Ebola! Prevenzione e responsabilitÓ

Nell’Interesse Pubblico
Ebola! Prevenzione e responsabilità

Ralph Nader
17 ottobre 2014

Ebola! Ebola! Ebola!
La parola è ovunque — il nome del virus mortale dell'Africa occidentale, con un tasso di mortalità al settanta per cento.
Un senso di terrore e sgomento sta cominciando a diffondersi nel nostro paese.
Fare delle domande vitali farà luce su come fermare la diffusione dell'epidemia attuale e sul prevenire quelle future.
Le politiche che influenzano sia le malattie infettive che le istituzioni concentrate sul trattamento, la cura e i focolai derivanti devono essere rielaborate per offrire un sostegno più forte alle nazioni quasi prive di strutture sanitarie pubbliche.

Da quando l’Ebola fu portata in Congo dal fiume Ebola nel 1976, essa ha sporadicamente colpito villaggi remoti in Africa occidentale.

Perché i paesi occidentali non hanno risposto con la loro scienza medica avanzata e con i laboratori di ricerca?
Per la stessa ragione per la quale furono in ritardo nel rispondere alla malaria, alla tubercolosi risorgente e all’HIV/AIDS che insieme continuano a prendere milioni di vite ogni anno.
Queste malattie prevalgono nei paesi in via di sviluppo e inizialmente erano rare nei paesi sviluppati.
Fino a quando, come con l'HIV/AIDS, si fanno strada verso le nazioni occidentali.

Perché il National Institutes of Health (NIH) non ha prevenuto correttamente l’Ebola?
Lo ha fatto, secondo il direttore del NIH, il dottor Francis Collins.
“NIH ha lavorato sui vaccini Ebola fin dal 2001”, ha affermato, attaccando i finanziamenti limitati del Congresso per lo sviluppo di un vaccino e delle terapeutie.
Il Dr. Collins ha detto che con i finanziamenti, “probabilmente avremmo avuto un vaccino in tempo ...”

Cosa ha finanziato il Congresso?
Ha versato migliaia di miliardi di dollari nella distruzione generalizzata, il pantano della “Guerra al Terrore”, che ha diffuso i gruppi come Al - Qaeda e l’instabilità violenta in una dozzina di paesi con una classica “ritorsione” contro gli Stati Uniti

Insieme con gli stimabili Medici Senza Frontiere, sollecitai i presidenti Clinton, Bush e Obama a fare la lotta contro gli invisibili ma pesanti “terroristi” virali e batterici come una delle principali priorità.
Con la pressione organizzata dalle vittime dell’HIV AIDS e dalle loro famiglie, il governo degli Stati Uniti fu costretto ad affrontare questa malattia a livello nazionale e in Africa.
Tuttavia, non c’è nessuna lobby delle vittime per la lotta internazionale contro la malaria e la tubercolosi.
I modesti incrementi dei finanziamenti pubblici per la prevenzione e il trattamento della malaria e della tubercolosi sono dovuti in misura significativa agli sforzi del senatore Patrick Leahy (D-Vermont) e di alcune fondazioni o di alcuni gruppi di cittadini come Princeton Progetto 55.

Collettivamente, il popolo americano dovrebbe dare al Congresso il compito per evitare tale abbandono mentre gli esperti mondiali in queste e in altre malattie infettive dicono “non è una questione di se, solo una questione di quando”.
Budget enormi sono stati approvati dai membri di entrambi i partiti per le armi di distruzione di massa che ricordano gli anni dell'ostilità dell’Unione Sovietica.
Se lo status quo persisterà, le elemosine fornite dal Congresso faranno ben poco per contrastare le malattie infettive che hanno ucciso e continueranno a uccidere milioni di persone.

Che faranno le aziende farmaceutiche super redditizie — coccolate con enormi crediti d’imposta e con i miliardi di dollari nello sviluppo di farmaci finanziati dai contribuenti dati gratuitamente alle società farmaceutiche selezionate come Pfizer e Bristol – Myers - Squibb?
Esse hanno evitato a lungo di fare un lavoro sui vaccini, perché, a differenza dei farmaci da stile di vita, come il Viagra o da quelli per malattie croniche come l’ipertensione, i vaccini non sono presi tutti i giorni o spesso.
I vaccini non hanno lo stesso rendimento degli investimenti che le aziende farmaceutiche fanno sui farmaci da assumere giornalmente per una varietà di condizioni e trattamenti.

Durante l’evitabile guerra del Vietnam, la seconda causa principale, dopo gli infortuni di guerra, del ricovero dei soldati americani fu la malaria.
Il Pentagono si stufò del rifiuto delle case farmaceutiche americane di fare qualche ricerca per i farmaci anti-malarici e istituì una propria divisione di ricerca di grande successo al Walter Reed Army Hospital.
E fu laggiù che i medici specializzati e altri scienziati svilupparono la maggior parte delle scoperte dell’epoca per i farmaci anti-malarici con una frazione del prezzo che le aziende farmaceutiche avare avrebbero chiesto ai pazienti per l’accesso allo stesso farmaco.

Per l’industria farmaceutica l’indifferenza non è nuova.
Il pubblico dovrebbe esigere che Big Pharma vomitasse parte dei suoi profitti, fermasse la ricarica sugli americani dei prezzi più alti del mondo, e che creasse un fondo per pagare la ricerca sui farmaci che possono frenare la diffusione delle malattie infettive.

Un’altra domanda è perché ci sono così pochi medici e operatori sanitari in questi paesi africani?
Il Dr. E. Fuller Torrey ha scritto di recente sul Wall Street Journal che per anni gli Stati Uniti sono stati la causa della fuga di cervelli dei medici africani (e degli altri operatori sanitari), a causa di una carenza di medici del tutto prevenibile nel nostro paese.
Ha scritto, “La perdita di questi uomini e donne ora si riflette nei casi di grave carenze di manodopera medica in questi paesi, nell'assenza di una leadership medica locale così importante per rispondere alla crisi, e in un collasso o quasi collasso dei loro sistemi di salute e cura”.

Egli ha stimato che la Liberia, un paese di 4 milioni di persone, abbia solo 120 medici liberiani, mentre c’erano 56 medici liberiani specializzati che lavoravano negli USA nel 2010.

Con le preferenze ai visti H-1B, abbiamo attirato medici e infermieri provenienti dai paesi in via di sviluppo che ne avevano un bisogno disperato.
Al contrario, Cuba, un paese molto più piccolo e meno ricco, ha inviato migliaia di medici nel corso di decenni per aiutare i paesi bisognosi in America Latina e in Africa.
Proprio questo mese, Cuba ha annunciato di aver inviato 165 operatori sanitari in Sierra Leone con altri 296 medici e infermieri che si sono recati in Liberia per contribuire a contrastare la diffusione dell’Ebola.

Andando più a fondo, potremmo chiederci come le politiche di “aggiustamento strutturale"” della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale spogliano i paesi in via di sviluppo dei fondi che avrebbero potuto essere spesi per la sanita e le opere pubbliche.
Allo stesso tempo, la Banca Mondiale e il FMI hanno spinto questi paesi a tagliare i sussidi alimentari ai consumatori e a cambiare la terra che aveva prodotto cereali e verdure per le popolazioni locali in terra per la coltivazione di colture per l’esportazione la quale drena questi guadagni per pagare i loro debiti sempre crescenti verso queste istituzioni finanziarie.

Finché le nazioni occidentali continueranno a politicizzare l’Organizzazione mondiale della sanità e a tenerla al guinzaglio del bilancio ristretto (il suo budget annuale è inferiore a qualsiasi ricavo dei più grandi ospedali di Boston, Cleveland, New York o Houston), esse giocheranno con il destino di milioni di persone, comprese quelle in Europa e in Nord America.

Ammettiamolo, quando si tratta di mettere in atto programmi di prevenzione e di riordino delle nostre priorità pubbliche, solo noi, il popolo possiamo farlo.
I cittadini sono i primi soccorritori di una democrazia.
La prima mossa è facile; chiamare 202-224-3121 e appellarsi ai vostri Senatori e ai Rappresentanti.
Se non parlerete al telefono con i rappresentanti eletti, ponete ai loro assistenti le vostre domande e richieste e chiedete una lettera dettagliata che descriva ciò che i vostri legislatori intendono fare sulle epidemie di malattie infettive.
Nessuno può impedirvi di fare questo primo passo.

Tradotto da F. Allegri il 30/03/2015.

 
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Canto corale

IV Rassegna internazionale di canto corale
26/03/2015
Di F. Allegri
E’ iniziata la IV rassegna internazionale di canto corale a Cerreto Guidi.
Il primo concerto si è tenuto lunedì 23 marzo alle 21:15 presso la Pieve di San Leonardo e si sono esibiti due gruppi corali.
Prima il Bear Creek High School Choir di Lakewood del Colorado; il Choral director è Nathan Payant.
Successivamente si è esibito l’Arvada West High School Music di Arvada sempre in Colorado. Questo è un coro, ma anche una String Orchestra e una Concert Band; I direttori sono Christopher M. Maunu e Craig Melhorn.
La direzione artistica della rassegna è affidata al maestro Simone Valeri e questa ha il patrocinio della Corale di Cerreto Guidi, della Parrocchia di San Leonardo, del Comune, degli Amici della villa Medicea, della Misericordia, dell’Associazione delle Terre del Rinascimento, della Banca di Cambiano e dell’Associazione delle corali della Toscana.
Sono previsti altri tre spettacoli.
Venerdì 27 marzo si esibirà la Ralston Valley High School Music sempre di Arvada in Colorado.
Si tratta di un coro e di un’orchestra sinfonica; I direttori sono Jeff Talley e Kenneth Sawyer.
Martedì 31 marzo avremo la Waubonsie Valle HS Orchestra di Aurora in Illinois diretta da John William Burck e Daryl Silberman.
Successivamente si esibirà l’Oak Park and River Forest High School di Oak Park in Illinois diretta da Patrick Pearson e Anthony J. Svenda.
Infine giovedì 21 maggio avremo il concerto della Corale di San Leonardo del nostro comune, diretta da Simone Valeri e quello della Lee University Singers di Cleveland Ohio diretta da Brad Moffett.
L’ingresso sarà sempre libero.
Per informazioni la mail è coralesanleonardo.cerretoguidi@gmail.com

 
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Scheda sui sacchetti di plastica

Scheda sui sacchetti di plastica
Earth Policy Release
16 Ottobre 2014

In tutto il mondo, un trilione di sacchetti di plastica monouso sono utilizzati ogni anno, quasi 2 milioni al minuto.
La quantità di energia necessaria per fare 12 sacchetti di plastica potrebbe guidare una macchina per un miglio.

I governi cittadini, statali e nazionali di tutto il mondo cercano di limitare lo smaltimento e l’abbandono della plastica con divieti e tasse.
La più antica tassa esistente sul sacchetto di plastica è in Danimarca, fu approvata nel 1993.
I danesi usano pochissimi sacchetti di plastica, leggeri e monouso: circa 4 a persona ogni anno.

Almeno 16 paesi africani hanno annunciato il divieto per alcuni tipi di sacchetti di plastica, con diversi livelli di efficacia.
Prima che un divieto per i sacchetti sottili — che si rompono facilmente e vengono portati via dal vento — entrasse in vigore nel 2003, i sacchetti di plastica erano stati battezzati come “il fiore nazionale del Sud Africa” a causa della loro diffusione tra cespugli e alberi.
Le borse più spesse sono tassate.

Molti paesi europei tassano le borse di plastica o vietano la distribuzione gratuita.
Il Parlamento UE sta discutendo le norme per obbligare gli Stati membri a ridurre l’uso del sacchetto di plastica del 80% entro il 2019.
Una nota nella proposta ha osservato che “i sacchetti di plastica sono stati trovati nello stomaco di diverse specie marine in via di estinzione”, tra le quali varie tartarughe e focene, e il 94% degli uccelli del Mare del Nord.

Le province di Ontario e del Quebec hanno dimezzato il loro uso del sacchetto di plastica con una serie di misure, tra i quali gli incentivi ai negozi per l’uso di borse riutilizzabili e le spese imposte ai rivenditori.
Il bestiame che si soffoca con i sacchetti di plastica — dai cammelli negli Emirati Arabi Uniti alle pecore in Mauritania e ai bovini in India e Texas — ha portato le comunità a considerare la regolamentazione.

Attualmente 100 miliardi di sacchetti di plastica passano per le mani dei consumatori degli USA ogni anno — quasi un sacchetto a persona al giorno. Legati uno all’altro potrebbero fare il giro dell’equatore 1.330 volte.

Oltre 150 tra contee e città USA vietano o richiedono tasse per i sacchetti di plastica.
La California ha approvato il primo divieto statale nel 2014, anche se le Hawaii avevano un divieto de facto tramite le ordinanze della contea. Oltre 49 milioni di americani vivono in comunità che hanno approvato i divieti o le tasse sul sacchetto di plastica.
Le città degli Stati Uniti con i divieti del sacchetto includono: San Francisco (a partire dal 2007), Portland (2011), Seattle (2012), Austin (2013), Los Angeles (2014), Dallas (comincerà nel 2015), e Chicago (2015).
L’industria delle materie plastiche ha speso milioni di dollari per sfidare le ordinanze contro il sacchetto di plastica.
Washington DC è stata la prima città degli Stati Uniti a richiedere ai rivenditori di cibo e alcol di addebitare ai clienti 5 ¢ per ogni sacchetto di plastica o di carta.
I proventi sono divisi tra accantonamenti e risanamenti ambientali.

Una cronologia che ripercorre la storia del sacchetto di plastica ed esempi di ordinanze contro questo provenienti dagli Stati Uniti e da tutto il mondo sono su www.earth-policy.org.
# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per la ricerca: Janet Larsen
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto da F. Allegri il 23/03/2015.

