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No alla censura! Basta con l'imbroglio!

Questo blog è pubblicato in base all'art. 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, all'art. 10 della CEDU, all'art. 11 della Carta di Nizza, all'art. 6 del Trattato sull'Unione Europea, all'art. 21 della Costituzione Italiana.

La libertà d'espressione fa parte del patrimonio giuridico e morale mondiale.

 
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Creato da: lunarossa.1974 il 16/02/2007
Senza nè Santi nè Eroi.

 

 

Ferrara e il su editoriale. Milano, negate cure a donna sofferente

Post n°104 pubblicato il 17 Luglio 2008 da lunarossa.1974

 

Giuliano Ferrara, con un editoriale sul Foglio, tenta, con il suo verbo di scuotere animi sensibili travisando la realtà.

Dipingendola con colori funerei, parlando e sottolineando la morte per disidratazione e di fame.

Vorrebbe nell'immaginario, dipingere quel lettino di morte e concentrare le menti sulle smorfie di dolore di quella ragazza, che non possono esserci poiché:

Eluana è morta 16 anni fa!

Nessuno di noi, privati cittadini o uomini di chiesa o politici possiamo giudicare o condannare o lanciare anatemi sul caso di Eluana: i giudici, con la loro sentenza si son guardati bene dall'assolvere o condannare un desiderio frutto di una propria visione di vita e quindi una libertà decisionale individuale.

È proprio questo che la corte di Milano ha fatto, ha usato il buon senso e l'umana comprensione ma anche compassione.

Non è la sentenza in sé a preoccupare i cattolici, ma ciò che può determinare a breve termine; la strada spianata verso il diritto di scegliere l'eutanasia.

Non vogliono salvare Eluana, voglio evitare la loro sconfitta, vogliono evitare che i cittadini impugnino un diritto che determinerebbe la laicità della Nazione.

Quel che manca in tutte queste tragiche vicende è l'amore per la vita ma anche per gli esseri umani.

Quando ci s'innamora di un compagno o compagna, li si ama totalmente accettando anche i suoi difetti, di certo non ne facciamo strumento di guerra o di maledizioni.

Che sia io per l'eutanasia o per l'aborto o no, poco importa.

Ma non posso privare od obbligare un altro a far lo stesso solo sulla base della mia decisione, della mia opinione: applicherei una dittatura in questo modo.

Non sappiamo cosa sia giusto o meno.

Ci muoviamo sulle basi della educazione ricevuta, sulle nostre esperienze ed ideologie.

Potrebbe aver ragione Ferrara, o io che sono per la dolce morte.

Chi può dirlo con certezza matematica?

Lasciamo che sia chi si trova a vivere determinate situazioni a scegliere.

È la loro vita, non possiamo decidere per altri, soprattutto quando la decisione circonda una sola vita senza urtare o restringere le altrui libertà.

Dobbiamo allontanarci da falsi credi, tornare ad amare e difendere tutte le vite, fossero esse diverse dalla nostra.

La libertà individuale è un bene troppo prezioso per permettere ad altri d'intervenire prepotentemente.



L'editoriale:


Acqua per Eluana Englaro. Da domani, dai prossimi giorni sul sagrato del Duomo di Milano è decente ed è umano che vengano deposte bottiglie d’acqua. Non c’è da discutere, c’è solo da protestare la compassione. C’è solo da protestare. C’è solo da esercitare la libertà di contraddire calpestando quel simbolo di ragione che è la piazza sotto l’ombra di quel simbolo di fede che è la Cattedrale.



Piazza Duomo è un luogo elettivo della religione e del civismo. E’ il posto giusto. E’ il posto giusto per riunirsi intorno al pozzo della Samaritana, e alla sua acqua. A qualche chilometro da lì, a Lecco sul bordo del lago manzoniano, una donna viva sta per essere assetata e affamata dal nostro io collettivo, timoroso della morte e spregiatore della vita umana, dalla scienza impudente e dalla famiglia senza speranza. Non c’è da capire se la fede cristiana sia in grado di salvare senza o perfino contro gli imperativi dell’etica classica e borghese: c’è da agire. C’è da agire su di una piazza, su un sagrato, silenziosamente e solidalmente, secondo la vocazione laica dei cattolici e la cultura cristiana dei laici. Questo è l’etica: discernere il bene dal male (aguzzando la vista) e sforzarsi di fare il bene (attraverso l’ineluttabilità del peccato). Non con la curiosità di Eva e l’autorizzazione biblica di Adamo, beninteso, ma secondo la ragione e la parola, secondo il Logos che per i cristiani è una incarnazione personale, un fatto. Non fare agli altri quanto non vuoi sia fatto a te: dunque, non assetare. Fa’ agli altri quanto vorresti fosse fatto a te: dunque, da’ da bere agli assetati.


Molti nel mondo hanno sete e rischiano di morire. Ma nessuno come Eluana Englaro. Nessuno per sentenza di un giudice. Nessuno per evoluzione della cultura. Nessuno per disperata decisione paterna. Nessuno nel muto nome di una sua volontà precedente. Nessuno come campione umano per la statuizione di una legge di testamento cosiddetto biologico o di eutanasia. Nessuno come cavia ideologica di un passo ulteriore nella via della scristianizzazione radicale del mondo. Nessuno ha sete per un banale incidente filosofico divenuto religione civile universale, la religione della buona morte, la morte buona, capace secondo i modernisti di conferire dignità alla persona che la riceve nel suo letto o autonomia e libertà a chi la dà nel suo grembo. Nessuno nel mondo muore di sete per vanità e necrofilia secolarista. A Eluana Englaro, come avvenne per Terry Schiavo, potrebbe succedere.


Beniamino Andreatta è vissuto nove anni in un letto d’ospedale, a Bologna, chiuso ai contatti diretti e comprensibili con il resto del mondo ma non all’amore della sua famiglia e dei suoi amici. Quando si recò in città, il Capo dello Stato lo andò a trovare. Andò a trovare qualcuno. Non una tomba o una cosa, di cui si possa disporre. C’era un corpo caldo, che di lì a qualche giorno diventò freddo, poiché Andreatta poi morì. Giorgio Napolitano, che si fece venire dubbi clamorosi all’epoca dell’appello di Piergiorgio Welby in nome del diritto di morire, potrebbe farsi venire un dubbio anche questa volta. Di segno contrario. In nome del diritto di vivere. Potrebbe recarsi sul sagrato del Duomo e deporre anche lui una bottiglia d’acqua. Potrebbe invocare una moratoria contro una pena di morte legale, comminata a una sorella delle suore Misericordine con le cautele della tortura umanitaria, affinché le mucose non si secchino e il disagio della disidratazione sia limitato.


Dopo l'editoriale di Ferrara e le conclusioni che ognuno di voi avrà fatto, una nuova drammatica notizia arriva dalla civilissima Milano.

All'ospedale Niguarda di Milano un medico obiettore di coscienza ha rifiutato il proprio aiuto ad una donna sottoposta ad aborto terapeutico. La signora, un'ucraina di 30 anni, era in preda a forti dolori dopo l'intervento ma l'anestesista, una volta saputo che era appena stato fatto un aborto, ha rifiutato il proprio intervento. Per sedare i dolori della donna è intervenuto il primario di ostetricia.

"Il medico avrebbe dovuto intervenire", dice al quotidiano Repubblica il primario Maurizio Bini. E' stato lui a intervenire quando ha saputo del caos scatenatosi dopo la decisione dell'anestesista. Il marito della donna, un italiano, era inferocito per il trattamento ricevuto e aveva iniziato a minacciare di portare via la propria compagna. Il dottor Bini è intervenuto somministrando una forte dose di morfina alla signora: "Non è compito mio fare quella iniezione ma i medici abortisti nel mio reparto sono così pochi - dice il primario - che spesso mi capita di rimboccarmi le maniche e fare da solo".

Scuse fatte alla signora e al marito ma la polemica nell'ospedale non sembra essere finita. Secondo la Cgil, che per prima ha raccolto la denuncia del marito della donna, si è trattato di "omissione di assistenza" e ha sollecitato la direzione sanitaria ad aprire un'inchiesta. Il primario di ostetricia ha invece posto la questione al comitato etico del nosocomio. "Io sono dell'idea - dice Bini - che un medico non può rifiutare un antidolorifico ad una donna sottoposta ad aborto terapeutico alla 21.ma settimana".

Questa è l'umana comprensione??

Drammatica sequela di vicende che abbattono ogni diritto umano.

 
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Sanità tra arresti, debiti e commissariamenti: ma Roma sanziona i cittadini

Post n°103 pubblicato il 16 Luglio 2008 da lunarossa.1974

 




Mentre oggi assistiamo all'arresto di Ottaviano Del Turco, Presidente della regione Abruzzo, ex presidente Commissione Anti mafia, ex ministro della pubblica finanza per tangenti e altri gravi reati, in merito ai debiti accumulati dalla sanità della sua regione, una nuova affilatissima mannaia sta per abbattersi sulla testa di cittadini inermi e indifesi:

si tratta della Campania, terra devastata e dimenticata da Dio.

In Campania il debito pubblico assomiglia ad una chiazza d'olio in continua e scivolosa espansione.

10 miliardi di euro:

giurerei che se si indagasse, come nel caso dell'Abruzzo, altre tangenti e riciclo di sporchi soldi ne uscirebbero fuori.

Invece, questo perchè la vergogna e l'inverosimile non conoscono né tregua, ne fine, il ministero della Salute sta pensando bene di far scattare una stangata fiscale;

sempre a danno dei cittadini per coprire l'incredibile falla.

Irap e Irpef, in una regione, la Campania, dove le quote son gia ai livelli massimi.

Dove i servizi resi non meritano menzione, dove le strutture pubbliche risultano al di sotto di ogni normativa, dove l'illecito snocciola le sue spire in ogni diramazione possibile e inimmaginabile.

Se ciò non vi bastasse, è previsto, lontano da ogni logica, un aumento anche per il carburante; l'aumento delle accise come sanzione.

Ma sanzione per chi?

Per i cittadini?

È loro che hanno creato il debito?

Non ci rispondono.

Giorni fa la notizia di alcuni distributori campani che erogavano benzina per il 60% dell'importo chiesto.

Un business vertiginoso e troppo luculliano per persone mercenarie, quanto scaltre.

Non ho finito.

Assieme alle tante notizie assomiglianti a boia pronti a decapitarci l'ultima, infamante voce di corridoio, una voce che ben presto sarà resa ufficiale ma non a noi, soltanto agli addetti ai lavori.

I manager della sanità campana stanno per aumentarsi gli stipendi;

stipendi sempre più assomiglianti a reddite reali.

A Roma tentano di adottare la linea dura, ma sappiamo benissimo come andrà a finire;

in un nulla di fatto.

Tutti troppo impegnati a salvarsi il deretano e mantenerlo sulle poltrone damascate per gridare allo scandalo e magari far saltare qualche nome che non va urlato.

Evidentemente Ottaviano Del Turco andava fatto fuori.

Aggiungendoci una dicastero, quello della giustizia, continuamente sotto attacco e privato dei suoi mezzi, quali le intercettazioni, come ottenere giustizia?

Si pensa anche ad un commissariamento così come avvenne per il Lazio, ma udite, udite il nome che circola tra gli ambienti per la carica è Antonio Bassolino.

Non crediamo di dover aggiungere altro, confidiamo nella vostra capacità d'intelletto e d'acume.





