Creato da ladebbyangel il 03/12/2007

Da Me

..tocca a Me

 

 

..da me

Post n°335 pubblicato il 07 Marzo 2011 da ladebbyangel

Di tutte le volte che ho pensato di ritornare qui, e di tutte le volte che ho cambiato idea.

Scrivere per me è sempre stato di più che scrivere.

Scrivere per me era parlare a me. Poi, da quasi 2 anni il silenzio, senza nessun motivo apparente.

Forse perché non avevo più niente da dirmi.

Ero li che giravo come una trottola su me stessa senza ne capo ne coda, ne un ma ne un perché.

Non lo so, non lo so ma va bene cosi, mi sono assecondata.

Gli ultimi due anni sono pieni di cose che a modo mio ho preso, fatto esplodere in mille pezzi e di cui ho raccattato i cocci che m interessavano.

 

 

Quando ho iniziato a pensare di cercare una mano, mi son sentita una stupida. Cosa c era che non ero in grado si far da sola?

Sono stata cresciuta con frasi tipo puoi contare solo su di te, prima o poi t tradiranno tutti.

Mi vergognavo di aver anche solo pensato di dover trovare una mano, oltre la mia, in fondo al mio braccio.

 

Benedetto il giorno.

Benedetto quel giorno.

 

Sono cresciuta con mille schemi.

Non si sgarra.

Non si sbaglia.

Non fare questo. Perché? Perché no.

Non si dice .

Perché?

Perché no.

Non smettere di combattere.

Se ti fermi sei debole.

Se sei debole ti schiacciano tutti.

 

Eh, sti cazzi. A pensarci, mica roba da niente.

 

Son cresciuta pensando che la normalità fosse arrivare a casa sperando che tutto andava bene.

A far mente locale di cosa avevo fatto o potevo aver fatto di sbagliato.

Sono cresciuta cercando di non sbagliare, non tardare, sorridere quando dovevo, dare la mano quando dovevo, non piangere.

 

Noooooooooooon piangere.

 

Quando ho chiesto al dottor g perché era cosi facile iniziare a piangere appena aprivo bocca in quello studiolo, m ha detto che c erano un po di arretrati.

Uhmm tipo 33 anni di arretrati.

Annegheremo la dentro prima o poi?

 

Quando, quando ho iniziato a pensare a me.

Vuoto.

Quando ho capito che pensare che le cose potessero andare come volevo io, non portava male.

 

C è un tempo per ogni cosa, c è una persona che prima non vedevi che ti da un indicazione ed è quella giusta. E non importa se parti con il piede sbagliato.

 

Iniziare a prendermi cura di me è stato sconvolgente.

E pensavo fosse una passeggiata.

Non una scalata tipo Everest.

E non è che quando arrivi su è finita, quando arrivi in cima, ti spiegano che ora ti devi buttare. E se cerchi il paracadute, tempo perso. Non c è.

 

Ho scalato per un anno e mezzo.

E ogni volta che il dottor g mi diceva sei ferma, sei statica, da tanto tempo, uscivo e mi arrabbiavo.

Perché non mi aiutava? Perché non mi diceva la cosa giusta? Perché continuava ad annuire guardando un pc mentre io stavo esplodendo in un miliardo di pezzi?

Dov era quella stracazzo di mano?

 

io, avevo paura.

Una strafottutissima maledettissima paura.

No beh ti dicono buttati, buttati pure, vai a star meglio.

 

Io vado a star meglio, tu vuoi andare dove penso io?

 

Quando ti dicono d chiedere aiuto, nessuno ti spiega che sarà una fatica bestiale.

Che quando ci saran quelle sere in cui penserai di non poter fare un altro giorno cosi, quello dopo sarà peggio.

Poi quello dopo t pare di sentirti meglio, ma non è vero.

 

Una delle cose piu difficili del mondo e dell universo.

 

Io ad un certo punto ho dovuto decidere di lasciare andare una parte di me. Dovevo far posto,, un po come dice newton.

Fai posto, fai posto, butta via.

Vedesse il mio armadio forse non scriverebbe il principio del vuoto.

