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Creato da setacuoio.2008 il 15/01/2009

FATA VIAM INVENIENT

Contenitore di idee, riflessioni ed amenità varie.

 

 

Ragionamenti maschili...(sti?)

Post n°140 pubblicato il 23 Maggio 2012 da setacuoio.2008
 

Nel quartiere dove abito, sulla stessa via a poca distanza da casa mia, c'è una negozio che frequento da anni. La proprietaria è oggi una 48enne splendida nella forma fisica, ma non solo. Recarmi nel suo negozio è sempre un piacere ... per tutti i sensi.

Di lei si raccontano molte cose e, come spesso accade, non è facile discernere il vero dal falso. Mai sposata o convivente ha, però, una vita sentimentale molto attiva; così tanto movimentata da essere all'indice delle donne che vivono nel quartiere ed oltre. Ha anche un cane di piccola taglia che adora. Un affetto che è certamente ricambiato con uguale intensità.

So con certezza di essere nella sua lista dei desideri e lei sa, con altrettanta certezza, di esserlo nei miei. Eppure, tra noi non è accaduto nulla; soltanto sguardi che parlano in modo inequivocabile.

Difficilmente riesco a cogliere nel segno come, invece, sono riuscito a fare con lei. Il suo "rubare i mariti" (questa è l'affermazione più ricorrente sulla bocca delle mogli derubate...lascio perdere gli appellativi che seguono) è il bisogno di "vendicare" una madre che fu continuamente tradita dal padre. Non la si biasimi e, vi prego, risparmiatevi la lapidazione. Io sono dalla sua parte.

Parliamo amabilmente, come può accadere a due persone che si conoscono da anni.
Vorrei possederla usarla, dominarla... lei lo sa.

Vorrebbe essere sinceramente Amata, almeno una volta, nella sua vita. Io lo so.
Per questo non accade nulla e lei è grata a me per il sincero rispetto che ho di Lei. 


 

 

 
 
 

Miseria umana

Post n°139 pubblicato il 21 Maggio 2012 da setacuoio.2008

 

"Terremoto del nord italia... Ci scusiamo per i disagi, ma la padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano...)". Questo è il brillante commento che un neo consigliere comunale leghista di Rovato, Stefano Venturi, ha postato sul suo profilo in Facebook dopo il terremoto che ha colpito le zone dell'Emilia. Il genio della battuta, dopo numerose critiche, ha cancellato il commento dal suo profilo e si è dimesso (costretto) dalla carica di consigliere comunale.

Da tempo ho la certezza che essere leghisti fa male all'intelligenza umana, come fumare fa male alla salute.

Trota docet.

 
 
 

Quando il sonno dei mostri genera...la ragione

Post n°138 pubblicato il 14 Maggio 2012 da setacuoio.2008

Oliviero Beha è uno dei giornalisti dei quali apprezzo la serietà professionale.

 

 
 
 

Le bande da giro del Sud d'Italia

Post n°137 pubblicato il 09 Maggio 2012 da setacuoio.2008
 

 

Disprezzata, ignorata, rimossa o, nel migliore dei casi, considerata una forma d’arte minore. Eppure per oltre 150 anni le bande musicali del Sud d’Italia, in particolare della Puglia, sono state un grande laboratorio all’interno del quale si sono formati direttori (ad esempio, Mascagni fu direttore della banda di Cerignola), compositori e grandi strumentisti a fiato (Severino Gazzelloni fu a 12 anni primo flauto nella banda di Taranto).

Uno dei suoi meriti più grandi è stato quello di aver diffuso la cultura sinfonica ed operistica dei grandi autori europei e, in particolare, italiani presso vasti strati della popolazione meridionale. Infatti, la presenza dei teatri soltanto nelle città più grandi e l'impossibilità di accedervi da parte di gente per lo più povera ed emarginata consentirono alle bande di diffondere nel corso delle feste in onore del Santo Patrono di piazza in piazza, di paese in paese (da qui il nome di “bande da giro”) le arie più conosciute del “bel canto” operando così una vera e propria rivoluzione musicale e creando quel suono unico ed originale che, ancora oggi, contraddistingue le bande del meridione d’Italia dalle altre sparse nel mondo.

