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Un blog creato da NevroticaMente il 25/06/2012

NevroticaMente

Le parole hanno uno strano potere. In mani esperte, manipolate con brio, vi imprigionano. Si avvolgono alle vostre membra come una ragnatela, e quando siete stregati al punto da non poter più fare un gesto, vi attraversano la pelle, si infiltrano nel vostro sangue, paralizzano i vostri pensieri. Dentro di voi, compiono la loro magia.

 
 

AGLI EVENTUALI LETTORI.

Chi scrive, come diceva Cesare Pavese, racconta quello che non ha. Quello che ha non lo racconta, se lo tiene. Per cui, dedico il mio Blog a quello spazio bianco e misterioso tra una lettera e l'altra. La, se osservi bene trovi quel che rimane di me.
 

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AVVISO AI NAVIGANTI.

Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo;infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.

 

 

Dove Parcheggerò Anima E Cuore?

Post n°144 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da NevroticaMente
 

Cuore Nella Neve.

 

Ed è così, che viene dal freddo quell'aria di cristallo che taglia la faccia e ci serra i pugni nelle tasche e il fiato diventa denso come il fumo d'una vecchia locomotiva a vapore e che ci spinge nel mattino a camminare rapidi verso ogni nostra consueta destinazione.

Fa freddo fuori e dentro le ossa,un freddo che ghiaccia anche i sentimenti quasi che il cuore o l'anima siano alimentati solo dal caldo della primavera e dell'estate.

Che faremo noi durante questo lungo inverno? Faremo come le moto che parcheggiamo in garage in attesa che faccia più caldo?

E dov'é questo luogo di parcheggio e di attesa? Dove troveremo un luogo sicuro per l'anima ed il cuore e che sia lontano dal gelo che ghiaccia ogni loro funzione?

E sarò solo poi in questo rifugio? Ah saperlo!. Sapere le cose ancora prima che avvengano, che bellissima magia sarebbe: una stregoneria che alla fine ci potrebbe far perdere interesse per il futuro, per il destino e per le nuove primavere e per le estati future.

Ed è così, che vengono dal freddo pensieri freddi ed occhi apertissimi verso quelle stagioni che ora sembrano così lontane, come amici che ci hanno lasciato per tornare chissà quando, ed noi, affaticati ma mai abbattuti cercheremo questo "parcheggio", da soli o con qualcuno ma con dentro la speranza che questo gelo, in fondo in fondo, non è così terribile e duraturo come sembra.

 
 
 

Prendiamoci Tutto Il Tempo Del Mondo.

Post n°143 pubblicato il 16 Novembre 2012 da NevroticaMente
 

Prediamoci Tutto.

 

Quel che vogliamo forse non c'è,
né mai ci sarà,
ma questo lasciamolo dire al tempo che viene
e al dì che sarà,
io sento l'amore e sento che c'è
e trovo coraggio dentro di me,
lo cerco annaspando e lo cerco perché
da molto tempo m'accorgo d'aver bisogno di te,
di te che ci sei e non mi lasci mai solo,
di te che m'ascolti paziente impaziente,
di te che mi vuoi bene mia assente presente,
ed ogni parola che scrivo lo sai,
la cerco, la voglio, la estirpo da me,
come fosse quell'oro prezioso di dentro
mi scavo profondo mi scavo per te,
e quanta fatica e quanto dolore
ma quanto piacere poi trovo in me,
per questi miei doni per l'amore che c'è,
tu mi vuoi bene e molto e lo so,
mentre io t'amo e tutto mi do,
prendi la mano io te la tendo,
e prenditi il cuore,lo sai non m'arrendo,
ché altre parole, gesti e pensieri e follie,
t'han preso d'assalto e non sono le mie,
ed io che faccio, che fa un cuore in amore?
scrive più forte e galoppa più ancora,
e spera e soffre s'addanna e addolora,
ma stringe e costringe ancora più amore,
ché questa lotta chi non la vince, muore.

Ed io sento di vivere in te.

 
 
 

Il Cerchio Della Vita.

Post n°142 pubblicato il 12 Novembre 2012 da NevroticaMente
 

Il Cerchio Della Vita.

Io so che porto in me l'umano desiderio
che m'avvampa certi giorni bruciando le ore,
e s'incenerisce ogni voglia in pochi minuti
se tu non sei con me.
Desiderata come la sera dopo il canicolare giorno,
attesa come s'attende il minuto l'attimo prima,
e sto, in punta di vita affacciato ad ogni speranza,
e so che porto in me l'umano desiderio,
che tutto avvenga e non sia solo sogno d'ogni giorno.

 

 
 
 

Questo Benedetto Bel Paese.

Post n°141 pubblicato il 12 Novembre 2012 da NevroticaMente
 

Questo Bel Paese.

 

E poi la paura passa ma qualcosa resta sempre dentro, un po' come fa l'acqua quando si abbassa di livello che sui muri lascia quel solco nero come a ricordare l'altezzaa cui era arrivata.

Quell'acqua spesso benedetta quando c'é, quando piove, quando si ha sete e che diventa maledetta quando ne viene giù troppa, quando gli argini non la contengono e la terra la sputa fuori perché troppo satura.

