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Rientro dalle vacanze

Post n°175 pubblicato il 17 Agosto 2012 da morgana_2005

Che cosa buffa!

Siamo stati in vacanza da soli: avevamo tanto di cui parlare e tanto da ricostruire ... almeno a parole. E devo dire che finchè siamo stati via, le cose non sono affatto andate male. Ma è bastato mettere piede in casa perchè tutto tornasse esattamente e disperatamente come prima: non era nenache entrato in casa che aveva già il pc acceso: io a disfare le valigie, lui a fare ... chissà che. E questa mattina continua: io in piedi a riprendere la vita di tutti i giorni, lui a riposare .... in fondo è in ferie, no? non lo so se ne verrò fuori: ho solo voglia di fuggire da qui, da lui e da tutto ciò che rappresenta.

 
 
 

SU PER LA DISCESA

Post n°174 pubblicato il 19 Luglio 2012 da morgana_2005

Ho fatto un giro per qualche blog e mi sono resa conto di essere rimasta ferma alla preistoria, con il mio: è poco curato, poco accattivante, poco interessante .. trascurato, insomma.

E se ognuno ha il blog che si merita, bè il mio la dice lunga! Dovrei riprenderlo per mano e lavorarci di nuovo. Dovrei riprendere un minimo di rete di contatti. Non so se è il modo migliore per riprendersi la propria vita ma a quanto pare mi tocca farlo quindi tanto vale che cominci da qualcosa che posso controllare con pochi clic.

Sono entrata in analisi.
Non è una gran cosa da confessare ma è la verità; il fatto è che avevo cominciato a fare un gioco pericoloso: ogni volta che ero fuori in auto, mi concentravo sul ciglio della strada e mi chiedevo se fosse abbastanza alto/pericoloso/scosceso per potermi uccicere, o se mi sarei solo fatta tanto male senza risolvere nulla. Quando un giorno, andando a trovare un'amica nell'appartamneto nuovo al sedicesimo piano, ho cominciato a guardare con desiderio la strada in fondo al suo terrazzo, allora ho capito che forse avevo bisogno di chiarirmi le idee. E così ho incontrato questo mio nuovo "amico". Non ho ancora deciso se mi piace o no. Ma so che gli incontri con lui sono diventati irrinunciabili per la mia sanità mentale.

Ora mi avrebbe chiesto di scrivere una lettera al mio piccolo Angelo mai nato ... ma non riesco nemmeno a pensarci per ora. Il dolore è talmente forte da impedirmi anche solo il suo pensiero. Sono devastata.....

 

ore 18,30
Nel omeriggio avrei voluto chiamare qualcuno per poter parlare. Non mi è venuto in mente nessuno. Alla fine ho scelto l'amica più vicina ma non mi ha risposto. Come diavolo ho fatto a restare tanto sola?

 
 
 

Un altro OGGI

Post n°173 pubblicato il 18 Luglio 2012 da morgana_2005

Oggi è semplicemente la fine.

La fine di tutto...

Ad un anno di distanza e mille cose accadute, porto con me solo tristezza e vuoto, quello speciale vuoto che solo un bimbo mai nato può lasciare; addio, mio Angelo: è stato bello illudersi, anche solo per un po'!

Ora mi concederò qualche giorno di sana disperazione. E poi mi rimboccherò le maniche... e poi ricomuncerò a vivere. E poi, forse chisssà, un giorno troverò anche un briciolo di felicità anche per me!

 
 
 

Oggi 2 ...

Post n°172 pubblicato il 03 Settembre 2011 da morgana_2005

Un'altra giornata in cui mi costringo a fare ciò che non voglio...

 
 
 

Oggi...

Post n°171 pubblicato il 13 Agosto 2011 da morgana_2005

... è davvero una gran bella giornata: sole, cielo testo, caldo secco.

Fa venir voglia di mare, di sabbia, di coccole e di relax assoluto.