Fu un’operazione audace e per certi aspetti discutibile, ma efficace al punto da creare un filone musicale operistico tutto strumentale che sopravvive ancora oggi. I violini dell’orchestra furono rimpiazzati dai clarinetti, le viole dai sassofoni e le voci di soprano, contralto, tenore e baritono furono sostituite rispettivamente dai flicorni sopranino, soprano, tenore e baritono.

A differenza degli orchestrali che suonavano nelle formazioni che si esibivano nei teatri d'Europa, i bandisti (così erano appellati i musicisti che suonavano nelle bande) non provenivano dai conservatori musicali. Era gente umile, spesso con una carente cultura scolastica, che di giorno lavorava nei campi, nelle officine, nelle botteghe e di sera, dopo la fatica quotidiana del lavoro, si radunava sotto la guida di un direttore di banda (l'unico ad essere diplomato al conservatorio in direzione d'orchestra) per studiare musica e suonare insieme. 

La storia delle bande è piena di volti, tipi, eroi che vivono ancora oggi in aneddoti che diventano legende. Carlo Levi in “Cristo si è fermato ad Eboli” racconta che una delle antichissime valli della Basilicata riecheggi delle armonie della banda di Grassano. Era il 17 settembre 1926 (età dell’oro dei complessi bandistici), quando un camion  che riportava a casa i musicisti, di ritorno da una festa patronale, precipitò in un burrone. Alcuni musicisti ed il direttore di banda perirono nell’incidente. Contadini e pastori giuravano, un tempo, che ogni notte nella zona dov’era accaduto l’incidente era possibile ascoltare le note delle opere più celebri suonate dagli sfortunati musicisti.

Ancora oggi, i più anziani di alcuni paesi del meridione ricordano un musicista al flicornino particolarmente bravo. I suoi potenti e prolungati assoli gli valsero l’appellativo di “Armstrong dei bandisti pugliesi”. Le sue esecuzioni mandavano in visibilio il pubblico che lo tempestava di fiori e di confetti. Di carattere schivo, pare fosse assediato dai suoi fan, tanto da dover ricorrere a fughe improvvise prima della fine del concerto. Morì travolto da un tram a Milano dove era emigrato dopo il secondo conflitto mondiale per fare il tranviere.

Il musicologo Pietro Andrisani nel 1985 fece incontrare la banda di Montescaglioso con il musicista jazz Chet Becker. Si racconta che il grande trombettista americano eseguì con la banda lucana alcuni brani dei Beatles.

Un incontro simile fu “combinato” il 1° Agosto 1993 da Isio Saba che portò a suonare con la banda di Caprarola, in Lazio, l’Art Ensamble of Chicago.

 
 
 

The Weight - The Band

Post n°136 pubblicato il 23 Aprile 2012 da setacuoio.2008
 

Levon Helm, vocalist e batterista del gruppo The Band è morto il 20 Aprile scorso in un ospedale di New York. Lo ricordo con questo video tratto dal film 'The last waltz' diretto da Martin Scorsese che fu girato in occasione dello scioglimento del gruppo nel 1976.

Il brano è suonato insieme ad un'altra formazione: 'The Staple Singers'.

So long, Levon.

 
 
 

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang è il Popolo del Burlesque

Post n°135 pubblicato il 23 Aprile 2012 da setacuoio.2008

 

Ricordate cosa ha detto nei giorni scorsi AA il sedicente segretario del PDL?

"Io e SB presenteremo presto la più grossa novità della politica italiana che ne cambierà il corso della storia. La 'novità' sarà resa nota dopo le prossime elezioni amministrative". Queste le sue parole.

Peccato che il suo capo, nelle stesse ore, abbia voluto rovinare la sorpresa anticipandola. Infatti, a margine del processo che lo vede imputato di favoreggiamento della prostituzione minorile, ha sostenuto che le serate eleganti che si svolgevano a casa sua si concludevano con delle simpatiche ed innocenti gare di burlesque che erano inscenate volontariamente dalle ragazze perchè, si sa, le donne sono per loro natura esibizioniste.

