Creato da anna0772 il 06/01/2008
un`italiana in Polonia- anno quindicesimo
 

 

cambiamenti

Post n°569 pubblicato il 29 Aprile 2013 da anna0772

Molta acqua e` passata sotto ai ponti  o forse  era solo molta poggia mista a neve.

 Adesso che finalmente anche in quel della Polonia e` arrivata nuovamente la primavera si ricomincia a respirare e anche a fare progetti e a riprendere le fila di "luoghi " oramai un po` trascurati come questo blog.

 Oggi, dopo la bellissima visita di qualche giorno di mia cugina che mi ha molto rallegrato ( ma che mi ha anche assorbito parecchio) andando al lavoro  ho pensato "oh, finalmente mi posso riposare un po`!". Che e` un po` un paradosso,  se ci si pensa bene, perche` al lavoro non mi annoio davvero...

 La stanchezza a volte piu` che dal fare cose faticose in se` e` collegata alla "diversita`" di quel che succede e allo sforzo per starci dietro. Insomma sto diventando pigra o forse semplicemente vecchia....

 La seconda osservazione e` che rivedere Auschwitz  oggi e` stata sorgente di una certa fastidiosa indifferenza che ha preso il posto della misericordia risvegliata nella prima visita  di parecchi anni fa. E` probabile che sia stato a causa della mancanza dell` effetto "sorpresa" ma forse anche perche` nel frattempo il cuore si e` fatto piu` forte e si e` dotato di una bella corazza in piu ....

 

Non so se in questo caso e` un bene, scoprire di avere un cuore meno sensibile.

 

 

 
 
 

all` erta!

Post n°568 pubblicato il 16 Gennaio 2013 da anna0772

" finalmente vedo il tuo temperamento italiano... pero` perche` prorio io dovevo vederlo questo tuo caratteraccio?"

Io ho uno di quegli stupidi caratteri, sapete quali no, ma si dai ,  di quelli  stupidi che non si arrabbiano mai. E` un carattere stupido perche` puntando ad evitare i conflitti con gli altri  come fossero la cosa peggiore che esiste mi frego da sola: mi autotolgo in primo luogo la possibilita` di esternare quello che sento veramente friggendomi il fegato e poi elimino di fatto la possibilita` di un confronto costruttivo con gli altri  che, se ci fosse, mi permetterebbe di chiarire le incomprensioni superandole , invece che fare finta che non esistano.

 L`essere arrabbiati non significa necessariamente essere cattivi . Essere arrabbiati a volte e` piu` che legittimo e solo attraverso il confronto, seppur a volte un po` burrascoso, si possono risolvere i problemi.

 Ieri di fronte all` ennesimo trattamento non curante del partner di riferimento dello studio, G,  che pospone i "miei" clienti italiani ai "loro" polacchi, facendo aspettare i miei piu` del dovuto non ho saputo che inghiottire come al solito e lamentarmi per piu` di tre ore con R delle cose che non mi vanno...

 Oggi di nuovo: domani c`e` un udienza di un "mio" cliente e il partner G non ci va e all` ultimo minuto cerca un sostituto di fortuna e rimprovera la segretaria  per non aver trovato un sostituto gia` venerdi quando lui stesso non legge le mie mail di giovedi  in cui gli chiedo se puo` andare in udienza oppure no.... E la segretaria rimprivera me e mi "impone" da oggi in poi di indicerle entro giovedi quale degli avvocati dello studio fa da sostituto all` infingardo...io....ma se lui ci puo` andare o no son fatti suoi ed e` lui che se non puo` deve trovare un sostituto, mica io...

Non ci ho visto piu`. Davvero. Ho alzato la voce. Ah ma che liberazione!

E` uno straccio solo chi si lasci trattare dagli altri da straccio e io non sono piu` disposta a farlo.

 Tra le altre cose quando non ci si arrabbia mai e le cose diventano insopportabili l`unica soluzione al "conflitto latente" e` la fuga. Oggi non devo piu` fuggire da nulla e nessuno  perche` non ho piu` paura dei conflitti . Non devo cambiare studio solo perche` qui c`e` qualcosa che non va. Prima mi arrabbio e provo a cambiare le cose.

E la considero questa una grande vittoria su me stessa.

Quindi all` erta !  Ma non fatemi arrabbiare....

 
 
 

il colpevole grigio

Post n°567 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da anna0772

Lo spavento e` inversamente proporzionale alla dimensione di chi lo causa.

 Come un piccolo esserino grigio munito di coda possa far provare del panico e` cosa davvero inspiegabile. Piu che panico, direi pero` ripugnanza.