E invece sono qui ad aspettare l'appuntamento delle tre ... Non so bene se è la vita ad essere ingiusta o se sono io troppo masochista.

MAH!

 
 
 

Sempre ad F...

Post n°170 pubblicato il 28 Luglio 2011 da morgana_2005

Fanciullo, io già non ero
come gli altri erano, né vedevo
come gli altri vedevano. Mai
derivai da una comune fonte
le mie passioni, né mai,
da quella stessa, i miei aspri affanni.
Né il tripudio al mio cuore
io ridestavo in accordo con altri.
Tutto quello che amai, io l'amai da solo.

 

Allora, in quell'età, nell'alba
d'una procellosa vita, fu derivato
da ogni più oscuro abisso di bene e male
il mistero che ancora m'avvince,
dai torrenti e dalle sorgenti,
dalla rossa roccia dei monti,
dal sole che d'intorno mi ruotava
nelle sue dorate tinte autunnali,
dal celeste baleno
che d'accanto mi guizzava,
dal tuono e dalla tempesta
e dalla nuvola che forma assumeva
(mentre era azzurro tutto l'altro cielo)
d'un demone alla mia vista.

 

Tutto quello che amai, io l'amai da sola...perchè una parte di me è sempre stata diversa. E solo una piccola parte riconosceva il mistero della vita che mi circondava; tutto il resto era popolato da demoni. E una vita "procellosa" mi scuote senza sosta.

 

Da sempre Poe riesce a mettere a nudo la mia anima meglio di chiunque altro; ricordi? già in passato ti avevo citato qualche sui passo, dal Corvo, credo; perchè riesce sempre ad esprimere quello che penso senza tante parole ... che invece io devo necessariamente  usare, priva come sono del dono di scrivere versi!!! Beato te che invece ne possiedi il talento... 

 

Credi che io non stia bene? bè, per questo credo che dovremmo metterci daccordo sui termini: dopo aver provato cosa vuol dire contorcersi di dolore tra lenzuola umide dei tuoi  miasmi non sapendo se desiderare che il dolore si prolungi e vivere, o che cessi e morire; dopo aver provato cosa vuol dire avere il corpo martoriato, scavato, violato da aghi, cannule, e sostanze varie, non posso certo dire di stare male! Anzi: godo di (quasi) ottima salute!!! ^__^ Ma so che tu intendi qualcosa di diverso: è il male dell'anima che mi affligge, forse da sempre; e non è che non voglia dirlo a te: non ho voglia di ammetterlo con me stessa. E dirlo a te è come confessarlo.

 

Che bravo che sei diventato, in questi anni! Che tatto, quale dolcezza nel descrivere una situazione appena intuita!  < Tu e quel tuo piccolo mondo antico in cui ti sei infilata, fatto di diffidenze e di chiusure, fatto del tuo osservare divertito e un po' deluso, ..., un mondo vissuto in apnea il tuo dove il tuo lavoro e' la boccata d'aria che ti serve per andare avanti, un mondo che non vuoi ti appartenga >. Prima di leggere la tua mail te ne avevo scritto un'altra .. che poi ho lasciato perdere e ho pubblicato solo sul blog (dedicandola a te, peraltro!); credo che te la incollerò in calce: dicevo più o meno la stessa cosa. E per questa non c'è soluzione.

La verità è che sono sola, in tutto questo; sola a fare i conti con le mie scelte, con la mia vita, con i miei fallimenti. Non riesco ancora ad accettare che ci siano delle cose al mondo che non posso controllare, e da anni la vita si prende gioco di me facendomi rimbalzare come una pallina di gomma sulle esperienze più strane, stravaganti e distruttive che si possa immaginare.

