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Giorno del Ricordo delle FOIBE

Post n°237 pubblicato il 10 Febbraio 2008 da vergine_e_martire






10 febbraio.
Giorno della memoria.

Un anniversario ed una celebrazione istituto per legge in Italia, nel 2004, dopo 60 anni di COLPEVOLE e SPAVENTOSO silenzio.

Chi di noi ha mai sentito parlare di Foibe prima della istituzione delle legge e di questi primi 4 anni di ricordo?
Nessuno.
Un silenzio voluto, un silenzio politico.
Un silenzio che parla da solo.



Perché non si può ricordare se non si conosce.




Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani.

La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano “nemici del popolo”. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.






Nel febbraio del 1947 l’Italia ratifica il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l’Istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia. Trecentocinquantamila persone si trasformano in esuli. Scappano dal terrore, non hanno nulla, sono bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. La sinistra italiana li ignora: non suscita solidarietà chi sta fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleato dell’URSS, in cui si è realizzato il sogno del socialismo reale. La vicinanza ideologica con Tito è, del resto, la ragione per cui il PCI non affronta il dramma, appena concluso, degli infoibati. Ma non è solo il PCI a lasciar cadere l’argomento nel disinteresse. Come ricorda lo storico Giovanni Sabbatucci, la stessa classe dirigente democristiana considera i profughi dalmati “cittadini di serie B”, e non approfondisce la tragedia delle foibe. I neofascisti, d’altra parte, non si mostrano particolarmente propensi a raccontare cosa avvenne alla fine della seconda guerra mondiale nei territori istriani. Fra il 1943 e il 1945 quelle terre sono state sotto l’occupazione nazista, in pratica sono state annesse al Reich tedesco.

Per quasi cinquant’anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta “perché, ricorda ancora Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo”. Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha dedicato la giornata del ricordo ai morti nelle foibe. Inizia oggi l’elaborazione di una delle pagine più angoscianti della nostra storia.



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Commenti al Post:
federico120
federico120 il 10/02/08 alle 10:58 via WEB
vieni su l mio blog a leggere la notizia gravissima che è successa e vediamo di diffonderla come io inseriso il video delle foibe nel mio blog perchè anche per queto dobbiamo pregare perchè è inutile che noi ci lamentiamo ma dobbiamo farci sentire a livello a tutti i livelli... buiona domenica....
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 10/02/08 alle 16:19 via WEB
grazie della informztissima pagina web che hai linkato. i filmati sono ottimi.
 
alpha2007
alpha2007 il 11/02/08 alle 12:08 via WEB
D'accordo su tutto, segnalo questo post sul mio blog.Ciao:)
 
 
vergine_e_martire
vergine_e_martire il 11/02/08 alle 21:58 via WEB
grazie alpha. non se ne parla ancora abbastanza. anzi: molti vogliono negare o minimizzare o dare colpa ad altri.
 
a_tiv
a_tiv il 12/02/08 alle 10:19 via WEB
Grazie per la visita sul mio blog e per il tuo commento. Sono profondamente meravigliato dalla reazione di molti blogger. Tanti hanno considerato il doveroso ricordo di questa triste pagina della storia italiana come una strumentalizzazione. A distanza di oltre 60 anni per alcuni la verità fa ancora male. Sono addolorato! Molti distinguo ed espressioni di pietà condizionata! Come se colpe diverse possano ridurre le responsabilità di coloro che hanno tradito il Paese e lasciato scorrere con cinismo ed indifferenza il sangue dei propri fratelli. Anche la tua ricostruzione è interessantissima e soprattutto serena, come è dovere per ogni uomo libero. Ciao! Vito
 
sirjoe0
sirjoe0 il 15/02/08 alle 15:48 via WEB
Una precisazione: il PCI non rimase del tutto idifferente nei riguardi dei profughi: organizzò comitati d'accoglienza a base di "festosi" lanci di uova marce, pomodori e cori d'insulti nei riguardi dei profughi.
 
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