Creato da lab79 il 05/02/2010

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a place called home

 

Ultimi Commenti

pa.oletta
pa.oletta il 28/10/14 alle 10:16 via WEB
Ti ho letto tutto d un fiato.... i sogni sono lo specchio della nostra vita... io la penso così e spesso ci chiedono di essere coraggiosi... e molto spesso non lo siamo. Ti abbraccio. Paola
 
several1
several1 il 27/10/14 alle 10:42 via WEB
i numeri accorrono quando le parole non riescono, magari nel prossimo sogno scoprirai il numero (perfetto) per definire lo stato d'animo; i numeri sono pur sempre simboli ... io ho 3 numeri ricorrenti nel corso dei miei giorni
 
lab79
lab79 il 27/10/14 alle 03:37 via WEB
Chi fosse l'angelo, credo fosse irrilevante. A suo tempo, faticai non poco a trovare un significato a quel sogno: l'evento chiave del sogno era il mio stesso cadavere che si alzava dal letto per urlare un numero. Quel numero, che ora non ricordo, risultò collegato a questo supposto essere mistico. Lo trovai un riferimento po' stupido allora, e penso lo sia ancora. Ma è stato un modo di dare un nome a quel sogno, e fissarlo nella mia memoria. L'altro sogno, invece, quello del funerale, è più complesso. Non nella sequenza di eventi, quanto nella ricchezza di sentimenti che provo, di volta in volta, ogni volta che lo vivo.La protagonista (assente) non è che un mio rimpianto, un amore adolescente che forse non mi sono mai lasciato del tutto alle spalle. Non il primo amore, quello che dicono non si scorda mai, ma forse la prima delusione. Probabilmente è un mio modo di convincermi che tutto quello che sono stato, finora, devo lasciarmelo alle spalle. Così come nella tua interpretazione mi sembra di capire, anch'io sono convinto che i sogni siano palcoscenici dove siamo noi stessi attori e spettatori di una commedia che altro non è che la nostra vita.
 
manuelazen
manuelazen il 26/10/14 alle 23:23 via WEB
Ciao, Lab. Mi sono dovuta cercare in internet chi fosse Yeiayel. Non ho trovato granchè, solo un riferimento agli angeli custodi e agli oroscopi per individuare quello corrispondente alla nascita di ogni persona. Quando si parla di angeli a dire la verità mi si rizzano i capelli e provo una sorta di reazione istintiva di rigetto: credo che quella dell'angelo sia una delle figure che più si prestano a rimestare nel pentolone in cui si muta il vaso di Pandora una volta che sia stato aperto. Nonostante la mia repulsione che non saprei motivare penso che alla figura dell'angelo si possano associare significati simbolici positivi. Ho provato ad immaginarne nel tuo post. Confesso che il perchè tu abbia pubblicato questo dialogo rimane incomprensibile ed anche il dialogo non è decifrabile, non lo sono i due interlocutori. Nonostante ciò un sospetto rimane, che cioè esista un collegamento tra il supposto funerale del primo sogno e la morte del bembino. Quasi che la persona del primo sogno sia in realtà una incarnazione di Yeayel, una sorta di angelo custode che muore alla "divinità" e si rende umana al punto di sposarsi, di acquisire un corpo con tutti i bisogni fisici corrispondenti, il sesso, le relazioni affettive concrete... La persona che era una sorta di angelo custode ha "abbandonato" il bembino per farsi più umana e il bambino non ha potuto manifestarle la sua partecipazione, la sua accettazione, la sua comprensione, la sua solidarietà, la sua consapevolezza delle necessità di questa trasformazione alla condizione umana fragile; ma più vicina e tangibile nella sua bellezza... E il bambino? Che ne è del bambino? Il bambino che ha dovuto rinunciare alle illusioni d'essere custodito e sostenuto? Il bambino muore, muore all'ordine prima conosciuto delle cose, tutto è capovolto e invertito: il bambino urla come se dovesse partorire un nuovo se stesso e morirne. Per partorire un se stesso adulto prima del tempo, un se stesso caratterizzato dalla condizione della solitudine. Gli si offre una via d'uscita per raccontare la sua esperienza: scrivere e trasformare quell'urlo in parole, parole lente; ma inarrestabili fino a riempire il lenzuolo e trasformarlo da sudario a racconto sospeso tra il sogno e la realtà dei sentimenti. Magari i miei collegamenti sono azzardati. Se lo fossero, fingi che non abbia scritto alcun commento. Ciao
 
lab79
lab79 il 26/10/14 alle 02:27 via WEB
Vero. Hanno in comune l'essere piuttosto antichi, pur senza essere arcaici, specialmente nel caso del clavicembalo. Curioso come, nonostante la distanza geografica e temporale, spesso l'uomo abbia cercato di riprodurre suoni simili...
 
lab79
lab79 il 26/10/14 alle 02:21 via WEB
Forse risponde a quel senso di oppressione non identificata, che sentiamo condizionare le nostre esistenze: ma non sappiamo perché.
 
lab79
lab79 il 26/10/14 alle 02:20 via WEB
Già. E invece certe notti mi sembra sgonfio, povero e vuoto.
 
lab79
lab79 il 26/10/14 alle 02:03 via WEB
A ricordare il me stesso di allora, mi sorprendo di non essermi fatto del male. Eravamo pericolosi, pericolosamente vicini al margine dell'indifferenza, al limite oltre al quale a nessuno importa niente di te. Siamo stati fortunati, la maggior parte di noi. Abbiamo seminato buona parte dei nostri fantasmi nel buio dei boschi.
 
mmcapponi
mmcapponi il 23/10/14 alle 19:06 via WEB
Il Koto... bellissimo suono, secco e metallico, quasi come quello del clavicembalo - che adoro.
 
Me_stessa95
Me_stessa95 il 17/10/14 alle 20:24 via WEB
Perché tanta rabbia? Perché la vita è sfuggita all'uomo, perché da solo si è tolto la propria libertà. E noi, figli di questa società malata, non possiamo più far niente, se non cercare di essere liberi, almeno dentro. Ma ci mancano le radici. Per questo cresciamo vecchi...
 
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