 Ripugnanza per lui topastro che si e` infilato in casa, complice un buco vicino al tubo del riscaldamento, e per tutte le cose che ha toccato. Ma cosa ha toccato? buttare i mobili in lavatrice, oltre che  lenzuola, coperte, vestiti e` cosa impossibile. Eppure avrei desiderio di un lavaggio a 90 gradi  di ogni cosa...perche` anche le traccie piu` infime di lui spariscano per sempre.

 Ed e` cosi che dopo tre giorni di battaglie e ricerche invane, di pulizie che fanno impallidire quelle di Natale e di Pasqua messe insieme,  di appostamenti del mio cane (finiti pero` a leccare tracce di chissa` che vecchia caramella nella camera di Kamil) di formaggi mangiati direttamente dalla trappola senza che il meccanismo sia scattato , eccolo finalmente lui: il colpevole grigio... beccato  al terzo furto di formaggio: pace all`ingorda anima sua.

 Piccolino pero`... e da morto sembra pure carino... mannaggia a me`: io che mi sono spaventata a morte per un cosino da niente.

 Come dicevano i romani "mors tua, vita mea".

 
 
 

e basta!

Post n°566 pubblicato il 31 Dicembre 2012 da anna0772

 "sikkome negli ultimi giorni e` morta la signora barbara Wawak io inicio a avere paura di quest` anno sul serio. Scrivi mi per favore se va tutto ok"

Il mio Kamil, a parte l`italiano un po` sbilenco , nel suo 12-mo anno inizia ad avere paura della vita... oppure della morte... oppure di tutte e due insieme. Ora  e`da papa` e ha paura  per me.

In quest` anno in cui mia mamma e` stata operata due volte, a mio papa` hanno scoperto un cancro che l`ha portato ad avere ben quattro operazioni,  in cui e` morto mio zio Stefano dopo piu` di 15 anni di infermita` terribile,  e` morta  la mia Olghina nei suoi 98 anni e, come ciliegina sulla torta, nella giornata della vigilia  e ` morta anche la nostra amica Ola di 31 anni  con cui eravamo stati in Tajlandia, le paure di Kamil sono piu` che giustificate.

Io non sono superstiziosa  e sono una donna forte ma vi confesso  inizio ad averne abbastanza anche io, di questo 2012. Mi conforta il pensiero  che sia oramai agli sgoccioli. Mamma dice che e` stato terribile perche` era anno bisesto. Io dico che e` stato terribile perche` non poteva essere altrimenti viste le infauste previsioni dei maja che ci pendono sulla testa. Pero` ora basta. Il mondo non e` finito il 21 dicembre e a questo punto ci tocca vivere per forza ancora un po`. Tutti, per favore, sforzatevi di vivere, eh?

Poi vivere bene o vivere male : questo dipende dalla prospettiva, dai punti di vista, dalle aspettative e dagli ideali di ciascuno.

 Sforzarsi di continuare a vivere e basta  e  possibilmente di sorridere ancora: questa si che sarebbe davvero una grande conquista!

 Auguri di cuore a tutti

 
 
 

chlochard di un` ora

Post n°565 pubblicato il 14 Dicembre 2012 da anna0772

  Io e Kami abbiamo cambiato  il suo maestro di chitarra e oggi era la seconda lezione con questo nuovo.

 La lezione precedente ho potuto essere presente anche io. Oggi mi ha chiesto di andarmene perche` "i bimbi suonano meglio quando i genitori  non sono presenti...." Ho avuto un attacco di panico: tornare a casa per poi tornare qui e` troppo distante e non ha senso e passare un` ora  fuori con la neve alta a -5 gradi con il raffreddore che ho addosso non e` la migliore  delle prospettive : che fare?  pero` se mi chiedono di andarmene mica posso restare... sono uscita con un brivido e un senso di sconforto senza avere la piu` pallida idea di cosa fare di me stessa in quest` ora.

 Sono andata dalla mia dentista  che ha lo studio qui vicino senza avere un appuntamento, cosi solo per stare seduta nella calda sala d`aspetto fra gli altri pazienti in una falsa attesa del proprio turno, che ne so, con la scusa degli auguri natalizi... ma lei non c`era: proprio oggi non riceve e lo studio era chiuso.

 La prima mezz`ora l`ho passata  dunque in macchina sperando che il calduccio del viaggio si volatilizzasse il piu` tardi possibile...fino a quando non e` stato troppo freddo per riuscire a stare seduta. Allora sono uscita ed ho cercato rifugio in un posto caldo.