 
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Ottaviano Del Turco: ex presidente della Commissione Anti-mafia arrestato per tangenti

Post n°102 pubblicato il 14 Luglio 2008 da lunarossa.1974

 

La sanità, diritto di ogni cittadino, nuovamente sotto attacco.

Dieci persone arrestate dalla guardia di finanza per le indagini sulla cartolarizzazione di un miliardo di euro, debiti della Sanità regionale d'Abruzzo.

Per i cittadini, il debito sanità significa: meno servizi e più scadenti.

Strutture pubbliche fatiscenti, mancanza di personale, liste di attesa bibliche.

14 miliardi spariti, spartiti, sottratti: mentre noi moriamo per l'assenza di un apparecchio TAC che non funziona.

L'Era di tangentopoli non conosce tramonto.

Circa due anni di indagini nate grazie alla collaborazione di un imprenditore di colpo decisosi a denunciare, pur esso stesso non immune da condanne, se non giuridiche di certo morali.

Vincenzo Angelini, amministratore della casa di cura Villa Pini d'Abruzzo di Chieti e proprietario della Sanatrix dell'Aquila, danneggiato dalla concussione.

Per il suo aiuto il Gip non ha ritenuto di disporre nessuna misura cautelare nei suoi confronti.

Dieci persone arrestate e 25 indagate:

associazione per delinquere, concussione, corruzione, riciclaggio, truffa, falso e abuso d'ufficio.

In carcere sono finiti il presidente della Giunta regionale, ex presidente della Commissione Antimafia ed ex ministro delle Finanza, Ottaviano Del Turco , il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale ed ex segretario regionale socialista, Lamberto Quarta, il neo assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti (Pd), il capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, e Gianluca Zelli.

Due degli arrestati erano stati dipendenti di Angelini: Camillo Cesarone, che era anche sindacalista Cgil poi eletto al Consiglio regionale, e Gianluca Zelli. Secondo quanto si è appreso Angelini avrebbe interrotto il rapporto di lavoro con i due qualche mese fa.

Agli arresti domiciliari l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca (Pd), il suo segretario particolare Angelo Bucciarelli, l'ex presidente della Finanziaria regionale, Giancarlo Masciarelli, già arrestato due anni fa, l'ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici, all'epoca Fi oggi consigliere regionale Pdl. E' stato inoltre eseguito un provvedimento di divieto di dimora a Pescara nei confronti del direttore generale dell'azienda sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao.

Il Presidente di una Giunta regionale non che ex Presidente della Commissione Antimafia, non che ex ministro delle nostre Finanze, Ottaviano Del Turco.

Cariche importanti, strategiche, date in mano ad un uomo accecato dai profitti più che dai suoi doveri e responsabilità.

Come avrà svolto il suo compito all'antimafia?

Come avrà svolto il suo lavoro alla finanza?

Chi lo ha eletto e protetto fin ora?

I suoi amici, ma quali?

Naturalmente gli amici che contano.

Ma adesso non gli serve più e lo danno in pasto alla guardia di finanza.

Tangenti, favori, privilegi, non sentitevi umiliati ma sentitevi furenti!

Le somme della corruzione e delle concussioni sarebbero 200mila euro per Del Turco e Cesarone; 5.800.000 euro per Del Turco, Cesarone e Quarta;

110mila euro per Cesarone e Boschetti;

15mila euro per Cesarone; 500mila euro per Domenici e Masciarelli;

6.250.000 per Conga.

Altre ingenti somme sarebbero state inutilmente pretese o riscosse, secondo l'accusa, da indagati nei confronti dei quali non sono state richieste o applicate misure cautelari.

Tutte le nostre aziende pubbliche risultano rovinose grazie a questi uomini mercenari che venderebbero l'anima della propria madre pur di vedersi accreditare ingenti somme.

Non c'è raggio d'azione, non c'è a tutto ciò una fine e mai ci sarà fin quando il cittadino non avrà consapevolezza del suo potere.

Abbiamo bisogno di correre ai ripari scendendo in campo; sul loro stesso campo.

Mi occorrono 18 persone una per ogni regione d'Italia, la Campania è mia ma accetto ulteriori aiuti.

Costituirsi Movimento e intraprendere la scalata è l'unica vera possibilità che abbiamo.

Contando su di una libertà d'azione che oggi, molti partiti non hanno, vuoi per non perdere le coalizioni che contano, vuoi perche troppi scheletri negli armadi hanno collezionato.

Non servono capitali ne portafoglio; serve volontà e coraggio.

Almeno proviamoci e gettiamo le basi.


 
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Monsignor Fisichella impugna la sentenza che concede l'eutanasia. E guerra sia!

Post n°101 pubblicato il 10 Luglio 2008 da lunarossa.1974

...............segue articolo precedente............. 


Era inevitabile e scontato.

Monsignor Rino Fisichella neopresidente della Pontificia accademia per la vita s'indigna e grida vendetta:

il Vaticano si dice pronto ad impugnare la sentenza che di fatto concede la dolce morte ad una ragazza da ben 16 anni in coma vegetativo e ad un padre che da ben 16 anni accudisce un corpo che non ospita più sua figlia.

La sentenza però, sottolinea il prelato, "può essere impugnata presso una corte superiore", dando la possibilità di "ragionare con maggiore serenità e meno emotività".

Il papà è dal 1999 che combatte questa guerra, non credo si sia agito sull'onda di una emozione.

Giuriamo di conoscerla quella corte superiore, lobby di poteri trasversali e micidiali, velenosi per la democrazia ancor più per il rispetto delle altrui vite e scelte.

Vite non vissute su di un letto di morte sudario d'angosce e di giorni infiniti.

Monsignor Fisichella si dice però anche "amareggiato e stupito": amareggiato "per come si risolverà purtroppo una vicenda di dolore, perché Eluana è ancora una ragazza in vita, il coma è una forma di vita e nessuno può permettersi di porre fine a una vita personale". Poi, "profondo stupore, per come sia possibile che il giudice si sostituisca in una decisione come questa alla persona coinvolta, al legislatore, perché non mi risulta che in Italia ancora ci sia una legislazione in proposito".

Questi giudici non trovano pace.

A sentire Berlusconi esistono solo per angariarlo, a sentire coloro che guarda caso son stati raggiunti da avvisi di garanzia per reati contro la Repubblica, vivono esclusivamente per tormentarli e perseguitare psicologicamente chi tenta solo di svolgere onestamente il proprio lavoro.

E ora il Vaticano: secondo loro i nostri giudici sono immorali, incapaci di professionalità e arroganti al punto di arrogarsi il diritto di concedere la fine di un accanimento su di una ragazza che mai piu potrà risvegliarsi.

Però hanno ragione, in Italia manca una legislazione chiara e precisa, mille progetti e disegni sui loro tavoli ma mai nessuno ha davvero avuto la volontà di legiferare in tal senso.

Speriamo e ci auguriamo con tutto il cuore che abbia forza questa sentenza e dia la spinta propulsiva affinchè finalmente si legiferi e si normalizzi l'eutanasia.

Ci sono sempre i miracoli, urlano dal cupolone, c'è sempre la speranza e la fede; chissà per il papà di questa ragazza cosa rappresentano la fede e la speranza e ancor piu i miracoli.

Giorni senza sole e notti senza stelle, sempre accanto a quel letto silenzioso.

Naturalmente quella di monsignore è una chiara presa di posizione che non lascerà di certo sereno il papà di Luana.

Renato Farina, deputato del PDL polemizza la decisione dei giudici:

"chi ha dato loro una simile potestà?"

chiede intervenga a favore del ricorso e dell'annullamento della sentenza appena emessa il nostro Presidente della Repubblica che è bene dirlo, è il Presidente di una Repubblica Laica.

Prelati e politici chiedono di concedere a Luana la grazia: chissà cosa gli risponderebbe Luana se gli fosse concessa anche solo una frase.

La grazia.

Per me concedere la grazia significa sollevare un fardello opprimente dalla schiena di un uomo.

Luana e il suo papà hanno sopportato per ben 16 anni questo fardello: ora lasciamoli soli a darsi l'ultimo saluto.

Tuttavia la politica non conosce educazione e rispetto e trasforma il dolore in strumento malefico.

Secondo il sottosegretario al Welfare con delega alla Salute Eugenia Roccella:

"la Cassazione ha stabilito criteri sorprendenti e inquietanti.

Si può decidere di interrompere una vita umana sulla base della ricostruzione di una volontà presunta, desunta da dichiarazioni generiche, legate a carattere e stile di vita".

Un fatto, rileva, "estremamente grave per quanto riguarda il rispetto della libertà della persona".

Di avviso opposto l'associazione Luca Coscioni, secondo cui "finalmente, dopo sedici lunghi anni, la Cassazione e ora la Corte di Appello di Milano hanno ristabilito lo stato di diritto, riconoscendo la piena libertà di scelta di Eluana Englaro, libertà sancita dall'articolo 32 della Costituzione Italiana oltre che dalla Convenzione di Oviedo". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il leader dei Radicali, Marco Pannela, che parla dell'affermazione "della civiltà giuridica, umana e politica. E' quell'amore civile, con ardore e passione, che noi evochiamo da sempre, e oggi viene premiata l'attesa di tanti.

Ancora il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano:

“ la decisione della Cassazione e della Corte d'Appello di Milano determinano una lesione inaccettabile dei principi posti a tutela della vita umana, scavalcando i limiti che in passato gli stessi sostenitori dell'eutanasia avevano indicato come insuperabili, Demetrio Neri, Ordinario di Bioetica all'Università di Messina e Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica spiega di aver accolto la decisione con grande gioia, perché so che la ragazza aveva effettivamente espresso il desiderio, quando era in vita, di non essere tenuta in queste condizioni.

16 anni di stato vegetativo persistente, da un punto di vista scientifico vanno oltre ogni limite immaginabile: solitamente, la comunità scientifica dopo due anni dichiara la persistenza del caso senza nessuna possibilità di recupero".

Non è un segreto e sarà guerra senza esclusione di copi bassi.

Chi vincerà?

Il bene?

O il Vaticano?



 
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I giudici di Milano dicono si all'eutanasia

Post n°100 pubblicato il 09 Luglio 2008 da lunarossa.1974

 




La Corte d'appello civile di Milano autorizza il padre e tutore di Eluana Englaro, ragazza in stato vegetale da 16 anni a seguito di un incidente stradale ad interrompere il trattamento di idratazione e di alimentazione che per tutti questi anni l'hanno tenuta in vita.

Era dal 1999 che il padre chiedeva di interrompere quel che lui definiva un accanimento terapeutico.

Ora può farlo.

I giudici hanno così documentato le ragioni che li hanno spinti a tale soluzione:


  • a) è già stata provata l'irreversibilità dello stato vegetativo permanente della giovane ed

  • b) è dimostrata la convinzione di Eluana, quando era pienamente cosciente, di preferire la morte all'essere tenuta in vita artificialmente senza più capacità percettive e avere contatti con il mondo esterno.


I firmatari del decreto in cui si autorizza la sospensione del nutrimento a Eluana sono il giudice della prima sezione civile della Corte d'appello di Milano Filippo Lamanna e i giudici del collegio Giuseppe Patrone e Paolo Negri Della Torre.


Il provvedimento può essere applicato da subito ma un'ulteriore pressione vien fatta al genitore e tutore.

Il consiglio di attendere il termine dei 60 giorni poiché teoricamente è possibile farvi ricorso davanti alla Cassazione.

Chi mai avrebbe la temerarietà e l'arroganza non meno la presunzione di fargli ricorso?

Non i familiari, ne gli amici o vicini di casa.

Tuttavia dobbiamo prendere tutti in considerazione la possibilità che la Santa Chiesa Romana, temendo gli sfugga di mano la sua lotta all'eutanasia possa Essa stessa opporsi e presentare ricorso.

Se ciò non accadesse sarebbe per noi, comuni mortali e per tutti gli Welby una grande e grave conquista.

I giudici: "Decisione inevitabile"

Per il collegio giudicante che ha emesso il verdetto, la decisione è stata "inevitabile" dopo aver accertato "la straordinaria durata del suo stato vegetativo permanente, l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita". Una concezione della vita - spiega il giudice Lamanna - inconciliabile con la perdita totale e irreversibile delle proprie facoltà psichiche e la sopravvivenza "solo biologica del suo corpo, in uno stato di assoluta soggezione passiva all'altrui volere".

La Corte d'appello ha anche escluso che la scelta del tutore, il padre di Eluana, "sia stata espressione di un suo personale giudizio sulla qualità della vita" della figlia anziché di quest'ultima, e sia che vi siano stati altri "fini o interessi se non quello di rispettare la volontà" della ragazza.

Il padre: "Ha vinto lo Stato di diritto"

Il papà di Eluana, Beppino Englaro, ha commentato così la decisione della Corte d'Appello: "Ha vinto lo Stato di diritto".

Laddove vince lo Stato di diritto perde forse lo Stato del Vaticano?

È questo che intendeva dire il papà?


 
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Questo governo garantisce la mafia.

Post n°99 pubblicato il 08 Luglio 2008 da lunarossa.1974

 


Nessuna cronologia della carneficina perpetrata dalla mafia e consociate a danno delle innumerevoli morti eccellenti e stragi di innocenti.

Partirò da Falcone e Borsellino: primo perchè i più recenti e quindi facilmente ricordabili anche dai piu giovanissimi e infine perché allora la mafia avrebbe preferito mille volte non premere quel maledetto bottone.

Gli allora boss sapevano che uccidendoli avrebbero scatenato una guerra popolare e costretto lo Stato ad agire impossibilitato ad arginare quella profonda onda d'urto nata dalla rabbia e dalla indignazione generale.

Sapevano di alzare pericolosamente il tiro e sapevano che nelle alte sfere stavano per essere varate leggi che avrebbero inasprito la giustizia e il suo decorso nei loro confronti.

Ma l'ordine fu irrevocabile.

Condannati a morte da chi non poteva permettersi la divulgazione di alcuni documenti caduti nelle mani di giudici coscienziosi e pronti a fare il loro dovere.

Documenti fotocopiati; 5 copie a 5 uomini diversi ma uniti, almeno apparentemente, dallo stesso scopo; attaccare il cuore mafioso.

Falcone e Borsellino non hanno potuto nemmeno avere una alternativa: chi di dovere sapeva che nessuna possibilità esisteva in entrambi d''accettare un diverso – accordo -

Quindi boom.

Tutto un rogo, tutto in fiamme, le fiamme che purificano e cancellano prove pericolose.

Riunioni tra i Capi aspre sull'accordo del secondo attentato, quello a Borsellino.

Falcone da sotto terra faceva più rumore che in vita: la popolazione di colpo sembrò inarrestabile e nelle richieste esplicite allo Stato e nel non voler più vivere garantendo omertà a quel cancro feroce e sanguinario.

Chiesero di non procedere ma inutilmente.

Di nuovo l'ordine fu irrevocabile.

Boom, di nuovo le fiamme salvatrici.

I mandanti rassicurarono i carnefici che nessun inasprimento ci sarebbe stato nei loro confronti: carcere alla dolce vita e con la buona condotta tutti a casa, profumatamente ricompensati.

Fecero i conti senza l'oste, l'oste erano le genti che invasero giornali con migliaia di lettere e le piazze con striscioni chiari e precisi.

- Via la mafia da Palermo. -

Inchieste, testimonianze, lacrime e rabbia e la vedova Schifani e la laurea della figlia di Borsellino.

Una sequela micidiale a testimonianza dell'enorme ferita apertasi nei tantissimi cuori.

Fiaccolate, commemorazioni, l'onda popolare che tutto può quando è unita e indivisibile.

Lo Stato è costretto a reagire.

Viene varato il 41/bis il carcere duro che spaventa i boss.

Nessuna comoda cella, nessun comodo colloquio o telefonate o contatti vari: soli come è giusto che sia.

Isolati come doveroso era.

Il 41/bis criticato dall'America per la sua disumanità: a sentir loro non garantirebbe i diritti umanitari.

Non sono umani, sono assassini, criminali, maledetti.

Il carcere duro lascia nascere i collaboratori di giustizia; spaventati dal passare una vita in isolamento iniziano pericolosamente a parlare...

i mandanti tentano di rassicurarli: proveranno di tutto pur di eliminare e rendere vano il decreto sicurezza.

Ma chiedono tempo, quei due morti continuano a parlare anche da sotto terra aizzando gli animi civili.

Capaci un tempio, via D'Amelio un santuario, pellegrinaggio infinito di chi non può proprio dimenticare.

I boss minacciano i mandanti di chiacchierare: qualche gettone concesso per farli star buoni e chiedergli di pazientare; qualcuno sta per loro spianando la strada della libertà.

Passano gli anni, la memoria è ancora viva e pulsante, ancora sangue da quell'enorme crepaccio apertosi a risucchiare uomini speciali.

Nascono comunità e associazioni contro tutte le mafie.

Libera, per la restituzione dei beni confiscati alla mafia.

Ammazzateci tutti, associazione dedita alla lotta su strada dei fenomeni criminali.

Addio Pizzo, associazione per aiutare le vittime del pizzo e incrementare le loro denunce.

Questi operatori vivono a fianco dei loro nemici, nelle stesse vie, nelle stesse piazze, frequentano gli stessi luoghi: lo Stato avrebbe dovuto lavorare con loro e per loro.

E adesso?

Adesso, la giustizia, apre e lascia vuota la cella del 41/bis di Giuseppe La Mattina, esecutore materiale della strage di Via D'amelio cosi come sono state lasciate aperte nel giro di 6 mesi ben altre 37 celle tra cui quelle di:

Antonino Madonia, che asassinò Carlo Alberto Dalla Chiesa ed il Commissario Ninni Cassarà.

Così come Raffaele Galatolo, ergastolano e boss della famiglia Acquasanta, Arcangelo Piromalli e Costantino Sarno.

Le hanno aperte senza interpellarci e avrebbero dovuto considerando che questi uomini falciati e trucidati non appartenevano e non appartengono al nostro parlamento ma alla nostra comunità.

I morti di noi tutti.

I morti d'Italia.

I rappresentanti dello Stato che avremmo voluto e che ancora invochiamo.

La notizia apparsa e scomparsa ha omesso nuovamente il nostro diritto ad una chiara informazione.

Non era notizia da giornali locali, non andava confinata al solo territorio palermitano: andava informata tutta la nazione.

Fuori anche dai raggi del carcere quattro capi storici della 'ndrangheta calabrese:

Carmine De Stefano, Francesco Perna, Gianfranco Ruà e Santo Araniti, il mandante dell'omicidio Ligato.

E anche il boss della camorra Salvatore Luigi Graziano.

Ben 37 padrini nel più cupo dei silenzi hanno detto addio al carcere duro.

Considerando le frastagliate notizie che danno giudici denunciati per gravi decorrenze dei termini, che danno aule di tribunali infestate da apparati deviati di stampo mafioso, considerando i continui attacchi alla nostra magistratura mi vien da pensare che chi promise è riuscito a mantenere fede alla parola data.

Nessun urlo dalla commissione anti mafia.

Nulla, tutto normale, tutto liscio come l'olio: chissenefrega dei grandi segreti che custodiscono questi uomini liberati, chissenefrega dei loro ergastoli e del potere che posseggono.

Via.

Tana libera tutti.

Ecco la lista di chi non è più al carcere duro:

  • Raffaele Galatolo, capo storico della famiglia palermitana dell'Acquasanta, condannato all'ergastolo.

  • Arcangelo Piromalli, da Gioia Tauro.

  • Costantino Sarno: a Napoli, lo chiamavano il re del contrabbando, ma lui preferiva starsene in Montenegro.

Nella lista del carcere duro figurano quattordici mafiosi, 13 ndranghetisti, 8 camorristi, 2 rappresentanti della sacra corona unita pugliese.

Per adesso è il 6,5 per cento del popolo del 41 bis, 566 reclusi in dodici istituti penitenziari, da Roma Rebibbia a Tolmezzo, passando per Viterbo, Ascoli, L'Aquila, Terni, Spoleto, Parma, Reggio Emilia, Milano, Novara e Cuneo.

Gli annullamenti del 41 bis portano la firma di molti tribunali di sorveglianza, da Napoli a Torino. Ma la motivazione è sempre la stessa: "Non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza".


Dice Giuseppe Lumia, senatore dei Ds ed ex presidente della commissione parlamentare antimafia: "La modifica della legge sul carcere duro è ormai una priorità. Vanno cambiati i criteri per l'assegnazione, agganciandoli esclusivamente alla pericolosità del detenuto, conme fosse una misura di prevenzione".


Il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, spiega che "il 41 bis non è più quell'isolamento pressoché assoluto che era stato previsto nella legge varata dopo le stragi Falcone e Borsellino. I ripetuti interventi della Corte Costituzionale, a cui si è necessariamente adeguato il legislatore, hanno attenuato quel regime di isolamento". La preoccupazione dei capimafia resta sempre la stessa: "Inchieste e processi in svariate parti d'Italia - prosegue Pignatone - l'hanno dimostrato, i detenuti al 41 bis riescono a mantenere contatti con l'esterno, questione vitale per le organizzazioni criminali". Intercettazioni, anche recenti, hanno ribadito: accanto alle grandi strategie, i boss hanno scelto di proseguire in silenzio la loro battaglia contro il 41 bis.

Di Pietro spacca l'opposizione ma non accenna ad azioni.

Berlusconi fa sapere che delle piazze, lui che le ha sempre acclamate e usate, non sa cosa farsene, non lo preoccupano.

Berlusconi e tutto il suo governo ci ha imbrogliati nel piu vigliacco dei modi.

Veltroni avrebbe dovuto informarci, avrebbe dovuto gridare lo scandalo.

Cavolate.

Tutto fa parte di un disegno inquietante ma pur chiaro come chiaro era il nome a cui era diretto il messaggio celato sotto le nuove rivelazioni sul caso Orlandi.

Invito le associazioni delle vittime di mafia, le associazioni contro la mafia, siti e blog, cittadini privati e non, le testate giornalistiche, tutti, di mettersi in contatto con me e studiare una mobilizzazione come mai Italia ha visto.


Diciamolo chiaramente, questo governo appare sempre piu interessato a proteggere i diritti dei mafiosi e sempre meno quelli degli eroi caduti e quelli nostri, singoli cittadini.

Come si sentiranno gli imprenditori che a rischio della propria vita e quella dei propri cari hanno denunciato e denunciano i loro estorsori?