 
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crisi m5s

Post n°873 pubblicato il 11 Marzo 2015 da amici.futuroieri
 

SAGGIO BREVE
M5S: un disastro che avevo previsto

10/03/2015
Di F. Allegri
Proseguo la mia serie di analisi del m5s che avevo sospeso per qualche settimana visto che questa novità apparente si sta disgregando come la neve al sole.
Vado subito al punto centrale.
Questo Grillo e questo M5S con le sue tante derive non serve ad un’Italia migliore che prima o poi verrà, fa parte della vecchia Italia, di quel paese che negli anni ottanta guardava Fantastico, Pippo Baudo e lui.
Oggi m5s vuol dire 100 smarriti tra Montecitorio e palazzo Madama più due mercanti e questo non è un movimento.
E’ sempre più evidente per tanta gente che il movimento non esiste e che la sigla M5S non ha un significato esplicito.
Nessuno sa cosa scriverà Grillo domani, non c’è progetto, è un navigare a vista sotto i riflettori e le telecamere (facendo finta di non farlo) per poi nascondersi dietro dei paraventi improvvisati come il reddito di cittadinanza da gettare negli occhi degli italiani poveri e del no euro apparente da offrire agli arricchiti della prima repubblica in difficoltà, sia economica che culturale.
Per questo potrei concludere subito che Grillo ha torto anche quando ha ragione
I due paraventi meritano un approfondimento.
1) NO EURO DI MANIERA PER AVERE VOTI DAI CETI DI DESTRA.
Grillo scopre ora che si deve uscire dall’euro prima possibile.
Chi mi legge da anni sa che si poteva uscire dall’euro 5 anni fa e che ci sono periodi convenienti e altri no (se si valuta la questione dal punto di vista economico e monetario).
Ma M5s e Lega non pongono una questione economica, entrambi cercano il consenso degli sprovveduti che in tali situazioni son tanti e poi si vedrà.
Intanto il M5s raccoglie solo indirizzi in attesa delle periodiche elezioni e nulla più.
Non va taciuto che un referendum sull’euro avrebbe l’esito scontato: il si alla moneta che si ha in tasca, sarebbe decisiva la condizione economica del momento unita alla paura di nuove perdite nelle conversioni monetarie da rifare e di danni a livello di commercio internazionale.
Il mondo no euro può arrivare al massimo al 30% qualora ottenesse il mio voto, oggi andrebbe sotto quella soglia e il futuro economico stagnante o di ripresa non cambierà la situazione.
Il No euro è utile anche alla disciplina del gruppo e dell’accolitato M5S: serve ad isolare il gruppone dal mondo che lo circonda, porta al dentro o fuori e al meglio pochi, ma unanimi.
Il referendum sull’euro porterebbe ad un SI certo e secolare alla moneta europea.
Questa realtà sarebbe distorta ad arte nel piccolo mondo M5s: essi vedrebbero un mondo ancora più cattivo che non capisce la bellezza dei meet up e della democrazia apparentemente diretta, in realtà simulata, del movimento.
Il duo e i 150 eletti per caso non hanno aggiunto nulla alle lotte no euro: fanno trionfare il pressappochismo e il dilettantismo, sono solo una perdita di tempo e un danno minimo per chi si può permettere queste perdite.
Nel frattempo non decollano le riforme; da un lato siamo all’edificazione di un sistema che andava introdotto 60 anni fa e non oggi mentre dall’altro si può temere che queste leggi siano fatte troppo tardi vista la lunghezza della crisi demografica, economica e sociale.
Qui si può introdurre il secondo tema, il reddito di cittadinanza.
2) IL REDDITO DI CITTADINANZA PER DIALOGARE CON LE SINISTRE ESTREMISTE IN DISFACIMENTO.
Il punto vero è che questo paese ha ridotto la sua potenzialità di generazione di ricchezza e per capirlo basta contare i nuovi soggetti insolventi verso il sistema bancario nazionale.
E’ evidente che il reddito di cittadinanza non è una soluzione economica perché non si può pensare di distribuire di più i beni quando questi sono in diminuzione.
Dietro a questo tema c’è un problema politico: la frammentazione della sinistra ovvero una dispersione vera e propria.
Il tema del reddito della cittadinanza appartiene al tema più generale della distribuzione dei redditi e come tale è un terreno di confronto per tutte le minoranze di sinistra.
In questo terreno entra pure Grillo e il M5s, come mai?
I motivi sono almeno due, da un lato Grillo e il suo m5s ha bisogno di una base di arrabbiati e capaci di mobilitarsi per portare avanti lotte politiche elementari, meglio se individualisti.
Dall’altro ha bisogno di un paravento (come dicevo sopra) per pararsi dall’accusa di aver creato una nuova destra che somiglia tanto a Forza Italia ed ha una struttura per livelli e per compiti che ricorda le sette segrete.
Il resto lo fa il contesto di miseria con punte crescenti di povertà assoluta.
CONCLUSIONE
In conclusione voglio segnalare un possibile sviluppo alternativo di questa seconda battaglia finta.
Il reddito di cittadinanza può aiutare a combattere il fiscalismo, specie per quelle realtà economiche che si sono indebitate per pagare le tasse.
I poteri forti potrebbero usarlo come spauracchio per ridurre il peso dello stato e delle tasse lasciando ai legittimi proprietari i soldi guadagnati con la fatica del proprio lavoro.
In questo caso avremo meno tasse e più consumi legittimi e forse più consenso.
In ogni caso il m5s è l’ultimo tentativo sbagliato di cambiare questo paese e dalle sue macerie si potrà ripartire per creare qualcosa di meglio.

 
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Il maestro

Il Maestro - secondo atto – Dodicesima conversazione
Ricordo di un maestro di judo

Di I. Nappini

Stefano Bocconi: Vero. Maledettamente vero. Questa nostra società è priva di un punto fermo.
Di un centro su cui convergono quelli che una volta erano i valori e le tradizioni.
Mi chiedo come si possa riconoscere un BUON ESEMPIO, un buon insegnante, un… Non so.
Ditemi un po’ come la pensate.

Paolo Fantuzzi: Un punto fermo diverso dal CONTO CORRENTE. Chiedi molto.
Oggi che la vecchia società è disgregata e disfatta manca proprio il terreno su cui dovrebbe poggiarsi un sano insegnamento o un vero discorso sul mondo.
Qui nel nostro tempo tutti i valori o sono OGGETTO DI COMMERCIO o sono RELATIVI, di conseguenza solo la LEGGE nel senso della polizia e del tribunale può tener assieme una SOCIETÀ DISFATTA SUL PIANO SOCIALE E PRIVA DI VALORI CONDIVISI.
Va da sé che tribunale, polizia, burocrazia sono poteri, sono poteri dello Stato e quindi LE MINORANZE CHE CONTROLLANO LO STATO SONO IL NUOVO POTERE che governa senza autentiche forze d’opposizione.
Quello che salva un po’ la gente comune da una più grande oppressione è che QUESTE MINORANZE AL POTERE SONO DIVISE FRA LORO E PIENE DI CONTRASTI e spesso non riescono a far morire il vecchio per creare il loro mondo.
LAVORARE PER UNA SOCIETÀ UMANA DISGREGATA È STATO UN LORO SUCCESSO, MA NELLO STESSO TEMPO NON SON RIUSCITI A METTER ASSIEME I PEZZI.
Bravissimi nel dividere e nel frammentare e nel trarre profitto da leggi svuotate di senso e da società in disfacimento ma PESSIMI NEL COSTRUIRE UN LORO MONDO STABILE E FORTE.
Questa per me è la decadenza di oggi.
Questo tempo di decadenza è reso più amaro dal fatto che c’è poca speranza, non si comprende come possa determinarsi un futuro migliore.
Inoltre se si guarda sul serio il futuro si notano che queste guerre nuove e spettacolari fatte di spedizioni militari, lotta al terrorismo, lotta agli insorti e chi più ne ha ne metta s’avvicinano ogni anno sempre più pericolosamente ai confini dell’Europa e di riflesso al Belpaese.

Franco: Infatti eccoci qui a lamentarci.
Almeno nel medioevo le confraternite potevano fare una bella e collettiva recitazione di preghiere e processioni varie allo scopo di incorrere nella benedizione e nell’intervento della Madonna e dei santi.
VI RICORDO CHE È L’ESSERE UMANO COLUI CHE DÀ SENSO ALLA SUA VITA, e in questo giudizio e personale convinzione sono confortato dai numerosi testi di religione e mistica che ho letto e studiato.
Quindi anche se l’evidenza ci comunica la nostra marginalità davanti ai grandi poteri del mondo occorre ammettere che esiste uno spazio interiore che è il primo luogo da liberare e da far nostro.
Ripeto.
OCCORRE PRIMA LIBERARSI DAL PREGIUDIZIO E DALLA PIGRIZIA E DALL’IGNORANZA, E DOPO SI POTRÀ COSTRUIRE UN PROPRIO SAPERE E UNA PROPRIA VISIONE DEL MONDO UMANO E DELLA NATURA.
Oggi i molti desiderano e vogliono comprare verità preconfezionate, seguite da qualche evidenza, da immagini edificanti o terrorizzanti.
Insomma chiedono non percorsi spirituali o culturali da seguire e su cui impegnarsi ma miracoli, profezie di santoni, magie facili e popolari, in una parola ILLUSIONI.
Di sicuro occorre qualcosa di più di qualche illusione, di qualche gioco intellettuale per trovare un punto fermo nel divenire delle cose di oggi.

Vincenzo Pisani: Scusate ma ho l’impressione che sia opportuno tacere.
Sento che al tavolo del professore stanno parlando di qualcosa di simile.
I maestri di arti marziali stanno ragionando del loro maestro defunto.
Credo ci riguardi.
So che non è da gran signori.
Ma intuisco che sia opportuno ascoltarli facendo finta di niente.
Aspettate sta arrivando anche il capo.

Il padrone del locale: signori tra poco faccio portare la bistecca, ho preso dei bei pezzi dal mio fornitore, per voi ho messo a cuocere la migliore.
Aspettate e sarete ben serviti, la faccio semplice ma buona.

Clara Agazzi: Questa bistecca è più che altro vostra.

Paolo Fantuzzi: Aspettate un momento mi pare che al tavolo in fondo il tuo amico, il professore stia per prendere la parola. Ci vuole altro vino. Altro vino per favore!

Stefano Bocconi: Accidenti sono confuso. Mangiare o ascoltare.
Non riesco a far bene tutte e due le cose.

Franco: Fate quel che vi pare, per quel che mi riguarda voglio proprio sentire cosa dice.

Si sente la voce del professore.
Si rivolge ai maestri e ai vecchi allievi del suo defunto maestro di Judo.


Ora voi avete rammentato il maestro ricordandolo in molti modi.
Ora poiché tutti avete parlato e raccontato qualcosa adesso tocca a me.
Confesso un certo imbarazzo perché devo scendere nei ricordi personali, proprio come avete fatto voi.
Questo è necessario per sviluppare il mio discorso.
Il mio ricordo è questo ed è molto lontano nel tempo.
Ero nei primi anni dell’adolescenza quando stanco per l’allenamento e l’esercizio cercai di andar via dal tappeto.
Il maestro mi fu subito addosso e mi disse che dovevo restare, perché ero sul tappeto e non potevo andar via.
Sarei andato via quando lui l’avrebbe stabilito.
Quella per me fu una lezione importante di vita.

Perché in quel caso il carisma del vecchio Ivo fece il suo effetto.
Mi resi conto allora che nella vita, anche nei fatti apparentemente banali, ci sono dei momenti nei quali non ci si può sottrarre, non ci si può ritirare o nascondere dietro una scusa.
Non si può uscire dal tappeto quando fa comodo.
Questa è la morale di questo ricordo.
E qui devo tornare su una cosa che era un po’ sospesa nei vostri discorsi.

OSSIA LA DIFFERENZA FRA UN COMUNE DOCENTE E UN MAESTRO.
Il maestro diventa parte della propria esperienza di vita.
Questo non sempre si può dire del docente, dell’insegnante, del professore i quali sono figure che istruiscono, che giudicano, che formano ma non sempre sono maestri.
Questo perché la figura tipica del maestro che oggi onoriamo è per l’allievo
FORMAZIONE DEL FISICO, DEL CARATTERE, È STARE DENTRO LE REGOLE DEL JUDO, SEGUIRE LA VITA DI PALESTRA, È ESPERIENZA VIVA E CONCRETA CHE SI TRASMETTE E SI FORTIFICA NELLE PROVE, NELLE COMPETIZIONI, E NELLA PRATICA SPORTIVA.
Il maestro è più di una somma di risultati sportivi o di ricordi di tempi passati, è parte della costruzione fisica e mentale di un praticante di arti marziali.
Il docente. Il professore è una figura che è simile al maestro sotto molti punti di vista ma che spesso non ha il carisma, o le condizioni, o la cultura, o l’ambiente giusto e ovviamente la considerazione per assumere l’importanza che ha la figura del maestro di arti marziali verso i suoi allievi.
L’insegnate spesso è una figura di passaggio nella vita dell’adolescente e di solito non si tratta di una scelta.
Per caso questo o quello in qualità di docente entra nella vita di ciascuno.
Il maestro di judo si segue o si lascia.
Quindi c’è differenza fra i due casi.

 
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La lotta alla plastica: aggiornamento

I divieti o le tasse sul sacchetto di plastica riguardano 49 milioni di americani
Janet Larsen
www.earth-policy.org/data_highlights/2014/highlights49
Earth Policy Release
Data Highlight
1 Ottobre 2014

Con la firma di un divieto dei sacchetto di plastica in California fatta il 30 settembre 2014, il numero di americani che sarà interessato dalla legislazione anti-sacchetto salirà nel 2015 a 49 milioni. Essa è il primo stato a vietare il sacchetto. A livello nazionale più di 150 città e contee attuano divieti o tasse nel tentativo di ridurre i circa 100 miliardi di sacchetti di plastica utilizzati negli Stati Uniti ogni anno.

Gli americani usano in media quasi un sacchetto di plastica al giorno, prendendo un qualcosa fatto con combustibili fossili formati nel corso di milioni di anni e in generale utilizzandolo per pochi minuti prima di buttarlo via.
L’energia necessaria per fare 12 sacchetti di plastica guiderebbe una macchina per 1 miglio.
Mentre i sacchetti di plastica sarebbero riciclabili, ma nella stragrande maggioranza non accade. Al contrario finiscono in discarica o subito nei cassonetti o nei camion della nettezza urbana — intasano i tombini, danneggiano gli alberi o inquinano i ruscelli, i laghi e le spiagge.
In natura, la plastica si rompe in pezzi più piccoli, ma non scompare mai completamente.
Il rifiuto di plastica pone pericoli per la fauna selvatica e per gli esseri umani mentre le sostanze chimiche disciolte dalla plastica scartata entrano nelle forniture di acqua e si muovono lungo la catena alimentare.

Nel 2007, San Francisco fu la prima città degli Stati Uniti a vietare i sacchetti di plastica.
Entro il 2014, quando il divieto di Los Angeles è entrato in vigore, quasi un terzo dei californiani è stato coperto da divieti comunali o di contea per il sacchetto di plastica.
Altre città degli Stati Uniti di considerevoli dimensioni che vietano il sacchetto sono Chicago, Austin, Seattle e Portland in Oregon.
Dei divieti di contea alle Hawaii coprono quasi l’intero stato.

Washington, DC, è tra un gruppo più ristretto di città degli USA che seguono un percorso alternativo per limitare i sacchetti monouso: una tassa di 5 ¢ per sacchetto viene applicata alla cassa dal 2010. Dallas ha fatto questa scelta: una tassa entrerà in vigore nel gennaio 2015.

In meno di 30 anni, i sacchetti di plastica si sono mossi rapidamente dalla novità all’abitudine.
Ma la mentalità usa – getta – e - dimentica che ha permesso a questi sacchetti di proliferare si è dimostrata una passività, uno spreco di risorse e un danno per i paesaggi.
Poiché l’elenco dei posti che lavorano per scartare il sacchetto si espande, sia in USA che in tutto il mondo, questo potrebbe essere l’inizio della fine per la borsa di plastica monouso.

Per sapere di più sulle città degli Stati Uniti che agiscono contro i sacchetti di plastica, vedi “Plastic Bag Bans Spreading in the United States”, insieme ad una linea temporale che illustra  “A Short History of the Plastic Bag”.
L’azione globale per limitare i sacchetti di plastica è discussa in “The Downfall of the Plastic Bag”.
# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: Janet Larsen
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto da F. Allegri il 05/03/2014.

 
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Chi nutrirÓ la Cina?

Post n°870 pubblicato il 02 Marzo 2015 da amici.futuroieri
 

CHI NUTRIRÀ LA CINA?
Di Reah Janise Kauffman
www.earth-policy.org/blog/who_will_feed_china
24 settembre 2014
Earth Policy Release

Venti anni fa, Lester Brown pubblicò un articolo sul World Watch magazine intitolato “Chi nutrirà la Cina?”
Un anno dopo, scrisse un libro con lo stesso titolo
L'articolo e il libro generarono un enorme clamore in Cina e decine di conferenze, seminari e studi come scrive nella sua autobiografia, Scoprire Nuovi Terreni.

