FOSCO

Perché tu mi dici "Poeta"...Io non sono un poeta, io amo la vita semplice delle cose...

 

 

BLOG in PAUSA

Post n°361 pubblicato il 03 Ottobre 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Purtroppo problemi di varia natura non mi consentono di essere presente nel blog e anche nei commenti agli amici, per cui trovo difficoltoso anche scrivere un post al mese.
Quando sarò più sereno e avrò più tempo riprenderò a scrivere qualcosa, spero non molto tardi.
Nel ringraziarvi della vostra sempre gentile presenza, mi scuso con tutti voi e vi dò un arrivederci a presto.
P.S. - Avevo promesso di far vedere all'amica Several il mio abete greco perché lei ne aveva pubblicato uno che gli assomigliava molto, è per questo che nella fotina in alto trovate l'albero del mio giardino, sperando naturalmente di farle cosa gradita.

 
 
 

HO VOGLIA DI TE

Post n°360 pubblicato il 20 Agosto 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Ho visto per caso questa poesia di Silvana Stremiz vagando per Internet, così ho pensato di leggerla visto che mi era sembrata interessante.
Ho rintracciato l'autrice su Facebook e le ho scritto il 16 giugno mandandole anche una copia della registrazione per avere il permesso di pubblicarla sul mio blog. Non avendo ricevuto risposta le ho inviato un secondo messaggio il 7 luglio, anche questo con lo steso esito.
Visto che "chi tace acconsente", mi permetto allora di pubblicare la poesia e di darvene una mia interpretazione, sperando che la poetessa non se ne abbia a male. Nel caso ovviamente sono disposto a cancellare il tutto.

HO VOGLIA DI TE...

Ho voglia di Te…
Di fare l’amore con Te,
ma non con la tua carne,
non con i tuoi sensi
ma con il tuo profumo,
la tua bocca, la tua anima,
le tue mani, le tue braccia,
la tua mente e la tua dolcezza.

Ho voglia di…
Sgualcire parole e sensazioni,
sogni ed emozioni.
Appoggiare le labbra sul tuo cuore
stropicciare insieme le onde del mare.

E’ solo una voglia matta di Te.

CHI VUOLE PUO' ASCOLTARLA CLICCANDO QUI


 

 
 
 

LETTERA APERTA al Sindaco di Livorno

Post n°359 pubblicato il 11 Agosto 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Gent.mo Dott. Nogarin,

io non credo che lei possa essere al corrente di tutto quanto accade nel suo comune, quindi non la reputo responsabile della gestione del parcheggi, così mi permetto di farle presente quanto segue:
Il giorno 8 agosto sono andato al porto di Livorno, dopo una notte insonne per il caldo e l'umidità
passata in un B e B della sua città . Erano passate le 7 e dovevo trovare un posto ove lasciare la macchina per poi prendere la motonave che doveva portarci per una toccata e fuga alla piccola isola-penitenziario di Gorgona che è anche un'oasi naturalistica. Tutti i parcheggi che ho incontrato intorno al porto erano riservati ai residenti o comunque a chi aveva un permesso, per cui ho perso un po' di tempo per trovare finalmente un parcheggio pubblico a pagamento, peraltro incustodito, dove un po' per la stanchezza un po' perché si era fatto tardi ho letto solo velocemente le istruzioni sul ticket che se ben ricordo comunque erano di 1 euro per un'ora di sosta e di 5 euro per 4 ore. Solitamente se uno si ferma di più proporzionalmente dovrebbe pagare di meno, ma non ci ho fatto molto caso. Ho pensato che dovendo tornare nel pomeriggio  avrei comunque pagato intorno ai 10 euro. Come si vede dal biglietto postato in alto la mia sosta è durata poco più di 10 ore, ma quando ho inserito il biglietto per pagare, con mia somma sorpresa ho trovato un ticket di ben 31 euro e 50 centesimi.
Non avevo tempo di protestare con nessuno perché avevo fretta di tornare (peraltro non ho visto nessun ufficio nelle vicinanze a cui fare delle rimostranze), quindi sono partito con un senso di stupore più che di ingiustizia.
Io non so se questa politica dei prezzi  del parcheggio tenda a scoraggiare le lunghe soste, presumo che si scoraggerebbero anche con una somma minore, ma chi deve fermarsi per forza non è che  può farci nulla. Questa vessazione accade anche negli areoporti, in molti dei quali costa più il parcheggio che il viaggio andata e ritorno verso la propria destinazione. Tanto per inciso faccio presente che in una città cara come Firenze, nel centro storico, ho usufruito due o tre anni fa, di un parcheggio coperto e custodito per due giorni ed una notte pagando solo 25 euro, per cui caro Sindaco, il vostro parcheggio (incustodito) all'aperto di 10 ore mi è sembrato un po' esagerato e non credo sia una buona politica per l'incremento turistico. Sono comunque contento di avere nel mio piccolo contribuito al risanamento delle casse comunali, anche se la prossima volta metterò la macchina nei parcheggi riservati ai residenti, perché ho buone probabilità di farla franca visto che non penso i vigili passeranno tutti i giorni a controllare, e comunque la multa forse mi costerebbe anche meno del parcheggio che ho pagato l'8 agosto.

Cordialmente La saluto.


 
 
 

B E L L A

Post n°358 pubblicato il 19 Giugno 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Durante questi mesi del 2018 avevo postato molte poesie di Neruda proponendone la mia lettura, e consideravo  praticamente esaurito questo rapporto con il poeta perché ne avevo ormai pubblicate tante da quando ho aperto il blog, però ne era rimasta una la cui lettura non mi era piaciuta e quindi l'avevo volutamente lasciata da parte. Pochi giorni fa ho ripreso in mano il testo e l'ho riletto. Mi sono sembrato un po' meno indecente, quindi ho pensato di chiudere con Neruda facendovi ascoltare questa ultima poesia, che non sarà forse delle sue migliori ma è comunque un piacere leggerla perché dolce e delicatamente sensuale.


