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Vieni nel blog a creare e pubblicare la tua breve poesia in stile giapponese.
Puoi  pubblicare la tua composizione e partecipare ad una gara che decreterà  il miglior haiku del mese e, a fine anno, il migliore del 2012.
Se ti  piace scrivere e mettere alla prova le tue capacità letterarie,  "Crehaiku" nasce per darti la possibilità di confrontare i tuoi pensieri  con altre persone con gli stessi interessi.


http://blog.libero.it/CreaHaiku/

 

 

 

 

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Problema di primavera

Post n°404 pubblicato il 04 Maggio 2013 da formybz
 

 

 

La primavera mi porta un problema: le lumache, o meglio le chiocciole.

Come alcuni di voi, anche loro pensano che il mio terrazzo non sia
male e nottetempo se lo godono alla grande, banchettando con
i teneri germogli delle mie piante e delle mie piccole semine.

Sono un problema! Il lumachicida lo comprai, l'anno scorso,
ma non mi va di usarlo.
Il rimedio della birra, quello che suggerisce di metterne un bicchiere
in bella vista, invitandole a suicidarsi allegramente nell'alcool,
mi sembra perfido come il lumachicida.

Così ho pensato ad una soluzione alternativa: le raccolgo e quando
esco le butto nei giardini altrui!

Non è un'ottima idea? Ci sono giardini incolti, lì possono pascolare
tranquille...

Il dubbio è per quanto tempo avrò voglia di fare questa cosa??!

 

 

 

chiocciole

 

 
 
 

L'assenza

Post n°403 pubblicato il 20 Aprile 2013 da formybz
 

 

 

La mia. La spiego.

Questione di tempo, sì. Ma molto tempo lo sto perdendo a rincorrere
una speranza, ben consapevole che non mi porterà da nessuna parte,
ma con l'illusione che ogni cosa muove qualcosa e se pure non
cambierà nulla, faccio un tentativo che mi piace.

Ho scovato siti internet che chiedono di scrivere articoletti per agenzie
o altri commissionanti; danno una linea guida, spesso delle parole
chiave da inserire, una precisa indicazione della lunghezza del testo,
dalla quale dipende il compenso e poi... poi bisogna riuscire ad
accaparrarsi l'articolo, che sparisce in brevissimo tempo dalla sua
proposta.

Si hanno in genere 48 ore per consegnarlo e poi si aspetta che
venga accettato oppure può arrivare la richiesta di apportare
alcune modifiche. Può anche venire rifiutato.

Se viene accettato, viene giudicato con una valutazione che va da
ottimo a buono, sufficiente o insufficiente e viene pagato il corrispettivo promesso.
Il pagamento avviene al raggiungimento di una cifra che è diversa
per ciascun sito.

Punti a favore: se piace scrivere, è un bell'allenamento a scrivere
su temi ben precisi su cui spesso bisogna prima documentarsi.
Ci si allena a restare in determinate lunghezze e, in un certo senso,
ci si accultura su temi che magari altrimenti non si sarebbero affrontati
e non è un male.

Punti a sfavore: il compenso è molto misero; si parte da poco più
di un euro per 120/150 parole e, salendo di livello, si arriva intorno ai
3- 4 euro per articolo. I livelli successivi ancora non li conosco.

Altre precisazioni importanti sono che quando si dice "parole",
si intendono solo quelle accettate e non lo sono articoli, preposizioni, congiunzioni, ecc, per una lista di ben oltre 200 paroline.
Se si abbandona un pezzo, c'è una piccola decurtazione del proprio
bottino (50 cent, in genere).
Accaparrarsi gli articoli, soprattutto all'inizio, richiede un pò di impegno
(una consultazione frequente).

Io sono a buon punto con uno di questi, in fase di accettazione con
un altro che seleziona gli articolisti prima di ammetterli
e ne sto valutando altri.
Non ho ancora ricevuto pagamenti, ma, se sono corretti,
dovrei esserci.

Che dire? Mi porta via molto tempo, magari mi stancherò presto,
ma per adesso è l'occupazione che mi distoglie dal blog...

 

 

scrivere idee

 
 
 

Sadismo.

Post n°402 pubblicato il 09 Aprile 2013 da formybz
 

 

 

Sarà che mi ricorda il tempo di sempre, leggi giovinezza.

Sarà che significa gente, quindi turismo, quindi economia che va...

