Creato da antares.mati il 28/05/2007

SILENZIOSAMENTE

ricordi, sussurri, compagnia , nel silenzio della vita

... ... ...

Ho camminato con te senza compiere passi
ed insieme a te ho sfogliato la vita,
pagine mute di parole ed intensi capitoli d'amore...

mi hai descritto il tuo cuore conducendomi piano tra i suoi sentieri
ed hai appreso, in silenzio, il mio dolore,
seguendone i solchi che ancora trasudano...

ho rivolto lo sguardo, cercandoti, fin oltre la linea del 'dire'
ed ho ingabbiato il rumore del vento,
rubando i colori al tramonto...

ti ho trovato all'alba del sogno,
avvolto di pianto lontano e di ombre sul cuore,
incontro di mani e nuovi passi sul cuore...

-------M. D. S.-------

 

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Chiunque dovesse 'appropriarsi' indebitamente,

anche solo in modo parziale, di quanto è pubblicato nel blog,

se ne assumerà tutte le conseguenze legali.

antares 

 

PREMIO DIECI E LODE

PREMIO DIECI E LODE

Premio D eci e lode

 Il premio è stato assegnatomi dalla  blogger amica e 'DONNA VERA'

MySpirit con il blog MySpirit 

CON LA SEGUENTE MOTIVAZIONE:

antares.mati..con il blog”SILENZIOSAMENTE”

una grande donna..una grande scrittice..

perché in tutto quello che scrive ci mette

anima e cuore..travolgendoti..

facendoti provare le sue stesse emozioni.

Anche per lei provo una grandissima stima

Assegnatomi dal blogger sergiorgios ,

con la seguente motivazione:

Ad ^antares.mati^,per il suo blog di pura poesia; per quella  lettura mi sono immedesimato ed emozionato... per quei versi, spesso ermetici ma per me sempre colmi di sensazioni forti e vivi

 

- BRILLANTE WEBLOG-PREMIO 2008

Ringrazio
adoroilmare57

per aver assegnato questo
bellissimo premio
al mio blog

SILENZIOSAMENTE

in quanto blogger del suo ^spazio amici^, con la seguente motivazione:
                                               
... perchè ognuno di voi ha argomenti di qualità al proprio interno che ritengo giusto premiare che si aggiungono poi alla meravigliosa amicizia dimostratami in questi anni...
Grazie!!

 

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A mio padre

Post n°238 pubblicato il 23 Aprile 2013 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

A te,
che hai da tempo abbandonato il mio sguardo....e sei seduto all'ombra del mondo, tra alberi in fiore e profumi di verdi prati.
Mi hai portato via il sogno, la spensieratezza, la tranquillità... ho faticato a riprendermi, è stato un' inferno....ero certa di non riuscire più a "rialzarmi". Sono cresciuta in fretta, poi, dopo il tuo addio...ho aperto gli occhio sul silenzio delle ore senza te.....
.avevo un amore o almeno così ritenevo ma era tutt'altro.... Ho camminato a lungo, ti ho cercato, ho accarezzato i tuoi vestiti ed affondato il viso sulla stoffa della tua giacca....respiravo ancora il tuo dopobarba. Le tue cose, gli occhiali, la penna con il tappo dorato, gli appunti scarabocchiati sul datario sono rimasti sulla scrivania per mesi: non avevo il coraggio di voltare pagina. Per me tu c'eri e dovevi continuare ad esserci, non potevo accettare di vedere mano a mano scomparire il tuo volto, il mondo intorno al quale ruotavamo tutti noi, il nostro mondo....
Col tempo ho capito che si cambia direzione, non si prosegue sulla stessa strada..si lascia il percorso comune e si intraprende un cammino diverso, parallelo e distante , ma da soli o con persone che non sono te... Ti ho inseguito a lungo, invocato, cercato, disperatamente ho urlato il tuo nome, pretendevo la tua presenza....con rabbia ti accusavo di non aver fatto nulla per non andar via....Che sciocca....
Oggi a distanza di tantissimo tempo, ricordo ancora quanto eri disperato e come mi stringevi le mani...non volevi, non volevi andar via...il tuo sguardo abbracciava ogni cosa intorno a te: gli occhi negli occhi, lacrime ed immagini a riempire istanti che cercavamo di dilatare, di prolungare, di rendere interminabili....poi nulla più....la tensione lasciò il posto ad una struggente immagine di te abbandonato con il capo piegato mentre le dita pian piano sfuggivano il mio tenerti stretto....eri andato via, scivolato in un mondo lontano dove tutto termina e ricomincia ... un mondo a me per ora ancora segreto ma che un giorno mi vedrà di nuovo camminarti accanto....
Chiudo gli occhi e sento ancora la tua carezza.....
A te che vivi in un mondo a me escluso, ......un bacio e.....perdonami

 la tua "titti"