Bella,
come nella pietra fresca della sorgente
l'acqua apre un ampio lampo di spuma,
così è il sorriso del tuo volto,
bella.


Bella,
dalle fini mani e dagli esili piedi
come un cavallino d'argento che cammi
na,
fiore del mondo,
così ti vedo,
bella.

Bella,
con un nido di rame intricato sulla tes
ta,
un nido color di miele cupo
dove il mio cuore arde e riposa,
bella.

Bella,

gli occhi non ti stanno nel volto,
non ti stanno nella terra.
Vi son paesi,
vi son fiumi
nei tuoi occhi.

la mia patria sta nei tuoi occhi,
io cammino in mezzo ad essi,
essi danno luce al mondo dove io cammino,
bella.

Bella,

i tuoi seni sono come due pani
fatti di terra cereale e luna d'oro,
bella.

Bella,

la tua cintura il mio braccio l'ha fatta come un fiume
quando è passato mill'anni per il tuo dolce corpo,
bella.

Bella,

non v'è nulla come i tuoi fianchi;
forse la terra possiede
in qualche luogo occulto
la curva e l'aroma del tuo corpo,
forse in qualche luogo,

bella.

Bella, mia bella,
la tua voce, la tua pelle, le tue unghie,
bella, mia bella,
il tuo essere, la tua luce, la tua ombra,

bella, tutto è mio, bella,
tutto è mio, mia,
quando cammini o riposi,
quando canti o dormi,
quando soffri o sogni,

sempre,
quando sei vicina o lontana,
sempre,
sei mia, mia bella,
sempre.

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NON INNAMORARTI...

Post n°356 pubblicato il 04 Marzo 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Pensavo di  non leggere nulla per un po' di tempo, ma questa poesia di Martha Rivera Garrido (forse meglio chiamarlo  monologo) che ho notato per caso in questi giorni, mi ha fatto venire la voglia di proporvela, sebbene penso sia molto conosciuta (specialmente dalle donne), perché purtroppo (o per fortuna) mi sono sempre interessato molto alle donne che assomigliano almeno in parte a quelle che l'autrice descrive,  e devo ammettere che non è facile poi togliersele dalla testa, anche se innamorarsi di una di loro, comunque vada, penso che sia una esperienza che riempe la vita di un arcobaleno di emozioni allargando il ventaglio di sensazioni che si possono vivere attraverso complicità così totalizzanti.



NON INNAMORARTI DI UNA DONNA CHE LEGGE

Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride
o piange mentre fa l’amore,
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più,
di una donna che ama la poesia
(sono loro le più pericolose),
o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro
o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica,
lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere,
che rimanga con te oppure no, che ti ami o no,
da una donna così, non si torna indietro.
Mai.


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SEI TUTTA SPUME

Post n°355 pubblicato il 05 Febbraio 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Si conclude così, con la decima ed ultima poesia di Neruda, questa carrellata sulle liriche un po' meno conosciute del poeta.
Ringrazio tutti coloro che sono passati e che hanno voluto dare un segno della loro presenza, e che magari hanno condiviso queste letture, senza dimenticare  naturalmente anche coloro che sono passati in silenzio.
I prossimi post verteranno su altri argomenti, di vario genere, come è costume di questo blog, ma non è detto che ogni tanto non torni a leggere qualche lirica che trovo interessante, sia di autori famosi che di dilettanti.
Buona lettura quindi e buon ascolto per chi vorrà anche cliccare sull'audio.

 



SEI TUTTA SPUME

Sei tutta spume agili e leggere
e i baci ti percorrono e t'irrigano i giorni.
Il mio gesto, la mia ansietà, pendono dal tuo sguardo.
Vaso di risonanze e di stelle prigioniere.
Son stanco, tutte le foglie cadono, muoiono.
Cadono, muoiono gli uccelli. Cadono, muoiono le vite.
Stanco, son stanco. Vieni, desiderami, fammi vibrare.
Oh, mia povera illusione, mia accesa ghirlanda!
L'ansia cade, muore. Cade, muore il desiderio.
Cadono, muoiono le fiamme nella notte infinita.
Fiammata di luci, colomba di crete bionde,
liberami da questa notte che incalza e distrugge.
Sommergimi nel tuo nido di vertigine e di carezza.
Desiderami, trattienimi.
L'ebbrezza all'ombra fiorita dei tuoi occhi,
le cadute, i trionfi, gli sbalzi della febbre.
Amami, amami, amami.
In piedi ti grido! Amami.
Infrango la mia voce gridandoti e faccio ore di fuoco
nella notte pregna di stelle e di levrieri.
Infrango la mia voce e grido. Donna, amami, desiderami.
La mia voce arde nei venti, la mia voce che cade e muore.
Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti.
Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani.
Mi segnino la fronte le fruste del gelo.
La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico.
Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola.
Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare,
versarsi, contaminarsi sola,
aperta alla marea dei pianti,
ardendo nel ciclone delle furie,
eretta tra i monti e tra gli uccelli,
distruggersi, sterminarsi sola,
abbandonata e unica come un faro di spavento.

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DA MOLTO TEMPO LA TERRA TI CONOSCE e QUANDO MORIRO' VOGLIO LE TUE MANI

Post n°354 pubblicato il 19 Gennaio 2018 da fosco6
Foto di fosco6

Si sta per concludere (ne manca solo una) questa piccola saga di poesie di Neruda, quelle meno note, con due componimenti per la verità un po' tristi, ma le poesie generalmente non sono quasi mai molto allegre, e del resto anche la malinconia fa parte dell'essere umano, per cui ci sono giorni che essa ci arriva addosso e volenti o nolenti dobbiamo condividere la sua compagnia, nella speranza che sia naturalmente breve se no diventa una brutta patologia.
Buona lettura e buon ascolto per chi lo vorrà.