“Nel 1994 scrissi un articolo per il numero di settembre/ottobre del World Watch magazine intitolato Chi Nutrirà La Cina?
La conferenza stampa di fine agosto che lo presentava generò solo una copertura moderata.
Ma quando l’articolo fu ristampato quel fine settimana sulla parte anteriore della sezione del Washington Post con il titolo "Come la Cina potrebbe morire di fame”, scatenò una tempesta politica a Pechino ....
L’articolo sul World Watch attirò più attenzione di qualsiasi altra cosa io abbia mai scritto.
Oltre ad apparire in cinque edizioni linguistiche del nostro magazine — Inglese, Giapponese, Cinese (Taiwan), tedesco e italiano — apparve anche in forma abbreviata in molti dei principali quotidiani di tutto il mondo, tra i quali il Washington Post, il Los Angeles Times, e l’International Herald Tribune.
Fu sindacato a livello internazionale sia dal Los Angeles Times che dal New York Times.
Tra le altre grandi organizzazioni di notizie che coprirono la notizia c’erano l’Associated Press e il The Wall Street Journal, anche l’edizione asiatica. ...

Una delle risposte più interessanti venne da Washington, DC, dove il National Intelligence Council, l’ombrello di tutte le agenzie di intelligence degli Stati Uniti, analizzò l’effetto della crescente domanda cinese di grano sull’agricoltura mondiale e le eventuali minacce alla sicurezza che questo poteva comportare.
Un gruppo di ricercatori di spicco, guidati da Michael McElroy, allora capo del Dipartimento della Terra e delle Scienze Planetarie a Harvard, produsse uno studio ben fatto di diverse centinaia di pagine ....

Nel frattempo, in Cina, con frequenza quasi settimanale uno studio era pubblicato per tentare di dimostrare perché la mia analisi era sbagliata.
Queste critiche arrivarono da fonti disparate, da uno scienziato dell’Accademia Cinese delle Scienze, da un funzionario del Ministero dell’Agricoltura e da uno studioso accademico indipendente.
Non molto tempo dopo, un editore cinese intraprendente prese una copia dell’articolo originale del World Watch magazine e una raccolta delle critiche e le pubblicò in un libro intitolato Il Grande Dibattito tra Lester Brown e la Cina ....

Nel corso del tempo, i leader cinesi sono arrivati sia ad apprezzare che a riconoscere come Chi nutrirà la Cina? abbia contribuito a cambiare il loro pensiero.
Uno scritto della fine del 1998 di Feedstuffs, un giornale settimanale agro-alimentare, citò Lu Mai, un economista agricolo e consigliere del governo di Pechino, il quale sosteneva, “ A Brown potrebbero aver concesso lo status di guru nei luoghi alti. - E’ come il monaco estraneo che sa leggere la Bibbia”.

Lester fu preveggente nella sua analisi.
La Cina è un importatore di grano e importa uno sbalorditivo 60% di tutti i semi di soia che entrano nel commercio mondiale — sembra che continuerà.
Il problema non è tanto la crescita della popolazione, ma il crescente benessere cinese che permette alla sua popolazione di spostarsi verso l’alto nella catena alimentare e di consumare più bestiame, pollame e pesce di allevamento ad alta intensità di grano.

Janet Larsen, direttore di ricerca dell’EPI, scrisse lo scorso anno sull’acquisto cinese di Smithfield, primo produttore al mondo di carne di maiale.
Lei scrisse anche di come il consumo di carne della Cina era aumentato fino a doppiare quello degli Stati Uniti, dove il consumo di carne è in calo.
In sostanza, venti anni dopo, stiamo ancora chiedendoci chi nutrirà la Cina?

Lester ha scritto una serie di articoli nel corso degli ultimi 12 anni sulla Cina, che sono disponibili sul sito web dell’Earth Policy Institute.
Di seguito sono riportati alcuni scritti salienti.
Saluti,

Il mondo può nutrire la China?
http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2014/update121

L’aumento del consumo di soia della Cina rimodella l’agricoltura occidentale
http://www.earth-policy.org/data_highlights/2013/highlights34

Picco dell’Acqua: Cosa succede quando le fonti si seccano?
http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2013/update115

Imparare dalla Cina: Perché il modello economico esistente fallirà
http://www.earth-policy.org/data_highlights/2011/highlights18

L’Iowa surclassa il Canada nella produzione di grano, sfida la Cina per la produzione di soia
http://www.earth-policy.org/data_highlights/2011/highlights16

Gli Stati Uniti possono nutrire la Cina?*
http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2011/update93

Imparare dalla Cina: Perché l’economia occidentale non funzionerà nel Mondo
http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2005/update46

La Cina riduce il raccolto di Grano: Come la sua importazione crescente di grano influenzerà i prezzi alimentari mondiali
http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2004/update36

La Cina perde la guerra con i deserti avanzanti
http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2003/update26

# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: Janet Larsen
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto da F. Allegri il 02/03/2015.

 
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Il maestro 2░ tempo 11a conversazione

Post n°869 pubblicato il 24 Febbraio 2015 da amici.futuroieri
 

Il Maestro - secondo atto – undicesima conversazione
SOGNI E BISOGNI DI UNA SOCIETÀ INQUINATA


Stefano Bocconi: Parli bene: controllo, denaro, esistenza, vita interiore, prigionieri di se stessi.
Tuttavia a fronte di tante cose belle dette e meditate credo che ti sfugga il quotidiano più prosaico e volgare.
CHI PENSA AL MONDO FUTURO O AL BENE POSSIBILE LO FA PERCHÉ HA LUI DEI PROBLEMI.
La maggior parte di quelli che cercano soluzioni di crescita spirituale o culturale è gente che sta guardandosi intorno per trovare un pezzo di sughero a cui aggrapparsi per galleggiare in questa vita invece di andare a fondo.
Chi si propone oggi elargitore di verità sane, di ricette per la felicità o la fortuna si troverà ben presto circondato da gente che ha bisogno e chiede e può dare molto poco.
Lo so che non è un bel discorso, ma le cose oggi stanno così.
COLORO CHE A TUO AVVISO POTREBBERO TROVARE UNA VIA NELL’AUTOCOSCIENZA, NELLA CONSAPEVOLEZZA, NEL RISCOPRIRE UN MONDO MIGLIORE È SPESSO GENTE CHE HA BISOGNO D’AIUTO.
Quindi avendo bisogno d’aiuto non può aiutare gli altri, perché non ce la fa da sé e non ha risorse in più da dare.

Paolo Fantuzzi: Mi spiace dover dar ragione a Stefano su questo punto ma chi ha bisogno ha in testa il suo problema e come lo risolse o sta un po’ meglio si ferma lì.
Tu caro Franco pensi che si possa elevare il singolo e questo di per sé dovrebbe portare a una crescita di tutta la società.
OGNI SINGOLO RESO MIGLIORE DOVREBBERO DIVENTARE UN PICCOLO ESERCITO DEL BENE COMPOSTO DA UNA SOLA PERSONA.
Questo è impossibile.
I singoli che cercano l’elevazione e la cultura per migliorarsi sono persone appunto bisognose in senso morale e materiale, quando avranno pensato a se stessi non ne avranno per gli altri.
Anzi direi che proprio il fatto di sentire in modo aspro un mancato riconoscimento economico, l’aver perso una posizione nella società, l’aver rovinato una buona occasione, l’aver subito una calunnia o un torto grave è la molla che porta a cercare una qualche forma d’elevazione, di miglioramento.
Chi è ricco e si diverte spendendo l’equivalente di mesi o anni di stipendio di un dipendente pubblico o privato in una vacanza o in lussi non ha il bisogno spirituale o culturale di elevarsi sopra la propria condizione umana.
Il sistema offre questo: PUOI ESSER TUTTO CIÒ CHE PUOI COMPRARE.
Se uno ha i soldi non ha bisogno dello spirito o della magia, della religione, di nulla.
Chi è oppresso, triste, risentito lui ha bisogno di cultura, spiritualità, elevazione che spesso si risolve in un modo per star un po’ meglio, per avere una compensazione immateriale di dubbia forza al posto di un concreto potere che apre le porte di negozi, supermercati, autosaloni e cose del genere.

Franco: Sarà, ma a me non risulta che gli uomini siano Dei.
Mi risulta che gli umani dei due sessi siano, cosa di cui erano convinti anche gli antichi, per l’appunto mortali.
Quindi in quanto mortali essi devono sapere che la realtà nella quale sono chiamati a vivere è una realtà in mutazione e trasformazione e che alcuni oggetti e beni che sono in loro possesso resteranno interi anche quando non ci saranno più e,magari diventeranno eredità di qualcuno che viene dopo di loro.
Quindi c’è un limite nel potere del denaro che qui ora si nota male perché siamo mentalmente aggrediti da continui messaggi pubblicitari e corrisponde al fatto che la vita inizia con la nascita e finisce con la morte.
C’è un limite che è quello della naturale cessazione dello stare in vita e per quanto per secoli alchimisti, sapienti, stregoni e recentemente scienziati cerchino una via per evitare ciò che conduce naturalmente alla morte essa si manifesta lo stesso.
IL DISCORSO DEL GODERSI IL PRIVILEGIO DELLA RICCHEZZA VALE NELLA MISURA IN CUI IL LIMITE DELL’UOMO CHE È IL FATTO DI ESSER NELLA SUA ESSENZA UN DATO NATURALE È RIMOSSO, ANZI MISTIFICATO.
Chi crede che il denaro sia l’unico potere lo fa di solito in forza dell’inganno tipico della società dei consumi per il quale all’umano naturale con il suo ciclo vitale si sostituisce un umano di fantasia, un consumatore ideale, un figurino che esiste e vive solo nella pubblicità, in televisione e al cinema.
Accetto però della vostra critica la verità di fondo che SPESSO CHI CERCA LO FA PERCHÉ SENTE UN BISOGNO O UNA CONDIZIONE DI MINORITÀ.
Credo sia vero. Del resto chi è sazio, ricco, felice, perché dovrebbe metter in discussione se stesso e magari rifar di nuovo la sua esistenza?
Chi sente che ciò che è non basta a se stesso cerca, interroga, studia.

Vincenzo Pisani: Scusate ma mi pare che ci siamo. Arriva prima la specialità della casa.


Il padrone porta dei vassoi con la prima portata fagioli e un abbondante razione di cinghiale in umido, fa cenno che sta per arrivare il resto.
Vincenzo prende il vassoio e fa le parti.


Clara Agazzi: Questo dovrebbe farvi star zitti e metter in moto le mandibole.
COMUNQUE AGGIUNGO CHE ESISTE UN CERCARE CHE È OLTRE IL BISOGNO.
Esiste nell’essere umano una spinta alla curiosità, alle domande esistenziali, alla ricerca di una verità che non sia l’apparenza del momento.
Inoltre gli umani sono uomini e donne e i due sessi s’interrogano sul futuro, si chiedono cosa sarà di loro e dei loro affetti domani e dopodomani.
NELLA PERSONA C’È UNA DIMENSIONE INTERIORE CHE È DIVERSA DA QUELLA ANIMALE, C’È PROGETTO, AMBIZIONE, CURIOSITÀ, VOGLIA DI MANIFESTARSI NEL MONDO PER MEZZO DELL’AZIONE E DELLA CREATIVITÀ.
Che questo oggi sia piegato all’interesse economico è un dato di fatto.
I poteri dominati sono economici e finanziari e impongono il loro punto di vista e la loro logica a tutti quanti.
Ma in altri tempi dove non c’era questo potere o era ridimensionato da re e principi o da sacerdoti e vescovi, allora esistevano altre concezioni della società e della condizione umana.

Paolo Fantuzzi: Questo è vero. Ma io vivo nel qui e ora e con questo tempo devo far i conti.
Ora scusate che voglio finire questo pezzo di cinghiale che mi sta provocando dal piatto.

Stefano Bocconi: Non avere scrupoli, butta dentro. Roba sana.
Comunque questo non risolve il problema di fondo, ovvero che OGGI I MOLTI HANNO BISOGNO D’AIUTO E CON DIFFICOLTÀ POSSONO DARLO, si chiama individualismo e mercato selvaggio, due cose che combinante assieme creano grossi problemi e spaccano la naturale inclinazione alla solidarietà e alla collaborazione fra uomini.
QUESTA COMBINAZIONE CREA LE CONDIZIONI PER UN MERCATO SENZA UNA SOCIALITÀ E CON POTERI POLITICI DEBOLI E DEBITORI VERSO I RICCHISSIMI.

Franco: E allora proprio tu vedi il problema e lo proponi.
In una società disgregata, violenta, competitiva, come è il caso nostro, per forza di cose vengono prodotti coloro che cercano una via d’uscita da un modello di vita e di produzione che è pericoloso e inquinante.
UNA SOCIETÀ DI SINGOLI TENUTI ASSIEME DALL’INTERESSE MATERIALE E DALLA PAURA DI PUNIZIONI E LEGGI È UNA SOCIETÀ UMANA DEBOLE, DISSOLUTA, CINICA E OVVIAMENTE BRUTTA.

 
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Nader e le guerre in medio oriente

Nell’Interesse Pubblico
Danneggiare il nostro Paese con scelte di guerre

Ralph Nader
18 settembre 2014

I tamburi di guerra stanno battendo ancora una volta con l’avanguardia dei bombardieri degli Stati Uniti già sull’Iraq (e presto sulla Siria) per, nelle parole del presidente Obama, “indebolire e distruggere l’ISIS”.
Il partito repubblicano, guidato dai senatori per la guerra a – ogni - costo Lindsay Graham e John McCain, vuole un esercito più forte che significa solo soldati statunitensi sul campo.

Qui ci vanno di nuovo.
Un altro risultato della guerra di Bush in Iraq.

Washington ha già speso migliaia di vite americane, centinaia di migliaia di feriti e malati americani, e più di un milione di vite irachene.
Il risultato: l’uccisione o la cattura dei capi di Al Qaeda, ma unita alla diffusione di Al Qaeda in una dozzina di paesi e l’emersione di una nuova minaccia chiamata Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS), che ha il controllo nominale su un’area della Siria e dell’Iraq più grande del territorio della Gran Bretagna.

Quindi, nessun insegnamento è stato tratto.
Continuiamo ad attaccare i paesi e a schierarci con un gruppo settario contro un altro e questo crea solo caos e mette in moto il ciclo della vendetta e fa esplodere nuovi conflitti interni.
Quindi, se scuotere un vespaio spinge più vespe a costruire nuovi nidi, non è il momento di ripensare la militarizzazione della politica estera americana?
Questa aumenta solo il caos violento in quella regione con il rischio di un colpo di ritorno che interessi il nostro Paese, come i kamikaze che attaccano le zone densamente popolate.
Questo tipo di attacco è molto difficile da fermare, come abbiamo visto migliaia di volte all’estero in Iraq e in Afghanistan.

Secondo Richard Clarke, l’ex consigliere anti terrorismo alla Casa Bianca di George W. Bush, Osama bin Laden voleva che Bush invadesse l’Iraq, in modo che più musulmani avrebbero preso le armi contro gli Stati Uniti e più musulmani avrebbero odiato il nostro paese dopo la distruzione del loro terra e della loro gente.
Allo stesso modo, l’ISIS non avrebbe niente di meglio che coinvolgere gli Stati Uniti e i nostri soldati in una guerra di terra in modo che esso possa radunare più persone per espellere il gigantesco invasore statunitense.

Poi c'è la massiccia reazione eccessiva del nostro governo e dei suoi contrattisti aziendali sempre favorevoli.
L’instabilità politica si diffonde e le nostre istituzioni democratiche, già indebolite nella loro difesa della libertà, del giusto processo, e dello stato di diritto, sono ulteriormente sopraffatte dai dettami di polizia di uno stato di sicurezza nazionale redditizio.

Randolph Bourne, un centinaio di anni fa, scrisse un saggio con queste parole sulla guerra:
“Essa mette in moto automaticamente in tutta la società quelle forze irresistibili per l’uniformità, per la cooperazione appassionata con il governo e costringe all’obbedienza i gruppi minoritari e gli individui che non hanno il più grande senso del gregge ... Altri valori come la creazione artistica, la conoscenza, la ragione, la bellezza, la valorizzazione della vita, sono sacrificati immediatamente e quasi all’unanimità ...”