 
 
 

tempo

Post n°237 pubblicato il 10 Aprile 2013 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

Non è più il tempo degli imbarazzi

siamo a corto di ossigeno

occhi e cuore delirano in un movimentato rincorrersi dei ricordi

soli fra tanti numeri uno

sorprendentemente ed inutilmente

ci aggiriamo tra le luci opache del giorno che stenta a nascere

perso in un tramonto di idee e di speranze

con addosso l'acre ed amaro sapore della sconfitta....

matilde

 
 
 

silenzi...

Post n°236 pubblicato il 01 Aprile 2013 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

.... non mi fa paura il silenzio, piuttosto leingombranti ombre che proietta sull'anima.... sono fotogrammi continui, scatti successivi di un tempo che mi è sfuggito, soffocato dai  quotidiani affanni...

ed ora mi ritrovo a sfogliare i rimpianti, a ripercorrere errori e disfatte, ad enumerare sconfitte che tappezzano il tempo trascorso troppo velocemente, mentre ero intenta a correre oltre il quotidiano, a costruire sogni e speranze che non ho avuto modo di raccogliere, ad evitare la serena felicità per correre dietro un futuro che mi si è riversato contro condizionandomi e soffocandoni con muri di dolore e di silenzi, incostrati di lacrime inutili, affumicati dalla polvere della noia e della delusione....

silenzi, invasi dal brontolio del cuore che non ha ancora risolto i suoi drammi,.... silenzi che mi rimproverano i perchè cui nego tuttora spiegazioni imbarazzanti e provocatorie...

silenzi oppressi dalle immagini che conservo ancora ....nonostante il dolore....

antares

 

 
 
 

immagini

Post n°235 pubblicato il 06 Novembre 2011 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

ci sono immagini che irrompono nel cuore, catalizzano il pensiero e violentano la mente

ci sono immagini che parlano più delle parole, che sgomentano più della malvagità e sono indelebili

ci sono immagini che restano sulla pelle più dei tatuaggi, che hanno la forza del rumore, che si intromettono nelle ore del giorno e della notte dilatandone la durata

ci sono immagini che non vorrei mai guardare, che nessuno dovrebbe filmare, che non si dovrebbe mai poter nemmeno immaginare...

matilde

 
 
 

Stancamente, il cuore

Post n°234 pubblicato il 30 Dicembre 2010 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

Mollemente adagiato tra mente ed anima,

il cuore rimane inerte,

assolutamente distante dai pensieri

ingombrati da parole comuni

e da desideri formato immagine.

Non soffre,

non più:

si difende dalle macerie di una vita qualunque

che non ha avuto scena sul palcoscenico delirante del mondo.

Non rimpiange,

non soffre,

non spera:

assente di sussulti

si trascina, anonimo,

tra le pieghe del corpo

sospeso tra forma e provocazione,

immerso nei giochi dell’uomo

che più tale non è.

Attende, il cuore,

di interrompere il rosso nutrimento

per ritrovare,

almeno per un attimo,

la voce del dolore,

la tristezza dell’addio,

la paura della fine.

matilde

 

 

 

 
 
 

Post N° 233

Post n°233 pubblicato il 30 Ottobre 2010 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

...come ha così  scritto un amico che stimo moltissimo..."l'esercizio della vita...toglie luce..."...e non solo... aggiungo che per molto tempo ho creduto fortemente che in una coppia, non entrambi i partners, amano o credono di farlo, allo stesso modo, sicuramente con intensità diverse ma con equivalenti sfumature che ridistribuiscono la 'parità' tra il provare amore e l'essere amati... Più probabilmente, a distanza ormai di molti anni, riesco ad affermare con una nota malinconica e sottilmente delusa, che l'amore non è unico, ci sono tanti 'amori', tante esigenze affettivo-emotive, che condizionano il nostro percorso sentimentale e seguono le pieghe dell'animo ed i 'rumori' del cuore... Anni fa ero molto, molto arrabbiata con la vita, non volevo convincermi che 'crescendo' avrei dovuto rinunciare ad 'amare' come io intendevo.... ora cerco di non soffermarmi più sul mio eterno peregrinare emozioni vere o, piuttosto, non voglio più deludermi nè soffrire...
 matilde
 