Quell'acqua "troppa" a cui l'autunno e l'inverno ci stanno da anni abituando perché, in questo benedetto Paese, la prevenzione sta a zero e le chiacchiere a cento.

Il clima cambia, lentamente è vero e manda segnali che vengono raccolti da costosi centri metereologici che trasmettono i dati a costosi centri di analisi che elaborano scenari che vengono trasmessi a costosi centroi di prevenzione che illustrano come operare, delineano ulteriori scenari e consigliano come intervenire e tutto questo viene trasmesso a costosi parlamentari che, e qui sta la magia tutta italiana, rassicurano non accadrà niente, che sono solo inutili allarmismi o che verrà fatto di tutto per fare, alla fine, proprio niente.

Il clima cambia lentamente, sono vent'anni che manda segnali del suo mutare, sono 4 lustri che se ne parla e nessuno, in questo benedetto Paese ha fatto o fa proprio niente in merito e la prova sta sotto i nostri occhi ogni giorno: abusi edilizi sulle pendici di monti e colline o a riva di fiumi a due passi dagli argini, disboscamenti e discariche abusive, alvei di fiume saturi di sporcizia naturale o artificiale e quant'altro vi possa venire in mente e che non sia mai stato fatto per prevenire il benché minimo disastro.

Eppure soldi ai cittadini, per la prevenzione, ne vengono chiesti e noi li sborsiamo e, da fessi quali siamo, non ci preoccupiamo di chiederne risconstro: è il dramma Nazionale e sapete perché? Perché questo benedetto Paese vive da anni di "DELEGA", deleghiamo ogni nostra responsabilità a chi sta un "pelino" sopra di noi, al Politico in generale e ci laviamo la coscienza così, tanto ci pensa sempre qualcun'altro basta non sia io.

Delega su delega qeusto benedetto Paese che amo da impazzire sta franando, esondando, crollando e marcendo e tutto grazie alla nostra passiva complicità.

L'unica cosa che cambia in questo benedetto Paese è il clima. Noi no.

 
 
 

Et dominabitur a mari usque ad mare.

Post n°140 pubblicato il 09 Novembre 2012 da NevroticaMente
 

a mari usque ad mare

 

Dal mare e fino al mare,
e dai fiumi fino al confine del mondo,
che altro non si può sperare
che un amore così profondo,
perché l'uomo che è solo a se stesso
non si basta, non si completa e muore,
come fiore nello specchio riflesso
a cui manca della vita il colore,
verrà dunque come il vento viene,
senza annuncio o intimo preavviso,
accendendo il sangue alle vene
e spingendoci nel giorno deciso
a rubar baci e carezze e amore
colei o colui che a pazzia ci spinge,
espandendoci nel petto il cuore
completando lieti i minuti e le ore.

E dal mare fino al mare...

 
 
 
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MEMORIE DI ADRIANO.

A volte, ho sognato di elaborare un sistema di conoscenza umana basato sull'erotica: una teoria del contatto, nella quale il mistero e la dignità altrui consisterebbero appunto nell'offrire al nostro lo questo punto di riferimento d'un mondo diverso. In questa filosofia, la voluttà rappresenterebbe una forma più completa, ma anche più caratterizzata dei contatti con l'Altro, una tecnica in più messa al servizio della conoscenza del non Io. Anche nei rapporti più alieni dai sensi, l'emozione sorge o si attua proprio nel contatto: la mano ripugnante di quella vecchia che mi sottopone una supplica, la fronte madida di mio padre nei suoi ultimi istanti, la piaga detersa di un ferito, persino i rapporti più intellettuali o più anodini si istituiscono attraverso questo sistema di segnali del corpo: il lampo d'intesa che illumina lo sguardo del tribuno al quale si spieghi una manovra prima della battaglia, il saluto impersonale d'un subalterno che al nostro passaggio s'immobilizza in un atteggiamento di obbedienza, lo sguardo amichevole d'uno schiavo che ringrazio per avermi portato un vassoio, 'espressione da intenditore 'un vecchio amico davanti al dono d'un cammeo greco. Con la maggior parte degli esseri umani, i più lievi, i più superficiali di questi contatti bastano, o persino superano l'attesa; ma se essi si ripetono, si moltiplicano attorno a un unico essere sino ad avvolgerlo interamente; se ogni particella d'un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo, anziché ispirarci tutt'al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest'ultima.

Opinioni come queste sull'amore possono indurre a una carriera di seduttore. Se non l'ho seguita, senza dubbio dipende dal fatto che mi son dedicato a cose diverse, se non migliori. Una carriera del genere, in mancanza d'estro richiede una serie di attenzioni, persino di stratagemmi, per i quali non mi sentivo portato. Tendere insidie sempre eguali, percorrere la solita strada, che si limita a perpetui approcci, e alla quale la conquista segna il traguardo, son cose che mi hanno tediato. La tecnica del vero seduttore esige, nel passaggio da un soggetto a un altro, una disinvoltura, un'indifferenza che io non provo e che, comunque perdevo prima di abbandonarle intenzionalmente: non ho mai compreso come si possa essere sazio di un essere umano.