Benjamin Franklin comprese questo panico collettivo, quando disse che le persone che preferiscono la sicurezza alla libertà, non le meritano entrambe.

La questione fondamentale è se la nostra società civile può difendere le nostre istituzioni fondamentali per mantenere una società democratica.
Riusciranno i nostri tribunali a piegare prima il super raggiungimento del panico voluto dal Potere Esecutivo e dalle sue forze armate?

Il nostro Congresso e le legislature statali staranno fermi davanti al sacrificio della nostra libertà e dei nostre bilanci pubblici che servono alle necessità della nostra società civile davanti ad un eccesso di reazione da ultimatum da stato militare o di polizia?
Riusciranno i nostri media a resistere alla super concentrazione sulla “guerra al terrore” e a darci altre notizie importanti sul corso della vita americana?

Il nostro governo presterà maggiore attenzione alla prevenzione delle perdite annuali di centinaia di migliaia di vite americane dovute a infezioni ospedaliere, casi di mala-sanità, prodotti difettosi, inquinamento atmosferico, ai farmaci non sicuri, ai luoghi di lavoro tossici e ad altri pericoli domestici?

Non è probabile.
Le conseguenze delle atrocità dell’undici settembre provocarono una reazione brutale.
Nella devastazione di due paesi e dei loro civili, un numero molto maggiore di soldati americani fu ferito e ucciso rispetto a quelle vite perse il 11/09, per non parlare delle migliaia di miliardi di dollari che avrebbero potuto essere spesi per salvare molte vite qui e per riparare, con lavori ben retribuiti, il pubblico fatiscente che opera nelle nostre comunità.

Purtroppo, le nostre istituzioni democratiche e l’attività civile non sono attualmente disposte ad opporsi con le forze della ragione, della prudenza e delle risposte intelligenti per prevenire un esaurimento nervoso nazionale - quello che sembra essere molto redditizio e che concentra il potere verso i pochi contro i molti.

Considerate ciò che i nostri leader hanno fatto per la nostra democrazia durante la loro “guerra al terrorismo”.
Leggi segrete, tribunali segreti, prova segreta, retata segreta, investigazioni su tutti, non verificabili, una spesa segreta e enorme per pantani militari all’estero, le prigioni segrete e persino decisioni giudiziarie censurate che dovrebbero essere divulgate pienamente!
I pubblici ministeri del governo spesso hanno fatto confusione sul loro dovere di dimostrare la causa probabile e di rispettare l’habeas corpus e gli altri diritti costituzionali.
Migliaia di persone innocenti sono state incarcerate senza accuse e detenute senza avvocati dopo l’11 settembre.

I leader di Al Qaeda hanno voluto infondere non solo la paura per la sicurezza pubblica in America, ma anche indebolirci economicamente legandoci all’estero.
Perché i nostri governanti sono obbligati?
Perché, in maniera grottesca, il potere a Washington e il profitto a Wall Street ne beneficiano.

Solo il popolo, che non beneficia di queste guerre, è in grado di organizzare l’esercizio della sua sovranità costituzionale per plasmare le risposte che promuovono la sicurezza senza danneggiare la libertà.

L’uno per cento dei cittadini diversamente organizzati nei distretti congressuali e che riflette il “sentimento pubblico” può capovolgere, magari con il sostegno finanziario di un miliardario illuminato o due, il Congresso e la Casa Bianca.
Sei pronto a questa sfida?


Tradotto da F. Allegri il 22/02/2015.

 
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L'energia fossile dell'Artico

Lo sviluppo dell’energia fossile all'Artico è un cattivo investimento
Emily E. Adams
www.earth-policy.org/plan_b_updates/2014/update125
Earth Policy Release
Plan B Aggiornamento
17 settembre 2014

Anche i maestri degli scacchi possono sbagliare una grande mossa quando sono adescati per cercarne una diversa.
Per esplorare questo fenomeno, i ricercatori hanno seguito i movimenti oculari dei maestri scacchisti quando hanno giocato su varie scacchiere con schemi diversi.
Sulla prima scacchiera, i giocatori potrebbero raggiungere lo scacco matto con una mossa familiare.
Quando ricevono la seconda scacchiera, gli occhi dei giocatori guardano i pezzi coinvolti nel movimento familiare, invece di esaminare l’intera scacchiera.
In effetti, la soluzione iniziale li acceca e non gli fa valutare opportunità nuove e migliori.

In modo simile, il mondo è stato accecato dal petrolio e dal gas, visto che i modi comuni per produrre l’economia e simili continuano a cercarli in luoghi difficili da raggiungere, come l’Artico, anche se i costi crescono e il rendimento diminuisce.
Un esempio del mondo che è immerso in queste modalità fu l'annuncio del 28 agosto che la Royal Dutch Shell, nonostante le molte battute d’arresto degli ultimi anni, ha presentato i piani al governo USA per cercare ancora il petrolio al largo dell’Alaska, già dall’estate 2015.

Attualmente, circa il 10% del petrolio del mondo e un quarto della sua produzione di gas naturale provengono dalla regione artica, che si è riscaldata di oltre 2 gradi Celsius a partire dalla metà degli anni 1960.

I paesi che si affacciano sul Mar Glaciale Artico si organizzano per espandere i loro diritti al di là delle tradizionali 200 miglia di zona economica esclusiva in previsione di future scoperte di petrolio e gas.
Secondo le stime attuali, gli Stati Uniti hanno le maggiori risorse petrolifere dell'Artico, sia in mare aperto che sulla terra.
La Russia arriva seconda per il petrolio, ma ha più gas naturale.
La Norvegia e la Groenlandia sono virtualmente legate per il terzo posto che combina le più grandi risorse di petrolio e di gas insieme.
Il Canada arriva quinto, con parti quasi uguali di petrolio e gas naturale.

Nello sviluppo di queste risorse, la Russia è in testa al gruppo.
La produzione è iniziata in quasi tutti i 43 grandi giacimenti di petrolio e gas naturale che sono stati scoperti nell'Artico russo, sia a terra che in mare aperto.
La Russia ottenne il suo primo petrolio da una piattaforma off-shore in acque artiche nel dicembre 2013.
Il 9 agosto 2014, ExxonMobil e Rosneft (Russia) insieme cominciarono la trivellazione petrolifera nel nord della Russia e al largo della Siberia.
Novatek (Russia) sta lavorando con la francese Total e la China National Petroleum Corp per sviluppare un impianto di gas naturale liquefatto nella regione artica.
Tuttavia, le sanzioni europee e americane stringenti contro la Russia dovute alla crisi Ucraina minacciano il futuro di queste joint ventures.

La Norvegia — dove l’industria del petrolio e del gas somma quasi un terzo delle entrate pubbliche — vanta attualmente l’unico impianto di gas naturale liquefatto operativo a nord del Circolo Polare Artico, gestito da Statoil nel Mare di Barents.
Insieme con l’italiana Eni, Statoil è coinvolta anche nello sviluppo del giacimento di petrolio di Goliat, che dovrebbe entrare in rete nel 2015.
Questa sarà la prima produzione di petrolio nel Mare di Barents che è molto ricco e delimitato da Norvegia e Russia.
A nord e ad ovest, la Groenlandia mette all’asta avidamente licenze di trivellazione sin dalla fine degli anni ‘70 e, più recentemente, negli anni 2000, ma finora tutti i suoi pozzi sono a secco.

Il Canada fece perforazioni esplorative nel suo territorio artico negli anni ‘70 e ‘80, ma questi sono diminuiti negli anni novanta.
Da allora, solo un pozzo esplorativo offshore è stato perforato, nel 2005-06, ma è stato abbandonato successivamente.
Un ostacolo allo sviluppo è la mancanza di infrastrutture per portare i combustibili fossili sul mercato, spesso questo richiede grandi fondi per finanziare la sua costruzione.
In Alaska, il giacimento terrestre di Prudhoe Bay — uno dei più grandi del Nord America -— ha avuto questo ruolo.
Scoperto nel 1967, fu grande abbastanza per finanziare la costruzione del TransAlaska Pipeline.
Dopo che fu costruito, lo sviluppo dei giacimenti di petrolio più piccoli, situati nelle vicinanze è diventato commercialmente valido.

Royal Dutch Shell è la più avanzata nello sviluppo del petrolio offshore dell’Alaska.
Mentre i prezzi del petrolio aumentavano negli anni duemila, così fece l’interesse di Shell.
Allora i piani di Shell furono ritardati dalle cause giudiziarie e da una moratoria del governo degli Stati Uniti sull'attività Arctica dopo il caso della fuoriuscita di petrolio dal Deepwater Horizon della BP nel Golfo del Messico.
Ulteriori ritardi seguirono dopo il danno ad una cupola di contenimento della Shell, che era stata progettata per catturare il petrolio in caso di fuoriuscita, durante i test a Puget Sound nello stato di Washington.
Nel 2012, la Shell ha avuto una stagione di inizio e fine delle perforazioni, interrotta da iceberg alla deriva, che è stata coronata dalla distruzione di uno dei suoi impianti di perforazione durante una forte tempesta.
L’azienda ha scelto di fermare tutta la perforazione nel 2013.

Nei primi mesi del 2014, una corte federale ha stabilito che il governo degli Stati Uniti ha fatto un errore fondamentale quando ha calcolato l’impatto dello sviluppo dell’estrazione del petrolio e del gas per l’ambiente artico.
Pertanto le licenze di Shell per perforare non erano valide e lei ha perso un’altra stagione di perforazioni.
Finora, la Shell non ha una goccia di petrolio da mostrare per i 5 miliardi di dollari che ha speso per i suoi recenti sforzi al largo dell’Alaska, eppure ha mosso i primi passi per tentare di nuovo nel 2015.

Come ha dimostrato la Shell, l’operare nella regione artica comporta grandi rischi.
La contrazione del ghiaccio nel mare Artico permette alle onde di diventare più potenti.
Il ghiaccio rimanente può essere rotto più facilmente e suddiviso in lastroni di ghiaccio che possono scontrarsi con navi o cone piattaforme di perforazione.
I grande iceberg possono setacciare il fondo dell'oceano, facendo scoppiare i tubi o altre infrastrutture sepolte.
Gran parte delle infrastrutture a terra è costruita sul permafrost — terreno gelato — che può spostarsi mentre la terra è sciolta dal riscaldamento regionale, minacciando delle rotture dei tubi.
Già, fonti russe ufficiali stimano che ci siano state più di 20.000 fuoriuscite annuali di petrolio dagli oleodotti in tutta la Russia negli ultimi anni.
Le operazioni artiche sono lontane dal supporto principale in risposta alle emergenze.
Le condizioni di gelo le rendono pericolose per gli equipaggi che stanno fuori per lunghi periodi di tempo.
Anche i sistemi di comunicazione sono meno affidabili alla fine della Terra.
Perché prendere tali rischi per cercare questi combustibili sporchi quando le alternative al petrolio e al gas attendono di essere prese?

Invece di cercare nuovi modi per ottenere il petrolio, possiamo cercare modi migliori per spostare persone e merci.
Bus di trasporto rapido, metropolitane leggere e treni ad alta velocità possono spostare più persone con meno energia rispetto alla macchina.
E per le auto che rimangono sulla strada, quelle elettriche o ibride ma anche elettriche — alimentate da una griglia di energia pulita -— sono molto più efficienti rispetto a quelle con un motore a combustione interna tradizionale.
Incoraggiare l’uso della bicicletta attraverso piste ciclabili e programmi di bike-sharing tiene la gente attiva e lontana dalle automobili.

Il gas naturale, che viene utilizzato principalmente per la produzione di energia elettrica, può essere sostituito dall’energia generata dai progetti eolici, solari, e geotermici.
Molti paesi stanno dimostrando ciò che è possibile con le energie rinnovabili.
La Danimarca ottiene già un terzo della sua energia elettrica dal vento.
L’Australia è ormai costellata di sistemi solari su 1 milione di tetti.
L’Islanda produce energia geotermica sufficiente a soddisfare quasi il 30% del suo fabbisogno di energia elettrica.
Questi sono solo alcuni esempi per guardare oltre la vecchia soluzione familiare e per andare ad una migliore e più pulita.
La ricerca rischiosa dei depositi di petrolio e gas sotto ogni roccia e iceberg è una distrazione costosa degli investimenti per un futuro di energia pulita.

# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
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Contatto per i Media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: Emily E. Adams
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto da F. Allegri il 17/02/2015.

 
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Il carnevale

Post n°866 pubblicato il 16 Febbraio 2015 da amici.futuroieri

Il Carnevale a Cerreto Guidi

16/02/2015

Di F. Allegri

E’ iniziato il Carnevale di Cerreto: la voglia di giocare e di mascherarsi dei bambini del paese è stata più forte del maltempo e delle avversità.

A causa di questa fastidiosa pioggerella abbiamo avuto una domenica di festa ridotta, ma simpatica, scriverei paesana.

Va aggiunto che la Pro – loco, le contrade e i commercianti di Cerreto non si sono arresi e hanno deciso che domenica 22 ci sarà una nuova giornata di Carnevale, con giostre e massimo divertimento.

Nel frattempo abbiamo capito e visto che le rampe del Buontalenti e la Piazza Vittorio Emanuele (senza i cedri del Libano e con il suo pratino non curato) sono un posto giusto per celebrare il Carnevale.

In sostanza, ieri abbiamo avuto un’anticipazione del Carnevale.

Abbiamo visto i gruppi mascherati creati dalle contrade e da gruppi di cerretesi volenterosi e capaci di confezionare gli abiti più stravaganti.

Abbiamo visto i primi punti di ristoro, il palco del concorso mascherato, i banchi dei dolciumi.

Domenica avremo la festa completa, nel programma c’è lo spettacolo dei trampolieri, sono previste giostre e gonfiabili, altri punti di degustazione e uno spettacolo itinerante.

Ci sarà di nuovo il concorso mascherato per i bambini e l’ingresso sarà ancora gratuito.

Resta solo l’augurio finale: si vuole una domenica di sole!

 
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DENARO E ILLUMINAZIONE INTERIORE

Il Maestro - secondo atto – decima conversazione
DENARO E ILLUMINAZIONE INTERIORE

Di I. Nappini

Clara Agazzi: Questo ragionamento del qui e ora è corretto fino a un certo punto.
Occorre pensare anche al futuro, specie chi ha figli, o affetti, o cose che ama.
Come pensare che tutto il pensiero di una persona perbene e con la testa a posto abbia lo spazio di autonomia di pochi giorni, settimane, mesi.
Inoltre l’idea di dover affidare il proprio futuro sia pur esso lontano, anzi remoto, a esperti di qualsiasi natura lo trovo un pensiero insidioso.
In fondo credo che le migliaia di differenti comunità (siano esse forestiere o domestiche che si trovano nella penisola) potrebbero acconciarsi a seguire a qualche forma di seria mediazione politica per governare il futuro di tutti quanti.
Come si fa ad escludere la possibilità che tante differenze non possono unirsi.