 

Abbandonare una parte di se, è come un lutto. Decidere di abbandonare una persona che conosci da 33 anni, e tutto ciò che ne concerne, è una scelta improponibile.

Decidi di abbandonare famiglia, amici, tutte le cose che conosci a memoria.

 

Ci vuole un pazzo a fare una roba cosi.

 

Io c ho messo un anno e mezzo, e ancora mi sveglio di notte col batticuore a pensare a cos è giusto e cos è sbagliato.

 

Nessuno ti spiega nemmeno, che non te ne vai mica per sempre.

 

Saran si e no minuti, o giorni.

Poi torni.

E torni come se fossi stato 3 mesi ai caraibi, con quella faccia li.

Con quell umore li.

Con la sensazione di esserci arrivato a nuoto ai caraibi, ma come se avessi quel sole piantato in faccia.

E c è poco da fare, non se ne va.

 

Ditelo. Ditelo.

È un impegno un impegno immenso. Di tempo, economico.

Io faccio 2 lavori, e mi compro qualche scarpa in meno, ma non ci rinuncio.

Ecco, è da qui che partirei.

 

Adesso, vorrei parlare di Me.

 
 
 

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Post n°333 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da ladebbyangel

Tutto ciò che potrò farti vedere, sarà tuo. Tutto ciò che potrò dirti, che potrai sapere, immaginare, sognare, io t aiuterò a farlo. Nascosta dietro d te al tuo fianco e mai davanti. T porterò in braccio finchè nn saranno i tuoi minuscoli piedini a poterti portare a vedere il mondo. T terrò per mano se quello che vedrai t sembrerà più grande e potrà farti paura.


A guardarti ora, non c è niente che possa spaventarti. Hai due occhi già profondi e pieni, proprio come li immaginavo.


Sei uno scricciolo minuscolo e pesi quanto una piuma, una piuma dell’ ala di un angelo, quello che è il tuo, speciale, minuscolo, che ha un nome che sarà suo per sempre.


Sei l amore più grande che io abbia mai provato, e te lo dico per la prima volta oggi, il tuo settimo giorno d vita. T guardo e mi chiedo come sei cosi perfetta minuscola e come in 46 centimetri possa esserci l amore d una famiglia che per te è ritornata ad essere tale.


Sei tu che hai fatto tornare negli sguardi che nn vedevo piu, quel luccichio inconfondibile dell amore per sempre.


Sei tu che quando t ho guardata la prima volta mi è sembrato d conoscerti da sempre, t averti amata già nei miei sogni dal tempo che neanche conosco.


Nel momento stesso in cui hai stretto le tue dita intorno alle mie, m hai agganciata per l eternità, nella realtà e nell immaginazione, pensando a quanti posti voglio farti vedere, quante parole t voglio insegnare, quanti sorrisi dovrai regalare perché tutti te ne chiederanno.


Sei un incanto birichino, e quando sorridi due baci d angelo t compaiono sulle guance.


E mi fai ridere perché fai già i dispetti, già sai che a te tutto sarà permesso e consentito, perché sei l amore che ora ci unisce tutti, senza piu distinzione d simpatie, d liti, d pensieri, ora c sei tu prima d tutto, e le voci s ammorbidiscono quando si parla d te.


Non ci sono più pensieri, e ora penso che è tutta la vita che io cerco d tenere unito tutto, arrivi tu, e con due kili e mezzo d batter d ali incolli per sempre .


E tutto il resto perde s importanza.


E penso a quando t ho sognata bambina, nonostante i dottori dicevano maschio, e io invece avevo già visto quegli occhioni che spalanchi dopo averli un po’ sbattuti come a dire, un attimo, per favore silenzio, ora apro gli occhi e sono qui.


E io divento pasta morbida nelle tue mani, e t parlo, t raconto, t do mille baci e ancor uno in più.


Con il tuo allungare una manina, hai preso un milione d pezzi d cuore, per rimetterli insieme.


È cosi, quando nasce un amore.


