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poesia infinita

vita oltre il sogno ( le poesie citate sono protette da diritti d'autore )

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COME ERAVAMO: ANNI '80

Post n°131 pubblicato il 18 Ottobre 2007 da maryrose6
 

IL TEMPO DELLE MELE
SUL CIAO ROSA.

 

Immaginate una ragazzina di dodici anni che vive in un paesino di campagna, figlia di agricoltori, cresciuta in mezzo a coniglietti, pulcini e gattini.
Ecco, quella bimba dai capelli ricci come i pensieri ancora inespressi e le gote che diventavano rosse al minimo sguardo estraneo, si, ero proprio io.
Esplose il 1980, frequentavo la seconda media ed era proprio l’anno in cui uscì il film: “ Il Tempo delle mele”, un successo in tutte le sale cinematografiche. Si parlava molto dei rapporti tra genitori e figli adolescenti, proprio nel periodo in cui anch’io affrontavo i primi problemi adolescenziali. Volevo andare a vederlo e mia sorella, che era già maggiorenne, mi ha accompagnata: era la prima volta che mettevo piede in un cinema.
La sala cinematografica era piena e già buia quando sono entrata, eravamo in anticipo, la visione precedente non era ancora terminata e sono inciampata rumorosamente negli scalini che non riuscivo a vedere. Molti si voltarono e divenni un tutt’uno con il rosso della moquette finché mia sorella mi prese per un braccio e mi fece sedere. La visione fu per me un’ esperienza fantastica tanto che a casa, nella mia camera, riempii una pagina intera di diario.
A scuola non si parlava d’altro che di Vic e dei suoi problemi così simili ai nostri, del bacio sulla bocca, il primo bacio, che poche ragazze avevano già sperimentato, del ballo con i ragazzi e del motorino.
Il caso vuole che prima delle vacanze natalizie i nostri insegnanti di educazione tecnica, forse spinti dalla voglia di sperimentare l’effetto“ Tempo delle mele ” anche a scuola, ci lasciano organizzare una piccola festicciola in laboratorio.
Il radio-registratore trasmetteva la canzone mielosa ed attira-baci di Richard Sanderson: “ Reality ”, il tema principale del film. Ragazzi e ragazze divisi in due gruppi ben separati come ad evitare chissà quale contagio. Stanchi di aspettare, i più spavaldi invitano alcune di noi a ballare, rimango al muro fino a quando il ragazzo più goffo, l’esperto di storia con tanto di brufoli e occhiali spessi, mi invita a ballare. Non sapevo che fare, non avevo mai provato passi di danza se non da sola in camera mia, la musica scorreva inesorabile, così ho pronunciato un “si ” più rosso delle mie guance ed ho ballato il mio primo ballo.
Tornando a casa, quel giorno, immersa nei miei pensieri, ero talmente felice che mi sembrava di volare.

Il tempo passava ed anche se le mele erano ancora un po’ acerbe, compirono 15 anni, così, come ogni moda che si rispetti, si diffondeva a macchia d’olio la mania del motorino: il Ciao.
Le mie amiche riuscirono a farselo acquistare dai genitori: c’era chi lo aveva rosso, chi blu e chi bianco. Terminata la terza media con un buon voto e dato che la fermata dell’autobus per le scuole superiori distava circa due km da casa, i miei decisero di comprarlo anche a me.
Ricordo ancora, quel giorno dal concessionario, la faccia di mio padre quando, alla domanda sul colore, io risposi decisa:“ Rosa! ”. Anche se sorpreso non cercò di modificare la mia decisione.

Il mio motorino doveva essere unico, quasi un’esclusiva e poi, quello è sempre stato uno dei miei colori preferiti ma dovetti aspettare un mese per avere il tanto agognato Ciao rosa che ora riposa nel garage di mio padre.
Era il mio compagno fisso, il simbolo della libertà perché, abitando in una frazioncina, potevo finalmente andare con le amiche, nelle domeniche pomeriggio in cui ero libera, specialmente d’estate, a fare qualche giretto nei paesi limitrofi.
Un mezzo per volare, per conoscere, per farsi notare soprattutto se guidando indossavo anche i miei Carrera rosa. Insomma, un ridicolo e goffo confetto in movimento, carico di decisione, cocciutaggine e orgoglio. Motore e cuore scattanti che non mi hanno mai lasciata a piedi nonostante le piogge e le nebbie padane.
Ora il Ciao si è fermato ma le mele continuano a maturare.

Mary

PS: questo post partecipa al gioco:" COME ERAVAMO", ideato ed organizzato da  Falco68 

 
 
 
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