Questa è l'Italia che volete?

Questo è il governo che avete votato?

Questo nei loro programmi pre elettorali?

Non si tratta di marcare la sinistra come possibile e unica alternativa.

Voglio spingere voi lettori a una presa di coscienza.

Voglio vedervi uscire dagli attuali riferimenti politici e scendere uniti a difesa di un dicastero avvolto troppo spesso in misteriosi marchingegni e intrappolato e stretto da mani criminose.

Lo Stato è nostro, riprendiamocelo!








 
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Emanuela Orlandi; usata ieri come oggi per inviare messaggi occulti

Post n°98 pubblicato il 25 Giugno 2008 da lunarossa.1974

 


Quando è morta Emanuela Orlandi io avevo poco più di 8 anni, lei appena 15.

Eppure mi ricordo la Roma addormentata e ricoperta fin nel ventre assassino dai numerosi manifesti che ritraevano il giovane e bel volto di quella ragazzina sacrificata e martirizzata.

Nel giugno del 1983 poco si conosceva e se vogliamo fare un parallelismo tra l'allora consapevolezza e l'odierna constatiamo la spicciola differenza.

Buio ieri come oggi.

L'opinione che si frantuma tra chi crede e chi resta scettico.

Buio per volere di alcuni e per grave ignoranza di altri.

Oggi come allora ci rifilano scoop provocatori al fine di inviarsi subdoli messaggi, al fine di far intendere a chi di dovere messaggi cifrati.

“ Ma la Massoneria non esiste “, recitano alcuni, “ la Camorra non esiste “, recitano altri criminali intervistati e mandati in onda su Rai tre a Primo Piano.

Eppure i fatti rivelano e confermano la loro presenza e il loro potere.

L'Opus Dei, l'Opera, invenzione di romanzieri a caccia di best-seller.

Come far capire a ignari e ingenui cittadini i fittissimi intrecci dei poteri imperanti?

Come stabilire cosa fosse bene celare, allora come oggi, e cosa invece raccontare?

Emanuela Orlandi è sparita. Questo è quanto.

Una normalissima ragazzina di 15 anni cittadina del Vaticano.

Non proprio normalissima se assieme a lei c'immettiamo tutte quelle espressioni epocali nella quale la tragica sparizione è maturata.

Intanto bisogna dire che Emanuela Orlandi era figlia di Ercole Orlandi, dipendente della Prefettura della casa Pontificia, l'uomo che autorizzò l'invito a quello che si saprà poi essere l'attentatore di Papa Wojtila nel 1981.

D'altro canto Ercole Orlandi assomigliava, in maniera impressionante, ad Angelo Gugel il quale non solo aveva una figlia quindicenne come l'Orlandi, non soltanto abitavano sullo stesso pianerottolo, ma aveva più di un motivo per finire sotto le mire di braccia armate e prive di scrupoli.

Gugel era l'aiutante di camera di sua Santità e come ogni buon maggiordomo custodiva in petto segreti inenarrabili, il messaggio che si celava dietro il rapimento poteva essere diretto al Papa o ad una persona a lui vicinissima, come appunto Gugel.

Questo uomo era facilmente, e in maniera del tutto logica, vista la sua strettissima collaborazione con il Papa, all'occorrente di pesanti rivelazioni scomode in merito le finanze gestite dallo stesso Marcikus.

In un celebre articolo di Pecorelli compare la lista di ben 121 cardinali tutti appartenenti ad una loggia segreta, il giornalista sostiene la pista interna avvolgendo ad essa il crack Ambrosiano, l'assassinio di Calvi, e il sequestro della Orlandi.

Una crepa interna allo Stato Vaticano.

Supposizione avvallata da atre indagini mai accertate, altre inchieste zittite dal segreto di Stato.

Tutto cristallizzato.

Oggi stalattiti che si staccano pericolosamente da un soffitto d'un tratto non più pronto ad ospitarle o pallottole tenute al sicuro di una cassaforte per poter essere usate al momento opportuno.

L'attentatore del Papa si chiamava Agca.

L'ansa batteva convulsa ora la pista bulghera, ora la turca, di tutto ma non parlarono mai di un assassino maturato nelle mura interna alla Santa Sede.

Papa Wojtila era per natura contro il comunismo e intendeva abbatterlo anche usando il nemico numero uno dell'Opus Dei, Marcinkus.

Marcinkus e Calvi potevano aiutarlo nella sua politica d'indebolimento del blocco Comunista e quindi decise di non accontentare chi lo elesse Papa, l'Opus Dei, ma di approfittare della potenza innegabile del suo antagonista.

Tutta la finanza vaticana in mano ad un nemico, inaccettabile per gli uomini dell'Opus Dei.

Soprattutto se pensiamo che Marcikus non aveva nessun desiderio di appoggiare quella setta segreta nata per volere di chi bramava il suo stesso potere.

Certo, Roberto Calvi, il banchiere di Dio è stato ucciso dalla stessa Opus Dei, tra i due vi era un conto in sospeso e forse addirittura un accordo da concretizzare.

Per questo Calvi andò a Londra, per concludere questo affare che gli avrebbe permesso di non cadere rovinosamente.

Ed è qui che tutto si confonde, che le barricate ingarbugliano gli argini non concedendo il ritrovamento della giusta locazione.

Assumendo i contorni di una trappola studiata ad arte.

Muore Calvi e l'Opus Dei ottiene la Prelatura personale fino allora negatagli: conseguenza di un baratto? Uno scambio di favori?

Il caso Ambrosiano, l'ascesa dell'imprenditore Silvio Berlusconi con la sua Edilnord, Olbia 2, l'attentato al Papa, l'evoluzione dell'Opus Dei e della P2, la Banda della Magliana, la morte di Emanuela Orlandi, Schifani e Andreotti, Berlinguer tradito e la notizia di oggi che ci comunica scottanti rivelazioni dell'ex amante del boss della banda della Magliana.

Un nuovo messaggio per qualcuno, qualcuno vissuto allora e tutt'ora vivente.

Tutto ciò sta a significare una sola cosa.

La notizia di oggi non è altro che la conferma che questa losca storia non ha ancora conosciuto tutti i suoi protagonisti e non li ha assicurati alla giustizia.

Significa che una nuova crepa si è aperta all'interno del Vaticano, significa che è tempo di far saltare qualcun'altro.

Oggi come ieri, come fosse una eredità preziosa da tramandarsi.

A noi è concesso pochissimo ma potremmo moltissimo.

Mobilizzandoci per l'esclusione da parte del Vaticano dagli attuali poteri,

per lo scorporamento dello IOR, per riaprire le indagini e riesumare inchieste censurate e tenute nascoste, fatte saltare da una procura all'altra, ogni salto un pezzo in meno.

Debellare ogni segreto di Stato e per pretendere l'allontanamento immediato da ogni istituzione pubblica degli allora protagonisti.

Soltanto cosi potremmo riappropriarci della giustizia.

La lotta contro la mafia non sarà mai vinta fin quando non comprenderemo appieno il ruolo da garante che la mafia ha all'interno del nostro Stato.

Presto il passato si dissolverà togliendo a noi la possibilità di riscatto e di rivincita.

Fin quando alla magistratura non sarà concesso di operare e lavorare con trasparenza e senza ostruzioni o impedimenti di sorta noi rischieremo di perdere tutte quelle nozioni basilari che ci farebbero comprendere lo stato attuale di degrado.

La giustizia italiana rischia, perdendo questa ennesima possibilità, di sparire per sempre dalla nostra cultura con effetti immediati e disgraziati.


Calare un doveroso e decoroso sipario.

Per noi e per Emanuela e per chi come lei, pagò le colpe di quanlcun'altro.



"La tragica vicenda della giovane Emanuela Orlandi è tornata d'attualita' nel mondo dell'informazione italiana", comincia la nota del direttore della Sala stampa vaticana. "Colpisce - prosegue il testo - il modo in cui ciò avviene, con l'amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio.

Il Papa censura.

 
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TESSERA PER PANE E LATTE: ECCO COME LA PENSO

Post n°97 pubblicato il 21 Giugno 2008 da lunarossa.1974

 AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA


On. GIORGIO NAPOLITANO



ILLUSTRE PRESIDENTE,

le scrive una donna italiana decisamente preoccupata dell'attuale situazione italiana.

L'intera penisola sta vivendo un periodo oscuro e confuso, nessuno sembrerebbe in grado di prendere le redini in mano e guidarci verso una veloce risoluzione di pace e serenità.

Nessuno sembrerebbe munito di buon senso ma anzi, appaiono tutti coesi ad alimentare questo stato di confusione deleteria; forse son confusi essi stessi o forse troppo presi da altro.

In tutto questo appare evidente lo stato di agitazione interno alla nostra società, di nuovo il popolo si sta attrezzando e dividendo tra mille iniziative e tra mille argomenti da voi, illustri politici, trattati con indifferenza o con troppa noncuranza.

Una sorta di autogestione che potrebbe determinare una fredda guerra civile dando la possibilità, in chi cerca di trarne vantaggio personale, di rivendicare la necessaria presenza di un nuovo riferimento politico, magari dando spazio a uomini privi di scrupoli.

Piu che camminare verso una risoluzione mi sembra di remare continuamente in direzione di ripide pericolosamente scoscese, è come se la nostra storia, esperienza e cultura non bastassero o non ci dessero la forza necessaria ad invertire la rotta. Una volontà più forte della nostra ci sta distruggendo.

Molti i temi che andrebbero trattati e di cui vorrei ascoltare da Voi una opinione, eppure non si ha il tempo perche le notizie si susseguono freneticamente e spesso siamo costretti, noi civili comuni, a ricercarle e trovarle in testate di secondo ordine grazie alla volontà di uomini che filtrano comunicazioni altrimenti censurate dalle grandi nostrane testate; l'opinione pubblica va salvaguardata e “ pilotata “.

Non vi siete forse resi conto che i più lo hanno capito e si stanno giustamente mobilizzando con vie alternative?

In altri continenti, come riportato da una giornalista del corriere della sera, si sta urlando e attirando l'attenzione su i nuovi desaparecidos dell'era telematica.

Blogger arrestati e spariti.

La gente non perderà questa nuova consapevolezza acquisita e il vostro continuare tacere, a far finta che tutto vada bene, a propagandare una serenità in verità fasulla non farà altro che incattivire sempre piu il popolo civile, pronto a risoluzioni drastiche.

Tuttavia non tanto di notizie vorrei parlare, ma di quello che queste notizie stanno portando nella nostra società:, assoggettazione e oppressione.

Un clima incattivito, perche dove lo Stato opprime il popolo rivoluziona, questo dalla notte dei tempi.

Impensabile ricondurci in un regime insensibile alla libertà di un popolo come il nostro; non permetteremmo mai che ciò accada, e non vi è modo criminoso che possa costringerci ad accettare questo modo provocatorio di condurre l'Italia.

Dimezzate anche le possibilità di studio; il caro vita, la crescita del prezzo dei libri e l'aumento delle tasse universitarie tolgono a molti il diritto, sancito dalla nostra Costituzione, allo studio stesso.

Il tasso di disoccupazione non accenna a calare; pochissimi concorsi pubblici e dalle sproporzioni pazzesche: 10 posti per migliaia di partecipanti. Dieci posti non tutti disponibili; qualche raccomandato c'è sempre e il gioco come il risultato è presto fatto. Tutto a regime, degno di un paese oppresso.