 


 

 
 
 

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Post n°332 pubblicato il 20 Gennaio 2009 da ladebbyangel

È un periodo in cui ho voglia d scrivere ma non d leggere. D pensare ma non d fare, e questo potrebbe diventare un problema. Leggo tutto e tutte voi,  e sorrido e penso con voi.ma non scrivo.


Sono troppe le cose che incateno nella mia testa in una marea d collegamenti che mi portano qua e là, a volte danno un buon risultato, un sorriso. Altre volte continuano i giri e continuano finchè nn scende la notte e tutto ciò che devo fare è dormire, perché domani ho da imparare.


Spesso mi dimentico d quanto sia bello mettere i pensieri nero su bianco. Dico faccio domani, e domani è sempre un giorno dopo.


Sono come sempre successe tante cose. Oggi in realtà è stata una buona giornata fine verso le 20, niente da lamentarmi. Al lavoro finalmente c capsico qualcosaa, ma lo dico piano, c è ancora tanto da imparare.


La mamma ha avuto il lavoro, so esattamente tra quanti giorni diventerò zia. Eppure, eppure.


Oggi ho capito d essere in grado d chiudere qcosa senza quella caratteristica botta allo stomaco che tanto temo, e questo m ha spaventata a morte. Io so di essere camabiata tantissimo, e ora so come sono.


È come se una parte d me s fosse anestetizzata, fosse addormentata. Penso a quando volevo dire fare baciare rompere rimettere a posto ricucire uscire far tardi e ritornare e ridere e piangere e saltare e correre e cantare e aspettare e urlare.


E non so perché, ma ho visto i giorni passare, e non so scosso la testa e penso che in fondo son solo giorni, ma poi no perché i giorni insieme fanno tanto tempo.


Davvero domattina posso alzarmi e pensare che non mi dispiace dover rinunciare a qualcuno?


Davvero il cinismo s è già trasformato in indifferenza?


Nn sapevo nemmeno che parola volevo scrivere prima d averla scritta. E ora che la so non mi piace e non mi piace.


Vedo le metamorfosi avvenire, e io devo capire come risalire sulla giostra, perché la giostra porta allegria, gioco,risate.


Porta la voglia dei giorni, l aria sulla faccia, il fiatone della corsa, il colore nuovo del muro, la mia casa fatta bellissima, la soddisfazione del riuscire.


Il pensiero che se c ho creduto una volta-


 
 
 

Post N° 331

Post n°331 pubblicato il 04 Gennaio 2009 da ladebbyangel

Credo d aver visto piu film commedie d amore in questi giorni, che da 31 ani a questa parte. ovviamente con tanto d piantino durante e dopo. Come se non bastasse ho pensato d riguardarmi tutte le puntate d sex&the city giusto per ripassare un po le regole base, quelle che ultimamente parevo aver dimenticato.

E indiscutibilmente, le perle quelle non mancano. E m hanno strappato piu d un sorriso.

È un po come guardo per l ennesima volta pretty woman, e nonostante io sappia bene come va a finire, quando si salutano verso fiumi d lacrime.

In realtà, l ho fatto spesso in questi giorni e senza un motivo in particolare.

Bugy dice che sono gli antibiotici che mi debilitano e tutto il resto delle medicine, che da dieci giorni a questa parte han preso il posto delle mie adorate sigarette.

Ho una broncopolmonite e un focolaio ai polmoni. Buon anno.

Forse ero un po predisposta, diciamocelo. nel ultimo mese son successe tante cose, che han provocato davvero tante emozioni.

E ahimè, sono preoccupata per me. Penso e ripenso, in casa dopo un po non c è molto altro da fare, e mi viene un po paura.

Ho paura d essere tornata dura e cinica esattamente e piu di com ero. Ho paura d cosa penso e d come lo penso.

Ho paura che gli avvenimenti dell ultimo mese m incidano, mi plasmino, mi curino a modo loro.

La paura piu grande che ho, è dovuta al fatto che cerco molta solitudine ultimamente, tengo per me i pensieri, io che sono una cultrice del  ‘parla che poi pesa meno’ .

Non so, non so.

