Il maestro 2░ tempo 11a conversazione

Post n°869 pubblicato il 24 Febbraio 2015 da amici.futuroieri
 

Il Maestro - secondo atto – undicesima conversazione
SOGNI E BISOGNI DI UNA SOCIETÀ INQUINATA


Stefano Bocconi: Parli bene: controllo, denaro, esistenza, vita interiore, prigionieri di se stessi.
Tuttavia a fronte di tante cose belle dette e meditate credo che ti sfugga il quotidiano più prosaico e volgare.
CHI PENSA AL MONDO FUTURO O AL BENE POSSIBILE LO FA PERCHÉ HA LUI DEI PROBLEMI.
La maggior parte di quelli che cercano soluzioni di crescita spirituale o culturale è gente che sta guardandosi intorno per trovare un pezzo di sughero a cui aggrapparsi per galleggiare in questa vita invece di andare a fondo.
Chi si propone oggi elargitore di verità sane, di ricette per la felicità o la fortuna si troverà ben presto circondato da gente che ha bisogno e chiede e può dare molto poco.
Lo so che non è un bel discorso, ma le cose oggi stanno così.
COLORO CHE A TUO AVVISO POTREBBERO TROVARE UNA VIA NELL’AUTOCOSCIENZA, NELLA CONSAPEVOLEZZA, NEL RISCOPRIRE UN MONDO MIGLIORE È SPESSO GENTE CHE HA BISOGNO D’AIUTO.
Quindi avendo bisogno d’aiuto non può aiutare gli altri, perché non ce la fa da sé e non ha risorse in più da dare.

Paolo Fantuzzi: Mi spiace dover dar ragione a Stefano su questo punto ma chi ha bisogno ha in testa il suo problema e come lo risolse o sta un po’ meglio si ferma lì.
Tu caro Franco pensi che si possa elevare il singolo e questo di per sé dovrebbe portare a una crescita di tutta la società.
OGNI SINGOLO RESO MIGLIORE DOVREBBERO DIVENTARE UN PICCOLO ESERCITO DEL BENE COMPOSTO DA UNA SOLA PERSONA.
Questo è impossibile.
I singoli che cercano l’elevazione e la cultura per migliorarsi sono persone appunto bisognose in senso morale e materiale, quando avranno pensato a se stessi non ne avranno per gli altri.
Anzi direi che proprio il fatto di sentire in modo aspro un mancato riconoscimento economico, l’aver perso una posizione nella società, l’aver rovinato una buona occasione, l’aver subito una calunnia o un torto grave è la molla che porta a cercare una qualche forma d’elevazione, di miglioramento.
Chi è ricco e si diverte spendendo l’equivalente di mesi o anni di stipendio di un dipendente pubblico o privato in una vacanza o in lussi non ha il bisogno spirituale o culturale di elevarsi sopra la propria condizione umana.
Il sistema offre questo: PUOI ESSER TUTTO CIÒ CHE PUOI COMPRARE.
Se uno ha i soldi non ha bisogno dello spirito o della magia, della religione, di nulla.
Chi è oppresso, triste, risentito lui ha bisogno di cultura, spiritualità, elevazione che spesso si risolve in un modo per star un po’ meglio, per avere una compensazione immateriale di dubbia forza al posto di un concreto potere che apre le porte di negozi, supermercati, autosaloni e cose del genere.

Franco: Sarà, ma a me non risulta che gli uomini siano Dei.
Mi risulta che gli umani dei due sessi siano, cosa di cui erano convinti anche gli antichi, per l’appunto mortali.
Quindi in quanto mortali essi devono sapere che la realtà nella quale sono chiamati a vivere è una realtà in mutazione e trasformazione e che alcuni oggetti e beni che sono in loro possesso resteranno interi anche quando non ci saranno più e,magari diventeranno eredità di qualcuno che viene dopo di loro.
Quindi c’è un limite nel potere del denaro che qui ora si nota male perché siamo mentalmente aggrediti da continui messaggi pubblicitari e corrisponde al fatto che la vita inizia con la nascita e finisce con la morte.
C’è un limite che è quello della naturale cessazione dello stare in vita e per quanto per secoli alchimisti, sapienti, stregoni e recentemente scienziati cerchino una via per evitare ciò che conduce naturalmente alla morte essa si manifesta lo stesso.
IL DISCORSO DEL GODERSI IL PRIVILEGIO DELLA RICCHEZZA VALE NELLA MISURA IN CUI IL LIMITE DELL’UOMO CHE È IL FATTO DI ESSER NELLA SUA ESSENZA UN DATO NATURALE È RIMOSSO, ANZI MISTIFICATO.
Chi crede che il denaro sia l’unico potere lo fa di solito in forza dell’inganno tipico della società dei consumi per il quale all’umano naturale con il suo ciclo vitale si sostituisce un umano di fantasia, un consumatore ideale, un figurino che esiste e vive solo nella pubblicità, in televisione e al cinema.
Accetto però della vostra critica la verità di fondo che SPESSO CHI CERCA LO FA PERCHÉ SENTE UN BISOGNO O UNA CONDIZIONE DI MINORITÀ.
Credo sia vero. Del resto chi è sazio, ricco, felice, perché dovrebbe metter in discussione se stesso e magari rifar di nuovo la sua esistenza?
Chi sente che ciò che è non basta a se stesso cerca, interroga, studia.

Vincenzo Pisani: Scusate ma mi pare che ci siamo. Arriva prima la specialità della casa.


Il padrone porta dei vassoi con la prima portata fagioli e un abbondante razione di cinghiale in umido, fa cenno che sta per arrivare il resto.
Vincenzo prende il vassoio e fa le parti.


Clara Agazzi: Questo dovrebbe farvi star zitti e metter in moto le mandibole.
COMUNQUE AGGIUNGO CHE ESISTE UN CERCARE CHE È OLTRE IL BISOGNO.
Esiste nell’essere umano una spinta alla curiosità, alle domande esistenziali, alla ricerca di una verità che non sia l’apparenza del momento.
Inoltre gli umani sono uomini e donne e i due sessi s’interrogano sul futuro, si chiedono cosa sarà di loro e dei loro affetti domani e dopodomani.
NELLA PERSONA C’È UNA DIMENSIONE INTERIORE CHE È DIVERSA DA QUELLA ANIMALE, C’È PROGETTO, AMBIZIONE, CURIOSITÀ, VOGLIA DI MANIFESTARSI NEL MONDO PER MEZZO DELL’AZIONE E DELLA CREATIVITÀ.
Che questo oggi sia piegato all’interesse economico è un dato di fatto.
I poteri dominati sono economici e finanziari e impongono il loro punto di vista e la loro logica a tutti quanti.
Ma in altri tempi dove non c’era questo potere o era ridimensionato da re e principi o da sacerdoti e vescovi, allora esistevano altre concezioni della società e della condizione umana.

Paolo Fantuzzi: Questo è vero. Ma io vivo nel qui e ora e con questo tempo devo far i conti.
Ora scusate che voglio finire questo pezzo di cinghiale che mi sta provocando dal piatto.

Stefano Bocconi: Non avere scrupoli, butta dentro. Roba sana.
Comunque questo non risolve il problema di fondo, ovvero che OGGI I MOLTI HANNO BISOGNO D’AIUTO E CON DIFFICOLTÀ POSSONO DARLO, si chiama individualismo e mercato selvaggio, due cose che combinante assieme creano grossi problemi e spaccano la naturale inclinazione alla solidarietà e alla collaborazione fra uomini.
QUESTA COMBINAZIONE CREA LE CONDIZIONI PER UN MERCATO SENZA UNA SOCIALITÀ E CON POTERI POLITICI DEBOLI E DEBITORI VERSO I RICCHISSIMI.

Franco: E allora proprio tu vedi il problema e lo proponi.
In una società disgregata, violenta, competitiva, come è il caso nostro, per forza di cose vengono prodotti coloro che cercano una via d’uscita da un modello di vita e di produzione che è pericoloso e inquinante.
UNA SOCIETÀ DI SINGOLI TENUTI ASSIEME DALL’INTERESSE MATERIALE E DALLA PAURA DI PUNIZIONI E LEGGI È UNA SOCIETÀ UMANA DEBOLE, DISSOLUTA, CINICA E OVVIAMENTE BRUTTA.

 
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Nader e le guerre in medio oriente

Nell’Interesse Pubblico
Danneggiare il nostro Paese con scelte di guerre

Ralph Nader
18 settembre 2014

I tamburi di guerra stanno battendo ancora una volta con l’avanguardia dei bombardieri degli Stati Uniti già sull’Iraq (e presto sulla Siria) per, nelle parole del presidente Obama, “indebolire e distruggere l’ISIS”.
Il partito repubblicano, guidato dai senatori per la guerra a – ogni - costo Lindsay Graham e John McCain, vuole un esercito più forte che significa solo soldati statunitensi sul campo.

Qui ci vanno di nuovo.
Un altro risultato della guerra di Bush in Iraq.

Washington ha già speso migliaia di vite americane, centinaia di migliaia di feriti e malati americani, e più di un milione di vite irachene.
Il risultato: l’uccisione o la cattura dei capi di Al Qaeda, ma unita alla diffusione di Al Qaeda in una dozzina di paesi e l’emersione di una nuova minaccia chiamata Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS), che ha il controllo nominale su un’area della Siria e dell’Iraq più grande del territorio della Gran Bretagna.

Quindi, nessun insegnamento è stato tratto.
Continuiamo ad attaccare i paesi e a schierarci con un gruppo settario contro un altro e questo crea solo caos e mette in moto il ciclo della vendetta e fa esplodere nuovi conflitti interni.
Quindi, se scuotere un vespaio spinge più vespe a costruire nuovi nidi, non è il momento di ripensare la militarizzazione della politica estera americana?
Questa aumenta solo il caos violento in quella regione con il rischio di un colpo di ritorno che interessi il nostro Paese, come i kamikaze che attaccano le zone densamente popolate.
Questo tipo di attacco è molto difficile da fermare, come abbiamo visto migliaia di volte all’estero in Iraq e in Afghanistan.

Secondo Richard Clarke, l’ex consigliere anti terrorismo alla Casa Bianca di George W. Bush, Osama bin Laden voleva che Bush invadesse l’Iraq, in modo che più musulmani avrebbero preso le armi contro gli Stati Uniti e più musulmani avrebbero odiato il nostro paese dopo la distruzione del loro terra e della loro gente.
Allo stesso modo, l’ISIS non avrebbe niente di meglio che coinvolgere gli Stati Uniti e i nostri soldati in una guerra di terra in modo che esso possa radunare più persone per espellere il gigantesco invasore statunitense.

Poi c'è la massiccia reazione eccessiva del nostro governo e dei suoi contrattisti aziendali sempre favorevoli.
L’instabilità politica si diffonde e le nostre istituzioni democratiche, già indebolite nella loro difesa della libertà, del giusto processo, e dello stato di diritto, sono ulteriormente sopraffatte dai dettami di polizia di uno stato di sicurezza nazionale redditizio.

Randolph Bourne, un centinaio di anni fa, scrisse un saggio con queste parole sulla guerra:
“Essa mette in moto automaticamente in tutta la società quelle forze irresistibili per l’uniformità, per la cooperazione appassionata con il governo e costringe all’obbedienza i gruppi minoritari e gli individui che non hanno il più grande senso del gregge ... Altri valori come la creazione artistica, la conoscenza, la ragione, la bellezza, la valorizzazione della vita, sono sacrificati immediatamente e quasi all’unanimità ...”

Benjamin Franklin comprese questo panico collettivo, quando disse che le persone che preferiscono la sicurezza alla libertà, non le meritano entrambe.

La questione fondamentale è se la nostra società civile può difendere le nostre istituzioni fondamentali per mantenere una società democratica.
Riusciranno i nostri tribunali a piegare prima il super raggiungimento del panico voluto dal Potere Esecutivo e dalle sue forze armate?

Il nostro Congresso e le legislature statali staranno fermi davanti al sacrificio della nostra libertà e dei nostre bilanci pubblici che servono alle necessità della nostra società civile davanti ad un eccesso di reazione da ultimatum da stato militare o di polizia?
Riusciranno i nostri media a resistere alla super concentrazione sulla “guerra al terrore” e a darci altre notizie importanti sul corso della vita americana?

Il nostro governo presterà maggiore attenzione alla prevenzione delle perdite annuali di centinaia di migliaia di vite americane dovute a infezioni ospedaliere, casi di mala-sanità, prodotti difettosi, inquinamento atmosferico, ai farmaci non sicuri, ai luoghi di lavoro tossici e ad altri pericoli domestici?

Non è probabile.
Le conseguenze delle atrocità dell’undici settembre provocarono una reazione brutale.
Nella devastazione di due paesi e dei loro civili, un numero molto maggiore di soldati americani fu ferito e ucciso rispetto a quelle vite perse il 11/09, per non parlare delle migliaia di miliardi di dollari che avrebbero potuto essere spesi per salvare molte vite qui e per riparare, con lavori ben retribuiti, il pubblico fatiscente che opera nelle nostre comunità.

Purtroppo, le nostre istituzioni democratiche e l’attività civile non sono attualmente disposte ad opporsi con le forze della ragione, della prudenza e delle risposte intelligenti per prevenire un esaurimento nervoso nazionale - quello che sembra essere molto redditizio e che concentra il potere verso i pochi contro i molti.

Considerate ciò che i nostri leader hanno fatto per la nostra democrazia durante la loro “guerra al terrorismo”.
Leggi segrete, tribunali segreti, prova segreta, retata segreta, investigazioni su tutti, non verificabili, una spesa segreta e enorme per pantani militari all’estero, le prigioni segrete e persino decisioni giudiziarie censurate che dovrebbero essere divulgate pienamente!
I pubblici ministeri del governo spesso hanno fatto confusione sul loro dovere di dimostrare la causa probabile e di rispettare l’habeas corpus e gli altri diritti costituzionali.
Migliaia di persone innocenti sono state incarcerate senza accuse e detenute senza avvocati dopo l’11 settembre.

I leader di Al Qaeda hanno voluto infondere non solo la paura per la sicurezza pubblica in America, ma anche indebolirci economicamente legandoci all’estero.
Perché i nostri governanti sono obbligati?
Perché, in maniera grottesca, il potere a Washington e il profitto a Wall Street ne beneficiano.

Solo il popolo, che non beneficia di queste guerre, è in grado di organizzare l’esercizio della sua sovranità costituzionale per plasmare le risposte che promuovono la sicurezza senza danneggiare la libertà.

L’uno per cento dei cittadini diversamente organizzati nei distretti congressuali e che riflette il “sentimento pubblico” può capovolgere, magari con il sostegno finanziario di un miliardario illuminato o due, il Congresso e la Casa Bianca.
Sei pronto a questa sfida?


Tradotto da F. Allegri il 22/02/2015.

 
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L'energia fossile dell'Artico

Lo sviluppo dell’energia fossile all'Artico è un cattivo investimento
Emily E. Adams
www.earth-policy.org/plan_b_updates/2014/update125
Earth Policy Release
Plan B Aggiornamento
17 settembre 2014

Anche i maestri degli scacchi possono sbagliare una grande mossa quando sono adescati per cercarne una diversa.
Per esplorare questo fenomeno, i ricercatori hanno seguito i movimenti oculari dei maestri scacchisti quando hanno giocato su varie scacchiere con schemi diversi.
Sulla prima scacchiera, i giocatori potrebbero raggiungere lo scacco matto con una mossa familiare.
Quando ricevono la seconda scacchiera, gli occhi dei giocatori guardano i pezzi coinvolti nel movimento familiare, invece di esaminare l’intera scacchiera.
In effetti, la soluzione iniziale li acceca e non gli fa valutare opportunità nuove e migliori.

In modo simile, il mondo è stato accecato dal petrolio e dal gas, visto che i modi comuni per produrre l’economia e simili continuano a cercarli in luoghi difficili da raggiungere, come l’Artico, anche se i costi crescono e il rendimento diminuisce.
Un esempio del mondo che è immerso in queste modalità fu l'annuncio del 28 agosto che la Royal Dutch Shell, nonostante le molte battute d’arresto degli ultimi anni, ha presentato i piani al governo USA per cercare ancora il petrolio al largo dell’Alaska, già dall’estate 2015.

Attualmente, circa il 10% del petrolio del mondo e un quarto della sua produzione di gas naturale provengono dalla regione artica, che si è riscaldata di oltre 2 gradi Celsius a partire dalla metà degli anni 1960.

I paesi che si affacciano sul Mar Glaciale Artico si organizzano per espandere i loro diritti al di là delle tradizionali 200 miglia di zona economica esclusiva in previsione di future scoperte di petrolio e gas.
Secondo le stime attuali, gli Stati Uniti hanno le maggiori risorse petrolifere dell'Artico, sia in mare aperto che sulla terra.
La Russia arriva seconda per il petrolio, ma ha più gas naturale.
La Norvegia e la Groenlandia sono virtualmente legate per il terzo posto che combina le più grandi risorse di petrolio e di gas insieme.
Il Canada arriva quinto, con parti quasi uguali di petrolio e gas naturale.