Vincenzo Pisani: Perché, e qui rispondo io, tante differenze spesso si portano dietro richieste e necessità inconciliabili fra loro e la mediazione è impossibile o minata dal reciproco sospetto, da ricatti incrociati, da compromessi umilianti o meschini e da speranze di rivalsa.
Propongo un esempio dove questo è impossibile.
Si consideri un territorio dove vive una comunità italiana di ceto medio ma impoverito che è la maggioranza, una minoranza di stranieri e immigrati poveri che ne formano il sottoproletariato, una minoranza d’immigrati ricchi che formano il ceto per così dire dei lavoratori specializzati e del ceto medio che si sta arricchendo, una minoranza di italiani ricchissimi che non vuole condividere nulla delle loro grandi ricchezze con i connazionali e i forestieri di ceto più basso.
Pongo che in questo territorio che chiamerò X arrivi un evento funesto che chiamerò Y e che può essere in questo caso un grave incendio estivo che minaccia tutte queste categorie.
Chi può pensare che da sé questi gruppi umani che pure condividono linguaggio comune e territorio s’accordino fra loro?
Pensate per un attimo alle conseguenze della minoranza di ricchissimi che per salvarsi dovrebbe mettersi d’accordo con i ceti poveri stranieri e con i ceti medi degli italiani impoveriti, in un attimo verrebbero spogliati dei loro beni in nome della salvezza comune e della pace sociale davanti al pericolo.
Senza il rigore della legge applicata dalla polizia e le punizioni severe della magistratura i poveri e i ceti medi impoveriti scatenerebbero subito una violenta aggressione contro i ricchi e i ricchissimi; a costo di bruciare assieme in un falò gigante le componenti sociali contrapposte non s’aiuteranno.
Inoltre che vantaggio hanno quelli che sono poveri o sono impoveriti a favorire il perdurare di una situazione che li vede materialmente oppressi; un grande fuoco purificatore e inceneritore li vedrebbe alla fine premiati perché dalla ricostruzione potrebbe nascere qualche occasione di far soldi o comunque sia di mettere in discussione le gerarchie di potere che hanno subito.
PER QUESTO PROPRIO NEL BISOGNO E NELLA DIFFICOLTÀ UNA SOCIETÀ PRIVA DI VALORI, DISGREGATA, COMPLESSA, PIENA DI RABBIA E RISENTIMENTO HA BISOGNO DI UN SOGGETTO ESTERNO CHE SALVA LA SITUAZIONE.
A seconda delle emergenze si può chiamare polizia, protezione civile, esercito, ufficio tecnico di qualche istituzione, agenzia governativa.
Una società umana segnata dalla precarietà, dall’odio e dall’invidia sociale, da ogni sorta di tensioni religiose e politiche non può fare autogoverno.
Una struttura burocratica esterna deve intervenire come il Leviatano di Hobbes per mettere ordine e imporre una società umana dove l’uomo è diventato lupo per il suo simile e dove ormai vige la legge della giungla dove tutti hanno diritto a tutto e si combattono ferocemente fra loro.

Franco: Il Pisani mi ha rubato la risposta. Infatti da tempo mi sono convinto che il primo effetto della precarietà e dei desideri indotti dalla pubblicità commerciale sia la FRAMMENTAZIONE DEL CORPO SOCIALE.
L’INGRESSO DI MILIONI DI FORESTIERI NELLA PENISOLA LO PONGO DENTRO IL CONCETTO DI PRECARIETÀ
perché l’emigrazione causata da povertà o necessità di trovare lavoro da immigrato è funzionale alle forme di produzione capitalistica che preferisce avere della forza-lavoro di riserva che non s’integra con le tradizionali forme di sindacato e di rivendicazione.
QUESTE DUE COSE COMBINATE HANNO RIDOTTO AI MINIMI TERMINI SE NON ADDIRITTURA DISTRUTTO LE ANTICHE FORME DELLA SOLIDARIETÀ E DEL BUON VICINATO TIPICHE DEL BELPAESE.
Il mio come sapete è un ragionare che per forza del dialogo s’allarga per cerchi.
Come dei sassi lanciati in uno specchio d’acqua il mio discorso s’allarga e diventa più ampio e complesso.
Quindi ora aggiungo qualcosa e vi dico che dovete guardare la precarietà nel senso più ampio del termine, I DESIDERI INDOTTI DALLA PUBBLICITÀ COMMERCIALE, LA CIVILTÀ DELLO SPETTACOLO E DELLA COMUNICAZIONE COME UNA COSA UNICA.
Questi tre elementi sono i termini con i quali convive ogni giorno la stragrande maggioranza degli abitanti della penisola e dell’Europa.
Chi si LIBERA anche temporaneamente dai condizionamenti indotti da queste ombre che penetrano nella mente trova quell’istante di serenità che gli consente di capire cosa è diventato e cosa è questo mondo umano così infelice.
Quello è l’istante in cui per il singolo finisce l’opera in nero di questi anni e può costruire un suo percorso di purificazione e di chiarimento.
PRIMA PERÒ DEVE ARRIVARE A VEDERE LA COMPLESSITÀ se non razionalmente almeno come impressione, come momento d’illuminazione.

Stefano Bocconi: Ma quando uno come me arriva al punto di vedere l’insieme del mondo in cui vive dall’esterno, anzi a vedersi in modo distaccato, analitico, quasi da scienziato cosa può fare?
Rimane come è con un poco di consapevolezza in più, potrebbe perfino diventar ancor più infelice.

Paolo Fantuzzi: Magari può cercare gente che la pensa come lui, trovare sostegno per le sue idee, venire a sapere che altri approvano quel che dice e pensa.
Certo il tipo che diventa consapevole deve però divulgare ciò di cui ragiona, esprimersi, discutere.
FARE QUALCOSA CHE SI CHIAMA POLITICA.

Franco: Intanto sul momento deve prendere coscienza.
Svegliarsi per così dire dalla grande illusione di vivere nell’unica realtà possibile ossia quella DELL’IMMEDIATO PRESENTE COSÌ COME CI VIENE NARRATO DAL MONDO DELLO SPETTACOLO E DELLA COMUNICAZIONE E DELLA PUBBLICITÀ.
Da quel momento si può liberare dai condizionamenti indotti e dai persuasori più o meno occulti.
A quel punto inizia la sorpresa quasi infantile di esplorare con stupore il proprio mondo con intenti e animo diversi, anzi personali e quindi autentici.

Vincenzo Pisani: Scusate ma ora faccio cenno per ordinare il secondo. Chiamo il capo e ci facciamo mostrare la bistecca, qui la cucinano in modo semplice ma vi assicuro che è buonissima.

Il padrone chiama il personale della cucina e ripete l’ordinazione presa al tavolo.
Si presenta al tavolo e fa bella mostra di una bistecca di gran qualità, Vincenzo Pisani comincia a scherzare con lui dimenticandosi della conversazione comune.

Franco: Mentre Vincenzo Pisani ragiona con il caposala per i secondi voglio concludere il mio discorso.
SENZA UNA IDENTITÀ PROPRIA, FORTE, PRECISA IL SINGOLO NON PUÒ TROVARE LA SUA STRADA E LE SUE RAGIONI DI VITA IN UN MONDO DI FOLLE DI SOGGETTI INDIVIDUALI CHE SI MUOVONO FRA CENTRI COMMERCIALI, PERIFERIE PIÙ O MENO BRUTTE, POSTI DI LAVORO PIÙ O MENO ALIENANTI E DA ALIENATI.
Non può.
Se egli non ha fatto un lavoro su di sé e creato una forte coscienza sarà attratto di qua e di là dove lo spingono gli spettacoli più accattivanti e la comunicazione del momento.
QUINDI IL RENDERSI CONTO DI AVER DA TROVARE UNA PROPRIA STRADA E UN PROPRIO PERCORSO DI VITA È UN LAMPO.
Esattamente un lampo di tempo, ossia l’istante nel quale diventa ovvio che c’è una mappa concettuale del mondo da riscrivere e disegnare di nuovo.
Quando viene in essere questo diventa possibile che nel singolo si formino le forze per rimettere in discussione concetti, pregiudizi, consuetudini, logiche comportamentali.
Da questa tensione interiore può nascere qualcosa di nuovo e di positivo e si possono organizzare con altri che sono sullo stesso cammino associazioni o gruppi di carattere benefico, di studio, di ricerca, di attività critica e riformatrice.
SI PUÒ FORMARE UNA RETE DI PERSONE CHE SI AIUTANO E SI MIGLIORANO.

Clara Agazzi: Questo è un santo proposito.
Ma dopo cosa accadrà. Non si può pensare che della gente perbene e saggia solo perché perbene e saggia assuma su di sé il potere d’innalzare i molti che non sono né buoni, né saggi, né sapienti ma forse proprio l’esatto contrario.
Ancor meno non è chiaro come questa buona gente dovrebbe mettersi al servizio della collettività.
Devono forse diventare loro stessi dei ricchi imprenditori?

Paolo Fantuzzi: Questo sarebbe coerente, nell’impossibilità di competere con forze così compatte e irresistibili uno le imita. Per la serie se non puoi batterli, unisciti a loro.

Stefano Bocconi: Non credo che voglia dir questo.
Credo che Franco pensi A UNA SORTA DI CONQUISTA DELLA CONSAPEVOLEZZA CHE DA PICCOLI NUMERI SALE VERSO GRANDI NUMERI, UNA SORTA DI AUTO-EDUCAZIONE COLLETTIVA CHE DIVENTA POI ASSOCIAZIONE DI LIBERI E CONSAPEVOLI.
Mi sembra però un percorso lungo, difficile, fragile in un Belpaese quale è il nostro dove per i molti il denaro è tutto e Dio è denaro.

Franco: Ma il denaro oggi cosa è mai? Anzi.
Rovescio i termini e faccio un’affermazione: “oggi la felicità e la ricchezza di un singolo devono esser quantificate in termini di denaro perché è un termine numerico e quindi facilmente controllabile e gestibile da coloro che hanno il potere di creare il denaro.”
IL DENARO È ANCHE CONTROLLO E GESTIONE DELLO SPAZIO POLITICO E DI VITA SOCIALE; IL DENARO NON È SOLO LA MERCE CHE ACQUISTA TUTTE LE MERCI È ANCHE UNA FORMA CONTEMPORANEA DEL DOMINIO DEI POCHI SUI MOLTI.
Da qui la mia convinzione che per trovare una via d’uscita da una condizione di minorità e di sottomissione sociale occorre capire molto bene in cosa consiste questa minorità e in cosa consiste questa sottomissione lavorando su se stessi.
SE SI RIMANE IGNORANTI DI QUESTE COSE E DEL SENSO DELLA PROPRIA ESISTENZA SI RESTA PRIGIONIERI DI SE STESSI E L’UMANITÀ DEL SINGOLO DIVENTA UNA PRIGIONE.

 
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Il lato oscuro della sanitÓ USA

Nell'Interesse Pubblico
La rovina dell’industria farmaceutica sfrenata

12 settembre 2014

Ralph Nader

È notevole come le aziende farmaceutiche molto redditizie - mentre si fondono in un minor numero di grandi  multinazionali - continuino a farla franca attraverso capitalismo malato.
Nonostante le frequente denunce di misfatti, l’esercito dei lobbisti delle imprese farmaceutiche a Washington continua a guadagnare influenza politica e a rastrellare il welfare aziendale a spese dei contribuenti.
L’industria farmaceutica va oltre il capitalismo clientelare quando carica sugli americani i prezzi dei farmaci più alti nel mondo.

Ecco un breve elenco del piatto di miele prodotto dal muscolo del lobbying da 300 miliardi di dollari l’anno dell’industria farmaceutica.
Riceve miliardi di dollari in crediti d’imposta per fare ricerca e sviluppo che dovrebbe fare in ogni caso.
Alcune aziende hanno mietuto miliardi di dollari di ricavi quando hanno avuto i diritti esclusivi per commercializzare un farmaco, come il Taxol, sviluppato dal National Institutes of Health (NIH) governativo.
Queste società raggirano e ingannano i pazienti senza alcun controllo dei prezzi o pagamento dei diritti al NIH.
(Vedi http://keionline.org/, per altre informazioni.)

L’industria farmaceutica spende molto di più per il marketing e la pubblicità per i medici e i pazienti di quello che spende per la ricerca e lo sviluppo.
Altri fondi dell’industria farmaceutica vanno a influenzare i politici per impedire la realizzazione di restrizioni al prezzo visti i suoi margini di profitto impressionanti.

Mentre il Dr. Marcia Angell, l’ex direttore del New England Journal of Medicine scrisse nel suo libro, The Truth About the Drug Companies: “Solo una piccola parte dei suoi farmaci è veramente nuova; la maggior parte è semplicemente ‘anche’ una variazione sui vecchi farmaci”.
Il Dr. Angell aggiunge che l'industria è “soprattutto una macchina da marketing per vendere farmaci che danno benefici dubbi, usando la sua ricchezza e il potere di cooptare ogni istituzione che possa avere davanti, inclusi il Congresso degli Stati Uniti, la Food and Drug Administration, centri medici accademici e la professione medica in sé”.
Tra l’altro, l’industria farmaceutica è tenuta per legge a finanziare gran parte del bilancio di revisione sanitario della FDA che contribuisce a questa supervisione regolamentare debole.

Katharine Greider sottolinea nel suo libro The Big Fix: How the Pharmaceutical Industry Rips off American Consumers che “Altri paesi si muovono per controllare i prezzi e limitare fortemente la pubblicità”.
Ciò non accade negli USA, dove molti pazienti si confrontano con un sistema “pay or die”.

Negli ultimi anni questa difficile scelta ha fatto notizia.
I nuovi farmaci, come il Sovaldi per curare l’epatite C, costano ai consumatori o ai contribuenti 84 mila dollari per un ciclo completo di trattamento o 1.000 dollari a pillola al giorno!
Lo stesso trattamento farmacologico, secondo il Washington Post, costa “57 mila dollari in Gran Bretagna e solo 900 dollari in Egitto”.
Altri farmaci detti “da sfondamento” costano ai pazienti più di $ 100.000 ogni anno e guidano il muro degli assicuratori sanitari frenetici e dei dirigenti di Medicaid.

Sarà la concorrenza ad abbassare i prezzi?
L’analista farmaceutico di Wall Street, Tim Anderson della Sanford C. Bernstein & Company, spiega che questo non è possibile in un recente articolo del New York Times.
Lui disse che le aziende farmaceutiche, anche se non colluse, “si sono guardate tutte a vicenda e hanno detto, nessuno di noi ha bisogno di competere sul prezzo, se basta tenere la linea”.
La ragione della concorrenza non fu aiutata quando i lobbisti aziendali farmaceutici usarono i loro contributi per le campagne elettorali e per influenzare il Congresso nel 2003 per vietare sfacciatamente a Zio Sam di negoziare i prezzi per il gigantesco programma sanitario Medicare.

Gli imbrogli finanziari non sono gli unici problemi dell’'industria farmaceutica fuori controllo.
La legge federale richiede che tutti i farmaci approvati siano “sicuri ed efficaci”.
Il record attuale è stato scioccante.

Il Public Citizen Health Research Group ha pubblicato tre libri - Pillole che non funzionano (1981), Oltre le pillole sul banco che non funzionano (1983), e Le Pillole peggiori, le pillole migliori: Una guida per il consumatore per evitare la morte indotta da farmaci o malattie (2005) - documentando centinaia di prescrizioni e di farmaci da banco che non sono stati efficaci per i loro scopi pubblicizzati o che hanno avuto effetti collaterali dannosi.
L’ampia esposizione di questi risultati, in particolare al Phil Donahue Show, ha aiutato a mettere fuori dal mercato molti di questi cosiddetti farmaci.

Nel corso degli anni, il governo ha multato le aziende farmaceutiche per miliardi di dollari a causa della spinta a usi non approvati dei farmaci.
Più pericolosamente, i farmaci vengono approvati prematuramente e provocano malattie di massa e decessi.
Questo tributo umano causa circa 100.000 morti l’anno negli Stati Uniti dovuti agli effetti negativi di tali farmaci.
Ad esempio, il farmaco Vioxx, venduto da Merck & Co., Inc., come farmaco anti infiammatorio, rimase sul mercato dal 1999 al2004, nonostante i rischi cardiovascolari documentati.
Secondo la rivista medica Lancet ben considerata, si stima che 88.000 americani ebbero attacchi di cuore causati dal prendere il Vioxx e 38.000 di loro morirono!