 
 
 

Domenica sera

Post n°232 pubblicato il 22 Agosto 2010 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

Passano gli anni e nuove mode travolgono i gusti e le abitudini di tutti ma qualcosa rimane pressocché immutata nel tempo, almeno nella mia piccola città: la passeggiata per il Corso Vittorio Emanuele.
E' sempre stato una sorta di 'rito' cui solo pochi, per motivi differenti, sono riusciti a sottrarsi: io, per esempio, ne ero incuriosita e ascoltavo affascinata i racconti delle mie compagne di scuola che, nella mia mente, assumevano contorni talmente dilatati da non riuscire più a distinguere i dettagli veri da quelli 'immaginati'. A me non era permesso di uscire per il corso tutte le sere con le amiche, al massimo, qualche volta, mi si concedeva la passeggiata ma solo nel primo pomeriggio e dopo aver svolto i compiti, tassativamente. Questi 'limiti' mi facevano sentire estranea al mondo delle mie coetanee ed aumentavano a dismisura la curiosità e la voglia di sentirmi una di loro. Ricordo ancora con tanto imbarazzo quando non mi fu dato il permesso di partecipare ad una festa di compleanno in casa di una mia compagna di classe: era una festa cui a cui tenevo moltissimo perché sicuramente avrei potuto avere l'occasione di incontrare un ragazzo che 'riempiva' i miei pensieri, avrei potuto conoscere i suoi gusti e verificare il suo comportamento che tanto mi affascinava. Invece niente, nulla da fare, il solo permesso che riuscii a 'strappare' fu quello di poter partecipare ai 'preparativi' in casa della festeggiata: insomma aiutai a farcire brioscine e panini, a riempire ciotole di patatine e pop-corn, a sistemare posate e bicchieri di carta e poi, prima dell'imbrunire, quando si iniziava a percepire una vivace fibrillazione per la festa, a mò di una 'cenerentola' post-moderna, sgusciai via, piena di vergogna e di rabbia, rimuginando pensieri tristi mentre trattenevo a malapena le lacrime. Certo erano altri tempi, ma sicuramente anche allora, non tutti vivevono allo stesso modo.

Il Corso era comunque il luogo d'incontro di tutti e l'appuntamento era sempre lo stesso: sul marciapiedi di destra, scendendo, si raccoglievano i 'giovani', sull'altro passeggiavano le famiglie, i 'papà' soprattutto che non proprio 'discretamente' sorvegliavano i propri figli. Al centro, poi, si svolgeva il traffico delle auto che, soprattutto, verso sera, era principalmente costituito da ragazzi che circolando in auto, riuscivano ad 'adocchiare' le ragazze più interessanti per seguirle ed iniziare così un 'pedinamento' che a volte durava anche molti giorni, cui poi seguiva la fase dell'approccio più o meno decisivo.

Oggi, il Corso, è diventato isola pedonale e si passeggia senza più differenza su entrambi i lati ed al centro, pertanto sono cambiate le 'strategie' di approccio; a tutte le ore, inoltre, trovi giovani ed adulti, famiglie e donne sole, bambini che si ritrovano con gli amichetti, senza il controllo dei 'grandi'...insomma l'unica cosa che ancora dura è il 'rito della passeggiata', ma mancano, a mio avviso, i 'rumori' vitali che una strada porta con sé ed in sé: ora c'è solo un rincorrersi di parole, di frasi spezzate, di risate che si accavallano, si superano, si intrecciano, mancano gli sguardi civettuoli e ricchi di promesse, rubati tra le auto in circolazione ed i passanti, manca il desiderio della passeggiata e la curiosità....o, probabilmente rincorro solo il mio tempo, i miei ricordi, le 'storie' che vivevano solo nella mia fantasia, manca la stanchezza enorme, al rientro in casa, dopo aver fatto tanti 'giri' per il Corso ma anche la contentezza di essere 'uscita'.

matilde

 
 
 

A riflettori spenti (1)

Post n°231 pubblicato il 17 Agosto 2010 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

