Creato da Cartman72 il 10/08/2007

1a canzone al giorno

La mia canzone oggi è......

 

 

In aiuto di Umberto

Post n°3540 pubblicato il 25 Maggio 2017 da Cartman72
 
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Oggi avevo voglia di Umberto Tozzi. Sono andato a prendere un brano del 1977 dall'album "E' nell'aria... ti amo". La canzone che ho scelto è "Se tu mi aiuterai" dove Umberto affronta in maniera decisamente esplicita il suo problema con la tossicodipendenza da eroina. Una bellissima canzone che si merita la vetrina della canzone del giorno. Buon ascolto e buona giornata. A domani!!

Se tu mi aiuterai (Umberto Tozzi)

Siedi qui 
Grazie dei libri amore mio 
Ti hanno fatta passare 
Per guarirmi d'amore 

Siedi qui 
Fatti guardare amore mio
Posso ancora chiamarti così
Posso ancora toccarti. 

Io me ne andrò da qui 
Se tu mi aiuterai 
E di un bambino sì 
Un uomo tu farai 
Io ti desidero 
Io ti respiro 
E il segno che mi fai col tuo rossetto 
Anche se è pietà l'accetto. 

Siedi qui 
Va molto meglio amore mio 
Tu mi hai fatto capire 
Che drogarsi è morire 

Io posso vivere 

Se tu mi aiuterai 
Voglio rivincite che solo tu mi dai 
E letti morbidi come le nuvole 
Voglio sognare anch'io 
Voglio parlar con Dio 
Se tu mi aiuterai 
Se non mi lascerai...

 
 
 

L'inno di Mia

Foto di Cartman72

E niente... Ancora nessun nuovo singolo che mi ispiri. Continuo a dar fondo alla colonna sonora dello sceneggiato "Di padre in figlia". Stavolta la canzone è di Mia Martini. E' un brano del 1974 dal titolo "Inno" presente nell'album "E' proprio come vivere". E' stato scritto da Maurizio Piccoli e Dario Baldan Bembo ed ha la particolarità di avere sei trofe cantate con tonalità diverse e nessun ritornello e Mia le canta davvero divinamente. Buon ascolto e buona giornata. A domani!!

Inno (Mia Martini)

Cantero’ – se vuoi – ma non credermi
Stelle nelle tasche piu’ non ho
E tu – non sai – volare piu’ – piu’ – piu’ in alto
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falo’

Cantero’ – per noi – che non siamo piu’
piu’ forti – di quel po’ – di gioventu’
Che sta – bruciando dentro e poi – finira’
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falo’

Dimmi che vuoi – che puoi – darmi felicita’
E sotto – la mia pelle nascera’
Per te un dolce fiume che – cantera’
La mia speranza d’esser donna
E la tua bocca poi lo berra’

Dimmi che il posto mio non sto per perderlo
Dentro la mia fiaccola tu sei
Ma se – non sai bruciare piu’ – resta ancora
Insieme canteremo e legnia
Porteremo al nostro falo’

Dimmi che vuoi – che puoi – darmi felicita’
Apri le tue braccia e se ne andra’
La mia tristezza finalmente sara’ un esplosione
Di stelle cadenti sopra i fuochi gia’ spenti dei falo’
Sole no! Non puoi – piu’ mandarci via
Rosso stai salendo sempre piu’
Lui sta dormendo il mare sa’ – quanto amore
Mi ha dato e mi dara’ rubando il viso di una sera

 
 
 

Il maggio di Fabrizio

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Oggi nessuna novità ma una bella canzone di Fabrizio De Andrè del 1973 dall'album "Storia di un impiegato". E' a tema per il titolo "Canzone del maggio" un po' meno per il tema trattato. E' una canzone sui movimenti di protesta del Sesantotto mentre da un po', nonostante la situazione sia sempre abbastanza critica, mi sembra che ci sia una certa rassegnazione in giro. Ma siamo ad alcuni mesi dalle elezioni e la situazione potrebbe evolvere da un momento all'altro. Intanto godiamoci la musica del poeta genovese. Buon ascolto e buona giornata. A domani!

Canzone del maggio (Fabrizio De Andrè)

Anche se il nostro maggio 
ha fatto a meno del vostro coraggio 
se la paura di guardare 
vi ha fatto chinare il mento 
se il fuoco ha risparmiato 
le vostre Millecento 
anche se voi vi credete assolti 
siete lo stesso coinvolti. 

E se vi siete detti 
non sta succedendo niente, 
le fabbriche riapriranno, 
arresteranno qualche studente 
convinti che fosse un gioco 
a cui avremmo giocato poco 
provate pure a credevi assolti 
siete lo stesso coinvolti. 

Anche se avete chiuso 
le vostre porte sul nostro muso 
la notte che le pantere 
ci mordevano il sedere 
lasciamoci in buonafede 
massacrare sui marciapiedi 
anche se ora ve ne fregate, 
voi quella notte voi c'eravate. 