Seduta su questo divano, penso a tute le cose che vorrò fare una volta uscita da qui, a tutte le persone che vorrò vedere -ma so bene che non lo farò, perché mi riconosco in questo umore, in questi pensieri.

Ho ricominciato a fare gli stessi sogni, a far gli stessi pensieri.

Sarà cosi, saranno tutte queste medicine.

Dovrebbero scriverlo sul bugiardino però, nelle avvertenze.

Attenzione, questo medicinale provoca una valanga d pensieri, state pronti.

 
 
 

Post N° 330

Post n°330 pubblicato il 22 Dicembre 2008 da ladebbyangel

Mentre aspettavo che il pc caricasse, ho sperato che per l ennesima volta nn mi passasse la voglia d scrivere. Perché il problema, è questo. Penso al mio blogghino almeno 10 volte al giorno, ma è talmente tanto ciò che è successo ultimamente, che rischio d affondare nel racconto.

Ma ci proverò.

Quest anno, mi fa male dirlo, non sento il natale. Nonostante io stia per diventare zia d quella che son sicura sarà una splendida principessa. Nonostante io abbia finalmente il lavoro che desideravo.

La verità è che un po’ come tutti gli anni, mi manca l idea del pranzo d natale con tutti i parenti riuniti. Presente no, quelle che tutti detestano, io pagherei oro per averla.

Ma non mi è data possibilità, ci son scelte d vita che portano a scissioni a cui è impossibile restare indifferenti.

E allora mi faccio prendere dalla nostalgia. D quei pranzi, mille anni fa a casa della bis, con i nonni tutti, gli zii e si stava cosi stretti a tavola da nn riuscire a muovere le braccia. E io nn vedevo l ora di scappare a guardare la tv, o a chiamare gli amici, piena di cose nuove e d felicità.

Mi sono goduta quei momenti, e li porto ancora e sempre nel cuore, ben consapevole del fatto che sono il regalo più bello del mio passato.

Quest anno non mi son preoccupata d organizzare niente, e me ne son accorta oggi, con stupore.

E ho sentito un po d amarezza.

Per come sono diventata, per questi pensieri che ho permesso rovinassero ciò che d me mi è sempre piaciuto d più.

La voglia d natale.

La voglia d essere buona.

Non sono stata buona, non con me.

Negli ultimi mesi, ho infilato un errore dietro l'altro, sempre dietro a battere, là dove il dente duole.

Fiducia. Rispetto. Il credere in chi ho davanti.

Forse questa volta ho smesso, e questo non mi piace.

Non posso dar la colpa a qualcun altro, in fondo son io che decido a chi e come dar un po’ d me.

E il fatto che io non abbia notato, o abbia ignorato alcune cose, significa solo che forse non ero dura abbastanza.

Sabato sera, ho semplicemente detto ciò che pensavo, senza filtri come è sempre nelle mie corde.

Ho detto che no, non è per una storia che non sapevo nemmeno d volere. È solo perché, era un momento d tale fragilità per me, che non so se riesco e posso capire, ciò che m ha portata qui.

E ora si blocca tutto. Ora che le dita scorrono veloci, mi ritrovo a mente vuota.

Lo sapevo, sapevo che avrei dovuto scrivere una stupida lettera a babbo natale, e far finta che dopo giorni e settimane di assenza, ero sempre la solita io.

E invece no. Più dura, più fragile, più cinica. Non più l ombra della voglia d aspettare ciò che non ho mai aspettato.

Solo la fretta d imparare un lavoro nuovo, d far cose che mi tengano impegnata la testa, perché so che la cura è questa.

E mentre i fantasmi tornano a tormentarmi, e mi faccio venire in mente che tutto questo in realtà è iniziato anni e anni fa, e che l ho permesso io, beh..non so, non so se in tanti anni non mi son perdonata, se il commettere ancora lo stesso errore mi può aiutare.

Buon Natale, alla me che ero. E a questa me che forse è qui per un po’, ma fa cosi freddo adesso.

Vado ad infilarmi l ennesimo giubbino.

Buon Natale, amici vicini e lontani. Un mio angelo, ad ognuno d Voi.