Bextra, venduto da Pfizer, Inc., un altro farmaco anti infiammatorio e analgesico fu approvato dalla FDA nel 2001, e fu poi rimosso nel 2005 a causa delle preoccupazioni dovute ad un aumento del rischio di infarti e ictus, così come per le gravi reazioni cutanee a volte fatali.

Rezulin, realizzato da Parke-Davis/Warner Lambert, fu approvato dalla FDA nel 1997 e ritirato nel 2000 perché il farmaco causava tossicità epatica, fu collegato a 63 decessi dovuti ad intossicazioni del fegato.

Meridia, un farmaco dimagrante venduto dalla Abbott Laboratories, fu ritirato dalla società dopo tredici anni di vendite perché gli studi avevano dimostrato che aveva aumentato il rischio di episodi cardiovascolari avversi, come attacchi di cuore, ictus e arresti cardiaci.

Questi esempi provengono dall’Health Research Group di Public Citizen la cui newsletter Worst Pills, Best Pills News fu affidabile nel riportare e riferire per molti anni di queste tragedie evitabili.

Ci sono altri costi umani ed economici dovuti alla incessante pressione per fare delle vendite dell’industria del farmaco.
La resistenza agli antibiotici è stata costruita in mezzo secolo a causa dell’uso massiccio e eccessivo di antibiotici, sia negli esseri umani che negli animali da allevamento commestibili.
Come risultato, ora ci sono infezioni letali per le quali gli antibiotici esistenti sono inefficaci.
E, le etichette di avvertimento inadeguate hanno portato alla cattiva prescrizione di farmaci e all’uso di combinazioni di farmaci che hanno interazioni pericolose.

Il Congresso era solito investigare regolarmente le case farmaceutiche quando dei senatori come Estes Kefauver (D-TN) e Gaylord Nelson (D-WI) erano a Capitol Hill.
Il silenzio è ormai la norma.
Anche la prassi aziendale farmaceutica (per cercare ancora più profitti) di importare circa l’ottanta per cento degli ingredienti dei nostri farmaci da Cina e India, dove le normative di ispezione pubblica può essere debole e dato che la FDA ha pochi ispettori, non riceve l’attenzione dei nostri eletti.
Circa 100 americani morirono nel 2008 a causa di un anticoagulante contaminato chiamato eparina importato dalla Cina.

Così, la prossima volta che sentirete le teste parlanti di think tank aziendalisti come l'American Enterprise Institute, la Heritage Foundation o come i loro alleati che domandano delle “de-regulations”, considerare che un settore farmaceutico non adeguatamente regolamentato ha già colpito milioni di americani.

Tradotto da F. Allegri il 09/02/2015.

 
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Le follie del nucleare

Post n°863 pubblicato il 05 Febbraio 2015 da amici.futuroieri
 
Foto di amici.futuroieri

Nell’Interesse Pubblico: Le Follie del nucleare –garantite dal contribuente
Ralph Nader
5 settembre 2014

L’Istituto per l’Energia Nucleare NEI (il lobbista aziendale a Washington, DC per l’industria atomica in disintegrazione) non deve preoccuparsi delle ripercussioni degli impatti negativi del nucleare.
Per l’energia nucleare c’è uno spreco garantito dal governo/contribuente i cui costi sconcertanti, sostenuti e differiti sono assorbiti dai contribuenti americani attraverso un sistema normativo e di sussidi statali supini.

Quindi, se voi andaste a lavorare al NEI e se leggeste dell’assenza di qualsiasi sito permanente di stoccaggio dei rifiuti radioattivi; nessun problema, il governo/contribuenti sono responsabili del trasporto e della salvaguardia di quella spazzatura letale per secoli.

Se i vostri reattori sperimentano un costo sempre più grande, sorpassi e ritardi, come avviene ora con i 2 nuovi reattori in South Carolina, nessun problema, le commissioni normative statali supine invieranno il conto ai consumatori, nonostante il fatto che essi non ricevono elettricità da questi impianti non finiti.

Se questi impianti, e altri due in Georgia in costruzione, subiscono ristrettezze finanziarie da Wall Street, non è un problema, un Congresso supino ha già approvato ampie garanzie sui prestiti garantiti che fanno sopportare il costo del rischio a Zio Sam (il contribuente).

Se ci dovesse essere un incidente come quello che è accaduto a Fukushima, in Giappone, non c’è problema, ai sensi della legge Price-Anderson, il governo/contribuenti sosterranno i costi della grande quantità di danni prodotti da qualsiasi fusione nella centrale nucleare.
Per mettere questo costo in prospettiva, una relazione della Commissione per l’Energia Atomica circa 50 anni fa stimò che una fusione di classe 9 potrebbe rendereuna zona “della dimensione della Pennsylvania” inabitabile.

Perché parteggiamo per tale tecnologia da giorno del giudizio in tutta l’America che è antieconomica, non assicurabile, pericolosa, inutile (non può competere con il risparmio energetico e le energie rinnovabili), non evacuabile (provate ad evacuare l’area di New York City dopo  un disastro ai 2 impianti di Indian Point a 30 miglia da Manhattan) e non proteggibile (sia dal sabotaggio o da terremoti)?

David Freeman, il famoso ingegnere energetico e avvocato, che ha guidato quattro enormi enti (la Tennessee Valley Authority, il complesso SMUD - dove ha chiuso l’impianto nucleare di Rancho Seco - il New York Power Authority e il Los Angeles Department of Water and Power) riassume la storia del nucleare in questo modo: “l’energia nucleare, promossa come troppo a buon mercato al metro, si è rivelata come troppo costosa da usare: la strada alla proliferazione nucleare, e il creatore di rifiuti radioattivi che non ha nessun posto dove andare”.
L’ala destra conservatrice/libertari definiscono questo “capitalismo clientelare” estremo.

Le centrali nucleari stanno chiudendo.
Nel 2013, 4 reattori hanno chiuso: Crystal River 3, Kewaunee, San Onofre 2 e San Onofre 3.

Ora, Michael Peck, un esperto nucleare federale anziano, sollecita che l’ultimo impianto rimasto in California, Diablo Canyon, sia fermato fino a quando i controllori della Nuclear Regolatory Commissione non dimostreranno che i 2 reattori di questo sito possono sostenere l’agitazione delle 3 faglie sismiche vicine.

Nel frattempo, i disastri umani, ambientali ed economici delle centrali di Fukushima Daiichi in Giappone continuano ad andare in metastasi.
Gli scienziati producono studi che mostrano gravi effetti biologici (danni genetici e tassi di mutazione) delle radiazioni sulle piante, gli insetti e gli uccelli dentro e intorno alla grande superficie inabitabile, transennata e circostante a questi reattori chiusi.
La gigantesca azienda elettrica politicamente influente sottovalutò il rischio di un forte terremoto e di uno tsunami.

Nei primi anni settanta, l’industria ei suoi clienti governativi si aspettavano che 1.000 centrali nucleari - 100 di loro lungo la costa della California – fossero operative entro l’anno 2000.
Al contrario, poco più di un centinaio sono state costruite a livello nazionale.
In realtà, a partire dal 2014, ci sono solo 100 reattori azionabili, molti dei quali vecchi.

Le insidie sono reali e numerose.
Oltre alla crescente opposizione dell’opinione pubblica, e al gas naturale a basso prezzo che attraggono le utenze elettriche, ci sono gli immancabili super costi e i ritardi di costruzione, le riparazione e la questione sul dove depositare i rifiuti nucleari.
Questi costi sono ciò che fanno voltare le spalle al nucleare ai finanzieri di Wall Street a meno che l’industria non ottenga decine di miliardi di dollari dal governo/contribuente come garanzie sui prestiti attraverso il Congresso.

E a che cosa serve tutta questa tecnologia nucleare, dalle miniere di uranio alle centrali nucleari, fino alle discariche per lo stoccaggio dei rifiuti ancora assente? A far bollire l’acqua!

Queste sono le tragiche follie che si verificano quando i maestri aziendali e i loro servi politici, che sono pronti e disposti a garantire i fondi dei contribuenti, non hanno la “pelle nel gioco”.
Questo tipo di potere impressionante e senza responsabilità è davvero radioattivo.

Vedi Union of Concerned Scientists, Nuclear Information and Resource Service e Greenpeace per maggiori informazioni.

Tradotto da F. Allegri il 6/02/2015.

 
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Il consiglio comunale ombra

Il consiglio comunale ombra avvicina le opposizioni
Di F. Allegri

Le opposizioni cerretesi provano a fare un salto di qualità e di quantità.
Dopo il rifiuto del PD verso il consiglio comunale aperto a Stabbia, le opposizioni del m5s, di FdI, di Rosso Cerreto e della lista civica Cittadini per cambiare Cerreto hanno organizzato un consiglio comunale ombra durante il quale hanno approfondito tutti i problemi legati al downburst che colpì il comune il 19 settembre.
Il successo di partecipazione è il primo dato da segnalare, la sala era piena e c’è stato anche un ricambio di presenze.
La serata è iniziata con la proiezione della fase finale dell’ultimo consiglio comunale e tutti i cittadini hanno potuto vedere lo scontro che si svolse tra il consigliere Bruni di FdI, il sindaco e il capogruppo del PD.
Io ero presente al consiglio e ricordavo quasi tutta la vicenda, rivedendola mi è rimasto in testa un dato che nei giorni scorsi avevo sottovalutato: Cerreto ha avuto 100 milioni di danni!
Un numero simile andrà verificato e ricordato.
Da qui si è sviluppato un dibattito con molti interventi che sono stati ripresi da un volontario del m5s.
Il tema di fondo è stata l’emergenza nazionale che sulla carta è stata dichiarata, ma al momento non si vedono delle conseguenze concrete.
I temi trattati sono stati tanti, si è parlato delle polizze assicurative sugli immobili scadute e in attesa di rinnovo.
I 6 giorni di sospensione delle tasse sono state criticate da tutti, io stesso ho introdotto il tema dell’esonero annuale o poliennale delle tasse come vera misura da chiedere al governo e alla regione: se si chiede la sospensione si ottiene 6 giorni mentre la richiesta da fare si chiamava “esonero”.
Lo scandalo recente è l’IMU sui terreni agricoli, specie per la campagna cerretese che mostra ancora i segni del downburst.
I parlamentari della zona (sono 3) potevano chiedere l’esonero per il comune di Cerreto, basterebbe un emendamento!
Rosso Cerreto ha svolto un’ampia relazione sulla scuola di Cerreto, sui danni subiti dal vecchio edificio (qui il m5s ha denunciato il fatto che si rischia l’abbandono della struttura) prima del downburst e non durante o dopo: la scuola era da chiudere almeno da 2 anni!
La scuola container non piace ai cerretesi: doveva aprire il 7 gennaio, ma è troppo piccola per i 180 bambini che deve ospitare e quindi sono stati necessari altri lavori.
Al momento, si sa che ci sarà un sopralluogo alla struttura il 7 febbraio, non c’è una data di apertura e soprattutto manca quella di chiusura.
Quindici anni di container porterebbero degrado culturale nel capoluogo!
Il resto della serata è stata dedicata al tema dei fondi e della loro assegnazioni.
Ci sono state più critiche alla scelta del sistema ISEE che normalmente si usa per attribuire le case popolari ai bisognosi o i fondi sociali comunali e regionali.
Non si capisce e non si accetta l’accostamento tra ISEE e downburst.
Sul tema dei fondi si è parlato dei 2 stanziamenti da 600.000 e da 1.200.000 e dell’altro fondo da 3.200.000 che sarebbe gestito da un commissario nominato.
Tutti hanno fatto notare che non è arrivato ancora nulla.
Io ho un’indiscrezione dell’ultima ora che metto qui a chiusura dello scritto e che ci darebbe un elemento in più.
Secondo l’indiscrezione il milione e ottocentomila euro in arrivo sarebbero la quota attribuita a Cerreto dallo stanziamento complessivo di 3 milioni e duecentomila euro previsto dalla regione.
Le conseguenze sono chiare, i fondi non sono 5 milioni e Cerreto riceve il 60% di quanto è stato stanziato per tutti.
Resta ancora da determinare l’aiuto del governo, non si sa l’entità di questa cifra e tanti credono che uno stanziamento ci sarà presto!
I danni stimato dal sindaco nel momento d’impeto sarebbero 100 milioni ….

 
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LA CASTA DEL FUTURO

Il Maestro - secondo atto – nona conversazione
LA CASTA DEL FUTURO

Di I. Nappini

Clara Agazzi: Qui si stanno portando via i piatti dei primi. Ora è il momento dei secondi. Allora avete le idee chiare su cosa volete?

Vincenzo Pisani: Certo, quello che ho proposto. Credetemi, questo metter assieme più cose è la cosa migliore, così se a qualcuno non piace qualcosa si può rimediare. Ma credo che tutto quanto sarà di vostro gusto. Ho capito che siete un po’ come il mio amico professore. GENTE DI CULTURA E DI GUSTI SANI E SCHIETTI. Due condizioni queste che stanno bene assieme.

Franco: Tu poco fa hai richiamato un problema. Scusa se parlo di questo mentre c’è da ragionare sul secondo. Anzi hai proposto una constatazione. L’ILLUSIONE DI DIVENTARE RICCHI, E QUINDI PARTE DI QUELLA MINORANZA CHE STA BENE, TIENE IN VITA MILIONI DI UMANI. INTENDI FORSE DIRE CHE QUESTO È IL SENSO DELLA VITA OGGI?

Vincenzo Pisani: Certo che non è in assoluto il senso della vita. Tuttavia, oggi, milioni di umani senza la speranza un giorno di rifarsi al gioco della vita cadrebbero preda di droga, alcolismo, violenza, delinquenza, depressione fino al suicidio o tutte queste cosa assieme. OGGI PER MILIONI DI ESSERI UMANI IL DENARO È DIO E QUINDI È TUTTA L’ESISTENZA E TUTTA LA REALTÀ. La speranza di averne tanto in futuro, magari con un miracolo li tiene in vita, li fa lavorare, produce in loro volontà, attività, ambizione. Senza questa speranza sarebbero spenti, morti, distrutti dentro.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è un mondo umano che non è solo l’attaccamento al quattrino. Certo per me è difficile dire che ci sono i fiori, il sole, la luna, i gattini e cose del genere. EPPURE MI RESTA DIFFICILE ACCETTARE L’IDEA CHE IL DENARO È TUTTO, È DIO.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso è già stato fatto mi pare. Occorre ammettere che non abbiamo fra tutti quanti un modello di società e di volontà di vivere diverso da quello della PUBBLICITÀ COMMERCIALE. In breve le nostre aspettative, le nostre categorie mentali, la nostra mappa del territorio in cui ci muoviamo non è la classica isola in mezzo al mare ma una terraferma piuttosto trafficata. Piuttosto. QUALCUNO FRA NOI HA UNA QUALCHE IDEA DI COME DOVREBBE ESSERE LA CATEGORIA SOCIALE IN GRADO DI RICOSTRUIRE UN DISCORSO SUL MONDO E SULL’ESSERE UMANO DIVERSO DA QUELLO DOMINANTE?