 



DA MOLTO TEMPO LA TERRA TI CONOSCE

Da molto tempo la terra ti conosce:
sei compatta come il pane o come il legno,
sei corpo, grappolo di sicura sostanza,
hai peso d'acacia, di legume forato.
So che esisti non solo perché i tuoi occhi volano
e danno luce alle cose come finestra aperta,
ma perché di fango ti fecero e t'hanno cotta a Chillàn,
in un forno di mattoni stupefatto.
Gli esseri si spargono come aria o acqua o freddo
e son vaghi, si cancellano a contatto del tempo,
come se prima che morti fossero sminuzzati.
Tu cadrai con me come pietra nella tomba,
così per il nostro amore che non fu consumato
continuerà a vivere con noi la terra.
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QUANDO MORIRO' VOGLIO LE TUE MANI

Quando morirò voglio le tue mani sui miei occhi:
voglio la luce e il frumento delle tue mani amate,

passare una volta ancora su di me la loro freschezza,

sentire la soavità che cambiò il mio destino.
Voglio che tu viva mentre io, addormentato t'attendo,

voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento,

che fiuti l'aroma del mare che amammo uniti

e che continui a calpestare l'arena che calpestammo.

Voglio che ciò che amo continui a esser vivo

e te amai e cantai sopra tutte le cose,

per questo continua a fiorire, fiorita,

perché raggiunga tutto ciò che il mio amore ti ordina,
perché la mia ombra passeggi per la tua chioma,

perché così conoscano la ragione del mio canto.

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PERCHE' TU POSSA ASCOLTARMI e NON TI TOCCHI LA NOTTE

Post n°353 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da fosco6

Con l'Anno Nuovo altra accoppiata di poesie di Neruda, anche queste facenti parte del gruppo di dieci che ho deciso di pubblicare per farle conoscere soprattuttto a chi non le aveva già lette anche perché meno famose.
Quindi non mi resta che augurarvi buona lettura e a chi vorrà anche buon ascolto.




PERCHE’ TU POSSA ASCOLTARMI

Perché tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

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NON TI TOCCHI LA NOTTE

Non ti tocchi la notte né l'aria né l'aurora,
solo la terra, la virtù dei grappoli,
le mele che crescono udendo l'acqua pura,
il fango e le resine del tuo paese fragrante.
Da Quinchamalì dove nacquero i tuoi occhi
fino ai piedi creati per me sulla Frontiera
sei la creta oscura che conosco:
nei tuoi fianchi tocco di nuovo tutto il frumento.
Forse tu non sapevi, araucana,
che quando prima di amarti mi dimenticai dei tuoi baci
il mio cuore restò ricordando la tua bocca
e andai come un ferito per le strade
finché compresi che avevo trovato,
amore, il mio territorio di baci e di vulcani.

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SE NON FOSSE e PER IL MIO CUORE

Post n°352 pubblicato il 28 Dicembre 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Continua la mia saga a puntate sulle poesie meno conosciute di Neruda, con altre due liriche (e con queste siamo a metà strada perché sono una decina credo, poi passeremo ad altro ).
Visto che nel mio blog questo autore l'ho letto molte volte nelle sue poesie più conosciute, ho pensato che fosse giusto presentare anche alcuni suoi lavori considerati a torto o a ragione minori, anche se la mano di Neruda si sente comunque e quella musicalità e sensualità che lo contraddistigue, intrisa di metafore suggestive, è presente in gran parte anche in queste.

                                                          

SE NON FOSSE

Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,

se non fosse perché sei una settimana d'ambra,
se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso vedere tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

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PER IL MIO CUORE


Per il mio cuore basta il tuo petto
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

E' in te l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e cme gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta  e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.


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PRIMA D'AMARTI e DUE AMANTI FELICI

Post n°351 pubblicato il 12 Dicembre 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Questa volta ho voluto esagerare, ben due poesie di Neruda, ma sono brevi quindi non vi annoieranno spero .
Una parla del vuoto esistenziale prima di un amore, l'altra di un amore invece vissuto felicemente, due aspetti di una stessa medaglia, ma molto diversi l'uno dall'altro.
Sono sempre poesie considerate minori, come quella postata in precedenza, e forse a qualcuno non piaceranno, ma si sente comunque la mano dell'autore che anche nelle sue opere meno importanti imprime il suo geniale tocco d'artista.



PRIMA D'AMARTI

Prima d'amarti, amore, nulla era mio:
vacillai per le strade e per le cose:
nulla contava né aveva nome:
il mondo era dell'aria che attendeva.
Io conobbi cinerei saloni,
gallerie abitate della luna,
hangars crudeli che s'accomiatavano,
domande che insistevan sull'arena.
Tutto era vuoto, morto e muto,
caduto, abbandonato e decaduto,
tutto era inalienabilmente estraneo,
tutto era degli altri e di nessuno,
finché la tua bellezza e povertà
empirono l'autunno di regali.

 (Pablo Neruda)
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DUE AMANTI FELICI
Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,

hanno l'eternità della natura.

(Pablo Neruda)
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ABBIAMO PERSO

Post n°350 pubblicato il 04 Dicembre 2017 da fosco6

Dopo la irriverente goliardata del post precedente torniamo alle cose serie, o meglio meno frivole, con la riproposizione delle poesie di Neruda.
Da quando ho aperto il blog più di 11 anni fa, ne ho lette 25, quelle che consideravo ovviamente migliori e/o che potessero andar bene per le mie corde.
Da oggi ne posterò altre 10, forse meno conosciute ma secondo me altrettanto belle, nella speranza come sempre di poter comunicare almeno in parte le sensazioni che hanno guidato l'autore nella scrittura delle medesime.
Una poesia al giorno
(in questo caso una a post),
forse non leva il medico di torno , ma è un modo per essere complici di sensazioni ed emozioni che spero possono far bene all'anima.

ABBIAMO PERSO

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

(Pablo Neruda)

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BELEN TIENE FAMIGLIA....

Post n°349 pubblicato il 24 Novembre 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Mi sono permesso di scrivere questa lirica irriverente perché mi sono rotto le palle dell'infinito Gossip che invade tutti i mass-media del Mondo, blog compresi. Per cui vi invito a leggere questa specie di poesia per sorridere un po' insieme, chiedendo venia del tono un po' scurrile, ma il testo goliardico ne sentiva effettivamente il bisogno .