Mi viene da pensare che la vera ed unica novità che possa giungere dal relitto del peggiore e recente passato italiano sia la seguente: si chiude la fase politica del partito del Popolo delle Libertà e se ne apre una nuova avente come fulcro il partito del Popolo del Burlesque. Il programma è già disponibile al botterghino del Moulin Rouge. A capo della nuova formazione sarà, naturalmente, Burlesquoni.

 
 
 

Eroi di Cartone

Post n°134 pubblicato il 02 Marzo 2012 da setacuoio.2008
 

Era il titolo di una trasmissione di cartoni animati dei primi anni settanta. Attraverso essa ho conosciuto ed amato personaggi come Charlie Brown, Asterix, Braccio di Ferro, Supermen, Nembo Kid solo per citarne alcuni.

Da alcuni giorni pensavo di postare la sigla della trasmissione che era cantata da Lucio Dalla.

Forse, è stata la prima canzone che ho imparato a canticchiare. Ciao Lucio.

 

 
 
 

Vedere di più vedendo meno

Post n°133 pubblicato il 23 Febbraio 2012 da setacuoio.2008
 
Tag: Design

I designer, nel loro lavoro, tendono a socchiudere gli occhi quando devono osservare qualcosa. Strizzano gli occhi per andare oltre i dettagli e trovare un equilibrio tra il tutto ed i particolari.

Quando osservi il mondo che ti circonda cerca di socchiudere gli occhi. Vedrai di più vedendo di meno.


P.S. L'esercizio non è particolarmente indicato quando si è alla guida di un veicolo.

 
 
 

Take This Waltz

Post n°132 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da setacuoio.2008
 

Poesia di Federico Garcia Lorca cantata da Leonard Cohen.

 

In una seconda versione si nota l'assenza dell'accompagnamento delle voci femminili. Il video fu realizzato a Granada.

 

 
 
 

Pitagora e l'amicizia

Post n°131 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da setacuoio.2008
 

Molte persone hanno, qui, due o più profili. Io conosco una che ne ha due e, immagino, sceglie quale di essi "indossare" in base al suo umore, al suo stato d'animo. Tuttavia, non è di ciò che voglio parlare.

Ieri, rispondendo ad un suo messaggio le ho scritto: "Salutami anche colei che è l'altra te stessa". Questa mattina, riflettevo sulla frase e mi è venuto in mente Pitagora. Già proprio lui, il matematico e filosofo greco che visse nella Magna Grecia e fondò a Crotone la sua famosa scuola (ndr leghisti di merda avete capito bene: Magna Grecia ovvero SUD e Crotone ovvero città dell'attuale regione denominata Calabria). Torniamo però a Pitagora. Di lui sappiamo molto poco non avendo lasciato nulla di scritto.

Perche qui parlo di lui? Si ritiene che sia stato Pitagora ad introdurre nell'uso comune la parola "amicizia" mutuando il vocabolo dalla matematica.

Infatti, sosteneva che un amico è "colui che è l'altro me stesso, come accade ai numeri 220 e 284".

Cosa intendeva dire? I matematici greci davano una certa importanza ai due numeri e li consideravano "amici" o "amicabili" perchè ognuno di essi è la somma dei divisori dell'altro (esclusi i numeri stessi).

I divisori di 220 sono 1, 2, 4, 5, 10, 11, 20, 22, 44, 55, 110 . Se li sommiamo otteniamo 284.
I divisori di 284 sono 1, 2, 4, 71, 142 . Se li sommiamo otteniamo 220.

Quali sono i miei divisori?  E tu conosci i tuoi divisori?

220 e 284 non sono, però gli unici numeri amicabili. Nel corso del tempo sono stati scoperti altri. A giugno 2006 ne erano noti poco più di 11 milioni, di cui alcuni con migliaia di cifre.

 
 
 

La ballata degli scheletri

Post n°130 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da setacuoio.2008
 

E' un cortometraggio. diretto da Gus Van Sant, presentato nel 1997 al Sundance Film Festival. Un omaggio ad Allen Ginsberg.

Nel video, il famoso poeta beat "canta" in suo poema politico Ballad of the Skeletons, con accompagnamento musicale di Lenny Kaye, Paul McCartney, Philip Glass, Mac Ribot.