Franco: Più che di categoria sociale oggi si dovrebbe pensare a una vera e propria CASTA, perché le caratteristiche che dovrebbero avere i dirigenti chiamati a recuperare una società dal disastro di un sistema economico globale che implode o collassa dovrebbero esser simili ai re-sacerdoti e ai re-semi divini dei poemi epici degli antichi.
DOVREBBERO ESSER UN GRUPPO COMPATTO E OMOGENEO IN GRADO DI RISPONDERE SOLO ALLE GRAVI NECESSITÀ DEL MOMENTO, AVERE UNA CULTURA E UN SAPERE FUORI DAL COMUNE, E CAPACITÀ FISICHE E PSICHICHE STRAORDINARIE OLTRE AL CARISMA E AL CORAGGIO CHE SONO INDISPENSABILI.
In poche parole vi dico, pensate un po’, che solo quando si aprirà l’abisso del disastro più aspro e pericoloso si avrà il momento nel quale questa cosa che chiamo casta perché non ho altri termini crei una diversa forma di vita e di civiltà.
GUARDATE CHE DI QUESTO SI TRATTA PERCHÉ CAMBIARE LE FORME DEL COMMERCIO, DELL’USO E DELLA PRODUZIONE DI BENI ED ENERGIA, DI REGOLARE LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI ESIGE IL DISASTRO DELLE PRECEDENTI E LA SCONFESSIONE O LA RIDUZIONE DI RUOLO DELLE MINORANZE AL POTERE LEGATE A QUEI MODELLI DI PRODUZIONE E CONSUMO.
OGGI il potere reale e concreto dei nostri giorni è elitario e concentrato in un numero limitato di soggetti umani che certamente hanno i loro modi di vivere, i loro consumi e beni esclusivi, i loro ritmi e cose del genere; oltre a una ricchezza gestita o posseduta semplicemente enorme e difficile da concepire per gente come noi.
IMMAGINIAMO ORA CHE QUESTA MINORANZA PERDA IL POTERE.
Anche rapidamente. Per colpa di una catastrofe ecologica, di uno sfacelo economico, di una nuova guerra mondiale, di un meteorite, quello che vi pare.
Chi li può sostituire se non una minoranza con diversa natura e scopo, ma una minoranza molto piccola e compatta.
QUINDI CARI AMICI E AMICHE DI FATTO STO RAGIONANDO DI UNA CASTA.
O credete forse che quelle masse indistinte e pulsanti di desideri e passioni indotte o sollecitate dal mondo dei consumi e dello spettacolo possa saltare oltre la propria ombra e diventare esse stesse il Potere? Io lo credo impossibile.
Queste masse di singoli bramosi di piaceri e di soddisfazioni effimere ha bisogno di delegare la propria briciola di potere o peggio di farsi schiave di nuove minoranze al potere che gestiscono e comandano una società umana che fatalmente senza direzione e comando cadrebbe nella violenza e nel banditismo fino al punto di disgregarsi e di non formare più un corpo sociale articolato e complesso.
Chi manda o sostiene le minoranze al potere è una massa informe di umani che non hanno autentici punti di contatto o miti in comune, una società composta da tante comunità diverse come stanno diventando le nostre qui in Europa non può far appello a miti condivisi, a valori comuni, a antenati, alla storia patria.
QUINDI L’ESERCIZIO DEL POTERE OGGI PASSA PER L’ECONOMIA E LA BUROCRAZIA, IL DOMINIO DELL’UOMO SULL’UOMO DEVE PER FORZA DI COSE ESSER IMPERSONALE, MECCANICO E MATEMATICO PERCHÉ UNA MASSA ETEROGENEA E DIFFORME SENZA AUTENTICI VALORI IMMATERIALI IN COMUNE PUÒ ESSER TENUTA SOLO CON UNO SPIRITO MECCANICISTICO CHE FA PARI TUTTE LE DIFFERENZE.
Questo fatto avviene con il denaro che diventa unica misura e unica ragione di vita.
Se non puoi pagarti il motoscafo, scusate l’esempio cretino, non è per difetto di cultura o differenza di pelle o sangue.
Si tratta della tua carta di credito. Una cosa prosaica, semplice e precisa, tutti la capiscono e universalmente è accettata.
A UNA MINORANZA PADRONA DEL DENARO, QUESTO È IL CASO DI OGGI, SI SOSTITUIRÀ UNA MINORANZA CHE AVRÀ IN MANO IL POTERE DI EFFETTUARE E GESTIRE LA TRANSIZIONE A UNA DIVERSA SOCIETÀ.
Quale sia questo potere e quale sia la minoranza per la verità non so.
Il mio pensiero deriva dall’evidenza che se permangono così tante differenze solo con una minoranza sarà possibile gestire la transizione, perché le mille origini e le mille nature della società così come è non potrebbero mai gestire il cambiamento da un modello di società fondato sul denaro a uno fondato su altri valori e principi.

Vincenzo Pisani: MI DAI RAGIONE SULLA CENTRALITÀ DEL DENARO.
Ma ancora non rinunci al pensiero che sia da cambiare questa società determinata e organizzata dai poteri finanziari.
IN TE RIMANE L’IDEA CHE SIA POSSIBILE TROVARE DEI SOGGETTI UMANI FRA LA MASSA OSSESSIONATA DAI PROBLEMI QUOTIDIANI E DAL DISORDINE DI QUESTO SISTEMA.
Sul concetto generale che un sistema finito non può supportare una crescita infinita senza collassare o scatenare conflitti e sfaceli sono certissimo.
Anzi i fatti economici degli ultimi anni stanno dando ragione assolutamente a quanti la pensano come me e come te.
Il sistema della globalizzazione incontra i suoi limiti ed entra in sofferenza e provoca disoccupazione, povertà, suicidi, delinquenza, disordine morale e a questo punto credo perfino spirituale. Proprio nel senso di religioso.
LA CASTA DI CUI PARLI CHE CARATTERISTICHE DOVREBBE AVERE? Sono curioso.

Franco: Dato il caso del crollo dell’ordine delle cose come lo conosciamo, e tenendo fermo il concetto della molteplicità di culture e soggetti presenti nella penisola solo una minoranza può gestire il caos primordiale che si scatenerà.
QUESTA MINORANZA O CASTA PUÒ ESSER ELETTIVA O SELEZIONATA SU CRITERI DI MERITO O IMPOSTA PER SEMPLICE EFFICACIA NELL’ESERCIZIO DI UNA FUNZIONE AMMINISTRATIVA DA PARTE DEI SUOI MEMBRI.
Non è importante questo se non ai fini dell’efficacia dell’azione politica e amministrativa.
Faccio un esempio: c’è da razionare i combustibili e i carburanti.
DAVVERO È CREDIBILE CHE UNA SOCIETÀ MULTI - CONFESSIONALE E MULTIRAZZIALE dove è crollata l’impalcatura del sistema del denaro e dei suoi banchieri POSSA FARLO SENZA PASSARE DA UNA STRUTTURA DI CARATTERE BUROCRATICO E POLIZIESCO?
Davvero è credibile pensare che milioni d’esclusi dalle grandi ricchezze e milioni di arrabbiati e risentiti accetteranno di mettere in discussione l’accesso alle risorse vitali senza rivolte, sommosse, violenze?
Ma se in certe metropoli del sedicente mondo ricco e occidentale basta un incidente più grave di altri e si scatenano atti vandalici e saccheggi. Suvvia!
Occorre una casta diversa da quelle oggi dominanti.
Una casta con la cultura della filosofia, nel senso che abbia il possesso di quella capacità culturale che permette di vedere la totalità.
La totalità del pianeta e del mondo umano che vi risiede sopra e la verità.
La verità nel senso autentico del termine, non di una qualche opinione o credo religioso.
Questa minoranza avendo in sé consapevolezza, chiara visione, senso del limite proprio perché minoranza sciolta da interessi personali e da interessi di gruppi di pressione o altro potrà indirizzare un corpo sociale altrimenti ingestibile.

Clara Agazzi: Questo è un discorso vecchissimo. Qui stai copiando Platone e forse Comte. L’idea di un governo degli esperti, dei filosofi, dei tecnici è cosa nota da secoli.

Franco: Nella mia ingenuità penso a una casta che superi la sua stessa condizione e diventi per così dire mondo e umanità.
Un governo illuminato e giusto, ma in nome d’interessi ecologici e umani e non d’egoistici interessi di privati, banche, famiglie di ricchissimi. Mi sforzo di pensare a una minoranza dirigente e amministrativa che possa superare i limiti egoistici e clientelari quando non addirittura criminali e criminogeni osservati nei governi del passato e determinare se stessa secondo verità e giustizia.

Paolo Fantuzzi: Questo pensiero non vedo come possa trovare qui e ora uomini e donne per realizzarsi. Tu parli di un mondo che sarà, di un futuro remoto e fantastico.
Ma è qui e ora che viviamo e dobbiamo far i conti, tutto si perde nelle tenebre quando pensiamo a un futuro che non si realizzi fra un mese o tre.

 
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Crescita e Pace

Post n°860 pubblicato il 27 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

NOTA
Crescita e pace

Di F. Allegri
Da alcuni mesi si discute sulla fine della crisi e sull’inizio della ripresa e della crescita economica.
C’è chi dice di si e che si va verso il meglio, altri negano.
Io ho già scritto che la ripresa era iniziata lo scorso settembre e continuo a pensarlo.
In questi giorni ho riscontrato che l’attività economica non è andata bene nei mesi di ottobre e novembre.
Le cause sono sicuramente molte, ma una è importante perché ci aiuta a riflettere sulla vita quotidiana.
Il principio è che non ci può essere crescita economica se non c’è la pace tra gli stati.
Qui bisogna ricordarci che la guerra di Libia non è finita, si è trasferita nel deserto, dal Mali al Ciad e soprattutto in quelle che sono terre di nessuno.
Altre due guerre caratterizzano la nostra porzione del mondo.
La prima è la guerra in Siria e in Iraq che ha fatto decine di migliaia di vittime, ed ha un fronte che impedisce la vita normale a tutta la popolazione di quei due stati.
La seconda è la più insidiosa: parlo della guerra civile in Ucraina.
Questa porta con se uno scontro diplomatico al massimo livello, con embarghi incrociati tra i grandi imperi del pianeta e soprattutto subisce una fase momentanea di stallo a causa dei freddi portati dal cosiddetto “generale inverno”.
L’embargo alla Russia e quello all’occidente sono due freni forti alla ripresa economica di tutto il continente, sia presente che futura visti i rischi di nuovi scontri a partire dalla prossima primavera.
La guerra in Ucraina non ha fatto tanti morti quanto quelle di Siria, Iraq e Libia, ma è la più pericolosa.
Essa è combattuta secondo i vecchi criteri della guerra fredda, con coinvolgimento di servizi segreti e vaste azioni di disinformazione incrociate e sanguinose.
La NATO non pare in grado di aiutare militarmente i suoi alleati ucraini, ma fornisce copertura informativa e politica, sul campo c’è lo stallo, ma questo è a favore dei russi e dei suoi alleati.
Il punto di partenza per capire questa guerra è la disfatta dell’esercito ucraino poi va aggiungo che questa incapacità va rapportata ad un sentimento popolare anti russo e anti comunista molto diffuso in tutta l’Ucraina dell’Ovest.
Al momento l’opzione più probabile è la scissione del paese: in due o in tre stati minori, ma anche questa opzione può svilupparsi solo nel lungo periodo e fra molte difficoltà.
Passeranno molti mesi difficile e gli embarghi incrociati azzereranno i commerci, almeno fino alla prossima primavera.
Allora vedremo se riprenderanno i combattimenti e con quali esiti.
Di sicuro, non ci sarà crescita senza pace in Europa!

 
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I reati nella sanitÓ USA

Post n°859 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Nell’Interesse Pubblico interesse
In the Public Interest: Il crimine della falsa fatturazione nel sistema sanitario USA

Ralph Nader
29 agosto 2014

Più di venti anni fa, Pat Palmer (ci dice): “inciampai in un sovraccarico da $ 400 in una fattura che mio padre ricevette per una procedura medica di routine”.
Cio avrebbe potuto diventare la truffa per fatturazione eccessiva più costosa che il settore sanitario avesse mai inflitto a se stesso.
Perché essa scatenò Ms. Palmer, della quale Steve Brill (autore della storia di copertina su Time Magazine, “Perché le fatture mediche ci stanno uccidendo”, 4 Aprile 2013) scrive: “una dei miei primi tutor mentre volevo capire il mondo disfunzionale dell’economia medica e della fatturazione”, per indagare sull’affare della fatturazione eccessiva ai pazienti.
Situata a Roanoke, Virginia, Medical Billing Advocates of America (MBAA) (billadvocates.com) guadagna facendo risparmiare il denaro ai pazienti.
Nessun risparmio, senza un costo.
In venti anni, lei ha raccolto un gran numero di casi di false fatturazioni di medici, ospedali e compagnie di assicurazione.
Questa evidenza riflette l’ordinaria fatturazione eccessiva quotidiana da molti miliardi di dollari all’anno.

Quanto è vasta tale ondata crimine commerciale?
L’esperto dello stato sulla frode della fatturazione computerizzata, Malcolm Sparrow, che è un matematico applicato ad Harvard, stima le frodi della fatturazione medica superiori ad un importo minimo di 270 miliardi dollari l’anno o almeno il 10% di tutte le spese per l’assistenza sanitaria.
Il suo libro classico, License to Steal, ha dimostrato che tali imbrogli non sono solo errori di trascrizione o malfunzionamenti del computer.
La frode sistematica va ben al di là delle organizzazioni criminali dedicate a frodare Medicare che l’FBI di tanto in tanto scopre.
Le frodi sono progettate con gli interessi corporativi in mente per rubacchiare nel vostro portafoglio direttamente o sotto il naso degli assicuratori disattenti, dalla fatturazione fino alla manipolazione dei codici.

Pat Palmer è attiva con un tascabile dal titolo Sopravvivere alle Vostre Fatture Mediche, che è auto-pubblicato dalla sua società, MBAA.
La signora Palmer spiegò che aveva quasi rinunciato a “tutte le norme e regolamenti che nessuno fa rispettare”.
E’ una buona cosa che lei non lo fece.
Invece, la signora Palmer decise di irritare i pazienti e le loro famiglie direttamente con il suo libro descrivendo quanto le pratiche di fatturazione sono scandalosamente di bronzo (non solo un'aberrazione) e mostrando come le persone possano diventare investigatori di buon senso se ricevono queste fatture sconvolgenti.

Inizia con il fatto che circa l’ottanta per cento di tutte le fatture mediche contiene errori, l’errore medio è di 1.300 dollari.
La maggior parte di queste fatture false favorisce, ovviamente, i venditori (eufemisticamente chiamati “i fornitori”).
La signora Palmer dice che la situazione è andata peggiorando.
Con il numero dei codici diagnostici in crescita da 17.000 a circa 60.000 sotto l’Obamacare, presumibilmente per migliorare l’efficienza, il sistema è diventato ancora più complicato, con gli ospedali e pochi altri che sanno come giocare o battere il sistema.

Lei elenca molti dei modi in cui le spese mediche sono enormemente gonfiate con la nota tecnica della separazione che suddivide i test e le procedure nei singoli componenti, ciò permette la fatturazione doppia o tripla.
Alcuni ospedali, per loro stessa ammissione, incorporano anche la loro etichetta nella determinazione dettagliata dei prezzi anche di oggetti semplici come $ 20 per le aspirine o $ 15 per i rasoi usa e getta.

Un esempio di tecnica della doppia fatturazione è quando un paziente paga migliaia di dollari al giorno per essere in un reparto di terapia intensiva (ICU) e poi paga anche per il ventilatore che è già considerato nel costo del reparto.
Gli Ospedali pagano per i loro errori, come nel reparto di radiologia.
Un altro esempio è quando fanno pagare, dicono $ 12, per ogni volta che un infermiere porta un’aspirina, anche se si sta pagando per questi servizi ospedalieri nella tariffa della camera.
Il trasporto di quella aspirina è chiamato “tassa di somministrazione orale”.
Nomi Gobbleygook sono onnipresenti in queste fatture.

È possibile ottenere questi standardizzazioni rifiutando di accettare una “fattura sintetica”, e chiedendo, come è tuo diritto ai sensi del diritto statale, di ricevere una fattura dettagliata che a volte si estenderà a più pagine stampate dal computer con codici imperscrutabili che ci si può far spiegare in inglese ordinario.