Come agire nel tentativo di tamponare questa dilagante disoccupazione?

Intanto, vista l'altra emergenza, la sicurezza, si poteva agire diversamente.

Invece di mandare più di mille militari in strada si sarebbero potuti ampliare i reparti delle già presenti forze dell'ordine e invece abbiamo un concorso di 700 posti per 2300 partecipanti, questo per i carabinieri e così penso per tutto il resto.

I militari son da molti ben visti, soprattutto per chi vive in quartieri particolarmente degradati e nei dintorni delle zone rosse o dall'alto tasso d'immigrazione incontrollata.

Personalmente i militari a pattugliare armati le strade mi rievocano brutte immagini ed epoche che non vorrei vivere, un paese militarizzato non è un paese democratico.

Senza contare che mai si è pensato di spedire i militari a Palermo contro la mafia, o a Napoli contro la camorra: li, a combattere il terrorismo abbiamo mandato carabinieri e polizia a far da scorta, con pochi mezzi, a morire saltati in aria.

Contro la microcriminalità mandiamo i militari e anche a pattugliare i rifiuti, un controsenso che potrebbe indurci a pensare ci sia dell'altro.

Bisogna anche dire che a questi militari verranno dati degli extra sullo stipendio, extra che se di poco aumentati garantirebbero altri stipendi e altri impiegati. Piu caserme e commissari, più divise sulle strade e piu poteri ai prefetti. Non avremmo bisogno di militari ma di buon senso. Avremmo bisogno di qualcuno che faccia rispettare le leggi.

I nostri carabinieri vanno all'estero, qualche volta purtroppo è un viaggio senza ritorno se non con una bara avvolta dal tricolore.

Non basta, se da un lato si lascia credere di voler ad ogni costo assicurare i criminali dall'altra demonizzano la magistratura e affondano le intercettazioni; l'unica prova inconfutabile visto che non possono taroccarle.

L'unica prova possibile da reperire nel caso di illustri primari di illustre cliniche o di illustri politici e cosi via dicendo.

Ma se i militari ricordano un regime dittatoriale cosa aggiungere davanti alla proposta di munire i pensionati minimi di una card umiliante che gli elargisce 400 euro all'anno per pane e pasta?

Non è totalitarismo questo?

Con la card oltre alle 400 euro all'anno per pane e pasta potranno usufruire di ulteriori sconti alle poste e negozi convenzionati.

Per il finanziamento dell'operazione viene istituito un Fondo speciale di solidarietà alimentato dalla Robin Tax, dalle somme riscosse in eccesso dagli agenti della riscossione, dalle somme versate dalle cooperative a mutualità prevalente, da trasferimenti provenienti dal bilancio dello Stato e da versamenti effettuati a titolo spontaneo e solidale da società ed enti, in particolare del comparto energetico.

Umiliante questa card piu umiliante della pensione stessa.

Paghiamo fior di contributi, detrazioni sulle povere buste paga per avere una card come in tempo di guerra!

La carta, ha spiegato ieri il ministro Tremonti nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, sarà inviata agli aventi diritto «nella più assoluta riservatezza con la pensione».

La carta prepagata avrà un codice personale per garantire la riservatezza.

Alla faccia della riservatezza, ma quale riservatezza può esserci visto che dovranno mostrarla alla fila nei negozi o in coda alla banca o alla posta?

Si tratta della card prepagata nuova di zecca con cui i più anziani a basso reddito e gli italiani con trattamenti previdenziali sotto gli 800 euro (o magari anche i mille euro) mensili potranno beneficiare di sconti sulla bolletta elettrica e su beni alimentari acquistati nei supermercati di "apposite" catene o in altri esercizi commerciali convenzionati.

Queste apposite catene a chi apparterranno e che prezzo applicheranno ai clienti?

Soprattutto, saranno facilmente raggiungibili nei paesini più piccoli e sperduti?

«questo è il modo in cui crediamo di tenere conto del bisogno crescente nel Paese».

Il bisogno crescente del Paese necessitava di stipendi e pensioni adeguati al caro vita.

Non mi va che un governo democratico ragioni e decreti leggi simil al tempo di guerra.

Stiamo camminando all'indietro, perdiamo pezzi di libertà in ogni ambito, stanno pian pianino chiudendo ogni porta ad un possibile sviluppo economico e civile.

Ne tanto meno è tollerabile che un Presidente Del Consiglio in un paese democratico e dicasi libero ammonisca e rimproveri e insulti in modo vessatorio e continuo i magistrati.

Ne tanto meno si senta in diritto di sentirsi perseguitato e comunque non gli si deve concedere il potere di intimidire un dicastero tanto importante per l'intera Carta Costituzionale come quello della giustizia.

Presidente, la gente pian pianino si sta rendendo conto che tutto questo prodigarsi in realtà, è una falsa propaganda.

La prego, Presidente, di agire e prendere posizioni tutelando e difendendo il popolo italiano.









 
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BLOGGER ARRESTATI: ADESSO DOBBIAMO DIFENDERCI.

Post n°96 pubblicato il 18 Giugno 2008 da lunarossa.1974

Tutti gli arresti tra i blogger dal 2003: Esce il rapporto annuale della University of Washington. Cina, Egitto e Iran in testa

SEATTLE(Stati Uniti) – Finire in manette per aver organizzato una protesta sociale o per aver violato abitudini culturali tramite un blog. Oppure esseri sbattuti in prigione in quanto rei di aver denunciato sul proprio diario online violazioni dei diritti umani. O ancora perché su un blog si è osato commentare le politiche pubbliche. Succede ancora in alcuni Paesi notoriamente liberticidi e succede anche in nazioni al di sopra di ogni sospetto. Per l'esattezza succede e succederà sempre di più, proprio perché la blogosfera è sotto osservazione da parte dei governi e delle istituzioni. Questo in sintesi ciò che sostiene il report World Information Access (WIA) dell'Università di Washington che censisce le repressioni per crimini relativi all'uso dei blog a partire da cinque anni fa.

TIPOLOGIA DEGLI ARRESTI - Gli arresti dei blogger dal 2003 sono stati 64, sono triplicati rispetto al 2006 e la metà si riferisce solo al 2007. Un terzo degli arresti riguarda la Cina, l'Egitto e l'Iran, ma nella black list delle nazioni che prevedono la prigione per i blogger più ribelli risultano anche Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia. In media i tempi di detenzione per i reati da blogging sono sui 15 mesi, ma il record assoluto è di ben otto anni.

SENTENZE NON INTERCETTATE – Ai numeri snocciolati dal WIA bisogna comunque aggiungere una buona dose di arresti non intercettati, proprio perché avvenuti in nazioni estranee alle regole democratiche, dove è ancora possibile far sparire qualcuno nel silenzio di una prigione, senza nemmeno dirlo in giro. Per esempio il Committee to Protect Bloggers (e già il fatto che esista un comitato per la protezione dei blogger è sintomatico) dà notizia di 344 animatori di diari online detenuti nelle prigioni del Burma. Ma il WIA non ha avuto modo di verificare il dato. E se parlarne è utile e doveroso, purtroppo esiste anche un effetto boomerang: più i dittatori del terzo millennio si accorgeranno di quanto sia importante questo strumento più cercheranno di imbavagliarlo.

Emanuela Di Pasqua   www.corriere.it

Il giornalismo del cittadino disturba le lobby della comunicazione e il pensiero unico: crescono i tentativi, anche nei paesi democratici, di limitare e recintare quanti non intendono farsi anestetizzare dai modelli di comportamento manipolati dai grandi net work controllati dal potere e dal denaro. Mi appello ai miei amici perché facciano circolare nei loro blog questo post.

INVITO TUTTI I LETTORI AD ADERIRE AL PROGETTO DI CUI RIPORTO QUI SOTTO IL LINK.

http://unlaita.altervista.org/joomla-1.5.0_ita/index.php/tg-blogger-ditalia.html

 
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LUI lo aveva profetizzato...

Post n°95 pubblicato il 18 Giugno 2008 da lunarossa.1974

 

Son soddisfazioni, arrivare indenni a questa età e godersi il copyright. "Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa". Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza. Tutto in quelle carte sequestrate qui a villa Wanda ventidue anni fa: 962 affiliati alla Loggia. C'erano militari, magistrati, politici, imprenditori, giornalisti. C'era l'attuale presidente del Consiglio, il suo nuovo braccio destro al partito Cicchitto: allora erano socialisti.

( tratto dall'autobiografia di Licio Gelli )


La massoneria c'è e persiste e disegna le sue coste criminose.

Non la massoneria di Garibaldi o della rivoluzione francese o di Eistein, ma la massoneria terrificante di Licio Gelli: ecco perche invito chi di dovere a prendere pubblicamente le distanze.

Ma vediamo la notizia apparsa a tratti nei vari telegiornali e quotidiani.

Otto persone tra cui poliziotti, imprenditori influenti e boss sono stati arrestati dai carabinieri di Trapani e Agrigento in diverse città.

Oltre a risultare negli elenchi delle logge, e questo non sarebbe di per sé reato, sono accusati di aver cooperato affinche venissero ritardati iter giudiziali, in alcuni processi che li vedevano colpevoli.

Tra di essi un'agente della polizia di Stato, un ginecologo e un impiegato del ministero della Giustizia, questo ultimo di servizio ad una cancelleria della Cassazione.

Concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione dei segreti d'ufficio.

Questa operazione ha determinato l'unione dei carabinieri di Roma, Terni, Palermo, Agrigento e Trapani.

Da sempre questi poteri, i veri poteri che gestiscono l'economia nazionale e mondiale, che pilotano l'opinione pubblica, non meno i nostri usi e costumi a secondo delle loro esigenze strategiche, con macchinazioni fantascientifiche, che determinano lo stato di ricchezza o di povertà di un determinato paese assieme ai loro fratelli internazionali, non fanno, nella loro cerchia, distinzione alcuna.

In molti ci hanno raccontato o tentato di spiegare le loro manovre, i loro metodi beatamente invisibili perchè costretti da loro in un limbo appena un gradino sopra di noi.

Ed è opinione conosciuta a pochi che tra, mafia e camorra e n'drangheta riscontriamo i loro soldati.

Ed è, opinione di molti altri che le sette sataniche siano un loro paravento.

L'ennesimo strumento deviante e depistante.

In questo quadro, e son certa che molti ci butteranno su pennellate di smentite, ritrattazioni o aggiustamenti e altri ancora ci butteranno su, le loro credenze biette di cittadini poco attenti e capaci di acume, non poteva mancare la figura di un Gesuita; un avviso di garanzia con l'accusa di concorso in associazione mafiosa anche per questo prete secolare.

La massoneria ufficialmente appare da sempre o per antonomasia in netto contrasto con la Santa Sede, ma sappiamo per certo e ci sono gli atti processuali risalenti al caso Calvi e all' Ambrosiano che c'è lo raccontano, ci sono ad unirli interessi e affari compiuti e spartiti.

I Gesuiti, o meglio La Compagnia di Gesù, da sempre figurano come gli antagonisti più accaniti della massoneria, finchè non si decise la fondazione dell'Opus Dei.

L'Opus Dei nasce da una costola deviata in seno ai Gesuiti. Nasce per distruggere chi tenta d'impedire la manipolazione e ostruisce i loro sporchi affari, nasce per combattere gli stessi Gesuiti.

