valentino e buona fortuna!

 
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E venne il giorno dell'imbianchino

Post n°186 pubblicato il 10 Febbraio 2021 da la.cozza

A giugno, mentre avevo il giardino stravolto da operai e ponteggi e lavori sul tetto e in cucina per il camino, Scuttle mi fa:
"Tesò comincia a impacchettare tutto che quando questi hanno finito chiamo Dario e ridipingiamo la cucina."
Si sono conosciuti alla sala biliardo e tra partite, escursioni in montagna e qualche lavoretto insieme, ne è nata una strana amicizia più simile a una relazione possessiva che a un sodalizio. Dario attraversava un periodo complicato ed è finita che pian piano non si sono visti e sentiti più. Ma rompere con Scuttle non è semplice. Per Dario
"Tutti dovrebberio avere un amico come Scuttle!"
e così quando abbiamo pensato ad un bravo pittore il problema della scelta non si è posto.
A settembre, quando finalmente ponteggio e operai hanno levato le tende, avevamo avuto il tempo per dormirci su e così:
"Visto che ci mettiamo le mani rifacciamo anche i bagni."
Ma avevamo fatto i conti senza l'oste in veste di pandemia.
Dario si è ammalato ed è stata brutta, brutta e lunga.
Guarito lui si è contagiato Scuttle. Ancora non abbiamo capito come e dove, ma siamo finiti tutti in quarantena.
Intanto io, giorno dopo giorno, ho impacchettato e inscatolato suppellettili e tutto quello che non è strettamente necessario sentendomi sempre più a disagio nei miei spazi.
Sono una accumulatrice e non butto mai niente e così tra setacci, ceste di ogni misura e colore, bicchieri e boccali convivono su mensole e ripiani attrezzi da cucina e stoviglie delle mie nonne, di mia mamma e miei. Le pareti sono letteralmente ricoperte di quadri e la polvere ogni giorno si posa su tutto senza riuscire però a raggiungere il piano dei mobili per quanto sono pieni di roba. Questo in tutte le stanze della mia Casa-museo, come la chiama Rerun.
C'è chi non sopporta spazi troppo pieni, io non sopporto i vuoti.
Come se non bastasse ogni cosa ha un suo posto ben preciso per realizzare quello che io percepisco come equilibrio e armonia e così da giugno mi sento come in bilico sia nelle stanze che ho svuotato sia in quelle che ho riempito con tutto quello che ho tolto dalle prime.
Intanto Dario aveva ripreso a lavorare ma per terminare tutti i lavori lasciati in sospeso siamo arrivati a Natale e Natale quando arriva arriva e così
"Tanti auguri, buone feste, ci sentiamo all'anno nuovo."
Anno nuovo, vita nuova e perché no? casa nuova o meglio rinnovata.
A forza di dormirci su abbiamo deciso di rinfrescare anche tutte le altre stanze.
Abito in una piccola palazzina degli anni trenta del secolo scorso, tre appartamenti soltanto. Quello sopra il mio è disabitato da otto anni. Le case vecchie sono anche umide soprattutto nella mia città e così i proprietari hanno pensato bene di lasciare qualche finestra aperta per arieggiare.
Ora tutti sanno che l'aria calda ha il brutto vizio di salire e così sui soffitti di casa mia ogni giorno si combatte una dura battaglia tra l'aria calda, riscaldata a caro prezzo dai miei termosifoni, e il gelo artico prodotto dal piano superiore. La battaglia lascia sul campo un nero sangue di condensa dove vegeta allegramente ogni genere di muffa.
I danni maggiori ci sono in cucina e nei bagni ma piano piano la guerra si sta propagando anche alle altre stanze. Inutile parlare con i proprietari del piano di sopra.
Così stamattina alle otto sono iniziati i lavori e oggi pranziamo in sala con pollo e patate arrosto della rosticceria. Domani chissà....

 
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Legoagogo'

Post n°185 pubblicato il 05 Febbraio 2021 da la.cozza

La signorina mi guarda perplessa.
- Abbiamo anche le basi grandi di diverse misure...
- Lo so, le conosco ma non mi occorrono.
Mi chiedo se stia cercando in ogni modo di vendermi qualcosaltro.
- Abbiamo un attrezzo fatto apposta per smontarle...
- Lo conosco ma grazie, non mi occorre.
- Abbiamo anche...
Maneggio Lego praticamente da sempre. Ne ho posseduto o meglio sono stata posseduta da una scatola di quelle arrivate in Italia sessantanni fa. Ancora abbastanz
a grezze e senza istruzioni oltre le immagini sulla scatola. Ti possedevano ma in fondo ti lasciavano libera. Dagli anni ottanta in poi i colorati mattoncini hanno riempito i sogni ed i pacchetti regalo di figli e nipoti diventando sempre più sofisticati.
La signorina è sempre più perplessa mentre mi porge il mio barattolino pieno di cubetti rossi e verdi, rig
orosamente solo mattoncini da uno.
Completo l'opera chiedendole cinque basi da
dieci.
Bologna. Sono entrata ormai da diverso tempo nel tempio delle Lego e ho ignorato tutto. Tra decine di bambini incantati davanti alle splendide costruzioni io mi sono diretta al muro di contenitori di mattoncini sfusi e ne ho presi più che potevo, tutti da uno. Compiuta la mia missione, incurante di Scuttle che vuole trascinarmi in quel mondo incantato di città, astronavi, castelli, vascelli dei pirati, treni e draghi mi dirigo alla cassa.
Aggiungo le basi ai cubetti e siccome in fondo non mi va di lasciare la signorina a chiedersi cosa diavolo si può costruire con tutti quei mattoncini da uno, impossibili da incastrare e far stare in piedi, spiego:
- Mi occorrono per far contare i bambini, per aiutarli a comprendere il complemento a dieci, per realizzare dei regoli in cui il colore non confonda le idee e sia facile capire di che numero si tratta.
Esco dal negozio felice come se mi avessero regalato il Colosseo.
No, non quello che sta a Roma ma quello della serie LEGO Creator Expert.

 
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I figli
Charlie(1985)
Lucy(1986)
Linus(1988)
Sally
(1990)
Rerun(1995)
Cucciolo/Lana(1996)

I nipoti
da Lucy e il.genero
Principino(2005) Cicciobello(2008) Pupetta(2017)  
da Linus e Marcie
Lunapiena
(2011)
da Charlie e Frida
SueStorm
(2012)
da Charlie e Piperita Patty
Azzurro(2016)

 

Lilypie Kids Birthday tickers


Lilypie Kids Birthday tickers

 

Lilypie Kids Birthday tickers


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