 
 
 

Quel giorno a Roma

Post n°129 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da setacuoio.2008
 

 

La "soluzione finale" per gli ebrei romani arriva il 24 Settembre 1943 con
l'ordine da Berlino di "trasferire in Germania" e "liquidare" tutti gli ebrei
"mediante un'azione di sorpresa". Il telegramma riservatissimo è indirizzato al tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma.

Alle 5,30 del mattino di sabato 16 Ottobre, provvisti degli elenchi con i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree, 300 soldati tedeschi iniziano in contemporanea la caccia per i quartieri di Roma. L'azione è capillare: nessun ebreo deve sfuggire alla deportazione. Uomini, donne, bambini, anziani ammalati, perfino neonati: tutti vengono caricati a forza sui camion, verso una destinazione sconosciuta. Nessun quartiere della città fu risparmiato: il maggior numero di arresti si ebbe a Trastevere, Testaccio e Monteverde. Alcuni si salvarono per caso, molti scamparono alla razzia nascondendosi nelle case di vicini, di amici o trovando rifugio in case religiose, come gli ambienti attigui a S. Bartolomeo all'Isola Tiberina.

Alle 14 la grande razzia ha fine. Le SS registrano la cattura di 1024 ebrei romani che vengono rinchiusi nel collegio Militare di via della Lungara.

Due giorni dopo, i prigionieri vengono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame in partenza dalla Stazione Tiburtina. Il 22 ottobre il treno arriva ad Auschwitz.

Dei 1024 ebrei catturati il 16 Ottobre ne sono tornati solo 16, di cui una sola donna (Settimia Spizzichino). Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto.

C'è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte a Via del Portico d'Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che "qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei".


 

Gli elenchi dei nominativi degli ebrei furono forniti da zelanti impiegati fascisti dell'Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell'Interno italiano.

La foto ritrae Settimia Spizzichino ed è opera di Claudia Giacinti.

 
 
 

Tito Schipa ed il tango

Post n°128 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da setacuoio.2008
 

 

Raffaele Attilio Amedeo Schipa, soprannominato “Titu” (piccoletto), nacque a Lecce il 27 Dicembre 1888 (l’iscrizione all'anagrafe, però, avvenne il 2 Gennaio 1889 per questioni di leva militare).

Cantante e compositore, debuttò a Vercelli nel 1909 con "La Traviata". Il successo arrivò nel 1914 a Napoli dove, con una "Tosca" leggendaria, il nome d'arte "Tito Schipa" si impose definitivamente alle cronache artistiche e mondane.

Il grande tenore pugliese oltre che interprete di numerose opere liriche fu anche cantante e compositore di tanghi.

Suoi sono i tanghi El Coquetón, Esperanza, Ojos lindos y mentirosos (1921), El Gaucho (registrato a New York l’11 settembre 1928),  El pampero (1937).

Nel corso dei suoi viaggi in Argentina tra il 1930 ed il 1934 registrò sei tanghi per la RCA Victor:

- "La cumparsita", "Confesión", "Dónde estás corazón", "Tinieblas" con l'Orquesta Tipica Victor;

- "Dímelo al oído" con l'orchestra di Francisco Lomuto;

- "Vida mía" con l'orchestra di Osvaldo Fresedo.

Si spense a New York il 16 dicembre 1965.

Per chi volesse approfondire la conoscenza del grande tenore pugliese consiglio il sito ufficiale.

Tanda di quattro tanghi

"El Gaucho"


"Tinieblas" registrato con l’Orquesta Tipica Victor

"Vida mia" registrato con l’Orquesta de Osvaldo Fresedo

"Dímelo al Oído" registrato con l’Orquesta de Francisco Lomuto

 

 
 
 

esticatsi 7 ovvero "Un esempio di buone maniere"

Post n°127 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da setacuoio.2008
 

frammento di dialogo tra due automobilisti ad un incrocio, questo pomeriggio.

- Cretino, devi dare la precedenza!
- Aho te do''na pizza che te fa' girà la testa così me guardi dritto nell'occhi mentre te pijo a carci ner culo!

 
 
 

Come cadere da 11000 metri e ... sopravvivere

Post n°126 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da setacuoio.2008
 
Tag: Storie

6:59:00 AM 11.000 mt

Siete andati a letto tardi e avete un volo la mattina presto. Vi appisolate subito dopo il decollo. All'improvviso l'aria gelida e il rumore vi svegliano. Un rumore intenso, orribile. Vi chiedete: “Dove sono? E dov'è l'aereo?”.