Vero, sembra un romanzo thriller, frutto di fantasie deviate, da una mente inquietante eppure, trattasi realtà.

Dobbiamo accettare la loro esistenza se vogliamo davvero stabilire un clima democratico e giusto nel mondo.

Comprendere e accettare che da sempre siamo stati pilotati e guidati affinché credessimo quel che volevano che credessimo, leggessimo quel che volevano leggessimo, parlassimo come volevano che parlassimo.

Ed ecco ribollir nel pentolone l'annosa questione sul sistema di disinformazione vigente nel nostro, e non solo, paese.

Queste ed altre organizzazione dallo stesso copione e sistema strategico decidono, e solo loro, le sorti di una nazione e infine del mondo.

Sappiamo quasi tutto della vita eccitante dell'odierno Presidente del Consiglio, tranne quel che più conta: il perche della sua ascesa e chi lo ha voluto e nominato e promosso.


Chi ha condiviso quel progetto è oggi alla guida del paese. "Se le radici sono buone la pianta germoglia. Ma questo è un fatto che non ha più niente a che vedere con me". Niente, certo.

( tratto dall'autobiografia di Licio Gelli )

Difatti quando parla di Berlusconi e di Cicchitto, di Fini di Costanzo e di Cossiga lo fa con la benevolenza lieve che si riserva ai ricordi di una stagione propizia. Sempre con una frase, però, con una parola che li fissa senza errore ad un'origine precisa della storia.



Lo stesso Gelli che ci rese complici dei gravi crimini commessi durante il regime militare in Argentina ( desaparecidos ) e in tanti altri gravi fatti di sangue e di persecuzioni e di crac e di tanto altro.

Non è morto, non stiamo parlando di fatti risalenti ad una storia morta e sepolta: tutto è ancora in piedi presente e onnipresente, in tutta la sua agghiacciante visione di un mondo posseduto e controllato.

La panacea esiste ed equivale a liberalizzare la stampa ed ha pretendere che la stessa non sia più di proprietà dei partiti e di gente come Salvatore Ligresti


Uscire dagli schemi che ci hanno costruito tutt'attorno come le mura di cinta di un castello impenetrabile.

Ci vogliono buoni e concentrati nelle nostre spicciole polemiche: destra e sinistra, laici e cattolici, etero e omosessuali.

Se riuscissimo ad abbandonare i nostri credi e i nostri emblemi e a unificarci a fronte di questa guerra potremmo riuscire a saltare il guado.

Evitiamo di spendere tempo prezioso e scaricare colpe globali ora alla destra e ora alla sinistra.

Eleviamoci e scendiamo armati di consapevolezza e presa di coscienza sul terreno di lotta.


Contro tutta la destra e tutta la sinistra perche se l'una agisce l'altra cela.

Non possiamo non considerare le ultime azioni mosse a danno della giustizia.

Oggi la destra ma soprattutto Berlusconi non sta semplicemente cercando di impedire alla giustizia di compiere il suo dovere ma sta attuando l'ennesima strategia disegnata e profetizzata come profetizzato è stato il nemico.

Quello stesso nemico che per anni hanno controllato e dominato ma che oggi gli appare tremendamente forte. La comunicazione.

Il web ha contribuito alla nascita e alla crescita di un fenomeno che a tutt'oggi ai piu non appare in tutta la sua potenza.

La libertà di stampa.

Il giornalista è una professione e deve esser fatta da professionisti.

Ma il giornalista aveva anche il dovere di raccontare le verità e non di farsi porta voce fedele del potente di turno.

Tutti noi siamo potenziali reporter e grazie al web ci stiamo provando, pur non comprendendo fino in fondo questa meravigliosa arma.

Invece Loro hanno compreso e ci vogliono zittire e perseguire, come?

Il disegno di legge sulle intercettazioni seppellisce in modo definitivo la (poca) informazione libera esistente in Italia. Non potremo più sapere nulla.

  • Unipol

  • Abu Omar,

  • Santa Rita,

  • la centrale di spionaggio di Telecom,

  • Saccà,

  • Parmalat.

I processi, diventeranno segreti di Stato. Moriremo ma non sapremo di che morte.

Lo stesso segreto di Stato che uccise il Generale Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, Ustica e Bologna e Moro e tani, tanti altri.

Vogliono imbavagliarci e impedire la pubblicazione di ciò che deve essere pubblico.

Soprattutto temono che col tempo impariamo a riconoscere la verità, temono la nostra unione, temono la condivisione di documenti e il confronto. Temono infine che possiamo liberarci delle loro catene e delle loro galere.


Gravi sanzioni e pene a chi si azzarderà a pubblicare una sola frase intercettata anche se lascia trapelare gravi crimini, o assassini o altro.

Le intercettazioni, non possono essere equiparata ai banali sgambetti tra antagonisti poiché la stessa intercettazione non può essere fasulla o falsa e nemmeno presunta visto che ha essere intercettati sono solo i protagonisti oggettivi e reali.

Non stanno provvedendo alla sicurezza del paese ma stanno tentando di rafforzare le mura di cinta sopra i loro segreti e grazie ai militari.

Del resto, non mi sta bene nemmeno il loro intento di militarizzare il paese, bastava rafforzare e assumere nuovi carabinieri e poliziotti. Ma questa è un'altra storia.

Vi invito di nuovo ad partecipare al progetto.






 
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Mancanza do volontà o di capacità?

Post n°94 pubblicato il 16 Giugno 2008 da lunarossa.1974

 


Si discute di tante cose ogni giorno.

Argomenti che si potrebbero archiviare nel batter di un ciglio; basterebbe usare buon senso, senso pratico e non meno senso umano.

Invece ci costruiamo i forum infiniti, c'è li trasciniamo da una legislazione all'altra usandoli come propaganda elettorale. Spesso ci si polemizza anche dopo esser diventati decreti legge da un secolo.

Gli argomenti del popolo quelli capaci di fomentare la selvaggia persecuzione o riferimenti a sicuri indirizzi politici.

Le trappole micidiali trasformate in specchietti per allodole, meno evidenti ma con lo stesso scopo.

Ho voglia di praticità, eppure soltanto le organizzazioni malavitose sembrano avere questo senso pratico: chi si dice pronto ad agire nel bene e per il bene si perde perennemente dietro mostruosi iter burocratici per poi perdersi del tutto in cavilli insignificanti.

Quel senso pratico che accomuna tutte le mafie, di strada e istituzionali, quella velocità perniciosa nell'agire, determinata e capace di valicare leggi e decreti, giustizia e democrazia, trattati e moratorie.

Come le BR che hanno giorni addietro con una esecuzione da commando derubato con mano ferma e decisa un porta valori, gettando nel panico la popolazione locale con auto in fiamme e spari di mitra.

Soldi per le azioni delinquenziali; oggi, guarda caso, la notizia dalla sezione antiterrorista francese di una lettera firmata Br che rivendicava anzi per ora prometteva nuove stragi nell'alta Savoia.

Sanno cosa vogliono e come ottenerla loro, tanto da sopravvivere a sentenze, ergastoli, leggi antiterroristiche, e a tutti i nostri servizi segreti susseguitesi negli anni e troppo spesso accostati ad apparati deviati certi e possibili.

La velocità di un batter di ciglio che vorrei riscontrare in ben altri argomenti.

Come nel caso enigmatico di rete4, per chi non lo sapesse questa rete ci costa 350.000 euro al giorno.

Questo perche la Corte di Giustizia d'Europa ha condannato l'Italia ad una multa di circa 130 milioni di euro l'anno dopo l'aver perso l'ennesimo ricorso contro Europa 7 cui spetterebbero senza se e senza ma le frequenze occupate abusivamente da rete4. Arrivati alla conclusione, dopo l'aver letto l'ennesima sentenza negativa avrei voluto veder mandar via rete 4 piuttosto che dover pagare tutti questi soldi. Non conta se la sentenza sia giusta o meno, sapere cosa abbia determinato tale decisone o altro, il punto è che i soldi devono esser spesi per ben altri motivi. E non venitemi a dire che questi soldi non vengono a noi scippati. Basta prendersi in giro.

Il batter di ciglio che permette alla camorra di sversare rifiuti tossici in discariche abusive, sotto un cielo attraversato quotidianamente dagli elicotteri della forestale, dei carabinieri, o addirittura attraversare tutta la rete autostradale, dal Veneto alla Campania ,con tir carichi di rifiuti pericolosi senza che nessuno mai, li avvisti: invisibili e spettrali passano e superano controlli e ispezioni.

O la naturalezza con la quale riescono ad entrare nelle gare d'appalto pubbliche, senza che nessun controllo li sbirci tra le pile di documenti.

Il batter di ciglio che si impiega per aggirare la sanità pubblica milanese: malati come cavie o come casse di denari facili e maledetti. Meglio amputare, pagano di più. Meglio questo organo qui, pagano di più. Sperimentiamo questo farmaco ben pagato, tanto oramai è vecchio.

Quanti occhi hanno visto e taciuto, quante mani hanno toccato e nascosto, quanti complici?

Eppure le famiglie con SMA, ( atrofia muscolare spinale ) attendono da anni di vedersi riconosciuto il diritto alla tecnica pre impianto.

Tecnica che gli permetterebbe di mettere al mondo un figlio sano e non uno costretto alla morte nel giro di pochi mesi.

Qui si aprono i forum del vero terrorismo alla democrazia, al diritto alla vita.

Qui si dilungano interminabilmente i tempi di approvazione: c'è chi vigliacco e disumano paragona tale tecnica all'eugenetica.

L'eugenetica non è scienza è semplicemente una tecnica bestiale che determina la volontà agghiacciante di creare un umano artificioso.

Occhi azzurri e alto con capelli corvini: per far ciò si devono uccidere tutte le altre cellule.

In questo modo è possibile determinare l'estinzione di più razze umane. Se ad esempio si vuole una razza dalla pelle bianchissima dobbiamo sterminare tutti i latini.

La tecnica pre impianto invece permette di isolare la cellula malata, quella che determinerebbe un neonato malato e sofferente, dalla sana impiantandola.

A voi l'ardua sentenza.

A gridare all'eugenetica sono i potenti, gli eletti, i governanti, coloro che ci dovrebbero garantire un sereno vivere e un diritto alla difesa della vita stessa.

Qui nessuna alta velocità o battito di ciglio, solo un meschino strumento per non far perdere terreno ai partiti politici di sicura matrice cattolica.

Ancora quel battito di ciglio con il quale i grandi imprenditori dell'edilizia raccolgono ogni giorno lavoratori in nero in attesa sotto una pensilina o all'interno di un portone o di un bar, sotto pagati e dagli orari schiavisti nelle grandi arterie delle nostre metropoli.

Li vedono i giornalisti senza inventarsi chissà quale infiltrazione ma non li vedono le tante pattuglie o gli addetti al controllo dei cantieri: chissà se i mille soldati mandati ad assicurare la vita ai cittadini li vedranno e li denunceranno. Bisognerebbe conoscere gli ordini a loro impartiti.

Intanto si muore nei luoghi di lavoro quasi quotidianamente.

L'unico modo per pretendere quel prezioso e vitale batter di ciglio è riappropriarsi del diritto di rivendicare la propria responsabilità di cittadino e di difensore dei diritti umani e della carta costituzionale.

Bisogna tornare a battere le strade.

Per questo abbiamo deciso di realizzare un nuovo progetto civile.

