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Da ansa

Post n°99 pubblicato il 13 Aprile 2008 da dodici67


VELTRONI-BERLUSCONI, COLPI DI SCIABOLA A 'MATRIX'ROMA - Sebbene soltanto virtuale, dagli studi di 'Matrix' su Canale 5, nell'ultimo giorno della campagna elettorale, va in onda un duello all'ok corral tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. I due non si sfiorano neppure, come gia' in Rai dieci giorni fa. Siedono uno dopo l'altro sulla stessa poltroncina in pelle bianca per due interviste di 45 minuti ciascuna, ma non si incrociano: Veltroni esce da una parte accompagnato da Mentana, Berlusconi entra dall'altra con in mano un foglietto dove si e' appuntato le ''bugie'' dell'avversario contro il quale si scaglia subito.

''Sono sconcertato per le dichiarazioni che ho sentito'', irrompe nello studio il Cavaliere con toni assai meno pacati di quelli usati da Veltroni, che parla per primo senza mai nominarlo, con toni mordibi, sorridendo spesso, accompagnando le parole con ampi gesti delle mani ed invocando ''una nuova primavera di serenita' e cambiamento, dopo un lungo autunno piovoso e livido''.
Berlusconi ribatte punto per punto alla ''impressionante serie di ribaltamenti della realta''' e alle favole di Veltroni, dopo essersele appuntate su un foglietto, mentre seguiva l'intervista da una stanza attigua. ''Non posso esimermi. Mi sarebbe piaciuto dirgliele in faccia...'', attacca mentre Mentana - che fino all'ultimo non ha smesso di sperare nello scontro diretto - suggerisce che Veltroni potrebbe essere ancora raggiunto in studio per un confronto. ''Non si puo', c'e' la legge, le staccherebbero le antenne...'', reagisce il Cavaliere, 'depositando' il documento della Agcom e ribadendo che il mancato confronto diretto e' frutto della ''insulsa e liberticida'' par condicio.


Berlusconi contesta concitato i passaggi centrali del discorso di Veltroni e alla fine sbotta: ''Mi dovevo togliere questo peso, non si puo' arrivare qui e fare i finti buoni...''. ''Era qualcosa che avevo qui - dice indicando la gola - e me lo sono dovuto togliere''. L'applauso del pubblico esplode , sebbene prima dell'inizio della trasmissione il conduttore avesse pregato le tifoserie opposte, entrambe assai rumorose, di ''applaudire in maniera giusta e parca, senza fare la claque e senza contestare''.
Veltroni finisce di parlare e se ne va a casa senza restare ad ascoltare l'avversario. ''Chi parla dopo ha naturalmente un vantaggio e so che qualsiasi cosa io diro' sara' usata contro di me - era stato facile profeta il leader del Pd - Ma e' andata cosi'. C'e' stato un sondaggio e va bene cosi'''. Mentana ribatte: ''Le ricordo che il Pd ha protestato quando si era detto che Berlusconi sarebbe stato il primo a parlare''.
Per Veltroni ''la partita e' piu' che aperta'' e Berlusconi resta ''il principale esponente dello schieramento avversario'', ma continua a non avere un nome ed un cognome ''per chiudere con i 15 anni in cui si e' parlato solo di stalinismo e dell'uomo che io non nomino''. Il candidato premier del Pd sceglie un abito blu, cravatta blu a puntini rossi, camicia celeste con bottoncini del colletto slacciati: un suo vezzo. Racconta del suo ''amore per la politica'' e punzecchia l'avversario sostenendo che ''chi fa politica non puo' dire che e' stanco, perche' se guidare un paese e' una missione civile bisogna avere entusiasmo'', tanto che lui dopo aver girato 110 province con il pullman andrebbe in altri 8000 comuni.
Veltroni gioca d'anticipo sulla 'sorpresa' programmatica che Berlusconi svelera' piu' tardi (abolire gradualmente il bollo di auto e moto). ''Alla fine della campagna elettorale - ironizza - escono fuori dal cilindro i conigli. Ma il problema e' che i conigli per camminare devono avere le zampe'', cioe' le necessaria copertura finanziaria. E il programma del Pdl, dice citando uno studio di Intesa Sanpaolo, manca di copertura per oltre 33 miliardi.
Berlusconi entra in studio come una delle Erinni, abito blu doppio petto e cartellina bordeaux sotto il braccio, stessa camicia azzurra e stessa cravatta a piccoli pois dell'avversario . Dopo aver demolito pezzo per pezzo il discorso di Veltroni riacquista il sorriso riassumendo le tante cose che il Popolo della Liberta' intende fare quando ''certo governera''', ma poi lo perde di nuovo quando Mentana gli parla di Casini e della Santanche'. Berlusconi si tocca il costato, come a dire che sono le sue 'spine nel fianco'. Poi rinnova per l'ennesima volta nella giornata l'appello al 'voto utile', rivelando sondaggi che darebbero in perdita i partiti minori. ''I sondaggi non sono citabili'', lo bacchetta Mentana. Ma il Cavaliere precisa che si riferisce agli ultimi dati pubblici, quelli di due settimane fa.

Se il match diretto Berlusconi-Veltroni non c'e' stato, si puo' dire che certamente non e' mancato un acceso confronto del Cavaliere con il conduttore di 'Matrix'. Tra i due c'e' un primo momento di scontro sui sondaggi, che si ripete quando alla fine il conduttore spiega davanti ad un tabellone il modo corretto di votare sulla scheda elettorale. Berlusconi, che gia' era uscito dallo studio, di nuovo vi fa irruzione e va alla lavagna per tentare di spiegare: ''Se si fa cosi', e' un voto nullo''. Ma Mentana e' inflessibile. ''Non c'e' piu' tempo'', non lo lascia parlare e fa partire i titoli di coda, tanto che il Cavaliere esce urlando dalla scena. ''Mi ha fatto fare una brutta figura'', dice ai primi che gli si fanno incontro.
Ma Berlusconi telefonera' a Veltroni, a risultati del voto acquisiti? ''Sono giovane e uso gli sms'', gigioneggia il Cavaliere. E Veltroni? ''Io sono soprattutto una persona educata, per merito della mia famiglia''. E che faranno i due candidati in caso di vittoria? ''Non ho mai festeggiato, comincero' a lavorare subito, non so se saro' in tv'', risponde il Cavaliere. Mentre Veltroni, a Mentana che lo invita in trasmissione lunedi', risponde ''Si puo' fare''.

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