 
 
 

Post N° 329

Post n°329 pubblicato il 03 Dicembre 2008 da ladebbyangel

Eccomi qui, la mia ultima quasi ora da trentenne.

Sono stata dal mio amico del cuore stasera, perché oggi è il suo compleanno.

Gli voglio bene da quasi 31 anni ormai, e passare questa serata con lui e le sue donne è stato bellissimo.

Mentre venivo a casa ho pensato molto a quest ultimo anno.

Ma prima. auguri al mio blogghino che nasceva esattamente un anno fa a qs ora.

E auguri, tra poco a me.

A me che sono esattamente ciò che avrei sempre desiderato essere a 31 anni.

Circondata da persone che amo con tutta me, e da cui sono ricambiata.

A me, che ho superato ancora prove che la vita ha creduto che potessi superare.

L ultimo anno.

Il mio topino minuscolo angelo che c è in cielo, a cui penso spesso.

A questo topino nella pancia della mia fufy, che tra pochi mesi potrò riempire d baci. E penso a che naso avrà, d che colore avrà gli occhi, se prenderà il carattere d questa pazza zia che non vede l ora d vedere che viso avrà.

A mia sorella, la donna migliore che io conosca.

Alla mia mamma meravigliosa che amo talmente tanto che mentre scrivo mi commuovo.

Al mio papà adorato e meraviglioso, che non cambierei per nulla al mondo. Che ho creduto d aver perso tante volte, ma il filo che c lega è talmente indissolubile, da superare ogni incomprensione, ogni scelta sbagliata, ogni arrabbiatura, ogni cosa possibile ed immaginabile.

Ai miei nonni meravigliosi, nati per fare i nonni.

Alla mia bis adorata con tutte le sue storie sentite e risentite ma che ogni volta mi fanno sorridere.

Ai miei pilastri, senza cui non sarei oggi la donna che sono.

Alla mia maica, una parte d me.

Ai miei famigliari tutti, senza cui la mia vita non sarebbe la meraviglia che è.

A sandra e joele, che m hanno fatta crescere e capire che l amore supera ogni cosa possibile.

Ai miei amici, quelli vicini e quelli lontani, che porto nel cuore come talismani meravigliosi.

A te. Si si, proprio a te. Che hai creduto in me e in noi.

Che m hai aspettata, con i miei malumori, i miei nervosismi, il mio voler a tutti costi far le cose.

A te che hai creduto in questa cosa meravigliosa che siamo oggi, io e te.

A te che m hai spiegato che se non trovo gli ostacoli, è forse perché non ci sono.

A te, il tuo merito più grande, è avermi un po’ resa, l essere me.

Sono tutto questo, sono il mio equilibrio e i miei sorrisi, quelli che mi nascono dal cuore.

Ecco il mio regalo per voi.

E, soprattutto, con tutto il cuore, il mio grazie, per voi.

Voi.

 

 

 
 
 

Post N° 328

Post n°328 pubblicato il 01 Dicembre 2008 da ladebbyangel

La verità, la sincera verità è che non c ho capito una mazza, una secchia, un’emerito cippete sgnaus.niente d niente porco d un bacco!

Ciao tesori. primo giorno d lavoro, un sonno boia, mille codici strani da imparare e la mia memoria che dormiva beata. A nulla è servita la tisana ieri sera, alle 4 avevo ancora l occhio sbarrato al pensiero d cosa avrei mai trovato oggi.

E invece, nessuno che discute nessuno che urla..nn sn mica più abituata J

Sono stravolta d sonno. Ho fatto la spesa a casaccio e son venuta a casa con la gina talmente carica che avevo paura a curvare. Ho comprato una marea d robe inutili come al solito, il frigo gira che t rigira è sempre vuoto. Mah, imparerò mica mai?

Son veloce, passo per un saluto perché mi mancate da matti. Ma siete sempre nel mio cuore, ognuno a modo suo.

Tra 2 giorni il blogghino compie un anno..tra 3, la deb ha fatto 30, quindi farà 31.