Nello sviluppo di queste risorse, la Russia è in testa al gruppo.
La produzione è iniziata in quasi tutti i 43 grandi giacimenti di petrolio e gas naturale che sono stati scoperti nell'Artico russo, sia a terra che in mare aperto.
La Russia ottenne il suo primo petrolio da una piattaforma off-shore in acque artiche nel dicembre 2013.
Il 9 agosto 2014, ExxonMobil e Rosneft (Russia) insieme cominciarono la trivellazione petrolifera nel nord della Russia e al largo della Siberia.
Novatek (Russia) sta lavorando con la francese Total e la China National Petroleum Corp per sviluppare un impianto di gas naturale liquefatto nella regione artica.
Tuttavia, le sanzioni europee e americane stringenti contro la Russia dovute alla crisi Ucraina minacciano il futuro di queste joint ventures.

La Norvegia — dove l’industria del petrolio e del gas somma quasi un terzo delle entrate pubbliche — vanta attualmente l’unico impianto di gas naturale liquefatto operativo a nord del Circolo Polare Artico, gestito da Statoil nel Mare di Barents.
Insieme con l’italiana Eni, Statoil è coinvolta anche nello sviluppo del giacimento di petrolio di Goliat, che dovrebbe entrare in rete nel 2015.
Questa sarà la prima produzione di petrolio nel Mare di Barents che è molto ricco e delimitato da Norvegia e Russia.
A nord e ad ovest, la Groenlandia mette all’asta avidamente licenze di trivellazione sin dalla fine degli anni ‘70 e, più recentemente, negli anni 2000, ma finora tutti i suoi pozzi sono a secco.

Il Canada fece perforazioni esplorative nel suo territorio artico negli anni ‘70 e ‘80, ma questi sono diminuiti negli anni novanta.
Da allora, solo un pozzo esplorativo offshore è stato perforato, nel 2005-06, ma è stato abbandonato successivamente.
Un ostacolo allo sviluppo è la mancanza di infrastrutture per portare i combustibili fossili sul mercato, spesso questo richiede grandi fondi per finanziare la sua costruzione.
In Alaska, il giacimento terrestre di Prudhoe Bay — uno dei più grandi del Nord America -— ha avuto questo ruolo.
Scoperto nel 1967, fu grande abbastanza per finanziare la costruzione del TransAlaska Pipeline.
Dopo che fu costruito, lo sviluppo dei giacimenti di petrolio più piccoli, situati nelle vicinanze è diventato commercialmente valido.

Royal Dutch Shell è la più avanzata nello sviluppo del petrolio offshore dell’Alaska.
Mentre i prezzi del petrolio aumentavano negli anni duemila, così fece l’interesse di Shell.
Allora i piani di Shell furono ritardati dalle cause giudiziarie e da una moratoria del governo degli Stati Uniti sull'attività Arctica dopo il caso della fuoriuscita di petrolio dal Deepwater Horizon della BP nel Golfo del Messico.
Ulteriori ritardi seguirono dopo il danno ad una cupola di contenimento della Shell, che era stata progettata per catturare il petrolio in caso di fuoriuscita, durante i test a Puget Sound nello stato di Washington.
Nel 2012, la Shell ha avuto una stagione di inizio e fine delle perforazioni, interrotta da iceberg alla deriva, che è stata coronata dalla distruzione di uno dei suoi impianti di perforazione durante una forte tempesta.
L’azienda ha scelto di fermare tutta la perforazione nel 2013.

Nei primi mesi del 2014, una corte federale ha stabilito che il governo degli Stati Uniti ha fatto un errore fondamentale quando ha calcolato l’impatto dello sviluppo dell’estrazione del petrolio e del gas per l’ambiente artico.
Pertanto le licenze di Shell per perforare non erano valide e lei ha perso un’altra stagione di perforazioni.
Finora, la Shell non ha una goccia di petrolio da mostrare per i 5 miliardi di dollari che ha speso per i suoi recenti sforzi al largo dell’Alaska, eppure ha mosso i primi passi per tentare di nuovo nel 2015.

Come ha dimostrato la Shell, l’operare nella regione artica comporta grandi rischi.
La contrazione del ghiaccio nel mare Artico permette alle onde di diventare più potenti.
Il ghiaccio rimanente può essere rotto più facilmente e suddiviso in lastroni di ghiaccio che possono scontrarsi con navi o cone piattaforme di perforazione.
I grande iceberg possono setacciare il fondo dell'oceano, facendo scoppiare i tubi o altre infrastrutture sepolte.
Gran parte delle infrastrutture a terra è costruita sul permafrost — terreno gelato — che può spostarsi mentre la terra è sciolta dal riscaldamento regionale, minacciando delle rotture dei tubi.
Già, fonti russe ufficiali stimano che ci siano state più di 20.000 fuoriuscite annuali di petrolio dagli oleodotti in tutta la Russia negli ultimi anni.
Le operazioni artiche sono lontane dal supporto principale in risposta alle emergenze.
Le condizioni di gelo le rendono pericolose per gli equipaggi che stanno fuori per lunghi periodi di tempo.
Anche i sistemi di comunicazione sono meno affidabili alla fine della Terra.
Perché prendere tali rischi per cercare questi combustibili sporchi quando le alternative al petrolio e al gas attendono di essere prese?

Invece di cercare nuovi modi per ottenere il petrolio, possiamo cercare modi migliori per spostare persone e merci.
Bus di trasporto rapido, metropolitane leggere e treni ad alta velocità possono spostare più persone con meno energia rispetto alla macchina.
E per le auto che rimangono sulla strada, quelle elettriche o ibride ma anche elettriche — alimentate da una griglia di energia pulita -— sono molto più efficienti rispetto a quelle con un motore a combustione interna tradizionale.
Incoraggiare l’uso della bicicletta attraverso piste ciclabili e programmi di bike-sharing tiene la gente attiva e lontana dalle automobili.

Il gas naturale, che viene utilizzato principalmente per la produzione di energia elettrica, può essere sostituito dall’energia generata dai progetti eolici, solari, e geotermici.
Molti paesi stanno dimostrando ciò che è possibile con le energie rinnovabili.
La Danimarca ottiene già un terzo della sua energia elettrica dal vento.
L’Australia è ormai costellata di sistemi solari su 1 milione di tetti.
L’Islanda produce energia geotermica sufficiente a soddisfare quasi il 30% del suo fabbisogno di energia elettrica.
Questi sono solo alcuni esempi per guardare oltre la vecchia soluzione familiare e per andare ad una migliore e più pulita.
La ricerca rischiosa dei depositi di petrolio e gas sotto ogni roccia e iceberg è una distrazione costosa degli investimenti per un futuro di energia pulita.

# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i Media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: Emily E. Adams
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto da F. Allegri il 17/02/2015.

 
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Il carnevale

Post n°866 pubblicato il 16 Febbraio 2015 da amici.futuroieri

Il Carnevale a Cerreto Guidi

16/02/2015

Di F. Allegri

E’ iniziato il Carnevale di Cerreto: la voglia di giocare e di mascherarsi dei bambini del paese è stata più forte del maltempo e delle avversità.

A causa di questa fastidiosa pioggerella abbiamo avuto una domenica di festa ridotta, ma simpatica, scriverei paesana.

Va aggiunto che la Pro – loco, le contrade e i commercianti di Cerreto non si sono arresi e hanno deciso che domenica 22 ci sarà una nuova giornata di Carnevale, con giostre e massimo divertimento.

Nel frattempo abbiamo capito e visto che le rampe del Buontalenti e la Piazza Vittorio Emanuele (senza i cedri del Libano e con il suo pratino non curato) sono un posto giusto per celebrare il Carnevale.

In sostanza, ieri abbiamo avuto un’anticipazione del Carnevale.

Abbiamo visto i gruppi mascherati creati dalle contrade e da gruppi di cerretesi volenterosi e capaci di confezionare gli abiti più stravaganti.

Abbiamo visto i primi punti di ristoro, il palco del concorso mascherato, i banchi dei dolciumi.

Domenica avremo la festa completa, nel programma c’è lo spettacolo dei trampolieri, sono previste giostre e gonfiabili, altri punti di degustazione e uno spettacolo itinerante.

Ci sarà di nuovo il concorso mascherato per i bambini e l’ingresso sarà ancora gratuito.

Resta solo l’augurio finale: si vuole una domenica di sole!

 
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DENARO E ILLUMINAZIONE INTERIORE

Il Maestro - secondo atto – decima conversazione
DENARO E ILLUMINAZIONE INTERIORE

Di I. Nappini

Clara Agazzi: Questo ragionamento del qui e ora è corretto fino a un certo punto.
Occorre pensare anche al futuro, specie chi ha figli, o affetti, o cose che ama.
Come pensare che tutto il pensiero di una persona perbene e con la testa a posto abbia lo spazio di autonomia di pochi giorni, settimane, mesi.
Inoltre l’idea di dover affidare il proprio futuro sia pur esso lontano, anzi remoto, a esperti di qualsiasi natura lo trovo un pensiero insidioso.
In fondo credo che le migliaia di differenti comunità (siano esse forestiere o domestiche che si trovano nella penisola) potrebbero acconciarsi a seguire a qualche forma di seria mediazione politica per governare il futuro di tutti quanti.
Come si fa ad escludere la possibilità che tante differenze non possono unirsi.

Vincenzo Pisani: Perché, e qui rispondo io, tante differenze spesso si portano dietro richieste e necessità inconciliabili fra loro e la mediazione è impossibile o minata dal reciproco sospetto, da ricatti incrociati, da compromessi umilianti o meschini e da speranze di rivalsa.
Propongo un esempio dove questo è impossibile.
Si consideri un territorio dove vive una comunità italiana di ceto medio ma impoverito che è la maggioranza, una minoranza di stranieri e immigrati poveri che ne formano il sottoproletariato, una minoranza d’immigrati ricchi che formano il ceto per così dire dei lavoratori specializzati e del ceto medio che si sta arricchendo, una minoranza di italiani ricchissimi che non vuole condividere nulla delle loro grandi ricchezze con i connazionali e i forestieri di ceto più basso.
Pongo che in questo territorio che chiamerò X arrivi un evento funesto che chiamerò Y e che può essere in questo caso un grave incendio estivo che minaccia tutte queste categorie.
Chi può pensare che da sé questi gruppi umani che pure condividono linguaggio comune e territorio s’accordino fra loro?
Pensate per un attimo alle conseguenze della minoranza di ricchissimi che per salvarsi dovrebbe mettersi d’accordo con i ceti poveri stranieri e con i ceti medi degli italiani impoveriti, in un attimo verrebbero spogliati dei loro beni in nome della salvezza comune e della pace sociale davanti al pericolo.
Senza il rigore della legge applicata dalla polizia e le punizioni severe della magistratura i poveri e i ceti medi impoveriti scatenerebbero subito una violenta aggressione contro i ricchi e i ricchissimi; a costo di bruciare assieme in un falò gigante le componenti sociali contrapposte non s’aiuteranno.
Inoltre che vantaggio hanno quelli che sono poveri o sono impoveriti a favorire il perdurare di una situazione che li vede materialmente oppressi; un grande fuoco purificatore e inceneritore li vedrebbe alla fine premiati perché dalla ricostruzione potrebbe nascere qualche occasione di far soldi o comunque sia di mettere in discussione le gerarchie di potere che hanno subito.
PER QUESTO PROPRIO NEL BISOGNO E NELLA DIFFICOLTÀ UNA SOCIETÀ PRIVA DI VALORI, DISGREGATA, COMPLESSA, PIENA DI RABBIA E RISENTIMENTO HA BISOGNO DI UN SOGGETTO ESTERNO CHE SALVA LA SITUAZIONE.
A seconda delle emergenze si può chiamare polizia, protezione civile, esercito, ufficio tecnico di qualche istituzione, agenzia governativa.
Una società umana segnata dalla precarietà, dall’odio e dall’invidia sociale, da ogni sorta di tensioni religiose e politiche non può fare autogoverno.
Una struttura burocratica esterna deve intervenire come il Leviatano di Hobbes per mettere ordine e imporre una società umana dove l’uomo è diventato lupo per il suo simile e dove ormai vige la legge della giungla dove tutti hanno diritto a tutto e si combattono ferocemente fra loro.

Franco: Il Pisani mi ha rubato la risposta. Infatti da tempo mi sono convinto che il primo effetto della precarietà e dei desideri indotti dalla pubblicità commerciale sia la FRAMMENTAZIONE DEL CORPO SOCIALE.
L’INGRESSO DI MILIONI DI FORESTIERI NELLA PENISOLA LO PONGO DENTRO IL CONCETTO DI PRECARIETÀ
perché l’emigrazione causata da povertà o necessità di trovare lavoro da immigrato è funzionale alle forme di produzione capitalistica che preferisce avere della forza-lavoro di riserva che non s’integra con le tradizionali forme di sindacato e di rivendicazione.
QUESTE DUE COSE COMBINATE HANNO RIDOTTO AI MINIMI TERMINI SE NON ADDIRITTURA DISTRUTTO LE ANTICHE FORME DELLA SOLIDARIETÀ E DEL BUON VICINATO TIPICHE DEL BELPAESE.
Il mio come sapete è un ragionare che per forza del dialogo s’allarga per cerchi.
Come dei sassi lanciati in uno specchio d’acqua il mio discorso s’allarga e diventa più ampio e complesso.
Quindi ora aggiungo qualcosa e vi dico che dovete guardare la precarietà nel senso più ampio del termine, I DESIDERI INDOTTI DALLA PUBBLICITÀ COMMERCIALE, LA CIVILTÀ DELLO SPETTACOLO E DELLA COMUNICAZIONE COME UNA COSA UNICA.
Questi tre elementi sono i termini con i quali convive ogni giorno la stragrande maggioranza degli abitanti della penisola e dell’Europa.
Chi si LIBERA anche temporaneamente dai condizionamenti indotti da queste ombre che penetrano nella mente trova quell’istante di serenità che gli consente di capire cosa è diventato e cosa è questo mondo umano così infelice.
Quello è l’istante in cui per il singolo finisce l’opera in nero di questi anni e può costruire un suo percorso di purificazione e di chiarimento.
PRIMA PERÒ DEVE ARRIVARE A VEDERE LA COMPLESSITÀ se non razionalmente almeno come impressione, come momento d’illuminazione.

Stefano Bocconi: Ma quando uno come me arriva al punto di vedere l’insieme del mondo in cui vive dall’esterno, anzi a vedersi in modo distaccato, analitico, quasi da scienziato cosa può fare?
Rimane come è con un poco di consapevolezza in più, potrebbe perfino diventar ancor più infelice.

Paolo Fantuzzi: Magari può cercare gente che la pensa come lui, trovare sostegno per le sue idee, venire a sapere che altri approvano quel che dice e pensa.
Certo il tipo che diventa consapevole deve però divulgare ciò di cui ragiona, esprimersi, discutere.
FARE QUALCOSA CHE SI CHIAMA POLITICA.

Franco: Intanto sul momento deve prendere coscienza.
Svegliarsi per così dire dalla grande illusione di vivere nell’unica realtà possibile ossia quella DELL’IMMEDIATO PRESENTE COSÌ COME CI VIENE NARRATO DAL MONDO DELLO SPETTACOLO E DELLA COMUNICAZIONE E DELLA PUBBLICITÀ.
Da quel momento si può liberare dai condizionamenti indotti e dai persuasori più o meno occulti.
A quel punto inizia la sorpresa quasi infantile di esplorare con stupore il proprio mondo con intenti e animo diversi, anzi personali e quindi autentici.

Vincenzo Pisani: Scusate ma ora faccio cenno per ordinare il secondo. Chiamo il capo e ci facciamo mostrare la bistecca, qui la cucinano in modo semplice ma vi assicuro che è buonissima.

Il padrone chiama il personale della cucina e ripete l’ordinazione presa al tavolo.
Si presenta al tavolo e fa bella mostra di una bistecca di gran qualità, Vincenzo Pisani comincia a scherzare con lui dimenticandosi della conversazione comune.

Franco: Mentre Vincenzo Pisani ragiona con il caposala per i secondi voglio concludere il mio discorso.
SENZA UNA IDENTITÀ PROPRIA, FORTE, PRECISA IL SINGOLO NON PUÒ TROVARE LA SUA STRADA E LE SUE RAGIONI DI VITA IN UN MONDO DI FOLLE DI SOGGETTI INDIVIDUALI CHE SI MUOVONO FRA CENTRI COMMERCIALI, PERIFERIE PIÙ O MENO BRUTTE, POSTI DI LAVORO PIÙ O MENO ALIENANTI E DA ALIENATI.
Non può.
Se egli non ha fatto un lavoro su di sé e creato una forte coscienza sarà attratto di qua e di là dove lo spingono gli spettacoli più accattivanti e la comunicazione del momento.
QUINDI IL RENDERSI CONTO DI AVER DA TROVARE UNA PROPRIA STRADA E UN PROPRIO PERCORSO DI VITA È UN LAMPO.
Esattamente un lampo di tempo, ossia l’istante nel quale diventa ovvio che c’è una mappa concettuale del mondo da riscrivere e disegnare di nuovo.
Quando viene in essere questo diventa possibile che nel singolo si formino le forze per rimettere in discussione concetti, pregiudizi, consuetudini, logiche comportamentali.
Da questa tensione interiore può nascere qualcosa di nuovo e di positivo e si possono organizzare con altri che sono sullo stesso cammino associazioni o gruppi di carattere benefico, di studio, di ricerca, di attività critica e riformatrice.
SI PUÒ FORMARE UNA RETE DI PERSONE CHE SI AIUTANO E SI MIGLIORANO.