 



ODE A BELEN


Sei tanto stupida quanto inetta?
Vieni in Italia che sarai benedetta.
Basta un bel culo e due tette rifatte
e andare in calore come le gatte.
'Sta patria di santi, poeti e navigatori
lieta ti aspetta con tutti i suoi "tori".
Non sai ballare, cantare o parlare?
Non ha importanza, basta trombare.
Noi siamo un popolo molto accogliente
che importa se non sai fare niente?
Cara Belen tu si che hai fortuna
nel Bel Paese hai trovato la Luna.
Da un popolo ottuso di gente arrapata
ogni giorno sarai sempre lodata.
Riempi ogni schermo, ogni giornale,
ma che abbiamo fatto di male?
Dei tuoi amori, veri o fasulli,
si cibano tanti poveri grulli.
Tu cambi maschietto ogni due anni,
forse pensando di non far troppi danni....
I tuoi amori sono tutti a scadenza
tanto per te conta sol l'apparenza:
che ogni giorno la stampa sia piena
di ogni tua cagata, tanto fa scena.
Povera Italia incolta e derisa
di ladri e di furbi patria sì invisa,
solo sconcezze restano a galla
ma che importa? Tu c'hai la farfalla,
del Lepidottero la pancia tatuata,
grande invenzione, grande figata,
anche se ormai sembra palese
che tu solo sei femmina in questo Paese,
tutte le altre ce l'hanno per dritto
(da più parti così sembra scritto)
mentre la tua gran bella patata
in orizzontale te l'hanno creata.
Tu sei un incanto della Natura
forse un po' stupida, tutt'altro che pura,
però 'na gran furba non c'è che dire,
fai soldi a palate nel solo apparire.
Un monumento ti devono fare
le tue reliquie dovranno baciare,
d'oro ti hanno già tutti vestita
come una Santa tu sei riverita,
del resto i miracoli tu li sai fare
qualche italiano lo può confessare
perché per loro questo è sicuro
ad ogni tua foto gli sembra più duro,
così la tua vita non sarà stata vana
magari ti fanno Santa Puttana,
non sarai vergine né castigata
ma anche 'sta cosa ormai va cambiata,
il Calendario va rinnovato
nel terzo millennio di moda è il peccato.
Però Belen, ti parlo come a 'na figlia,
io lo capisco che tieni famiglia
ma tua sorella non può rimanere
in Argentina a far vedere il sedere?
Perché il tuo culo ci basta e ci avanza
non c'è bisogno di tanta abbondanza.
E tuo fratello in TV che sta a fare?
Anche lui non ha voglia di lavorare?
Non è che altri tuoi parenti ed affini
vorranno ora varcare i confini?
Perché è vero che siamo dei buoni
ma mica poi del tutto coioni !
Del resto permetti che te lo dica
in tutta franchezza come a un'amica:
tuo fratello magari anche balla
ma di certo non ha la farfalla...
Chiudo questa mia rima non proprio cortese
buttandola giù un po' alla francese:
Belen, tu e i tuoi parenti minchioni
ci avete ormai rotto i coglioni
ma ancor non comprendi accipicchia
  che ci hai frantumato ben bene la minchia?
Mi scuso per il linguaggio a volte scurrile
ma 'sta donna m'ha fatto uscire la bile,
del resto sono anche un uomo all'antica
che si diletta ancora a parlare di f..a.

 

 
 
 

RECITAL - CONCERTO

Post n°348 pubblicato il 27 Settembre 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Avevo accennato che in questo periodo ero preso da vari impegni, e quindi potevo dedicarmi poco al blog e agli amici del Web, ma il più importante, almeno per me, è  un RECITAL-CONCERTO che ho organizzato presso il Teatro Comunale recentemente e felicemente restaurato, ubicato nel centro storico della mia cittadina, dopo che per tanti anni era rimasto chiuso (anche in seguito al forte Terremoto che colpì il paese nel 1997).
Leggerò 13 poesie di autori vari
(Prevert, Hikmet, Neruda, Leopardi e altri) e un monologo di Baricco (tutte cose che ho già postato nel mio blog), intervallato da un gruppo musicale del mio paese che  proporrà 20 canzoni tra le più belle e conosciute, con l'augurio che la serata possa essere gradita dal pubblico presente.
 
Il Teatro "TALIA", come si vede dalle foto che ho allegato, è una piccola bomboniera, restaurato in maniera eccellente; un piccolo ambiente (max 150 persone) ma ideale per questo tipo di spettacoli teatrali che nei paesi di provincia generalmente non richiamano folle oceaniche, anche perché la gente solitamente si muove in massa solo se ci sono personaggi noti del cinema o della TV, visto che "Nemo Profeta in Patria", anche se a volte gli artisti locali non sono tanto inferiori ai grandi nomi Nazionali (in alcuni casi sanno fare anche meglio), ma soprattutto, contrariamente ai grandi nomi che hanno cachet molto elevati, costano poco o nulla alla comunità, come in questo caso.
Naturalmente siete tutti invitati, anche se so che nessuno potrà venire, date  le distanze che ci separano, ma conto sul vostro appoggio morale, e comunque chi vorrà potrà riascoltare la serata, che verrà registrata e mandata in onda poi sulla Radio locale, di cui in seguito fornirò il sito ove ascoltarla, magari anche se solo per pochi minuti.



AGGIORNAMENTO

Lo spettacolo è andato molto bene, il publico presente ha gradito e apprezzato con numerosi applausi convinti, peccato che il teatro era per metà vuoto, come del resto previsto, perché qui la gente preferisce cibarsi alla sagre piuttosto che cibarsi di cultura. Basti pensare che non è venuto nessun insegnante di nessuna scuola e neanche un rappresentante del Comune che eppure aveva patrocinato l'evento, questo tanto per far capire quale è il livello locale.
Ciononostante credo che si debba sempre provare a intaccare questo muro di incultura e i tanti pregiudizi che l'accompagnano, poiché credo che rinunciare a priori sia una sconfitta ancora maggiore.


