Creato da lupa.mora il 06/12/2013

LUPA

di tutto un pò

 

 

NON C'E' BISOGNO

Post n°79 pubblicato il 18 Dicembre 2014 da lupa.mora

 

 

Una persona che non ha bisogno di nascondersi dietro una maschera e si permette di piangere, è senz'altro più forte di una che per timore del giudizio altrui non sa più togliersi la maschera che ha indossato per proteggersi.

Il tempo ti insegnerà che il cammino è lungo, duro e che nessuno potrà mai camminare al tuo posto. Ma non è la durezza del cammino a fare la differenza, bensì l'entusiasmo. Un solo passo in un sentiero che non ti appartiene ti sembrerà più faticoso di migliaia di chilometri percorsi con l'allegria e la gioia nel cuore. Sii te stesso, non venderti mai.
Fluisci quanto piu' ti e' possibile, in modo selvaggio. Non credere ai limiti, e..non permettere a nessuno di confinarti, per nessun motivo. Non permettere mai a nulla di diventare una tua prigionia. Continua a fluire, a muoverti, a scorrere; piu' sei simile a un fiume, piu' ti avvicinerai all'oceano.
 
 
 

UNA NOMADE DEL WEB

Post n°78 pubblicato il 06 Dicembre 2014 da lupa.mora

Per il mondo del web

in lungo e in largo

tra spoglie dune e viali fioriti

con il mio carro lungo

di ricordi e di speranze

sì come Diogene

cercando però

la dolce luce che illumini il mio autunno.

E di isola in isola

tra quelle di sogno e quelle deserte

col mio battello carico

di vissute passioni

ma ancor più carico

d'emozioni da vivere...

si come Ulisse

cercando però

l'alba luminosad'un giorno di sogno.

Quante piccole albe

quanti piccoli tramonti

questa nomade ha vissuto

in attesa della grande alba sognata?

Chi sarà la..... stella

di luce piena e col sapore di infinito

che mi seguirò lungo il viale frondoso

del mio.... spero..... dolce tramonto?

 

 
 
 

lupa

Post n°77 pubblicato il 08 Settembre 2014 da lupa.mora

 

Non importa ciò che hai, come ti vesti, dove abiti o i posti che frequenti. E’importante ciò che sei dentro, la grandezza del tuo cuore, quello che dici, cosa ami e come ami, cosa lasci di bello negli altri al tuo passaggio, questo è ciò che conta. Tutto il resto è fumo che scompare.

Non accetto più compromessi, perché sono arrivata al punto in cui non mi piace trascorrere del tempo con chi sa solo parlare e non fa nulla per comprendere, con chi sa solo criticare perché è più facile distruggere ciò che gli altri creano piuttosto che sforzarsi di collaborare alla costruzione. 

Non mi piacciono le persone che usano il cinismo come filosofia di vita, né chi chiede, chiede e chiede e non è disposto a donare nemmeno un minuto del suo tempo. Non sopporto l’arroganza e la prepotenza, né le persone presuntuose che si autocelebrano. Non sopporto chi si mette un gradino più su degli altri sentendosi autorizzato a giudicare e a criticare l’operato di chi, umilmente e con tenacia, fa il proprio lavoro. Non sopporto il “colto, istruito” che si sente superiore: sapere qualcosa in più degli altri non significa essere migliori. Non sopporto chi si pone rigidamente su una posizione e non accetta il punto di vista degli altri o la possibilità di guardare, almeno per un attimo, da una prospettiva diversa a quella cui è abituato.

Amo le persone semplici, che umilmente rendono migliore il mondo e non si rendono nemmeno conto di essere persone speciali. Amo le critiche “amorevoli” e costruttive. Amo chi incoraggia e sprona coloro che provano a realizzare imprese che possono apparire impossibili a tutti, ma non a chi ci crede. Adoro le persone allegre, sorridenti e positive anche quando vivono momenti di grande difficoltà. Non sopporto le invidie e le gelosie: oscurano la vista e rendono poco obiettivo chi ne è affetto. Non sopporto i falsi elogi e le ipocrisie: meglio il silenzio che un finto complimento.

Non sono disposta a passare nemmeno un minuto con chi non crede nella possibilità che tutti possano migliorare.

Ricco è colui che ha libertà, allegria, dignità, onestà, un cuore grande

e una montagna di sogni. 

Povero è colui che ha tanto denaro e un cuore vuoto.

 
 
 

l

Post n°75 pubblicato il 13 Maggio 2014 da lupa.mora

 

 

QUESTO E' IL POST DI MIA FIGLIA...

SONO MOLTO ORGOGLIOSA COME OGNI MAMMA DEI MIEI FIGLI VI AMO, SIETE LA MIA VITA!

E poi un giorno così di colpo ti ritrovi grande dentro a un grande contenitore chiamato mondo con in tasca una possibilità chiamata vita, questa grande possibilità che tu mi hai donato con l'amore più grande che io abbia mai conosciuto.
Chi...
ssà cosa sognavi per me quando mi tenevi in braccio quando con coraggio mi presentavi alla vita.
Non so cosa sia rimasto dei mi raccomando, delle non caramelle dagli sconosciuti, dei torna presto, certamente una scia di tempo e di asfalto percorsi con il fiato corto per rincorrere una vita spietata e veloce.
Ma so certamente a cosa sono serviti, sono serviti a farmi crescere a farmi diventare quello che sono.
Ancora adesso quando mi sento sola, quando la vita mi fa paura, quando vago disperata dentro i miei sogni dimenticati, so che a quel numero civico posso trovare ancora una parola, una speranza, una carezza. Posso trovare ancora te che sei la mia mamma
Sei il faro nella notte, il rifugio sulla montagna, l'isola in mezzo al mare. Tu non chiedi niente, ma non si risparmi a dare.
Ti ho tatuata sulla mia pelle e non me ne pentirò mai..
Auguri mamma 
— con Lupamora Mariavittoria.

