Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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Insegnami a essere figlia: Danila.

Post n°5 pubblicato il 21 Aprile 2013 da I_mie_racconti

Ripensandoci, avevo già visto Davide a casa di Simona, durante un'esercitazione di gruppo sonoro, poiché i fratelli di Simona avevano creato una piccola band formata da un chitarrista, un bassista, un pianista e un cantante. Di tanto in tanto si aggiungeva qualcun altro, tra cui anche Davide.

Non avevo molta simpatia per lui e i suoi amici, in particolare per Massimo, fratello di Marisa una comune amica di me e Simona; poiché una volta li pescai a sparlare di lei dicendo che doveva essere proprio un bel tipo se se ne andava in giro a far vedere alle sue amiche i giornalini proibiti.

Non era vero che Simona andasse in giro a far vedere a tutti quelle cose! Aveva solo sbagliato a confidarsi con Marisa che a sua volta aveva raccontato tutto al fratello Massimo. E ora per questo motivo Simona era vista come una facilona; ci vuol poco a far nascere in testa strane idee a questi dementi sedicenni con gli ormoni che sembrano una truppa di marinai allo sbarco, su un'isola di sole donne dopo una lunga permanenza in mare aperto.

Non mi andava per niente che pensassero cose sconce di lei!

Così raccontai tutto a Simona che litigò di brutto con Marisa.

La colpa a dire il vero non era di Marisa, era solo ed esclusivamente di Massimo; se Michele mi avesse fatto una cosa del genere, lo avrei strozzato!

In fondo, anche Michelino mio aveva visto tutto... ma piccolino com'era, aveva saputo tenere la bocca chiusa.

Se Davide osava avvicinarsi di nuovo gli avrei mollato un calcio tra le gambe; con chi pensava di avere a che fare quell'imbecille? Pensava che Simona ed io siamo delle facilone solo perché avevamo guardato quelle schifezze che tengono in bagno?

A pensarci bene potevo dargli una bella lezione... mi sa che lo farò rimanere con un palmo di naso.

Affrettai il passo verso casa di Simona, dovevo confidarle tutto al più presto e insieme trovare una soluzione.

                                          L@ur@ 

 

 

 
 
 
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