
Nell’infinito campionario di umanità che ci è possibile conoscere, ci sono sicuramente alcuni tipi di persone che ci vanno più o meno a genio. C’è un sacco di gente che sopporto con difficoltà, ma nel mio panorama di soggetti indigesti, un posto d’onore spetta sicuramente a quelli che si vantano di avere una salute di ferro. Avete presente, quelli che vi guardano dall’alto in basso mentre vi coccolate l’ennesimo raffreddore, con una puntina di disprezzo e un mezzo sorriso divertito, mica come loro, che stanno sempre bene?
Ora, io lo ammetto, ne ho sempre una. Quando non è un raffreddorino è l’allergia, e se non è l’allergia è il mal di schiena. Poi soffro di mal di testa, sono quello che ha sempre il moment in tasca, e l’ultima volta che sono andato dall’otorino, mi ha detto che molto probabilmente dovranno togliermi le tonsille. A 31 anni, vogliono levarmi le tonsille. Mi sento ridicolo… Quindi capisco anche che una persona appena un po’ più sana di me possa guardarmi e dire che forse sono di salute cagionevole. Grande e grosso, ma un po’ delicatino. E come ho detto prima, non ho nulla da ridire su questa affermazione.
Quelli che invece proprio non sopporto, sono le persone che, a detta loro, non si ammalano mai. Gli accesi sostenitori del fatto che coprirsi sia sbagliato, perché bisogna abituare il corpo agli sbalzi di temperatura, e che lavarsi le mani o non infilarsi le dita in bocca sia inutile, perché tanto lo sporco è dovunque, tanto vale che l’organismo si abitui e si rinforzi.
Si riconoscono generalmente dalla loro frase caratteristica, “io non mi ammalo mai!” o dai loro modi di dire preferiti, “macchè, fa anticorpi!” e “il freddo irrobustisce!”, anche se la massima della loro vita è “ciò che non ti uccide, ti rende più forte!” (valido anche nella versione “ciò che non strozza ingrassa”).
Di tutte le persone che ho conosciuto che andavano così fiere della propria salute invincibile, ce ne sono due in particolare che mi stupiscono sempre.
Uno è un mio vecchio amico, Giro. A casa sua faceva un freddo così polare, che tutte le volte che andavamo a passare una serata a casa sua, ogni volta tornavamo a casa con un malanno diverso.
Giuro, in quella casa ci saranno stati 12 gradi, d’inverno, e a stare seduti tutta una sera era un tormento. Andavamo a trovarlo talmente imbacuccati che neanche una missione nei ghiacci antartici, e una volta un mio amico s’è persino portato il sacco a pelo da usare a mo’ di cappotto. Alcuni giuravano addirittura di sentire gli ululati dei lupi della steppa in lontananza.
La cosa assurda è che mentre noi ci lamentavamo del fatto che il gelo ci avrebbe uccisi, e che per riscaldare l’ambiente sarebbe stato opportuno aprire un po’ la cella frigorifera, lui se ne stava in magliettina a maniche corte, prendendoci in giro sul fatto che eravamo dei mollaccioni, che il freddo rinforza e irrobustisce, e che lui, tutto questo freddo, non lo sentiva per niente.
Peccato che di solito a gennaio gli venisse tutti gli anni una bronchite assassina che si trascinava dietro fino a marzo, e che durante tutto il tempo che passava a tossire come un disgraziato, continuasse a ripetere “non capisco come mai mi è venuta questa bronchite!”.
L’altra è l’Attivista.
Non ho mai visto nessuno sostenere con tanto impegno e determinazione che l’organismo deve fare anticorpi, e che tutte le mie fissazioni sull’igiene sono ridicole. D’accordo, forse lavarmi le mani almeno 10 volte al giorno col sapone antibatterico è un po’ eccessivo, ma infilarsi le dita in bocca ogni 20 secondi è troppo. C’è anche una cavolo di campagna dell’Unicef sul fatto che bisogna lavarsi le mani!
Chiaramente, io che ho sempre il mio mezzo raffreddorino, quando me ne esco con questo discorso, vengo regolarmente preso in giro. Lei, che non è così fissata con l’igiene, sta benissimo. Ha una salute di ferro. E a detta sua, a forza di lavare tutto, io mi faccio del male, perché impedisco al mio sistema immunitario di attivarsi. Mi indebolisco da solo, in sostanza, ecco perché ho sempre il raffreddore.
Ora, in tre mesi che stiamo assieme, è già la seconda volta che mi torna a casa con l’influenza. Strano, vero?
Sarà forse colpa di tutti i virus e batteri che si è raccattata in giro?
Inviato da: Attivista
il 03/11/2024 alle 15:32
Inviato da: dio
il 02/11/2022 alle 22:13
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il 29/10/2022 alle 20:30
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il 21/10/2020 alle 10:34
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il 11/10/2019 alle 11:30