Creato da Giuli_nocte il 13/08/2007

In my place

...

 

 

Ché anche la *neve muore

Post n°243 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da Giuli_nocte

Giorni di freddo, ghiaccio e neve.
E la neve la adoro, letteralmente.
Adoro come rende tutto ciò che tocca,
adoro il bianco uniforme e pulito, adoro il suo profumo,
adoro il rumore che fa a contatto con le scarpe,
adoro il ritardo e la confusione che provoca, così innocente,
adoro avere i fiocchi sulle maniche del cappotto e tra i capelli,
adoro lei.


Solo che questo freddo non rimane lì fuori,
non si limita a ghiacciare le strade e i fili della corrente,
non si accontenta di gelare le mani e i piedi, no:
entra dentro, qualsiasi angolo del corpo diventa una porta,
morde ogni centimetro di pelle scoperta.
E mi si insinua nella bocca, giù per la gola,
penetra nelle vene, attraversa pareti e tessuti,
giunge anche al cuore, soprattutto al cuore.

E chissà, forse a me basta una persona sola,
ché se c'è lei me ne frego di tutti,
probabilmente sono una stupida bambina,
magari infantile e incapace di provare trasporto,
[considerando maldestramente quell'affetto un surrogato dell'amore].
Forse sono un'egoista senza possibilità di rimedio,
o una bugiarda che finge interesse,
una che a scrivere le cose le riesce bene -forse-,
ma che a farle le viene male, ché la pratica è un mio difetto.
Però sono stanca di tira-e-molla, di andate-e-ritorni,
anche di leggere che non ricambio e non mi arriva nulla.
Mi arriva anche troppo e mi impongo di accettare e stringere tutto.
Ma ho bisogno di mani e di corpi per sentire,
di presenze reali, non di parole, non più di parole,
ché devo avere uno strano complesso del contatto fisico.
[Basta maledette parole]

 
 
 

The tape did not rewind

Post n°242 pubblicato il 16 Dicembre 2009 da Giuli_nocte

Nonostante il mio [pseudo]pessimismo latente
non avrei saputo immaginare un inizio settimana peggiore.
Tra strappi al cuore e vuoto nello stomaco,
paura di deludere e incapacità di spiegare le mie ragioni.
Una lite forse risolta ma che si trascina dietro il silenzio,
e il motivo sempre lo stesso: la mia intenzione di contraddirti,
volontà che vedi solamente te.
Solo perché le tue idee non sempre le condivido,
e tu non vedi o non dai importanza ai miei gesti e alle mie azioni?
Non capisco perché il male debba sempre valicare quel bene che c'è [tra noi].
Giorni in cui farei meglio a stare zitta, ché le mie parole fanno buchi nell'acqua,
ché non ascolti le mie spiegazioni, ché sorridi così falsamente.
E la mia indecisione fa del male, non a te stavolta.
Sembra che sia un crudele dovere quello di perdere le persone per strada,
come se cercassi di tenerle strette ma un gigante me le strappasse,
come un demolitore sbriciola un muro, così qui crolla ogni speranza di bene.
E la colpa è mia, no?

 
 
 

A cosa serve

Post n°241 pubblicato il 21 Novembre 2009 da Giuli_nocte

"Le tue favole spaventano,
ed ora ho bisogno di avere paura,
di rincorrerti e non afferrarti,
conoscere tutto di te
[...]
Ed ora ho bisogno
di ridere tanto,
di nascondermi
e non cercarti
,
conoscere tutto di te."

[Carmen Consoli,
Fidarmi Delle Tue Carezze
]

Ho solo bisogno di sentire,
capire cosa significa averti affianco,
senza rischiare di farti pagare le conseguenze.
Ché sono io stavolta a desiderare di sapere,
a voler fugare dubbi, incontro alla paura.
Ché sono sempre io a subire i non-colpi-al-cuore,
quando li desidererei davvero.
Ché le disperate richieste della mia mente
non sono mai assolte da questo cuore tiranno
.

 
 
 

...