 

 

 
 
 

lupa.mora

Post n°74 pubblicato il 29 Aprile 2014 da lupa.mora

Quando ci viene chiesto di descrivere quale è l’origine, l’atto generativo di alcune  nostre situazioni, normalmente diciamo che sono nate tentando di rispondere a un bisogno. Ma l’esperienza ci ha insegnato che lo sviluppo di una situzione  non può essere determinato dal bisogno, e deve essere caratterizzato da realismo e prudenza

 Realismo e prudenza devono costantemente farci fare il punto della situazione. Se la situazione cambia, realismo e prudenza vi possono portare a ridimensionare una situazione . Non dobbiamo testardamente continuare, contro il realismo e la prudenza, ad andare avanti come se niente fosse.Il  confronto  è chi non delega ad altri, ma si mette in gioco in prima persona; scopriamo una bellezza umana quando ci accorgiamo che tutto ciò che facciamo sono espressione di un io che si mette in gioco;Soltanto un chiarimento non basta per poter realizzare una risposta; è molto importante che noi ci rendiamo conto che non ci bastano delle spiegazioni, ma ci serve ciò che rende possibile che noi possiamo realizzare quello che abbiamo sentito come risposta. Per potere riconoscere e realizzare quel che abbiamo sentito come risposta occorre un’esperienza umana, una consistenza senza la quale la risposta rimane teorica.

Questo è decisivo!È evidente che in qualsiasi situazione   in cui ci sia una vita, c’è un rischio. Se c’è la vita e la vita si muove, c’è sempre il rischio. E questo di per sé è inevitabile, perché la vita passa costantemente tra di noi attraverso la libertà. Quindi non è un problema tanto di crescita o non crescita; il problema è che ogni situazione  passa sempre attraverso la libertà della persona. Assumersi la responsabilità è un segno di maturità dell’adulto, senza assumerci una responsabilità noi siamo ancora bambini. Allora, assumersi la responsabilità è il segno che stiamo crescendo come uomini. E questo è decisivo per noi, perché è così che noi realizziamo la nostra umanità
Ci realizziamo come persone in questo mondo. Non è che la realizzazione della mia vita  vada da una parte e una qualsiasi situazione vada dall’altra, come se ci fosse un dualismo. No: io mi realizzo affrontando tutte le sfide che la vita mi pone, in casa, nei rapporti, nel lavoro, e anche nella responsabilità che devo assumermi. Per questo la vita è imparare il rapporto che c’è tra l’io che ciascuno di noi è e le persone, le cose, le sfide, le circostanze che ci vengono incontro.
Passiamo ad un esempio concreto e sotto gli occhi di tutti. Nel pregiudizio di alcuni abitanti del settentrione verso il meridionale, c’è sicuramente una piattaforma d’ignoranza di fondo, ma un fattore dominante lo gioca l’aspetto psicologico. Infatti, il senso di superiorità senza alcun fondamento, nasce dall’esigenza di un’autostima a buon mercato.Ma avviene anche il contrario. Molti meridionali vedono nel settentrionale uno sprovveduto della vita, un ingenuo alla mercé del primo che capita.
                                   Il pregiudizio, quindi, è radicato dappertutto!

Ma per seminare la saggezza dell’uguaglianza, o della tolleranza, c’è bisogno che si colga la difficoltà di alcuni individui ad accettare le diversità.Non sono solo i cattivi maestri a creare una società scadente, ma anche la natura dell’uomo, che spesso considera la realtà come una giungla dove districarsi, e che percepisce se stesso come un pulviscolo errante in mezzo a tanti lupi. La frustrazione di tale condizione, porta all’aggressività e alla ricerca del capro espiatorio. Che è sempre il diverso.Disinneschiamo queste mine insegnando,  che il diverso può essere una risorsa, e che l’uomo deve accettare serenamente la propria condizione di fragilità.Creeremo una società di gente conscia dei propri limiti, e più pronta ad affrontare la vita.
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A te che sei tutto
E di tutto l’estremo contrario
Non è facile
Levare il canto
Per i molti tuoi doni
E gli insondabili abissi
Tra cui ti nascondi

 

In te
e solo in te
si confondono
regni lontani
quando dei
animali
e piante
e per ultimo l’uomo
si intrecciano
inestricabili
tra le onde dei tuoi capelli danzanti
al ritmo dei tuoi devoti
e dei suoni
che da sempre
abitano
il vasto universo

....
Sei tu che l’ebbrezza
del comune sentire
concedi ai viventi
che in cuore ti onorano
per il dono del vino lucente
che levando lo spirito
dalle strette di affanni infiniti
mette le ali alle dolci
ingannevoli attese

 

......Tu che radici
hai profonde
nella oscura
nell’umida terra
tu parimenti
nell’alto del cielo
scagli le gemme
dei fruttiferi rami
e col canto ispirato
di poeti
che del tuo sangue
si nutrono
scandisci il duro cammino
perché si sciolga
in amabile danza

Tu della vita
ci conduci ai confini
dove la nera soglia
delle tue grandi pupille
ci invita
con riso dolente
ad inoltrarci
in oscuri sentieri
che non hanno ritorno
se la dolce promessa
del tuo eterno rinascere
non ci accompagna
più amica