Creato da lab79 il 05/02/2010

TheNesT

a place called home

 

Ultimi Commenti

lab79
lab79 il 01/07/15 alle 04:23 via WEB
Alla fine li si accompagna per mano, credo, per un po' lungo la strada. Niente di più. Chissà se basterà.
 
lab79
lab79 il 01/07/15 alle 04:22 via WEB
Avevo quattro libri, da bambino. Quatto volumi di una qualche collezione enciclopedica, divisa per temi, credo. Uno, quasi intonso eppure interessante, riguardava la pubblicità (Ricordo ancora una citazione al suo interno, di cui non ho mai più trovato riscontro: "L'aria che respiriamo è composta da idrogeno, ossigeno e pubblicità"). Uno di astronomia, che stava a malapena insieme, tanto lo consultavo. Un altro le scienze naturali, e l'ultimo: storia della scienza. E di quel libro mi porto dentro quella storia del Kontiki, che io adoravo e che riscrivevo nella mia mente di bambino come fosse una favola. Tanto che ora, qualche volta quando so di non essere sentito da mia moglie, la racconto a mio figlio appena prima di addormentarlo.
 
lab79
lab79 il 01/07/15 alle 04:15 via WEB
Curioso. Hai colto, in un paio di letture, la genesi di questo post, che non voleva essere altro che un paragrafo divertente e forse ironico da postare su Fb, perché lo leggessero gli amici. Beh, è diventato altro, forse il riflesso di quella sensazione che ultimamente mi invade. Cioè che la vita capiti vicino, ma non tanto da poterla accarezzare, appena fuori dalla porta.
 
sagredo58
sagredo58 il 28/06/15 alle 09:02 via WEB
Che miricordi' sul kontiki continuo a navigare per i mari del sud, sin da quando bambino ho letto di quel l'impresa norvegese partita dal Perù. Quanto ai figli ho sempre detto che ci mettono tanto a crescere per lasciare ai genitori l'illusione di aver imparato a farlo. Potente suggestione.
 
manuelazen
manuelazen il 27/06/15 alle 09:32 via WEB
Ciao Lab, ho letto il tuo post e l'ho trovato comico. Ho letto il commento di Fran e mi ha fatto tenerezza. Non ho figli e quindi non posso davvero sapere quali siano gli stati d'animo di un genitore; ma presumo che desiderio e incertezza di saper fare il meglio per i propri figli siano quelli dominanti e che i figli appaiano davvero dei piccoli demoni in quanto incomprensibilmente originali e dotati di una precisa individualità. Mi metto allora nei panni dei figli. Magari neppure questo lo sappiamo fare, magari anche questo lo facciamo a casaccio, come hai ben detto tu: siamo bambini e conosciamo solo un modo di essere, il nostro, agiamo di conseguenza come se fosse in assoluto quello giusto. Noi eravamo tre fratelli, abbiamo ricevuto la stessa educazione, eppure siamo così diversi... Io ero quella di mezzo, introversa, silenziosa; mi sembrava impossibile che i miei genitori non capissero. Non capissero cosa? Come avrebbero potuto capire quello che c'era nella mia testolina, nel mio cuore? Forse non l'hanno capito mai, se non in parte. Forse sono stati coloro che più mi hanno capita o forse sopprattutto accettata per com'ero, e così com'ero mi hanno apprezzata e amata. Certo sono loro grata per l'educazione e la cultura che mi hanno permesso di avere; ma la cosa fondamentale per me è stato questo loro avermi accettata per come sono e non avermi voluta trasformare, di essersi inseriti in ciò che sembravo essere già per camminarmi accanto.
 
fran6319
fran6319 il 27/06/15 alle 02:36 via WEB
Eterna presenza Non importa che non ti abbia, non importa che non ti veda. Prima ti abbracciavo, prima ti guardavo, ti cercavo tutta, ti desideravo intera. Oggi non chiedo più né alle mani, né agli occhi, le ultime prove. Di starmi accanto ti chiedevo prima, sì, vicino a me, sì, sì, però lì fuori. E mi accontentavo di sentire che le tue mani mi davano le tue mani, che ai miei occhi assicuravano presenza. Quello che ti chiedo adesso è di più, molto di più, che bacio o sguardo: è che tu stia più vicina a me, dentro. Come il vento è invisibile, pur dando la sua vita alla candela. Come la luce è quieta, fissa, immobile, fungendo da centro che non vacilla mai al tremulo corpo di fiamma che trema. Come è la stella, presente e sicura, senza voce e senza tatto, nel cuore aperto, sereno, del lago. Quello che ti chiedo è solo che tu sia anima della mia anima, sangue del mio sangue dentro le vene. Che tu stia in me come il cuore mio che mai vedrò, toccherò e i cui battiti non si stancano mai di darmi la mia vita fino a quando morirò. Come lo scheletro, il segreto profondo del mio essere, che solo mi vedrà la terra, però che in vita è quello che si incarica di sostenere il mio peso, di carne e di sogno, di gioia e di dolore misteriosamente senza che ci siano occhi che mai lo vedano. Quello che ti chiedo è che la corporea passeggera assenza, non sia per noi dimenticanza, né fuga, né mancanza: ma che sia per me possessione totale dell'anima lontana, eterna presenza. Pedro Salinas Ecco quello che vorro' sentire di essere nei confronti dei miei figli: una presenza determinante per dare le famose radici per restare ancorati, ma anche donare le ali per inseguire i loro sogni.Progetto ambizioso. Quel che nn so è se mai riusciro' a constatare la loro consapevolezza di questo mio progetto su di loro o svaniro' nell etere prima. Non crescono da soli.
 
lab79
lab79 il 27/06/15 alle 01:09 via WEB
E se invece è proprio quello che proviamo, ad accorciare il nostro termine: vale comunque la pena provare?
 
arw3n63
arw3n63 il 24/06/15 alle 16:58 via WEB
Quindi meglio non aspettare un lungo termine per provare, potrebbe essere tardi.
 
lab79
lab79 il 24/06/15 alle 04:21 via WEB
Solo il ricordo? Sicuro? Forse il mio errore è pensare che del mio lavoro ne nasca qualcosa "per me", che agli occhi degli altri mi identifichi. Forse è fare la differenza nella vita degli altri, che davvero conta. Non so, davvero, darmi una risposta. Non ora. Ho...bisogno di sedermi sulla spiaggia, a ricucire le maglie rotte della mia rete.
 
lab79
lab79 il 24/06/15 alle 04:17 via WEB
Si logorano, le cose. A differenza delle piante, che crescono rigogliose, se sono fortunate, ma anche in sofferenza, se la terra in cui nascondono le radici è arida. Ma crescono. Le cose degli uomini invece si logorano, e se non ci si prende cura di loro si impolverano, e finiscono col tacere.
 
Successivi »
 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2015 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

archetyponcall.me.IshmaelMarquisDeLaPhoenixlubopoantropoeticolatortaimperfettagenerazione_ribellesagredo58lab79robi19700sisyphus13mauriziorigatom_mrpiovraneranera0several1
 
Citazioni nei Blog Amici: 43
 

FACEBOOK

 
 

TAG

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom