Il consiglio comunale ombra

Il consiglio comunale ombra avvicina le opposizioni
Di F. Allegri

Le opposizioni cerretesi provano a fare un salto di qualità e di quantità.
Dopo il rifiuto del PD verso il consiglio comunale aperto a Stabbia, le opposizioni del m5s, di FdI, di Rosso Cerreto e della lista civica Cittadini per cambiare Cerreto hanno organizzato un consiglio comunale ombra durante il quale hanno approfondito tutti i problemi legati al downburst che colpì il comune il 19 settembre.
Il successo di partecipazione è il primo dato da segnalare, la sala era piena e c’è stato anche un ricambio di presenze.
La serata è iniziata con la proiezione della fase finale dell’ultimo consiglio comunale e tutti i cittadini hanno potuto vedere lo scontro che si svolse tra il consigliere Bruni di FdI, il sindaco e il capogruppo del PD.
Io ero presente al consiglio e ricordavo quasi tutta la vicenda, rivedendola mi è rimasto in testa un dato che nei giorni scorsi avevo sottovalutato: Cerreto ha avuto 100 milioni di danni!
Un numero simile andrà verificato e ricordato.
Da qui si è sviluppato un dibattito con molti interventi che sono stati ripresi da un volontario del m5s.
Il tema di fondo è stata l’emergenza nazionale che sulla carta è stata dichiarata, ma al momento non si vedono delle conseguenze concrete.
I temi trattati sono stati tanti, si è parlato delle polizze assicurative sugli immobili scadute e in attesa di rinnovo.
I 6 giorni di sospensione delle tasse sono state criticate da tutti, io stesso ho introdotto il tema dell’esonero annuale o poliennale delle tasse come vera misura da chiedere al governo e alla regione: se si chiede la sospensione si ottiene 6 giorni mentre la richiesta da fare si chiamava “esonero”.
Lo scandalo recente è l’IMU sui terreni agricoli, specie per la campagna cerretese che mostra ancora i segni del downburst.
I parlamentari della zona (sono 3) potevano chiedere l’esonero per il comune di Cerreto, basterebbe un emendamento!
Rosso Cerreto ha svolto un’ampia relazione sulla scuola di Cerreto, sui danni subiti dal vecchio edificio (qui il m5s ha denunciato il fatto che si rischia l’abbandono della struttura) prima del downburst e non durante o dopo: la scuola era da chiudere almeno da 2 anni!
La scuola container non piace ai cerretesi: doveva aprire il 7 gennaio, ma è troppo piccola per i 180 bambini che deve ospitare e quindi sono stati necessari altri lavori.
Al momento, si sa che ci sarà un sopralluogo alla struttura il 7 febbraio, non c’è una data di apertura e soprattutto manca quella di chiusura.
Quindici anni di container porterebbero degrado culturale nel capoluogo!
Il resto della serata è stata dedicata al tema dei fondi e della loro assegnazioni.
Ci sono state più critiche alla scelta del sistema ISEE che normalmente si usa per attribuire le case popolari ai bisognosi o i fondi sociali comunali e regionali.
Non si capisce e non si accetta l’accostamento tra ISEE e downburst.
Sul tema dei fondi si è parlato dei 2 stanziamenti da 600.000 e da 1.200.000 e dell’altro fondo da 3.200.000 che sarebbe gestito da un commissario nominato.
Tutti hanno fatto notare che non è arrivato ancora nulla.
Io ho un’indiscrezione dell’ultima ora che metto qui a chiusura dello scritto e che ci darebbe un elemento in più.
Secondo l’indiscrezione il milione e ottocentomila euro in arrivo sarebbero la quota attribuita a Cerreto dallo stanziamento complessivo di 3 milioni e duecentomila euro previsto dalla regione.
Le conseguenze sono chiare, i fondi non sono 5 milioni e Cerreto riceve il 60% di quanto è stato stanziato per tutti.
Resta ancora da determinare l’aiuto del governo, non si sa l’entità di questa cifra e tanti credono che uno stanziamento ci sarà presto!
I danni stimato dal sindaco nel momento d’impeto sarebbero 100 milioni ….

 
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LA CASTA DEL FUTURO

Il Maestro - secondo atto – nona conversazione
LA CASTA DEL FUTURO

Di I. Nappini

Clara Agazzi: Qui si stanno portando via i piatti dei primi. Ora è il momento dei secondi. Allora avete le idee chiare su cosa volete?

Vincenzo Pisani: Certo, quello che ho proposto. Credetemi, questo metter assieme più cose è la cosa migliore, così se a qualcuno non piace qualcosa si può rimediare. Ma credo che tutto quanto sarà di vostro gusto. Ho capito che siete un po’ come il mio amico professore. GENTE DI CULTURA E DI GUSTI SANI E SCHIETTI. Due condizioni queste che stanno bene assieme.

Franco: Tu poco fa hai richiamato un problema. Scusa se parlo di questo mentre c’è da ragionare sul secondo. Anzi hai proposto una constatazione. L’ILLUSIONE DI DIVENTARE RICCHI, E QUINDI PARTE DI QUELLA MINORANZA CHE STA BENE, TIENE IN VITA MILIONI DI UMANI. INTENDI FORSE DIRE CHE QUESTO È IL SENSO DELLA VITA OGGI?

Vincenzo Pisani: Certo che non è in assoluto il senso della vita. Tuttavia, oggi, milioni di umani senza la speranza un giorno di rifarsi al gioco della vita cadrebbero preda di droga, alcolismo, violenza, delinquenza, depressione fino al suicidio o tutte queste cosa assieme. OGGI PER MILIONI DI ESSERI UMANI IL DENARO È DIO E QUINDI È TUTTA L’ESISTENZA E TUTTA LA REALTÀ. La speranza di averne tanto in futuro, magari con un miracolo li tiene in vita, li fa lavorare, produce in loro volontà, attività, ambizione. Senza questa speranza sarebbero spenti, morti, distrutti dentro.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è un mondo umano che non è solo l’attaccamento al quattrino. Certo per me è difficile dire che ci sono i fiori, il sole, la luna, i gattini e cose del genere. EPPURE MI RESTA DIFFICILE ACCETTARE L’IDEA CHE IL DENARO È TUTTO, È DIO.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso è già stato fatto mi pare. Occorre ammettere che non abbiamo fra tutti quanti un modello di società e di volontà di vivere diverso da quello della PUBBLICITÀ COMMERCIALE. In breve le nostre aspettative, le nostre categorie mentali, la nostra mappa del territorio in cui ci muoviamo non è la classica isola in mezzo al mare ma una terraferma piuttosto trafficata. Piuttosto. QUALCUNO FRA NOI HA UNA QUALCHE IDEA DI COME DOVREBBE ESSERE LA CATEGORIA SOCIALE IN GRADO DI RICOSTRUIRE UN DISCORSO SUL MONDO E SULL’ESSERE UMANO DIVERSO DA QUELLO DOMINANTE?

Franco: Più che di categoria sociale oggi si dovrebbe pensare a una vera e propria CASTA, perché le caratteristiche che dovrebbero avere i dirigenti chiamati a recuperare una società dal disastro di un sistema economico globale che implode o collassa dovrebbero esser simili ai re-sacerdoti e ai re-semi divini dei poemi epici degli antichi.
DOVREBBERO ESSER UN GRUPPO COMPATTO E OMOGENEO IN GRADO DI RISPONDERE SOLO ALLE GRAVI NECESSITÀ DEL MOMENTO, AVERE UNA CULTURA E UN SAPERE FUORI DAL COMUNE, E CAPACITÀ FISICHE E PSICHICHE STRAORDINARIE OLTRE AL CARISMA E AL CORAGGIO CHE SONO INDISPENSABILI.
In poche parole vi dico, pensate un po’, che solo quando si aprirà l’abisso del disastro più aspro e pericoloso si avrà il momento nel quale questa cosa che chiamo casta perché non ho altri termini crei una diversa forma di vita e di civiltà.
GUARDATE CHE DI QUESTO SI TRATTA PERCHÉ CAMBIARE LE FORME DEL COMMERCIO, DELL’USO E DELLA PRODUZIONE DI BENI ED ENERGIA, DI REGOLARE LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI ESIGE IL DISASTRO DELLE PRECEDENTI E LA SCONFESSIONE O LA RIDUZIONE DI RUOLO DELLE MINORANZE AL POTERE LEGATE A QUEI MODELLI DI PRODUZIONE E CONSUMO.
OGGI il potere reale e concreto dei nostri giorni è elitario e concentrato in un numero limitato di soggetti umani che certamente hanno i loro modi di vivere, i loro consumi e beni esclusivi, i loro ritmi e cose del genere; oltre a una ricchezza gestita o posseduta semplicemente enorme e difficile da concepire per gente come noi.
IMMAGINIAMO ORA CHE QUESTA MINORANZA PERDA IL POTERE.
Anche rapidamente. Per colpa di una catastrofe ecologica, di uno sfacelo economico, di una nuova guerra mondiale, di un meteorite, quello che vi pare.
Chi li può sostituire se non una minoranza con diversa natura e scopo, ma una minoranza molto piccola e compatta.
QUINDI CARI AMICI E AMICHE DI FATTO STO RAGIONANDO DI UNA CASTA.
O credete forse che quelle masse indistinte e pulsanti di desideri e passioni indotte o sollecitate dal mondo dei consumi e dello spettacolo possa saltare oltre la propria ombra e diventare esse stesse il Potere? Io lo credo impossibile.
Queste masse di singoli bramosi di piaceri e di soddisfazioni effimere ha bisogno di delegare la propria briciola di potere o peggio di farsi schiave di nuove minoranze al potere che gestiscono e comandano una società umana che fatalmente senza direzione e comando cadrebbe nella violenza e nel banditismo fino al punto di disgregarsi e di non formare più un corpo sociale articolato e complesso.
Chi manda o sostiene le minoranze al potere è una massa informe di umani che non hanno autentici punti di contatto o miti in comune, una società composta da tante comunità diverse come stanno diventando le nostre qui in Europa non può far appello a miti condivisi, a valori comuni, a antenati, alla storia patria.
QUINDI L’ESERCIZIO DEL POTERE OGGI PASSA PER L’ECONOMIA E LA BUROCRAZIA, IL DOMINIO DELL’UOMO SULL’UOMO DEVE PER FORZA DI COSE ESSER IMPERSONALE, MECCANICO E MATEMATICO PERCHÉ UNA MASSA ETEROGENEA E DIFFORME SENZA AUTENTICI VALORI IMMATERIALI IN COMUNE PUÒ ESSER TENUTA SOLO CON UNO SPIRITO MECCANICISTICO CHE FA PARI TUTTE LE DIFFERENZE.
Questo fatto avviene con il denaro che diventa unica misura e unica ragione di vita.
Se non puoi pagarti il motoscafo, scusate l’esempio cretino, non è per difetto di cultura o differenza di pelle o sangue.
Si tratta della tua carta di credito. Una cosa prosaica, semplice e precisa, tutti la capiscono e universalmente è accettata.
A UNA MINORANZA PADRONA DEL DENARO, QUESTO È IL CASO DI OGGI, SI SOSTITUIRÀ UNA MINORANZA CHE AVRÀ IN MANO IL POTERE DI EFFETTUARE E GESTIRE LA TRANSIZIONE A UNA DIVERSA SOCIETÀ.
Quale sia questo potere e quale sia la minoranza per la verità non so.
Il mio pensiero deriva dall’evidenza che se permangono così tante differenze solo con una minoranza sarà possibile gestire la transizione, perché le mille origini e le mille nature della società così come è non potrebbero mai gestire il cambiamento da un modello di società fondato sul denaro a uno fondato su altri valori e principi.

Vincenzo Pisani: MI DAI RAGIONE SULLA CENTRALITÀ DEL DENARO.
Ma ancora non rinunci al pensiero che sia da cambiare questa società determinata e organizzata dai poteri finanziari.
IN TE RIMANE L’IDEA CHE SIA POSSIBILE TROVARE DEI SOGGETTI UMANI FRA LA MASSA OSSESSIONATA DAI PROBLEMI QUOTIDIANI E DAL DISORDINE DI QUESTO SISTEMA.
Sul concetto generale che un sistema finito non può supportare una crescita infinita senza collassare o scatenare conflitti e sfaceli sono certissimo.
Anzi i fatti economici degli ultimi anni stanno dando ragione assolutamente a quanti la pensano come me e come te.
Il sistema della globalizzazione incontra i suoi limiti ed entra in sofferenza e provoca disoccupazione, povertà, suicidi, delinquenza, disordine morale e a questo punto credo perfino spirituale. Proprio nel senso di religioso.
LA CASTA DI CUI PARLI CHE CARATTERISTICHE DOVREBBE AVERE? Sono curioso.

Franco: Dato il caso del crollo dell’ordine delle cose come lo conosciamo, e tenendo fermo il concetto della molteplicità di culture e soggetti presenti nella penisola solo una minoranza può gestire il caos primordiale che si scatenerà.
QUESTA MINORANZA O CASTA PUÒ ESSER ELETTIVA O SELEZIONATA SU CRITERI DI MERITO O IMPOSTA PER SEMPLICE EFFICACIA NELL’ESERCIZIO DI UNA FUNZIONE AMMINISTRATIVA DA PARTE DEI SUOI MEMBRI.
Non è importante questo se non ai fini dell’efficacia dell’azione politica e amministrativa.
Faccio un esempio: c’è da razionare i combustibili e i carburanti.
DAVVERO È CREDIBILE CHE UNA SOCIETÀ MULTI - CONFESSIONALE E MULTIRAZZIALE dove è crollata l’impalcatura del sistema del denaro e dei suoi banchieri POSSA FARLO SENZA PASSARE DA UNA STRUTTURA DI CARATTERE BUROCRATICO E POLIZIESCO?
Davvero è credibile pensare che milioni d’esclusi dalle grandi ricchezze e milioni di arrabbiati e risentiti accetteranno di mettere in discussione l’accesso alle risorse vitali senza rivolte, sommosse, violenze?
Ma se in certe metropoli del sedicente mondo ricco e occidentale basta un incidente più grave di altri e si scatenano atti vandalici e saccheggi. Suvvia!
Occorre una casta diversa da quelle oggi dominanti.
Una casta con la cultura della filosofia, nel senso che abbia il possesso di quella capacità culturale che permette di vedere la totalità.
La totalità del pianeta e del mondo umano che vi risiede sopra e la verità.
La verità nel senso autentico del termine, non di una qualche opinione o credo religioso.
Questa minoranza avendo in sé consapevolezza, chiara visione, senso del limite proprio perché minoranza sciolta da interessi personali e da interessi di gruppi di pressione o altro potrà indirizzare un corpo sociale altrimenti ingestibile.

Clara Agazzi: Questo è un discorso vecchissimo. Qui stai copiando Platone e forse Comte. L’idea di un governo degli esperti, dei filosofi, dei tecnici è cosa nota da secoli.

Franco: Nella mia ingenuità penso a una casta che superi la sua stessa condizione e diventi per così dire mondo e umanità.
Un governo illuminato e giusto, ma in nome d’interessi ecologici e umani e non d’egoistici interessi di privati, banche, famiglie di ricchissimi. Mi sforzo di pensare a una minoranza dirigente e amministrativa che possa superare i limiti egoistici e clientelari quando non addirittura criminali e criminogeni osservati nei governi del passato e determinare se stessa secondo verità e giustizia.

Paolo Fantuzzi: Questo pensiero non vedo come possa trovare qui e ora uomini e donne per realizzarsi. Tu parli di un mondo che sarà, di un futuro remoto e fantastico.
Ma è qui e ora che viviamo e dobbiamo far i conti, tutto si perde nelle tenebre quando pensiamo a un futuro che non si realizzi fra un mese o tre.

 
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Crescita e Pace

Post n°860 pubblicato il 27 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

NOTA
Crescita e pace

Di F. Allegri
Da alcuni mesi si discute sulla fine della crisi e sull’inizio della ripresa e della crescita economica.
C’è chi dice di si e che si va verso il meglio, altri negano.
Io ho già scritto che la ripresa era iniziata lo scorso settembre e continuo a pensarlo.
In questi giorni ho riscontrato che l’attività economica non è andata bene nei mesi di ottobre e novembre.
Le cause sono sicuramente molte, ma una è importante perché ci aiuta a riflettere sulla vita quotidiana.
Il principio è che non ci può essere crescita economica se non c’è la pace tra gli stati.
Qui bisogna ricordarci che la guerra di Libia non è finita, si è trasferita nel deserto, dal Mali al Ciad e soprattutto in quelle che sono terre di nessuno.
Altre due guerre caratterizzano la nostra porzione del mondo.
La prima è la guerra in Siria e in Iraq che ha fatto decine di migliaia di vittime, ed ha un fronte che impedisce la vita normale a tutta la popolazione di quei due stati.
La seconda è la più insidiosa: parlo della guerra civile in Ucraina.
Questa porta con se uno scontro diplomatico al massimo livello, con embarghi incrociati tra i grandi imperi del pianeta e soprattutto subisce una fase momentanea di stallo a causa dei freddi portati dal cosiddetto “generale inverno”.
L’embargo alla Russia e quello all’occidente sono due freni forti alla ripresa economica di tutto il continente, sia presente che futura visti i rischi di nuovi scontri a partire dalla prossima primavera.
La guerra in Ucraina non ha fatto tanti morti quanto quelle di Siria, Iraq e Libia, ma è la più pericolosa.
Essa è combattuta secondo i vecchi criteri della guerra fredda, con coinvolgimento di servizi segreti e vaste azioni di disinformazione incrociate e sanguinose.
La NATO non pare in grado di aiutare militarmente i suoi alleati ucraini, ma fornisce copertura informativa e politica, sul campo c’è lo stallo, ma questo è a favore dei russi e dei suoi alleati.
Il punto di partenza per capire questa guerra è la disfatta dell’esercito ucraino poi va aggiungo che questa incapacità va rapportata ad un sentimento popolare anti russo e anti comunista molto diffuso in tutta l’Ucraina dell’Ovest.
Al momento l’opzione più probabile è la scissione del paese: in due o in tre stati minori, ma anche questa opzione può svilupparsi solo nel lungo periodo e fra molte difficoltà.
Passeranno molti mesi difficile e gli embarghi incrociati azzereranno i commerci, almeno fino alla prossima primavera.
Allora vedremo se riprenderanno i combattimenti e con quali esiti.
Di sicuro, non ci sarà crescita senza pace in Europa!

 
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I reati nella sanità USA

Post n°859 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Nell’Interesse Pubblico interesse
In the Public Interest: Il crimine della falsa fatturazione nel sistema sanitario USA

Ralph Nader
29 agosto 2014

Più di venti anni fa, Pat Palmer (ci dice): “inciampai in un sovraccarico da $ 400 in una fattura che mio padre ricevette per una procedura medica di routine”.
Cio avrebbe potuto diventare la truffa per fatturazione eccessiva più costosa che il settore sanitario avesse mai inflitto a se stesso.
Perché essa scatenò Ms. Palmer, della quale Steve Brill (autore della storia di copertina su Time Magazine, “Perché le fatture mediche ci stanno uccidendo”, 4 Aprile 2013) scrive: “una dei miei primi tutor mentre volevo capire il mondo disfunzionale dell’economia medica e della fatturazione”, per indagare sull’affare della fatturazione eccessiva ai pazienti.
Situata a Roanoke, Virginia, Medical Billing Advocates of America (MBAA) (billadvocates.com) guadagna facendo risparmiare il denaro ai pazienti.
Nessun risparmio, senza un costo.
In venti anni, lei ha raccolto un gran numero di casi di false fatturazioni di medici, ospedali e compagnie di assicurazione.
Questa evidenza riflette l’ordinaria fatturazione eccessiva quotidiana da molti miliardi di dollari all’anno.

Quanto è vasta tale ondata crimine commerciale?
L’esperto dello stato sulla frode della fatturazione computerizzata, Malcolm Sparrow, che è un matematico applicato ad Harvard, stima le frodi della fatturazione medica superiori ad un importo minimo di 270 miliardi dollari l’anno o almeno il 10% di tutte le spese per l’assistenza sanitaria.
Il suo libro classico, License to Steal, ha dimostrato che tali imbrogli non sono solo errori di trascrizione o malfunzionamenti del computer.
La frode sistematica va ben al di là delle organizzazioni criminali dedicate a frodare Medicare che l’FBI di tanto in tanto scopre.
Le frodi sono progettate con gli interessi corporativi in mente per rubacchiare nel vostro portafoglio direttamente o sotto il naso degli assicuratori disattenti, dalla fatturazione fino alla manipolazione dei codici.

Pat Palmer è attiva con un tascabile dal titolo Sopravvivere alle Vostre Fatture Mediche, che è auto-pubblicato dalla sua società, MBAA.
La signora Palmer spiegò che aveva quasi rinunciato a “tutte le norme e regolamenti che nessuno fa rispettare”.
E’ una buona cosa che lei non lo fece.
Invece, la signora Palmer decise di irritare i pazienti e le loro famiglie direttamente con il suo libro descrivendo quanto le pratiche di fatturazione sono scandalosamente di bronzo (non solo un'aberrazione) e mostrando come le persone possano diventare investigatori di buon senso se ricevono queste fatture sconvolgenti.

Inizia con il fatto che circa l’ottanta per cento di tutte le fatture mediche contiene errori, l’errore medio è di 1.300 dollari.
La maggior parte di queste fatture false favorisce, ovviamente, i venditori (eufemisticamente chiamati “i fornitori”).
La signora Palmer dice che la situazione è andata peggiorando.
Con il numero dei codici diagnostici in crescita da 17.000 a circa 60.000 sotto l’Obamacare, presumibilmente per migliorare l’efficienza, il sistema è diventato ancora più complicato, con gli ospedali e pochi altri che sanno come giocare o battere il sistema.

Lei elenca molti dei modi in cui le spese mediche sono enormemente gonfiate con la nota tecnica della separazione che suddivide i test e le procedure nei singoli componenti, ciò permette la fatturazione doppia o tripla.
Alcuni ospedali, per loro stessa ammissione, incorporano anche la loro etichetta nella determinazione dettagliata dei prezzi anche di oggetti semplici come $ 20 per le aspirine o $ 15 per i rasoi usa e getta.

Un esempio di tecnica della doppia fatturazione è quando un paziente paga migliaia di dollari al giorno per essere in un reparto di terapia intensiva (ICU) e poi paga anche per il ventilatore che è già considerato nel costo del reparto.
Gli Ospedali pagano per i loro errori, come nel reparto di radiologia.
Un altro esempio è quando fanno pagare, dicono $ 12, per ogni volta che un infermiere porta un’aspirina, anche se si sta pagando per questi servizi ospedalieri nella tariffa della camera.
Il trasporto di quella aspirina è chiamato “tassa di somministrazione orale”.
Nomi Gobbleygook sono onnipresenti in queste fatture.

È possibile ottenere questi standardizzazioni rifiutando di accettare una “fattura sintetica”, e chiedendo, come è tuo diritto ai sensi del diritto statale, di ricevere una fattura dettagliata che a volte si estenderà a più pagine stampate dal computer con codici imperscrutabili che ci si può far spiegare in inglese ordinario.

Le fatturazioni per servizi ospedalieri o simili variano molto e arbitrariamente.

La signora Palmer ha trovato un ospedale che ricarica 444,78 dollari per una fiala da mg 10 della medicina Norcuron neuro-muscolare bloccante.
Ha poi trovato un altro ospedale che “ricarica 17,90 dollari per lo stesso flacone da mg 10”.

Nel suo libro, lei spesso fa riferimento a esempi documentati di fatturazione eccessiva massiccia sui principali interventi chirurgici, sulle apparecchiature mediche e sui prodotti minori.
Le persone pagano delle procedure di fantasma, le visite mediche nominali, per i dipendenti dell'ospedale che trasportano dei campioni giù per alcuni piani fino ai laboratori.
I pazienti pagano per i servizi collettivi e per i prodotti, quindi pagano ancora e ancora per i vari servizi.

Ora, ovviamente, ci sono delle variazioni, oltre che nei livelli di onestà e di frode anche tra le istituzioni e le pratiche.
Ma in generale, ciò che Palmer e Sparrow descrivono è, senza dubbio, la più grande ondata di criminalità commerciale del nostro paese.

Tuttavia, stranamente, i pubblici ministeri si riservano poche accuse davanti al grand jury, in gran parte per il mondo criminale che ruba da Medicare o da altri assicuratori.
Per i dirigenti corporativi ci sono sempre i modi più facili, come confessare l’errore, ma non l’intenzione, quando sono catturati o il sostenere pratiche industriali ragionevoli.
Essi correggono rapidamente la fattura specifica del suo aumento che offende e soddisfano il lamento del paziente, ma nulla cambia nel complesso.

Chiaramente le leggi penali vigenti non impediscono adeguatamente tale furto informatico e devono essere modificate per tenere conto di questo tipo di frode.
Inoltre, se la nostra nazione seguisse l’esempio di altri paesi e passasse a un sistema Medicare universale per tutti e completo, questo farebbe finire la tassa per il servizio e Pat Palmers sarebbe fuori dal mercato (cfr singlepayeraction.org per maggiori informazioni).

Il punto principale di questo libro è che se molti pazienti indignati o interessati a sufficienza potranno seguire la tabella di marcia chiara di Pat Palmer per sfidare i truffatori, forse le forze dell’ordine riceveranno il messaggio e forse i legislatori daranno a queste forze dell'ordine i fondi per fermare questi diffusi reati societari.

Tradotto da F. Allegri il 23 gennaio 2015.

 
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Il maestro - 2° tempo ottava conversazione

Il Maestro - secondo atto – ottava conversazione
Discorso sullo Stato a Sovranità limitata

Di I. Nappini

Franco: Poni a me il problema dello Stato come ente collettivo condizionato dai poteri finanziari e corporativi.
Vero!
Ma si tratta di forze che cercano di forzare la natura umana e la natura in senso stretto; al contrario uno Stato bene ordinato deve considerare la misura e il buonsenso.
Uno Stato deve limitare l’azione economica che distrugge la sua società civile e la vita quotidiana dei suoi appartenenti, uno Stato deve controllare la moneta che entra ed esce sul suo territorio per evitare che poteri forestieri o domestici usino i capitali in entrata o in uscita per condizionare il potere politico.

Ad esempio:” uno Stato nel quale dei privati forestieri e domestici fanno uscire grandi quantità di denaro e limitano i denari che vengono investiti sul territorio è di fatto sottoposto a una violenza di tipo economico. Questi esportatori di capitali prendono i profitti fatti nello Stato A grazie alle proprietà di aziende o a investimenti finanziari e li collocano nello Stato B secondo il loro vantaggio, questo è reso possibile dal fatto che non si sentono legati né al territorio e meno che mai alla popolazione”.

QUESTO PROCESSO DI MERCATO PUÒ TRASFORMARSI FACILMENTE IN ARMA POLITICA.
Quindi lo Stato (nato fra Cinquecento e Seicento per opera di Re e Principi e perfezionatosi fra Settecento e Ottocento per mezzo di borghesie emergenti scisse fra rivoluzione e nazionalismi) OGGI IN QUESTO NUOVO SECOLO È MESSO SOTTO CHIAVE DAI GRANDI POTERI FINANZIARI.
Ora dal momento che essi sono il mercato e il MERCATO, ossia il regno del denaro, è il paradiso sognato e bramato dalle grandi moltitudini elettorali va da sé che chiunque provi a cambiare qualcosa sia forzato a partire in primo luogo da se stesso.
Lo so che suona strano e un po’ folle.
Ma pensate per assurdo a un potere che istiga le masse alla ribellione contro di lui e alla sua distruzione, la prima domanda è per quale luciferino calcolo compie ciò che è irragionevole.
INFATTI È ASSURDO E PAZZO CHE UN POTERE CERCHI VOLONTARIAMENTE DI SPEGNERSI.
Semmai cercherà di spegnere quelle parti perdenti e da rottamare che sono interne al suo sistema.
Il potere che chiama le masse ad esempio a spezzare la morale borghese e le vecchie tradizioni si è visto nel 1968 e dintorni.
L’AGGRESSIONE MORALE E VERBALE, TIPICA DEL PERIODO 1968-1977, AL MONDO DEI PADRI E DEI NONNI INFAMATO COME MONDO VECCHIO E BORGHESE ERA FUNZIONALE A CREARE LA CULTURA DEL SUPERMERCATO.
Ma il motivo c’era: al Potere emergente serviva un umano che fosse un consumatore senza più le rigidità del passato e gli scrupoli dei suoi antenati passati in lui per così dire con il latte e con il sangue.
QUINDI IL POTERE HA FAVORITO QUELLE FORZE CHE DEMOLIVANO QUELLE PARTI DELLA MENTALITÀ PERBENISTA, E SE SI VUOLE BORGHESE, CHE ERANO D’OSTACOLO AL PIENO DISPIEGAMENTO DELLA POTENZA DEL MERCATO, DEL DENARO E DEL MONDO DEI CONSUMI.
Il supermercato e il centro commerciale hanno travolto la socialità che prima era delle case del popolo, dei circoli ricreativi, dei mercatini in piazza.
Quindi quando si pensa all’oggi ricordiamoci che la politica per le grandi masse è l’apparenza del momento elettorale e del dibattito televisivo MA LA VERA SOSTANZA È LA REALTÀ MATERIALE E LA REALTÀ MATERIALE È IL MERCATO E QUINDI È IL POTERE FINANZIARIO.
Quindi il primo atto da fare in assenza di una socialità originaria che scaturisce da masse organizzate e consapevoli è l’acquisizione di coscienza del singolo, per usare uno slogan: DAL CONDIZIONAMENTO DI MILIONI DI SINGOLI ALLA LORO AUTO-LIBERAZIONE.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è da ordinare il secondo. Son discorsi bellissimi, ma cosa s’ordina.

Clara Agazzi: Qui fanno bene la bistecca, ma mi dicono bene del cinghiale con i fagioli. Comunque almeno un contorno vegetariano ci vuole.

Vincenzo Pisani: Ora faccio cenno al padrone. Ma aspettate. Io sarei per ordinare anche un piatto di pollo e patate oltre al resto, lo fanno bene ve lo garantisco.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso nobile sul pollo, i fagioli, il cinghiale in umido.
Facciamo di tutto un po’ e aggiungiamoci una bistecca ai ferri con l’insalata che qui è buona, ho l’occhio clinico e ho dato qualche rapida occhiata ai tavoli vicini.
Comunque voglio replicare a Franco una banalità squallida.
Si tratta di questo: L’ESSERE UMANO VIVE IN SOCIETÀ E DALLA SOCIETÀ È CONDIZIONATO E INDIRIZZATO.
Le abitudini, la parentela, il posto di lavoro, i colleghi, le pochissime attività fuori dal lavoro travolgono l’uomo, lo trafiggono con mille banalità e consuetudini.
Tu franco pretendi che un singolo salga sopra se stesso e prenda coscienza, si alzi da solo e da solo faccia che cosa?
CHIEDI TITANI NELLA MENTE E NELLO SPIRITO E NEL CORPO E ARRIVA GENTE STANCA, MALATA, AVVILITA.
Proprio perché i poteri sono enormi il singolo non riesce a metter fuori la testa dal pozzo dove è stato ficcato, il singolo è solo e questo non va mai dimenticato.

Franco: Tu credi che i pochi che davvero preparano le guerre, le crisi finanziarie, le moltiplicazioni delle speculazioni, le crisi di borsa, le ricapitalizzazioni di Stati e multinazionali siano davvero così forti. Siano quasi dei semidei.
AL CONTRARIO SONO DEI BUROCRATI E DELLE PERSONE CON LIMITATA CONOSCENZA E SAPERE.
Non il sapere specifico per carità.
Nei loro settori fra loro ci sono certamente delle autorità mondiali.
MA QUELLO CHE LORO MANCA È LA VISIONE D’INSIEME, QUELLA CHE UN TEMPO SI CHIAMAVA FILOSOFIA.
Ovvero sono strutturalmente estranei a un pensiero che colga la totalità e abbia pretesa di esser vero.
Il super burocrate con il suo staff vede la percentuale del profitto nei prossimi sei mesi, magari è un profitto che causerà una o due guerre per procura o qualche guerra civile in qualche paese disperato agli angoli del pianeta.
Ma questo non tocca lo staff e il suo leader che deve rispondere agli azionisti e al consiglio d’amministrazione della società per azioni.
Quindi non vede mai il tutto ma solo la parte di sua competenza, vede il suo frammento, il suo piccolo tornaconto, la sua carriera.
Pensa che altri siano competenti per i danni provocati. Ma non è così.
IL NUOVO POTERE È UNA FALSA TECNOCRAZIA PERCHÉ I MOLTI ASPETTI DEL SUO MANIFESTARSI NON SI SOMMANO MAI IN UN QUADRO DI CONSAPEVOLEZZA, DI COMPRENSIONE.
Non è questo un sistema pensato come totale e in grado di alimentarsi e sostenersi nel tempo.
Infatti il Potere di oggi è stranissimo perché tende a nascondersi dietro poteri politici deboli ,quando non di facciata, e non ha né il carisma e meno che mai la volontà di reclamare per sé quello che un tempo erano il trono, e la corona.

Vincenzo Pisani: Io intanto chiamo il padrone per ordinare la carne. Comunque. Ricordati che il Potere come lo chiami te, con evidente richiamo a Pasolini, ha consenso.
MILIONI DI UMANI QUI NEL BELPAESE PENSANO DAVVERO DI POTER DIVENTARE RICCHI E BELLI CON UN COLPO DI FORTUNA, CON UNA MAGIA, CON UN MIRACOLO.
QUESTO ASPETTARE IL MIRACOLO TIENE IN VITA MOLTA PIÙ GENTE DI QUANTO NOI QUI POSSIAMO IMMAGINARE.

 
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la geotermia nel 2014

Post n°857 pubblicato il 16 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

L’energia geotermica ha raggiunto i 12.000 Megawatt nel mondo
J. Matthew Roney
www.earth-policy.org/data_highlights/2014/highlights48
Terra politica di rilascio
Data Highlight
27 agosto, 2014

Nel 2013, la capacità elettrica geotermica mondiale è cresciuta del 3 per cento fino a 11.700 megawatt in 24 paesi.
Anche se altre tecnologie per le energie rinnovabili hanno una crescita molto più veloce — a esempio, l’energia eolica si è ampliata del 21% all’anno dal 2008 mentre l’energia solare è cresciuta ad un tasso annuo del 53% — questo è stato l’anno migliore della geotermia da quando cominciò la crisi finanziaria del 2007-08.

La crescita relativamente più lenta dell’energia geotermica non è dovuta ad una scarsità di energia da trovare.
Al contrario, le sei miglia superiori di crosta terrestre detengono 50.000 volte l’energia incorporata nelle riserve di petrolio e gas del mondo.
Ma a differenza della relativa facilità nel misurare la velocità del vento e la radiazione solare, il test di trivellazione per valutare le risorse di calore in profondità prima di costruire una centrale geotermica è incerto e costoso.
Lo sviluppatore può spendere il 15% del capitale necessario al progetto per la ricerca, senza garanzie di trovare un luogo adatto.

Una volta costruita, tuttavia, una centrale geotermica può generare elettricità 24 ore al giorno con bassi costi di manutenzione e gestione — soprattutto perché non ha spese per il combustibile.
Durante la vita del generatore, gli impianti geotermici sono spesso a costi competitivi con tutte le altre fonti di alimentazione, inclusi i combustibili fossili e nucleari.
Questo è vero anche senza considerare i molti costi indiretti dell’energia elettrica generata dal fossile e dal nucleare che non si riflettono in bollette mensili per i clienti.

I primi tre paesi per la potenza geotermica installata — gli Stati Uniti, le Filippine, e l’Indonesia — rappresentano più della metà del totale mondiale.
La California ospita quasi l’80% dei 3.440 megawatt di capacità geotermica USA; un altro 16% si trova in Nevada.

Pur avendo installato più capacità di energia geotermica di qualsiasi altro paese, gli Stati Uniti attualmente generano meno dell’1% della loro elettricità con il calore della terra.
L’Islanda detiene il primo posto in quella categoria, utilizzando l’energia geotermica per il 29% della sua elettricità.
Subito dietro c’è El Salvador, dove 1/4 di elettricità proviene da impianti geotermici.
Il Kenya segue al 19 per cento. Poi ci sono le Filippine e il Costa Rica, entrambe al 15%, e la Nuova Zelanda, al 14 per cento.

L’Indonesia ha l’obiettivo di capacità geotermica più ambizioso.
Cercherà di sviluppare 10.000 megawatt entro il 2025.

Avendo ottenuto solo 150 megawatt negli ultimi quattro anni, questa sarà una salita ripida.
Ma una nuova legge approvata dal governo alla fine di agosto 2014 dovrebbe aiutare le attività del settore che si muovono in questa direzione: aumenta il prezzo di acquisto per kilowatt/ora garantito ai produttori e termina la classificazione della geotermia come attività mineraria.
(Gran parte della risorsa geotermica non sfruttata in Indonesia si trova in aree boschive dove l’estrazione è illegale).
Ancor prima che la nuova legge entrasse in vigore, la società geotermica Ormat iniziò nel mese di giugno 2014 la costruzione della più grande centrale geotermica singola del mondo, un progetto da 330 megawatt a nord di Sumatra.
L’impianto dovrebbe produrre la sua prima elettricità nel 2018.

L’Indonesia è solo una dei circa 40 paesi che potrebbero ottenere tutta la loro energia elettrica dalla geotermia locale -— una lista che include Ecuador, Etiopia, Islanda, Kenya, Papua Nuova Guinea, Perù, Filippine e la Tanzania.
Quasi tutti sono paesi dove gli elevati costi iniziali di sviluppo geotermico sono spesso proibitivi.

Per aiutare ad affrontare la mancanza di fondi per sfruttare le risorse geotermiche, la Banca Mondiale lanciò il suo piano di sviluppo geotermico globale a marzo 2013.
A dicembre, i donatori vennero con $ 115 dei 500 milioni di dollari che erano l’obiettivo iniziale per individuare e finanziare la ricerca per progetti geotermici validi nel terzo mondo.
La Banca si augura che l’esperienza acquisita da questi progetti comporterà una riduzione dei costi per l’industria geotermica complessiva.
Questa sarebbe una buona notizia su molti fronti — ridurrebbe contemporaneamente la povertà energetica, l’inquinamento atmosferico, le emissioni di carbonio, e le importazioni costose di combustibili fossili.
# # #

I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i Media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: J. Matthew Roney
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto il 16/01/2015 da F. Allegri.

 
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La deriva del M5S

Post n°856 pubblicato il 13 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

SAGGIO BREVE
La deriva del M5S: Da Movimento a Lista di comodo (prima riflessione)

Di F. Allegri
PREMESSA
Io ho fatto parte di un piccolo movimento che non si chiamava M5s e che in teoria fu la forza iniziale che creò questo movimento.
Questa piccola realtà politica organizzò due manifestazioni di piazza e propose alcune riforme legislative condivisibili, in toto o in parte e difficilissime da realizzare (io lo sapevo).
Io le condivisi in parte, l’unica che mi piaceva era quella della abolizione dell’ordine dei giornalisti!
Fu per questa riforma che partecipai a quel movimento.
Per me, quel movimento finì e si estinse nel corso del 2007 quando cominciai a scoprire cosa erano i meet up di Beppe Grillo.
Per questa ragione posso tralasciare quel periodo pionieristico di questa esperienza politica che continua ad essere in continua trasformazione.
Per alcuni mesi feci parte di un meetup, ma ne visitai e studiai tanti (poi ci sono pure ritornato per altri mesi dopo la prima rottura).
Del resto io avevo già la mia associazione e il mio impegno personale nella sfera civile e politica.
Allora si potevano fondare più meetups e di conseguenza c’era chi faceva parte di tanti.
Io andai ad una mezza dozzina di fondazioni, ogni tanto ci vado pure ora, per finalità conoscitive.
I meetups mi piacquero meno!
Rafforzarono la mia convinzione che il paese non era in grado di migliorare il suo sistema politico.
Cominciai a capire che questo paese è il prodotto di questo quarantennio di cattiva politica.


COSA ERANO I “MEET UP”?
Questa è la domanda di partenza di questo scritto.
Da questa definizione iniziale si capisce l’intero scritto.
I meet up erano dei contenitori universali: potevano contenere di tutto e c’era di tutto, come c’è di tutto oggi, ma sempre meno.
Il criterio di analisi giusto è quello di cercare le parti fondamentali di questo pasticcio.
In questo guazzabuglio bisogna sapersi orientare, un semplice cittadino non è in grado di farlo!
In primis c’era una capo che pagava una tassa mensile e che portava una sua battaglia politica prioritaria se era un capo eccentrico oppure organizzava la propaganda se era un collaboratore interessato dell’organizzazione che ruota da sempre intorno a Grillo.
Questa c’era già, ma stava in secondo piano, in apparente distacco (nel 2007).
Sulle lotte private a pagamento aggiungo solo che queste erano di due tipi.
C’erano le tante finte battaglie derivabili dalla fine del PCI o c’erano ambizioni personali di rappresentanza o da collegare alle loro professioni private.
Talvolta il risultato finale è stata la creazione di un’associazione privata non politica ed estranea alle sfide elettorali.
In ogni caso queste sono la parti minoritarie ed eccezionali dei “meet up”, al massimo le si possono considerare collaterali o complementari.
La parte interessante e maggioritaria dei “meetups” è quella che doveva preparare le liste.
Da ora in poi non userò più la parola inglese, ma i termini MACCHINA ELETTORALE.

LA DEFINIZIONE DI BASE
I meetups residui e maggioritari sono solo MACCHINE ELETTORALI PERMANENTI dove cittadini, arrabbiati, emarginati o furbi portano il loro consenso ad un progetto estraneo e sconosciuto, in apparenza estraneo al potere politico esistente.

COSA PRODUCE QUESTA MACCHINA?
Questa è la domanda fondamentale da porsi a questo punto del discorso.
Tutto ruota intorno a Grillo e al suo gruppo di manager e autori.
Essa produce una SINTESI di pensiero politico e con il passare dei mesi anche una sintesi organizzativa.
Il pensiero politico apparente è quello che nasce dal sessantottismo, mediato un po’ con l’opinione pubblica del momento, ma sostanzialmente siamo nel mondo laico e comunista.
Sono le vecchie idee che giravano nel PCI, tra i meno comunisti o tra quelli che non lo erano per niente.
La macchina produce anche l’organizzazione a livello di base e la rende funzionale al suo centro di dominio che è originario e preesistente.
Di fatto, questo m5s è una copia informatizzata di Forza Italia, della sua prima organizzazione politica.
Alla fine è uscito un primo gruppo parlamentare, troppo consistente e farcito di persone che in gran parte (forse tutte) erano impreparate a sedersi in un seggio parlamentare e anche litigiosi, ma questa è una conseguenza della loro inadeguatezza.
Sono talmente inadeguati che i più vengono tenuti nascosti, la stampa e la gente non devono vederli e neanche sentirli parlare, almeno fino a qualche mese fa e molti non si sono ancora visti e/o sentiti.
Si tenta di farli percepire come un gruppo quando sono tante persone intorno a un gruppetto di vecchi collaboratori.
Forse adesso avete chiaro in testa il concetto di sintesi, in ogni caso ne riparleremo.

UN APPROFONDIMENTO NECESSARIO

Potrei fermarmi qui, ma ho intenzione di fare più scritti.
Quindi per ora faccio una conclusione lunga ed esemplificativa su altri aspetti che vanno premessi prima di fare le parti dedicate alla LISTA DI COMODO.
Comincio così! Tenete presente che leggerete questo tra qualche mese.
Anche oggi c’è gente che cerca di fermare il nuovo corso grillino.
Lo fa senza rendersi conto che questo è il vero progetto e soprattutto senza capirlo davvero.
Il m5s vive un trauma inatteso, dannoso e decisivo: si è ammalato il principale manager di Grillo, almeno da qualche mese.
(Su questo tema ho già fatto e diffuso un post mesi fa: il tema è la malattia del maestro.)
In queste condizione il duumvirato al vertice ha un primo problema (l’altro è il gruppo parlamentare troppo numeroso e del tutto inutile per il paese).
L’assenza (forse temporanea, temo di no) di questo manager ci aiuta ad isolare una parte delle carenze del M5s.
Questo è l’unico aspetto positivo: con Casaleggio al timone avremmo avuto un m5s leggermente migliore e con meno sbagli perché questo ideologo aveva una sua visione politica (e ce l’aveva solo lui).
Farò un’elencazione delle carenze che reputo più importanti.
a) Grillo non ha più questo autore che gli scrive i testi, non ha più il suo Pigmalione.
Questo ha due conseguenze.
Da un lato il blog deve aprirsi ad altri contributi di singoli soggetti.
Questo è anche un bene, potremo collegare dei volti a delle idee.
Il limite resta quello che ogni scritto non è partecipato e la selezione a monte è discrezionale.
Scopriremo presto che il nucleo centrale si è leggermente allargato, ma resterà distante da quel falso collettivo di 152 persone (sono di meno e diminuiranno) che non esiste, ma bisogna che sia percepito come tale.

b) Senza il manager, il movimento si riduce ad un’unica persona.
Per qualche mese dovrò confrontarmi con il movimento di una persona particolare, un professionista dell'informazione che sa dissacrare qualunque avversario o interlocutore, all’occorrenza. Pian piano, l’unico attore sarà affiancato dalle comparse, dalle star per una puntata.
Ogni giorno, continueremo ad avere la telenovela del blog con i suoi due scritti.
E’ roba vecchia, è l’ultima pagina degli antichi giornali, quelli che non avevano la pubblicità.
Inoltre ricordo che anche il primo forza Italia fu il partito di una persona sola ….

c) La rappresentanza politica rallenterà la sua trasformazione in falange, il gruppo emergere le sue molte divaricazioni in mancanza di una persona che indichi la strada da percorrere.
Ad oggi, non considero i 150 come persone degne di stare in parlamento, son diverse dagli inquisiti, dai burocrati di partito, dai nominati, dai profittatori, ma non sono quelle persone che ci servono.
Sono una nuova categoria non accettabile e soprattutto sono eletti provvisori.
Non ho mai condiviso nemmeno l’idea che quel gruppo dovesse divenire una falange assemblata dalle defezioni e dal sentimento dell’odio indiscriminato, ma gestito.

d) le vere idee di Grillo.
Senza il manager, l’attore resta solo con se stesso. Deve mostrare le sue vere idee per quelle che sono; ultimamente l’abbiamo visto più volte.
Nel nuovo partito di una sola persona troviamo un ambientalista, ricco e pauperista che però vive con tutti i confort della modernità e che parla di macroeconomia come un quasi Keynesiano e di geopolitica come un’estremista di destra alle prime armi.
Grillo era una speranza, ora cerca di mettere angosce e per sua fortuna non ci riesce.
Un altro errore di Grillo è quello di aver promosso un mini gruppo di parlamentari che io chiamerò i più bravi, ma sia chiaro che li considero i peggiori.
Devo organizzare la cosa, ho già letto degli scritti che non mi convincono.
Qualche blogger li chiama i “bimbiminkia”, ma io no so cosa significhi questa parola.
Io vedo persone senza meriti e titoli, erano quelli che stavano zitti in piedi dietro di lui, sono gli ex figuranti che si scatenano all’improvviso.
La forzatura è evidente, non vedo come questi possano essere utili per noi.
In realtà valuterò la loro utilità vera, in un altro scritto che farò presto, uno dei successivi che non ho ancora fatto.
Intanto riscontro che siamo giunti anche allo scontro tra colonnelli, per subentrare al manager.
Questo mi dice che la degenerazione in corso è pure veloce: non del tutto controllabile.
In questi giorni, il M5s non merita neanche questo suo nome intermedio, è una nuova Cosa.
Sembra il leghismo delle origine, con un poco di neofascismo in più (gli ex missini si intravedono) e c’è pure una finta vicinanza alle tematiche di rifondazione comunista.
Cosa salvo oggi? Solo Dario Fo, come attore e scrittore.

 
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Discorso sullo stato e sulla società civile

Il Maestro - secondo atto – settima conversazione
Discorso sullo Stato e sulla società civile

Di I. Nappini

Vincenzo Pisani: Mi meraviglio di te Franco. COME FAI A STACCARE IL SINGOLO DALLA MASSA CHE SI MUOVE, CHE OPERA, CHE FA POLITICA. Certo. La mente, la volontà, la coscienza.
Ma poi. Senza quadri, senza strutture, senza ideologia non c’è nulla da fare.
QUESTO DOMINIO DEI POCHI SUI MOLTI PERMANE E SI RAFFORZA ANCHE IN MEZZO ALLA CRISI, AL CAOS, AL DISORDINE MORALE, ALLE NUOVE GUERRE, AL RELATIVISMO E ALLA SVALUTAZIONE DI TUTTI I VALORI.
Certo si parte dal singolo, il rapporto fra singolo e collettività permane.
Già Aristotele indicava l’uomo come animale politico e quindi parte di un qualcosa di più vasto. Quindi l’uomo non si educa e non arriva alla ragione da sé.
Egli ha bisogno di capi politici, di maestri, di professori, di padri, madri, fratelli, nonni e perfino di qualche zio. SE QUESTI SOGGETTI STANNO TUTTI DALLA PARTE DELL’ORDINE ESISTENTE COME PUÒ IL COMUNE ESSERE UMANO, MASCHIO O FEMMINA CHE SIA, FARE IL SALTO OLTRE L’OMBRA E SUPERARE SE STESSO.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci poi che esistono gli Stati, i parlamenti, i senati, i governi.
Il potere è anche istituzione, è anche coercizione, è anche tasse. COSA È MAI UN SINGOLO DA SOLO. Nulla. Meno di niente.
La società è la sua forza, l’essere parte di un tutto che è la somma di tante parti.
Suona strano ma è evidente che l’uomo è un animale che vive collettivamente come le formiche o le api. Il singolo che fa da sé e decide di staccarsi dalla società e dal comune comunicare o diventa per i molti un tipo strano, o un matto o un ribelle.
Tre cose che portano guai, che provocano inimicizie, maldicenze.

Franco: Quanto dite ha del vero. C’è una spinta dell’uomo a entrare dentro la società e dentro l’ordine esistente delle cose. Ma c’è differenza fra ribellione e attività politica e c’è differenza fra il singolo che si ribella in modo acerbo e anarchico e COLUI CHE CERCA D’INDIVIDUARE LE CONCRETE POSSIBILITÀ DI MUTARE QUALCOSA NEL REALE. IN FONDO COSA VOLETE CAMBIARE DAVVERO?

I rapporti sociali, l’economia, lo Stato?
Mutare qualcosa contro LA VOLONTÀ DEL POTERE INTESO COME INTERESSE DELLE MINORANZE DI SUPERBUROCRATI, DI RICCHISSIMI, DI FAMIGLIE DI RICCHISSIMI, che sono le forme delle minoranze al potere nella civiltà industriale, è cosa difficilissima.
IL RETTO ATTO POLITICO ESIGE ABILITÀ E TALENTO.
Per questo occorre che l’essere umano riscopra la possibilità sacra di poter trasformare il suo mondo e il mondo naturale in cui vive a partire da se stesso.
QUINDI RIBADISCO CHE SI PARTE DALL’INDIVIDUO. ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE.
Pensate solo a questo: un singolo diventa il simbolo di una massa di oppressi e dà ad essi una direzione, una visione del mondo, una politica. PERCHÉ QUESTO ACCADA OCCORRE NECESSARIAMENTE UN SINGOLO CHE INTRAPRENDE UN PERCORSO DI RICOMPOSIZIONE E PURIFICAZIONE DI SE STESSO.

Clara Agazzi: Fregarti sul talento dialettico è davvero difficile. D’accordo il singolo. Ma come procede poi questo singolo, cosa fa, a quali risorse attinge, come vive?

Vincenzo Pisani: Questo agire sociale e politico può esser spiegato facilmente.
In origine c’è una fase, c’è il momento nel quale il mondo umano e materiale comincia a sfaldarsi e a decomporsi e QUALCUNO PRENDE COSCIENZA DEL DISASTRO, poi c’è la fase della CHIARIFICAZIONE E PURIFICAZIONE DEI PROPRI PENSIERI E DEL PROPRIO SPIRITO, o anima o se si preferisce, e della parte più profonda della propria coscienza.
DOPO I DUE PASSAGGI C’È L’OPERA DI RICOMPOSIZIONE E DI CREAZIONE DI UN MONDO NUOVO A PARTIRE DAL PERCORSO INTRAPRESO.
Ora queste tre tappe banali di qualsiasi serio processo di azione volta a trasformare il vivere collettivo esige un rapporto con le moltitudini, con la politica, con le elezioni e infine con lo Stato.
Il pensiero e lo spirito devono farsi atto creativo del genere più pratico e più prosaico.

Paolo Fantuzzi: Ma questo è un processo quasi rivoluzionario. Comunque sia la vedo male.
I molti di cui ragionate non ci sono nella realtà.
Le genti nostre sono disfatte in mille parti, divise fino all’inverosimile e piene di livore e di rabbia contro tutto, tutti e Dio.
LA POLITICA DEI PARTITI NON HA UNITO MA DIVISO, PERFINO I SINDACATI SONO DIVISI ANCHE IN MERITO ALLE STESSE VERTENZE.
Ecco se c’è una cosa da dire è che IL POPOLO QUI È TANTI POPOLI DIVISI E ROTTI IN MILLE INTERESSI e ovviamente dove c’è disordine morale, rabbia e odio PREVALE L’INTERESSE DEL PIÙ FORTE.
Lo Stato che dovrebbe esser lo strumento tipicamente umano che somma le differenze e le unifica in un solo corpo collettivo qui è troppo debole per poter assolvere questa funzione.
DI FATTO TROPPI NON CREDONO CHE ANDANDO DIETRO A CHI PREDICA AL VENTO E ALLE ROCCE SI POSSA CAMBIAR QUALCOSA.
Così per i molti è preferibile il piccolo interesse, ascoltare l’opinione più forte in televisione, votare per una promessa o per un piccolo favore.
Forse domani questi molti saranno diversi, ma non oggi.

Franco: I MOLTI VIVONO MALE E CON GRAVE DISAGIO PSICOLOGICO E MATERIALE QUESTI ANNI TORMENTATI.
Tormentati, proprio così.
LA VITA SEMBRA AVER PERSO DI SENSO SCHIACCIATA FRA PUBBLICITÀ COMMERCIALE E CONSUMISMO EDONISTICO PER POCHI MA PROPAGANDATO A TUTTI COME CONCIME PER LO SPIRITO E PER LA GIOIA DI VIVERE.
I molti sono anche dei singoli.
Essi dovrebbero prendere coscienza e unirsi in una rivendicazione collettiva di un diverso modo di vivere, consumare e produrre; MA NON LO FANNO PER AVIDITÀ O PER RISENTIMENTO.
La paura di perdere qualcosa o quella di aiutare il rivale, l’estraneo, lo sconosciuto impediscono in molti l’azione generosa per mutare qualcosa in positivo.
In fondo se uno si sente minacciato, offeso, sfidato dall’altro perché dovrebbe muovere un dito per salvare il mondo?
RICORDATEVI AMICI MIEI CHE NELL’UMANO ESISTE UN PRINCIPIO CHE PORTA VERSO L’AUTODISTRUZIONE E IL SENTIRSI IN MEZZO A UN MONDO OSTILE CHE TI MISURA E TI CALCOLA NON AIUTA A SVILUPPARE SENTIMENTI IN SENSO STRETTO MA SOLO PULSIONI DI MORTE, ODIO E VIOLENZA.

Vincenzo Pisani: Ricordati Franco che esiste lo Stato.
C’è un istituzione che deve tener assieme una collettività articolata e complessa e disciplinarla e sanzionarla per farne un corpo unitario. Lo Stato appunto.
NELLA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE LO STATO È SOTTOMESSO O CONDIZIONATO DA POTERI FINANZIARI E COMMERCIALI CHE SONO RIUNITI NELLA FORMA DELLE MULTINAZIONALI E DELLE BANCHE.
Questi poteri sono quello che nel Medioevo erano le famiglie dei re e dei Principi.
Se non si ragiona di Stato e si ripensa lo Stato questa tua nuova umanità resta una cosa astratta e filiforme ovvero una fantasia ben fatta, una nuova predica alle rocce.

 
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Scheda sul raccolto di grano

Post n°854 pubblicato il 08 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Scheda sul raccolto di grano
Earth Policy Release
19 agosto 2014

Fino a quando il grano fornirà gran parte delle calorie che sostengono l’umanità, lo stato del raccolto mondiale di cereali è l’ indicatore buono della adeguatezza della fornitura di cibo.

Più di 2 miliardi di tonnellate di grano sono prodotti ogni anno in tutto il mondo, quasi la metà di esse in tre soli paesi: Cina, Stati Uniti e India.

Il mais, il grano e il riso sommano la maggior parte del raccolto mondiale di cereali.
Mentre il riso e la maggior parte del grano sono consumati direttamente come alimenti, il mais è ampiamente utilizzato per il bestiame, come mangime per pollame e per scopi industriali.

Il consumo di grano globale ha superato la produzione in 8 degli ultimi 14 anni, portando a prelievi dalle riserve.

La crescita della popolazione è la più antica fonte di domanda crescente di grano.
Negli ultimi anni, la crescita annuale dell’uso del mais è raddoppiata, in gran parte a causa del maggiore uso dell’etanolo e del mangime per pollame e bestiame.

Nel 2013, gli Stati Uniti raccolsero più di 400 milioni di tonnellate di grano.
Di queste, 129 milioni di tonnellate (il 30 per cento) sono andati alle distillerie di etanolo.

Le rese crescenti sono la chiave per espandere il raccolto di grano poiché c’è poco terreno agricolo inutilizzato.
Dal 1950, oltre il 93% della crescita del raccolto mondiale di grano è venuto da aumenti di rese.

L’area globale coltivata a grano per persona si è ridotta da circa mezzo acro (0,2 ettari) del 1950 a un quarto di acro (0,1 ettari) nel 2013.

A 10 tonnellate per ettaro, le rese di mais degli USA sono le più alte di qualsiasi altro grano importante, ovunque. In Iowa, alcune contee raccolgono fino a 13 tonnellate per ettaro.

Le rese del grano medie globali sono più che triplicate da 1,1 tonnellate per ettaro del 1950 alle 3,5 t per ettaro del 2013.
Tuttavia, la crescita delle rese è rallentata dal 2,2 per cento all’anno tra il 1950 e il 1990 al 1,4 per cento negli anni successivi.

In Francia, Germania e nel Regno Unito, le rese del frumento sono state piatte per più di un decennio. La storia è simile per il riso in Giappone e in Corea del Sud.

L’uso mondiale dei fertilizzanti è salito dai 14 milioni di tonnellate del 1.950 ai 181.000.000 di tonnellate del 2013. Ma in molti paesi, l’uso di fertilizzanti ha raggiunto rese decrescenti.

Dal 2007, il mondo ha vissuto tre grandi impennate dei prezzi del grano.
L’indice dei prezzi alimentari dell’ONU indica che il grano nel 2014 era 2 volte più costoso rispetto al 2002 - 2004.

L'aumento delle temperature globali minaccia le principali colture alimentari del mondo; la “regola del pollice” è che ogni aumento di 1 grado Celsius di temperatura (1,8 gradi Fahrenheit) sopra la stagione di crescita ottimale può tagliare la produttività di almeno il 10%.

# # #
I dati e le risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per la ricerca: Janet Larsen
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto il 7/01/2015 da F. Allegri.

 
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Discorso sulla coscienza e sul male

Il Maestro - secondo atto – sesta conversazione
Discorso sulla coscienza e sul male

16 agosto 2014

Vincenzo Pisani: Ora si mangia questi cinque vassoi di primi divisi fra noi. Prima che arrivi il capo per il secondo, ho da porre una domanda a tutti alla luce di quanto finora detto.
Dunque” Quando il problema del singolo è IL PROBLEMA DELLA GUERRA, del male che viene dalla violenza tecnologica, strutturata, tecnologica, governativa, come si pone l’essere umano auto-cosciente e libero?”

Paolo Fantuzzi: Ecco una domanda davvero difficile. Poi di questi tempi nei quali intorno ai nostri confini si sente il rombo del cannone e sulle nostre coste sbarcano i profughi delle mille guerre dimenticate del pianeta azzurro. COME PUÒ UN PRIVATO OPPORSI AL MALE CHE TRAVOLGE TUTTO E TUTTI.
La guerra oggi è un mare che sale, che sale e continua a salire e mangia la terra, invade le strade, porta via le città. Il singolo può solo salvare se stesso se è bravo e se è astuto.

Clara Agazzi: Potrebbe anche salvare altri oltre a se stesso, la guerra in fondo la fanno gli esseri umani non la natura. Non è come un terremoto o una tempesta fortissima. L’uomo è capace di distinguere.

Franco: La domanda posta è difficilissima. SE LA POTENZA DEI QUOTIDIANI MEZZI DI PERSUASIONE E DI PLAGIO È PARI A UNO IN TEMPO DI PACE, IN TEMPO DI GUERRA QUESTA POTENZA È DIECI, VENTI, TRENTA E ANCHE DI PIÙ. Quindi distinguere è quasi impossibile, tenere la testa ferma è una vera e propria impresa, allora ha senso quel che ho detto finora e con più forza. L’essere umano deve trovare in sé la sua verità e la sua ragione di vita, lui deve essere il muro che non crolla e l’asse che non vacilla. La sua verità più intima e profonda è la roccia su cui siede la sua mente, allora potrà anche far qualcosa di buono perfino per gli altri.

Paolo Fantuzzi: Ma la guerra è una roba seria. Vuol dire morti ammazzati, campi devastati, città in fiamme, lutti, macelleria umana all’aria aperta. Non sono argomenti da portare a tavola, specie davanti a questo ben di Dio. Buona questa roba. MA COME PUÒ IN FONDO UN TIPO CHE VIVE IN UN MONDO UMANO COSÌ OMOLOGATO, CONTROLLATO, INDIRIZZATO SCEGLIERE FRA IL BENE E IL MALE. Dal momento che l’uomo in verità è indirizzato con forme di plagio e di cultura consumistica egli è libero da qualsiasi responsabilità. Cerco di spiegarmi così:” se c’è chi ti comanda, chi pensa per te, chi ragiona per te, chi calcola per te e tu devi solo srotolare quel filo o avvitare quel bullone e poi mettere una X con la matita su un foglio colorato il giorno delle elezioni chi può dire che uno è portatore di un suo libero arbitrio”, QUINDI SE NON SEI LIBERO NON PUOI ESSER COLPEVOLE DI UN TUO ATTO INTENZIONALE O PREMEDITATO. Chi è in alto è il solo responsabile, il solo portatore di ogni colpa e di ogni responsabilità, il solo soggetto colpevole. Chi è in basso nella scala sociale rimane pulito non solo perché non sa, ma perché non ha mai avuto la possibilità di sapere come funziona davvero il potere che lo domina e lo condiziona.

Franco: Mi fai lasciare questo boccone al cinghiale per risponderti. E sia! LA RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE ESISTE. Ma non sempre gli umani ne riconoscono l’esistenza, anzi sono incline a pensare che una parte dell’umanità per cultura, tradizione, personalità sia estranea al concetto di responsabilità individuale. QUINDI SOLO COLORO CHE SONO ALMENO IN PARTE CONSAPEVOLI DI SE STESSI SONO IN GRADO DI TROVARE DENTRO DI LORO LA PROPRIA PERSONALITÀ E LA PROPRIA COSCIENZA. Ci sono uomini e donne che questa cosa non la troveranno mai. E sottolineo mai. Tuttavia dal momento che io credo, anche se è una congettura, che la maggior parte degli esseri umani possa avere una propria personalità e una propria coscienza a mio modestissimo avviso anche in un caso estremo come la guerra non viene meno la responsabilità del singolo. POI C’È LA QUESTIONE DELLA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA, OSSIA DELLA SOCIETÀ UMANA IN CUI UNO VIVE. Qui occorre far un discorso davvero politico.
Se il caso è quello d’opporsi a un conflitto o di limitare i suoi danni ci sono dei livelli.
Il primo livello è la testimonianza individuale, il singolo che prende coscienza e cerca attorno a sé altri che la pensano come lui.
Si tratta della fase nella quale si determina quella che si chiama una resistenza culturale, d’idee.
Sotto la dittatura fascista di tante generazioni fa questo fu fatto proprio da minoranze culturali e da alcuni ceti poveri della città e della campagna.
Resistere al culto della guerra fascista, che si fece rito e atto di consuetudine, nel proprio circuito di pochi amici, nell’officina fra gente fidata, in campagna al riparo da gente sospetta, in fabbrica fra compagni di lavoro.
POI QUANDO SI SONO FORMATI MOLTI GRUPPI A MACCHIA DI LEOPARDO ARRIVA IL MOMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE, DEL FARE GRUPPO, DEL FARE CONTRASTO APERTO A POTERI DISPOTICI E AUTORITARI O SEMPLICEMENTE CRIMINALI.
Resistere a quel punto è creare consenso, attività quotidiana, propaganda. Ricapitolando. L’AUTOCOSCIENZA E LA PROPRIA LIBERTÀ PERSONALE riscattata da tutte le forme di plagio e di corruzione sono le condizioni di partenza di singoli che vanno a formare una società di liberi individui secondo delle leggi democratiche.

Stefano Bocconi: Ma serve a poco la tua autocoscienza quando i denari in cassa sono il privilegio dei pochi, quando un pugno di ricchi ha il controllo di banche, corporazioni, latifondi, interi paesi, perfino città. Il denaro signore del mondo è la merce che compra tutte le merci e i tuoi umani sono merci. Si può comprare i loro giuramenti, il loro lavoro, la loro vita privata.
Perché il mercato non ha un volto e un nome. Ma ha un potere enorme, e poche migliaia di super ricchi e di super burocrati esercitano un potere enorme perché indirizzano miliardi e miliardi d’investimenti.
Quindi perché stupirsi se pochissimi da alberghi e uffici superlusso pianificano una guerra, una speculazione, una ristrutturazione aziendale?
Questo è il nuovo potere e il confine ideologico delle nuove guerre. Non più fascismo, comunismo, liberalismo, nazionalismo ma al contrario capitali investiti o da investire per creare profitto.
Miliardi d’investimenti, percentuali di PIL, quotazioni di borsa del greggio, dell’oro, del rame queste le ideologie vere delle nuove guerre. Quello che raccontano i media è colore, è fantasia , è propaganda di guerra, i fatti concreti sono questi che ho appena detto.
Davanti alle quotazioni del rame sulla borsa di Londra che scatenano un colpo di Stato in un paese dell’America Latina o dell’Africa cosa può il singolo dotato di autocoscienza?
Io dico che può niente. Ma proprio niente! Cosa mi rispondi.

Franco: La risposta è questa: PUÒ RACCONTARE LA VERITÀ CHE SENTE. Questo perché è importante cominciare da se stessi, ciò che è collettivo è anche individuale, quindi un punto di contatto ci deve esser fra queste due cose, altrimenti non spenderebbero i nostri tutti quei denari per la propaganda di guerra come fanno tutte le volte che capitano certe imprese militari denominate missioni di pace.
SE FOSSE TUTTO MECCANICO, ORDINATO, PERFETTO PERCHÉ DOVREBBERO SPENDERE CIFRE E MOBILITARE RISORSE IMPORTANTI PER LAVARE I DUBBI DALLA TESTA DELLA GENTE.
C’è da stupirsi davvero per un fatto nuovo che si manifesta oggi.
C’è consenso per le nuove guerre per le quotazioni di borsa e per il PIL come tu dici.
Non parlo di un consenso strappato con la frode o con i trucchi da circo ma di qualcosa di spontaneo, popolare, genuino.
Molti hanno capito che una crescita illimitata è impossibile e che se il sistema si blocca si spacca, quindi una guerra diventa una delle possibili opzioni per provare a fermare un mondo umano che tende a sprofondare nella violenza, nella povertà, e nel disordine e anche nel fanatismo religioso.
Ecco mi fa più paura questo consenso sotterraneo, cinico, in malafede che non la massa enorme di propaganda e di manipolazione.
Quindi a maggior ragione la persona perbene deve essere l’asse che non vacilla di se stesso.
Ecco mi avete fatto freddare il boccone.

Clara Agazzi: Chi per malafede e interesse finge di credere a cose assurde per poter trovare delle farisaiche scuse è di solito chi cerca d’approfittarsi della situazione, chi tira a fregare la sua stessa collettività d’appartenenza, chi ha un suo tornaconto segreto.
Quindi inconsapevolmente favorisce il caos e la dissoluzione del sistema in cui vive perché lo spinge a correre la sua strada senza modificare o rallentare e quindi a moltiplicare errori, confusione, disordine fino al disastro finale.
Quindi questa parte dell’umanità mi par così negativa che è meglio ignorarla.
Poi ci sono quelli che per difetto culturale, fisico o mentale credono davvero alle cretinate, anche questi mi sembrano non recuperabili a un discorso di responsabilità e coscienza.
IL PROBLEMA È CHE UNA VOLTA SCARTATE LE MASSE DI PERSONAGGI ILLUSI O IN MALAFEDE RIMANGONO PROPRIO QUEI SINGOLI ISOLATI O A GRUPPI DI CUI AVETE DETTO.
il singolo finisce con attivarsi appunto nel suo piccolo e solo in alcuni casi spesso legati alla professione giornalistica o dell’insegnamento superiore è possibile coinvolgere migliaia o decine di migliaia di umani in un ragionamento o in una lotta civile.
UNA COMUNITÀ DI SPIRITI LIBERI CHE SI DEDICA ALL’ARTIGIANATO DOVREBBE COME MINIMO STARE A CENTO CHILOMETRI DI DISTANZA DA OGNI SUPERMERCATO O CENTRO COMMERCIALE PER POTER VIVERE LA PROPRIA DIMENSIONE ORIGINALE.
L’espressione originale e buona di sé in mezzo a un mondo di omologati, illusi, corrotti, approfittatori, ruffiani rischia di degenerare o di doversi nascondere.
Quindi la coscienza e il sapere interiore opera in ambiti ristretti, spesso privati e domestici. Questa è la realtà.

Vincenzo Pisani: Un singolo può fare uno anche quando sono in mille. Tanti singoli divisi e connessi solo via internet ma viventi in situazioni diverse e in luoghi diversi fanno forse coscienza ma dubito che creino azione politica.
Uno resta uno anche quando sono mille se non ci sono parole d’ordine, strutture politiche, regole, capi, prospettive che trasformino soggetti divisi e separati in gruppi compatti e organizzati.

Franco: La coscienza, il rispetto di se stessi, la comprensione della propria libertà sono elementi che servono per iniziare un percorso di vita sociale e politica non per finirlo.
Il male ha molte forme ma per esser davvero compreso e per suscitare davvero una reazione o una cura deve esser il male che uno sceglie di combattere.

 
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CONSIGLIO COMUNALE

Post n°852 pubblicato il 01 Gennaio 2015 da amici.futuroieri
 

Maratona a fine anno nel consiglio comunale
31/12/2014
Di F. Allegri
E’ stato un consiglio comunale infinito (per gli standard di Cerreto), con 18 punti all’ordine del giorno e 16 discussioni quasi sempre interessanti, talvolta molto importanti.
La prima notizia interessante è che tutte le iniziative di solidarietà attivate in questi 3 mesi hanno raccolto 39000 euro!
Da un lato c’è da stare attenti a non far cadere questi soldi sotto il patto di stabilità perché vorrebbe dire trasformarli in una garanzia per i mutui passivi del comune ….. che non sono consistenti ma sono stati accesi per progetti discutibili.
Dall’altro va scritto che si tratta di una goccia nel mare dei bisogni delle case danneggiate e delle imprese devastate.
Arrivano nuovi soldi dalla regione, arrivano per un progetto di pista ciclabile che costeggerà l’Arno (da Firenze fino a Pisa).
Si tratta del pezzo che collegherà Empoli a San Miniato!
Per me, investimento inutile, forse dannoso.

La notizia clamorosa è la seguente: la copertura assicurativa degli edifici comunali è scaduta a luglio 2014 e ad oggi nessuno l’ha rinnovata, anzi pare che sia difficile farlo (questo è plausibile).
La questione merita più di un approfondimento!

Il consiglio ha parlato molto dell’Unione&Circondario.
La novità è che arriverà la Centrale Unica di Committenza.

Non vi scrivo che cos’è, preferisco dirvi che per molti appalti minori e per le forniture l’avevamo già, di fatto, basta pensare ai semafori, alla pavimentazione del centro storico e ad altre piccolezze.
Qui aggiungo che leggendo i giornali, qualcuno ipotizza il default dell’Unione&Circondario.
Mi è piaciuta molto la frase di Simone Barontini quando ha ricordato a tutti che il Circondario era un carrozzino: sono totalmente d’accordo.
Successivamente abbiamo appreso che avremo la stessa tesoreria comunale fino al 2019.
Tale rinnovo era previsto e mi sarei stupito del contrario dato che il servizio ottenuto è quello standard.

Subito dopo si è aperta la fase delle interrogazioni.
Prima abbiamo saputo bene il destino del 19.000 stanziati dal nostro comune per il progetto Educare alla Pace che appartiene al comune di Vinci.
Io penso che non siano serviti allo scopo dichiarato, ma sono aperto alle riflessioni di tutti.

Subito dopo abbiamo saputo della mancanza di coperture assicurative, da luglio e nelle prossime settimane, come minimo visto che ci sono i rischi di altri downbursts.

Ho apprezzato e sollecitato anche l’interrogazione sulla sismicità degli edifici pubblici.
La vice – sindaco Buti, in qualità di assessore ai lavori pubblici ha fornito una risposta esauriente.
In sintesi, c’è tanto lavoro da fare perché se il nostro comune continuasse a non essere terreno sismico, è certo che lo sono tutte le zone circostanti.

Altro scoop: fino al 2015 non si potrà agire in tribunale contro i costruttori delle case nuove lungo il Vincio a Lazzaretto. Hanno la proroga fino al 2015. La giunta pare decisa a farlo, noi aspetteremo e monitoreremo.

Sulla fusione tra Acque Spa e Acea non si sa nulla, io mi diverto a scrivere: “Questa fusione segnerà il destino del governo Renzi”. E aggiungo: “Con la fusione potra perdurare!”
Queste son le mie convinzioni politiche generali.


Il finale è stato sia calmo che movimentato.
Da un lato ho assistito all’ennesima puntata della telenovela “LA TRATTATIVA CONTINUA” nella quale la lista Rosso Cerreto cerca di dialogare con la maggioranza con un sostanziale appoggio esterno.
Noto che la lista M5s (che io chiamo M5pd) li segue a ruota e aggiungo che ad oggi i risultati ottenuti dalla sinistra sono inesistenti.
Questo M5s che si barcamena tra pd e rifondazione non serve e può solo perdere voti.
Va lodata la loro interrogazione sugli alberi abbattuti nel capoluogo.
Io scrivo che tutti gli alberi abbattuti, meno un cedro del Libano, erano rigogliosi mentre sono rimasti in piedi 3 pini da abbattere in Via L. Da Vinci (uno secco e due pericolosi) e alcuni abeti troppo vicini alla centralina del metano in Fiera, vicino ai vecchi Macelli.
Non si capisce la logica di questa scelta, ma il tempo ci aiuterà.
Io penserei che qualcuno ha sbagliato qualcosa.

La movimentazione del finale è tutta nello scontro tra Democratici e Fratelli d’Italia.
Presto avrete i video per farvi un’idea.

Io maturerò la mia convinzione quando avrò visto gli aiuti della regione e dello stato ai disastrati dal downburst.
Solo allora valuterò questa vicenda e lo farò alla luce di quei fondi.

 
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I rischi bellici legati ad una dinastia Clinton

Post n°851 pubblicato il 30 Dicembre 2014 da amici.futuroieri
 

SAGGIO BREVE
I rischi bellici legati ad una dinastia Clinton

29 Dicembre 2014
Di F. Allegri

Questo saggio si ispira ad una lettera pubblica di Ralph Nader dello scorso 15 agosto 2014 titolata: “Hillary –  il falco vola di nuovo”.

Quella lettera iniziò con una frase pronunciata da un ex collaboratore di Bill Clinton: “Hillary lavora per Goldman Sachs e le piace la guerra, altrimenti lei mi piacerebbe”.
La signora Clinton ha fatto molti comizi pagati con l’alta finanza di Goldman sachs e Wall street sotto il marchio del partito democratico americano, è vicina a questi poteri forti e lei è stata pure la protagonista di una politica estera americana aggressiva che caratterizzò la continuità tra la presidenza Bush e la prima di Obama.

Ad inizio agosto la signora Clinton fu intervistata dal The Atlantic e lei fece una critica alla politica estera di Obama definendola debole e “non organizzata”. Secondo lei, Obama era un debole anche se aveva fatto molti bombardamenti e molti interventi negli scenari di guerra: lei lo vedeva come “un comandante pacifista” e di sicuro la signora si era dimostrata più belligerante di lui.

Nell'intervista citata, lei rimproverò Obama per lo scarso impegno USA a favore dei ribelli in Siria che si erano divisi in fazioni ed erano privi di leader forti e di combattenti addestrati.
La signora Clinton conosceva i motivi della cautela della Casa Bianca: l’opposizione crescente del congresso all’intervento in Siria e la difficoltà legate alle forniture di armi agli insorti incontrollabili.

Secondo la signora clinton: “Le grandi nazioni hanno bisogno di principi organizzativi, e ‘il non fare cose stupide’ non è un principio organizzativo”.
Il modesto pacifismo di Obama avrebbe meritato un maggiore rispetto, specie se si rispetta lo spirito della costituzione americana che considererebbe incostituzionale l’ennesimo intervento USA fuori dei suoi confini.
Non va dimenticato che la signora votò a favore dell’invasione dell’Iraq che provocò il caos e tante tragedie per il popolo iracheno e per i contribuenti americani.

Il pacifista Nader critica la Clinton anche per come svolse in suo ruolo di Segretario di Stato nei primi 4 anni di presidenza Obama: poca diplomazia, troppa belligeranza.
In quegli anni, lei fu più bellicosa del Segretario alla Difesa Robert Gates e il suo linguaggio era pericoloso anche per i diplomatici americani che andavano in missione.
Sono questi discorsi che hanno originato la metafora del falco che volava e che vorrebbe volare di nuovo.

Durante la prima presidenza di Obama, la belligeranza della Clinton si tradusse nel suo impegno per coinvolgere il Segretario alla difesa e il presidente nel rovesciamento del dittatore libico Gheddafi: i due erano contrari.
Il dittatore libico aveva consegnato le sue armi pericolose e stava ricostruendo le relazioni con i paesi e le compagnie petrolifere occidentali.
La signora Clinton non ebbe “un principio organizzativo” per le conseguenze mortali provocate da milizie bellicose che si sono spartite la Libia e poi si sono riversate in Mali portando la violenza anche in Africa centrale.
L’assalto alla Libia fu una guerra non dichiarata di Hillary Clinton e oggi è un disastro continuo che mostra come l’esperienza di politica estera attribuita alla signora consista solo nel aver fatto delle “cose stupide” dato che lei ignora la pericolosità delle nazioni tribali settarie e dittatoriali.

Dopo aver criticato Obama, la signora Clinton affermò di aver telefonato al presidente per dirgli che lei non aveva intenzione di attaccarlo e per promettergli “un abbraccio” in occasione del Vineyard party a Martha.
Per Nader, un abbraccio opportunistico dopo un attacco non è ammirevole!

Nel proseguo della sua lettera Nader si ricordò che la Clinton da giovane era stata contraria alla guerra in Vietnam e a quel punto lui si chiese come era possibile che lei fosse divenuta un falco da guerra? Questo sviluppo poteva legarsi alle ambizioni politiche arroganti o ad un suo senso di inferiorità femminile verso i militaristi. Dopo la sua celebre elezione come senatore di New York nel 2000, lei ebbe un seggio al Comitato dei Servizi Armati del Senato.
In quella sede, a differenza del suo amico belligerante, il senatore repubblicano John McCain, raramente lei mise in discussione uno spreco dei contratti del Pentagono; non discusse mai gli sprechi, le frodi e gli abusi del settore della difesa; e non vide mai un sistema di armi ridondante o non necessario (spesso criticato dai generali e ammiragli in pensione) che un tempo non le piaceva.
Il presidente Eisenhower aveva ammonito anche lei sui pericoli legati al complesso militare - industriale. Pure lei che non ha mai messo in agenda il fare la pace.
Lei preferiva parlare di potenza e dispiegamento militare in un area geografica dopo l’altra.
Alla US Naval Academy nel 2012, la Generalissima Clinton tenne un discorso sul perno da porre in Asia orientale con una "forza di proiezione" (una delle suoi frasi preferite) costituita da navi USA, truppe e aerei posizionati in paesi vicini alla Cina.
Naturalmente, la risposta della Cina fu quella di aumentare il suo budget militare e quella di proiettare la propria potenza militare.
La super potenza del mondo non deve essere dipendente da continue provocazioni che producono conseguenze indesiderate….

La Clinton rappresenta la parte bellicista del partito democratico USA, ha fatto il giro del paese per promuovere il suo nuovo libro Hard Choises e secondo Nader, lei avrebbe avuto fondi anche dai servizi segreti.
Nader aggiunse che Hillary Clinton (come candidato presidenziale) doveva riflettere su quello che aveva da offrire a un popolo americano stanco della guerra e dominato dalle multinazionali.
La Clinton doveva cambiare idea, come aveva fatto pochi mesi prima in materia di salario minimo per le donne.
In quel caso, lei aveva colmato la distanza tra la sua vita agiata e le esperienze difficili delle masse oppresse.
I democratici cominciano ad opporsi ad una dinastia Clinton? Lo fecero anche ai tempi di Obama

 
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Natale a Cerreto

Post n°850 pubblicato il 26 Dicembre 2014 da amici.futuroieri
 

Questo è un natale diverso dagli altri.
E’ un natale senza luminarie e con qualche preoccupazione economiche specie per quelle famiglie che non hanno ancora il tetto sulle loro case dopo il downburst dello scorso 19 settembre.
Le luminarie non mi mancano, credo che fosse il caso di metterle spendendo soldi pubblici che servono per lenire bisogni sociali.
Trovo geniale l’idea dei commercianti di Cerreto e della Pro Loco di appendere alle finestre dei finti pacchi regalo.
La mancanza di luminarie da risalto ai tanti presepi che sbucano dagli angoli delle strade e nei tanti edifici svuotati dei loro negozi da 5 anni di crisi ininterrotta.
Anche quest’anno la manifestazione denominata “La via dei presepi di Cerreto Guidi” è un successo che non si interrompe, la gente viene a vedere questi presepi da ogni dove, da tutto il Circondario e anche da fuori provincia.
Ci sono presepi di tutti i tipi, c’è quello tutto di stoffa, ci sono villaggi ricostruiti nei minimi dettagli, magari con movimenti meccanici creati da sapienti artigiani ed elettricisti.
I bambini hanno sfogato le loro fantasie e talvolta hanno usato i loro giocattoli preferiti come nel caso del presepe dei gormiti.
C’è il presepe nello scrigno e quello nella lanterna.
Uno è in un’auto, in una 500 d’epoca che da il senso del tempo che trascorre.
Oltre la bellezza dei presepi c’è anche la consueta sfida annuale: Le capannucce in gara hanno superato quota 160 e quest’anno le categorie premiate il giorno dell’Epifania saranno quattro.
Esse sono:
a) il presepe dei bambini;
b) i presepi artigianali;
c) i presepi tradizionali;
d) i presepi in vetrina.
I presepi sono ovunque e si può scrivere che spadroneggiano nel borgo di Cerreto e la gente è attratta da queste rappresentazioni fascinose che ci riportano al mondo della religiosità del Medio –evo.
Il borgo medioevale di Cerreto trova un suo senso turistico nei giorni del Natale e questo risalta anche nella casa di Babbo Natale che si trova nella Piazza Nuova privata dei 3 cedri del libano e anche nella corsa dei babbi Natale che si è svolta domenica scorsa con oltre 100 partecipanti.
Per tutto questo, da Cerreto si può donare un Buon Natale particolare.

 
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Breaking new ground

Post n°849 pubblicato il 23 Dicembre 2014 da amici.futuroieri
 
Foto di amici.futuroieri

Le insidie e le gioie delle coltivazione di pomodori: Un estratto da Breaking New Ground
www.earth-policy.org/blog/growing_tomatoes/
Earth Policy Release
12 Agosto 2014

“Quando Carl ed io iniziammo la coltivazione di pomodori, essi erano uno dei prodotti più popolari e più apprezzati del New Jersey.
Ogni estate il South Jersey forniva pomodori freschi a Philadelphia e a New York.
Oltre a conservarli, l’industria li trasformava in succhi di frutta, zuppe di pomodoro e in ketchup.
A causa di due imprese di trasformazione di pomodori a Bridgeton (PJ Ritter e Pritchard) l’aria estiva si riempiva del profumo goloso del ketchup cotto in enormi vasche piene di spezie.
Questo aroma fu parte integrante di ogni estate della mia giovinezza.

Tra tutte le colture che potevamo coltivare, Carl e io scegliemmo i pomodori. Perché?
In primis, la stagione di crescita del pomodoro s’integra bene con l’anno accademico.
Questo non vuol dire che non c’era sovrapposizione, perché i campi di pomodori dovevano essere piantati in aprile o, al più tardi, all’inizio di maggio — ben prima della fine della scuola.
Lester caricava i cestini di pomodoro alla fine della stagione, quando la scuola iniziava in autunno c'erano ancora i pomodori nel campo.
Anche questo era un momento faticoso per noi.

Allo stesso tempo, ci si diverte a coltivare i pomodori. Sono così reattivi e produttivi.
Visualizzate i suoi frutti — alcuni maturi, alcuni in maturazione, e alcuni ancora verdi — una pianta di pomodoro è un’opera d'arte.
E mi piace l’aroma caratteristica di una pianta di pomodoro.
Ancora oggi quando vedo una pianta di pomodoro non posso resistere e l’annuso.

Una delle nostre sfide era quella di finanziare la nostra coltivazione in continua espansione. Mio fratello ed io facemmo un accordo con Pop.
A Pop non importava di quello che facevamo con il resto del nostro tempo finché facemmo le nostre faccende e tutto andò bene.
Quindi, in primavera, per esempio, mio fratello si assunse la responsabilità della mungitura non solo delle sue mucche, ma anche delle mie.

Io, nel frattempo, avrei corso un miglio e mezzo verso una fattoria locale per passare un paio d’ore prima della scuola ad aiutare l’agricoltore a cogliere quattro acri di asparagi.
Pagava 1 dollaro l’ora, questo ci permetteva di accumulare qualche soldo.
Era pure un allenamento, dato che correvo il miglio per la squadra di atletica della scuola.

Oltre alla raccolta di fragole e al taglio degli asparagi degli altri agricoltori, aiutavamo anche all’imballaggio del fieno utilizzando un vecchio camion che avevamo comprato per trasportare balle di fieno dal campo al centro di raccolta.

Agli agricoltori piaceva assumere Carl e me perché lavoravamo duramente.
Ci mettevamo in competizione tra noi.
Fui il primo a raccogliere 100 cesti di pomodori (da 35 libbre ciascuno) in un giorno.
Poi Carl ne colse 102.
Dopo di che, il record è andato avanti e indietro tra di noi: 105, 107, 108, e poi 110.
Non fu per un caso fortuito che vinsi il Cumberland County Junior Tomato Picking Championship nel 1949!
Non lo fu neanche il fatto che Carl fu selezionato come Star Farmer del New Jersey dal Future Farmers of America!

Nel 1949 comprammo il nostro primo trattore — un J.I. Case con 2 aratri, un trattore di medie dimensioni di un tempo passato — in gran parte con i guadagni dei pomodori raccolti per altri agricoltori. A 10 ¢ al cesto di pomodori raccolti ci vollero 2.000 cestini per pagare il trattore.

Alla fine di agosto del 1951, durante il fine settimana precedente al mio arrivo alla Rutgers University per l’orientamento matricole, affrontammo un problema logistico.
Io avevo la patente di guida, Carl no.
Quando andai alla Rutgers, Carl non sapeva come portare i pomodori all’industria conserviera distante una dozzina di chilometri.
In realtà, il problema non era tanto la mancanza della patente perché i giovani della fattoria guidavano spesso in loco prima di prenderla.
Il problema era che Carl non aveva mai guidato un camion carico di pomodori accatastati in file di cinque canestri.

Con questa idea in mente decidemmo di fare un trasporto all’industria conserviera il Sabato, il giorno prima di partire.
Caricare oltre 200 cesti di pomodori su un camion è un’arte in sé.
Un camion per pomodori è progettato in modo che i cesti siano impilati in una piramide estesa, che va dalla parte anteriore alla posteriore.
Le sponde ci permisero di mettere un altro strato di cesti pendenti al contrario della piramide su entrambi i lati per stabilizzarla.
Era un modo provato e vero per spostare i pomodori dalla fattoria alla fabbrica.
Il nostro vecchio camion Chevrolet del 1935 portava almeno 4 tonnellate di pomodori.

Decidemmo che Carl avrebbe guidato il camion verso la fabbrica ed io l’avrei seguito con il pick-up subito dopo.
Avrebbe dovuto fare la fila, perché c'era sempre una lunga fila di camion in attesa per ore prima di essere scaricati.

L’ultimo tratto di strada di cinque miglia o quasi verso il conservificio era diritto.
Carl guidava il camion troppo carico dietro ad un agricoltore locale che trasportava due o tre attrezzi dietro al suo trattore.
Carl si preparò al sorpasso ed era già sul lato sinistro della strada quando si rese conto l’agricoltore stava per spostarsi verso il centro della strada per svoltare a destra nel suo vialetto.
Le ruote del camion andarono sul ciglio sporco e il camion cominciò a piegarsi con il suo pesante carico.
Carl lo riportò sulla strada, ma non tutti i pomodori vennero con lui.
Parte del carico cadde, lasciando pomodori sparsi per diversi inches di profondità per un pezzo di strada. Lui accostò per valutare i danni e per aspettarmi.

Dopo un po’ arrivai, le auto erano già passate — pure sopra ai pomodori.
Ma, come se stessero andando nella neve appena caduta, i piloti erano passati su una corsia, passando sugli stessi solchi per ridurre al minimo i danni.

Qualcuno suggerì che noi chiamassimo il nostro agente locale alla PJ Ritter.
Chiamammo dalla casa del contadino e l’agente arrivò rapidamente.
Fece il punto della situazione, vide che la maggior parte dei pomodori sulla strada erano ancora in buone condizioni.
Molti erano lividi e alcuni erano spaccati, ma era ovvio che li avevamo scelto con cura e che erano di qualità insolitamente alta.
Egli ci suggerì di prendere in prestito un paio di pale o di palette dal contadino per ricaricare di nuovo sul camion più pomodori possibili, preferibilmente senza sabbia o ghiaia.
Disse che non saremmo stati in grado di raccoglierli tutti, ma la gran parte di sicuro.

Chiese che noi domandassimo all’'agricoltore se potevamo parcheggiare il camion dietro la stalla, fuori dalla vista della gente, dal momento che questi pomodori sciupati potevano diventare un problema di pubbliche relazioni per la Ritter.
E ci disse di portare il camion alla fabbrica la mattina successiva alle 5:30, quando l’avrebbero scaricato immediatamente per ridurre al minimo la possibilità di deterioramento dei pomodori spaccati.

Lasciammo I Pomodori Alla Fattoria
Nonostante la perdita di una piccola parte di questo carico, consegnammo molti altri carichi e l’anno andò bene.
Eravamo ufficialmente coltivatori di pomodoro.
E dal momento che avevamo fatto la maggior parte del lavoro da soli, gran parte dell’assegno che ricevemmo nel mese di novembre per i pomodori che avevamo consegnato ci servì per comprare un altro trattore — nuovo e di marca.
Mio fratello ed io sapevamo quello che volevamo, una trattore Ford nuovo con 2 aratri.
Suggerii a lui che andasse avanti e lo comprasse.
Carl aveva lavorato sodo e volevo che facesse l’esperienza e la soddisfazione di acquistare il trattore.
Andò dal rivenditore di attrezzature agricole locali, che ovviamente ci conosceva, ma che non era disposto a vendere a un quattordicenne.
A lui occorse un po’ per capire che mio fratello era serio e che non voleva solo un trattore, ma anche l’aratro e dei coltivatori che andassero con lui.
Comprammo quel trattore nell’autunno del 1951 per 2100 dollari con un acconto di pagamento iniziale di $ 700 e con il resto da pagare in rate da $ 700 nell’autunno di ciascuno dei 2 anni successivi, due rate tipiche per gli agricoltori.

Iniziammo la coltivazione di pomodori, proprio quando il settore cambiava rapidamente.
Dopo un paio di anni di semina a mano, prendemmo una trapiantatrice meccanica.
La trapiantatrice, sulla quale 4 persone potevano piantare due file di pomodori alla volta, veniva attaccata dietro al trattore.
Due tamburi riempiti con acqua contenente un fertilizzante liquido erano montati su ciascun lato del cofano del trattore.
Così, mentre ogni pianta entrava nel terreno, mezzo bicchiere d’acqua circa veniva versato in contemporanea per fornire umidità intorno alle radici della pianta nonché i nutrienti essenziali: azoto, fosfato e potassio.
Ciò aiutava a crescere le piante più velocemente rispetto ai tradizionali impianti a mano.

Mentre la nostra coltivazione di pomodori cresceva, passammo dalla fabbrica locale di pomodoro, PJ Ritter alla Campbell Soup che poteva gestire bene i nostri maggiori raccolti.
Oggi è difficile credere che stavamo producendo e consegnando pomodori all’impianto Campbell Soup di Camden, New Jersey, per $ 34 alla tonnellata.

Durante il nostro primo anno con solo 7 acri coltivati con pomodori, Carl e io scegliemmo quasi tutti i nostri pomodori.
Ma, mentre io ampliai la superficie, fino a settanta acri (280.000 piante) nel 1958, avevamo bisogno di tanto aiuto per la raccolta.
I nostri raccoglitori erano i compagni di classe, gli amici, e, quando divenimmo più grandi, i lavoratori stagionali della vicina Salem e anche alcuni da Puerto Rico tramite un contratto con il Puerto Rico Department of Labor.

Scoprire nuovi terreni
Nel 1958 commercializzai 1.500.000 libbre di pomodori, diventando uno dei più grandi produttori di pomodoro del New Jersey.
Il periodo di otto anni della mia vita in cui feci crescere pomodori, dal 1951 al 1958, iniziò durante il mio ultimo anno al liceo, misurò i quattro anni alla Rutgers, i mesi che vissi nei villaggi in India nel 1956, e i due anni seguenti.
Avevo sviluppato un attaccamento alla terra.
Anche adesso ogni volta che torno a Stow Creek per le visite ai familiari, guidando attraverso la campagna con i suoi campi sabbiosi fertili, le macchie di bosco e i torrenti, mi viene un senso di tranquillità e di casa”.

Per saperne di più sulle esperienze di Lester Brown sulla coltivazione di pomodori così come sulle altre parti della sua vita, acquistate una copia di Breaking New Ground.
# # #
Album di foto, video e risorse aggiuntive sono disponibili su www.earth-policy.org.
Sentitevi liberi di passare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!
Contatto per i media: Reah Janise Kauffman
Contatto per la ricerca: Janet Larsen
Eartj Policy Institute
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403, Washington, DC 20036

Tradotto da F. Allegri il 22/12/2014.

 
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Gli auguri dei dipendenti della provincia

Post n°848 pubblicato il 21 Dicembre 2014 da amici.futuroieri
 

Caro Cittadino,

come lavoratori e lavoratrici delle Province abbiamo sempre prestato il nostro servizio con dedizione garantendo il buon funzionamento dell’Ente Provincia.

Oggi però le politiche scellerate del governo stanno mettendo a serio rischio la prosecuzione dei servizi che eroghiamo da anni e che vorremmo continuare ad erogare come prima e magari anche meglio.

Siamo quindi costretti ad avvisare tutti gli utenti sul destino di funzioni anche essenziali, come la manutenzione delle strade provinciali, delle scuole, degli argini dei fiumi, il servizio di protezione civile, la tutela dell’
ambiente e della fauna, la pianificazione di area vasta, i servizi di formazione e lavoro, i centri per l’impiego, il trasporto pubblico e tanti altri solo apparentemente meno rilevanti.

All’interno della legge di stabilità, in discussione in queste ore presso il Parlamento, il governo vorrebbe inserire tagli ingentissimi per tutti gli Enti locali (per Province e Città Metropolitane il taglio alla spesa sarà di un miliardo nel 2015, due miliardi nel 2016 e tre miliardi nel 2017), misure che comporterebbero, in maniera indiscriminata e non selettiva, il taglio anche del personale del 30% per la futura Città Metropolitana (Ente che prenderà il posto
della Provincia capoluogo dal prossimo 1 gennaio 2015) e del 50% per le rimanenti Province, che si ritroveranno quindi a dover operare con una dotazione estremamente ridotta rispetto ad un presente già fortemente carente a causa del decennale blocco del turn-over.

Verranno quindi a mancare molte risorse e molte unità di personale, spesso altamente specializzato, la cui formazione è costata anni di lavoro. In conseguenza di ciò, servizi e manutenzioni dovranno giocoforza essere limitati drasticamente se non addirittura interrotti.

Noi lavoratori delle Province italiane oggi stiamo lottando con tutte le nostre forze perché tutto ciò non avvenga ed abbiamo, tra le altre forme di protesta, attuato una occupazione attiva del nostro Ente, senza per questo interrompere i servizi ritenendoli preziosi per la cittadinanza.

Abbiamo però ritenuto necessario rendere partecipe la cittadinanza di una situazione che, nel caso il governo non cambiasse rotta, rischia di impattare gravemente non solo sulla nostra vita lavorativa e la nostra professionalità, ma sopratutto sull’economia del Paese e sulla sicurezza dei cittadini.

Buon Natale e un migliore anno nuovo!

I dipendenti e le dipendenti delle Province

 
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Discorso sul mondo interiore

Il Maestro - secondo atto – quinta conversazione
DISCORSO SUL MONDO INTERIORE

Di I. Nappini

Clara Agazzi: Questo parlare di cambiare, di mutare i pensieri e le mentalità è un discorso debole alla luce di quanto avviene oggi.
LA REALTÀ CI URLA CHE IL CONFORMISMO, L’EGOISMO E IL CALCOLO DEL RAPPORTO FRA PIACERI E INTERESSI PREVALE NELLA MENTALITÀ DEI MOLTI.
IL DENARO È OGGI UN CULTO
e in quanto totalità pseudo - religiosa è misura e ordinamento della società.
QUINDI UNA SINCERA E FELICE CRESCITA SPIRITUALE È OGGI UN PERCORSO AD OSTACOLI, una sorta di competizione difficile perché l’essere umano tende a dover attuare dei compromessi con l’ordine esistente.

Stefano Bocconi: Aggiungo a questo discorso che è molto più.
Il denaro è come un fatto religioso.
Cadute le ideologie e le grandi speranze nel progresso o in un dio redentore PER I MOLTI I SOLDI SONO L’UNICO ORIZZONTE E L’UNICA SPERANZA.
Il denaro è così potente da trasformare con forza sua originaria la vita quotidiana di ogni individuo.

Vincenzo Pisani: Già cadute tutte le speranze e tutti i valori e tutte le ideologie del secolo passato ogni discorso sull’elevazione dell’essere umano assomiglia a una favola.
Si può pensare qualsiasi cosa e dire di tutto, L’IMPORTANTE È AVERE I SOLDI PER COMPRARSI QUEI BENI, QUELLE PROPRIETÀ E QUEI SERVIZI CHE SUSCITANO NEI MOLTI UNO SPONTANEO RISPETTO.
Il rispetto che deriva dall’invidia sociale.
Anzi mi correggo non il rispetto.
L’INVIDIA E L’AMMIRAZIONE PER QUEL CHE SI HA E APERTAMENTE O SEGRETAMENTE SI DESIDERA.
La cupidigia, il piacere, lo spettacolo, l’estetismo sono i territori psicologici e comportamentali del senso del vivere per le moltitudini di consumatori sempre inappagati e sempre ardenti di nuovi piaceri e nuovi beni da consumare.

Franco: Siete troppo duri. Gli esseri umani non sono rocce che il vento, la natura e gli elementi pian piano sgretolano e spaccano nello scorrere del tempo.
A DIFFERENZA DELLE ROCCE POSSONO CAMBIARE LA LORO VITA, I LORO PENSIERI, LE LORO ASPETTATIVE.
Spesso con la velocità del fulmine cambia la vita dell’essere umano, anche di quello comune.
C’è spesso nella vita un punto dove una cosa che era finisce, e una che non era diventa.
Nascita e morte sono in opposizione.
Oggi quasi tutto nella vita sociale ha la forma dell’egoismo, della cupidigia, della morale che cambia come le banderuole che segnano il vento.
MA NON È DETTO CHE QUESTO TUTTO DURI PER SEMPRE.
Nel passato c’erano mondi umani che non sono questo qui.
Oggi paghiamo la colpa di essere per così dire colonia civile e culturale di civiltà industriali più potenti della nostra, e la cultura oggi è industria del cinema, dei cartoni animati, dello spettacolo, dei videogiochi, perfino dei giochi di carte collezionabili e dei wargame.
Questo è il punto.
LA VITA SOCIALE OGGI È INSERITA IN UN MONDO DI CONSUMI, SPESSO SUPERFLUI, ESPRESSIONE CHIARISSIMA DEL PRESENTE MODO DI PRODURRE, DISTRIBUIRE RICCHEZZA, CONSUMARE, VIVERE PENSANDO AL GUADAGNO E AL PROFITTO.
Vengono venduti anche mondi fantastici, mondi immaginari, mondi fantasy o di fantascienza nelle forme del gioco, dell’intrattenimento e perfino nella forma dei grandi parchi giochi a tema.
Il mondo desiderato che è altrove spesso è il valore aggiunto di un gioco di carte collezionabile, di un telefilm, di un gioco da tavolo, di un gioco per computer, di un fumetto.
Allora ecco lo sforzo enorme di questi nostri giorni, ossia elevarsi sopra tutte le apparenze e vedere le concrete possibilità.
CONOSCERE SE STESSI E IL PROPRIO MONDO AL PUNTO DI POTER AGIRE SU DI ESSO CON UNA LIBERA VOLONTÀ PER TRASFORMARNE IN POSITIVO ALCUNE PARTI.

Paolo Fantuzzi: Ma chi decide cosa è positivo e cosa è negativo.
Chi stabilisce cosa è pieno e cosa è vuoto?
Il singolo, il privato che qui abbiamo detto e convenuto tutti esser parte di questo sistema di produzione, consumo, distribuzione della ricchezza.
QUI A SENTIR QUESTO DISCORSO SI TRATTA DI FARE IL CLASSICO SALTO ALDILÀ DELLA PROPRIA OMBRA, OSSIA DI SUPERARE DEI LIMITI NOTEVOLI.
I mondi spirituali, morali, etici.
Quei mondi culturali da costruire o da ritrovare per forza di cose partiranno da quel che c’è qui e ora, ossia si porteranno dietro la continuità con questo presente.
Io conosco il mondo concreto, reale, oggettivo, ceto conosco la mia porzione, il mio angolo di marciapiede per dirla in modo semplice.
PENSARE CHE QUESTO MONDO CONCRETO E PRESENTE SI SGRETOLI SULLA FORZA DI IDEALI O DI PENSIERI MI SEMBRA UNA COSA FUORI DA OGNI RAGIONE.
Se qualcosa cambierà sarà questo o quel pezzo e probabilmente solo per continuare questo modo di produzione capitalistico, come dite voi, con più efficacia e con ancor maggior potenza.


Una voce dalla cucina: “L’ordinazione per il Pisani e i suoi amici, là in sala altro vino, acqua e il formaggio presto, poi passo a chiedere per il secondo”.


Vincenzo Pisani: Ora si ragiona, per primi sono arrivati i funghi, Clara questi sono fatti proprio per te, inizia per prima a prender la tua parte.
Comunque Paolo ha ragione.
LA MUTAZIONE NON PUÒ SCATURIRE DAL VUOTO COSMICO, FATALMENTE IL PASSATO SI RIPROPONE IN UN PRESENTE TRASFORMATO IN FORMA RESIDUALE O SUBDOLA.

Paolo Fantuzzi: Ecco che portano il resto, che gioia per gli occhi, A me il piatto con il sugo di cinghiale.
Sì è questo quel che volevo dire.
L’ESSERE UMANO CAMBIA FORSE NOME QUANDO CAMBIA LA SUA MENTALITÀ E LA SUA VITA?
Mi par di no. Un sistema gerarchico e industriale come il presente se cambia questo o quel pezzo resta tale, di nome e di fatto.
Tutto cambia e tutto resta uguale.
Per trasformare questo mondo umano come lo vediamo sotto i nostri occhi con la forza e la velocità del fulmine sarebbe necessaria una catastrofe pesante e gravissima.
Allora il passato e quanto del passato incide sul presente difficilmente riuscirebbe a riciclarsi, un po’ come quando nella vita di uno qualsiasi interviene qualcosa che lo travolge e comincia che so a cambiar lavoro, casa, donna, abitudini.
INSOMMA QUEL QUALCOSA CHE NEL PARLARE DI TUTTI I GIORNI SI CHIAMA TRAUMA, MA NEL SENSO PIÙ PESANTE DEL TERMINE.

Clara Agazzi: Questo presuppone una miopia politica e di sentimenti notevolissima.
Umani che hanno bisogno del vulcano che esplode o dello tsunami per mutare sentimenti, opinioni, punti di vista, ragioni di vita.
Ma ci deve pur esser un modo diverso di pensare e di vivere nel mondo umano come nel mondo naturale, non si è detto qui che l’essere umano ha un libero volere e un libero arbitrio?

Franco: Tu dici cose vere. Non nego. Il problema è quale essere umano.
COSA È L’UOMO OGGI, NON SOLO NELLA PENISOLA MA NEL RESTO DEL CONSORZIO UMANO?
Io oso rispondere.
Egli è una corda tesa fra ciò che è e quel che potrebbe essere.
Ma non sempre è possibile essere se stessi e in particolare se stessi fino alla massima espressione.
Infatti condizioni sociali, ignoranza, bassa scolarizzazione, cattiva volontà, cattive abitudini condizionano l’essere umano e lo forzano a stare in una dimensione di minorità.
PER ESSER SE STESSI OCCORRE SUPERARSI E QUESTO È DIFFICILE, È DOLOROSO, OCCORRE PUNIRE SE STESSI, AGGREDIRE LE PROPRIE CERTEZZA, IL PROPRIO OZIARE NEL PREGIUDIZIO E NELLE ILLUSIONI COLLETTIVE.
Quando ci si è liberarti dalle proprie paure e dalle proprie difese psicologiche e ci si è scoperti per ciò che si è, cosa rara e difficile, si è dentro un percorso di liberazione nel quale tutto diventa più chiaro, più luminoso.
Allora quando io ragiono di singoli non ragiono di cose astratte ma di un percorso di autentica autocoscienza.
Il piano materiale e del denaro è vincolante, sarei pazzo a negarlo.
Tuttavia non è quello il punto di svolta, ci sono sforzi e lavori interiori che difficilmente possono esser risolti con adeguate dosi di quattrini profusi a specialisti, esperti, chiarissimi docenti.
Pensate a una società di umani che non riesce a liberarsi dai suoi limiti culturali e ad accettare la moneta come merce di scambio.
QUANDO INCONTRA QUESTO MONDO UMANO DELLA CIVILTÀ INDUSTRIALE QUELLA COLLETTIVITÀ, MAGARI ARCAICA E TRIBALE, VIENE DISINTEGRATA E DISFATTA.
Queste cose son accadute nel passato quando tribù primitive hanno avuto la sventura di trovarsi davanti ai colonizzatori.
Questo discorso lo faccio a voi per dirvi che alle volte quello che ci sembra fisso, stabile, certo nelle nostre vite può esser travolto e disperso.
Allora ecco che deve emergere l’essere umano che ridefinisce la sua vita e le sue ragioni più intime e profonde.
Certamente la pressione del presente è fortissima, sicuramente chi subisce questo processo si sente oppresso e schiacciato.
PER QUESTO IO DICO CHE OCCORRE TROVARE L’UOMO INTERIORE, CIÒ CHE È FISSO E STABILE.
Da questo punto si può far leva per reagire al male del mondo e costruire secondo misura.

Paolo Fantuzzi: Ma la tua è una dimensione interiore, un fatto privato.
Passi dal singolo alle moltitudini con estrema facilità e senza contare le differenze di tutti i tipi: dal ceto sociale, al denaro, alle origini, anche fisiche e di natura morale.
Non c’è certezza e non c’è metodo in quel che affermi.

Franco: MA IL MIO CONCETTO È CHE NON SI PUÒ LIBERARE GLI ALTRI SENZA LIBERARE SE STESSI, NON SI PUÒ DARE UNA MISURA LA MONDO SE NON SI È MISURA DEL PROPRIO MONDO, NON SI PUÒ DARE LEGGI SE NON SI HA UN CONCETTO DI LEGGE.
La negazione di tutto il mio discorso, tanto per fare una prova al contrario, si dà nel momento in cui la realtà dell’interesse egoistico e del profitto privato sacrifica intere collettività con speculazioni finanziarie, edilizie, monetarie.
Quando non ci sono limiti e confini al profitto, all’interesse privato c’è la negazione del mio discorso.
Se l’umano è privo di limiti e di regole o volutamente le distrugge in quel caso c’è l’impossibilità di arrivare a fissare qualcosa di stabile e di certo nella vita interiore proprio come nella vita collettiva.
LA DISTRUZIONE CREATIVA TIPICA DELLA CIVILTÀ INDUSTRIALE INSITA NELLA PAROLA “CHANGE” È LA REGOLA ALCHIMISTICA DEL “SOLVE ET COAGULA” RESA PERÒ TENDENZIALMENTE DISTRUTTIVA DAI PROCESSI MECCANICI DEL MODO DI PRODUZIONE, I QUALI PER LORO NATURA NON CONOSCONO LA DIMENSIONE DELLA PURIFICAZIONE.
Comunque vedo che vi siete serviti da soli, vi dispiace lasciar qualcosa al vostro contadino e mago di provincia, vorrei cenare dopotutto.
Clara mi passi quel vassoio di ravioli burro e salvia, a vista mi par che prometta bene.

 
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La crisi ucraina

SAGGIO BREVE
Un vero problema per Renzi: la crisi ucraina

8 agosto 2014
Di F. Allegri
Dopo aver commentato i primi 8 mesi del governo Renzi voglio lanciare uno sguardo sul suo futuro e su quello di questo paese.
Io vedo un unico ostacolo per il governo: la crisi ucraina.
In questi giorni la Russia ha deciso un vero embargo di 12 mesi sulle importazioni in arrivo dalla UE, dagli USA, dall’Australia, dal Canada e dalla Norvegia.
Questo fatto può danneggiare tutte le economie interessate e di sicuro rallenterà di qualche mese la ripresa che è in arrivo.
L’embargo russo è la risposta al piccolo embargo deciso dai paesi NATO.
Questo è più esteso e riguarderà le importazioni russe di carne: da quella bovina a quella di maiale, la frutta e la verdura, il pollame, il pesce, i formaggi e il latte con i vari prodotti lattiero – caseari.
E’ evidente che questo embargo colpisce soprattutto i paesi del sud Europa che sono la parte debole (a livello politico ed economico) della NATO.
Colpisce soprattutto l’agricoltura del sud Europa che non ha un potere lobbystico, da sempre.
Questo embargo economico è accompagnato da un divieto di sorvolo per le compagnie aeree europee e americane che transitano sul suo spazio aereo per raggiungere l’Asia orientale e si teme anche una stretta sui punti di entrata e di uscita di tale spazio aereo.
Questo problema ucraino mi pare grosso, ma è anche un’opportunità per saldare il consorzio di stati che gestirà le prossime scelte europee dato che la signora Mogherini è il nuovo ministro degli esteri della UE.
Sia chiaro che la signora non potrà fare molto con tale ruolo, ma potrà aiutare nelle tante mediazioni necessarie e da farsi partendo dal principio che questo scontro con la Russia non conviene all’Europa e nemmeno ad un’Ucraina che voglia vivere in un contesto internazionale di pace.
L’embargo russo è un problema vero, ma ci permette di capire le difficoltà attuali e la generale debolezza internazionale.
La Russia ha scelto bene le sanzioni da applicare agli stati occidentali.
Queste scelte aiuteranno anche le parti deboli della sua economia.
Dopo il crollo dell'URSS l'agricoltura assistita russa finì in un caos assoluto e la presidenza Eltsin peggiorò le cose dato che i contadini russi erano troppo poveri e arretrati per competere con la concorrenza agricola internazionale che invece aveva tecnologie, soldi e il marketing.
Questo embargo dona all’agricoltura russa un anno d’oro e questo porterà vantaggi politici a Putin.
Questo embargo è di sicuro un bel banco di prova per il governo Renzi.
Nei prossimi mesi vedremo se è ambizioso e se continuerà a saper usare la diplomazia segreta come ha fatto nei mesi scorsi oppure se potrò continuare a dire che questo è un governo traballante come i tanti che si sono succeduti negli ultimi anni.
Resta da capire se la Russia sarà in grado di distaccarsi dalle economie occidentali: io scrivo che non lo è e che non vuole arrivare a tanto, il suo scopo imperiale è quello di crearsi dei confini sicuri con stati cuscinetto tra lei e la NATO.
Il tutto mi pare comprensibile.
Solo una cosa non capisco: ma dove sono finiti i pacifisti di un tempo? Sono scomparsi da un decennio e almeno io penso che ci sarebbe bisogno di loro.

 
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Salario minimo e campagna elettorale in USA

Nell’Interesse pubblico
Quello che il partito democratico fa bene: Auto distruggersi!

8 Agosto 2014
Ralph Nader

La Rep. Nancy Pelosi (D-CA), il leader della minoranza dei Democratici alla House of Representatives, ha fatto inviare dai suoi consulenti politici una mail di massa alle donne chiedendo soldi e risposte ad un sondaggio d’opinione chiuso.

La mail di massa riporta con precisione i voti veramente orribili dei repubblicani alla House contro la salute, la protezione e la sicurezza familiare delle donne e cerca di rilevare le priorità delle donne per fare un’agenda legislativa dei democratici al Congresso.
Sotto la categoria titolata “Occupazione”, non è menzionato il ripristino del salario minimo a 10,10 dollari l’ora, che la Rep. Pelosi sostiene.
L’opzione più vicina da controllare era “stipendio inadeguato/o nessun aumento”.

La mail della Pelosi (non interessante e difensiva) è un altro prodotto dei consulenti politici del partito che hanno fallito tante volte perdendo le sfide per la Camera e il Senato contro il peggior Partito Repubblicano conosciuto nella storia americana.
Questi consulenti, come nota l’ex assistente speciale di Clinton, Bill Curry, fanno più soldi con i loro clienti corporativi che con i loro servitori politici. Queste imprese furbe, arroganti e mai rassicuranti sono piene di conflitti di interesse e potrebbero benissimo essere “dei cavalli di Troia”.

La riforma completa del salario minimo federale per compensare i danni dell’inflazione dal 1968 dovrebbe passare dagli attuali 7,25 dollari stagnanti all’ora e andare oltre la proposta di $ 10,10 fino ai 10,90 dollari l’ora.
Oltre trenta milioni di lavoratori americani - due terzi dei quali donne e due terzi di loro dipendenti di grandi società con bassi salari come Wal-Mart e McDonald - potrebbero beneficiare di questa riforma dei salari che, a sua volta, rafforzerebbe pure l’economia, aumentando le spese dei consumatori.
Ci sono un sacco di voti là fuori, se i democratici andranno oltre a parole e spingeranno per una campagna sui grandi mezzi di comunicazione e di base contro i repubblicani del Congresso che bloccano la votazione su questo disegno di legge del salario minimo.

Tre americani su quattro sono a favore di un salario minimo riformato.
Alcune città e alcuni stati hanno già portato il loro stipendio minimo verso i 9,00 dollari l’ora.

Sentono la pressione dei lavoratori in difficoltà, delle manifestazioni di piazza in aumento e le tendenze politiche.
Questo è un problema da risolvere.
Pochi mesi fa, anche Mitt Romney, Rick Santorum e altri repubblicani non ortodossi che non raccolgono i fondi da certi finanziatori, dichiararono il loro sostegno per l’aumento del salario minimo.

Bill Curry dice chiaro e tondo che i Democratici possono mantenere il controllo del Senato e riprendere la House mettendo l’aumento del salario minimo federale al primo posto nella campagna elettorale del 2014.
Le molte storie di interesse umano sulla situazione dei lavoratori sottopagati sono convincenti e porterebbero gli elettori al voto.

Dopo essere stato troppo inattivo nel 2010 e nel 2012, il movimento operaio ha propagandato la riforma del salario minimo, ha fatto pressione in alcuni parlamenti statali per l’aumento, e ha organizzato manifestazioni di lavoratori, sostenuti dal SEIU, davanti ai fast food e alle altre grandi catene.
Il capo dell’AFL-CIO, Richard Trumka, è stato alle dimostrazioni e ha operato per chiedere che il Congresso approvasse l’HR1010 per portare il salario minimo a 10,10 dollari l’ora.

Tuttavia, il lavoro organizzato può fare di più visti i molti milioni spesi in comizi per i politici e gli spot acquistati (come fece nel 1996).
Altre manifestazioni in più distretti congressuali e più pressione sui repubblicani importanti e nervosi per fargli firmare la petizione che costringa lo speaker repubblicano alla House, John Boehner, a far votare il disegno di legge ai membri della Camera potrebbe fare la differenza in questa lotta importante.

Boehner è dalla parte sbagliata di questo problema politico popolare, ma fino ad ora non pensa che i democratici possano trasformare questo tema in un numero sufficiente di voti per abbattere la sua carica dopo novembre.
Per lo meno, il sindacato AFL-CIO deve preparare un grande spot sui mass media da comprare presto, dato che ci sono meno di 100 giorni di tempo per le elezioni.

Si presume che la petizione chiave e decisiva alla House (per portare al voto il modesto aumento a 10,10 dollari in tre anni) sarà firmata da tutti i 199 democratici.
Quindi servono solo 19 repubblicani per ottenere il voto determinante di 218.

Sei repubblicani storici spinsero per l’ultimo aumento del salario minimo nel 2006 affermando che “nessuno che lavora a tempo pieno dovrebbe vivere in povertà”.
Questi sei votarono per l’aumento nel 2007.
Il guaio è che, in seguito la petizione esecutiva fu presentata dal Rep. Tim Bishop (D-NY) nel mese di febbraio e ci fu poca pubblicità per essa sia nella Leadership democratica alla House che alla Casa Bianca (vedi timeforaraise.org).

E che dire del presidente Obama, che è ritenuto disperato sulla riconquista della House?
Il 30 aprile, ha partecipato ad un evento con alcuni lavoratori a salario minimo e ha criticato i repubblicani.
Il 12 giugno, ha annunciato i dettagli del ordine esecutivo per aumentare i salari per i lavoratori con contratto federale.

Ma non fa campagna su questa GRANDE proposta che è importante per tante persone molto pressate nella loro vita quotidiana.
Egli, tuttavia, visita tutto il paese per partecipare alle raccolte di fondi riservate ai grandi contributori.
Come può non capire che, con il suo “pulpito” e con gli americani che lavorano duro al suo fianco in tutto il paese, avrebbe potuto alzare il vero calore politico sotto i repubblicani che rifiutano di piegarsi su questo tema fino al punto di disgregarli?
Dopo tutto, i mass media coprono le notizie del Presidente ovunque.

Ho detto spesso che il Partito Democratico non può nemmeno difendere il paese dal partito Repubblicano che è crudele in modi dimostrati, anti-operaio, contro i consumatori, pro-grandi imprese/Wall Street e non con Main Street.
Le prove del voto al Congresso sono completamente accessibili.
I democratici hanno compilato, ma non hanno distribuito adeguatamente un rapporto su 60 voti scandalosi del Partito Repubblicano alla House durante l’ultimo Congresso che, se fosse davvero spedito alle case degli elettori, determinerebbe una forte vittoria democratica contro il GOP.
Invece, i democratici hanno permesso al GOP di coprire le sue tracce veramente viziose con la retorica fiorita che ha tenuto nel suo giorno della resa dei conti alla luce del sole.

Il mio messaggio per i democratici è: licenziate i vostri consulenti aziendali.
Basta una campagna per le necessità della gente.
E pubblicizzate i voti repubblicani con chiarezza, ampiamente e ripetutamente.

tradotto da F. Allegri il 13/12/2014.

 
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Renzi e le strategie delle piccole riforme

SAGGIO BREVE
Renzi e la strategia delle piccole riforme

11 dicembre 2014
Di F. Allegri
PREMESSA BREVE
Ho avuto difficoltà a trovare un titolo per questo scritto, l’alternativa era “Renzi e la diplomazia segreta”.
Inoltre penso che questo esecutivo vada definito come il governo Renzi – Napolitano.
Secondo me, l’alleanza tra pd e pdl sulla riforma costituzionale e la maggioranza anomala tra PD e NCD che caratterizzano questo governo sono fatti reali, ma minori rispetto al lavoro segreto fatto a Bruxelles in contemporanea e oltre le elezioni europee.
SVOLGIMENTO
Con questo saggio breve valuterò l’operato del governo Renzi, i suoi primi 8 mesi, fino allo scorso agosto.
In questi mesi mi sono convinto che il governo Renzi rappresenti il solito esecutivo traballante, come i tanti che l’hanno preceduto in questi decenni di prima repubblica.
Rispetto a quei governi riscontro qualche velleità in più, ma son piccole cose, magari positive, ma non mi pare che sia in corso una stagione costituente memorabile.
La principale caratteristica di questo governo è la riscoperta della diplomazia segreta.
In questo campo il governo e il suo premier si sono mossi davvero bene, hanno fatto un vero salto.
L’Italia è riuscita a creare un consorzio anti tedesco in pochi mesi e l’ha fatto restando in contatto e in prossimità con il cancellierato tedesco mentre il professor Draghi diventava il mega ministro dell’economia europea.
Non so quantificare i meriti italiani, ma ci sono di sicuro.
Va aggiunto che l’equilibrismo è una vecchia virtù democristiana.
Non so chi sto elogiando, ma non penso di elogiare l’ex ministro degli esteri Mogherini che è stata un diversivo perfetto.
LA CREAZIONE DEL CONSORZIO ANTI TEDESCO IN EUROPA È LA CONDIZIONE DI BASE PER FAR ESISTERE E SUSSISTERE QUESTO ESECUTIVO CHE POTREI DEFINIRE DEL SEMESTRE EUROPEO E DELL’EXPO.
Nonostante questi successi segreti, questo governo ha avuto un mese di agosto difficile, ma l’ha superato brillantemente mentre il paese ha continuato il suo sonno ventennale.
Il primo attacco serio al governo è arrivato il 3 agosto quando Eugenio Scalfari ha ipotizzato che il nostro paese si sottoponesse al controllo della troika internazionale formata dalla Commissione di Bruxelles, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale.
Il pensiero di Scalfari valeva una serie di mozioni di sfiducia e mi dice che è iniziata una sfida italica e segreta tra Renzi e i poteri forti di questo paese, almeno quelli di sinistra.
Non credo che la vecchia sinistra italiana e dalemiana abbia o avrà una chance per far cadere il governo Renzi!
SON SICURO CHE CI PROVERÀ PIÙ VOLTE E IN PIÙ MODI.
Qui mi interessa di più il tema dell’invocazione della Troika!
Io la trovo una soluzione demenziale e peggiorativa.
La trovo demenziale perché il governo Renzi e le sue piccole riforme stanno portando il paese fuori dalla crisi.
La trovo peggiorativa perché veniamo da 7 anni di crisi durante i quali abbiamo già visto cosa può fare la troika con la sua austerità, con la sua politica di deflazione, con i tagli lineari e i risparmi senza senso.
NON CI SAREBBE RILANCIO CON LA TROIKA!
Per fortuna, e in contemporanea, mentre nel paese circolavano questi discorsi il professor Draghi è diventato il vero leader della politica economica europea e ha imposto un minimo di ripresa dell’inflazione e una contemporanea svalutazione dell’euro che negli ultimi mesi è sceso sotto quota 1,30 sul dollaro.
Sempre in contemporanea, oltre oceano è esplosa una rivoluzione energetica conservatrice che ha reso gli USA indipendenti dalle importazioni di petrolio (importavano 7 milioni di barili ora ne esportano 3).
La conseguenza di questo fatto è il crollo del prezzo internazionale del petrolio e a scendere si arriverà ad una forte diminuzione del prezzo della benzina alla pompa.
Tutto questo rafforza e spiega il governo delle piccole riforme di Renzi che forse è bravo di sicuro è molto fortunato.
Renzi sa vendere bene le poche riforme che propone.
Nei prossimi mesi vedrò cosa attuerà e cosa dovrà mettere da parte.
Di sicuro non mi schiero e non mi schiererò con chi ostacola Renzi in ogni modo e poi va in giro a dire o a scrivere che Renzi non fa le riforme proposte.
Anche le piccole riforme di Renzi hanno avversari veri e questi non sono piccoli, ma riescono ad occultarsi in tutti i modi.
I nemici di Renzi sono i grand commis, sono la corte costituzionale che ha scoperto nel momento giusto l’incostituzionalità di una legge elettorale, una parte della magistratura, tanti burocrati, i gattopardi del pci/pds/ds/ppi.
LA BATTAGLIA DECISIVA DI RENZI SARÀ QUELLA DELLA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
Non serve una grande riforma, ma serve una riforma reale e profonda che tuteli le esigenze della parte attiva della società anteponendole a quelle della pubblica amministrazione, che deve cessare di essere un inutile freno per quei pochi cittadini che vogliono condurre un’attività economica in Italia.
Con questa frase vi ho detto anche e ribadito che avremo il governo Renzi anche nel 2015 poi forse nel 2016 potrebbero esserci delle elezioni anticipate dall’esito scontato.

 
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Falsa pubblicità e civiltà industriale

Il Maestro - secondo atto – Quarta conversazione
Immagine pubblicitaria falsa e civiltà industriale

04 Agosto 2014

Stefano Bocconi: Il falso è parte della pubblicità e delle pubbliche relazioni che devono venderti qualcosa, ma non è un falso in quanto falso.
Non è un falso da risposta secca del tipo SI/NO.
SI TRATTA DI UN FALSO CHE SPESSO È MISCHIATO AL VERO, A IMMAGINI COMUNI, A SPERANZE, A DESIDERI, SPESSO DESIDERI SESSUALI, TALVOLTA A FRUSTRAZIONI.
La pubblicità e i trend setter reinventano il senso del prodotto, attribuiscono ad esso un valore, uno stile di vita, una logica dello stare al mondo che esso di per sé non ha.

Vincenzo Pisani: Già proprio così. Questa è la potenza dei trend setter e di quelli che fanno pubbliche relazioni in modo professionale.
Sono i creativi del valore aggiunto immateriale, i realizzatori della molla psicologica che crea il profitto coloro che mandano avanti l’industria della pubblicità e delle pubbliche relazioni.
Il consumatore è per prima cosa un essere umano.
Quindi come tale ha frustrazioni, ha paure, ha desideri, ha istinti repressi, spesso ha una vita sessuale infelice, è un consumatore di sostanze insalubri come tabacco e superalcolici, talvolta è psicologicamente ferito per delusioni negli affetti, negli amori, nella vita professionale.
IN ALTRE PAROLE OGNI UMANO HA DEI PUNTI DI ROTTURA, DEI LATI DEBOLI; QUALCOSA SU CUI SI PUÒ FAR LEVA PER SPINGERLO AD ACQUISTARE DEI BENI O SERVIZI.
Del resto a che servono donne bellissime nude o seminude nella pubblicità se non per attirare l’attenzione di maschi adulti, a cosa serve infilare dei bambini piccoli nella reclame di prodotti per la colazione o per la casa se non per andar a colpire la fantasia di chi ama la vita domestica e gli affetti familiari.
La testa dell’essere umano è come se fosse di plastilina. Può esser manipolata e rifatta se l’artista della manipolazione ha gli strumenti giusti.

Franco: Sagge parole, ma nessuna di esse è tranquillizzante.
DEL RESTO DEVO RICONOSCERE CHE È MOLTO DIFFICILE CAMBIARE QUESTO STATO DI COSE VISTO L’ENORME POTERE DI TRASFORMAZIONE DELLE CREDENZE E DELL’IMMAGINE DEL MONDO CHE HA L’INDUSTRIA DELLA PUBBLICITÀ.
Va da sé che essa non è un mostro irragionevole ma un prodotto di rapporti di produzione capitalistici entro i termini di una terza fase della civiltà industriale.
Il computer, la televisione, la radio, internet, la telefonia mobile hanno trasformato i linguaggi parlati e l’immagine del mondo della quasi totalità degli abitanti del Belpaese.
Quindi quale strumento più coerente per trasformare la mentalità e le abitudini della pubblicità commerciale che può penetrare in tutti questi canali di comunicazione.
QUESTO PERÒ PORTA A UN GRAVE PROBLEMA PER I POCHI CHE RIFLETTONO E RAGIONANO SUL FUTURO E SUL DESTINO COLLETTIVO, OVVERO QUALI STRUMENTI E QUALI ATTIVITÀ POSSONO ESSER ATTIVATE PER EVITARE DI ESSER VITTIME DI QUESTO MODO DI TRASFORMARE DI CONTINUO LA NOSTRA IMMAGINE DEL MONDO.
Il problema del porsi davanti al male di vivere in termini ragionevoli e attivi deve tener conto della forza enorme di questa industria della pubblicità che è un vero e proprio esercito di avvocati, psicologi, antropologi, esperti di comunicazione, tecnici, registi, attori, burocrati…
Dirò di più a questo proposito.
ESSA È UNA DELLE MANIFESTAZIONI PIÙ RIUSCITE E COMPLETE DEL POTERE DI OGGI, PERCHÉ OGGI IL POTERE È PRIMA DI TUTTO FINANZIARIO E HA BISOGNO DI UNA EFFICACE INDUSTRIA DELLE PUBBLICHE RELAZIONI E DELLA PUBBLICITÀ.

Una voce dalla cucina: “Per i secondi passo fra poco. Intanto faccio fare i primi”.

Vincenzo Pisani: Io non mi sono mai sentito un plagiatore.
Comunque è vero quel che dici, ma c’è di più.
IL CONFORMISMO LO HAI MESSO FUORI DAL TUO DISCORSO.
Invece è stato tanto ai miei tempi e lo è ancora.
Molti umani, anzi moltissimi, non hanno una forte coscienza e identità e questo vale anche per le donne.
Quindi imitano figure che gli sembrano carismatiche, o le mosse dei divi del cinema, o le frasi fatte dei divi dei telefilm, o le posizioni delle dive delle passerelle e delle presentatrici.
I trend setter insomma.
MA A CORONAMENTO DI QUESTO C’È L’ABITUDINE, LA RIPETIZIONE, LA BANALITÀ DELL’ATTO CHE TRASFORMA QUALCOSA CHE DI PER SÉ È UN GESTO DA PALCOSCENICO IN UN QUALCOSA CHE VA BENE, CHE È ACCETTATO.
Pensate per un momento a quelli che devono farsi vedere in piazza o in paese con abiti e scarpe firmati.
Sono una maggioranza ma devono cercare di staccarsi dalla massa di cui fanno parte per qualcosa di individuale, per il possesso di un bene che dimostri che hanno una personalità, uno status sociale, un ruolo, un senso.
IL SINGOLO CHE È SOLO NELLA MOLTITUDINE DI ATOMI UMANI CHE SCHIZZANO DOVUNQUE VUOLE SENTIRSI PROTAGONISTA PROPRIO COME I PERSONAGGI FAMOSI E QUINDI LI IMITA E IMITA ANCHE I MOLTI CHE IMITANO QUEI POCHISSIMI.
Di fatto quando una tendenza supera certi numeri diventa un fatto ordinario, una moda, una questione di smercio di volumi di merce prodotta chissà dove e fatta pagare cara per via del valore aggiunto che assume in quanto bene che si compone di una natura materiale e di una immaginaria.
L’essere umano imita i pochi ricchi e famosi e imita subito dopo i molti spesso come lui, ossia né ricchi e nemmeno famosi.
È COME SE AVESSE IL BISOGNO SIA DI DISTINGUERSI E NELLO STESSO TEMPO DI ESSER ACCOLTO IN UNA SORTA DI COLLETTIVITÀ DEDITA ALLA PRODUZIONE E AL CONSUMO.
Devo dire che parlando con il professore, che sta laggiù a quel tavolo, più volte si è ragionato come i ceti gerarchicamente in basso nella scala sociale tendono a imitare alcuni comportamenti di coloro che stanno in alto.
Pensate per esempio alle vacanze, prima della civiltà industriale erano una prerogativa dei nobili che andavano nei loro feudi e possedimenti anche per controllare i sovra-intendenti e i lavori agricoli della servitù. Poi con la civiltà industriale è diventata la vacanza una vera e propria industria dello svago e del divertimento per le moltitudini.
Ciò che era inferiore e in basso nella gerarchia sociale si è elevato e ha costruito la sua versione e il suo concetto di vacanza e di viaggio d’istruzione.

Paolo Fantuzzi: Uno come me che ha scorrazzato fino a ieri con il camper non poteva intuire di aver ereditato una tradizione con un passato così illustre.
COMUNQUE ESISTE O NON ESISTE NEL TUO DISCORSO QUELLA COSA CHE SI CHIAMA LIBERO ARBITRIO?
In fondo si è padroni della vita propria, si dovrebbe poter accettare o rifiutare quel che passa dalla televisione, da internet o chissà da dove.

Vincenzo Pisani: In gioventù la pensavo proprio come te. Poi ho avuto dei ripensamenti.
Mi sono accorto di quanto per vanità, ignoranza, superficialità l’essere umano sia vulnerabile alla lusinga, alla tentazione, al conformismo, alla soddisfazione dei suoi desideri e perfino delle sue passioni.

Clara Agazzi: Questo parlare vede solo il lato negativo, in fondo ci deve pur esser una dimensione positiva e sana. Pensate per un momento a chi fa volontariato, a chi lavora per il prossimo, a chi fa atti di carità.
IO CREDO CHE ESISTA L’EMULAZIONE ANCHE IN POSITIVO E NON SOLO PER LA SODDISFAZIONE DI UN CAPRICCIO, DI UN DESIDERIO SESSUALE REPRESSO CHE DEVE TROVARE UNA SUBLIMAZIONE IN ALTRE FORME, PER TROVARE UNA SCALA PSICOLOGICA E SALIRE SOPRA I SUOI LIMITI E LE SUE PAURE.
Mi risulta che milioni di umani abitanti nella penisola si danno da fare in molti modi, dagli orfani a coloro che si occupano di cani e gatti abbandonati. C’è chi occupa perfino di rapaci e volatili in generale.
Forse è la logica con cui vengono usati gli strumenti di persuasione che è perversa perché eccita quello che nell’essere umano crea contrasto, egoismo, desiderio di rivalsa, fuga dalla realtà, volontà di potenza.
SE LA LOGICA È L’ESALTAZIONE, IN DIVERSE FORME E FIGURE, DELL’ESERCIZIO ARBITRARIO E PERSONALE DEL POTERE SU UOMINI E COSE O DELLA CAPACITÀ DI PIEGARE ALLA PROPRIA VOLONTÀ LA NATURA MI PARE OVVIO CHE SI PERVENGA A UNA VASTA UMANITÀ DI UMANI SOLI, INFELICI, AGGRESSIVI E FRUSTRATI.
Come è arcinoto lo scarto fra i desideri, di per sé infiniti, e la realizzazione degli stessi è un qualcosa che richiama distanze infinite e tempi di realizzazione ignoti.
Se si mostra che tutto è possibile e si spingono milioni e milioni di umani a credere questo è ovvio che il risultato sarà una GRANDE ALLUCINAZIONE COLLETTIVA che non può che costruire una civiltà fatta di gente frustrata, infelice, alienata, desiderosa di sempre nuovi piaceri e nuove acquisizioni per placare le sue paure e il proprio disagio interiore.
Ma chi ha detto che può finire così.
GLI STESSI MEZZI POSSONO ESSER USATI PER RENDERE CONSAPEVOLI GLI ESSERI UMANI, PER MIGLIORARLI, PER PURIFICARLI DALLE LORO STESSE PAURE, DAI LORO LIMITI.

Franco: Potrei dire che è giusto quanto affermi. Ma non lo farò.
Occorre riconoscere quello che è il PRINCIPIO DI REALTÀ che urla in faccia a tutti noi qui seduti, e non solo, il fatto banalissimo che quest’industria ha come suo fine IL CREARE PROFITTI.
Punto e basta. L’industria dello spettacolo e della pubblicità sono in stretta unione ed entrambe devono creare è profitti per azionisti, produttori e finanziatori.
Altrimenti non è industria è volontariato culturale.
Qualcosa di diverso, di altro.
NOI PER ESEMPIO CON QUESTO DISCORSO STIAMO ATTUANDO UNA MICROSCOPICA FORMA DI VOLONTARIATO CULTURALE.
Stiamo allargando la nostra visione della realtà per mezzo di un libero scambio di punti di vista.
Ma prova a pensare una vicenda di una dimensione produttiva dell’industria “culturale” di oggi, nella quale sono stati investiti milioni di euro o di dollari.
Chi finanzia vorrà almeno far pari con quanto speso.
QUINDI I BUONI PROPOSITI SI FERMANO DAVANTI AL PROFITTO CHE È IL MOTORE FINANZIARIO DEL MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO.
Allora il problema è come si concilia il presente modello di produzione e consumi con le istanze che porti.
Una risposta possibile è che non è conciliabile, una seconda risposta possibile è che occorre costruire un potere che bilanci lo strapotere del dio-quattrino, una terza è che occorra aspettare che crolli tutto il sistema per ricostruire dalle macerie un nuovo ordine.

Paolo Fantuzzi: Ma tu che cosa ne pensi? Perché hai una risposta ne sono sicuro!

Franco: Devono cambiare interiormente gli esseri umani. OCCORRE UN PROCESSO DI LIBERAZIONE DALLE PAURE E UN PROCESSO DI POTENZIAMENTO DELLA MENTE E DELLA CONSAPEVOLEZZA DI SE STESSI.
Non confondetemi con un ciarlatano che predica di stregoneria e di pozioni.
Sto parlando di crescita interiore e d’elevazione fisica e psichica.
OCCORRE GUARIRE SE STESSI DAL PROPRIO INTIMO MALE DI VIVERE PER SUPERARE QUESTO PRESENTE.

 
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