Post n°240 pubblicato il 12 Novembre 2009 da Giuli_nocte

Che poi un giorno potrò dire: "ho vissuto al servizio dei ricordi".
E magari a te suonerà come qualcosa di ammirevole e sentimentale,
e non saprai invece ch'è essere soldati senza gloria né patria,
ché i ricordi sono maledettamente bastardi -a volte.
E niente stemmi e spille e onorificenze: solo pugni nello stomaco.
Questo spetta a chi presta servizio in fila miserevoli e infelici,
a chi si afferra ai ricordi come fossero ancore o funi di salvataggio.
E invece è come aprire le braccia nel vuoto, sbatterle e pretendere di volare.

 
 
 

Si tratta di trattarsi bene

Post n°239 pubblicato il 03 Novembre 2009 da Giuli_nocte

Si tratterebbe solo di aiutarci in questo mare.
Soltanto questo. Che non è poco, per niente. Che non è facile né immediato.
Che richiede, a pensarci, forza e pazienza.
La costanza che tu, amica, non hai e non avrai mai.
Ché bisognerà sopportare poco-fisici pugni allo stomaco,
che non segnano il ventre, ma stremano la carne e i muscoli lì dentro.
Ché sarà necessario stringere i denti e aprire gli occhi,
anche se saranno solo gomitate nei fianchi e schiaffi freddi sulle guance.
Ché il mare non perdona, neanche lui.
Si tratta solo di tornare indietro un po' alla volta,
e riconsiderare quanta è stata la distanza
.

Solamente questo. Che non è molto, davvero. Ce la possiamo fare.
Anche se il tuo tornare-indietro ha un gusto amaro e mi lascia immobile,
ché sembra che ogni scelta, ogni misera e calpestata parola, fosse scritta in te.
Nemmeno il tuo fosse un progetto: chiaro e logicamente necessario in ogni parte.
Ché mi sento io quella che sbaglia, quella fuori tempo e senza scuse.
Forse sei solo più brava a vendere le tue incantevoli idee, allenate su me.
Ma si tratta solo di galleggiare, tra dissensi e vuote rivelazioni d'affetto.
In attesa che questo cuore riprenda a battere.

 
 
 

Dannati ritorni

Post n°238 pubblicato il 25 Ottobre 2009 da Giuli_nocte

E adesso è solo incrociare le dita nelle tasche, ogni giorno, ogni minuto.
Incrociarle strette, ché lo so che le tue parole volano via peggio delle promesse,
peggio delle foglie secche e gialle, peggio dei miei foulard di seta.
E ti dico lo stesso che rimango, e dici che rimani, che non te ne vai [di nuovo].
E io ci crederei. Ma adesso è lui che non ci crede più, sai?
Lui che non può cascarci ancora, lui che ha già peccato di fiducia e affetto,
lui che si è giocato anche la faccia per te, lui che l'hai sbattuto a terra troppe volte.

Io ci crederei, però. Per l'ennesima volta.

 
 
 

Mica poi sarà difficile

Post n°237 pubblicato il 13 Ottobre 2009 da Giuli_nocte

- Una giravolta e guardati attorno: numeri, parole, rumore, colori sbiaditi.
Un clap-clap di mani se dici qualcosa di convenzionale e rassicurante,
sì perché tutti sono alla ricerca di non-so-che certezza,
di una variabile indipendente, un -ipsilon-e punto.
- Un'altra giravolta e guardati i piedi: che belle scarpe nuove!
Le porterai a passeggio, orgoglioso e allegro come un bimbo-con-un-palloncino-blu.
Le porterai a passeggio assieme ai tuoi pensieri, glieli legherai ai lacci, bianchi e puliti.
Ché poi lo sai: si sporcheranno, te le pesteranno, la strada è asfalto nero e schifo.
- Terza giravolta e il cielo ti rapisce, come spirale che sale e sale, e "da bravo,
arrampicati sulle curve regolari e concentriche di cerchi aperti e perpetui"
.
Girotondo di facce conosciute e opportunismo, di occhi nascosti dalle mani,
di risate satiriche e canzonette oscene ripetute in coro:
girotondo di cambi d'opinione e di ideali svenduti urlando occasione,
di persone sovrapposte e personalità appiccicate su corpi con la colla, come vestiti.
Immobilità degli arti e panico nella scelta: fiducia o sfiducia, a a chi, e in che quantità?
- Quarta giravolta e mi passa la voglia di giocare a Indovina chi?, e voglio chiarezza,
pretendo giuste spiegazioni, possibile che nessuno riesca ad essere sé, un sé solo?
Persone e non dodecagoni-e-oltre, si può?
Può, per favore, non girarmi la testa quando vi vedo e vi parlo e vi ascolto?
*Baciamoci l'avvenire, fine.

