Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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« Insegnami a essere figli...Insegnami a essere figli... »

Insegnami a essere figlia: Simona.

Post n°15 pubblicato il 08 Maggio 2013 da I_mie_racconti

Insegnami a essere figlia :Simona.
Post n°566 pubblicato il 23 Marzo 2013 da lascrivana

Simona, al rientro a casa dopo aver passato un piacevole pomeriggio con il fidanzato Massimo e l'amica Danila con il suo ragazzo Davide, alla vista della montagna di camicie da stirare che la attendevano sulla poltroncina della sua cameretta: ebbe un attimo di sconforto; e brontolando avvilita, si sedette sul bordo del lettino. L'aver passato tutto quel tempo fuori di casa, l'era costato caro, la aspettava una lunga notte in compagnia del ferro da stiro; e lei si sentiva già stanca prima ancora di cominciare.

Per uscire indisturbata il pomeriggio: si era dovuta alzare molto presto la mattina per organizzare tutte le faccende domestiche.

Quella vita ormai l'aveva stancata, non ricordava nemmeno di essere stata bambina. La madre avendo la gestione di un bar alimentare stava fuori tutto il giorno, dalle sette del mattino alle nove di sera. E lei aveva dovuto rimboccarsi le maniche sin da piccola: costretta a rinunciare persino a frequentare la scuola media. Occuparsi di sei fratelli e del padre, non era cosa da poco. Quando cucinava per tutta la famiglia, doveva usare pentoloni più grandi di lei; tant'è vero che nelle larghe padelle si poteva comodamente fare il bagno a un bebè. E fu proprio per sfuggire a quella vita stressante che accettò il corteggiamento di Massimo, giacché proveniva da una famiglia benestante. Dapprima, quando lui era andato a chiederle scusa e a discolpare la sorella Marisa per via di quella voce cattiva sui giornaletti, aveva pensato di farlo innamorare per potersi vendicare meglio. E invece si era lasciata conquistare dai suoi costosissimi regali e dalle sue promesse di tirarla fuori da quella vita da sguattera per offrirgliene una da regina in casa sua. Era molto dolce e romantico, e le dedicava sempre tante canzoni; e accettò di diventare la sua fidanzata nonostante il senso di nausea che provava quando Massimo si avvicinava per baciarla: alla vista di tutti quegli orrendi brufoli che gli deturpavano il viso.

Quella sera non poté fare a meno di provare invidia per quell'amore sincero e appassionato di Danila e Davide; e al solo pensiero che non avrebbe mai provato un sentimento simile per Massimo: si sentì stringere lo stomaco da una dolorosa morsa.

Fortunatamente fu solo un attimo; il pensiero della vita di lusso che avrebbe fatto sposando Massimo, vinse anche sull'amore. C'era solo un ostacolo da rimuovere << la sua famiglia!>> Che era ben decisa a non voler maritare il proprio figlio con una ragazza proveniente da una famiglia di modeste condizioni, avevano altre ambizioni per lui: come quella di farlo diventare un medico famoso e convincerlo ad abbandonare la musica e quella stupida chitarra. Per quanto riguarda Simona erano certi che presto o tardi Massimo l'avrebbe lasciata.

-Oh ma loro si sbagliano se pensano che mi lascerò sfuggire un occasione simile! Al momento opportuno metterò in atto il mio piano... Così né Massimo, né i suoi genitori potranno più tirarsi indietro-.

                                   -------------Danila--------------

Il mio rapporto con Davide s'intensificava sempre di più, ed io mi riscoprivo ogni giorno più innamorata e gelosa. Ricordo ancora il giorno che decisi di fargli una sorpresa andando a sua insaputa agli allenamenti di calcio; mi ritrovai per la prima volta a dover affrontare a denti stretti le mie rivali.

Quel pomeriggio mi preparai con cura; indossai un pullover azzurro dalla casta scollatura e sufficientemente stretto da rivelare le mie acerbe curve. La mia stretta vita invece era messa in risalto dal taglio a campana della larga gonna in lana scozzese panna e azzurro; lunga fino a lasciare scoperte solo le magre caviglie fasciate da calzettoni di cotone, anch'essi azzurri come la maglia. Le bianche scarpette di tessuto rendevano il mio passo spedito e felpato; così leggero da temere che chiunque m'incontrasse, riuscisse persino a sentire il battito accelerato del mio cuore innamorato.

Arrivai al campetto, dove giocava Davide, trafelata e con il viso arrossato dalla corsa che metteva in risalto il nocciola dei miei occhi lucidi dall'emozione. Cercai di camuffare l'imbarazzo, portando i capelli raccolti in una lunga coda di cavallo, davanti al viso con un gesto così curioso e sbarazzino da destare l'attenzione dei ragazzi presenti che non mancarono di rispondere con un fischio di ammirazione.  Ma la mia attenzione fu richiamata un gruppetto di ragazze urlanti che si trovavano alla mia destra dietro la rete che recintava il campetto, e acclamava esultante l'autore del goal, chiamandolo per nome ripetutamente "Davide, Davide". Il campione si avvicinò pavoneggiandosi, e grato accettò il fazzoletto per asciugarsi il sudore da una bionda svampita dallo sguardo svenevole e con una scollatura da urlo. E quando lui si accinse a restituirglielo, lei si chinò sulla mano di Davide che ancora tratteneva il fazzoletto di cotone bianco, e gli stampò un bacio con il rossetto che lucidava le sue labbra rosse e carnose; per poi aggiungere languidamente di tenerselo per amor suo perché gli avrebbe portato fortuna.

Davanti a quella scena, mi sentì il cuore trafiggere dagli aculei della gelosia. Il viso da rosso lieve diventò paonazzo dalla rabbia. Con balzo quasi felino, fui al fianco della bionda e strattonai con una furia inaudita il fazzoletto che Davide stringeva ancora tra le mani e glielo spiaccicai in faccia gridandogli: -Ti porterà ancora più fortuna se ti dipingerai il volto con il suo rossetto e ne sentirai il profumo addosso!-

Poi, ignara dello sguardo attonito dei presenti, diedi uno spintone alla ragazza e mi allontanai di corsa. Grosse e copiose lacrime di rabbia mi rigarono il volto al solo pensiero che ero stata proprio una sciocca a illudermi che lui poteva preferire me, piccola e insignificante, quando avrebbe potuto avere tutte quelle belle ragazze che sembravano appena uscite da uno dei miei romanzi preferiti.

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