 

<ma l'apatia non e' forse una non vita ? .. puoi soffrire, puoi gioire, non puoi non provare nulla .. per me il non provare nulla porta alla rabbia quando mi accorgo della mancanza di sentimento ..>. Vero. Infatti sono piena di rabbia repressa. E la lascio repressa!!! E comunque non è che non provo niente, figuriamoci! non potrei vivere senza emozionarmi. Solo ho imparato a vivere di emozioni riflesse: quelle dei libri che leggo e che scrivo.  Riesco a restare delle ore incollata delle pagine! Solo questa mattina sono rimasta cinque ore sul divano a divorare la fine di un testo (non dormo molto e alle cinque ero già giù con il cane! che ha lasciato la sua cuccia e, mezzo addormentato, si è venuto ad acciambellare sui cuscini con me: lui si che non mi lascia mai ^__^); cinque ore che avrei potuto dedicare ad altro, ma provo una gioia così intensa nel gettarmi in un altro mondo che non riesco a farne a meno: è la mia droga a buon mercato!

Non sono triste, sia chiaro; solo non mi basta mai la vita tranquilla della piccolo borghese di provincia. Sono insoddisfatta. E di questa insoddisfazione non è causa nessuno.

 

Dici che sono migliore di te perchè ho scelto di assecondare i desideri del mio compagno di vita? NAAAA!!!!! e anche tu sai che non è così; non siamo diversi in realtà, su questa cosa: ad entrambi manca qualcosa nel quotidiano e vediamo nel cambiamento una possibilità di recupero di quel qualcosa; ma lo hai detto tu stesso: sta a noi trovare un modo per vivere bene dove stiamo e con le persone che ci siamo scelti; la felicità dipende da noi.

Ma certe persone sono condannate ad essere insoddisfatte sempre, a non accontentarsi mai.

Sono quelle che non vedono il mondo come gli altri; il cui cuore non è in sintonia con il resto del mondo; sono quelli che si sforzano di vedere in modo diverso; e si condannano - come dice Poe - ad amare da soli tutto ciò cui anelano.

 

Tu hai chiesto a me come sto.

E io credo di aver risposto - spero - con la sincerità che ti aspettavi.

 

Ora vorrei sapere  come stai tu, che sporadicamente mi hai pensata in questi anni e che ora mi ospiti in un angolo della tua anima. Perchè il resuscitare fantasmi dal passato non è esattamente sintomo di equilibrio e sanità mentale, sai? ;-)

 

Ok: so quanto detesti i papiri troppo lunghi, anche perchè li leggi quando in teoria dovresti fare altro; per cui per oggi chiudo qui, anche se so bene di aver lasciato in sospeso alcuni punti. Ci tornerò sopra, se lo vorrai.

 

Ora sono ansiosa di leggere di te. Mia piccola grande gioia.

 

< Sai solo dopo averti ritrovata mi rendo conto di quanto tu mi sia mancata in realtà>

Altro sentimento in comune, temo....

 

Un fiore, un bacio e una carezza sull'uscio di questo giorno ormai inoltrato.

 

 
 
 

A F.... che è rientrato nella mia vita come un ciclone inaspettato .... e salvifico!

Post n°169 pubblicato il 27 Luglio 2011 da morgana_2005

Spesso il male di vivere ho incontrato:
      era il rivo strozzato che gorgoglia,
      era l'incartocciarsi della foglia
      riarsa, era il cavallo stramazzato.

5    Bene non seppi, fuori del prodigio
      che schiude la divina Indifferenza:
      era la statua nella sonnolenza
      del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

(E.M.)

 

Il male di vivere è forse la caratteristica che più ci rende simili ai demoni:  creati per uno scopo preciso, poi disilluso. E per questo raminghi e soli.

Come solo è il rivo strizzato che gorgoglia

La foglia che si accartoccia nel fuoco

L’essere che muore … sempre solo.

Ci si muove in una generale indifferenza che ci fa liberi in teoria, ma schiavi nelle convenzioni sociali, nella vita corretta che ci is aspetta da noi. Niente lamentele, niente colpi di testa: siamo vivi, abbiamo tutto. Non abbiamo diritto di dire alcunché che non va.

Come demoni. Creati per uno scopo, poi disilluso.

Ed ecco il male di vivere.

 

Ma qual è lo scopo?