 
 
 

ANIMA MIA

Post n°347 pubblicato il 11 Agosto 2017 da fosco6

         

Siamo in Agosto, periodo di vacanze, dove è necessario essere un po' più leggeri, e non solo per il caldo, quindi ho voluto proporvi  qualcosa di rilassante e di giocoso, anche perché rientro a scrivere dopo parecchio tempo nel mio blog e non mi andava di essere troppo serio .
Premetto che io sono il più stonato dell'Umbria e che alle finali nazionali conto di prendere almeno la medaglia d'argento, ma visto che talvolta con gli amici del Teatro Web mi sono cimentato in parti femminili o gay, ho voluto provare a cantare (si fa per dire) in falsetto per vedere se in questo modo risultavo meno raccapricciante.
Chi ha ascoltato sul blog le mie letture, tra monologhi e poesie, stenterà a credere che questa sia la mia voce, eppure sono proprio io , che peraltro mi sono divertito un mondo a preparare al PC questa canzone dei Cugini di Campagna che è sicuramente la più conosciuta.
Il lavoro è approssimativo anche perché registro con mezzi elementari, ma anche se fossimo in uno studio di registrazione professionale penso che non farei molto meglio .
Spero di strapparvi almeno qualche risata e non me ne vogliate se ho martirizzato ANIMA MIA, fate finta che per un giorno il caldo mi ha fatto andare fuori di testa .

 
 
 

Buono Malattia

Post n°346 pubblicato il 08 Giugno 2017 da fosco6
Foto di fosco6

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

(ovvero: la passata del coglione)

 

Purtroppo  un utensile elettrico a disco rotante che mi è sfuggito mentre segavo del legno, mi ha tranciato una mano (vedi fotina in alto) procurandomi un danno che spero il piccolo intervento chirurgico abbia risolto.
Non è che io sia poi tanto sprovveduto e che non capisca la pericolosità di questi aggeggi, il problema è che la slitta di sicurezza che dovrebbe intervenire in questi casi e bloccare immediatamente la lama, si è inceppata, forse per la polvere che si è infiltrata, e non ha svolto la sua funzione, così la lama ha continuato a ruotare imperterrita sulla mia mano procurando una profonda e vistosa ferita con lacerazione tendinea, così dovrò restare fasciato per almeno 15 giorni e altrettanti dovrò tenere la mano a riposo. Quindi non scriverò sul blog e difficilmente passerò per i commenti perché con la sinistra mi riesce tutto difficile e ovviamente non posso usare la destra  anche perché anche se muovo le dita libere poi mi fa male, e comunque devo evitare ogni movimento per consentire una rapida ricostruzione.
Mi scuso pertanto con tutti voi, ma meglio evitare di affaticare la mano perché già questo post informativo mi è costato tanta fatica e dolore.
Ci rileggeremo spero entro i primi di luglio.
Tante buone cose a tutti.

AGGIORNAMENTO

Avevo promesso di tornare per i primi di Luglio, ma nonostante 4 giorni fa mi è stato tolto il gesso, la fasciatura e i punti, e la ferita è coperta ora solo da un ampio cerotto, la mano e soprattutto il pollice sono ancora gonfi e i movimenti non proprio fluidi, ma soprattutto se uso la mano ferita (la destra), dopo pochi minuti sento dolore, e mi fa male anche se faccio movimenti bruschi, e questo penso durerà finché l'edema non si sarà riassorbito del tutto.
Temo sia necessario ancora molto riposo (a parte i momenti dedicati alla rieducazione del pollice) per cui, anche se con dispiacere, sarà difficile che io possa tornare a commentare da voi, o a scrivere un nuovo Post, prima di Agosto.

Fate Buone Vacanze, io fino a fine Agosto non mi muoverò, anche perché guidare  a lungo ora è faticoso e doloroso e forse anche pericoloso.


RINGRAZIAMENTI

Sto meglio, ancora non del tutto a posto, ma posso muovere abbastanza bene la mano anche se non posso fare sforzi eccessivi e prolungati, ma scrivere finalmente è possibile.
Ringrazio di cuore tutti/e coloro che hanno voluto esprimere la loro simpatica vicinanza attraverso il mio blog, e prometto che dopo ferragosto tornerò a fare qualche giro nei vostri rispettivi blog anche se la mia presenza sarà di nuovo regolare da metà settembre al termine di un breve periodo di vacanze in Val D'Aosta che spero di aver meritato dopo questo lungo periodo di convalescenza .

 
 
 

TI VOGLIO (vietato ai minori e alle persone che temono di scandalizzarsi)

Post n°345 pubblicato il 07 Maggio 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Il video di quella specie di poesia intitolata SENZA LIMITI che ho pubblicato poco tempo fa, di carattere pseudo-erotico, era il sunto di un post pubblicato integralmente (ma non letto) qualche anno fa, di cui oggi ne ripropongo una versione ridotta di quasi la metà e leggermente revisionata.
Questa volta l'erotismo è più intenso, anche se non so se sono riuscito almeno in parte a comunicare le emozioni che attraversano il rapporto descritto.
Peraltro è l'unico lavoro di questo genere che ho scritto e  pubblicato, anche con qualche riserva, visto che non penso sia proprio nelle mie corde, e che è la prima e ultima prova che ho fatto.
Più che il testo credo comunque conti la mia lettura perché ovviamente contiene molte più sfumature ed è certamente più completa e colorita della parola scritta.
La storia che descrive un incontro carnale è in gran parte frutto della fantasia, pur se si basa su qualche reminescenza ormai lontana , anche se, oggi come oggi, ha il sapore di un sogno che intendevo condividere con voi, sperando di farvi comunque cosa gradita nonostante l'argomento relativamente scabroso, ma ero curioso...di vedere di nascosto l'effetto che fa...come cantava il buon Jannacci .