 Dove andare? mi sono sentita per un attimo un chlochard. Sono entrata in una chiesa, aperta solo nel vestibolo: era piu` gelata dell` antistante piazzale coperto di neve. Allora ho vagato per le strade cercando un negozio e sono entrata dove vendono schampoo e creme, che mi sembrava la cosa meno stupida da fare. Eppure guardare le bottigliette in fila senza averne il minimo desiderio  di comprare alcunche`,solo per far trascorrere i minuti e lasciare che le membra perdano la rigidezza che il freddo da` loro e` terribilmente stupido, soprattutto se in continuazione una commessa ti viene vicino e ti chiede se ti puo` aiutare.. ma aiutare in che? a guardare quello di cui non te ne puo` fregare di meno? e come fare ad essere una credibile compratrice avendo solo il desiderio di un letto caldo? 

Alla fine mi sono arresa all` evidenza del fatto che mancava ancora un quarto d`ora e che oramai avevo fatto le pulci a tutte le creme del negozio ed era bene che me ne andassi per non sembrare una ladra...  altro girovagare, fino a che per fortuna ho trovato un caffe`  aperto ( rarissimi in Polonia) e ho ordinato qualcosa di caldo pur non avendone la minima voglia. I chlochard  pero` non li hanno i soldi per ordinare qualcosa di caldo, anche se magari lo berrebbero volentieri.

 Fortuna che la mia ora da chlochard e` passata presto, ma mi ha riempito di tristezza al pensiero che c`e` qualcuno che questa prospettiva  e` costretta a viverla sul serio: la prospettiva di un` estrema debolezza in cui l`unica cosa che conta e` avere un tetto caldo sopra la testa.

 
 
 

complimenti

Post n°564 pubblicato il 09 Dicembre 2012 da anna0772

- uau ! ma che bel cappello!

- ti piace?

- bello! mi sembra di averlo gia` visto in un film... spetta che film era??... ah, si!

il mago di Oz!

- Il mago di Oz?

- ma si dai... ne aveva uno uguale lo spaventapasseri!

:-(

 

 
 
 

PIETAS

Post n°563 pubblicato il 28 Novembre 2012 da anna0772

La tua  morte zia ha il sapore di un bacio non dato, ha il colore della tua pelle gialla e la freddezza di un corpo che non si riesce a riscaldare con nulla.

Mi assillano questi ricordi di te che come frammenti di un vetro rotto mi si infilano tra i pensieri ferendomi.

Il sentimento piu` forte pero` e` di indignazione . Nulla c`e` di piu` sacro al mondo di questo momento: di quando l`anima lascia il corpo e Dio stesso viene a riprendersi cioe` che da lui e` creato per riportarlo con se`. Eppure anche di questo momento "sacro"  vi fate burla.  Irridete la morte tentando di privarla di ogni significato e trattando i motri come oggetti. Provate ad ogni modo a cancellarla dalle esperienze tenedone lontani gli adulti e i bambini perche` vi fa paura .

Il corpo e` trattato come spazzatura perche` tanto "non le serve piu`". I capelli sono scompigliati sulla fronte, la dentiera e` ficcata in bocca a forza, uno straccio bianco tenta di chiuderle la bocca stringendo la mandibola, ma , messo male, cade e stringe solo l`occhio facendolo affossare nella cavita` cranica.

 Ma dico io : dove e` la vostra pieta`? Dove e` la vostra tenerezza? dove e` il vostro rispetto? avete un cuore di pietra e un anima che non rispetta nessuno...

 Va bene che  non credete piu` a Dio, che nella camera defunti non ci sono lumini, che  non ci sono fiori,  che non ci sono sedie per chi voglia vegliare accanto ai propri cari...

 Va be che non dite nemmeno una preghiera immersi come siete nelle questioni pratiche da risolvere, ma insomma...

Anche un non credente sentirebbe il bisogno di stare accanto a questo corpicino tanto amato nell` attesa dell` addio,  di accarezzarlo, di ridargli un vestito ,  una dignita` insomma....

Non sei morta solo tu oggi zia: e` morto anche il cuore di molti che ti hanno  abbandonata in questo momento estremo.

 

 

 
 
 

densita`

Post n°562 pubblicato il 22 Novembre 2012 da anna0772

E` di una densita` estrema questa vita, che non si riesce nemmeno piu` a respirare. Un po` sa di cane, che quando si bagna e` ovvio che si sente di piu`. Un po` sa di vestiti nuovi che si strappano dopo il primo uso o di scarpe che sono talmente scomode da costringerti a riportarle al negozio ancora prima di metterle  a causa di un` "assoluta inindossabilita`".

Il problema e` che mentre il negozio di scarpe, lo stronzino, con il naso da schizzinoso volto all` insu` la  tua scelta errata non la vuole considerare e i soldi se li tiene obbligandoti  " al massimo " molto magnanimamente  a "cambiarle" con altre ( e se poi proprio in quel negozio non ce ne sono altre che ti piacciono che fai? ti porti  a casa la cassiera?) il negozio della grande distribuzione, un Tesco a caso mettiamo, invece non solo ti accoglie con un sorriso  perche`  ti si e` strappato il vestito prima ancora di metterlo ma adirittura ti rida` i tuoi soldi indietro cosi, sull` unghia, senza fare storie alcune.