Personalmente l’ho dimenticato. O forse non l’ho mai saputo. Ma è certo che a volte ho l’impressione che non sia mia questa vita.

Detesto pensarci: mi fa male e mi rende triste e malinconica e frustrata… E’ per questo che leggo tanto: un libro è un rifugio sicuro, inattaccabile, tranquillo. E socialmente accettato. Il mondo non sa che in realtà è la mia droga, e come ogni sostanza allucinogena crea una dipendenza assurda. E quando viene meno arriva la crisi di astinenza: come un naufrago che, dopo aver annaspato a lungo per salvarsi dalle acque tumultuose, arrivi finalmente su una spiaggia per scoprire che è totalmente deserta, così la fine dell’illusione letteraria mi lascia senza fiato, stordita, e tristemente consapevole di una realtà che sa essere terrificante.

 

Non so quale sia la cura per il male di vivere.

Di certo non la morte: lascerebbe un segno troppo profondo in altri.

Forse la rassegnazione.

Mi chiedo quando sarò davvero pronta per questo.

 

 
 
 

Una strada in salita

Post n°168 pubblicato il 28 Marzo 2011 da morgana_2005

Lo so lo so lo so: lo ripeto da quando ho aperto il blog che la mia (e forse quella di tutti) è una strada in salita. Ma ci sono salite più ripide delle altre; e questa è una di quelle.

Ho deciso (o meglio: ABBIAMO deciso) di intraprendere la strada della fecondazione assistita. Andremo in Austria. Tutto è pronto e tra qualche giorno inizierò con le iniezioni.

Ho una fifa blu.

Ma affronto la cosa ben sapendo che se non ci provo almeno una volta me ne pentirò per il resto dei miei giorni. Niente di peggio dei "...e se...."!!!!

Ma mi rendo conto di aver scollegato il cervello dal resto dell'universo mondo. E non so se è un bene  un male.

 
 
 

Ebbene SI:

Post n°167 pubblicato il 25 Marzo 2011 da morgana_2005

.....LO FACCIO!!!!

 
 
 

F.I.V.E.T.

Post n°166 pubblicato il 25 Marzo 2011 da morgana_2005

L'acronimo FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) è utilizzato per definire una tecnica di procreazione assistita tra le più comuni: si tratta di una fecondazione in vitro dell'ovulo con successivo trasferimento dell’embrione così formato nell’utero della donna.

In Italia è regolata dalla legge 40/2004.

Pro e contro: La FIVET comporta l'ottimizzazione del processo ovarico, e non è influenzata da alcuna malformazione dell'apparato genitale femminile, fornendo i medesimi risultati in tali casi. Ha una probabilità di gravidanza del 18% dei cicli ovulatori femminili e tre quarti di queste arrivano al parto.
La FIVET è sempre più utilizzata per l'infertilità maschile. Permette di congelare gli embrioni in eccesso.

La procedura non è esente da rischi. Le emorragie e le infezioni sono rare. La somministrazione di ormoni alla donna comporta effetti quali aumento ponderale, vertigini, nausea, vomito, dolori addominali, nel breve periodo. Può indurre una sindrome d'iperstimolazione, che necessita a volte il ricovero. Possono inoltre essere possibili effetti tumorigeni precipitosi, qualora sia presente una formazione tumorale sensibile. Nel lungo periodo si suppone possa aver ruolo nella comparsa di menopausa precoce. Infine, gli ormoni utilizzati possono dare effetti collaterali, non legati, cioè, alla risposta medesima.

Si considera l'impianto di non più di tre embrioni, per un giusto equilibrio tra probabilità di gravidanza e rischio di gravidanza multipla.