 TI VOGLIO


Spogliati…lentamente,
così che il tuo corpo
emerga dal suo orizzonte
 con il passo della Luna.
Voglio guardarti supina,
le braccia avvolte al cuscino
le gambe leggermente dischiuse,
distesa in un sonno apparente.
Lo so che mi senti,
lo so che avverti
la dolce impudicizia del mio sguardo
che percorre la tua pelle,
 che l’avvolge, la solca,
l’accarezza, la desidera.
Amo plasmare le dune del tuo corpo
con le mani degli occhi,
baciarlo prima di baciarlo
goderlo prima di goderlo.
Toccarti senza toccarti
prenderti senza prenderti,
infiammare i tuoi sensi
senza dire una parola,
farti sentire ancora più nuda
e scaldarti con la mia voglia
che alimenta la tua voglia...
fino a che i mie occhi
diventano saturi di te,
l'arco teso del desiderio si spezza,
e mi ritrovo disteso sulla tua pelle.
Sei mia
sei  tutta nelle mie mani
sei un morbido pane
in cui affondare le dita
un frutto succoso da assaporare
un nettare da gustare.
TI VOGLIO
sei la mia donna
sei la mia femmina.
Voglio  la tua piccola bocca che sa di ciliegia,
voglio far l’amore con le tue labbra,
con la tua lingua che scappa, che gioca,
che  sprofonda nella mia bocca.
Voglio riempirmi del tuo sapore,
 del tuo odore,
voglio succhiarti
fino a farti mancare il respiro,
voglio riempire  il tuo collo
d
i baci e di piccoli morsi.
Percorrere le tue spalle
con la bocca  e  con i denti
scivolare con  la lingua
sul filo della schiena,
afferrare la spudorata rotondità delle tue natiche 
strizzarle, baciarle, mangiarle,
gustando per intero il sapore della tua carne.
Accoglimi tra le tue braccia,
stringimi tra le tue gambe,
prendi le mie mani,
fermale sul tuo candido seno,
voglio sollevare le colline del tuo petto,
avvolgere le tue morbide coppe,
baciarle, leccarle,
sorseggiare a lungo le turgide bacche rosse
imprigionate tra le mie labbra,
e poi scivolare con la bocca
fino al tuo ventre.
Mi piace giocare con la lingua
sul tuo ombelico,
avvertire i brividi della tua pelle
mentre la mia mano
s’insinua tra le tue cosce
e abbraccia il tuo fiore caldo,
rosso di voglia.
Lo stringo, lo accarezzo, lo percorro,
lo chiudo nella mia mano,
poi mi immergo  nella tua rugiada
accompagnato dalla complicità delle tue dita.
Ti sento, mi senti,
 il tuo ventre  proteso mi attende impaziente,
le mie dita affondano nei tuoi fluidi
e dal cavo delle tue cosce tornite
mi giunge eccitante il tuo caldo odore di femmina.
La voglia di te mi scoppia nella pelle
mentre spingi il mio viso tra le tue gambe,
in fondo, ancora più in fondo,
fino a inebriarmi del tuo intenso sapore
di mandorle e di miele.
Le morbide onde dell’amore
diventano un oceano in tempesta,
la tenerezza diventa passione,
impeto, foga,
dolce violenza.
I gesti si fanno rapidi, frenetici,
le mani corrono su tutto il tuo corpo
Nulla, non esiste più nulla,
Non siamo più nella casa,
non stiamo in quel letto,
ma in un gorgo
sospesi tra cielo e terra.
Sono stordito dal tuo odore,
inebriato dal tuo sapore.
Ti lecco, ti succhio, ti mangio,
ti stringo nella morsa delle mie mani.
 E’ una diga che va in frantumi:
le correnti impetuose del desiderio
invadono i tuoi paesaggi di donna,
i tuoi golfi, le tue insenature, le tue colline,
le tue foreste, le tue praterie,
il fiore vermiglio che ti fa femmina.
Sei tutta nelle mie mani, 
nell’avidità della mia bocca,
furiosamente presa, voluta, desiderata,
compenetrata...amata,
attraversata dalla foga della mia passione
che si scioglie bruciando nella tua.
Il Mondo è solo una giostra di colori
e noi precipitiamo in  questo vortice voluttuoso,
stretti, abbracciati, ubriachi di voglia,
due corpi che suonano la stessa musica,
in un crescendo impetuoso e travolgente,
fino a che, con voce strozzata,
ti sento chiamare più volte il mio nome...
Allora le tue gambe si chiudono, si ripiegano,
quasi a proteggere, stringere, conservare,
il lungo prepotente orgasmo 
che ti ha percorsa,
che ti ha avvolta,
che ti ha riempita,
 che ti ha finalmente appagata.
E la feroce passione
che tutto ha travolto
nel suo impetuoso cammino,
torna lentamente a rifluire
nel placido lago dell’amore,
i colori violenti del desiderio
pian piano sfumano
nel pastello della tenerezza,
i baci ritornano
come una pioggia leggera di primavera
sul velluto della tua pelle,
 e lievi carezze
addolciscono le ultime increspature del tuo corpo.
Verranno altri baci
come  petali di fiori sulle tue labbra,
piume sul tuo volto
e suoi tuoi occhi,
e le dita un tiepido soffio tra i capelli...
Ti ritrovo tutta su di me,
morbida e vellutata,
delicata e selvaggia,

abbandonata tra le mie braccia...
Mi risveglio col tuo sorriso che sa di Paradiso,
con i tuoi occhi dolci pieni d’amore.
Ti guardo, mi guardi,
s
pingi il tuo ventre contro di me,
sento la malizia delle tue splendide gambe,
la provocazione del tuo seno.
Non ci si può saziare di te amore mio,
non ci si può saziare.
E in questo letto disfatto
dove abbiamo dipinto il desiderio
con la complicità della Luna,
anche il Sole del mattino
sorriderà compiaciuto
nel vedere un uomo e una donna
avviluppati nel magico bozzolo
della loro incantevole storia d’amore.