 Leggevo ieri un "volantino" trovato in chiesa domenica in cui c`era un inserto con riflessioni sul matrimonio.

 Diceva piu` o meno:

" Il signor Adamo  va all` universita` dell` amore e vuole iscriversi alla specializzazione chiamata -amore per Ewa" e la burocrate del cavolo che quel tal Adamo si ritrova davanti  lo sapete che gli dice al signor Adamo? gli dice " Ma lo sa signor Adamo che una volta firmato il contratto per questo indirizzo di studi non puo` cambiare specializzazione?"

Ora dico io, ma perche` non puo` cambiare specializzazione questo povero cristo, se nel corso della via si accorge di non essere portato per quella specializzazione, oppure addirittura se si accorge di aver sbagliato facolta`? Se e` possibile cambiare un paio di scarpe o un vestito perche` non si potrebbe cambiare  un rapporto che non va?

Perche` si tratta di una persona e non di una cosa, direte voi. E avete anche una certa qual ragione.

 Il rapporto si puo` rompere e consumare ma la "relazione" in quanto tale rimane in eterno, comunque vada.  Tutte le relazioni, passate e presenti, che lo si voglia o no, rimangono in quel limbo dell` essere che e` l`eternita`. Ci "sono eternamente" anche se finite in quanto sono esistite e andranno giudicate per quello che sono state. Pero` il fatto che ci sia , o ci sia stata, una relazione sbagliata a mio parere  di per se` non esclude che ve ne sia o ve ne possa essere anche un` altra di migliore. Anzi: proprio perche` la prima non e` andata bene e` importante e giusto che ce ne sia un altra, che riporti equilibrio nella contabilizzazione totale del "male" e del "bene" nella prospettiva dell` eternita`.

Sarebbe davvero` un "peccato"  chiudersi al mondo e agli altri  e stare con le mani in mano ad aspettare la morte senza provare piu` a trovare e a costruire un amore vero...

 

Mamma mia che densita` ha questa vita ultimamente...

Una densita` che profuma di cane, di scarpe comode e di vestiti che non si rompono :-)

 

 
 
 

Enrico Pavoni

Post n°561 pubblicato il 22 Ottobre 2012 da anna0772

Mi aveva colpito al telefono per la sua semplicita` ed affabilita`, nonostante fosse quasi un mito vivente.

 Ci eravamo sentiti non molto tempo fa in quanto stava pianificando il suo periodo di pensionamento e aveva bisogno di un consiglio.

Enrico Pavoni era decisamente l`italiano emigrato in Polonia piu` famoso: si era trasferito definitivamente all`inizio degli anni 90 ( pur andando e venedo dall` italia alla Polonia anche prima) e aveva partecipato alla costruzione dell`impero FIAT in Polonia ( oltre alle aziende annesse e connesse tipo Marelli Teksid o New holland). Attualmente ne era il presidente e l`Amministratore principale. Parlava naturalmente il polacco ed era oramai "cittadino locale " praticamente naturalizzato. Sara` per questa sua storia in qualche modo simile alla mia o forse per una sorta di ammirazione  per chi e` riuscito a farsi una posizione ( e che posizione!) in un paese non suo, che l`avevo preso in  particolare simpatia.

La notizia di oggi, un trafiletto di poche righe su di un portale locale  nella sezione "auto-moto", che ieri sera e` morto dopo lunga malattia mi ha lasciato non solo di stucco ma anche piena di un certo dispiacere.

Mi spiace  non solo perche` e` persona a me nota e gentile ma perche`, dopo aver tanto lavorato, questa sua pensione di cui abbiamo parlato non molto tempo fa  non riuscira` a "godersela" nemmeno per un giorno...

E` cosi  che la vita vola, indipendentemente da chi siamo stati e quanto abbiamo guadagnato.  Quanto e` vero  il detto che alla fine nessun denaro  porteremo con noi e che lasciamo questa terra nudi  cosi come ci siamo entrati.

 Il suo sorriso e la  sua gentilezza pero` hanno fatto scaturire la mia preghiera spontanea  al momento della  sua morte...ho la sensazione che, a differenza dei molti denari che ha dovuto lasciare, questa  mia preghiera oggi l`abbia  invece potuta prendere e portata con se` .