La procedura si divide nelle seguenti fasi:

  • Alla donna vengono somministrati per via intramuscolare o sottocutanea dei farmaci (gonadotropine) finalizzati all'iperovulazione cioè allo sviluppo di più follicoli e quindi di un numero maggiore di cellule uovo (nel ciclo spontaneo ne viene prodotta di solito una sola), di modo che possa essere prelevato un numero maggiore di ovociti. La paziente viene sottoposta ad un monitoraggio teso a individuare il momento adatto a condurre a maturazione gli ovociti (ad esempio con la somministrazione di gonadotropine corioniche). Si procede quindi all'aspirazione ecoguidata dei follicoli, al fine di recuperare gli ovociti maturati.
  • Il liquido follicolare viene esaminato in laboratorio e ne vengono recuperati gli ovociti ritenuti idonei alla fecondazione in base alla sola osservazione morfologica degli stessi, eseguita al microscopio. I gameti, cioè il seme maschile e l’ovocita della donna, vengono collocati insieme in un apposito recipiente affinché uno spermatozoo penetri nell’ovocita. Vengono a volte utilizzate delle tecniche di fertilizzazione assistita come l'ICSI (Intracytoplasmatic Sperm Injection, o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), tramite la quale lo spermatozoo viene iniettato direttamente nel citoplasma dell'ovocita.
  • L’embrione così formatosi viene introdotto in utero per via vaginale, normalmente entro 72 ore, nella speranza che si annidi, cioè che “metta radici” nella mucosa uterina (endometrio) e possa ricevere dalla donna alimento, calore ed energie per continuare a svilupparsi.

Le percentuali di successo sono influenzate da molti fattori:

  • la risposta da parte della donna alle terapie: in molti casi non viene prodotto un numero sufficiente di follicoli ed è quindi necessario ripetere la terapia con dosaggi diversi;
  • la presenza di ovociti nel liquido follicolare: in alcuni casi gli ovociti non sono maturi e fecondabili o sono assenti;
  • il grado di maturazione degli ovociti prelevati;
  • la fertilità della paziente, che è molto influenzata dall'età;

Le percentuali di successo di questa metodica sono, pertanto, estremamente variabili.

Poiché l’iperstimolazione gonadotropinica che potrebbe insorgere a seguito delle tecniche tese a innescare l'iperovulazione presenta notevoli rischi per la salute della donna e il successivo prelievo di ovociti è comunque un piccolo intervento chirurgico poco gradevole, si cerca di ottenere in un solo ciclo il massimo numero possibile di ovociti, i quali vengono fecondati tutti e poi trasferiti in utero - se ve ne sono di adatti - solo alcuni, mentre - laddove ne siano disponibili - vengono conservati gli altri in vista di eventuali ulteriori tentativi. La conservazione viene effettuata congelando gli embrioni a 196 gradi centigradi sotto lo zero (crioconservazione), con uso di azoto liquido.

Considerazioni di natura etica[modifica]

La fecondazione in vitro ha dato origine ad un ampio dibattito sul suo utilizzo e su alcuni aspetti etici. Tra i punti che vengono messi in discussione vi sono:

  • l'alto numero di embrioni scartati, e distrutti;
  • il possibile utilizzo per fini diversi, quali la ricerca scientifica, da quello procreativo degli embrioni congelati;
  • la possibilità di effettuare a priori una selezione degli embrioni per fini diversi da quelli strettamente legati alle condizioni di salute dell'embrione stesso; questa diagnosi pre-impianto è stata assimilata, da alcuni avversari di questo metodo, ad una sorta di "selezione della razza perfetta";
  • "la dissociazione della procreazione dal contesto integralmente personale dell'atto coniugale";
  • l'utilizzo della fecondazione eterologa ovvero quella fatta ricorrendo a gameti esterni (ossia da un donatore) e non all’uso esclusivo di gameti della coppia che ricorre alle tecniche (PAU omologa) e la possibilità di una più o meno estesa alterazione[senza fonte] della paternità e della maternità;
  • l'utilizzo della fecondazione in vitro in caso di coppie omosessuali o di madri single, utilizzo che viene considerato inopportuno da alcune correnti politiche e religiose e viceversa visto come una opportunità di maternità da altre posizioni di pensiero.

Da Wikipedia

 
 
 
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