Sarà che sono un pò sadica,

Sarà che seduti in terrazzo la prospettiva è diversa...

sarà che in fondo i clacson che suonano fanno allegria...

ma io adoro quando si blocca il traffico sopra casa perchè
si incastrano i pullman!


Ci stanno mezz'ora tra le retromarce in curva, gli stranieri
(compresi i nordici) che con gli spazi stretti non ci sanno
proprio fare, gli autisti che scendono per misurare i centimetri,
gli specchietti che si chiudono per recuperare spazio e tutti,
passanti compresi, che si improvvisano vigili del traffico.

Clacson per avvisare che non si è pronti a subire la retromarcia
di quello davanti, o per dire "scansati!" al pedone che "zig-zaga"
tra le vetture.

Clacson per maledire i motorini parcheggiati o per patteggiare
con l'altro autista: "Vieni tu, che sto fermo io".

E infine colpetto di clacson per salutare: "Ciao, buon proseguimento.
Per stavolta ce l'abbiamo fatta!"

Che bello! Arriva il traffico, arriva la primavera, arrivano le gite,
arrivano i turisti!! ;-)

 

Pullman, gite, traffico

 
 
 

Le soluzioni del passato

Post n°401 pubblicato il 06 Aprile 2013 da formybz
 

Ogni volta che guardo al passato, non mio, ma quello dell'umanità, mi accorgo che ogni nostro problema, loro lo avevano risolto.

 

 

Fino a qualche decennio fa in Sardegna si praticava l'eutanasia.

Era compito di sa femmina accabbadora procurare la morte a persone in agonia.

Studi approfonditi e analisi della documentazione rinvenuta presso curie e diocesi sarde e presso musei, hanno accertato la reale esistenza di questa figura.
S'accabadora era una donna che, chiamata dai familiari del malato terminale, provvedeva ad ucciderlo ponendo fine alle sue sofferenze. Un atto pietoso nei confronti del moribondo ma anche un atto necessario alla sopravvivenza dei parenti, soprattutto per le classi sociali meno abbienti: negli stazzi della Gallura e nei piccoli paesi lontani da un medico molti giorni di cavallo, serviva ad evitare lunghe e atroci sofferenze al malato.
Sa femmina accabbadora arrivava nella casa del moribondo sempre di notte e, dopo aver fatto uscire i familiari che l’avevano chiamata, entrava nella stanza della morte: la porta si apriva e il moribondo, dal suo letto d’agonia, vedeva entrare sa femmina accabadora vestita di nero, con il viso coperto, e capiva che la sua sofferenza stava per finire.
Il malato veniva soppresso con un cuscino, oppure la donna assestava il colpo de su mazzolu provocando la morte.

 

 

 S'accabbadora andava via in punta di piedi, quasi avesse compiuto una missione, ed i familiari del malato le esprimevano profonda gratitudine per il servizio reso al loro congiunto offrendole prodotti della terra.
Quasi sempre il colpo era diretto alla fronte, da cui, probabilmente, il termine accabbadora, dallo (spagnolo?) acabar, terminare, che significa alla lettera dare sul capo. Su mazzolu era una sorta di bastone appositamente costruito e che si puo' vedere nel Museo Etnografico Galluras. E' un ramo di olivastro lungo 40 centimetri e largo 20, con un manico che permette un'impugnatura sicura e precisa. Su mazzolu esistente al museo Galluras e' stato trovato nel 1981: s'accabbadora lo aveva nascosto in un muretto a secco vicino a un vecchio stazzo che una volta era la sua casa.

In Sardegna s'accabbadora ha esercitato fino a pochi decenni fa, soprattutto nella parte centro-settentrionale dell’isola. Gli ultimi episodi noti di accabbadura avvennero a Luras nel 1929 e a Orgosolo nel 1952. Oltre i casi documentati, moltissimi sono quelli affidati alla trasmissione orale e alle memorie di famiglia. Molti ricordano un nonno o bisnonno che comunque ha avuto a che fare con la signora vestita di nero.
A Luras, in Gallura, s'accabbadora uccise un uomo di 70 anni. La donna non fu condannata e il caso fu archiviato. I carabinieri, il Procuratore del Regno di Tempio Pausania e la Chiesa furono concordi che si tratto' di un gesto umanitario. Infatti tutti sapevano e tutti tacevano, nessuna condanna sembra sia stata mai perpetrata nei confronti di questa donna missionaria che si faceva carico materialmente e moralmente di porre fine alle sofferenze del malato.
La sua esistenza e' sempre stata ritenuta un fatto naturale... come esisteva la levatrice che aiutava a nascere, esisteva s'accabbadora che aiutava a morire. Si dice addirittura che spesso era la stessa persona e che il suo compito si distinguesse dal colore dell'abito (nero se portava la morte, bianco o chiaro se doveva far nascere una vita).