Clara Agazzi: Questo è un santo proposito.
Ma dopo cosa accadrà. Non si può pensare che della gente perbene e saggia solo perché perbene e saggia assuma su di sé il potere d’innalzare i molti che non sono né buoni, né saggi, né sapienti ma forse proprio l’esatto contrario.
Ancor meno non è chiaro come questa buona gente dovrebbe mettersi al servizio della collettività.
Devono forse diventare loro stessi dei ricchi imprenditori?

Paolo Fantuzzi: Questo sarebbe coerente, nell’impossibilità di competere con forze così compatte e irresistibili uno le imita. Per la serie se non puoi batterli, unisciti a loro.

Stefano Bocconi: Non credo che voglia dir questo.
Credo che Franco pensi A UNA SORTA DI CONQUISTA DELLA CONSAPEVOLEZZA CHE DA PICCOLI NUMERI SALE VERSO GRANDI NUMERI, UNA SORTA DI AUTO-EDUCAZIONE COLLETTIVA CHE DIVENTA POI ASSOCIAZIONE DI LIBERI E CONSAPEVOLI.
Mi sembra però un percorso lungo, difficile, fragile in un Belpaese quale è il nostro dove per i molti il denaro è tutto e Dio è denaro.

Franco: Ma il denaro oggi cosa è mai? Anzi.
Rovescio i termini e faccio un’affermazione: “oggi la felicità e la ricchezza di un singolo devono esser quantificate in termini di denaro perché è un termine numerico e quindi facilmente controllabile e gestibile da coloro che hanno il potere di creare il denaro.”
IL DENARO È ANCHE CONTROLLO E GESTIONE DELLO SPAZIO POLITICO E DI VITA SOCIALE; IL DENARO NON È SOLO LA MERCE CHE ACQUISTA TUTTE LE MERCI È ANCHE UNA FORMA CONTEMPORANEA DEL DOMINIO DEI POCHI SUI MOLTI.
Da qui la mia convinzione che per trovare una via d’uscita da una condizione di minorità e di sottomissione sociale occorre capire molto bene in cosa consiste questa minorità e in cosa consiste questa sottomissione lavorando su se stessi.
SE SI RIMANE IGNORANTI DI QUESTE COSE E DEL SENSO DELLA PROPRIA ESISTENZA SI RESTA PRIGIONIERI DI SE STESSI E L’UMANITÀ DEL SINGOLO DIVENTA UNA PRIGIONE.

 
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Il lato oscuro della sanitÓ USA

Nell'Interesse Pubblico
La rovina dell’industria farmaceutica sfrenata

12 settembre 2014

Ralph Nader

È notevole come le aziende farmaceutiche molto redditizie - mentre si fondono in un minor numero di grandi  multinazionali - continuino a farla franca attraverso capitalismo malato.
Nonostante le frequente denunce di misfatti, l’esercito dei lobbisti delle imprese farmaceutiche a Washington continua a guadagnare influenza politica e a rastrellare il welfare aziendale a spese dei contribuenti.
L’industria farmaceutica va oltre il capitalismo clientelare quando carica sugli americani i prezzi dei farmaci più alti nel mondo.

Ecco un breve elenco del piatto di miele prodotto dal muscolo del lobbying da 300 miliardi di dollari l’anno dell’industria farmaceutica.
Riceve miliardi di dollari in crediti d’imposta per fare ricerca e sviluppo che dovrebbe fare in ogni caso.
Alcune aziende hanno mietuto miliardi di dollari di ricavi quando hanno avuto i diritti esclusivi per commercializzare un farmaco, come il Taxol, sviluppato dal National Institutes of Health (NIH) governativo.
Queste società raggirano e ingannano i pazienti senza alcun controllo dei prezzi o pagamento dei diritti al NIH.
(Vedi http://keionline.org/, per altre informazioni.)

L’industria farmaceutica spende molto di più per il marketing e la pubblicità per i medici e i pazienti di quello che spende per la ricerca e lo sviluppo.
Altri fondi dell’industria farmaceutica vanno a influenzare i politici per impedire la realizzazione di restrizioni al prezzo visti i suoi margini di profitto impressionanti.

Mentre il Dr. Marcia Angell, l’ex direttore del New England Journal of Medicine scrisse nel suo libro, The Truth About the Drug Companies: “Solo una piccola parte dei suoi farmaci è veramente nuova; la maggior parte è semplicemente ‘anche’ una variazione sui vecchi farmaci”.
Il Dr. Angell aggiunge che l'industria è “soprattutto una macchina da marketing per vendere farmaci che danno benefici dubbi, usando la sua ricchezza e il potere di cooptare ogni istituzione che possa avere davanti, inclusi il Congresso degli Stati Uniti, la Food and Drug Administration, centri medici accademici e la professione medica in sé”.
Tra l’altro, l’industria farmaceutica è tenuta per legge a finanziare gran parte del bilancio di revisione sanitario della FDA che contribuisce a questa supervisione regolamentare debole.

Katharine Greider sottolinea nel suo libro The Big Fix: How the Pharmaceutical Industry Rips off American Consumers che “Altri paesi si muovono per controllare i prezzi e limitare fortemente la pubblicità”.
Ciò non accade negli USA, dove molti pazienti si confrontano con un sistema “pay or die”.

Negli ultimi anni questa difficile scelta ha fatto notizia.
I nuovi farmaci, come il Sovaldi per curare l’epatite C, costano ai consumatori o ai contribuenti 84 mila dollari per un ciclo completo di trattamento o 1.000 dollari a pillola al giorno!
Lo stesso trattamento farmacologico, secondo il Washington Post, costa “57 mila dollari in Gran Bretagna e solo 900 dollari in Egitto”.
Altri farmaci detti “da sfondamento” costano ai pazienti più di $ 100.000 ogni anno e guidano il muro degli assicuratori sanitari frenetici e dei dirigenti di Medicaid.

Sarà la concorrenza ad abbassare i prezzi?
L’analista farmaceutico di Wall Street, Tim Anderson della Sanford C. Bernstein & Company, spiega che questo non è possibile in un recente articolo del New York Times.
Lui disse che le aziende farmaceutiche, anche se non colluse, “si sono guardate tutte a vicenda e hanno detto, nessuno di noi ha bisogno di competere sul prezzo, se basta tenere la linea”.
La ragione della concorrenza non fu aiutata quando i lobbisti aziendali farmaceutici usarono i loro contributi per le campagne elettorali e per influenzare il Congresso nel 2003 per vietare sfacciatamente a Zio Sam di negoziare i prezzi per il gigantesco programma sanitario Medicare.

Gli imbrogli finanziari non sono gli unici problemi dell’'industria farmaceutica fuori controllo.
La legge federale richiede che tutti i farmaci approvati siano “sicuri ed efficaci”.
Il record attuale è stato scioccante.

Il Public Citizen Health Research Group ha pubblicato tre libri - Pillole che non funzionano (1981), Oltre le pillole sul banco che non funzionano (1983), e Le Pillole peggiori, le pillole migliori: Una guida per il consumatore per evitare la morte indotta da farmaci o malattie (2005) - documentando centinaia di prescrizioni e di farmaci da banco che non sono stati efficaci per i loro scopi pubblicizzati o che hanno avuto effetti collaterali dannosi.
L’ampia esposizione di questi risultati, in particolare al Phil Donahue Show, ha aiutato a mettere fuori dal mercato molti di questi cosiddetti farmaci.

Nel corso degli anni, il governo ha multato le aziende farmaceutiche per miliardi di dollari a causa della spinta a usi non approvati dei farmaci.
Più pericolosamente, i farmaci vengono approvati prematuramente e provocano malattie di massa e decessi.
Questo tributo umano causa circa 100.000 morti l’anno negli Stati Uniti dovuti agli effetti negativi di tali farmaci.
Ad esempio, il farmaco Vioxx, venduto da Merck & Co., Inc., come farmaco anti infiammatorio, rimase sul mercato dal 1999 al2004, nonostante i rischi cardiovascolari documentati.
Secondo la rivista medica Lancet ben considerata, si stima che 88.000 americani ebbero attacchi di cuore causati dal prendere il Vioxx e 38.000 di loro morirono!

Bextra, venduto da Pfizer, Inc., un altro farmaco anti infiammatorio e analgesico fu approvato dalla FDA nel 2001, e fu poi rimosso nel 2005 a causa delle preoccupazioni dovute ad un aumento del rischio di infarti e ictus, così come per le gravi reazioni cutanee a volte fatali.

Rezulin, realizzato da Parke-Davis/Warner Lambert, fu approvato dalla FDA nel 1997 e ritirato nel 2000 perché il farmaco causava tossicità epatica, fu collegato a 63 decessi dovuti ad intossicazioni del fegato.

Meridia, un farmaco dimagrante venduto dalla Abbott Laboratories, fu ritirato dalla società dopo tredici anni di vendite perché gli studi avevano dimostrato che aveva aumentato il rischio di episodi cardiovascolari avversi, come attacchi di cuore, ictus e arresti cardiaci.

Questi esempi provengono dall’Health Research Group di Public Citizen la cui newsletter Worst Pills, Best Pills News fu affidabile nel riportare e riferire per molti anni di queste tragedie evitabili.

Ci sono altri costi umani ed economici dovuti alla incessante pressione per fare delle vendite dell’industria del farmaco.
La resistenza agli antibiotici è stata costruita in mezzo secolo a causa dell’uso massiccio e eccessivo di antibiotici, sia negli esseri umani che negli animali da allevamento commestibili.
Come risultato, ora ci sono infezioni letali per le quali gli antibiotici esistenti sono inefficaci.
E, le etichette di avvertimento inadeguate hanno portato alla cattiva prescrizione di farmaci e all’uso di combinazioni di farmaci che hanno interazioni pericolose.

Il Congresso era solito investigare regolarmente le case farmaceutiche quando dei senatori come Estes Kefauver (D-TN) e Gaylord Nelson (D-WI) erano a Capitol Hill.
Il silenzio è ormai la norma.
Anche la prassi aziendale farmaceutica (per cercare ancora più profitti) di importare circa l’ottanta per cento degli ingredienti dei nostri farmaci da Cina e India, dove le normative di ispezione pubblica può essere debole e dato che la FDA ha pochi ispettori, non riceve l’attenzione dei nostri eletti.
Circa 100 americani morirono nel 2008 a causa di un anticoagulante contaminato chiamato eparina importato dalla Cina.

Così, la prossima volta che sentirete le teste parlanti di think tank aziendalisti come l'American Enterprise Institute, la Heritage Foundation o come i loro alleati che domandano delle “de-regulations”, considerare che un settore farmaceutico non adeguatamente regolamentato ha già colpito milioni di americani.

Tradotto da F. Allegri il 09/02/2015.

 
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Le follie del nucleare

Post n°863 pubblicato il 05 Febbraio 2015 da amici.futuroieri
 
Foto di amici.futuroieri

Nell’Interesse Pubblico: Le Follie del nucleare –garantite dal contribuente
Ralph Nader
5 settembre 2014

L’Istituto per l’Energia Nucleare NEI (il lobbista aziendale a Washington, DC per l’industria atomica in disintegrazione) non deve preoccuparsi delle ripercussioni degli impatti negativi del nucleare.
Per l’energia nucleare c’è uno spreco garantito dal governo/contribuente i cui costi sconcertanti, sostenuti e differiti sono assorbiti dai contribuenti americani attraverso un sistema normativo e di sussidi statali supini.

Quindi, se voi andaste a lavorare al NEI e se leggeste dell’assenza di qualsiasi sito permanente di stoccaggio dei rifiuti radioattivi; nessun problema, il governo/contribuenti sono responsabili del trasporto e della salvaguardia di quella spazzatura letale per secoli.

Se i vostri reattori sperimentano un costo sempre più grande, sorpassi e ritardi, come avviene ora con i 2 nuovi reattori in South Carolina, nessun problema, le commissioni normative statali supine invieranno il conto ai consumatori, nonostante il fatto che essi non ricevono elettricità da questi impianti non finiti.

Se questi impianti, e altri due in Georgia in costruzione, subiscono ristrettezze finanziarie da Wall Street, non è un problema, un Congresso supino ha già approvato ampie garanzie sui prestiti garantiti che fanno sopportare il costo del rischio a Zio Sam (il contribuente).

Se ci dovesse essere un incidente come quello che è accaduto a Fukushima, in Giappone, non c’è problema, ai sensi della legge Price-Anderson, il governo/contribuenti sosterranno i costi della grande quantità di danni prodotti da qualsiasi fusione nella centrale nucleare.
Per mettere questo costo in prospettiva, una relazione della Commissione per l’Energia Atomica circa 50 anni fa stimò che una fusione di classe 9 potrebbe rendereuna zona “della dimensione della Pennsylvania” inabitabile.

Perché parteggiamo per tale tecnologia da giorno del giudizio in tutta l’America che è antieconomica, non assicurabile, pericolosa, inutile (non può competere con il risparmio energetico e le energie rinnovabili), non evacuabile (provate ad evacuare l’area di New York City dopo  un disastro ai 2 impianti di Indian Point a 30 miglia da Manhattan) e non proteggibile (sia dal sabotaggio o da terremoti)?

David Freeman, il famoso ingegnere energetico e avvocato, che ha guidato quattro enormi enti (la Tennessee Valley Authority, il complesso SMUD - dove ha chiuso l’impianto nucleare di Rancho Seco - il New York Power Authority e il Los Angeles Department of Water and Power) riassume la storia del nucleare in questo modo: “l’energia nucleare, promossa come troppo a buon mercato al metro, si è rivelata come troppo costosa da usare: la strada alla proliferazione nucleare, e il creatore di rifiuti radioattivi che non ha nessun posto dove andare”.
L’ala destra conservatrice/libertari definiscono questo “capitalismo clientelare” estremo.

Le centrali nucleari stanno chiudendo.
Nel 2013, 4 reattori hanno chiuso: Crystal River 3, Kewaunee, San Onofre 2 e San Onofre 3.

Ora, Michael Peck, un esperto nucleare federale anziano, sollecita che l’ultimo impianto rimasto in California, Diablo Canyon, sia fermato fino a quando i controllori della Nuclear Regolatory Commissione non dimostreranno che i 2 reattori di questo sito possono sostenere l’agitazione delle 3 faglie sismiche vicine.

Nel frattempo, i disastri umani, ambientali ed economici delle centrali di Fukushima Daiichi in Giappone continuano ad andare in metastasi.
Gli scienziati producono studi che mostrano gravi effetti biologici (danni genetici e tassi di mutazione) delle radiazioni sulle piante, gli insetti e gli uccelli dentro e intorno alla grande superficie inabitabile, transennata e circostante a questi reattori chiusi.
La gigantesca azienda elettrica politicamente influente sottovalutò il rischio di un forte terremoto e di uno tsunami.

Nei primi anni settanta, l’industria ei suoi clienti governativi si aspettavano che 1.000 centrali nucleari - 100 di loro lungo la costa della California – fossero operative entro l’anno 2000.
Al contrario, poco più di un centinaio sono state costruite a livello nazionale.
In realtà, a partire dal 2014, ci sono solo 100 reattori azionabili, molti dei quali vecchi.

Le insidie sono reali e numerose.
Oltre alla crescente opposizione dell’opinione pubblica, e al gas naturale a basso prezzo che attraggono le utenze elettriche, ci sono gli immancabili super costi e i ritardi di costruzione, le riparazione e la questione sul dove depositare i rifiuti nucleari.
Questi costi sono ciò che fanno voltare le spalle al nucleare ai finanzieri di Wall Street a meno che l’industria non ottenga decine di miliardi di dollari dal governo/contribuente come garanzie sui prestiti attraverso il Congresso.

E a che cosa serve tutta questa tecnologia nucleare, dalle miniere di uranio alle centrali nucleari, fino alle discariche per lo stoccaggio dei rifiuti ancora assente? A far bollire l’acqua!

Queste sono le tragiche follie che si verificano quando i maestri aziendali e i loro servi politici, che sono pronti e disposti a garantire i fondi dei contribuenti, non hanno la “pelle nel gioco”.
Questo tipo di potere impressionante e senza responsabilità è davvero radioattivo.

Vedi Union of Concerned Scientists, Nuclear Information and Resource Service e Greenpeace per maggiori informazioni.

Tradotto da F. Allegri il 6/02/2015.

 
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Il consiglio comunale ombra

Il consiglio comunale ombra avvicina le opposizioni
Di F. Allegri

Le opposizioni cerretesi provano a fare un salto di qualità e di quantità.
Dopo il rifiuto del PD verso il consiglio comunale aperto a Stabbia, le opposizioni del m5s, di FdI, di Rosso Cerreto e della lista civica Cittadini per cambiare Cerreto hanno organizzato un consiglio comunale ombra durante il quale hanno approfondito tutti i problemi legati al downburst che colpì il comune il 19 settembre.
Il successo di partecipazione è il primo dato da segnalare, la sala era piena e c’è stato anche un ricambio di presenze.
La serata è iniziata con la proiezione della fase finale dell’ultimo consiglio comunale e tutti i cittadini hanno potuto vedere lo scontro che si svolse tra il consigliere Bruni di FdI, il sindaco e il capogruppo del PD.
Io ero presente al consiglio e ricordavo quasi tutta la vicenda, rivedendola mi è rimasto in testa un dato che nei giorni scorsi avevo sottovalutato: Cerreto ha avuto 100 milioni di danni!
Un numero simile andrà verificato e ricordato.
Da qui si è sviluppato un dibattito con molti interventi che sono stati ripresi da un volontario del m5s.
Il tema di fondo è stata l’emergenza nazionale che sulla carta è stata dichiarata, ma al momento non si vedono delle conseguenze concrete.
I temi trattati sono stati tanti, si è parlato delle polizze assicurative sugli immobili scadute e in attesa di rinnovo.
I 6 giorni di sospensione delle tasse sono state criticate da tutti, io stesso ho introdotto il tema dell’esonero annuale o poliennale delle tasse come vera misura da chiedere al governo e alla regione: se si chiede la sospensione si ottiene 6 giorni mentre la richiesta da fare si chiamava “esonero”.
Lo scandalo recente è l’IMU sui terreni agricoli, specie per la campagna cerretese che mostra ancora i segni del downburst.
I parlamentari della zona (sono 3) potevano chiedere l’esonero per il comune di Cerreto, basterebbe un emendamento!
Rosso Cerreto ha svolto un’ampia relazione sulla scuola di Cerreto, sui danni subiti dal vecchio edificio (qui il m5s ha denunciato il fatto che si rischia l’abbandono della struttura) prima del downburst e non durante o dopo: la scuola era da chiudere almeno da 2 anni!
La scuola container non piace ai cerretesi: doveva aprire il 7 gennaio, ma è troppo piccola per i 180 bambini che deve ospitare e quindi sono stati necessari altri lavori.
Al momento, si sa che ci sarà un sopralluogo alla struttura il 7 febbraio, non c’è una data di apertura e soprattutto manca quella di chiusura.
Quindici anni di container porterebbero degrado culturale nel capoluogo!
Il resto della serata è stata dedicata al tema dei fondi e della loro assegnazioni.
Ci sono state più critiche alla scelta del sistema ISEE che normalmente si usa per attribuire le case popolari ai bisognosi o i fondi sociali comunali e regionali.
Non si capisce e non si accetta l’accostamento tra ISEE e downburst.
Sul tema dei fondi si è parlato dei 2 stanziamenti da 600.000 e da 1.200.000 e dell’altro fondo da 3.200.000 che sarebbe gestito da un commissario nominato.
Tutti hanno fatto notare che non è arrivato ancora nulla.
Io ho un’indiscrezione dell’ultima ora che metto qui a chiusura dello scritto e che ci darebbe un elemento in più.
Secondo l’indiscrezione il milione e ottocentomila euro in arrivo sarebbero la quota attribuita a Cerreto dallo stanziamento complessivo di 3 milioni e duecentomila euro previsto dalla regione.
Le conseguenze sono chiare, i fondi non sono 5 milioni e Cerreto riceve il 60% di quanto è stato stanziato per tutti.
Resta ancora da determinare l’aiuto del governo, non si sa l’entità di questa cifra e tanti credono che uno stanziamento ci sarà presto!
I danni stimato dal sindaco nel momento d’impeto sarebbero 100 milioni ….

 
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LA CASTA DEL FUTURO

Il Maestro - secondo atto – nona conversazione
LA CASTA DEL FUTURO

Di I. Nappini

Clara Agazzi: Qui si stanno portando via i piatti dei primi. Ora è il momento dei secondi. Allora avete le idee chiare su cosa volete?

Vincenzo Pisani: Certo, quello che ho proposto. Credetemi, questo metter assieme più cose è la cosa migliore, così se a qualcuno non piace qualcosa si può rimediare. Ma credo che tutto quanto sarà di vostro gusto. Ho capito che siete un po’ come il mio amico professore. GENTE DI CULTURA E DI GUSTI SANI E SCHIETTI. Due condizioni queste che stanno bene assieme.

Franco: Tu poco fa hai richiamato un problema. Scusa se parlo di questo mentre c’è da ragionare sul secondo. Anzi hai proposto una constatazione. L’ILLUSIONE DI DIVENTARE RICCHI, E QUINDI PARTE DI QUELLA MINORANZA CHE STA BENE, TIENE IN VITA MILIONI DI UMANI. INTENDI FORSE DIRE CHE QUESTO È IL SENSO DELLA VITA OGGI?

Vincenzo Pisani: Certo che non è in assoluto il senso della vita. Tuttavia, oggi, milioni di umani senza la speranza un giorno di rifarsi al gioco della vita cadrebbero preda di droga, alcolismo, violenza, delinquenza, depressione fino al suicidio o tutte queste cosa assieme. OGGI PER MILIONI DI ESSERI UMANI IL DENARO È DIO E QUINDI È TUTTA L’ESISTENZA E TUTTA LA REALTÀ. La speranza di averne tanto in futuro, magari con un miracolo li tiene in vita, li fa lavorare, produce in loro volontà, attività, ambizione. Senza questa speranza sarebbero spenti, morti, distrutti dentro.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è un mondo umano che non è solo l’attaccamento al quattrino. Certo per me è difficile dire che ci sono i fiori, il sole, la luna, i gattini e cose del genere. EPPURE MI RESTA DIFFICILE ACCETTARE L’IDEA CHE IL DENARO È TUTTO, È DIO.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso è già stato fatto mi pare. Occorre ammettere che non abbiamo fra tutti quanti un modello di società e di volontà di vivere diverso da quello della PUBBLICITÀ COMMERCIALE. In breve le nostre aspettative, le nostre categorie mentali, la nostra mappa del territorio in cui ci muoviamo non è la classica isola in mezzo al mare ma una terraferma piuttosto trafficata. Piuttosto. QUALCUNO FRA NOI HA UNA QUALCHE IDEA DI COME DOVREBBE ESSERE LA CATEGORIA SOCIALE IN GRADO DI RICOSTRUIRE UN DISCORSO SUL MONDO E SULL’ESSERE UMANO DIVERSO DA QUELLO DOMINANTE?

Franco: Più che di categoria sociale oggi si dovrebbe pensare a una vera e propria CASTA, perché le caratteristiche che dovrebbero avere i dirigenti chiamati a recuperare una società dal disastro di un sistema economico globale che implode o collassa dovrebbero esser simili ai re-sacerdoti e ai re-semi divini dei poemi epici degli antichi.
DOVREBBERO ESSER UN GRUPPO COMPATTO E OMOGENEO IN GRADO DI RISPONDERE SOLO ALLE GRAVI NECESSITÀ DEL MOMENTO, AVERE UNA CULTURA E UN SAPERE FUORI DAL COMUNE, E CAPACITÀ FISICHE E PSICHICHE STRAORDINARIE OLTRE AL CARISMA E AL CORAGGIO CHE SONO INDISPENSABILI.
In poche parole vi dico, pensate un po’, che solo quando si aprirà l’abisso del disastro più aspro e pericoloso si avrà il momento nel quale questa cosa che chiamo casta perché non ho altri termini crei una diversa forma di vita e di civiltà.
GUARDATE CHE DI QUESTO SI TRATTA PERCHÉ CAMBIARE LE FORME DEL COMMERCIO, DELL’USO E DELLA PRODUZIONE DI BENI ED ENERGIA, DI REGOLARE LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI ESIGE IL DISASTRO DELLE PRECEDENTI E LA SCONFESSIONE O LA RIDUZIONE DI RUOLO DELLE MINORANZE AL POTERE LEGATE A QUEI MODELLI DI PRODUZIONE E CONSUMO.
OGGI il potere reale e concreto dei nostri giorni è elitario e concentrato in un numero limitato di soggetti umani che certamente hanno i loro modi di vivere, i loro consumi e beni esclusivi, i loro ritmi e cose del genere; oltre a una ricchezza gestita o posseduta semplicemente enorme e difficile da concepire per gente come noi.
IMMAGINIAMO ORA CHE QUESTA MINORANZA PERDA IL POTERE.
Anche rapidamente. Per colpa di una catastrofe ecologica, di uno sfacelo economico, di una nuova guerra mondiale, di un meteorite, quello che vi pare.
Chi li può sostituire se non una minoranza con diversa natura e scopo, ma una minoranza molto piccola e compatta.
QUINDI CARI AMICI E AMICHE DI FATTO STO RAGIONANDO DI UNA CASTA.
O credete forse che quelle masse indistinte e pulsanti di desideri e passioni indotte o sollecitate dal mondo dei consumi e dello spettacolo possa saltare oltre la propria ombra e diventare esse stesse il Potere? Io lo credo impossibile.
Queste masse di singoli bramosi di piaceri e di soddisfazioni effimere ha bisogno di delegare la propria briciola di potere o peggio di farsi schiave di nuove minoranze al potere che gestiscono e comandano una società umana che fatalmente senza direzione e comando cadrebbe nella violenza e nel banditismo fino al punto di disgregarsi e di non formare più un corpo sociale articolato e complesso.
Chi manda o sostiene le minoranze al potere è una massa informe di umani che non hanno autentici punti di contatto o miti in comune, una società composta da tante comunità diverse come stanno diventando le nostre qui in Europa non può far appello a miti condivisi, a valori comuni, a antenati, alla storia patria.
QUINDI L’ESERCIZIO DEL POTERE OGGI PASSA PER L’ECONOMIA E LA BUROCRAZIA, IL DOMINIO DELL’UOMO SULL’UOMO DEVE PER FORZA DI COSE ESSER IMPERSONALE, MECCANICO E MATEMATICO PERCHÉ UNA MASSA ETEROGENEA E DIFFORME SENZA AUTENTICI VALORI IMMATERIALI IN COMUNE PUÒ ESSER TENUTA SOLO CON UNO SPIRITO MECCANICISTICO CHE FA PARI TUTTE LE DIFFERENZE.
Questo fatto avviene con il denaro che diventa unica misura e unica ragione di vita.
Se non puoi pagarti il motoscafo, scusate l’esempio cretino, non è per difetto di cultura o differenza di pelle o sangue.
Si tratta della tua carta di credito. Una cosa prosaica, semplice e precisa, tutti la capiscono e universalmente è accettata.
A UNA MINORANZA PADRONA DEL DENARO, QUESTO È IL CASO DI OGGI, SI SOSTITUIRÀ UNA MINORANZA CHE AVRÀ IN MANO IL POTERE DI EFFETTUARE E GESTIRE LA TRANSIZIONE A UNA DIVERSA SOCIETÀ.
Quale sia questo potere e quale sia la minoranza per la verità non so.
Il mio pensiero deriva dall’evidenza che se permangono così tante differenze solo con una minoranza sarà possibile gestire la transizione, perché le mille origini e le mille nature della società così come è non potrebbero mai gestire il cambiamento da un modello di società fondato sul denaro a uno fondato su altri valori e principi.

Vincenzo Pisani: MI DAI RAGIONE SULLA CENTRALITÀ DEL DENARO.
Ma ancora non rinunci al pensiero che sia da cambiare questa società determinata e organizzata dai poteri finanziari.
IN TE RIMANE L’IDEA CHE SIA POSSIBILE TROVARE DEI SOGGETTI UMANI FRA LA MASSA OSSESSIONATA DAI PROBLEMI QUOTIDIANI E DAL DISORDINE DI QUESTO SISTEMA.
Sul concetto generale che un sistema finito non può supportare una crescita infinita senza collassare o scatenare conflitti e sfaceli sono certissimo.
Anzi i fatti economici degli ultimi anni stanno dando ragione assolutamente a quanti la pensano come me e come te.
Il sistema della globalizzazione incontra i suoi limiti ed entra in sofferenza e provoca disoccupazione, povertà, suicidi, delinquenza, disordine morale e a questo punto credo perfino spirituale. Proprio nel senso di religioso.
LA CASTA DI CUI PARLI CHE CARATTERISTICHE DOVREBBE AVERE? Sono curioso.

Franco: Dato il caso del crollo dell’ordine delle cose come lo conosciamo, e tenendo fermo il concetto della molteplicità di culture e soggetti presenti nella penisola solo una minoranza può gestire il caos primordiale che si scatenerà.
QUESTA MINORANZA O CASTA PUÒ ESSER ELETTIVA O SELEZIONATA SU CRITERI DI MERITO O IMPOSTA PER SEMPLICE EFFICACIA NELL’ESERCIZIO DI UNA FUNZIONE AMMINISTRATIVA DA PARTE DEI SUOI MEMBRI.
Non è importante questo se non ai fini dell’efficacia dell’azione politica e amministrativa.
Faccio un esempio: c’è da razionare i combustibili e i carburanti.
DAVVERO È CREDIBILE CHE UNA SOCIETÀ MULTI - CONFESSIONALE E MULTIRAZZIALE dove è crollata l’impalcatura del sistema del denaro e dei suoi banchieri POSSA FARLO SENZA PASSARE DA UNA STRUTTURA DI CARATTERE BUROCRATICO E POLIZIESCO?
Davvero è credibile pensare che milioni d’esclusi dalle grandi ricchezze e milioni di arrabbiati e risentiti accetteranno di mettere in discussione l’accesso alle risorse vitali senza rivolte, sommosse, violenze?
Ma se in certe metropoli del sedicente mondo ricco e occidentale basta un incidente più grave di altri e si scatenano atti vandalici e saccheggi. Suvvia!
Occorre una casta diversa da quelle oggi dominanti.
Una casta con la cultura della filosofia, nel senso che abbia il possesso di quella capacità culturale che permette di vedere la totalità.
La totalità del pianeta e del mondo umano che vi risiede sopra e la verità.
La verità nel senso autentico del termine, non di una qualche opinione o credo religioso.
Questa minoranza avendo in sé consapevolezza, chiara visione, senso del limite proprio perché minoranza sciolta da interessi personali e da interessi di gruppi di pressione o altro potrà indirizzare un corpo sociale altrimenti ingestibile.

Clara Agazzi: Questo è un discorso vecchissimo. Qui stai copiando Platone e forse Comte. L’idea di un governo degli esperti, dei filosofi, dei tecnici è cosa nota da secoli.

Franco: Nella mia ingenuità penso a una casta che superi la sua stessa condizione e diventi per così dire mondo e umanità.
Un governo illuminato e giusto, ma in nome d’interessi ecologici e umani e non d’egoistici interessi di privati, banche, famiglie di ricchissimi. Mi sforzo di pensare a una minoranza dirigente e amministrativa che possa superare i limiti egoistici e clientelari quando non addirittura criminali e criminogeni osservati nei governi del passato e determinare se stessa secondo verità e giustizia.

Paolo Fantuzzi: Questo pensiero non vedo come possa trovare qui e ora uomini e donne per realizzarsi. Tu parli di un mondo che sarà, di un futuro remoto e fantastico.
Ma è qui e ora che viviamo e dobbiamo far i conti, tutto si perde nelle tenebre quando pensiamo a un futuro che non si realizzi fra un mese o tre.

 
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Crescita e Pace

Post n°860 pubblicato il 27 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

NOTA
Crescita e pace

Di F. Allegri
Da alcuni mesi si discute sulla fine della crisi e sull’inizio della ripresa e della crescita economica.
C’è chi dice di si e che si va verso il meglio, altri negano.
Io ho già scritto che la ripresa era iniziata lo scorso settembre e continuo a pensarlo.
In questi giorni ho riscontrato che l’attività economica non è andata bene nei mesi di ottobre e novembre.
Le cause sono sicuramente molte, ma una è importante perché ci aiuta a riflettere sulla vita quotidiana.
Il principio è che non ci può essere crescita economica se non c’è la pace tra gli stati.
Qui bisogna ricordarci che la guerra di Libia non è finita, si è trasferita nel deserto, dal Mali al Ciad e soprattutto in quelle che sono terre di nessuno.
Altre due guerre caratterizzano la nostra porzione del mondo.
La prima è la guerra in Siria e in Iraq che ha fatto decine di migliaia di vittime, ed ha un fronte che impedisce la vita normale a tutta la popolazione di quei due stati.
La seconda è la più insidiosa: parlo della guerra civile in Ucraina.
Questa porta con se uno scontro diplomatico al massimo livello, con embarghi incrociati tra i grandi imperi del pianeta e soprattutto subisce una fase momentanea di stallo a causa dei freddi portati dal cosiddetto “generale inverno”.
L’embargo alla Russia e quello all’occidente sono due freni forti alla ripresa economica di tutto il continente, sia presente che futura visti i rischi di nuovi scontri a partire dalla prossima primavera.
La guerra in Ucraina non ha fatto tanti morti quanto quelle di Siria, Iraq e Libia, ma è la più pericolosa.
Essa è combattuta secondo i vecchi criteri della guerra fredda, con coinvolgimento di servizi segreti e vaste azioni di disinformazione incrociate e sanguinose.
La NATO non pare in grado di aiutare militarmente i suoi alleati ucraini, ma fornisce copertura informativa e politica, sul campo c’è lo stallo, ma questo è a favore dei russi e dei suoi alleati.
Il punto di partenza per capire questa guerra è la disfatta dell’esercito ucraino poi va aggiungo che questa incapacità va rapportata ad un sentimento popolare anti russo e anti comunista molto diffuso in tutta l’Ucraina dell’Ovest.
Al momento l’opzione più probabile è la scissione del paese: in due o in tre stati minori, ma anche questa opzione può svilupparsi solo nel lungo periodo e fra molte difficoltà.
Passeranno molti mesi difficile e gli embarghi incrociati azzereranno i commerci, almeno fino alla prossima primavera.
Allora vedremo se riprenderanno i combattimenti e con quali esiti.
Di sicuro, non ci sarà crescita senza pace in Europa!

 
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I reati nella sanitÓ USA

Post n°859 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Nell’Interesse Pubblico interesse
In the Public Interest: Il crimine della falsa fatturazione nel sistema sanitario USA

Ralph Nader
29 agosto 2014

Più di venti anni fa, Pat Palmer (ci dice): “inciampai in un sovraccarico da $ 400 in una fattura che mio padre ricevette per una procedura medica di routine”.
Cio avrebbe potuto diventare la truffa per fatturazione eccessiva più costosa che il settore sanitario avesse mai inflitto a se stesso.
Perché essa scatenò Ms. Palmer, della quale Steve Brill (autore della storia di copertina su Time Magazine, “Perché le fatture mediche ci stanno uccidendo”, 4 Aprile 2013) scrive: “una dei miei primi tutor mentre volevo capire il mondo disfunzionale dell’economia medica e della fatturazione”, per indagare sull’affare della fatturazione eccessiva ai pazienti.
Situata a Roanoke, Virginia, Medical Billing Advocates of America (MBAA) (billadvocates.com) guadagna facendo risparmiare il denaro ai pazienti.
Nessun risparmio, senza un costo.
In venti anni, lei ha raccolto un gran numero di casi di false fatturazioni di medici, ospedali e compagnie di assicurazione.
Questa evidenza riflette l’ordinaria fatturazione eccessiva quotidiana da molti miliardi di dollari all’anno.

Quanto è vasta tale ondata crimine commerciale?
L’esperto dello stato sulla frode della fatturazione computerizzata, Malcolm Sparrow, che è un matematico applicato ad Harvard, stima le frodi della fatturazione medica superiori ad un importo minimo di 270 miliardi dollari l’anno o almeno il 10% di tutte le spese per l’assistenza sanitaria.
Il suo libro classico, License to Steal, ha dimostrato che tali imbrogli non sono solo errori di trascrizione o malfunzionamenti del computer.
La frode sistematica va ben al di là delle organizzazioni criminali dedicate a frodare Medicare che l’FBI di tanto in tanto scopre.
Le frodi sono progettate con gli interessi corporativi in mente per rubacchiare nel vostro portafoglio direttamente o sotto il naso degli assicuratori disattenti, dalla fatturazione fino alla manipolazione dei codici.

Pat Palmer è attiva con un tascabile dal titolo Sopravvivere alle Vostre Fatture Mediche, che è auto-pubblicato dalla sua società, MBAA.
La signora Palmer spiegò che aveva quasi rinunciato a “tutte le norme e regolamenti che nessuno fa rispettare”.
E’ una buona cosa che lei non lo fece.
Invece, la signora Palmer decise di irritare i pazienti e le loro famiglie direttamente con il suo libro descrivendo quanto le pratiche di fatturazione sono scandalosamente di bronzo (non solo un'aberrazione) e mostrando come le persone possano diventare investigatori di buon senso se ricevono queste fatture sconvolgenti.

Inizia con il fatto che circa l’ottanta per cento di tutte le fatture mediche contiene errori, l’errore medio è di 1.300 dollari.
La maggior parte di queste fatture false favorisce, ovviamente, i venditori (eufemisticamente chiamati “i fornitori”).
La signora Palmer dice che la situazione è andata peggiorando.
Con il numero dei codici diagnostici in crescita da 17.000 a circa 60.000 sotto l’Obamacare, presumibilmente per migliorare l’efficienza, il sistema è diventato ancora più complicato, con gli ospedali e pochi altri che sanno come giocare o battere il sistema.

Lei elenca molti dei modi in cui le spese mediche sono enormemente gonfiate con la nota tecnica della separazione che suddivide i test e le procedure nei singoli componenti, ciò permette la fatturazione doppia o tripla.
Alcuni ospedali, per loro stessa ammissione, incorporano anche la loro etichetta nella determinazione dettagliata dei prezzi anche di oggetti semplici come $ 20 per le aspirine o $ 15 per i rasoi usa e getta.

Un esempio di tecnica della doppia fatturazione è quando un paziente paga migliaia di dollari al giorno per essere in un reparto di terapia intensiva (ICU) e poi paga anche per il ventilatore che è già considerato nel costo del reparto.
Gli Ospedali pagano per i loro errori, come nel reparto di radiologia.
Un altro esempio è quando fanno pagare, dicono $ 12, per ogni volta che un infermiere porta un’aspirina, anche se si sta pagando per questi servizi ospedalieri nella tariffa della camera.
Il trasporto di quella aspirina è chiamato “tassa di somministrazione orale”.
Nomi Gobbleygook sono onnipresenti in queste fatture.

È possibile ottenere questi standardizzazioni rifiutando di accettare una “fattura sintetica”, e chiedendo, come è tuo diritto ai sensi del diritto statale, di ricevere una fattura dettagliata che a volte si estenderà a più pagine stampate dal computer con codici imperscrutabili che ci si può far spiegare in inglese ordinario.

Le fatturazioni per servizi ospedalieri o simili variano molto e arbitrariamente.

La signora Palmer ha trovato un ospedale che ricarica 444,78 dollari per una fiala da mg 10 della medicina Norcuron neuro-muscolare bloccante.
Ha poi trovato un altro ospedale che “ricarica 17,90 dollari per lo stesso flacone da mg 10”.

Nel suo libro, lei spesso fa riferimento a esempi documentati di fatturazione eccessiva massiccia sui principali interventi chirurgici, sulle apparecchiature mediche e sui prodotti minori.
Le persone pagano delle procedure di fantasma, le visite mediche nominali, per i dipendenti dell'ospedale che trasportano dei campioni giù per alcuni piani fino ai laboratori.
I pazienti pagano per i servizi collettivi e per i prodotti, quindi pagano ancora e ancora per i vari servizi.

Ora, ovviamente, ci sono delle variazioni, oltre che nei livelli di onestà e di frode anche tra le istituzioni e le pratiche.
Ma in generale, ciò che Palmer e Sparrow descrivono è, senza dubbio, la più grande ondata di criminalità commerciale del nostro paese.

Tuttavia, stranamente, i pubblici ministeri si riservano poche accuse davanti al grand jury, in gran parte per il mondo criminale che ruba da Medicare o da altri assicuratori.
Per i dirigenti corporativi ci sono sempre i modi più facili, come confessare l’errore, ma non l’intenzione, quando sono catturati o il sostenere pratiche industriali ragionevoli.
Essi correggono rapidamente la fattura specifica del suo aumento che offende e soddisfano il lamento del paziente, ma nulla cambia nel complesso.

Chiaramente le leggi penali vigenti non impediscono adeguatamente tale furto informatico e devono essere modificate per tenere conto di questo tipo di frode.
Inoltre, se la nostra nazione seguisse l’esempio di altri paesi e passasse a un sistema Medicare universale per tutti e completo, questo farebbe finire la tassa per il servizio e Pat Palmers sarebbe fuori dal mercato (cfr singlepayeraction.org per maggiori informazioni).

Il punto principale di questo libro è che se molti pazienti indignati o interessati a sufficienza potranno seguire la tabella di marcia chiara di Pat Palmer per sfidare i truffatori, forse le forze dell’ordine riceveranno il messaggio e forse i legislatori daranno a queste forze dell'ordine i fondi per fermare questi diffusi reati societari.

Tradotto da F. Allegri il 23 gennaio 2015.

 
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Il maestro - 2░ tempo ottava conversazione

Il Maestro - secondo atto – ottava conversazione
Discorso sullo Stato a Sovranità limitata

Di I. Nappini

Franco: Poni a me il problema dello Stato come ente collettivo condizionato dai poteri finanziari e corporativi.
Vero!
Ma si tratta di forze che cercano di forzare la natura umana e la natura in senso stretto; al contrario uno Stato bene ordinato deve considerare la misura e il buonsenso.
Uno Stato deve limitare l’azione economica che distrugge la sua società civile e la vita quotidiana dei suoi appartenenti, uno Stato deve controllare la moneta che entra ed esce sul suo territorio per evitare che poteri forestieri o domestici usino i capitali in entrata o in uscita per condizionare il potere politico.

Ad esempio:” uno Stato nel quale dei privati forestieri e domestici fanno uscire grandi quantità di denaro e limitano i denari che vengono investiti sul territorio è di fatto sottoposto a una violenza di tipo economico. Questi esportatori di capitali prendono i profitti fatti nello Stato A grazie alle proprietà di aziende o a investimenti finanziari e li collocano nello Stato B secondo il loro vantaggio, questo è reso possibile dal fatto che non si sentono legati né al territorio e meno che mai alla popolazione”.

QUESTO PROCESSO DI MERCATO PUÒ TRASFORMARSI FACILMENTE IN ARMA POLITICA.
Quindi lo Stato (nato fra Cinquecento e Seicento per opera di Re e Principi e perfezionatosi fra Settecento e Ottocento per mezzo di borghesie emergenti scisse fra rivoluzione e nazionalismi) OGGI IN QUESTO NUOVO SECOLO È MESSO SOTTO CHIAVE DAI GRANDI POTERI FINANZIARI.
Ora dal momento che essi sono il mercato e il MERCATO, ossia il regno del denaro, è il paradiso sognato e bramato dalle grandi moltitudini elettorali va da sé che chiunque provi a cambiare qualcosa sia forzato a partire in primo luogo da se stesso.
Lo so che suona strano e un po’ folle.
Ma pensate per assurdo a un potere che istiga le masse alla ribellione contro di lui e alla sua distruzione, la prima domanda è per quale luciferino calcolo compie ciò che è irragionevole.
INFATTI È ASSURDO E PAZZO CHE UN POTERE CERCHI VOLONTARIAMENTE DI SPEGNERSI.
Semmai cercherà di spegnere quelle parti perdenti e da rottamare che sono interne al suo sistema.
Il potere che chiama le masse ad esempio a spezzare la morale borghese e le vecchie tradizioni si è visto nel 1968 e dintorni.
L’AGGRESSIONE MORALE E VERBALE, TIPICA DEL PERIODO 1968-1977, AL MONDO DEI PADRI E DEI NONNI INFAMATO COME MONDO VECCHIO E BORGHESE ERA FUNZIONALE A CREARE LA CULTURA DEL SUPERMERCATO.
Ma il motivo c’era: al Potere emergente serviva un umano che fosse un consumatore senza più le rigidità del passato e gli scrupoli dei suoi antenati passati in lui per così dire con il latte e con il sangue.
QUINDI IL POTERE HA FAVORITO QUELLE FORZE CHE DEMOLIVANO QUELLE PARTI DELLA MENTALITÀ PERBENISTA, E SE SI VUOLE BORGHESE, CHE ERANO D’OSTACOLO AL PIENO DISPIEGAMENTO DELLA POTENZA DEL MERCATO, DEL DENARO E DEL MONDO DEI CONSUMI.
Il supermercato e il centro commerciale hanno travolto la socialità che prima era delle case del popolo, dei circoli ricreativi, dei mercatini in piazza.
Quindi quando si pensa all’oggi ricordiamoci che la politica per le grandi masse è l’apparenza del momento elettorale e del dibattito televisivo MA LA VERA SOSTANZA È LA REALTÀ MATERIALE E LA REALTÀ MATERIALE È IL MERCATO E QUINDI È IL POTERE FINANZIARIO.
Quindi il primo atto da fare in assenza di una socialità originaria che scaturisce da masse organizzate e consapevoli è l’acquisizione di coscienza del singolo, per usare uno slogan: DAL CONDIZIONAMENTO DI MILIONI DI SINGOLI ALLA LORO AUTO-LIBERAZIONE.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è da ordinare il secondo. Son discorsi bellissimi, ma cosa s’ordina.

Clara Agazzi: Qui fanno bene la bistecca, ma mi dicono bene del cinghiale con i fagioli. Comunque almeno un contorno vegetariano ci vuole.

Vincenzo Pisani: Ora faccio cenno al padrone. Ma aspettate. Io sarei per ordinare anche un piatto di pollo e patate oltre al resto, lo fanno bene ve lo garantisco.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso nobile sul pollo, i fagioli, il cinghiale in umido.
Facciamo di tutto un po’ e aggiungiamoci una bistecca ai ferri con l’insalata che qui è buona, ho l’occhio clinico e ho dato qualche rapida occhiata ai tavoli vicini.
Comunque voglio replicare a Franco una banalità squallida.
Si tratta di questo: L’ESSERE UMANO VIVE IN SOCIETÀ E DALLA SOCIETÀ È CONDIZIONATO E INDIRIZZATO.
Le abitudini, la parentela, il posto di lavoro, i colleghi, le pochissime attività fuori dal lavoro travolgono l’uomo, lo trafiggono con mille banalità e consuetudini.
Tu franco pretendi che un singolo salga sopra se stesso e prenda coscienza, si alzi da solo e da solo faccia che cosa?
CHIEDI TITANI NELLA MENTE E NELLO SPIRITO E NEL CORPO E ARRIVA GENTE STANCA, MALATA, AVVILITA.
Proprio perché i poteri sono enormi il singolo non riesce a metter fuori la testa dal pozzo dove è stato ficcato, il singolo è solo e questo non va mai dimenticato.

Franco: Tu credi che i pochi che davvero preparano le guerre, le crisi finanziarie, le moltiplicazioni delle speculazioni, le crisi di borsa, le ricapitalizzazioni di Stati e multinazionali siano davvero così forti. Siano quasi dei semidei.
AL CONTRARIO SONO DEI BUROCRATI E DELLE PERSONE CON LIMITATA CONOSCENZA E SAPERE.
Non il sapere specifico per carità.
Nei loro settori fra loro ci sono certamente delle autorità mondiali.
MA QUELLO CHE LORO MANCA È LA VISIONE D’INSIEME, QUELLA CHE UN TEMPO SI CHIAMAVA FILOSOFIA.
Ovvero sono strutturalmente estranei a un pensiero che colga la totalità e abbia pretesa di esser vero.
Il super burocrate con il suo staff vede la percentuale del profitto nei prossimi sei mesi, magari è un profitto che causerà una o due guerre per procura o qualche guerra civile in qualche paese disperato agli angoli del pianeta.
Ma questo non tocca lo staff e il suo leader che deve rispondere agli azionisti e al consiglio d’amministrazione della società per azioni.
Quindi non vede mai il tutto ma solo la parte di sua competenza, vede il suo frammento, il suo piccolo tornaconto, la sua carriera.
Pensa che altri siano competenti per i danni provocati. Ma non è così.
IL NUOVO POTERE È UNA FALSA TECNOCRAZIA PERCHÉ I MOLTI ASPETTI DEL SUO MANIFESTARSI NON SI SOMMANO MAI IN UN QUADRO DI CONSAPEVOLEZZA, DI COMPRENSIONE.
Non è questo un sistema pensato come totale e in grado di alimentarsi e sostenersi nel tempo.
Infatti il Potere di oggi è stranissimo perché tende a nascondersi dietro poteri politici deboli ,quando non di facciata, e non ha né il carisma e meno che mai la volontà di reclamare per sé quello che un tempo erano il trono, e la corona.

Vincenzo Pisani: Io intanto chiamo il padrone per ordinare la carne. Comunque. Ricordati che il Potere come lo chiami te, con evidente richiamo a Pasolini, ha consenso.
MILIONI DI UMANI QUI NEL BELPAESE PENSANO DAVVERO DI POTER DIVENTARE RICCHI E BELLI CON UN COLPO DI FORTUNA, CON UNA MAGIA, CON UN MIRACOLO.
QUESTO ASPETTARE IL MIRACOLO TIENE IN VITA MOLTA PIÙ GENTE DI QUANTO NOI QUI POSSIAMO IMMAGINARE.

