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Klimt, il bacio

 

 

canzoni contro la guerra

Post n°117 pubblicato il 20 Maggio 2017 da hommelibre10

 

 

Lo so, non è molto attuale come canzone scritta contro il colonialismo, ma mi piace il

suo tono e la sua atmosfera.

 
 
 

Have You Ever Seen The Rain

Post n°116 pubblicato il 19 Maggio 2017 da hommelibre10

 

Il ritornello dice:

I want to know, have you ever seen the rain?
I want to know, have you ever seen the rain
Comin' down on a sunny day?


Voglio sapere, hai mai visto la pioggia?
Voglio sapere, hai mai visto la pioggia
cadere in una giornata di sole?

Forse fa riferimento ai defoglianti che gli americani buttavano sulla foresta pluviale per attaccare i vietcong, il diserbante cadeva sulla pelle come la pioggia anche in una giornata di sole.
Una volta c'era la guerra e c'erano le canzoni contro la guerra, anche oggi c'è la guerra e si fanno le manifestazioni di protesta ma solo quando siamo noi ad essere attaccati; ma non basta per fermare la guerra. Bisogna sapere, bisogna capire di più della guerra, del terrorismo e del delitto in generale.

 

 
 
 

A.I. Intelligenza Artificiale: una finestra sul futuro

Post n°115 pubblicato il 18 Maggio 2017 da hommelibre10

 

Ogni film di Spielberg è una finestra sull'utopia, sull'idea di un uomo nuovo con livelli di consapevolezza superiore che combatte ancora con l'uomo vecchio attanagliato dalla paura e dall'avidità. Forse A.I. è il film più melanconico, il più sensibile, il più esistenzialista di tutti gli altri. Esistenzialista perché prova e gettare l'uomo nuovo in un mondo a lui estraneo in cui non si riconosce e da cui non è riconosciuto.
Il film, uscito nel 2001, 19 anni dopo l'indimenticabile E.T., ripropone ancora l'immagine
del diverso positivo che in E.T. era un extraterrestre bambino abbandonato sulla terra e ora è un cyber-bambino capace di amare per riempire il vuoto della famiglia moderna.
La storia è ambientata fra circa cento anni, quando catastrofici cambiamenti climatici avranno sommerso le città costiere e ucciso miliardi di persone e altri ancora saranno sradicati dalle loro case e dalle loro città per rifugiarsi in territori più sicuri, allora l'uomo sentirà di nuovo la drammaticità della sua solitudine e la fragilità della sua esperienza sulla terra.
Qui una donna si dispera per il figlio in coma che la scienza non riesce a risvegliare, ma la cibernetica ha fatto grandi passi in avanti e suo marito le compra un nuovo bambino, diverso da tutti gli altri robot, un bambino capace di emozioni, affezionarsi per sempre ai suoi "genitori adottivi", destinato a riempire il vuoto delle coppie senza figli.
Lei, Monica, all'inizio lo rifiuta, è troppo umano, nessuno può sostituire un bambino nato da lei, poi si affeziona e gli dà l'imprinting, da quel momento David la chiamerà mamma e non potrà più fare a meno di lei.
Ma, colpo di scena, Martin, il figlio vero si sveglia dal coma, presto gli farà capire che lui è diverso, che non è un bambino vero e non sarà mai amato come un bambino nato da una donna, David, il piccolo robot dai sentimenti umani, scopre la favola di Pinocchio e si attacca all'idea che esista una Fata Turchina che possa trasformare anche lui in un bambino vero.
Due piccoli incidenti allarmano la coppia che comincia a temere che David possa essere pericoloso, decidono di restituirlo al costruttore per la distruzione ma Monica non ha il coraggio di vederne la fine e lo abbandona in un bosco dove farà l'amara esperienza del mondo vero, della gente normale che odia i robot che la società costruisce ritenendoli un odioso sostituto dell'essere umano, qui si aggirano terribili circensi a caccia di robot quasi umani da distruggere nelle fiere della carne per divertire il pubblico.
David viene preso insieme allo gigolò Joe, altro "mecca", cioè meccanico non organico, costruito per soddisfare le voglie di donne insoddisfatte della loro vita sentimentale, e portato al macello.
Alla festa della carne il pubblico si ribella all'idea della distruzione del bambino, David e Joe vengono liberati e comincia il loro viaggio alla ricerca della fata Turchina perché David ormai si riconosce come moderno Pinocchio alla ricerca di una fata che lo faccia diventare bambino ed essere amato dalla sua mamma come un figlio vero.
David e Joe giungono così a Rouge City, il paese dei balocchi del ventiduesimo secolo, qui viene loro rivelato dove trovare qualcuno che faccia di un robot un bambino, giungono così alla fabbrica che lo ha creato ma le cose non vanno come David pensava, si tuffa in mare invocando la mamma, viene salvato da Joe che poi è costretto a lasciarlo in un elicottero anfibio e rimandarlo sul fondo del mare, qui David, come Pinocchio nel ventre della balena, entra in un vecchio luna park del diciannovesimo secolo, trova ricostruita la favola di Pinocchio con Mastro Geppetto nella sua bottega e la fata Turchina ma è solo una statua e certo non può rispondere al suo disperato appello di diventare in bambino vero, l'anfibio si incaglia e Davis e Teddy, il supergiocattolo parlante e pensante di Martin, rimangono imprigionati per duemila anni, intanto tutto il pianeta vive una nuova era gliaciale e l'umanità si è estinta.