" L`eterno riposo dona loro Signore e risplenda ad essi la luce perpetua. Amen"

 

 
 
 

volere e` potere

Post n°560 pubblicato il 19 Ottobre 2012 da anna0772

 Ho ricevuto l`altro ieri una mail da Dorota che diceva piu` o meno: "sto cercando una mia collega che lavorava con me piu` di 10 anni fa.... ero stata anche al suo matrimonio in Italia. Se questa mail e` arrivata ad altri mi scuso in anticipo"

Quella Anna a cui volevi scrivere ero proprio io... Dorota... quanto tempo e quanti ricordi tra un suono della tua voce e un altro!  Ti ho scritto e richiamato subito e tu mi hai raccontato che hai ancora sul comodino una foto di tutti noi a Venezia.

Nella tua voce ti ho ritrovata immutata, esattamente come allora. Ti ho raccontato il riassunto dei miei ultimi dodici anni e tu mi hai detto che da te non e` cambiato niente. Da ragazza madre che eri prima ti sei trasformata in una donna madre. Solo che ora non c`e` piu` spazio per nessun uomo, che  andrebbe a  distruggere i delicati equilibri che si sono nel frattempo cristallizzati tra te e il tuo David, oramai vent`enne.

Mi lascia un po` di amarezza questa telefonata perche` avrei desiderato di sentire che ti eri ricostruita un` altra vita ed eri felice con un uomo al tuo fianco e con tuo figlio oramai per le vie del mondo, per conto suo. E invece no. Mi lascia amarezza perche` e` come se sentissi che per te questi numerosi anni sono passati invano.

  Ce ne sono altri di anni davanti, ancora si puo` trovare questa felicita` agognata. Il problema fondamentale  pero` non e` che non riesci a trovarla ma e` che  in verita` non la vuoi. Deliberatamente.

 Perche`  l`andare, il fare, il cambiare, il lasciarsi andare agli eventi e alle situazioni che la vita porta lo senti come un pericolo ed una minaccia alle tue sicurezze di oggi, che pero` non ti soddisfano.

Per fare bisogna prima voler fare. Per essere felici bisogna prima volerlo.

 
 
 

Apparenze

Post n°559 pubblicato il 15 Ottobre 2012 da anna0772

Per ingannare la lunga attesa per fortuna avevo l`ultimo libro comprato all` areoporto di Bergamo e non ancora iniziato.

Si chiama "la solitudine dei numeri primi" . Le prime cento pagine mi hanno infastidito: perche` solo il brutto, la crudelta`, la solitudine sono usati come "forza di attrazione del lettore?"  Ora il racconto non ve lo svelo, sia mai che vogliate leggerlo e non l`abbiate ancora fatto.

 Dopo i primi "bocconi amari" da ingurgitare avevo gia` l`anima piena di schifo e stanchezza. Cosi ho preso Olga, nonostante la pioggerella fine ma insistente ,e sono andata a fare una passeggiata in campagna. Passegggiata proficua visto che non ho incontrato anima viva (solo qualche cane e qualche gallo dalla cresta sbarazzina) e ho ritrovato la  necessaria "distanza dal libro" che aiuta a percepire come  le sensazioni provate sono provocate  artificialmente e, per quanto fastidiose, non possono fare male all` anima...

 Dopo i primi cento "nodi da superare" alla fin fine in  qualche modo, nel bene e nel male, il lettore si affeziona ai protagonisti e attende solo quanto verra` dopo. Fortunatamente le "immagini forti" poi non ci sono piu` visto che non sono piu` necessarie essendo sostituite dall`affezione. Nelle ultime pagine mi sono sentita presa per il naso dall` autore: " vorresti che finisse bene questo libro? e invece no". Ho avuto la sensazione che sia stato scritto per dimostrare qualcosa a qualcuno. O forse per sfogarsi di un peso. Ad ogni modo non mi e` piaciuto.

 A vedermi dall` esterno non si direbbe visto che l`ho iniziato la mattina e l`ho finito la sera, ma si sa: il piu` delle volte l`apparenza inganna.

 
 
 

redini

Post n°558 pubblicato il 08 Ottobre 2012 da anna0772

Non bisogna tirare le redini a destra , a sinistra o indietro come pensavo molto tempo fa. E non e` nemmeno  essenziale stringere i muscoli corrispondenti alla direzione voltuta  : la risposta  corretta e` invece un effetto di tutto un insieme di gesti e movimenti , anche lievissimi, che  pero` devono, in modo inconfutablile e comprensibile per il cavallo, esprimere una  chiara volonta`. Una volonta`  che deve essere dunque prima di tutto precisa e comprensibile per noi e poi per lui.

 La base della comunicazione e` un contatto vero, corpo a corpo, stando il piu` rilassati possibile.

 Ed e` cosi che gli stessi gesti fatti da un bimbo non provocano un arresto immediato , mentre se fatti da me bloccano le gambre del cavallo come se usassi le maniere forti. 