 
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la geotermia nel 2014

Post n°857 pubblicato il 16 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

L’energia geotermica ha raggiunto i 12.000 Megawatt nel mondo
J. Matthew Roney
www.earth-policy.org/data_highlights/2014/highlights48
Terra politica di rilascio
Data Highlight
27 agosto, 2014

Nel 2013, la capacità elettrica geotermica mondiale è cresciuta del 3 per cento fino a 11.700 megawatt in 24 paesi.
Anche se altre tecnologie per le energie rinnovabili hanno una crescita molto più veloce — a esempio, l’energia eolica si è ampliata del 21% all’anno dal 2008 mentre l’energia solare è cresciuta ad un tasso annuo del 53% — questo è stato l’anno migliore della geotermia da quando cominciò la crisi finanziaria del 2007-08.

La crescita relativamente più lenta dell’energia geotermica non è dovuta ad una scarsità di energia da trovare.
Al contrario, le sei miglia superiori di crosta terrestre detengono 50.000 volte l’energia incorporata nelle riserve di petrolio e gas del mondo.
Ma a differenza della relativa facilità nel misurare la velocità del vento e la radiazione solare, il test di trivellazione per valutare le risorse di calore in profondità prima di costruire una centrale geotermica è incerto e costoso.
Lo sviluppatore può spendere il 15% del capitale necessario al progetto per la ricerca, senza garanzie di trovare un luogo adatto.

Una volta costruita, tuttavia, una centrale geotermica può generare elettricità 24 ore al giorno con bassi costi di manutenzione e gestione — soprattutto perché non ha spese per il combustibile.
Durante la vita del generatore, gli impianti geotermici sono spesso a costi competitivi con tutte le altre fonti di alimentazione, inclusi i combustibili fossili e nucleari.
Questo è vero anche senza considerare i molti costi indiretti dell’energia elettrica generata dal fossile e dal nucleare che non si riflettono in bollette mensili per i clienti.

I primi tre paesi per la potenza geotermica installata — gli Stati Uniti, le Filippine, e l’Indonesia — rappresentano più della metà del totale mondiale.
La California ospita quasi l’80% dei 3.440 megawatt di capacità geotermica USA; un altro 16% si trova in Nevada.

Pur avendo installato più capacità di energia geotermica di qualsiasi altro paese, gli Stati Uniti attualmente generano meno dell’1% della loro elettricità con il calore della terra.
L’Islanda detiene il primo posto in quella categoria, utilizzando l’energia geotermica per il 29% della sua elettricità.
Subito dietro c’è El Salvador, dove 1/4 di elettricità proviene da impianti geotermici.
Il Kenya segue al 19 per cento. Poi ci sono le Filippine e il Costa Rica, entrambe al 15%, e la Nuova Zelanda, al 14 per cento.

L’Indonesia ha l’obiettivo di capacità geotermica più ambizioso.
Cercherà di sviluppare 10.000 megawatt entro il 2025.

Avendo ottenuto solo 150 megawatt negli ultimi quattro anni, questa sarà una salita ripida.
Ma una nuova legge approvata dal governo alla fine di agosto 2014 dovrebbe aiutare le attività del settore che si muovono in questa direzione: aumenta il prezzo di acquisto per kilowatt/ora garantito ai produttori e termina la classificazione della geotermia come attività mineraria.
(Gran parte della risorsa geotermica non sfruttata in Indonesia si trova in aree boschive dove l’estrazione è illegale).
Ancor prima che la nuova legge entrasse in vigore, la società geotermica Ormat iniziò nel mese di giugno 2014 la costruzione della più grande centrale geotermica singola del mondo, un progetto da 330 megawatt a nord di Sumatra.
L’impianto dovrebbe produrre la sua prima elettricità nel 2018.

L’Indonesia è solo una dei circa 40 paesi che potrebbero ottenere tutta la loro energia elettrica dalla geotermia locale -— una lista che include Ecuador, Etiopia, Islanda, Kenya, Papua Nuova Guinea, Perù, Filippine e la Tanzania.
Quasi tutti sono paesi dove gli elevati costi iniziali di sviluppo geotermico sono spesso proibitivi.

Per aiutare ad affrontare la mancanza di fondi per sfruttare le risorse geotermiche, la Banca Mondiale lanciò il suo piano di sviluppo geotermico globale a marzo 2013.
A dicembre, i donatori vennero con $ 115 dei 500 milioni di dollari che erano l’obiettivo iniziale per individuare e finanziare la ricerca per progetti geotermici validi nel terzo mondo.
La Banca si augura che l’esperienza acquisita da questi progetti comporterà una riduzione dei costi per l’industria geotermica complessiva.
Questa sarebbe una buona notizia su molti fronti — ridurrebbe contemporaneamente la povertà energetica, l’inquinamento atmosferico, le emissioni di carbonio, e le importazioni costose di combustibili fossili.
# # #

I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i Media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: J. Matthew Roney
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto il 16/01/2015 da F. Allegri.

 
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La deriva del M5S

Post n°856 pubblicato il 13 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

SAGGIO BREVE
La deriva del M5S: Da Movimento a Lista di comodo (prima riflessione)

Di F. Allegri
PREMESSA
Io ho fatto parte di un piccolo movimento che non si chiamava M5s e che in teoria fu la forza iniziale che creò questo movimento.
Questa piccola realtà politica organizzò due manifestazioni di piazza e propose alcune riforme legislative condivisibili, in toto o in parte e difficilissime da realizzare (io lo sapevo).
Io le condivisi in parte, l’unica che mi piaceva era quella della abolizione dell’ordine dei giornalisti!
Fu per questa riforma che partecipai a quel movimento.
Per me, quel movimento finì e si estinse nel corso del 2007 quando cominciai a scoprire cosa erano i meet up di Beppe Grillo.
Per questa ragione posso tralasciare quel periodo pionieristico di questa esperienza politica che continua ad essere in continua trasformazione.
Per alcuni mesi feci parte di un meetup, ma ne visitai e studiai tanti (poi ci sono pure ritornato per altri mesi dopo la prima rottura).
Del resto io avevo già la mia associazione e il mio impegno personale nella sfera civile e politica.
Allora si potevano fondare più meetups e di conseguenza c’era chi faceva parte di tanti.
Io andai ad una mezza dozzina di fondazioni, ogni tanto ci vado pure ora, per finalità conoscitive.
I meetups mi piacquero meno!
Rafforzarono la mia convinzione che il paese non era in grado di migliorare il suo sistema politico.
Cominciai a capire che questo paese è il prodotto di questo quarantennio di cattiva politica.


COSA ERANO I “MEET UP”?
Questa è la domanda di partenza di questo scritto.
Da questa definizione iniziale si capisce l’intero scritto.
I meet up erano dei contenitori universali: potevano contenere di tutto e c’era di tutto, come c’è di tutto oggi, ma sempre meno.
Il criterio di analisi giusto è quello di cercare le parti fondamentali di questo pasticcio.
In questo guazzabuglio bisogna sapersi orientare, un semplice cittadino non è in grado di farlo!
In primis c’era una capo che pagava una tassa mensile e che portava una sua battaglia politica prioritaria se era un capo eccentrico oppure organizzava la propaganda se era un collaboratore interessato dell’organizzazione che ruota da sempre intorno a Grillo.
Questa c’era già, ma stava in secondo piano, in apparente distacco (nel 2007).
Sulle lotte private a pagamento aggiungo solo che queste erano di due tipi.
C’erano le tante finte battaglie derivabili dalla fine del PCI o c’erano ambizioni personali di rappresentanza o da collegare alle loro professioni private.
Talvolta il risultato finale è stata la creazione di un’associazione privata non politica ed estranea alle sfide elettorali.
In ogni caso queste sono la parti minoritarie ed eccezionali dei “meet up”, al massimo le si possono considerare collaterali o complementari.
La parte interessante e maggioritaria dei “meetups” è quella che doveva preparare le liste.
Da ora in poi non userò più la parola inglese, ma i termini MACCHINA ELETTORALE.

LA DEFINIZIONE DI BASE
I meetups residui e maggioritari sono solo MACCHINE ELETTORALI PERMANENTI dove cittadini, arrabbiati, emarginati o furbi portano il loro consenso ad un progetto estraneo e sconosciuto, in apparenza estraneo al potere politico esistente.

COSA PRODUCE QUESTA MACCHINA?
Questa è la domanda fondamentale da porsi a questo punto del discorso.
Tutto ruota intorno a Grillo e al suo gruppo di manager e autori.
Essa produce una SINTESI di pensiero politico e con il passare dei mesi anche una sintesi organizzativa.
Il pensiero politico apparente è quello che nasce dal sessantottismo, mediato un po’ con l’opinione pubblica del momento, ma sostanzialmente siamo nel mondo laico e comunista.
Sono le vecchie idee che giravano nel PCI, tra i meno comunisti o tra quelli che non lo erano per niente.
La macchina produce anche l’organizzazione a livello di base e la rende funzionale al suo centro di dominio che è originario e preesistente.
Di fatto, questo m5s è una copia informatizzata di Forza Italia, della sua prima organizzazione politica.
Alla fine è uscito un primo gruppo parlamentare, troppo consistente e farcito di persone che in gran parte (forse tutte) erano impreparate a sedersi in un seggio parlamentare e anche litigiosi, ma questa è una conseguenza della loro inadeguatezza.
Sono talmente inadeguati che i più vengono tenuti nascosti, la stampa e la gente non devono vederli e neanche sentirli parlare, almeno fino a qualche mese fa e molti non si sono ancora visti e/o sentiti.
Si tenta di farli percepire come un gruppo quando sono tante persone intorno a un gruppetto di vecchi collaboratori.
Forse adesso avete chiaro in testa il concetto di sintesi, in ogni caso ne riparleremo.

UN APPROFONDIMENTO NECESSARIO

Potrei fermarmi qui, ma ho intenzione di fare più scritti.
Quindi per ora faccio una conclusione lunga ed esemplificativa su altri aspetti che vanno premessi prima di fare le parti dedicate alla LISTA DI COMODO.
Comincio così! Tenete presente che leggerete questo tra qualche mese.
Anche oggi c’è gente che cerca di fermare il nuovo corso grillino.
Lo fa senza rendersi conto che questo è il vero progetto e soprattutto senza capirlo davvero.
Il m5s vive un trauma inatteso, dannoso e decisivo: si è ammalato il principale manager di Grillo, almeno da qualche mese.
(Su questo tema ho già fatto e diffuso un post mesi fa: il tema è la malattia del maestro.)
In queste condizione il duumvirato al vertice ha un primo problema (l’altro è il gruppo parlamentare troppo numeroso e del tutto inutile per il paese).
L’assenza (forse temporanea, temo di no) di questo manager ci aiuta ad isolare una parte delle carenze del M5s.
Questo è l’unico aspetto positivo: con Casaleggio al timone avremmo avuto un m5s leggermente migliore e con meno sbagli perché questo ideologo aveva una sua visione politica (e ce l’aveva solo lui).
Farò un’elencazione delle carenze che reputo più importanti.
a) Grillo non ha più questo autore che gli scrive i testi, non ha più il suo Pigmalione.
Questo ha due conseguenze.
Da un lato il blog deve aprirsi ad altri contributi di singoli soggetti.
Questo è anche un bene, potremo collegare dei volti a delle idee.
Il limite resta quello che ogni scritto non è partecipato e la selezione a monte è discrezionale.
Scopriremo presto che il nucleo centrale si è leggermente allargato, ma resterà distante da quel falso collettivo di 152 persone (sono di meno e diminuiranno) che non esiste, ma bisogna che sia percepito come tale.

b) Senza il manager, il movimento si riduce ad un’unica persona.
Per qualche mese dovrò confrontarmi con il movimento di una persona particolare, un professionista dell'informazione che sa dissacrare qualunque avversario o interlocutore, all’occorrenza. Pian piano, l’unico attore sarà affiancato dalle comparse, dalle star per una puntata.
Ogni giorno, continueremo ad avere la telenovela del blog con i suoi due scritti.
E’ roba vecchia, è l’ultima pagina degli antichi giornali, quelli che non avevano la pubblicità.
Inoltre ricordo che anche il primo forza Italia fu il partito di una persona sola ….

c) La rappresentanza politica rallenterà la sua trasformazione in falange, il gruppo emergere le sue molte divaricazioni in mancanza di una persona che indichi la strada da percorrere.
Ad oggi, non considero i 150 come persone degne di stare in parlamento, son diverse dagli inquisiti, dai burocrati di partito, dai nominati, dai profittatori, ma non sono quelle persone che ci servono.
Sono una nuova categoria non accettabile e soprattutto sono eletti provvisori.
Non ho mai condiviso nemmeno l’idea che quel gruppo dovesse divenire una falange assemblata dalle defezioni e dal sentimento dell’odio indiscriminato, ma gestito.

d) le vere idee di Grillo.
Senza il manager, l’attore resta solo con se stesso. Deve mostrare le sue vere idee per quelle che sono; ultimamente l’abbiamo visto più volte.
Nel nuovo partito di una sola persona troviamo un ambientalista, ricco e pauperista che però vive con tutti i confort della modernità e che parla di macroeconomia come un quasi Keynesiano e di geopolitica come un’estremista di destra alle prime armi.
Grillo era una speranza, ora cerca di mettere angosce e per sua fortuna non ci riesce.
Un altro errore di Grillo è quello di aver promosso un mini gruppo di parlamentari che io chiamerò i più bravi, ma sia chiaro che li considero i peggiori.
Devo organizzare la cosa, ho già letto degli scritti che non mi convincono.
Qualche blogger li chiama i “bimbiminkia”, ma io no so cosa significhi questa parola.
Io vedo persone senza meriti e titoli, erano quelli che stavano zitti in piedi dietro di lui, sono gli ex figuranti che si scatenano all’improvviso.
La forzatura è evidente, non vedo come questi possano essere utili per noi.
In realtà valuterò la loro utilità vera, in un altro scritto che farò presto, uno dei successivi che non ho ancora fatto.
Intanto riscontro che siamo giunti anche allo scontro tra colonnelli, per subentrare al manager.
Questo mi dice che la degenerazione in corso è pure veloce: non del tutto controllabile.
In questi giorni, il M5s non merita neanche questo suo nome intermedio, è una nuova Cosa.
Sembra il leghismo delle origine, con un poco di neofascismo in più (gli ex missini si intravedono) e c’è pure una finta vicinanza alle tematiche di rifondazione comunista.
Cosa salvo oggi? Solo Dario Fo, come attore e scrittore.

 
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Discorso sullo stato e sulla societÓ civile

Il Maestro - secondo atto – settima conversazione
Discorso sullo Stato e sulla società civile

Di I. Nappini

Vincenzo Pisani: Mi meraviglio di te Franco. COME FAI A STACCARE IL SINGOLO DALLA MASSA CHE SI MUOVE, CHE OPERA, CHE FA POLITICA. Certo. La mente, la volontà, la coscienza.
Ma poi. Senza quadri, senza strutture, senza ideologia non c’è nulla da fare.
QUESTO DOMINIO DEI POCHI SUI MOLTI PERMANE E SI RAFFORZA ANCHE IN MEZZO ALLA CRISI, AL CAOS, AL DISORDINE MORALE, ALLE NUOVE GUERRE, AL RELATIVISMO E ALLA SVALUTAZIONE DI TUTTI I VALORI.
Certo si parte dal singolo, il rapporto fra singolo e collettività permane.
Già Aristotele indicava l’uomo come animale politico e quindi parte di un qualcosa di più vasto. Quindi l’uomo non si educa e non arriva alla ragione da sé.
Egli ha bisogno di capi politici, di maestri, di professori, di padri, madri, fratelli, nonni e perfino di qualche zio. SE QUESTI SOGGETTI STANNO TUTTI DALLA PARTE DELL’ORDINE ESISTENTE COME PUÒ IL COMUNE ESSERE UMANO, MASCHIO O FEMMINA CHE SIA, FARE IL SALTO OLTRE L’OMBRA E SUPERARE SE STESSO.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci poi che esistono gli Stati, i parlamenti, i senati, i governi.
Il potere è anche istituzione, è anche coercizione, è anche tasse. COSA È MAI UN SINGOLO DA SOLO. Nulla. Meno di niente.
La società è la sua forza, l’essere parte di un tutto che è la somma di tante parti.
Suona strano ma è evidente che l’uomo è un animale che vive collettivamente come le formiche o le api. Il singolo che fa da sé e decide di staccarsi dalla società e dal comune comunicare o diventa per i molti un tipo strano, o un matto o un ribelle.
Tre cose che portano guai, che provocano inimicizie, maldicenze.

Franco: Quanto dite ha del vero. C’è una spinta dell’uomo a entrare dentro la società e dentro l’ordine esistente delle cose. Ma c’è differenza fra ribellione e attività politica e c’è differenza fra il singolo che si ribella in modo acerbo e anarchico e COLUI CHE CERCA D’INDIVIDUARE LE CONCRETE POSSIBILITÀ DI MUTARE QUALCOSA NEL REALE. IN FONDO COSA VOLETE CAMBIARE DAVVERO?