[*Lolli]

 
 
 

Che mai più ritroverò

Post n°236 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da Giuli_nocte

Penso che poi, in fondo, una delusione in più non cambia le carte.
Se è vero quel che dice un certo paradosso, almeno.
Immaginate di porre granelli di sabbia l'uno sull'altro.
Un granello non è un mucchio,
due granelli nemmeno,
neppure tre granelli lo sono.
Continuate ad aggiungerne: non sarà mai un mucchio.
Eppure i mucchi esistono, no?
Quand'è che quei granelli assieme diventano un mucchio-di-granelli?
Applichiamolo alle mie delusioni: sono e rimangono un non-mucchio.
Eppure non sono poche, sia chiaro.
Anzi, una in più, o forse due, o tre.

E i miei sforzi di eliminare la lontananza,
(o anche solo uno dei fattori per cui, realmente o ipoteticamente, siamo distanti),
sono come la pretesa di scalare una montagna scalzi e bendati.
Perché così è: non ho i mezzi, non -vedo- a sufficienza.
Ma come si fa, se non ad annullare, almeno a scavalcare queste mancanze?
Come si fa ad andare oltre, a scendere-a-fondo,
a guardare dentro te e non lasciarsi sfuggire nulla, nemmeno una briciola?
A non dare per scontato nessun granello di sabbia, nessuna parola, non una smorfia?
Sarei disposta a far diventare solchi le linee delle mani,
a faticare e a sfiancarmi, a rimanere senza alcuna protezione,
anche a perdere qualcosa, per guardarti e capire, e sapere che è così, che è reale.

 
 
 

"Senza calma di vento"

Post n°235 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da Giuli_nocte

"Che bell'inganno sei, anima mia,
e che grande il mio tempo, che bella compagnia.
Mi sono spiato illudermi e fallire,
abortire i figli come i sogni.
Mi sono guardato piangere in uno specchio di neve,
mi sono visto che ridevo,
mi sono visto di spalle che partivo.
Ti saluto dai paesi di domani".
[
Fossati - De André]

Sono sciocca, probabilmente, ma credevo sarebbe stato catalogato tra le male imprese,
tra gli atti giudicati mai positivamente, tra le carte stropicciate e accumulate -in un angolo-.
E invece ho tirato un sospiro, di sollievo.
Quando hai detto -chiara e sincera, credo- che ti era piaciuta.

[E mi guarderei in uno specchio di neve,
e ci vedrei due occhi verde scuro e capelli castani,
e ci vedrei l'espressione di chi si aspettava qualcosa -e non c'è.
La faccia di chi ha vissuto l'intermedio e la fine decine di volte,
ma non si è scordato l'inizio, mai.
La bocca di chi ha parlato troppo non sufficientemente,

che si è spalancata e richiusa in fretta e ha stretto forte le parole e i suoni.
E ci vedrei malinconia e attenzione ai particolari,
qualche imperfezione e capriccio, una speranza e una certezza poco fondata.
Ci vedrei nient'altro che una faccia -senza esperienza e conoscenza.]

 
 
 

Qualche volta sogno

Post n°234 pubblicato il 27 Settembre 2009 da Giuli_nocte

"Delle città importanti
io mi ricordo Milano,
livida e sprofondata
per sua stessa mano
.
E se l'amore che avevo
non sa più il mio nome,
come i treni a vapore,
di stazione in stazione
e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
e di dolore in dolore:
il dolore passerà.
Fra un bicchiere di neve*
e un caffé come si deve,
quest'inverno passerà".

[.square_eyes.]

La mia amica dice che con l'arroganza si va ovunque.
Io mi chiedo: perché il nostro passaporto dev'essere qualcosa di tanto brutto?

 
 
 

Yann Tiersen, "Summer 78"

 

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