31 anni  in testa sempre 15 J

V voglio bene!

 

 
 
 

Post N° 327

Post n°327 pubblicato il 28 Novembre 2008 da ladebbyangel

Eccomi. Attendevo questo momento da un po’, il momento in cui avrei sentito fortissimo l istinto  d scrivere, e parlare.

È stato un mese molto lungo per certi versi, estremamente breve per tanti altri.

Non mi sono imposta di scrivere perché uno ad uno i nuovi cambiamenti dovevano entrarmi dentro, in ogni fibra del mio essere quella che sono, e trovarsi a proprio agio.

Me ne sono andata dall ufficio con 20 giorni di anticipo, perché, semplicemente, era giusto cosi. Ho lasciato poco, ho portato via tanto e non solo dalla scrivania.

Ho portato via il dubbio eterno dell essere onesta che non paga, e l ho combattuto prima che diventasse una certezza. Ho raddrizzato le spalle, alzato la testa ignorato le lacrime nervose e ho spalancato la porta, per l ultima volta.

Ho guardato lo sguardo commosso d chi non m aspettavo, che il mio orgoglio meritava, e ho sentito, di nuovo, d aver fatto la scelta giusta.

Ho vissuto giorni, dal divano al frigorifero, fin al tabaccaio, in solitudine, perché avevo bisogno di me.

Avevo bisogno d capire se davvero tutti questi cambiamenti erano o potevano essere l inizio, il nuovo inizio che tanto temevo. Mi sono allontanata da tutto e da tutti, volontariamente.

Ma siamo alle solite. Alle belle solite. Nessuno si è spostato da dov era. Gli amici, quelli veri, non m hanno abbandonato. M hanno fatto sentire amata, e grande, e normale nei miei attacchi d nervosismo, nella ricerca della mia solitudine, nell afferrare i miei sogni.

Per prepararmi ai cambiamenti.

Ora, cambiamento, la parola chiave.

Ciò che m ha sempre fatto paura. Ciò che mi spingeva a rifugiarmi nelle vecchie cose, nei vecchi pensieri del ‘è meglio cosi’.

Ora, lavoro nuovo. Il lavoro dei sogni. Che si ok, ci sarà da fare, da imparare, da vivere persone nuove. Ma lo dico con quella punta si emozione che non provavo da n po’.

Con quella punta di emozione che pensavo non mi riguardasse e che fingevo d aver dimenticato.

E invece no, lunedi, si ricomincia, una sfida nuova,a cui ora, posso dirlo, sono pronta.

E ora, di più.

Come si dice. Cosi, ieri parlando con maurino, nella sua voce e nella mia testa in contemporanea, una frase. ‘sapevamo che prima o poi sarebbe successo’. E aggiunge. Si sente dalla voce che sei felice.

Si, sono felice.

E uno dei motivi, forse il più importante, è Lui.

Ora, vorrei dire, vorrei spiegare anche a me come c è riuscito. Com è riuscito ad entrare nei miei pensieri e nei miei gesti, senza spaventarmi.

Com è riuscito ad infilarsi nella mia vita girandomi intorno, aspettando i miei passi senza fretta, senza quasi che me ne accorgessi abbastanza da averne paura.

Con quale pazienza è riuscito a sopportare gli attimi d nervosismo in cui volevo me vecchia e solo me quella che ero, solo guardandomi.

Mi fa sorridere parlare cosi.

Mi fa sorridere il pensiero della mattina appena trascorsa, al volo, in fretta.

Mi fa sorridere la voglia che venga presto martedi.

Sono tornata, e mi siete mancati.

Ora si che sono io.

Con qualcosa e qualcuno in più.

 
 
 

11 novembre 2008

Post n°326 pubblicato il 11 Novembre 2008 da ladebbyangel

Non so bene da dove cominciare. Ciao tesori, quanto mi siete mancati.

Vorrei farvi sentire a quanto va il mio cuore in questo momento, tra un colpo d tosse e l'altro. Non riesco a contare i battiti.

Ho un lavoro nuovo.

Ho il lavoro che volevo.