I rapporti sociali, l’economia, lo Stato?
Mutare qualcosa contro LA VOLONTÀ DEL POTERE INTESO COME INTERESSE DELLE MINORANZE DI SUPERBUROCRATI, DI RICCHISSIMI, DI FAMIGLIE DI RICCHISSIMI, che sono le forme delle minoranze al potere nella civiltà industriale, è cosa difficilissima.
IL RETTO ATTO POLITICO ESIGE ABILITÀ E TALENTO.
Per questo occorre che l’essere umano riscopra la possibilità sacra di poter trasformare il suo mondo e il mondo naturale in cui vive a partire da se stesso.
QUINDI RIBADISCO CHE SI PARTE DALL’INDIVIDUO. ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE.
Pensate solo a questo: un singolo diventa il simbolo di una massa di oppressi e dà ad essi una direzione, una visione del mondo, una politica. PERCHÉ QUESTO ACCADA OCCORRE NECESSARIAMENTE UN SINGOLO CHE INTRAPRENDE UN PERCORSO DI RICOMPOSIZIONE E PURIFICAZIONE DI SE STESSO.

Clara Agazzi: Fregarti sul talento dialettico è davvero difficile. D’accordo il singolo. Ma come procede poi questo singolo, cosa fa, a quali risorse attinge, come vive?

Vincenzo Pisani: Questo agire sociale e politico può esser spiegato facilmente.
In origine c’è una fase, c’è il momento nel quale il mondo umano e materiale comincia a sfaldarsi e a decomporsi e QUALCUNO PRENDE COSCIENZA DEL DISASTRO, poi c’è la fase della CHIARIFICAZIONE E PURIFICAZIONE DEI PROPRI PENSIERI E DEL PROPRIO SPIRITO, o anima o se si preferisce, e della parte più profonda della propria coscienza.
DOPO I DUE PASSAGGI C’È L’OPERA DI RICOMPOSIZIONE E DI CREAZIONE DI UN MONDO NUOVO A PARTIRE DAL PERCORSO INTRAPRESO.
Ora queste tre tappe banali di qualsiasi serio processo di azione volta a trasformare il vivere collettivo esige un rapporto con le moltitudini, con la politica, con le elezioni e infine con lo Stato.
Il pensiero e lo spirito devono farsi atto creativo del genere più pratico e più prosaico.

Paolo Fantuzzi: Ma questo è un processo quasi rivoluzionario. Comunque sia la vedo male.
I molti di cui ragionate non ci sono nella realtà.
Le genti nostre sono disfatte in mille parti, divise fino all’inverosimile e piene di livore e di rabbia contro tutto, tutti e Dio.
LA POLITICA DEI PARTITI NON HA UNITO MA DIVISO, PERFINO I SINDACATI SONO DIVISI ANCHE IN MERITO ALLE STESSE VERTENZE.
Ecco se c’è una cosa da dire è che IL POPOLO QUI È TANTI POPOLI DIVISI E ROTTI IN MILLE INTERESSI e ovviamente dove c’è disordine morale, rabbia e odio PREVALE L’INTERESSE DEL PIÙ FORTE.
Lo Stato che dovrebbe esser lo strumento tipicamente umano che somma le differenze e le unifica in un solo corpo collettivo qui è troppo debole per poter assolvere questa funzione.
DI FATTO TROPPI NON CREDONO CHE ANDANDO DIETRO A CHI PREDICA AL VENTO E ALLE ROCCE SI POSSA CAMBIAR QUALCOSA.
Così per i molti è preferibile il piccolo interesse, ascoltare l’opinione più forte in televisione, votare per una promessa o per un piccolo favore.
Forse domani questi molti saranno diversi, ma non oggi.

Franco: I MOLTI VIVONO MALE E CON GRAVE DISAGIO PSICOLOGICO E MATERIALE QUESTI ANNI TORMENTATI.
Tormentati, proprio così.
LA VITA SEMBRA AVER PERSO DI SENSO SCHIACCIATA FRA PUBBLICITÀ COMMERCIALE E CONSUMISMO EDONISTICO PER POCHI MA PROPAGANDATO A TUTTI COME CONCIME PER LO SPIRITO E PER LA GIOIA DI VIVERE.
I molti sono anche dei singoli.
Essi dovrebbero prendere coscienza e unirsi in una rivendicazione collettiva di un diverso modo di vivere, consumare e produrre; MA NON LO FANNO PER AVIDITÀ O PER RISENTIMENTO.
La paura di perdere qualcosa o quella di aiutare il rivale, l’estraneo, lo sconosciuto impediscono in molti l’azione generosa per mutare qualcosa in positivo.
In fondo se uno si sente minacciato, offeso, sfidato dall’altro perché dovrebbe muovere un dito per salvare il mondo?
RICORDATEVI AMICI MIEI CHE NELL’UMANO ESISTE UN PRINCIPIO CHE PORTA VERSO L’AUTODISTRUZIONE E IL SENTIRSI IN MEZZO A UN MONDO OSTILE CHE TI MISURA E TI CALCOLA NON AIUTA A SVILUPPARE SENTIMENTI IN SENSO STRETTO MA SOLO PULSIONI DI MORTE, ODIO E VIOLENZA.

Vincenzo Pisani: Ricordati Franco che esiste lo Stato.
C’è un istituzione che deve tener assieme una collettività articolata e complessa e disciplinarla e sanzionarla per farne un corpo unitario. Lo Stato appunto.
NELLA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE LO STATO È SOTTOMESSO O CONDIZIONATO DA POTERI FINANZIARI E COMMERCIALI CHE SONO RIUNITI NELLA FORMA DELLE MULTINAZIONALI E DELLE BANCHE.
Questi poteri sono quello che nel Medioevo erano le famiglie dei re e dei Principi.
Se non si ragiona di Stato e si ripensa lo Stato questa tua nuova umanità resta una cosa astratta e filiforme ovvero una fantasia ben fatta, una nuova predica alle rocce.

 
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Scheda sul raccolto di grano

Post n°854 pubblicato il 08 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Scheda sul raccolto di grano
Earth Policy Release
19 agosto 2014

Fino a quando il grano fornirà gran parte delle calorie che sostengono l’umanità, lo stato del raccolto mondiale di cereali è l’ indicatore buono della adeguatezza della fornitura di cibo.

Più di 2 miliardi di tonnellate di grano sono prodotti ogni anno in tutto il mondo, quasi la metà di esse in tre soli paesi: Cina, Stati Uniti e India.

Il mais, il grano e il riso sommano la maggior parte del raccolto mondiale di cereali.
Mentre il riso e la maggior parte del grano sono consumati direttamente come alimenti, il mais è ampiamente utilizzato per il bestiame, come mangime per pollame e per scopi industriali.

Il consumo di grano globale ha superato la produzione in 8 degli ultimi 14 anni, portando a prelievi dalle riserve.

La crescita della popolazione è la più antica fonte di domanda crescente di grano.
Negli ultimi anni, la crescita annuale dell’uso del mais è raddoppiata, in gran parte a causa del maggiore uso dell’etanolo e del mangime per pollame e bestiame.

Nel 2013, gli Stati Uniti raccolsero più di 400 milioni di tonnellate di grano.
Di queste, 129 milioni di tonnellate (il 30 per cento) sono andati alle distillerie di etanolo.

Le rese crescenti sono la chiave per espandere il raccolto di grano poiché c’è poco terreno agricolo inutilizzato.
Dal 1950, oltre il 93% della crescita del raccolto mondiale di grano è venuto da aumenti di rese.

L’area globale coltivata a grano per persona si è ridotta da circa mezzo acro (0,2 ettari) del 1950 a un quarto di acro (0,1 ettari) nel 2013.

A 10 tonnellate per ettaro, le rese di mais degli USA sono le più alte di qualsiasi altro grano importante, ovunque. In Iowa, alcune contee raccolgono fino a 13 tonnellate per ettaro.

Le rese del grano medie globali sono più che triplicate da 1,1 tonnellate per ettaro del 1950 alle 3,5 t per ettaro del 2013.
Tuttavia, la crescita delle rese è rallentata dal 2,2 per cento all’anno tra il 1950 e il 1990 al 1,4 per cento negli anni successivi.

In Francia, Germania e nel Regno Unito, le rese del frumento sono state piatte per più di un decennio. La storia è simile per il riso in Giappone e in Corea del Sud.

L’uso mondiale dei fertilizzanti è salito dai 14 milioni di tonnellate del 1.950 ai 181.000.000 di tonnellate del 2013. Ma in molti paesi, l’uso di fertilizzanti ha raggiunto rese decrescenti.

Dal 2007, il mondo ha vissuto tre grandi impennate dei prezzi del grano.
L’indice dei prezzi alimentari dell’ONU indica che il grano nel 2014 era 2 volte più costoso rispetto al 2002 - 2004.

L'aumento delle temperature globali minaccia le principali colture alimentari del mondo; la “regola del pollice” è che ogni aumento di 1 grado Celsius di temperatura (1,8 gradi Fahrenheit) sopra la stagione di crescita ottimale può tagliare la produttività di almeno il 10%.

# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per la ricerca: Janet Larsen
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto il 7/01/2015 da F. Allegri.

 
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Discorso sulla coscienza e sul male

Il Maestro - secondo atto – sesta conversazione
Discorso sulla coscienza e sul male

16 agosto 2014

Vincenzo Pisani: Ora si mangia questi cinque vassoi di primi divisi fra noi. Prima che arrivi il capo per il secondo, ho da porre una domanda a tutti alla luce di quanto finora detto.
Dunque” Quando il problema del singolo è IL PROBLEMA DELLA GUERRA, del male che viene dalla violenza tecnologica, strutturata, tecnologica, governativa, come si pone l’essere umano auto-cosciente e libero?”

Paolo Fantuzzi: Ecco una domanda davvero difficile. Poi di questi tempi nei quali intorno ai nostri confini si sente il rombo del cannone e sulle nostre coste sbarcano i profughi delle mille guerre dimenticate del pianeta azzurro. COME PUÒ UN PRIVATO OPPORSI AL MALE CHE TRAVOLGE TUTTO E TUTTI.
La guerra oggi è un mare che sale, che sale e continua a salire e mangia la terra, invade le strade, porta via le città. Il singolo può solo salvare se stesso se è bravo e se è astuto.

Clara Agazzi: Potrebbe anche salvare altri oltre a se stesso, la guerra in fondo la fanno gli esseri umani non la natura. Non è come un terremoto o una tempesta fortissima. L’uomo è capace di distinguere.

Franco: La domanda posta è difficilissima. SE LA POTENZA DEI QUOTIDIANI MEZZI DI PERSUASIONE E DI PLAGIO È PARI A UNO IN TEMPO DI PACE, IN TEMPO DI GUERRA QUESTA POTENZA È DIECI, VENTI, TRENTA E ANCHE DI PIÙ. Quindi distinguere è quasi impossibile, tenere la testa ferma è una vera e propria impresa, allora ha senso quel che ho detto finora e con più forza. L’essere umano deve trovare in sé la sua verità e la sua ragione di vita, lui deve essere il muro che non crolla e l’asse che non vacilla. La sua verità più intima e profonda è la roccia su cui siede la sua mente, allora potrà anche far qualcosa di buono perfino per gli altri.

Paolo Fantuzzi: Ma la guerra è una roba seria. Vuol dire morti ammazzati, campi devastati, città in fiamme, lutti, macelleria umana all’aria aperta. Non sono argomenti da portare a tavola, specie davanti a questo ben di Dio. Buona questa roba. MA COME PUÒ IN FONDO UN TIPO CHE VIVE IN UN MONDO UMANO COSÌ OMOLOGATO, CONTROLLATO, INDIRIZZATO SCEGLIERE FRA IL BENE E IL MALE. Dal momento che l’uomo in verità è indirizzato con forme di plagio e di cultura consumistica egli è libero da qualsiasi responsabilità. Cerco di spiegarmi così:” se c’è chi ti comanda, chi pensa per te, chi ragiona per te, chi calcola per te e tu devi solo srotolare quel filo o avvitare quel bullone e poi mettere una X con la matita su un foglio colorato il giorno delle elezioni chi può dire che uno è portatore di un suo libero arbitrio”, QUINDI SE NON SEI LIBERO NON PUOI ESSER COLPEVOLE DI UN TUO ATTO INTENZIONALE O PREMEDITATO. Chi è in alto è il solo responsabile, il solo portatore di ogni colpa e di ogni responsabilità, il solo soggetto colpevole. Chi è in basso nella scala sociale rimane pulito non solo perché non sa, ma perché non ha mai avuto la possibilità di sapere come funziona davvero il potere che lo domina e lo condiziona.

Franco: Mi fai lasciare questo boccone al cinghiale per risponderti. E sia! LA RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE ESISTE. Ma non sempre gli umani ne riconoscono l’esistenza, anzi sono incline a pensare che una parte dell’umanità per cultura, tradizione, personalità sia estranea al concetto di responsabilità individuale. QUINDI SOLO COLORO CHE SONO ALMENO IN PARTE CONSAPEVOLI DI SE STESSI SONO IN GRADO DI TROVARE DENTRO DI LORO LA PROPRIA PERSONALITÀ E LA PROPRIA COSCIENZA. Ci sono uomini e donne che questa cosa non la troveranno mai. E sottolineo mai. Tuttavia dal momento che io credo, anche se è una congettura, che la maggior parte degli esseri umani possa avere una propria personalità e una propria coscienza a mio modestissimo avviso anche in un caso estremo come la guerra non viene meno la responsabilità del singolo. POI C’È LA QUESTIONE DELLA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA, OSSIA DELLA SOCIETÀ UMANA IN CUI UNO VIVE. Qui occorre far un discorso davvero politico.
Se il caso è quello d’opporsi a un conflitto o di limitare i suoi danni ci sono dei livelli.
Il primo livello è la testimonianza individuale, il singolo che prende coscienza e cerca attorno a sé altri che la pensano come lui.
Si tratta della fase nella quale si determina quella che si chiama una resistenza culturale, d’idee.
Sotto la dittatura fascista di tante generazioni fa questo fu fatto proprio da minoranze culturali e da alcuni ceti poveri della città e della campagna.
Resistere al culto della guerra fascista, che si fece rito e atto di consuetudine, nel proprio circuito di pochi amici, nell’officina fra gente fidata, in campagna al riparo da gente sospetta, in fabbrica fra compagni di lavoro.
POI QUANDO SI SONO FORMATI MOLTI GRUPPI A MACCHIA DI LEOPARDO ARRIVA IL MOMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE, DEL FARE GRUPPO, DEL FARE CONTRASTO APERTO A POTERI DISPOTICI E AUTORITARI O SEMPLICEMENTE CRIMINALI.
Resistere a quel punto è creare consenso, attività quotidiana, propaganda. Ricapitolando. L’AUTOCOSCIENZA E LA PROPRIA LIBERTÀ PERSONALE riscattata da tutte le forme di plagio e di corruzione sono le condizioni di partenza di singoli che vanno a formare una società di liberi individui secondo delle leggi democratiche.

Stefano Bocconi: Ma serve a poco la tua autocoscienza quando i denari in cassa sono il privilegio dei pochi, quando un pugno di ricchi ha il controllo di banche, corporazioni, latifondi, interi paesi, perfino città. Il denaro signore del mondo è la merce che compra tutte le merci e i tuoi umani sono merci. Si può comprare i loro giuramenti, il loro lavoro, la loro vita privata.
Perché il mercato non ha un volto e un nome. Ma ha un potere enorme, e poche migliaia di super ricchi e di super burocrati esercitano un potere enorme perché indirizzano miliardi e miliardi d’investimenti.
Quindi perché stupirsi se pochissimi da alberghi e uffici superlusso pianificano una guerra, una speculazione, una ristrutturazione aziendale?
Questo è il nuovo potere e il confine ideologico delle nuove guerre. Non più fascismo, comunismo, liberalismo, nazionalismo ma al contrario capitali investiti o da investire per creare profitto.
Miliardi d’investimenti, percentuali di PIL, quotazioni di borsa del greggio, dell’oro, del rame queste le ideologie vere delle nuove guerre. Quello che raccontano i media è colore, è fantasia , è propaganda di guerra, i fatti concreti sono questi che ho appena detto.
Davanti alle quotazioni del rame sulla borsa di Londra che scatenano un colpo di Stato in un paese dell’America Latina o dell’Africa cosa può il singolo dotato di autocoscienza?
Io dico che può niente. Ma proprio niente! Cosa mi rispondi.