Questa figura, espressione di un fenomeno socio-culturale e storico e' la pratica dell’eutanasia, nei piccoli paesi rurali della Sardegna e' legata al rapporto che i sardi avevano con la morte. Nella cultura della comunita' sarda, non e' mai esistito una vera paura di fronte agli ultimi istanti della vita dell'uomo. Si puo' anzi dire che i sardi avessero una propria e personale gestione della morte, considerata il naturale ciclo della vita.


Fonte

 

 
 
 

Il Sentiero degli Dei

Post n°400 pubblicato il 29 Marzo 2013 da formybz
 



Sentiero degli Dei




E' un percorso di montagna che costeggia in alto, in media intorno ai 500 m sul livello del mare, la Costiera amalfitana.

Difficoltà medio-facile, panorama impagabile, Capri all'orizzonte.
Flora amichevole: rosmarino, timo, mirtilli, alisso, malva...
Stessa cosa per la fauna che, in un percorso diurno, si limita ad
uccellini festosi, qualche gabbiano intraprendente,
un pò di farfalle ed insetti e... qualche capretta.
Intorno alle tre ore il tempo di percorrenza medio,
su un sentiero prevalentemente piano con pochi dislivelli
e ben segnalato.
Difficilmente lo si percorre senza incontrare "amici di avventura",
più facilmente stranieri, sempre meglio attrezzati di noi,
con zainetti leggeri, acqua, scarpe e bastoncini da trekking.
Inevitabile il saluto e un sorriso.

Fermarsi sulle panche di legno, intorno al tavolo, sistemate in
posizioni strategiche ad intervalli regolari, sdraiarcisi sopra e
guardarsi intorno, significa entrare in una dimensione nuova,
uscire da se stessi per rientrarci diversamente.
Pensieri e priorità cambiano. Le sensazioni cambiano, e i desideri.

E' molto difficile, davvero!, alzarsi e riprendere il cammino
verso casa e non è solo per la stanchezza.

Di bello c'è che qualcosa, dentro, rimane.

 

 

Sentiero degli Dei

 

Sentiero degli Dei

 

 

Sentiero degli Dei

 

 

Sentiero degli Dei

 

Sentiero degli Dei

 

Sentiero degli Dei

 

Sentiero degli Dei

 

Coccinella

 

 

 
 
 

La carta non può sparire!

Post n°399 pubblicato il 15 Marzo 2013 da formybz
 

 

 

Periodo di assenza dovuto a mancanza di connessione .

Come tornare sul blog?

Con un video simpatico su... l'importanza della carta!

 

 
 
 

Salgàri

Post n°398 pubblicato il 09 Marzo 2013 da formybz
 

 

 

 

Ho letto Salgari nella mia infanzia e giovinezza.  Il Corsaro Nero

"Il Corsaro Nero", più di tutti e moltissime volte, ma anche altri suoi romanzi da Sandokan a tutta la saga dei Corsari e dei Pirati della Malesia.
Sognavo con quei libri, fantasticavo, mi immedesimavo, speravo in un futuro avventuroso e pieno d'amore e d'amicizia.

Poi ho scoperto, e sono rimasta senza fiato, che quell'uomo non aveva viaggiato, non aveva visto terre lontane, aveva fatto solo un giro in nave intorno all'Italia.

La sua storia è affascinante, almeno per me, forse più dei suoi libri. 
Ha scritto tra gli 84 e gli 88 romanzi, ha scritto come se... fosse un lavoro.
Era un lavoro, il suo lavoro; doveva scrivere per contratto tre pagine al giorno e se saltava un giorno, quello successivo erano sei. Ma poichè il suo talento non era riconosciuto in modo adeguato, scriveva con pseudonimi altre opere per arrotondare lo stipendio. Si documentava in biblioteca per trovare spunti ed idee.