Siete a undici chilometri di altezza. Siete soli. State precipitando.

Le cose si mettono male. Ma è meglio concentrarsi sulle buone notizie (oltre a quella di essere sopravvissuti all'esplosione dell'aereo). È vero, la gravità è contro di voi, ma il tempo gioca a vostro favore. Che ci crediate o no, cadere dal balcone della stanza d'albergo dove vi siete ubriacati la notte prima è molto peggio.

A quest'altitudine l'ossigeno è scarso. Cominciato a entrare in ipossia. Presto perderete conoscenza e precipiterete per almeno un chilometro prima di svegliarvi di nuovo. Quando succederà, ricordatevi di quello che state per leggere. Dopotutto, la vostra prossima destinazione è il suolo.

Le probabilità di sopravvivere a una caduta da undicimila metri sono estremamente poche, ma a questo punto esaminare la situazione non vi costa niente. Ci sono due modi di precipitare da un aereo. Il primo è la caduta libera, in cui si va giù senza protezione e senza mezzi per rallentare la discesa. Il seconda è essere un wreckage rider (letteralmente cavalca rottami). L'espressione è stata inventata da Jim Hamilton, un appassionato di storia che vive in Massachusetts e cura la Free fall research page, un database online di tutte le cadute umane immaginabili. Un wreckage rider è chi ha la fortuna di rimanere attaccato a un frammento dell'aereo. Nel 1972 l'assistente di volo serba Vesna Vulovic stava sorvolando la Cecoslovacchia su un Dc 9 quando l'aereo scoppiò in volo. Precipitò per oltre diecimila metri, incastrata tra il suo sedile, un carrello portavivande, una sezione del velivolo e il corpo di un altro membro dell'equipaggio. Atterrò su un pendio innevato. Quando si fermò era gravemente ferita ma ancora viva.

Secondo le statistiche di Hamilton, è più probabile sopravvivere chiuso in un bozzolo semiprotettivo di detriti che precipitando in caduta libera: dagli anni quaranta ci sono stati 31 incidenti di questo tipo. Quello della caduta libera è un club molto più esclusivo: gli incidenti confermati sono solo tredici, compreso quello di Alan Magee, che nel 1943 fu espulso dal suo B17 durante una missione nei cieli della Francia. L'aviatore del New Jersey,recentemente protagonista di una puntata di MythBusters, precipitò da seimila metri e si schiantò su una stazione ferroviaria. Fu catturato dalle truppe tedesche, che rimasero senza fiato quando scoprirono che era ancora vivo.

La cosa più importante, comunque, è la velocità al momento dell'impatto. Mano a mano che la gravità vi attrae verso terra la velocità aumenta. Ma come qualsiasi oggetto in movimento, anche voi create attrito: più aumenta la velocità, maggiore è l'attrito. Quando la forza che vi trascina verso il basso è uguale alla resistenza, l'accelerazione si arresta. Siete al limite.

A seconda dell'altezza e del peso, e di fattori come la densità dell'aria, in quel momento la vostra velocità sarà più o meno di 190 chilometri all'ora. E ci arriverete molto rapidamente, dopo i primi 460 metri di discesa, circa la stessa altezza della Willis Tower a Chicago. Precipitare da due altezze diverse ma alla stessa velocità significa comunque che l'impatto al suolo avrà la stessa forza. L'unica differenza è il tempo. Il corpo atterra sul marciapiede di Chicago in dodici secondi. Cadendo dall'altezza di crociera di una aereo, avrete quasi il tempo necessario per leggere tutto quest'articolo.

7:00:20 AM 6.700 mt

L'aria è respirabile e voi riprendete faticosamente conoscenza. Mancano circa due minuti all'impatto. Il vostro piano è semplice: entrerete in uno stato zen e deciderete di vivere. Capirete, come sostiene Hamilton, che “non è la caduta a uccidervi, ma l'atterraggio”.

Mantenete il sangue freddo e prendete la mira.

