Benvenuti!

Ape bianca ronzi, ebbra di miele, nella mia anima e ti torci in lente spirali di fumo..

 

CHARLIE CHAPLIN

Ti criticheranno sempre,
parleranno male di te
e sarà difficile che
incontri qualcuno
al quale tu possa andare
bene come sei.

Quindi vivi come credi,
fai quello che ti dice il cuore
la vita è come un'opera di teatro
che non ha prove iniziali.

Canta, ridi, balla, ama
e vivi intensamente ogni
momento della tua vita
prima che cali il sipario
e l'opera finisca senza applausi

 

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Hikmet e dintorni

Post n°1646 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da Vince198


Diversi anni fa, più o meno all’inizio del secolo attuale, il maggior poeta turco - Nazim Hikmet – ebbe il suo momento di maggior popolarità, tanto che nel mondo della poesia, compreso quello dei blog, se ne parlò con una certa dovizia di particolari.
Questo tenuto conto del fatto che, pur nato nella città greca di Salonicco e vissuto per la gran parte della sua vita in Turchia, fu proprio in questa nazione che dovette subire due volte l’onta del carcere, la seconda volta per 12 anni [(1938-1950). Ne avrebbe dovuto trascorrere ben 28 di anni in galera, ma una commissione internazionale ne favorì l’uscita anticipata proprio nel 1950)] per sue denunce contro lo strapotere di Ataturk (che, val la pena ricordarlo, apprezzò molto sue poesie non politiche), sul genocidio armeno avvenuto fra il 1915 e il 1916, costato a quel popolo la vita di circa 1,5 milioni di persone e di altri atti contro i nazisti e i franchisti che all’epoca dominarono molta parte dell’Europa e della Turchia.

Fu nel periodo di detenzione che scrisse le sue più belle poesie e che gli valsero una grande popolarità, notorietà nel mondo occidentale. Già, quando viene a mancare la libertà, specie per motivazioni non particolarmente gravi, il desiderio di quello che per l’essere umano è uno dei valori fondamentali si acuisce, fu per il poeta turco di stimolo a scrivere poesie d’amore semplici quanto pervase da grande intensità interiore. Dalla raccolta che ho qui, davanti a me, di tutte le poesie scritte da Hikmet durante la detenzione nel carcere di Bursa (Anatolia) ve ne sono alcune molto belle che citerò di seguito e che nella loro semplicità, richiamano valori fondamentali come libertà, amore, vita.

Lettere dal carcere a Munever (Andac, sua terza moglie, conosciuta durante la detenzione)

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto
.
(1941)

...

Alla vita

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo, ad esempio,

senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

(1948)

..

Che dire..
La prima poesia raccoglie ed esprime il desiderio di un uomo innamorato che avrebbe voluto donare alla propria consorte il meglio di sé, dell’amore che nutriva per lei, ma che quelle “quattro mura” non gli permisero di realizzare nel modo più appagante, l’altra allude all’importanza della vita stessa quando, in quel periodo di detenzione, ebbe seri problemi di salute.
Costretto, dunque, però mai domo: questo mi viene da pensare.

Nel rileggerle la prima mi ha dato il senso della grandezza dell’amore, sia fisico che interiore, quando non lo si può esternare come si vorrebbe, la seconda, soprattutto nella parte evidenziata in azzurro, anche se composta nel 1948, nella mia anima genera amarezza nel constatare che il poeta visse non fino a quegli anni: infatti spirò a soli 61 a Mosca.

Quando leggo quei versi non posso fare a meno di ricordare che la morte l’ho vista anche io il 24 ottobre del 2010 alla 6 di mattina e posso garantirvi che non è affatto bella la sua effigie. Non è come la si raffigura solitamente, come un’immagine indefinita avvolta da un mantello nero e con una falce in mano, è peggio: non ha avuto alcuna forma (in quei circa dieci minuti di mia completa incoscienza), quasi paragonabile ad uno schermo che non trasmette immagini, ad un pulviscolo di particelle bianche e nere quando i miei mi chiamavano ed io non rispondevo, quando uno dei miei figli mi teneva le gambe per aria, (l’ultima cosa che gli dissi prima di vedere me stesso privo di coscienza).

Si, perché adesso ricordo bene di essermi visto per pochi attimi ai piè del letto con i miei intorno e gli infermieri che mi stavano prendendo per adagiarmi sulla lettiga. Eppure erano trascorsi pochi minuti, non attimi..
Non so spiegarmi questa particolarità, cognizione del tempo del tutto anormale, però so che il ritorno alla vita è stato bellissimo: gli occhi aperti, il sangue che – rifluendo - riscaldava il mio corpo verso le estremità e con esso il piacere della vista dei miei cari, il piacere di riveder me stesso nei momenti più piacevoli dell’amore di tutta la mia vita.
Un attimo .. una vita, la vita che risorge in un attimo!

“Tatuaggi” indelebili – questi – che hanno marchiato a fuoco la mia anima.

 

 

Porta chiusa
(Tenete chiusa, ben lucchettata quella porta..)


 

 
 
 
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Un blog di: Vince198
Data di creazione: 21/07/2006
 

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A ROS, CON AFFETTO..

"Ciao Vince carissimo! Attraverso i tuoi scritti e i tuoi pensieri si evince il tipo di persona che sei! Oltre che intelligente ed istruito, hai una personalità forte e determina. Ma sei anche gentile e discreto e sai stare al posto tuo. Esprimi le tue idee senza sopraffare gli altri argomentandole egregiamente. Mai mi sognerei di dire che sei un litigioso, infatti ho solo detto, ma amabilmente, "che belli i battibecchi di Th con Vince!". Sono stata chiara?:-)) Concordo sul tuo pensiero riguardo la parità dei diritti fra uomo e donna. E' risaputo, ad esempio, che in numero delle docenti nelle scuole medie e nelle superiori supera abbondantemente quello dei colleghi maschietti. Però, guarda caso, quando s arriva ai vertici della dirigenza, ci accorgiamo che le donne occupano mediamente il 20% di tali posti. La donna, per occupare un posto di prestigio, DEVE dimostrare di essere + brava del collega maschio. I telegiornali Rai,(e non solo) fino a una quindicina di anni fa, erano una prerogativa maschile. Poi, qualche "vertice", maschile ovviamente, ha pensato che anche una donna, poteva ricoprire tale incarico. E così è iniziata l'era de La Sorella, la Gruber e via dicendo. Mi unisco al tuo augurio, auspicando x la donna il raggiungimento pieno e paritario di tutti i diritti, indipendentemente dal suo aspetto esteriore. Ricambio un grande abbraccio x te, estensibile alla padrona Th, che ancora vaga x la sua casa, cercando di capire se dorme, o se è già desta! Ahahahahha( Scherzo Th, un bacione!)Ciaooo a tutti, Ros.. (Inviato da Ros il 20/05/08 @ 00:24 via WEB sul blog "gemme")"..


Grazie Ros, sono lusingato! Tanto ti dovevo per la tua genuina.. sincerità!
Vince
 

CIAO VIGOR..

Vigor Bovolenta
.. non ti dimenticheremo!

 

CIAO SIC..

Simoncelli
La tua vera vita non è finita, no!
Inizia proprio ora..