Giungono gli extraterrestri a risvegliarlo, leggono la sua mente, sentono il suo dolore, comprendono il suo sogno di diventare un vero bambino ma questo miracolo non posso farlo, possono invece, da una ciocca di capelli di Monica conservata da Teddy far rivivere la mamma anche se per un solo giorno, David e Monica vivono il più bel giorno della loro vita, poi Monica muore mentre David, preparato a quell'evento contempla stupito e felice il sonno della mamma ed infine si addormenta a sua volta e, per la prima volta, va in quel luogo dove nascono i sogni, cioè fa l'esperienza di un bambino vero perché il sogno e l'immaginazione era l'unica cosa che separava i mecca dall'essere umano.
A.I. come tutti i film di Spielberg è un film bellissimo, Spielberg è il nuovo Fellini capace ancora di accendere la fantasia e parlare alle emozioni e a tutto ciò che rende sublime la razza umana; è un film sull'amore e sulla compassione come ultima tappa dell'evoluzione dell'uomo sulla terra.

Il messaggio viene affidato a un cyber bambino perché lui non ha fame, non ha sete, non si ammala e non muore e perciò non ha paura mentre la nostra libertà, prigioniera di un corpo che muore, è condizionata dal dolore, dalla paura di soffrire e di morire mentre l'amore, che nel suo significato etimologico significa a-mors (cioè non morte) per gli esseri umani è solo un attimo fuggente, un'illusione del cuore che per un breve periodo ferma il tempo e li fa sentire come se fossero immortali, rimane poi la nostalgia e la ricerca di quel tempo perduto. David rappresenta ciò che l'uomo vorrebbe essere, un dio puro e compassionevole, immortale e incorruttibile, la nostalgia di una perfezione che non ci è data ma di cui abbiamo una vaga idea che spesso filosofi e teologi hanno riconosciuto come eredità del Dio vero data all'uomo.
L'essere umano, invece, è rappresentato come diviso da una coscienza superiore che pensa l'amore e la spiritualità unite alla conoscenza e ad una visione superiore del destino dell'uomo, e una realtà che lo imprigiona e lo spinge verso la paura e la crudeltà.
Toccante è la scena della distruzione dei mecca, sanno quello che sta per succedere ma non hanno paura, non soffrono, non conoscono né ira, né odio, né sofferenza, una cyber tata programmata per allevare i bambini sorride a David radiosa mentre il nuovo mangiafuoco la condanna a morte come una strega del Trecento sciolta nell'acido che le cola addosso come un tempo i guerrieri medievali gettavano olio bollente sugli assalitori dalle torri dei castelli assediati. Lei sorride e rassicura David perché non soffrisse.
Perciò l'umana aspirazione a migliorarsi è affidata ad un robot bambino proiezione dei sentimenti umani e agli extraterrestri, proiezioni moderne di divinità compassionevoli capaci di ridare la vita ad una persona vissuta 2.000 anni prima pur di donare un giorno di felicità al piccolo David perché lui è importante per loro, rappresenta la migliore incarnazione del meglio che l'umanità estinta sia stata capace di creare e tramandare.
Forse il messaggio profondo del film é in questo: un invito a immaginare che non solo la vita umana è breve di fronte alla storia ma anche la vita dell'intera umanità può essere fuggevole di fronte alla vita dell'universo. Che resterà dell'umanità quando tutto sarà compiuto?
Anche in questo il film è esistenzialista, cioè intriso di religiosità laica, il tempo è il dio degli atei poiché ogni essere umano sa che il tempo era prima di lui e sarà dopo la sua fine ma qualcosa di lui rimane negli altri e questa è la sua responsabilità, la sua pena o sua gloria.