Ma dove? L'impatto di Magee sul pavimento della stazione ferroviaria francese fu attutito dal lucernario che aveva attraversato un attimo prima. Il vetro fa male, ma cede. Lo stesso vale per l'erba. Cumuli di fieno e di cespugli hanno fatto da cuscinetto a più di un sopravvissuto a una caduta libera. Gli alberi non sono male, anche se si rischia di finire allo spiedo. La neve? Va benissimo. Le paludi? Con la loro superficie vischiosa, sono ancora meglio. Una volta Hamilton ha raccontato il caso di un paracadutista acrobatico che si è salvato rimbalzando sui cavi dell'alta tensione. Contrariamente alla convinzione più diffusa, l'acqua è una pessima scelta. Il liquido, come il cemento, non si comprime. Atterrare sull'oceano è come schiantarsi su un marciapiede. A parte il fatto, spiega Hamilton, che il pavimento “non si apre per inghiottire i brandelli del vostro cadavere”.

Dopo aver scelto un obiettivo, dovete pensare alla posizione del corpo. Per rallentare la discesa imitate un paracadutista acrobatico: allargate le braccia e le gambe con il torace rivolto verso il basso e arcuate verso l'alto la schiena e il collo. In questo modo, aumenterete l'attrito e potrete destreggiarvi in aria. Ma non rilassatevi: non atterrerete in questa posizione.

La questione del contatto con il suolo, purtroppo, è oggetto di dibattito. Secondo uno studio del 1942 pubblicato sulla rivista War Madicine, “la distribuzione e la compensazione della pressione hanno un ruolo importante nel prevenire l'infortunio”. Una raccomandazione era di distribuire l'impatto su tutto il corpo. Ma secondo un rapporto del 1963 della Federal aviation agency, assumendo la classica posa di atterraggio del paracadutista – piedi uniti, talloni sollevati, ginocchia e fianchi piegati – le probabilità di sopravvivere aumentano. Lo stesso studio osserva che un buon allenamento nella lotta e nella ginnastica acrobatica aiuta a sopravvivere alle cadute. Le arti marziali sono utili soprattutto in caso di impatto su superfici dure. “una cintura nera è in grado di spezzare un asse di legno con un colpo solo”, scrivono gli autori.

“L'esperienza sul campo” per eccellenza è quella del paracadutista giapponese Yasuhiro Kubo, che detiene il record mondiale nella categoria banzai. Di solito Kubo getta il paracadute dall'aereo per poi lanciarsi a recuperarlo. Dopo aver aspettato il più a lungo possibile se lo infila e tira la corda. Nel 2000, prima di recuperare il paracadute, è precipitato per 50 secondi da un'altezza di tremila metri. Un modo più sicuro di fare pratica è approfittare di una delle gallerie del vento sparse in una decina di parchi tematici e centri commerciali americani. Neanche questo, però, vi aiuterà nel compito più difficile: sopravvivere all'atterraggio. Per esercitarvi, anche se non ve lo consiglio, potreste provare a saltare dal ponte più alto del mondo, il viadotto di Millau in Francia. Si trova a 271 metri sopra una distesa di terra coltivata.

Per l'atterraggio sull'acqua serve prontezza di spirito. Gli studi su sopravvissuti alle cadute dai ponti indicano che entrando di piedi, a candela, aumentano le probabilità di riemergere in superficie. I famosi tuffatori di Acapulco, tuttavia, tendono a tuffarsi di testa, con le dita delle mani intrecciate e le braccia tese per proteggere la testa. Qualunque soluzione scegliate, restate nella posizione di caduta libera il più a lungo possibile. In ogni caso, se siete costretti a entrare in acqua di piedi, la cosa più importante è stringere il sedere.

Qualunque sia la superficie, non atterrate mai di testa. Secondo uno studio condotto nel 1977 dai ricercatori dell'Highway safety research institute, la principale causa di morte nelle cadute è l'impatto con la testa. Lo studio ha preso in esame alcuni casi di cadute da palazzi, ponti e trombe di ascensori. Se proprio non potete evitare di cadere a testa in giù, sacrificate il vostro aspetto e atterrate di faccia. E cercate di volare con un paio di occhiali da sci in tasca: mentre cadete, spiega Hamilton, probabilmente vi lacrimeranno gli occhi, pregiudicando la precisione nell'atterraggio.