Affinchè ci si possa finalmente unire sotto lo stesso tetto e contro gli stessi demoni.

Troverete un manifesto informativo sul sito, http://unlaita.altervista.org/joomla-1.5.0_ita/, sotto la voce menù alla vostra destra - TG – BLOGGER D'ITALIA.


 
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Lotta agli immigrati: e i nostri criminali?

Post n°93 pubblicato il 06 Giugno 2008 da lunarossa.1974

 

Discutiamo i presenti 20 punti del decreto legge sulla sicurezza: oppure, più precisamente, i 20 punti decisi e voluti dalla lega.

Nessuno mette in dubbio l'assoluta pericolosità sociale che noi tutti siamo costretti a subire.

Partendo dagli interi quartieri italiani oramai terra di nessuno dove gli stranieri clandestini padroneggiano assieme ai loro sporchi traffici, per finire alle stazioni ferroviarie impraticabili, agli stupri continui e nemmeno più eseguiti solamente a tarda ora o in zone isolate, ai furti nelle case, ai pirati assassini, e via discorrendo. Una criminalità che non accenna a diminuire ma che, addirittura, sembra sempre più frequente e feroce. Un escalation spaventosa tanto da condizionarci nelle uscite, tanto da costringerci a svendere e scappare da un quartiere, tanto da indurci a guardarci le spalle continuamente in una perpetua e continua e destabilizzante e angosciosa sensazione d'esser aggrediti selvaggemente: d'esser uccisi senza un perchè e senza una colpa. Senza protezione alcuna.

Facciamo velocemente due conti.

Volendo usare la famosissima torta e prendendola ad esempio, la cucineremo interamente criminale: 100% criminale.

A questa torta toglieremo le prime tre abbondanti porzioni: la camorra, la mafia, la 'n drangheta.

Abbiamo divorato circa il 60 % di criminalità. Ricordiamo che questi clan utilizzano i clandestini nei traffici di droga e nella prostituzione.

Tuttavia voglio ancor più precisare.

A queste tre frange malavitose vanno aggiunte tutte quelle cellule deviate che abitano le nostre istituzioni, i famosi intermediari, quelli che permettono alla malavita di addentrarsi fino a pilotare appalti, e altro: coloro che li comandano, usano, strumentalizzano!

In questo modo arriviamo a toccare il 70% dell'intera torta.

Eliminiamo un 5% di ladri e rapinatori solitari.

Un 4% tra alcolisti incalliti e drogati degenerati; vale a dire i vecchi scippatori e pirati della strada.

Un 5 % di tutti quei italiani che sfruttano nei propri cantieri o nelle proprie fabbriche i lavoratori, sia italiani che non, con orari massacranti, senza alcuna norma sicurezza e totalmente a nero.

Un 3% di tutti quei possidenti immobiliari che affittano in nero e in condizioni igieniche da terzo mondo e a prezzi degni d'estorsori incalliti sia ad italiani che non.

Non resta che appena un 13% di criminalità tranquillamente addebitabile alla condizione dei clandestini.

Per questo 13% si son realizzati ben 20 punti in un disegno di legge pro sicurezza che assolutamente non tiene conto di tutto il resto.


Esaminiamoli:


    CLANDESTINI

Chi entra in Italia da clandestino viene condannato da sei mesi a quattro anni di carcere e deve essere subito arrestato e giudicato con rito direttissimo. Il giudice, nel pronunciare la condanna, deve ordinarne l'espulsione. Il costo annuo di questa norma (articolo 9) è di circa 31 milioni di euro a decorrere dal 2009. Per il 2008 si stanziano 16 milioni. Ogni 10 giorni, si stima che i 49.050 detenuti stranieri costeranno quasi un milione e mezzo di euro, visto che il costo di un pasto quotidiano è di 3 euro.


A mio parere se, ad un posto di blocco o controllo di routine, il fermato risulta irregolare, non va spedito in galera, ma a casa sua. In questo modo evitiamo di sparpagliare i nostri soldi.

Se il fermato irregolare è un bambino, messo in una casa d'accoglienza e non in un lager.

Se il fermato è in fragranza di reato, processo per direttissima e galera, se stava rubando una “ gallina “ espatrio immediato e marchio del non più ritorno. Al momento del fermo basterà schedarlo e inviarne copia ad ogni stazione dei carabinieri, di polizia, dogane, guardia costieri. In questo modo al prossimo sbarco, ad un primo e immediato controllo lo si potrà rimandare al mittente con una norma legale, già varata, che vedrà il paese di origine a coprirne le spese di rimpatrio.

GIU' LE MANI DA ANZIANI E MINORATI

Se le vittime sono anziani o minorati fisici e mentali scatta l'aggravante.


Porcaccia la miseria, si doveva precisare? Voglio dire.

Se io sana di mente e di fisico subisco aggressione vedrò il mio carnefice condannato ad una pena inferiore?

Credevo si distinguesse tra omicidio e pestaggio e non tra vittime.

Inoltre, questa norma dovrebbe valere per ogni criminale, italiano e non.



STOP A MATRIMONI DI CONVENIENZA

Tempi duri per gli stranieri che si sposano con italiani solo per prendere la cittadinanza. Se si risiede in Italia si dovranno attendere comunque due anni anche dopo il sì. Se invece si resta all' estero gli anni diventano tre. Tempi dimezzati se ci sono figli.


Qui si è dovuto generalizzare anche perché, sarebbe stato difficile controllare e quindi giudicare i casi ad uno a uno. Al momento credo che non meriti polemica tale punto.



IL DANNO VA RIPARATO

Sanzioni più severe se si danneggiano edifici anche in via di restauro o costruzione. Ma soprattutto si dovrà riparare al danno commesso altrimenti niente condizionale o sconti di pena. E si dovranno svolgere attività non retribuite a vantaggio della collettività. Giro di vite poi per chi deturpa o imbratta cose altrui. La competenza sara' del giudice di pace.


....nulla di nuovo, tale norma era già vigente, semplicemente poco usata....


NORMA "ANTI-BRANCO

Se ai reati commessi da giovanissimi partecipa anche un maggiorenne scatta l'aggravante ''per creare una sorta di cintura sanitaria intorno a minori delinquenti''.


Dai dieci anni in su non mi importa di nulla, pagheranno, fino ai sedici anni i genitori come previsto dal codice penale, dopo i sedici anni, nessuna pietà, ne comprensione.


ALLO SGOMBERO CI PENSANO SINDACO E PREFETTO

Se si occupa indebitamente il suolo pubblico, sindaco e prefetto potranno ordinare l'immediato ripristino dei luoghi a spese degli occupanti. Se l'occupazione è per scopi commerciali, la chiusura dell'esercizio potrà essere disposta finché non sarà adempiuto l'ordine di sgombero e non verranno pagate le spese.


Difficile da gestire e da attuare considerando i tanti quartieri gestiti da clandestini e altri generi malavitosi. Io avrei preferito inviare i militari a ripulire e sgomberare tali zone invece di mandarli a piantonare le discariche di Napoli. Non vedo come possano dei semplici sindaci riuscire a farsi rispettare laddove nessuna mano armata dello Stato ci è riuscito. Mi appare come fumo negli occhi....








NO A MINORI ACCATTONI

Si introduce il reato di "impiego di minori nell'accattonaggio" per punire chiunque induca bambini e adolescenti a chiedere l'elemosina. E se poi a ridurre in schiavitù un minore di 14 anni è il genitore o il tutore, si perde la potestà genitoriale e la tutela.


Anche questa norma esisteva già...chissà, magari fra un mesetto o due non vedremo piu bambini agli angoli delle vie o in terra ai marciapiedi.....Voi ci credete?!!




PIU' POSTI NEI CPTA

Ci dovranno essere 4.640 nuovi posti per i clandestini nei centri d'accoglienza. Per una somma complessiva di 233 milioni di euro. Il costo medio giornaliero per ogni ospite è di 55 euro. Mentre il periodo di soggiorno medio passerà dagli attuali 27 giorni ai 150. Aumenta infatti il tempo massimo di detenzione a 18 mesi.


Mi sono stufata di ascoltare tante cavolate.

Io non voglio centri di accoglienza dispendiosi e inutile e poi, se controlleranno le coste italiche, se spediranno con rito abbreviato i clandestini fermati a cosa ci servirà aumentare i CPTA? Non dovevano invece, per logica, diminuire?



MISURE ANTI-MAFIA

Più facile aggredire i ''patrimoni illeciti'' coordinando meglio le norme su interventi ufficiale giudiziario. Più immediata anche la confisca se non si riesce a giustificare la legittima provenienza e se c'è una sproporzione tra bene e reddito. Si potrà confiscare il bene anche se non scatta immediatamente il carcere per il proprietario. Rendendo possibile il sequestro anche in caso di morte. Navi, barche o aerei della criminalita' potranno essere sequestrati e usati dalle forze di polizia.


Giorni fa ho partecipato ad un convegno di LIBERA, e ho anche seguito la stesura di un documento dei magistrati partenopei preoccupati dal nuovo decreto legge sui rifiuti poiché indeboliva appunto la lotta alla camorra. Incongruenze ed eterne prese per i fondelli, inaccettabile.

Non è vero nulla, ci vogliono anni per liberare questi edifici e ridarli alla comunità. Difficoltà non solo burocratiche ma anche una snervante carenza di volontà e capacità.



PIU' CONTROLLI SUL 'MONEY TRANSFER'

I gestori telefonici o di internet autorizzati a trasferire denaro in giro per il mondo dovranno chiedere una copia del documento di identità a chi intende chiedere questo servizio. Se il richiedente è uno straniero dovrà essere consegnata anche la copia del permesso di soggiorno e segnalare alle autorità il servizio ricevuto. Chi disobbedisce potrà vedersi revocata l'autorizzazione all' esercizio commerciale.


Mah!!







NO A RINNOVO SOGGIORNO SE REO E' PERICOLOSO

Se uno straniero commette in Italia un reato per cui è previsto l'arresto in flagranza, verrà giudicato pericoloso e se ne dovrà tenere conto al rinnovo del permesso di soggiorno.


Nessun permesso di soggiorno dovrà o potrà esser rinnovato laddove, il richiedente, abbia commesso reato, grande o piccolo che sia stato. In caso di fermo, processo per direttissima e in caso di condanna marchio e ritorno in paria senza più la possibilità di un futuro ritorno.

Sempre a spese del paese d'origine del fermato. A questo doveva servire la comunità europea.




GIRO DI VITE PER AUTOMOBILISTI UBRIACHI O DROGATI

Se lo straniero viene trovato al volante in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe potrà vedersi confiscare il veicolo. Se l'auto pirata e' di un altro, non importa, ci sarà comunque il fermo amministrativo del veicolo.


A mio dire, continuare a sottolineare la dicitura “ se è straniero “ è tanto imbarazzante quanto deleterio.

Chiunque venga trovato al volante in stato di ebbrezza o di qualunque altra sostanza dovrà essere arrestato e restare senza patente e senza veicolo e con una multa salata.

In ogni caso, poiché non conta se ha recato danni a cose o persone in quanto in quello stato, è come uscire di casa con la pistola armata o un coltello sfoderato. Se guido sotto sostanze alteranti il mio stato psichico e fisico sono già una possibile e lucida carnefice e quindi una possibile criminale.


Non voglio apporre nessuna apologia, ne professare e difendere il mio credo politico che tutt'ora latita.

