Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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Insegnami a essere figlia: Davide all'attacco.

Post n°6 pubblicato il 22 Aprile 2013 da I_mie_racconti

Davide all'attacco.

Post n°556 pubblicato il 10 Marzo 2013 da lascrivana

 

Danila...ecco qual'è il suo nome.

Mentre mi appresto a seguirla, la ragazzina non smette un solo istante di voltarsi.Più che spaventata, mi sembra contrariata dal nostro incontro, forse ho sopravalutato il mio fascino. Quando la vedo svoltare in una vietta a me famigliare, il cuore mi da un tuffo e capisco d'averci azzeccato. Quindi si tratta proprio di Simona, la ragazza dei giornaletti! Mentre Danila scompare all'interno trascinandosi appresso il fratellino, osservo sorridendo la casa in cui diverse volte mi ero recato.

Mi è sempre piaciuto cantare, e quando uno dei fratelli di Simona m'invitò a partecipare alle loro sessioni musicali, non avevo esitato. Ma a parte l'entusiasmo della prima volta, non vi avevo fatto ritorno molto spesso. Scoprii ben presto che la musica era solo un pretesto, anche se per la verità suonavano discretamente. Dopo qualche strimpellata infatti, cominciavano sempre a parlare di ragazze e delle loro abitudini più o meno stupide.

Massimo poi era un vero artista in questo campo. Brufoloso e con occhiali talmente spessi da sembrare fondi di bottiglia, mi sono sempre chiesto come riuscisse anche solo a tenere in mano una chitarra. Anch'egli veniva raramente a suonare, all'oratorio lo si vedeva poco perché, scarso com'era, non riusciva mai a trovare posto in una squadra o nell'altra, venendo sempre escluso. Così passava i pomeriggi a correr dietro a ragazze che non lo filavano nemmeno di striscio.

Era stato lui a mettere in giro le voci sui giornaletti "sporchi" di Simona, e Danila è una sua amica! Osservando nuovamente la casa mi chiedo cosa stanno facendo le due amiche. I genitori di Simona si trovano sicuramente al lavoro a quest'ora, mi avrebbero fatto entrare? Senza pensarci due volte, mi avvicino alla porta e suono il campanello.

Trascorrono un paio di minuti senza che accada nulla. Riprovo, ma anche questa volta nessun segnale dall'interno. Indispettito, osservo le finestre chiedendomi se mi stiano osservando da dietro le persiane accostate. Poi mi viene un'idea. Raccolgo alcuni sassi, prendo la mira e...

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