Scriveva come fosse un lavoro, ma non era un giornalista.
Scriveva di emozioni, ma io ero (sono) convinta che non si può scrivere di emozioni che non si provano!!
Immagino che lui entrasse in un'altra dimensione, fuori dal mondo, per raccontare ciò che non viveva.

Tutto questo si scosta in modo netto dalla mia idea di scrittore, che scrive per ispirazione, per emozioni, per accumulo si sensazioni.
Lo ammiro, perchè penso che chiunque debba scrivere per obbligo possa finire per farlo in modo banale e forse, in alcune opere, questo è successo anche a lui, ma la sua condizione giustificherebbe risultati molto peggiori.

Dalla sua aveva, forse, la fortuna di amare la sua donna.

Ho anche letto, e lo riporto "per dovere di cronaca", che egli fosse un ingenuo, incapace di gestirsi finanziariamente.


« La professione dello scrittore dovrebbe essere piena di soddisfazioni morali e materiali. Io invece sono inchiodato al mio tavolo per molte ore al giorno ed alcune delle notte, e quando riposo sono in biblioteca per documentarmi. Debbo scrivere a tutto vapore cartelle su cartelle, e subito spedire agli editori, senza aver avuto il tempo di rileggere e correggere. »
(Emilio Salgàri)

 

Salgàri si suicidò la mattina di martedì 25 aprile del 1911.
Lasciò  tre lettere e uscì dalla sua casa prendendo il suo solito tram con in tasca un rasoio. Le lettere erano indirizzate ai figli, ai direttori di giornali, ai suoi editori.

Il corpo di Salgàri aveva la gola e il ventre squarciati in modo atroce.
In mano stringeva ancora il rasoio.
Si uccise come avrebbe potuto uccidersi uno dei suoi personaggi, facendo harakiri, con gli occhi rivolti al sole che si leva.

 

Le lettere erano indirizzate agli editori, ai direttori di giornali ed ai figli.

« A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna. »
(Emilio Salgàri)

 

Ai figli lasciò detto:

« Sono un vinto: non vi lascio che 150 lire, più un credito di altre 600 che incasserete dalla signora... ».

 

 

Salgari


 
 
 

Cavalleria

Post n°397 pubblicato il 06 Marzo 2013 da formybz
 

 

 

cavalieri, cavalleria

 

 

Stessi diritti, sì.
Stessi doveri, sì.
Pari opportunità, anche.
Rispetto delle diversità, mi sembra ovvio.

Non è femminismo, credo.
Ruoli interscambiabili, considerando le attitudini e le antipatie.

E però... mi piace l'uomo che apre la porta, che cede il passo.
Quello che insiste per pagare il caffè, che porta i pesi,
che fa gesti di galanteria, da antico cavaliere.

Mi piace l'uomo che tratta bene la sua donna, ma non solo,
tutte le donne.

Non ne esce sconfitto, ma vincitore.
Non perde, ma guadagna.

 

 

galanteria, cavaliere, donna,

 
 
 

Pre-occuparsi.

Post n°396 pubblicato il 05 Marzo 2013 da formybz
 

 

 

Mai che succeda qualcosa quando mi preoccupo.

I miei guai son sempre arrivati senza preavviso

Se riesco ad eliminare il pre-occuparmi delle situazioni,
finalmente avrò imparato a vivere.

 

travolto

 

 

 
 
 

Quando la Natura usa Photoshop

Post n°395 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da formybz
 

Vesuvio, tramonto, foschia

 

 

 

Vesuvio

 

La foschia nasconde le case, le città, il troppo cemento
alla base del Vesuvio

 

Vesuvio, tramonto, foschia

 

 

Vesuvio, Sorrento

 
 
 
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Un blog di: formybz
Data di creazione: 05/07/2008
 

ULTIMI COMMENTI

ma il micio, non da' loro la caccia?
Inviato da: odio_via_col_vento
il 25/05/2013 alle 21:13
 
Crepi?! :) Per ora è divertente...
Inviato da: formybz
il 22/05/2013 alle 22:29
 
In effetti, proposte di questo genere ce ne sono diverse,...
Inviato da: formybz
il 22/05/2013 alle 22:28
 
Innanzitutto grazie per la fiducia. :)Mi piacerebbe molto...
Inviato da: formybz
il 22/05/2013 alle 22:23
 
Una curiosità: perchè raccogli solo le prime??
Inviato da: formybz
il 22/05/2013 alle 22:19
 
 

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