PER ASCOLTARLA CLICCA QUI



Ora, grazie a Mary G. di Salerno che ha curato l'editing, abbiamo anche il Video su You Tube.

(Grazie di cuore Mary per la tua disponibilità e la tua pazienza, oltre alla consueta eleganza nel gestire le immagini)

SONO SPIACENTE MA IL VIDEO E' STATO RIMOSSO, DOPO AVER RAGGIUNTO PIU' DI 500 VISITE IN 3 GIORNI, PERCHE' ANDREBBE CONTRO LE NORME DI YOU TUBE.
EPPURE LE IMMAGINI SONO SOFT ED ELEGANTI, E TUTT'ALTRO CHE VOLGARI, MENTRE SI VEDONO SU YOU TUBE VIDEO MOLTO OSCENI CHE NON SONO AFFATTO CENSURATI.
POICHE' ESISTE LA POSSIBILITA' CHE VENGA VIETATO AI MINORI, MA RIAMMESSO, HO FATTO RICORSO AL PROVVEDIMENTO, VISTO CHE MI SEMBRA FRANCAMENTE ESAGERATO, MA IL RICORSO E' STATO IMMEDIATAMENTE RESPINTO SENZA ULTERIORI SPIEGAZIONI.
(E' probabile che qualche bempensante o falso moralista, o qualcuno a cui non sto particolarmente simpatico, lo abbia segnalato come inappropriato, non so se turbato dalle immagini o dal testo, ma allora YouTube dovrebbe cancellare la maggior parte dei video postati).
MI SCUSO CON TUTTI VOI PER QUESTO INASPETTATO CONTRATTEMPO.

AGGIORNAMENTO
Sono riuscito con uno stratagemma a reinserirlo, quindi ora si può di nuovo vedere, ma non so quanto durerà .




P.S. - L'audio dura circa 9 minuti

 
 
 

CYRANO

Post n°343 pubblicato il 23 Aprile 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Io sono il più stonato dell'Umbria (la mia cittadina è indicata in rosso nella cartina della Regione qui accanto), e forse d'Italia, per cui non potendo cantare il Cyrano di Guccini mi sono permesso di darne una mia lettura.
E' un testo un po' lungo, però per me è un esercizio, per voi spero non sia così noioso e sgradevole. Certo in teatro sarebbbe un'altra cosa, per un insieme di motivi, ma questo spazio mi consente di comunicare comunque in qualche modo con chi mi legge e mi ascolta, quindi è sempre meglio di niente, anche se è molto più riduttivo.



Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati,
io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
 perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza, avrete soldi e gloria,
ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo?
All'amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!


Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti,
politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!


Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco:
le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...


Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore,
l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande,
lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!


Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo,
per sempre tuo...Cyrano.

 

PER ASCOLTARLA CLICCARE QUI

 

 

 
 
 

C'E' VITA TRA LE STELLE?

Post n°342 pubblicato il 21 Marzo 2017 da fosco6

 

 

C'è vita  nei pianeti che orbitano attorno ad altre stelle?
Si, no, forse...Non lo sappiamo.
Ha fatto molto scalpore la notizia data dalla NASA poco tempo fa della scoperta di 7 pianeti, di cui almeno tre simili alla Terra per dimensioni e per natura, che orbitano attorno ad una stella rossa poco più grande di Giove e che hanno una temperatura compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido, elemento che si considera indispensabile per la proliferazione di forme di vita così come le conosciamo.
E' lecito essere entusiasti, ma già sapevamo che il sistema solare non poteva essere un unicum nello spazio visto che la formazione delle stelle è più o meno simile in tutto l'universo...bisognava soltanto avere delle prove.
Nel corso degli ultimi anni sono stati individuati, indirettamente, quasi 4.000 pianeti orbitanti attorno a stelle a decine o centinaia di anni luce dalla Terra, ma nessuno sembrava avere caratteristiche così simili alla Terra come gli ultimi, che sono sempre comunque a 39 anni luce da noi, una distanza ragguardevole se consideriamo che anche riuscissimo ad andare tra qualche anno il doppio della velocità con cui viaggia una sonda ci metteremmo almeno 400.000 anni per arrivare a destinazione, per cui sapere o non sapere se c'è vita in uno di quei pianeti è soprattutto una speculazione filosofica e una curiosità scientifica, perché anche volessimo comunicare,  un nostro segnale radio, ammesso che ci sia qualcuno che sia in grado di decifrarlo, arriverebbe dopo quasi 40 anni e la risposta eventuale ne impiegherebbe altrettanti, superando di gran lunga i ritardi storici delle Poste Italiane :-).
Peraltro è anche probabile che in quei pianeti le cose non stiano così come ipotizziamo e che la vita non sia mai nata.

1 - E' vero che hanno dimensioni paragonabili alla Terra ed è anche vero che per tre di loro la distanza dalla stella rossa è compatibile con temperature oscillanti tra 0 e 100 gradi, ma è anche vero che, come la Luna, alcuni sembrano rivolgere sempre  la stessa faccia al loro sole, quindi avranno una metà sempre troppo calda e l'altra metà molto sotto lo zero, così che solo nelle zone vicine al terminatore ovvero dove il sole si approssima al tramonto potrebbe svilupparsi una qualche forma di vita.
2 - Non sappiamo se l'asse di rotazione è inclinato e quindi se siano possibili le stagioni così come le conosciamo sulla Terra, ma sappiamo che mentre la Terra impiega 365 giorni per fare una rivoluzione attorno al nostro Sole, quei pianeti impiegano pochi giorni, e saranno diverse sicuramente le condizioni metereologiche visto che i due emisferi di alcuni hanno temperature molto diverse tra loro, il che farebbe pensare a spostamenti di masse d'aria difficili da valutare ma sicuramente impressionanti.
3 - Ammesso che ci sia acqua, ma non è scontato, non sappiamo come è distribuita e non sappiamo se l'atmosfera è presente e se è simile alla nostra, ovvero con le nostre stesse proporzioni di ossigeno e azoto e la stessa densità. La presenza di gas diversi e/o di diverse percentuali di ossigeno per noi sarebbero un veleno, quindi forse anche per eventuali forme di vita simili alla nostra.