Voglio soltanto che impariate a scindere e non ha ingoiare tutto ciò che vi viene propinato.


Questi punti non erano necessari hanno soltanto inasprito ancor più gli animi.

Inutile decretare se poi le leggi non vengono attuate.


Regolarizzare i clandestini non significa trattarli da bestie feroci, significa punire chi ruba e rispettare chi vive sotto i dettami della legalità, senza distinzione di razza, sesso, credo politico o religioso, in altri casi si è razzisti e violenti.

Siate obbiettivi e ditemi se, dopo aver letto i seguenti punti, vi sentiti sicuri o in corpo fieri dei vostri politici e governanti.

A Napoli Bassolino ancora padroneggia: questo esempio solo per accentuare la mancanza di volontà da parte degli attuali politici, sia di destra che di sinistra, a concretizzare le loro tante e belle parole.

Nessuna distinzione.

Chi sbaglia a casa!!

questo era l'unico vero e giusto punto da decretare!


 
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Tutta la Campania piange la sua terra

Post n°92 pubblicato il 01 Giugno 2008 da lunarossa.1974

 

Berlusconi è stato chiaro e non ha lasciato dubbi su quel che sarà la sua strategia anti rifiuti in Campania. Le sue stesse anticipazioni sull'esito positivo delle analisi pre discarica di Chiaiano ne sono un esempio sconcertante; ci sarebbero voluti non meno di venti giorni per conoscerne l'esito ma, Berlusconi, ha “ DECISO “ che saranno di esito positivo.

Intanto tutto il napoletano arde tra le fiamme dell'inferno e non perchè il caro vecchio Vesuvio si sia risvegliato, ma poiché i roghi appiccati come un domino impazzito hanno sfiancato i vigili del fuoco rimasti troppo pochi e troppo soli.

Sole e mare, isole e golfi, castelli e monasteri annebbiati e anneriti dal denso fumo impregnato di diossina. Slogan ribaditi come deterrente per chiunque abbia in mente anche solo di protestare, anche solo di accennare o pretendere equità e giustizia sulle analisi in corso.

In tutto questo arrivano i NO global di tutta Italia: tra questi, ci giurerei, i plotoni d'esecuzione mandati dagli stessi onnipotenti carnefici; i centri sociali colmi di svastiche e catene.

Vedremo di nuovo battere la gente inerme sulle strade, sangue e violenza in una escalation di gesta folli e odio per tutto e tutti.

Spero siano stati avvertiti i manifestanti: questa sarà una calda domenica d'inferno.

Trovo giusto il manifestare contro una discarica che dovrebbe ospitare 700.000 tonnellate di rifiuti non in sicurezza. Ehi piemontese, immaginati se davanti al tuo balcone, invece di scorgere parchi e centri commerciali, ci fosse una immensa discarica zeppa di buste lacerate e aggrovigliate, pneumatici e materassi, pantecane e ogni sorta di animalaccio, cosa diresti? Credo che anche tu, protesteresti.

Il progetto dell'armatore Lauro giace polveroso negli scrigni dello Stato.

Almeno si faccia chiarezza, si usi buon senso, si stia attenti all'ira di Ulisse.

Perche non pretendere che ogni singolo comune campano gestisca i propri rifiuti?

Non paghiamo forse la TARSU al proprio comune di appartenenza? Non è illogico tutto ciò?

In questo modo ognuno sarebbe responsabile del proprio territorio in più, determinerebbe un attenzione da parte del cittadino maggiore per il proprio habitat.

Hanno preferito restare fedeli al loro subdolo modo di agire e governare: una dittatura velata ma presente, mascherata ma agghiacciante. Un continuo attacco alla costituzione senza che nessuna figura politica faccia obbiezione e opposizione: ci hanno costretto la giugulare, legati con una catena cortissima al palo.

Ho visto gente decidere di abbandonare questa meravigliosa terra, ho visto drappi neri ai balconi come nei più dolorosi dei lutti.

Non siamo folli, se protestiamo, se pretendiamo attenzione è perche noi abbiamo nel cuore e impresse nella mente le immagini deturpate della nostra terra.

Qui non ci sono parchi, ma solo discariche abusive o ufficialmente rese abusive.





 
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Anche i magistrati bocciano il decreto legge per l'emergenza rifiuti in Campania

Post n°91 pubblicato il 29 Maggio 2008 da lunarossa.1974

 

Siamo prossimi alla guerra civile. La Campania non ha ne mezzi, né strumenti giuridici in grado di governare o amministrare o debellare una rivoluzione prossima. Anzi, fuori le mura della città si odono già i tamburi in un tam tam simile ad un grido di guerra. La popolazione tutta si sta unendo e presto l'anarchia e il disordine sommergeranno le stanche terre della Campania; incapace oramai di qualsiasi contrasto.

Al grido sempre più acuto e assordante si uniscono i magistrati.

Emergono verità inquietanti sul progetto che doveva riportare la Campania alla normalità.

Verità e non supposizioni poiché dai documenti emergono emendamenti allucinanti.

Verbo volant, scripta manent, recita un proverbio antico e noi le fonti certe le abbiamo, nero su bianco.

I magistrati decidono di intraprendere l'azione istituzionale inviando al CSM le loro perplessità sul decreto da poco varato.

Legge 90 articolo 9 del 23 maggio 2008.

Una legge che di fatto contrasterebbe se non annienterebbe ogni azione mirata alla lotta contro la criminalità organizzata. I pm non potranno più disporre sequestri preventivi di discariche o zone di stoccaggio ritenute in mano alla camorra; in questo modo il governo potrà ripulire le strade usando queste discariche inquinate e malavitose. Ecco perchè alcuni magistrati all'unisono bocciano il decreto urlandone la pericolosità potenziale e devastante.

Cosi scrivono: "Solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo".


"Siamo assolutamente consapevoli delle responsabilità istituzionali e dei gravosi compiti che incombono sui magistrati della procura di Napoli , chiamati ad assolvere, sulla base della nuova legge, compiti nuovi e difficili.


"Negli ultimi anni diverse indagini preliminari hanno accertato la consumazione di gravi violazioni della legge penale, tutte afferenti all'attuale sistema di raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento dei rsu e di altra tipologia", ricordano i 72 sostituti e 3 della Procura di Napoli.


"Discarica piena, sarà un nuovo Vajont"


Per non parlare delle 650 pagine di intercettazioni che hanno portato all'arresto ai domiciliari di 25 persone. Personaggi che avrebbero dovuto risolvere l'annosa questione rifiuti.


Due dirigenti della Fibe (l'impresa che vinse l'appalto per lo smaltimento dei rifiuti) - scrive "Repubblica" - parlano della discarica di Villaricca, diventata una "piscina di percolato". Le possibili soluzioni: coprire il tutto con la sabbia, così che all'apparenza sembri tutto regolare. Uno dei due ricorda all'interlocutore che se la discarica riceverà altre tonnellate di spazzatura potrebbe diventare un nuovo Vajont.


In una intercettazione a parlare è Marta Di Gennaro, all'epoca vice di Guido Bertolaso e il dirigente Michele Greco. Di Gennaro descrive i rischi di tracimazione del percolato, immagini definite "impressionanti".

A questo si aggiunge la repressione militare a cui è stata costretta la popolazione partenopea.

Repressione che ha identificato e offeso tutti i manifestanti etichettandoli terroristi camorristi.

I partenopei non sono camorristi, la camorra demenziale e totalitaria regna nelle istituzioni.

Questo ingiustificato abuso di potere da parte di un governo incapace di agire sotto i dettami della convenzione europea è la vera mano armata della criminalità organizzata e non può restare impunita.

Mi appello alla coscienza di tutti gli italiani.

Non lasciateci morire intossicati.


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Campania: arresti e processi per direttissima.

Post n°90 pubblicato il 24 Maggio 2008 da lunarossa.1974

 

Bertolaso torna a Napoli e si dice pronto a risolvere la sempre più critica situazione rifiuti.

La Campania come un tormentone, l'ennesimo deturpamento, l'eterno fallimento istituzionale e civile.

Bertolaso, qualche tempo fa diede le dimissioni adducendo infiltrazioni camorristiche deviate e devianti: un modo diplomatico per dire che non poteva lavorare poiché la camorra faceva ostruzionismo non dal di di fuori, ma dal di dentro.

Ora è tornato, apparentemente determinato, quasi un'altra persona. Cosa lo avrà convinto?

Non ci è dato sapere cosa abbia determinato questa nomina; certo è che avere qualche dubbio è a questo punto assolutamente legittimo. Ma noi potremmo fare molto se non fossimo persi del tutto dalla nostra voglia di ignorare e zittire.

Quando dopo una giornata di lavoro torniamo a casa, siamo portati tendenzialmente ad accontentare ogni richiesta dei nostri figli pur di non doverli sentire strillare nelle nostre già stanche membra.

Provocando danni e lacerazioni profonde nella loro educazione e futura professione di cittadini.

Vi sembrerà un mio voler istrionizzare ma, se perdete qualche secondo nel riflettere troverete una logica sottile ma micidiale.

Questa tendenza la si è assunta nei confronti della Campania.

Stanchi di udire le loro grida, stanchi di dover subire l'umiliazione e la costernazione desideriamo, ad ogni costo, veder ripulita questa regione vergognosa.

Questo approccio fraccomodo rallenta il processo di bonifica e derattizzazione di una nazione.

Mi chiedo continuamente se è possibile, che uomini e donne e bambini si facciano arrestare solo a fronte di un partito preso. Ve lo dovreste domandare tutti voi e tentare di capirne i motivi.

Mi chiedo anche di come si possa, da parte di tutti gli altri abitanti della penisola credere, che tra quella folla ci siano solamente persone degradate e malavitose.

Questo è un ragionamento superficiale e dannoso, direi razzista e oltranzista.

Alcuni arresti tra la popolazione e processi per direttissima ma, Bassolino si permette e nessuno ha da dire di dichiararsi agli occhi dello Stato nullatenente.

Una dichiarazione dei redditi falsa e vergognosa: onorevole Di Pietro, possibile che nemmeno lei dice qualcosa?

Lasciamo che vengano arrestate persone che tentano con ogni mezzo di difendere e tutelare la propria terra massacrata e permettiamo ad un Bassolino di rilasciare sorrisi e bestemmie in TV?

Possibile che nessuna presa di posizione sia stata presa nei confronti dell'inadempienza criminosa degli ex ministri dell'ambiente?

La popolazione ha imparato sulla propria pelle cosa voglia dire non occuparsi degli affari sociali; ora cerca solamente di correre ai ripari.

Non mi appellerò più a nessun politico ma alla popolazione locale.

Non lasciatevi dominare, ferire, usare. Bloccate l'autostrada del sole. Facciamoci arrestare tutti quanti!

Quel che dobbiamo pretendere è l'apertura di discariche a norma.

Pretendere che non si brucino negli inceneritori rifiuti misti costringendoci ad inalazioni della diossina.

Pretendere l'arresto immediato di Bassolino fosse solo per la vergognosa dichiarazione dei redditi.

Pretendere ugual trattamento dai politicanti del nord.

Ricordo che il Veneto ha un debito morale nei nostri confronti!

Gli abbiamo smerciato i loro rifiuti tossici.

Non lasciamoci intimorire, troveremo prima o poi, qualche giudice pronto ad ascoltarci ed aiutarci.



 
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