Le fatturazioni per servizi ospedalieri o simili variano molto e arbitrariamente.

La signora Palmer ha trovato un ospedale che ricarica 444,78 dollari per una fiala da mg 10 della medicina Norcuron neuro-muscolare bloccante.
Ha poi trovato un altro ospedale che “ricarica 17,90 dollari per lo stesso flacone da mg 10”.

Nel suo libro, lei spesso fa riferimento a esempi documentati di fatturazione eccessiva massiccia sui principali interventi chirurgici, sulle apparecchiature mediche e sui prodotti minori.
Le persone pagano delle procedure di fantasma, le visite mediche nominali, per i dipendenti dell'ospedale che trasportano dei campioni giù per alcuni piani fino ai laboratori.
I pazienti pagano per i servizi collettivi e per i prodotti, quindi pagano ancora e ancora per i vari servizi.

Ora, ovviamente, ci sono delle variazioni, oltre che nei livelli di onestà e di frode anche tra le istituzioni e le pratiche.
Ma in generale, ciò che Palmer e Sparrow descrivono è, senza dubbio, la più grande ondata di criminalità commerciale del nostro paese.

Tuttavia, stranamente, i pubblici ministeri si riservano poche accuse davanti al grand jury, in gran parte per il mondo criminale che ruba da Medicare o da altri assicuratori.
Per i dirigenti corporativi ci sono sempre i modi più facili, come confessare l’errore, ma non l’intenzione, quando sono catturati o il sostenere pratiche industriali ragionevoli.
Essi correggono rapidamente la fattura specifica del suo aumento che offende e soddisfano il lamento del paziente, ma nulla cambia nel complesso.

Chiaramente le leggi penali vigenti non impediscono adeguatamente tale furto informatico e devono essere modificate per tenere conto di questo tipo di frode.
Inoltre, se la nostra nazione seguisse l’esempio di altri paesi e passasse a un sistema Medicare universale per tutti e completo, questo farebbe finire la tassa per il servizio e Pat Palmers sarebbe fuori dal mercato (cfr singlepayeraction.org per maggiori informazioni).

Il punto principale di questo libro è che se molti pazienti indignati o interessati a sufficienza potranno seguire la tabella di marcia chiara di Pat Palmer per sfidare i truffatori, forse le forze dell’ordine riceveranno il messaggio e forse i legislatori daranno a queste forze dell'ordine i fondi per fermare questi diffusi reati societari.

Tradotto da F. Allegri il 23 gennaio 2015.

 
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Il maestro - 2░ tempo ottava conversazione

Il Maestro - secondo atto – ottava conversazione
Discorso sullo Stato a Sovranità limitata

Di I. Nappini

Franco: Poni a me il problema dello Stato come ente collettivo condizionato dai poteri finanziari e corporativi.
Vero!
Ma si tratta di forze che cercano di forzare la natura umana e la natura in senso stretto; al contrario uno Stato bene ordinato deve considerare la misura e il buonsenso.
Uno Stato deve limitare l’azione economica che distrugge la sua società civile e la vita quotidiana dei suoi appartenenti, uno Stato deve controllare la moneta che entra ed esce sul suo territorio per evitare che poteri forestieri o domestici usino i capitali in entrata o in uscita per condizionare il potere politico.

Ad esempio:” uno Stato nel quale dei privati forestieri e domestici fanno uscire grandi quantità di denaro e limitano i denari che vengono investiti sul territorio è di fatto sottoposto a una violenza di tipo economico. Questi esportatori di capitali prendono i profitti fatti nello Stato A grazie alle proprietà di aziende o a investimenti finanziari e li collocano nello Stato B secondo il loro vantaggio, questo è reso possibile dal fatto che non si sentono legati né al territorio e meno che mai alla popolazione”.

QUESTO PROCESSO DI MERCATO PUÒ TRASFORMARSI FACILMENTE IN ARMA POLITICA.
Quindi lo Stato (nato fra Cinquecento e Seicento per opera di Re e Principi e perfezionatosi fra Settecento e Ottocento per mezzo di borghesie emergenti scisse fra rivoluzione e nazionalismi) OGGI IN QUESTO NUOVO SECOLO È MESSO SOTTO CHIAVE DAI GRANDI POTERI FINANZIARI.
Ora dal momento che essi sono il mercato e il MERCATO, ossia il regno del denaro, è il paradiso sognato e bramato dalle grandi moltitudini elettorali va da sé che chiunque provi a cambiare qualcosa sia forzato a partire in primo luogo da se stesso.
Lo so che suona strano e un po’ folle.
Ma pensate per assurdo a un potere che istiga le masse alla ribellione contro di lui e alla sua distruzione, la prima domanda è per quale luciferino calcolo compie ciò che è irragionevole.
INFATTI È ASSURDO E PAZZO CHE UN POTERE CERCHI VOLONTARIAMENTE DI SPEGNERSI.
Semmai cercherà di spegnere quelle parti perdenti e da rottamare che sono interne al suo sistema.
Il potere che chiama le masse ad esempio a spezzare la morale borghese e le vecchie tradizioni si è visto nel 1968 e dintorni.
L’AGGRESSIONE MORALE E VERBALE, TIPICA DEL PERIODO 1968-1977, AL MONDO DEI PADRI E DEI NONNI INFAMATO COME MONDO VECCHIO E BORGHESE ERA FUNZIONALE A CREARE LA CULTURA DEL SUPERMERCATO.
Ma il motivo c’era: al Potere emergente serviva un umano che fosse un consumatore senza più le rigidità del passato e gli scrupoli dei suoi antenati passati in lui per così dire con il latte e con il sangue.
QUINDI IL POTERE HA FAVORITO QUELLE FORZE CHE DEMOLIVANO QUELLE PARTI DELLA MENTALITÀ PERBENISTA, E SE SI VUOLE BORGHESE, CHE ERANO D’OSTACOLO AL PIENO DISPIEGAMENTO DELLA POTENZA DEL MERCATO, DEL DENARO E DEL MONDO DEI CONSUMI.
Il supermercato e il centro commerciale hanno travolto la socialità che prima era delle case del popolo, dei circoli ricreativi, dei mercatini in piazza.
Quindi quando si pensa all’oggi ricordiamoci che la politica per le grandi masse è l’apparenza del momento elettorale e del dibattito televisivo MA LA VERA SOSTANZA È LA REALTÀ MATERIALE E LA REALTÀ MATERIALE È IL MERCATO E QUINDI È IL POTERE FINANZIARIO.
Quindi il primo atto da fare in assenza di una socialità originaria che scaturisce da masse organizzate e consapevoli è l’acquisizione di coscienza del singolo, per usare uno slogan: DAL CONDIZIONAMENTO DI MILIONI DI SINGOLI ALLA LORO AUTO-LIBERAZIONE.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è da ordinare il secondo. Son discorsi bellissimi, ma cosa s’ordina.

Clara Agazzi: Qui fanno bene la bistecca, ma mi dicono bene del cinghiale con i fagioli. Comunque almeno un contorno vegetariano ci vuole.

Vincenzo Pisani: Ora faccio cenno al padrone. Ma aspettate. Io sarei per ordinare anche un piatto di pollo e patate oltre al resto, lo fanno bene ve lo garantisco.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso nobile sul pollo, i fagioli, il cinghiale in umido.
Facciamo di tutto un po’ e aggiungiamoci una bistecca ai ferri con l’insalata che qui è buona, ho l’occhio clinico e ho dato qualche rapida occhiata ai tavoli vicini.
Comunque voglio replicare a Franco una banalità squallida.
Si tratta di questo: L’ESSERE UMANO VIVE IN SOCIETÀ E DALLA SOCIETÀ È CONDIZIONATO E INDIRIZZATO.
Le abitudini, la parentela, il posto di lavoro, i colleghi, le pochissime attività fuori dal lavoro travolgono l’uomo, lo trafiggono con mille banalità e consuetudini.
Tu franco pretendi che un singolo salga sopra se stesso e prenda coscienza, si alzi da solo e da solo faccia che cosa?
CHIEDI TITANI NELLA MENTE E NELLO SPIRITO E NEL CORPO E ARRIVA GENTE STANCA, MALATA, AVVILITA.
Proprio perché i poteri sono enormi il singolo non riesce a metter fuori la testa dal pozzo dove è stato ficcato, il singolo è solo e questo non va mai dimenticato.

Franco: Tu credi che i pochi che davvero preparano le guerre, le crisi finanziarie, le moltiplicazioni delle speculazioni, le crisi di borsa, le ricapitalizzazioni di Stati e multinazionali siano davvero così forti. Siano quasi dei semidei.
AL CONTRARIO SONO DEI BUROCRATI E DELLE PERSONE CON LIMITATA CONOSCENZA E SAPERE.
Non il sapere specifico per carità.
Nei loro settori fra loro ci sono certamente delle autorità mondiali.
MA QUELLO CHE LORO MANCA È LA VISIONE D’INSIEME, QUELLA CHE UN TEMPO SI CHIAMAVA FILOSOFIA.
Ovvero sono strutturalmente estranei a un pensiero che colga la totalità e abbia pretesa di esser vero.
Il super burocrate con il suo staff vede la percentuale del profitto nei prossimi sei mesi, magari è un profitto che causerà una o due guerre per procura o qualche guerra civile in qualche paese disperato agli angoli del pianeta.
Ma questo non tocca lo staff e il suo leader che deve rispondere agli azionisti e al consiglio d’amministrazione della società per azioni.
Quindi non vede mai il tutto ma solo la parte di sua competenza, vede il suo frammento, il suo piccolo tornaconto, la sua carriera.
Pensa che altri siano competenti per i danni provocati. Ma non è così.
IL NUOVO POTERE È UNA FALSA TECNOCRAZIA PERCHÉ I MOLTI ASPETTI DEL SUO MANIFESTARSI NON SI SOMMANO MAI IN UN QUADRO DI CONSAPEVOLEZZA, DI COMPRENSIONE.
Non è questo un sistema pensato come totale e in grado di alimentarsi e sostenersi nel tempo.
Infatti il Potere di oggi è stranissimo perché tende a nascondersi dietro poteri politici deboli ,quando non di facciata, e non ha né il carisma e meno che mai la volontà di reclamare per sé quello che un tempo erano il trono, e la corona.

Vincenzo Pisani: Io intanto chiamo il padrone per ordinare la carne. Comunque. Ricordati che il Potere come lo chiami te, con evidente richiamo a Pasolini, ha consenso.
MILIONI DI UMANI QUI NEL BELPAESE PENSANO DAVVERO DI POTER DIVENTARE RICCHI E BELLI CON UN COLPO DI FORTUNA, CON UNA MAGIA, CON UN MIRACOLO.
QUESTO ASPETTARE IL MIRACOLO TIENE IN VITA MOLTA PIÙ GENTE DI QUANTO NOI QUI POSSIAMO IMMAGINARE.

 
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la geotermia nel 2014

Post n°857 pubblicato il 16 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

L’energia geotermica ha raggiunto i 12.000 Megawatt nel mondo
J. Matthew Roney
www.earth-policy.org/data_highlights/2014/highlights48
Terra politica di rilascio
Data Highlight
27 agosto, 2014

Nel 2013, la capacità elettrica geotermica mondiale è cresciuta del 3 per cento fino a 11.700 megawatt in 24 paesi.
Anche se altre tecnologie per le energie rinnovabili hanno una crescita molto più veloce — a esempio, l’energia eolica si è ampliata del 21% all’anno dal 2008 mentre l’energia solare è cresciuta ad un tasso annuo del 53% — questo è stato l’anno migliore della geotermia da quando cominciò la crisi finanziaria del 2007-08.

La crescita relativamente più lenta dell’energia geotermica non è dovuta ad una scarsità di energia da trovare.
Al contrario, le sei miglia superiori di crosta terrestre detengono 50.000 volte l’energia incorporata nelle riserve di petrolio e gas del mondo.
Ma a differenza della relativa facilità nel misurare la velocità del vento e la radiazione solare, il test di trivellazione per valutare le risorse di calore in profondità prima di costruire una centrale geotermica è incerto e costoso.
Lo sviluppatore può spendere il 15% del capitale necessario al progetto per la ricerca, senza garanzie di trovare un luogo adatto.

Una volta costruita, tuttavia, una centrale geotermica può generare elettricità 24 ore al giorno con bassi costi di manutenzione e gestione — soprattutto perché non ha spese per il combustibile.
Durante la vita del generatore, gli impianti geotermici sono spesso a costi competitivi con tutte le altre fonti di alimentazione, inclusi i combustibili fossili e nucleari.
Questo è vero anche senza considerare i molti costi indiretti dell’energia elettrica generata dal fossile e dal nucleare che non si riflettono in bollette mensili per i clienti.

I primi tre paesi per la potenza geotermica installata — gli Stati Uniti, le Filippine, e l’Indonesia — rappresentano più della metà del totale mondiale.
La California ospita quasi l’80% dei 3.440 megawatt di capacità geotermica USA; un altro 16% si trova in Nevada.

Pur avendo installato più capacità di energia geotermica di qualsiasi altro paese, gli Stati Uniti attualmente generano meno dell’1% della loro elettricità con il calore della terra.
L’Islanda detiene il primo posto in quella categoria, utilizzando l’energia geotermica per il 29% della sua elettricità.
Subito dietro c’è El Salvador, dove 1/4 di elettricità proviene da impianti geotermici.
Il Kenya segue al 19 per cento. Poi ci sono le Filippine e il Costa Rica, entrambe al 15%, e la Nuova Zelanda, al 14 per cento.

L’Indonesia ha l’obiettivo di capacità geotermica più ambizioso.
Cercherà di sviluppare 10.000 megawatt entro il 2025.

Avendo ottenuto solo 150 megawatt negli ultimi quattro anni, questa sarà una salita ripida.
Ma una nuova legge approvata dal governo alla fine di agosto 2014 dovrebbe aiutare le attività del settore che si muovono in questa direzione: aumenta il prezzo di acquisto per kilowatt/ora garantito ai produttori e termina la classificazione della geotermia come attività mineraria.
(Gran parte della risorsa geotermica non sfruttata in Indonesia si trova in aree boschive dove l’estrazione è illegale).
Ancor prima che la nuova legge entrasse in vigore, la società geotermica Ormat iniziò nel mese di giugno 2014 la costruzione della più grande centrale geotermica singola del mondo, un progetto da 330 megawatt a nord di Sumatra.
L’impianto dovrebbe produrre la sua prima elettricità nel 2018.

L’Indonesia è solo una dei circa 40 paesi che potrebbero ottenere tutta la loro energia elettrica dalla geotermia locale -— una lista che include Ecuador, Etiopia, Islanda, Kenya, Papua Nuova Guinea, Perù, Filippine e la Tanzania.
Quasi tutti sono paesi dove gli elevati costi iniziali di sviluppo geotermico sono spesso proibitivi.

Per aiutare ad affrontare la mancanza di fondi per sfruttare le risorse geotermiche, la Banca Mondiale lanciò il suo piano di sviluppo geotermico globale a marzo 2013.
A dicembre, i donatori vennero con $ 115 dei 500 milioni di dollari che erano l’obiettivo iniziale per individuare e finanziare la ricerca per progetti geotermici validi nel terzo mondo.
La Banca si augura che l’esperienza acquisita da questi progetti comporterà una riduzione dei costi per l’industria geotermica complessiva.
Questa sarebbe una buona notizia su molti fronti — ridurrebbe contemporaneamente la povertà energetica, l’inquinamento atmosferico, le emissioni di carbonio, e le importazioni costose di combustibili fossili.
# # #

I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i Media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: J. Matthew Roney
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto il 16/01/2015 da F. Allegri.

 
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