4 - Mentre sappiamo che la Terra ha avuto un lungo periodo di stabilità geologica, di questi pianeti non sappiamo nulla sulla loro evoluzione che potrebbe essere stata molto turbolenta, con vulcani molto attivi, terremoti di proporzioni importanti e magari impatti vari di comete o asteroidi che hanno modificato frequentemente i vari parametri e quindi impedito l'evoluzione.

5 - Siamo quasi certi che hanno comunque assorbito dalla loro stella radiazioni molto forti e non sappiamo se hanno  una polarità magnetica adeguata così che faccia da filtro come sulla Terra, quindi già questo fattore potrebbe escludere a priori ogni forma di vita.

6 - Se c'è vita può essere ancora fatta di esseri primordiali, unicellulari o poco più, ma anche ci fosse una vegetazione e una fauna sarà sicuramente molto diversa da quella Terrestre, poiché anche se le condizioni climatiche cambiassero di poco (ma temiamo che siano abbastanza diverse) questo darebbe luogo ad adattamenti sicuramente alieni, visto che anche sul nostro pianeta, sebbene ci siano condizioni pressoché uguali un po' dappertutto, assistiamo a forme di vita molto differenti l'una dall'altra, tanto che catalogarle tutte non è stato ancora possibile.

7 - Se poi in qualche remota stella vi sia un pianeta che ospita vita intelligente non è detto che  usi i nostri stessi codici di trasmissione e soprattutto che sia basata  sulla nostra chimica, quindi potrebbe essere impossibile comunicare...questo ci fa pensare che siamo ancora molto lontani dall'aver dato una risposta al quesito iniziale, e temo francamente che dovranno passare ancora molti anni prima di poter avere una qualche certezza, anche se il buon senso ci suggerisce che se la Terra fosse l'unico pianeta che ospita la vita, tutto questo Universo sarebbe uno spreco assurdo di materia e di energia, per cui anche fosse solo per il calcolo delle probabilità, è lecito pensare che forse non siamo soli nell'Universo....forse!


 

 
 
 

SPLENDENTE LUNA

Post n°341 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Un' amica di Blog mi ha cortesemente invitato a leggere un brano del musicista-cantante pop italiano TULLIO ARCANGELI, contenuto nell'Album VIVERE, che ha il respiro di una poesia, tanto che è stata recitata dal bravissimo attore di cinema e teatro GIANCARLO GIANNINI.
Naturalmente non posso competere con un professionista di quel calibro, però  a modo mio  ho voluto interpretare questa lirica con la speranza di riuscire almeno in parte ad esprimere i sentimenti che hanno portato l'autore a scrivere questo testo, anche se sono un dilettante e mi avvalgo di semplici mezzi artigianali per registrare i file audio sul mio modesto PC.
Nel ringraziare Tullio Arcangeli per essere stato così gentile e disponibile a permettermi di pubblicare sul mio blog "Splendente Luna", vi invito a condividere questo suo lavoro.



SPLENDENTE LUNA


Questa sera sono qui e scrivo a te,  mio grande sogno,
a te che sembri così reale...così irraggiungibile,
a te che ogni notte rincorro nei miei pensieri più assurdi
e ti perdo tra echi di sorrisi e di paure....
di colpo mi sveglio...e rimango a sognarti anche ad occhi aperti...
certo sono un sognatore,
poi trovo un mondo che sta cambiando così in fretta
che faccio fatica a starci dentro...ma non mòllo,
sono sempre in piedi...pronto a sferrare un nuovo attacco,
per difendermi dalle false apparenze...dalle illusioni
che mi creo per starti dietro, grande sogno,
così che il nostro domani sia migliore...di questo malato presente,
e danzerò ogni battito del mio possente cuore
e di ogni mio perduto amore,
nelle mie vene scorrerà quell'infinito mare,
e certamente, anche se sconfitto, non smetterò di amare,
ma ci sarà posto anche per te, splendente luna,
tu che vegliasti su di me come nessuna,
in silenzio, nelle notti in cui sono andato via dal mondo,
dove mi sono perso, e ho ritrovato te, dolce sogno,
e ora sono qui...sono presente...per vivere insieme a te
questo meraviglioso mondo,
e ci credo, perché sei speciale come me,
e non devi far niente per cambiare,
l'importante è che tu resti così,
semplicemente imperfetto.

SE VUOI ASCOLTARLA CLICCA QUI



 
 
 

I FIUMI...

Post n°340 pubblicato il 10 Febbraio 2017 da fosco6
Foto di fosco6

Ungaretti è uno dei massimi poeti Italiani del '900, e molti lo avranno conosciuto attraverso i libri di scuola. Oggi vi propongo una sua poesia del 1916, che forse non è tra le più lette ma che io trovo comunque intensa e gradevole.

 

I FIUMI

Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo

Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato

L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua

Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra
E come un beduino
Mi sono chinato a ricevere
Il sole

Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo

Il mio supplizio
È quando
Non mi credo
In armonia

Ma quelle occulte
Mani
Che m’intridon
o
Mi regalano
La rara
Felicità

Ho ripassato
Le epoche
Della mia vita

Questi sono
I miei fiumi

Questo è il Serchio
Al quale hanno attinto
Duemil’anni forse
Di gente mia campagnola

E mio padre e mia madre.

Questo è il Nilo
Che mi ha visto
Nascere e crescere
E ardere d’inconsapevolezza
Nelle distese pianure

Questa è la Senna
E in quel suo torbido
Mi sono rimescolato
E mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
Contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia
Che in ognuno
Mi traspare

Ora ch’è notte
Che la mia vita mi pare
Una corolla
Di tenebre

PER ASCOLTARE LA MIA LETTURA CLICCATE QUI

 

 
 
 
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Data di creazione: 30/04/2006
 

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