Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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Insegnami a essere figlia: Profumo di donna.

Post n°14 pubblicato il 05 Maggio 2013 da I_mie_racconti

Insegnami a essere figlia: Profumo di donna.
Post n°565 pubblicato il 21 Marzo 2013 da lascrivana

 

Il calcio rimase sempre la mia priorità ma, ogni volta che rivedevo Danila, passava inevitabilmente in secondo piano. Se stavamo qualche giorno senza vederci, e accadeva spesso visti i nostri stili di vita completamente diversi, mi ritrovavo a pensare a come trascorresse la propria giornata. Con chi parlasse, che musica ascoltasse o che libri leggesse, ma sopratutto chi frequentasse. Ricordo che una volta, tornato anticipatamente da scuola a causa di uno sciopero, la sorpresi in piazza intenta in un'animata conversazione con Jacopo, un tipo decisamente fuori di testa. Nonostante la giovane età, era stato fermato più volte dalla polizia, le voci di paese dicevano si drogasse e picchiasse la madre vedova. Senza pensare alle conseguenze, mi avvicinai e salutai Danila chiedendole se fosse tutto a posto. Per tutta risposta, Jacopo iniziò a spintonarmi insultandomi in maniera pesante. Finché una spinta più violenta delle altre mi gettò a terra costringendomi ad assaggiare la polvere della piazza. Ma il sasso era lì, a portata della mia mano. Quasi inconsapevolmente, lo afferrai lanciandolo con tutta la mia forza e la mia rabbia. Lo colpii proprio al centro della fronte, vidi chiaramente la pelle lacerarsi e il sangue uscire copioso. Non avrei mai dimenticato gli occhi stralunati e increduli di quel ragazzo, compreso l'urlo angosciato di Danila a fare da sottofondo. Rammento solamente di essermi alzato e, dopo averle afferrato la mano, di essere fuggiti via correndo all'impazzata. Ci fermammo in un vicolo chiuso e lontano dalla piazza, senza fiato e al limite delle forze. Danila tremava come un foglia, cercava invano di dire qualcosa ma, dalla sua bocca, uscivano solo suoni inarticolati. Allora l'abbracciai e la strinsi forte, sentendo il suo terrore entrarmi attraverso la pelle a ondate sempre più fievoli. Non so quanto tempo restammo in quella posizione, nessun bacio e nessuna carezza, solamente il suo viso appoggiato sulla mia spalla a bagnarmi la camicia. Non parlammo più di quell'episodio e non rivedemmo mai più Jacopo. Due giorni più tardi infatti, perse la vita sfracellandosi con la moto appena fuori del paese. L'autopsia appurò che si era appena iniettato una dose tagliata male e la madre, nonostante le violenze subite, non sopravvisse al dolore raggiungendolo un paio di mesi più tardi.


Ma il giorno in cui Massimo, si proprio lui, il brufoloso e impenitente dongiovanni senza speranze, mi annunciò il suo fidanzamento con Simona, restai sorpreso e incredulo. Mi chiesi come aveva fatto a stregare quella bella ragazza, ma si sa, le vie del signore sono infinite. E poi giunse quel meraviglioso giorno in cui organizzammo il primo appuntamento. Da un mese circa frequentavo Danila a singhiozzo, come sempre d'altronde. Ma quando Massimo, già in possesso di patente e automobile mi propose l'incontro, trascorsi notti insonni in attesa dell'evento. La prima ad accorgersene fu, come sempre, mia madre. Mi scrutava di continuo, e più d'una volta la sorpresi in camera mia a cercare chissà cosa. Mio padre d'altro canto, affrontò il mio cambiamento d'umore alla sua maniera. Essendo molto amico del mio allenatore, nel bel mezzo di una cena mi chiese se per caso avessi deciso di buttare la mia carriera alle ortiche. Svogliato, assente e piccato nelle risposte, questo è quanto il mio degno allenatore gli aveva riferito. Fu la prima volta in vita mia che parlai a mio padre da uomo a uomo. Cosa pensi...- gli chiesi risentito e deciso.- Che sia un campione? Sono solo un buon giocatore che si diverte e basta, mi dispiace di deludere le tue aspettative di diventare ricco e famoso...- E fu anche la prima volta che lo vidi indeciso e confuso, e un po in verità mi dispiacque. Ma la mia mente era tutta presa dall'appuntamento, che avvenne pochi giorni dopo. Passai una serata entusiasmante e totalmente diversa da quelle trascorse sino a quel momento. Danila, la sua vicinanza e il suo profumo di donna ormai fatta, inebriò le mie narici per un lungo...lunghissimo tempo. Coricandomi, quella sera, capii di essermi innamorato....

C@nt@storie

 
 
 
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