Un blog creato da latuaossessione7 il 26/06/2009
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Tra quanti cc è la fine del mondo?
Post n°543 pubblicato il 21 Dicembre 2012 da latuaossessione7
Io non lo farò mai - avevi poco prudentemente sentenziato. Probabilmente la stessa frase l'avrai pronunciata a suo tempo pensando a situazioni come tradire tuo marito, passare con facilità da un letto all'altro, ingrassare venti chili, tarparsi le ali ingabbiandosi in un lavoro senza prospettive. Così anche quando un'amica, anni fa, ti raccontò delle punturine che si faceva in viso per contrastare i segni dell'età, credi di aver pensato e forse pronunciato la fatidica frase, Io non lo farò mai. Salvo poi scoprire che il tempo corrode e devasta, e che lo specchio all'improvviso si diverte a svelarti verità impietose: fino al giorno prima eri una ragazza, di colpo sei vecchia. Gli amanti vanno, si dimenticano di te con facilità sorprendente, ti ritrovi a cancellare intere sim per non averle popolate di fantasmi, ma in quanto fedelissime della prima ora le rughe restano, e per non sentirsi sole portano con sè anche segni di rilassamento, atonia e un sacco di altri amichetti noiosi. Tu vorresti sbatterli fuori di casa con una pedata, ma non puoi: ti dicono che è il prezzo da pagare per vivere, che servono a raccontare la tua storia, che i segni della maturità sono la più bella delle eredità. A parte il fatto che spareresti a raffica su chi divulga tali stronzate, perché soltanto una donna sa cosa si prova in certi momenti critici della sua esistenza, vorresti far notare che quotidianamente sulla tua faccia di donna over 40 si consuma la lotta tra la giovinezza che sa di dover andare e che l'ha già fatto da tempo, anche se tu ti convinci che sia ancora lì, silente ma vigile, e la maturità, che con armi inconfutabili rivendica il possesso di quegli zigomi, di quel mento, di quelle guance. Inutile dire che non c'è storia, anzi c'è, e senza alcuno sprazzo di fantasia procede sempre verso lo stesso finale. Ti guardi allo specchio e non ti riconosci perché quei segni intorno alle labbra hanno modificato radicalmente anche la tua espressione: avevi un viso sorridente, ora gli angoli della bocca perennemente all'ingiù coprono con la maschera dell'insoddisfazione la tua faccia e non che tu sia mai stata il ritratto della felicità, ma insomma, riconoscersi è un'impresa. Perché hai un bel dire bisogna accettarsi, occorre andare oltre l'apparenza, sono tutti soldi buttati. Un bel giorno, quando intorno si parla di cose ben più importanti come la fine del mondo o la sua rinascita, ti ritrovi come in un racconto surrealista sul lettino di un medico che stringe in mano la siringa, chiudi gli occhi per non vedere l'ago e poi chiudi lo stomaco per non sentire quel disagio profondo che ti prende, quando devi fare i conti con te stessa, con il disamore per come sei fuori e dentro, e non c'è nessun altro e nient'altro cui poter delegare il bilancio di un anno, l'ennesimo, scivolato via. |



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