 Ma non perche` io sappia fare qualcosa di speciale e lui invece no: perche` io so esattamente cosa voglio ottenere dal cavallo e mi sforzo di ascoltare i suoi movimenti per comunicargli quello che voglio mentre Kamil, piu` preso dalla preoccupazione di restare in sella che non quella di comunicare,  e` poco deciso su quel che vuol fare e perde  facilmente il contatto con il cavallo.

 Questo mi insegna che anche in quello che succede tutti i giorni, per "guidare" quello che succede nella mia vita non mi serve usare la forza o un` alto volume della voce : e` piu` utile fare chiarezza su quello che si vuole ed ascoltare bene quel che ci e` intorno per capire , di volta in volta, quale sia il modo migliore per comunicare  agli altri quello che vogliamo ottenere.

 
 
 

l`esperienza insegna

Post n°557 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da anna0772

Il 3 settembre dopo l`urto e` uscito dalla macchina scusandosi tutto contrito. Io ero parchegggiata da un pezzo ed avevo  la porta aperta dal lato passeggiero, che evidentemente non ha visto. Non ho nemmeno protestato ma mi sono messa a scrivere la constatazione amichevole con il suo riconoscimento di colpa. Mi ha  fatto vedere i documenti, mi ha firmato la constatazione , confermando i fatti, e se ne e` andato.

 Dopo di che non vi dico le perdite di tempo, alla sua assicurazione, dal liquidatore, dal meccanico per la prima visita, dal liquidatore del meccanico. Dopo piu` di due settimane il meccanico dice  che non puo` accettare la macchina in riparazione perche` ci sono problemi con il riconoscimento della responsabilita`.

 La cosa ovviamente mi stupisce e ritorno dall` assicuratore che dopo un tempo lunghissimo in sala d`aspetto viene e mi dice che l`"altro" ha ritirato la dichiarazione fatta dicendo che l`ha firmata sotto stress ma che in realta` e` tutta colpa mia perche` ho aperto la porta mentre la sua auto era gia` li ( BUGIA!).

Le registrazioni delle telecamere del parcheggio sono state gia` cancellate perche` e` passato troppo tempo. Non mi rimane che la polizia. Altra tiretera, altra coda, altra visura della macchina da parte del "loro esperto".   La polizia lo riconosce colpevole, ma siccome il marrano da un altra versione dei fatti e non accetta la multa , invia tutto l`incartamento al tribunale.L`assicurazione non paghera` fino a conclusione del processo penale e la mia macchina continua ad essere danneggiata.

E non la riparo nemmeno a questo punto visto che il tribunale potrebbe ordinare un` ulteriore perizia.

 Il tutto per dire  di ricordarvi, quando siete all` estero, di non scrivere mai una constatazione amichevole, anche se il  fatto e` evidente e il marrano confessa le sue colpe, ma di chiamare sempre e comunque la polizia.

 Sic.

 

 
 
 

Di una figlia in prestito

Post n°556 pubblicato il 23 Settembre 2012 da anna0772

 Il funerale a cui doveva partecipare questa mia amica ci ha portato anche un bel dono: due ore in compagnia di un piccolo essere di quattro mesi di nome Alicja (senza i genitori ovviamente)

 Alicja e` una neonata serena, con gli occhietti azzurrini ed il ciuffo biondo sparviero in cima alla testolina. Ancora e` in quella fase della vita in cui la cosa piu` importante e` avere la pancia piena, essere puliti e avere la possibilita` di dormire il piu` possibile in un posto accogliente e sicuro (oltre alla vicinanza di altri esseri umani sorrridenti ed accoglienti che e` un must ovvio).

 Oddio: non e` che queste priorita` poi cambino. Solo che ci raccontiamo in continuazione  e a torto che "altre cose" sono piu` importanti.   Ma tant` e`.

Non e` delle sue priorita`  in verita`che volevo parlare ma dei miei limiti:  questa esperienza mi ha scioccato perche` tra me e Lui chi e` piu` bravo  con i neonati e` Lui.  Io so fare, e` ovvio, avendo avuto un bimbo che e` gia` adolescente ma lui non solo sa fare ma fa con una calma ed una pace che io non ho. 

Io faccio preoccupandomi se faccio bene  mentre Lui fa , magari le stesse cose, ma con la sicurezza di fare le cose come si deve e questo colora le sue azioni di una pace quasi stoica.

 Questo fa la differenza: non solo quello che si fa ma con che spirito lo si fa.

 

 
 
 

shopping

Post n°555 pubblicato il 21 Settembre 2012 da anna0772

 La mia amica G.  ieri mi ha trascinato per negozi per tre ore per trovare qualcosa per se` da mettere al funerale. Io non avevo niente da comprare perche` io al funerale non ci devo andare.

 Quando alla prova del centesimo paio di scarpe mi sono  permessa di sedermi  sfinita, il mio sguardo ha incrociato quello imbronciato di un marito in posizione accucciata- rassegnata ed in attesa della moglie indecisa, che si trovava sul puf  di fronte al mio.