 
 
 

800 euro alle famiglie che fanno figli. NO solo alle mamme.

Post n°114 pubblicato il 16 Maggio 2017 da hommelibre10
 

 

"Dopo il mezzo passo indietro sul congedo parentale per i papà, arriva una buona notizia per le coppie che decidono di avere un bambino. Il "bonus mamma", l'assegno Inps da 800 euro più volte rinviato a causa di ritardi dovuti alla messa a punto della piattaforma, è finalmente realtà. "
Scrive Lidia Catalano su La Stampa di Torino (http://www.lastampa.it/2017/05/03/italia/politica/arriva-il-bonus-mamma-via-libera-alle-richieste-jXnIYQqBBGckarMwk461CK/pagina.html)

Sì, i soldi di fatto vanno alla famiglia ma perché allora destinarli alla sola mamma? Forse che i soldi per sostenere le spese dell'arrivo di un bambino sono a carico delle sole mamme? Oppure, in realtà, ciò che va ripagato è la doglia del parto che certo non compete al povero papà che del concepimento del bambino conosce solo la parte più piacevole?
Ma non è così anche i papà si alzano la notte a consolare il bimbo che piange, preparano il biberon, cambiano i pannolini, vanno al supermercato e pagano il conto. Perché nessun riconoscimento agli sforzi dei padri?
Sic transit gloria mundi, la guerra dei sessi è una guerra simbolica e gli uomini non la sanno gestire.

 
 
 

Viaggio agli inferi

Post n°113 pubblicato il 13 Maggio 2017 da hommelibre10

Aveva avuto la sensazione, in quel momento, di avere un vuoto dentro, di essere leggero come un pallone aerostatico soggetto ad ogni folata di vento e che se una spina lo avesse punto si sarebbe sgonfiato e sarebbe precipitato nel burrone della depressione che covava sotto l'eccitazione dei suoi sogni e delle sue battaglie... nessuno però gli spiegava che era proprio in quel burrone che si trovava la sua anima e che immensa era la forza terapeutica della malinconia quando nasceva dall'incontro e dal riconoscimento della parte più sofferta e trascurata di sé.
G.L.

A volte combatttiamo contro la vertigine e la malinconia, contro il dolore e la depressione... invece bisogna scendere negli inferi della propria anima per poterla salvare. Vi scese Orfeo per incontrare Eurudice e Ulisse per ascoltare Tiresia, li attraversò Enea per poter giungere ai Campi Elisi, Eracle alla dodocesima fatica e infine Dante per consegnare la sua compassione al dolore della storia.
Non c'è scrittore o artista che non trovi nel nero di se stesso la propria ispirazione.

 

 
 
 
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