7:02:19 AM 305 mt

Considerata l'altezza di partenza (e considerato che la velocità media di lettura di un uomo adulto è di 250 parole al minuto) a questo punto delle istruzioni sarete quasi pronti a toccare terra. I princìpi fondamentali li conoscete, quindi potete concentrarvi sull'obiettivo. Ovviamente ci sono altre informazioni, anche se a questo punto nessuna vi sarà di grande aiuto.

Secondo le statistiche è meglio far parte del personale di volo, essere un bambino o viaggiare su un aereo militare. Negli ultimi quarant'anni ci sono stati più di dieci incidenti di aerei di linea con un solo sopravvissuto. Nei casi documentati, quatto di questi sopravvissuti erano membri dell'equipaggio, come l'assistente di volo Vulovic, e sette erano passeggeri al di sotto dei 18 anni. Nel 2003 Mohamed al Fateh Osman, un Wreckage rider di due anni, è sopravvissuto allo schianto di un Boeing in Sudan. E la quattordicenne Bahia Bakari è stata l'unica superstite dell'incidente della Yemenia Airways alle isole Comore del giugno del 2009.

Probabilmente la sopravvivenza dei membri dell'equipaggio dipende da migliori sistemi di sicurezza, ma sui bambini non c'è un'opinione condivisa. Lo studio della Federal aviation agency sottolinea che i bambini, soprattutto se hanno meno di quattro anni, hanno ossa più flessibili, un tono muscolare più rilassato e una percentuale maggiore di grasso sottocutaneo, che aiuta a proteggere gli organi interni. Le persone piccole di statura, che hanno la testa più in basso rispetto alla schienale del sedile, sono più protette dai detriti in caso di rottura del velivolo. Il peso corporeo inferiore riduce la velocità al momento dell'impatto, mentre la superficie minore riduce le probabilità di rimanere impalati all'atterraggio.

7:02:25 AM 0 mt

Terra. Come un maestro Shaolin, siete preparati e in pace con voi stessi. Siete vivi. E ora che succede? Se siete fortunati, noterete soddisfatti che le vostre ferite sono superficiali, vi alzerete e vi accenderete una sigaretta per festeggiare, come fece nel 1944 il pilota mitragliatore Nicholas Alkemade dopo essere caduto da 5500 metri di altezza su un bosco innevato (se siete dei fumatori sarete doppiamente fortunati, perché in fin dei conti vi concederete una sigarette durante un volo di linea).

Più probabilmente, però, le cose non andranno così.

Fate come Juliane Köpcke. La vigilia di Natale del 1971 il Lockheed Electra su cui viaggiava la diciassettenne tedesca esplose in volo sopra l'Amazzonia. Il mattino dopo la ragazza si risvegliò nella foresta, ancora legata al sedile, circondata da una pioggia di regali di Natale. Sola e ferita, non pensò alla madre che era seduta accanto a lei ed era morta durante l'esplosione, e si ricordò di un consiglio del padre, biologo: “Se ti perdi nella giungla e vuoi trovare la civiltà, segui l'acqua”. Juliane attraversò piccoli ruscelli e fiumi più grandi. Passò vicino ai coccodrilli facendosi strada con un bastone per allontanare le razze. Cadendo aveva perso una scarpa e indossava solo una minigonna strappata. Aveva una busta di caramelle e poteva dissetarsi bevendo solo acqua sporca. Ignorò la clavicola rotta e le ferite infestate dai vermi.

Dopo dieci giorni si fermò a riposarsi sulle sponde del fiume Shebonya. Prima di ricominciare a camminare vide una canoa ormeggiata a riva. Impiegò diverse ore per arrampicarsi sugli argini e raggiungere una capanna. Il giorno dop fu ritrovata lì da un gruppo di boscaioli.

In Perù l'episodio fu considerato una specie di miracolo. Anche le statistiche sulla caduta libera sembrano confermare la tesi di un intervento divino: secondo l'Aircraft crashes record office di Ginevra, 118.934 persone son morte in 15.463 incidenti aerei tra il 1940 e il 2008. anche aggiungendo i paracadutisti sportivi, secondo Hamilton gli incidenti in cui ci sono stati sopravvissuti in grado di raccontarli sono 157: 42 di questi sono avvenuti ad altezze superiori ai tremila metri.