 Come l`ho capito, questo pover uomo...

Anche lo shopping, quando  lo si fa per altri , puo` essere attivita` molto stressante.

 

 
 
 

o o cavallo o o :-)

Post n°554 pubblicato il 19 Settembre 2012 da anna0772

  Fortunatamente piove.

 Dico fortunatamente perche`  anche le piante hanno bisogno di avere di che vivere dopo questa lunga estate polacca. Non mi riempie di tristezza, questo autunno che incalza, perche` ho deciso  di abbellirlo e renderlo piu` solare  attraverso la realizzazione  di uno dei  miei desideri  di bambina ,  finora abbandonato tra le pieghe del mio cuore.

 Lo so che e` assurdo, illogico, antieconomico e che magari avra` un effetto catastrofico sulla mia salute ma ho deciso : mi affittero` un cavallo.

 Comprarlo volevo in realta`, ma la sapienza dei quarant` anni mi suggerisce prima di fare una breve prova , attraverso il sistema dell` "affitto". Cosi vedo se riesco ad organizzarmi in termini di tempo, se non mi e` troppo di peso economicamente e se  soprattutto la mia schiena regge... io pago una quota "tot" alla stalla e lo posso usare ad esempio tutti i fine settimana... sempre lo stesso cavallo....

 La felicita` che sento nell` anima all` idea di avere per un po` un cavallo "quasi mio" con il quale andare a fare passeggiate per i boschi e vicino ai laghi  e` segnale evidente del fatto che e` cosa che va fatta .

Cosi come l`inquietudione che sento leggendo un libro idiota che ho comprato l`altro ieri  mi da` un` indicazione evidente del fatto che e` libro che non vale la pena di leggere.

 In quest` autunno seguiro` di piu` le "sensazioni"  che le cose mi ispirano e lascero` da parte i pensieri ed i giudizi.. chissa` se questo mi aiutera` a vivere meglio.

 
 
 

fiducia

Post n°553 pubblicato il 17 Settembre 2012 da anna0772

Ha ragione.

Chissa` perche` diamo tanto peso alle parole. Le parole ingannano , sono vuote, interpretabili. Lasciano il tempo che trovano e ci attraversano a livello intellettuale. 

 La conoscenza che passa per il livello "superiore" ,quello intellettuale appunto, ha la tendenza ad essere un insieme di nozioni che ci aiutano si a "mappare il mondo" ma che hanno un` influenza poca o nulla si quello che veramente siamo.

 La riflessione e` che quello che maggiormente forma e` "l`esperienza" e che molto piu` delle parole dicono  le sensazioni che aiutano a capire se l`esperienza che ci attende e` positiva o negativa.

 Basterebbe solo avere un po` piu` fiducia in quello che si sente piuttosto che in quello che si pensa.

 
 
 

appesi ad un chiodo

Post n°552 pubblicato il 10 Settembre 2012 da anna0772

  Facendosi trascinare dalla velocita`, anche i piccoli tratti di pensiero, che magari avrebbero la forza e la voglia di venire espressi, rimangono decisamente perennemente indietro.

 Magari sono bocci di pensieri che, se avessero il tempo di venire pensati, fiorirebbero in riflessioni interessanti. Ed invece no, rimangono sulla lavagna della mente un solo minuto e poi sono trascinati via dai mille altri che seguono.

 La svogliatezza  di prendere "la penna" in mano ha preso il sopravvento in quest` anno di fine millenio. O di fine del mondo, o di fine di chissa` che cosa.

Quest` idea di una fine imminente  (o forse piu` che altro immanente ) invece che rendere ogni minuto estremamente prezioso rende tutto estremamente assurdo. Nulla ha piu` molto senso. Nulla che non sia l`aggrapparsi ad ogni sospiro sperando e scongiurando che non sia l`ultimo.

 Se fosse l`ultimo, o il penultimo , non avrebbe alcun significato fare alcunche`. Che senso avrebbe scrivere? Che senso  avrebbe mangiare? che senso avrebbe dormire? che senso avrebbe andare?

 Non avrebbe senso andare  dal carrozziere  e portare l`auto, che a seguito di un infausto parcheggio di qualcun altro, ha la portiera piegata come una scatoletta di tonno. Non avrebbe senso lavorare, ne` guadagnare, ne` tantomeno spendere. La maggior parte delle cose che facciamo vivendo sono condizionate dall` idea del futuro che deve venire. Le facciamo "in prospettiva".  Perdendo la prospettiva perdo anche la voglia di fare.