Franco: La risposta è questa: PUÒ RACCONTARE LA VERITÀ CHE SENTE. Questo perché è importante cominciare da se stessi, ciò che è collettivo è anche individuale, quindi un punto di contatto ci deve esser fra queste due cose, altrimenti non spenderebbero i nostri tutti quei denari per la propaganda di guerra come fanno tutte le volte che capitano certe imprese militari denominate missioni di pace.
SE FOSSE TUTTO MECCANICO, ORDINATO, PERFETTO PERCHÉ DOVREBBERO SPENDERE CIFRE E MOBILITARE RISORSE IMPORTANTI PER LAVARE I DUBBI DALLA TESTA DELLA GENTE.
C’è da stupirsi davvero per un fatto nuovo che si manifesta oggi.
C’è consenso per le nuove guerre per le quotazioni di borsa e per il PIL come tu dici.
Non parlo di un consenso strappato con la frode o con i trucchi da circo ma di qualcosa di spontaneo, popolare, genuino.
Molti hanno capito che una crescita illimitata è impossibile e che se il sistema si blocca si spacca, quindi una guerra diventa una delle possibili opzioni per provare a fermare un mondo umano che tende a sprofondare nella violenza, nella povertà, e nel disordine e anche nel fanatismo religioso.
Ecco mi fa più paura questo consenso sotterraneo, cinico, in malafede che non la massa enorme di propaganda e di manipolazione.
Quindi a maggior ragione la persona perbene deve essere l’asse che non vacilla di se stesso.
Ecco mi avete fatto freddare il boccone.

Clara Agazzi: Chi per malafede e interesse finge di credere a cose assurde per poter trovare delle farisaiche scuse è di solito chi cerca d’approfittarsi della situazione, chi tira a fregare la sua stessa collettività d’appartenenza, chi ha un suo tornaconto segreto.
Quindi inconsapevolmente favorisce il caos e la dissoluzione del sistema in cui vive perché lo spinge a correre la sua strada senza modificare o rallentare e quindi a moltiplicare errori, confusione, disordine fino al disastro finale.
Quindi questa parte dell’umanità mi par così negativa che è meglio ignorarla.
Poi ci sono quelli che per difetto culturale, fisico o mentale credono davvero alle cretinate, anche questi mi sembrano non recuperabili a un discorso di responsabilità e coscienza.
IL PROBLEMA È CHE UNA VOLTA SCARTATE LE MASSE DI PERSONAGGI ILLUSI O IN MALAFEDE RIMANGONO PROPRIO QUEI SINGOLI ISOLATI O A GRUPPI DI CUI AVETE DETTO.
il singolo finisce con attivarsi appunto nel suo piccolo e solo in alcuni casi spesso legati alla professione giornalistica o dell’insegnamento superiore è possibile coinvolgere migliaia o decine di migliaia di umani in un ragionamento o in una lotta civile.
UNA COMUNITÀ DI SPIRITI LIBERI CHE SI DEDICA ALL’ARTIGIANATO DOVREBBE COME MINIMO STARE A CENTO CHILOMETRI DI DISTANZA DA OGNI SUPERMERCATO O CENTRO COMMERCIALE PER POTER VIVERE LA PROPRIA DIMENSIONE ORIGINALE.
L’espressione originale e buona di sé in mezzo a un mondo di omologati, illusi, corrotti, approfittatori, ruffiani rischia di degenerare o di doversi nascondere.
Quindi la coscienza e il sapere interiore opera in ambiti ristretti, spesso privati e domestici. Questa è la realtà.

Vincenzo Pisani: Un singolo può fare uno anche quando sono in mille. Tanti singoli divisi e connessi solo via internet ma viventi in situazioni diverse e in luoghi diversi fanno forse coscienza ma dubito che creino azione politica.
Uno resta uno anche quando sono mille se non ci sono parole d’ordine, strutture politiche, regole, capi, prospettive che trasformino soggetti divisi e separati in gruppi compatti e organizzati.

Franco: La coscienza, il rispetto di se stessi, la comprensione della propria libertà sono elementi che servono per iniziare un percorso di vita sociale e politica non per finirlo.
Il male ha molte forme ma per esser davvero compreso e per suscitare davvero una reazione o una cura deve esser il male che uno sceglie di combattere.

 
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CONSIGLIO COMUNALE

Post n°852 pubblicato il 01 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Maratona a fine anno nel consiglio comunale
31/12/2014
Di F. Allegri
E’ stato un consiglio comunale infinito (per gli standard di Cerreto), con 18 punti all’ordine del giorno e 16 discussioni quasi sempre interessanti, talvolta molto importanti.
La prima notizia interessante è che tutte le iniziative di solidarietà attivate in questi 3 mesi hanno raccolto 39000 euro!
Da un lato c’è da stare attenti a non far cadere questi soldi sotto il patto di stabilità perché vorrebbe dire trasformarli in una garanzia per i mutui passivi del comune ….. che non sono consistenti ma sono stati accesi per progetti discutibili.
Dall’altro va scritto che si tratta di una goccia nel mare dei bisogni delle case danneggiate e delle imprese devastate.
Arrivano nuovi soldi dalla regione, arrivano per un progetto di pista ciclabile che costeggerà l’Arno (da Firenze fino a Pisa).
Si tratta del pezzo che collegherà Empoli a San Miniato!
Per me, investimento inutile, forse dannoso.

La notizia clamorosa è la seguente: la copertura assicurativa degli edifici comunali è scaduta a luglio 2014 e ad oggi nessuno l’ha rinnovata, anzi pare che sia difficile farlo (questo è plausibile).
La questione merita più di un approfondimento!

Il consiglio ha parlato molto dell’Unione&Circondario.
La novità è che arriverà la Centrale Unica di Committenza.

Non vi scrivo che cos’è, preferisco dirvi che per molti appalti minori e per le forniture l’avevamo già, di fatto, basta pensare ai semafori, alla pavimentazione del centro storico e ad altre piccolezze.
Qui aggiungo che leggendo i giornali, qualcuno ipotizza il default dell’Unione&Circondario.
Mi è piaciuta molto la frase di Simone Barontini quando ha ricordato a tutti che il Circondario era un carrozzino: sono totalmente d’accordo.
Successivamente abbiamo appreso che avremo la stessa tesoreria comunale fino al 2019.
Tale rinnovo era previsto e mi sarei stupito del contrario dato che il servizio ottenuto è quello standard.

Subito dopo si è aperta la fase delle interrogazioni.
Prima abbiamo saputo bene il destino del 19.000 stanziati dal nostro comune per il progetto Educare alla Pace che appartiene al comune di Vinci.
Io penso che non siano serviti allo scopo dichiarato, ma sono aperto alle riflessioni di tutti.

Subito dopo abbiamo saputo della mancanza di coperture assicurative, da luglio e nelle prossime settimane, come minimo visto che ci sono i rischi di altri downbursts.

Ho apprezzato e sollecitato anche l’interrogazione sulla sismicità degli edifici pubblici.
La vice – sindaco Buti, in qualità di assessore ai lavori pubblici ha fornito una risposta esauriente.
In sintesi, c’è tanto lavoro da fare perché se il nostro comune continuasse a non essere terreno sismico, è certo che lo sono tutte le zone circostanti.

Altro scoop: fino al 2015 non si potrà agire in tribunale contro i costruttori delle case nuove lungo il Vincio a Lazzaretto. Hanno la proroga fino al 2015. La giunta pare decisa a farlo, noi aspetteremo e monitoreremo.

Sulla fusione tra Acque Spa e Acea non si sa nulla, io mi diverto a scrivere: “Questa fusione segnerà il destino del governo Renzi”. E aggiungo: “Con la fusione potra perdurare!”
Queste son le mie convinzioni politiche generali.


Il finale è stato sia calmo che movimentato.
Da un lato ho assistito all’ennesima puntata della telenovela “LA TRATTATIVA CONTINUA” nella quale la lista Rosso Cerreto cerca di dialogare con la maggioranza con un sostanziale appoggio esterno.
Noto che la lista M5s (che io chiamo M5pd) li segue a ruota e aggiungo che ad oggi i risultati ottenuti dalla sinistra sono inesistenti.
Questo M5s che si barcamena tra pd e rifondazione non serve e può solo perdere voti.
Va lodata la loro interrogazione sugli alberi abbattuti nel capoluogo.
Io scrivo che tutti gli alberi abbattuti, meno un cedro del Libano, erano rigogliosi mentre sono rimasti in piedi 3 pini da abbattere in Via L. Da Vinci (uno secco e due pericolosi) e alcuni abeti troppo vicini alla centralina del metano in Fiera, vicino ai vecchi Macelli.
Non si capisce la logica di questa scelta, ma il tempo ci aiuterà.
Io penserei che qualcuno ha sbagliato qualcosa.

La movimentazione del finale è tutta nello scontro tra Democratici e Fratelli d’Italia.
Presto avrete i video per farvi un’idea.

Io maturerò la mia convinzione quando avrò visto gli aiuti della regione e dello stato ai disastrati dal downburst.
Solo allora valuterò questa vicenda e lo farò alla luce di quei fondi.

 
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I rischi bellici legati ad una dinastia Clinton

Post n°851 pubblicato il 30 Dicembre 2014 da amici.futuroieri
 

SAGGIO BREVE
I rischi bellici legati ad una dinastia Clinton

29 Dicembre 2014
Di F. Allegri

Questo saggio si ispira ad una lettera pubblica di Ralph Nader dello scorso 15 agosto 2014 titolata: “Hillary –  il falco vola di nuovo”.

Quella lettera iniziò con una frase pronunciata da un ex collaboratore di Bill Clinton: “Hillary lavora per Goldman Sachs e le piace la guerra, altrimenti lei mi piacerebbe”.
La signora Clinton ha fatto molti comizi pagati con l’alta finanza di Goldman sachs e Wall street sotto il marchio del partito democratico americano, è vicina a questi poteri forti e lei è stata pure la protagonista di una politica estera americana aggressiva che caratterizzò la continuità tra la presidenza Bush e la prima di Obama.

Ad inizio agosto la signora Clinton fu intervistata dal The Atlantic e lei fece una critica alla politica estera di Obama definendola debole e “non organizzata”. Secondo lei, Obama era un debole anche se aveva fatto molti bombardamenti e molti interventi negli scenari di guerra: lei lo vedeva come “un comandante pacifista” e di sicuro la signora si era dimostrata più belligerante di lui.

Nell'intervista citata, lei rimproverò Obama per lo scarso impegno USA a favore dei ribelli in Siria che si erano divisi in fazioni ed erano privi di leader forti e di combattenti addestrati.
La signora Clinton conosceva i motivi della cautela della Casa Bianca: l’opposizione crescente del congresso all’intervento in Siria e la difficoltà legate alle forniture di armi agli insorti incontrollabili.

Secondo la signora clinton: “Le grandi nazioni hanno bisogno di principi organizzativi, e ‘il non fare cose stupide’ non è un principio organizzativo”.
Il modesto pacifismo di Obama avrebbe meritato un maggiore rispetto, specie se si rispetta lo spirito della costituzione americana che considererebbe incostituzionale l’ennesimo intervento USA fuori dei suoi confini.
Non va dimenticato che la signora votò a favore dell’invasione dell’Iraq che provocò il caos e tante tragedie per il popolo iracheno e per i contribuenti americani.

Il pacifista Nader critica la Clinton anche per come svolse in suo ruolo di Segretario di Stato nei primi 4 anni di presidenza Obama: poca diplomazia, troppa belligeranza.
In quegli anni, lei fu più bellicosa del Segretario alla Difesa Robert Gates e il suo linguaggio era pericoloso anche per i diplomatici americani che andavano in missione.
Sono questi discorsi che hanno originato la metafora del falco che volava e che vorrebbe volare di nuovo.

Durante la prima presidenza di Obama, la belligeranza della Clinton si tradusse nel suo impegno per coinvolgere il Segretario alla difesa e il presidente nel rovesciamento del dittatore libico Gheddafi: i due erano contrari.
Il dittatore libico aveva consegnato le sue armi pericolose e stava ricostruendo le relazioni con i paesi e le compagnie petrolifere occidentali.
La signora Clinton non ebbe “un principio organizzativo” per le conseguenze mortali provocate da milizie bellicose che si sono spartite la Libia e poi si sono riversate in Mali portando la violenza anche in Africa centrale.
L’assalto alla Libia fu una guerra non dichiarata di Hillary Clinton e oggi è un disastro continuo che mostra come l’esperienza di politica estera attribuita alla signora consista solo nel aver fatto delle “cose stupide” dato che lei ignora la pericolosità delle nazioni tribali settarie e dittatoriali.

Dopo aver criticato Obama, la signora Clinton affermò di aver telefonato al presidente per dirgli che lei non aveva intenzione di attaccarlo e per promettergli “un abbraccio” in occasione del Vineyard party a Martha.
Per Nader, un abbraccio opportunistico dopo un attacco non è ammirevole!

Nel proseguo della sua lettera Nader si ricordò che la Clinton da giovane era stata contraria alla guerra in Vietnam e a quel punto lui si chiese come era possibile che lei fosse divenuta un falco da guerra? Questo sviluppo poteva legarsi alle ambizioni politiche arroganti o ad un suo senso di inferiorità femminile verso i militaristi. Dopo la sua celebre elezione come senatore di New York nel 2000, lei ebbe un seggio al Comitato dei Servizi Armati del Senato.
In quella sede, a differenza del suo amico belligerante, il senatore repubblicano John McCain, raramente lei mise in discussione uno spreco dei contratti del Pentagono; non discusse mai gli sprechi, le frodi e gli abusi del settore della difesa; e non vide mai un sistema di armi ridondante o non necessario (spesso criticato dai generali e ammiragli in pensione) che un tempo non le piaceva.
Il presidente Eisenhower aveva ammonito anche lei sui pericoli legati al complesso militare - industriale. Pure lei che non ha mai messo in agenda il fare la pace.
Lei preferiva parlare di potenza e dispiegamento militare in un area geografica dopo l’altra.
Alla US Naval Academy nel 2012, la Generalissima Clinton tenne un discorso sul perno da porre in Asia orientale con una "forza di proiezione" (una delle suoi frasi preferite) costituita da navi USA, truppe e aerei posizionati in paesi vicini alla Cina.
Naturalmente, la risposta della Cina fu quella di aumentare il suo budget militare e quella di proiettare la propria potenza militare.
La super potenza del mondo non deve essere dipendente da continue provocazioni che producono conseguenze indesiderate….

La Clinton rappresenta la parte bellicista del partito democratico USA, ha fatto il giro del paese per promuovere il suo nuovo libro Hard Choises e secondo Nader, lei avrebbe avuto fondi anche dai servizi segreti.
Nader aggiunse che Hillary Clinton (come candidato presidenziale) doveva riflettere su quello che aveva da offrire a un popolo americano stanco della guerra e dominato dalle multinazionali.
La Clinton doveva cambiare idea, come aveva fatto pochi mesi prima in materia di salario minimo per le donne.
In quel caso, lei aveva colmato la distanza tra la sua vita agiata e le esperienze difficili delle masse oppresse.
I democratici cominciano ad opporsi ad una dinastia Clinton? Lo fecero anche ai tempi di Obama

 
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Natale a Cerreto

Post n°850 pubblicato il 26 Dicembre 2014 da amici.futuroieri
 

Questo è un natale diverso dagli altri.
E’ un natale senza luminarie e con qualche preoccupazione economiche specie per quelle famiglie che non hanno ancora il tetto sulle loro case dopo il downburst dello scorso 19 settembre.
Le luminarie non mi mancano, credo che fosse il caso di metterle spendendo soldi pubblici che servono per lenire bisogni sociali.
Trovo geniale l’idea dei commercianti di Cerreto e della Pro Loco di appendere alle finestre dei finti pacchi regalo.
La mancanza di luminarie da risalto ai tanti presepi che sbucano dagli angoli delle strade e nei tanti edifici svuotati dei loro negozi da 5 anni di crisi ininterrotta.
Anche quest’anno la manifestazione denominata “La via dei presepi di Cerreto Guidi” è un successo che non si interrompe, la gente viene a vedere questi presepi da ogni dove, da tutto il Circondario e anche da fuori provincia.
Ci sono presepi di tutti i tipi, c’è quello tutto di stoffa, ci sono villaggi ricostruiti nei minimi dettagli, magari con movimenti meccanici creati da sapienti artigiani ed elettricisti.
I bambini hanno sfogato le loro fantasie e talvolta hanno usato i loro giocattoli preferiti come nel caso del presepe dei gormiti.
C’è il presepe nello scrigno e quello nella lanterna.
Uno è in un’auto, in una 500 d’epoca che da il senso del tempo che trascorre.
Oltre la bellezza dei presepi c’è anche la consueta sfida annuale: Le capannucce in gara hanno superato quota 160 e quest’anno le categorie premiate il giorno dell’Epifania saranno quattro.
Esse sono:
a) il presepe dei bambini;
b) i presepi artigianali;
c) i presepi tradizionali;
d) i presepi in vetrina.
I presepi sono ovunque e si può scrivere che spadroneggiano nel borgo di Cerreto e la gente è attratta da queste rappresentazioni fascinose che ci riportano al mondo della religiosità del Medio –evo.
Il borgo medioevale di Cerreto trova un suo senso turistico nei giorni del Natale e questo risalta anche nella casa di Babbo Natale che si trova nella Piazza Nuova privata dei 3 cedri del libano e anche nella corsa dei babbi Natale che si è svolta domenica scorsa con oltre 100 partecipanti.
Per tutto questo, da Cerreto si può donare un Buon Natale particolare.

 
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