E se nei vostri quartieri 
tutto è rimasto come ieri, 
senza le barricate 
senza feriti, senza granate, 
se avete preso per buone 
le “verità” della televisione 
anche se allora vi siete assolti 
siete lo stesso coinvolti. 

E se credente ora 
che tutto sia come prima 
perché avete votato ancora 
la sicurezza, la disciplina, 
convinti di allontanare 
la paura di cambiare 
verremo ancora alle vostre porte 
e grideremo ancora più forte 
per quanto voi vi crediate assolti 
siete per sempre coinvolti, 
per quanto voi vi crediate assolti 
siete per sempre coinvolti.

 
 
 

Il silenzio dei Decibel

Post n°3537 pubblicato il 22 Maggio 2017 da Cartman72
 
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Nuovo singolo per i Decibel di Enrico Ruggeri, ritornati con l'album "Noblesse Oblige" dopo oltre trent'anni di vita separata che ha permesso a Ruggeri di fare la carriera che ha fatto. Il secondo estratto dall'album si intitola "Gli anni del silenzio". Non ho ascoltato il brano ma ho letto il testo. Mi ricorda un po' "Signora Lia", brando quasi cinquantennale di Claudio Baglioni. Buona settimana e buon ascolto. Sono in attesa di un duetto che potrebbe riservare una buona sorpresa.... Vi farò sapere. 

Gli anni del silenzio (Decibel)

Tuo marito è di là 
Tu sei qui sola 
Basterebbe un sorriso 
Una parola che non senti più

Tuo marito non sa quale mondo c’è in te
dentro l’intimità di pensieri che non racconti più.

Le cicatrici nei giorni del silenzio, 
stanchi sorrisi negli anni del silenzio 
e passi la vita aspettando che scenda la sera

Tuo marito non c'è 
Tu sei già fuori 
Guardi in giro e ritrovi 
Quei colori persi dentro al tram

Tuo marito non sa quanta voglia c'è in te 
Un abbraccio in un bar 
Un bicchiere di vino 
Un bacio ovunque tuo

Le cicatrici nei giorni del silenzio, 
Nuovi sorrisi negli anni del silenzio 
E passi la vita aspettando che scenda la sera

Le cicatrici nei giorni del silenzio 
nuovi sorrisi negli anni del silenzio 
Le cicatrici nei giorni del silenzio 
E passi la vita aspettando che scenda la sera

 
 
 

Enzo che canta onliù

Post n°3536 pubblicato il 21 Maggio 2017 da Cartman72
 
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La canzone di oggi arriva da whatsapp ;-)) O meglio dalla chat con Vincent che venerdì mi ha consigliato un bel pezzo di Enzo Jannacci, genio della musica italiana. La sua proposta, accettata volentieri, è "Quello che canta onliù" che non avevo mai sentito. Ho scoperto che è del 1980 e si trova nell'album "Ci vuole orecchio". Ascoltata, piaciuta e pubblicata. Grande Vincent. Continua così. E.... Secondo te Rudy Marra quanto deve a Jannacci per plagio di stile? Buon ascolto e buona domenica!!

Quello che canta onliù (Enzo Jannacci)

Quando capirai che non potrò più camminare neanche in mezzo alla strada
quando capirai che non potrò neanche aggrapparmi a quel balcone
che c'è in mezzo alla strada

quando arriverà la sera e penserai che la mattina dopo non potrebbe arrivar mai
e tu eri là che stavi al mare
che bel fresco onde evitare...
che ti frega di uno che fa fatica a camminare e allora...

Quando mi dirai che è proprio roba da imbecilli vomitare
proprio in mezzo alla strada

e quando ti dirò che è per fatica di capirti che mi vien da vomitare
qui giù in strada

e quando arriverà la sera e penserai che la mattina dopo
non potrebbe più arrivare

e tu eri là che stavi al mare
che bel fresco onde evitare...
che ti frega di uno che fa fatica a vomitare e allora...

Portami in fondo alla piazza,

là dove canta il jukebox
senti se c'è ancora quello che canta Onliù, Onliuuu...

E portami in fondo alla piazza
fammi cantare con lui.

accertarsi bene che quello che canta sia proprio Onliù, Onliuuu...

E quando mi dirai che anticamente masturbarsi era peccato veniale

quando capirai che umanamente è l'insalata che mancava di sale
e dopo arriverà la sera e capirai che la mattina
dopo non poteva più arrivare

e tu che cazzo sei venuto sei venuto via dal mare
che bel fresco a riva stare
che ti frega di uno che si voleva rimbambire e allora...

Vai proprio in fondo alla piazza
senti che canta Onliù

senti se c'è ancora quello che canta Onliù, Onliuuu...

Vai proprio in fondo alla piazza, vai,
fatti cantare da lui:

prima accertarsi bene che quello che canta sia proprio Onliù, Onliuuu...

 
 
 
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