 Del resto non sento  nemmeno di avere alcuna cosa non fatta, nel caso in cui gia` domani venisse la fine. Non ho mancato di dire "amo" a chi amavo,  ne` di urlare alle ingiustizie ( piccole) di questa mia piccola vita , ne` di piangere con chi ha pianto, ne` di carezzare le mani di chi mi ha tanto accarezzato quand`ero bambina.  Oddio, mancare ho mancato e tanto in tante altre cose . Chissa` se il dolore che poi ho provato, per queste mancanze, ne ha coperto i buchi . Dovrei sentirmi in pace ed invece un senso di inquietudine mi riempie. La mancanza di tempo mi inquieta.

 Lei che ha novantotto anni  e che alla fine si sente prossima da circa 18 anni, mi diceva  ultimamente "sai, mi sento come appesa ad un chiodo che so che deve cadere ma non so quando- e` stancante stare cosi ,  perennemente appesi ad un chiodo".

 Come le scarpe del famoso calciatore di De Gregori, pur avendo molti anni di meno di lei, anche io mi sento appesa a quello stesso chiodo.

 Appesa in attesa. Fine?

 
 
 

la catena di sant`antonio della salute

Post n°551 pubblicato il 25 Giugno 2012 da anna0772

 Iwona non fa altro che vivere nell` attesa di questo matrimonio. Non il suo pero`, che quello l`ha gia` vissuto  tanti anni fa.

 Adesso e` nell` attesa spasmodica di quello del cugino, Piotr, che a quanto pare e` incappato anche lui in quella che qui si definisce una "zoza" .  Dicesi Zoza in polacco di quella donna che e`  fastidiosa , petulante, piena di pretese, perennemente infelice. Zosa e` la donna gelosa che tiene il marito  strettamente per il colletto della camicia contemporaneamente trattandolo da servo inutile e anche un po` deficente. Ce ne sono parecchie, in giro, di Zoze. Almeno qui.
Poveraccio, Piotr, pensa Iwona. Lui mica lo sa che la sua futura sposa sara` una Zoza. Perche` le zoze prima del matrimonio sembrano  agli occhi degli amati degli zuccherini e appaiono come tali solo agli occhi dei terzi, perche` l`amore che sanno suscitare  in chi le sceglie ,  contemporaneamente li acceca. Piotr si occupa solo della sua "Zoza" e sorride, lo stupidino. Una vera disgrazia.

Insomma Iwona non fa altro che aspettare il giorno della festa e pensare a come sara` questo giorno,  preoccupandosi  solo per le sorti del cugino e dimenticandosi di se stessa.

La zia di Iwona nello stesso momento non fa altro che occuparsi della salute della nipote che sembra abbia in verita` la sclerosi multipla. E si preoccupa di come dovrebbe mangiare, di quanto dovrebbe correre e fare ginnastica, insomma della sua salute fragile, tempestandola in continuazione di telefonate ansiolitiche.

 A sua volta la zia di Iwona non sta affatto bene perche` ultimamente solo tossice e trema,  ma non si occupa affatto di se stessa, suscitando in altri grossa preoccupazione. Lei si e` data questo compito: salvare Iwona. Tutto il resto non vale.

A parte i casi concreti di ciascuno, questa  strana catena di sant`antonio della salute mi fa pensare che il modo piu` usato per fare a meno di occuparsi di se stessi sia quello di pensare a tempo pieno ai problemi degli altri .

 Chissa` se inconsciamente faccio anche io cosi.

 

 
 
 

attimi di bandiere

Post n°550 pubblicato il 22 Giugno 2012 da anna0772

La misura dell` euforia prima della partita e` stata esattamente corrispondente  a quella della disillusione del "dopo".

 Tutte le bandierine attaccate ai finestrini delle auto, le sciarpe, le magliette i cappelli bianchi e rossi che un minuto prima erano stati indispensabili, un minuto dopo si sono trasformati in inutili orpelli.

  Il fatto e` che quest` uscita dall` europeo non ha prodotto nella nazione polacca disamore anche per gli europei in generale:  la sconfitta non e` solo  fonte di amarezza .  

Direi quasi che dopo un primo minuto di  disorientamento la reazione e` stata di serena rassegnazione e di concentrazione su quello che di bello c`e` ancora, per la Polonia, in questi europei: il clima di perenne festa nazionale, la meraviglia per la quantita` di turisti da quete parti insolita ed inusuale, l`orgoglio di essere gli ospitanti e soprattutto la sensazione di essere ospitanti piacevoli e ben organizzati.

 Credo che la nazione sia forte proprio per questo: abituata alle sconfitte in battaglie varie nel corso della storia prende ogni manciata di vittoria o , se  non di vittoriacomunque di popolarita`,  con un` immensa gioia e gratitudine.

 Sono capaci di gioire  dell` attimo che la vita porta  (qualunque esso sia). E questo da loro  io lo vorrei imparare.

 

 
 
 
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