Juliane Köpcke, però, non pensa di essere viva per un capriccio del destino. Ricorda ancora i primi momenti della caduta dall'aereo, mentre il sedile ruotava in aria. In quel momento gli eventi sfuggivano al suo controllo. Dopo il risveglio, però, ha preso in mano la situazione. “Ho preso la decisione giusta: abbandonare la scena dell'incidente”, racconta. Anche l'esperienza nel laboratorio biologico dei genitori è stata preziosa: “Non avevo paura. Sapevo che dovevo attraversare la foresta e nuotare nel fiume, in mezzo ad animali pericolosi come i caimani e i piranha”.

Magari, a questo punto, siete svegli e le ruote dell'aereo si sono poste sicure sulla pista d'atterraggio. Vi rendete conto che le probabilità di qualsiasi tipo di incidente su un volo commerciale sono molto poche e che, quasi sicuramente, non avrete bisogno di mettere in pratica questi consigli.

Sarebbe carino, però, che in segno di gentilezza per i futuri passeggeri lasciaste una copia di questa guida nella tasca del sedile davanti a voi.

Articolo di Dan Koeppel pubblicato su Popular Mechanics . Traduzione su Internazionale n. 837 - Marzo 2010

 
 
 

Don't Let It Bring You Down - Annie Lennox

Post n°125 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da setacuoio.2008
 

Splendida interpretazione di un brano celebre del 1970 di Neil Young. La versione cantata da Annie Lennox fu usata nel film  "American Beauty" (che adoro) come sottofondo nel corso del dialogo tra Lester e Angela.

Il vecchio steso sul ciglio della strada 
Con i camion che gli sfrecciano accanto 
La luna triste affonda per il peso che porta 
E i palazzi grattano il cielo 
Il vento gelido lacera il vicolo all'alba 
E i quotidiani volano via 
L'uomo morto giace sul ciglio della strada 
Con la luce negli occhi 

Non farti abbattere 
Sono solo castelli in fiamme 
Trova qualcuno che stia cambiando 
E ti riprenderai 

Il cieco corre tra le luci della notte 
Ha una risposta in mano 
Vieni giù al fiume della vista 
E allora potrai capire 
Le luci rosse della finestra lampeggiano nella pioggia 
Lo senti il lamento delle sirene? 
Il bastone bianco nella pozza sull'asfalto 
Se cammini verso casa solo 

Non farti abbattere 
Sono solo castelli in fiamme 
Trova qualcuno che stia cambiando 
E ti riprenderai…

 

 
 
 

No alla legge bavaglio

Post n°124 pubblicato il 27 Settembre 2011 da setacuoio.2008

Ci risiamo, il Governo vuole riproporre la cosiddetta “Legge Bavaglio” sulle intercettazioni. Una legge che andrà ad abrogare il diritto ad essere informati. Infatti, il comma 29 del Ddl Alfano sulle intercettazioni equipara i blog ai siti di informazione. La norma prevede che una persona citata da un blog possa richiedere la modifica e o cancellazione di un post senza che la «testata» possa, a sua volta, replicare. In caso di inadempienza si incorre in una multa che può arrivare a 12 mila euro. Per essere approvato, il disegno di legge deve passare l'iter parlamentare, partendo dalla Camera.

Un’opinione pubblica informata e libera fa paura!

 
 
 

Somebody to love?

Post n°123 pubblicato il 27 Settembre 2011 da setacuoio.2008
 

 

 

 
 
 

Occasioni mancate

Post n°122 pubblicato il 18 Settembre 2011 da setacuoio.2008
 

Non ho fatto in tempo
a ballare con te.
Quando t'ho cercato,
tu non c'eri più. Uhhhhh!!!!

Com'eri interessante,
diverso,
ma chi sarai mai?
Non sai che cosa hai perso!
C'è un rischio...

Chissà chi sei - Raffaella Carrà (spot Agip 1970)

 
 
 

Metafora della vita

Post n°121 pubblicato il 15 Settembre 2011 da setacuoio.2008
 

"Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all'improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso o forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti. I poeti del gioco".

(Osvaldo Soriano 1943-1997)

 
 
 
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