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Pakistan: niente di buono in vista

Post n°77 pubblicato il 07 Novembre 2007 da fernet_e_cola
 

Dalla redazione di AlterTg ci stupiamo molto degli accadimenti in Pakistan. Ci stupiamo della scarsa memoria dei lettori, ci stupiamo di come personaggi passino dal ruolo di cattivo al ruolo di difensore della democrazia nel giro di pochi mesi.
Una cosa è certa, gli Stati Uniti hanno scaricato Parvez Musharraf. Tutto sta a capire se l'hanno scaricato perché troppo morbido con gli islamici o perché Benazir Bhutto è considerata dai think tank occidentali, più adatta a governare il Pakistan di un militare golpista.
Bush urla al vecchio amico "Si torni alla democrazia", ma di quale democrazia sta parlando? Della democrazia di un militare che va a finte elezioni e che ha conquistato il potere in maniera illegale, allo stesso modo del tanto odiato (da Bush e da Musharraff stesso, generale Zia).

Forse si riferisce a quella democrazia che la figlia del povero Zulfikar Ali Bhutto, impiccato dal generale Zia, ha conquistato negli ultimi anni ottanta e primi anni novanta grazie all'appoggio del partito degli ulema?Non erano forse le madrasa di quegli ulema, quelle dalle quali uscivano i taliban?Non ci scordiamo che sono stati i pakistani ad "inventare" i taliban ed è stata Benazir Bhutto d'accordo con l'ISI (il servizio segreto pakistano) a favorire, nel 1996, l'ascesa del gruppo intregralista.
E gli Usa?Guardavano alla finestra benedicenti, nella speranza che i taliban compattassero quello che per loro era un'infinita ma potenziale fonte di profitti. Più facile contrattare con un gruppo, per quanto pericoloso, di islamici, che trovare l'accordo con migliaia di gruppuscoli che dominavano piccole zone dell'Afghanistan. Come convinverli tutti a cedere appalti e materie prime alle ditte americane?Meglio parlare ad un solo rappresentante.
Ma il governo di Benazir Bhutto viene travolto dalla corruzione e verso la fine degli anni novanta viene sostituito da Nawaz Sharif. Solo tre anni dopo, il falco degli Usa, Parvez Musharraf arriva a normalizzare la regione.
Ma il Pakistan è una bomba ad orologeria. Troppo forte la componente islamica, troppo lasciata a se stessa, senza regole, in una grande povertà che ha generato un terreno fertilissimo per l'islamismo radicale. In più ha vicini scomodi, vedi l'odiata India, la sciita Iran, il desolante Afghanistan. Per finire possiede la bomba atomica.
Musharraf, apprendista stregone, è riuscito a mescolare gli ingredienti fino a qualche mese fa. Adesso la maionese è impazzita e il leader è stato scaricato. Sul modello Saddam, si cerca un nuovo leader (la Bhutto) che serva a legittimare di nuovo, dove Musharaf non era più credibile.
Ma fidarci della Bhutto a occhi chiusi è pericoloso come far finta di non vedere che Musharraf si è sempre comportato così. Nubi nere aleggiano sul futuro del Pakistan.


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Commenti al Post:
wings_of_a_butterfly
wings_of_a_butterfly il 08/11/07 alle 00:24 via WEB
un kiss a te ke sei passato da me
 
stef.iannaccone
stef.iannaccone il 16/11/07 alle 22:09 via WEB
E pensare che i media, sino a qualche tempo fa, ci presentevano Musharraf come un "amico dell'occidente"...mi chiedo si vuole esportare la democrazia e si sceglie un dittatore come amico? Poi d'improvviso i media scoprono che Musharraf non è proprio l'emblema della democrazia...poveri noi, tritati dal sistema dell'informazione che calpesta le più elementari basi del buon senso.
 
stef.iannaccone
stef.iannaccone il 16/11/07 alle 22:11 via WEB
Sono d'accordo in tutto con il contenuto dell'articolo, ma la mia rabbia è indirizzata più verso il sistema mediatico che quello politico.
 
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