... Greta si era allontanata senza voltarsi, non più uno sguardo, non un tentennamento; strinse forte,  fin quasi a farsi male, le chiavi dell'auto fra le dita e procedette spedita; sentiva il bisogno di andar via, di sottrarsi  agli inutili sguardi di tanti che nonostante il luogo, non avrebbero perso l'occasione di farla sentire un'intrusa, sottolineando con il loro buonismo macerato di cattiveria e di falsa umiltà quanto fosse stata indiscreta ed inopportuna la sua presenza in quell'occasione. Greta detestava essere al centro dell'attenzione ed aveva ben valutato quanto la sua partecipazione all'evento avrebbe suscitato clamore, ma era pronta a tutto, ormai non doveva né voleva più nascondersi: avevano già imbrattato ed impoverito la sua persona additandola ed attribuendole ruoli e colpe al di sopra di ogni ragionevole ed immaginabile pensiero. Ora non doveva più temere che le sue scelte sarebbero ricadute su chi amava più di ogni cosa al mondo:stava per iniziare un nuovo percorso di vita, sicuramente doloroso e solitario che l'avrebbe vista affrontare sfide ignote e probabilmente superiori alle sue forze ma... lei aveva sempre creduto che tutto ciò che avviene ha un significato che va oltre il visibile ed ora il suo unico scopo era conoscere il senso, il perchè di tanta lunghissima sofferenza.

Con il palmo della mano asciugò le lacrime che le rigavano il viso, celando il più possibile i segni del dolore dietro gli occhiali scuri, poi, con un deciso gesto avviò l'auto e rivolse un pensiero ed una promessa a chi non c'era più.

.......

matilde

 
 
 

A riflettori spenti

Post n°230 pubblicato il 08 Agosto 2010 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

"..... cara Giulia,
sono stata bene con te stamattina, mi sono sentita tranquilla, libera,
ascoltata e....non giudicata. Per questo volevo dirti: GRAZIE!
Avevo bisogno di non negare più, di non 'nascondermi' dietro un inutile e
misero perbenismo che non mi si addice.
Mi chiedo spesso perchè ho permesso a me stessa di 'vivere' quella storia, ma
non so darmi una risposta definitiva.
Forse sono stata troppo debole o ingenua o, più probabilmente, avevo bisogno
di vivere una 'illusione', una 'non verità', un 'diversivo'...ero alla ricerca
di qualcosa, di un sostegno, di una motivazione che mi permettesse di conoscere
meglio me stessa, di capirmi, di guardarmi con gli occhi altrui. Certamente di
'sguardi', in quel periodo, ne ho ricevuti  e non pochi, ma soprattutto
malevoli, cattivi, ironici, pronti a ferire, a distruggere, a condannare ed io,
da 'pasionaria' quale sono, ancor di più ho difeso, ho creduto, ho costruito,
ho voluto continuare a 'non vedere'!
Ora sono qui, a rimuginare, a pensare, a ricordare, ma non mi fa male tutto
questo, ho solo bisogno di 'archiviare' razionalmente la 'storia', perchè
emotivamente è già divenuta solo un 'film' vissuto da protagonista o da
spettatrice non conta più,...ma per chiudere definitivamente mi manca solo un
tassello, l'ultimo 'fotogramma' di una pellicola antica, la scena finale, il
'the end' che non riesco ancora a scrivere perchè vorrei riappropriarmi delle
immagini, dei pensieri, dei colori, dei suoni delle parole che, forse, sono
ancora nella sua mente. Devo riaverli, sono parte di me, non devono nè possono
appartenere a chi, probabilmente non sa più che farsene. Solo così potrò
incenerire il tempo andato e fare pace con la Ornella di quel tempo che tu conoscevi bene....
Con tutto l'affetto che meriti
Ornella......."

dal racconto "A riflettori spenti" - luglio 2010 - di M.D.S.

 
 
 

parole

Post n°229 pubblicato il 07 Agosto 2010 da antares.mati
 
Foto di antares.mati

nuvole di pensieri sommergono la luce del giorno
tra il tepore silente dell'ora del mezzodì,

il suono lontano delle parole altera il senso del dire
e ne aspira il denso sapore

mentre i colori scivolano e sbiadiscono,
appannaggio del tempo comune
sotteso ad una pioggia di polvere sottile ed opaca

che avvolge il cuore ed accumula spessore.

Muore così, sul nascere,
la voglia di dirti
il sapore del dire
il calore del 'dare'

matilde