Ho quasi paura a dire quanto son felice, perché in realtà non me ne rendo conto.

Sono stati giorni davvero difficili, per la prima volta mi sono resa conto di cosa significa aver paura di non aver i soldi per arrivare a fine mese, nonostante le peripezie e i soliti salti mortali.

Ma ora è passata, ora ho solo una gran voglia d dire a tutti quanto sono felice.

Gli ultimi giorni m hanno portato a valutare come sempre con altissimo rispetto le persone che ho vicino, anche quelle che s solito se ne stanno in un angolino, che invece si sono vestite d tutto punto e si son presentate alla mia porta. Sono stati giorni difficili e meravigliosi. sono stati giorni che mai dimenticherò.

L ultimo giorno in ufficio, ho guardato tutto ciò che mi circondava, ho cercato d imprimermi nella mente ogni particolare. Ho visto ciò che sapevo, e ho varcato la soglia da signora, dopo aver stretto al amano a chi in realtà non meritava nemmeno uno sguardo.

Ho perdonato. Ma solo perché sono una signora, solo perché è tutto troppo bello ora per rovinarlo pensando male di qualcuno.

Verranno tempi duri per qualcuno..e io sarò sul greto del fiume, a prendere un po’ di sole pure, che il pallore dell influenza non è che mi doni particolarmente.

Mi sento uno strano brio addosso, una felicità conosciuta e non.

Ed ho fatto una scoperta importante.

Quella sensazione, quella che mi diceva e mi preannunciava l arrivo d qualcuo..la provo di nuovo, e questa volta per qualcosa di diverso. Ieri l ho sentita fortissima, ho capito che qualcuno, da qualche parte, stava decidendo per me e per il mio futuro. E non sbagliavo.

E la consapevolezza di poter sentire ancora certe cose, ha spalancato il portone. Allora, si che sono viva.

Allora, si che ho voglia d fare ciò che sto facendo. fidarmi, non aspettare ma vivere di ogni cosa che il cielo mi dona e che io accolgo a braccia spalancate.

Sono in casa sul mio divano, e invece vorrei correre per strada ad abbracciare il mondo.

Ora cerco d tranquillizzarmi, e vado a dare una pulita alla mia casina. Tutto deve risplendere, per l inizio della mia nuova vita.

Tutto.

Diamo inizio alle danze, prego, scarpe comode che c è da scatenarsi J

N.B. sono una persona estremamente fortunata…me ne rendo conto.

 
 
 

Post N° 325

Post n°325 pubblicato il 07 Novembre 2008 da ladebbyangel

E adesso?

Mi son agitata tutta la notte, mi hai detto. Ha un bel da dire papà di star calma e prender una camomilla.

Ho una gran confusione in testa, niente e nessuno escluso. Ho tante emozioni diverse.

Ho mal d testa.

Esisterà un modo per non interiorizzare tutto, e da qui all’eternità probabilmente imparerò a farlo.

Ho tante emozioni ma non sento praticamente niente.

Raschino in gola per le sigarette. Tanto sonno. Mi fanno male gli occhi.

Vorrei che questo fosse un giorno nuovo, non so come dirlo.

Sono le cose che temprano, queste.

È’ l ultimo o il penultimo giorno d ufficio, me ne vado prima. Spiegare perché mi riporterebbe a discorsi che non vedo l ora di dimenticare.

Triti e ritriti, su valori, miei, indissolubili.

Su una risata in faccia che ferisce comunque.

Sul tentare di farmi capire.

Sul sentirmi dire ciò che sapevo perfettamente e trovarmi, ancora, di nuovo, davanti ad un’ ingiustizia, pura e semplice.

Tutto qui.

Ora, attendo.

A Voi, probabilmente anzi sicuramente nei prossimi giorni non sarò qui, con Voi.

Cercherò di organizzarmi a casa, cosi da tornare prestissimo.

Intanto, a priori, prometto di star su di morale, di non essere triste, d ammortizzare  eppoi ripartire alla grandissima, perché so che posso farcela.

Lo so che posso farcela.

A modo mio, v voglio bene.

 
 
 
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