Creato da sinaico il 08/05/2008

Rivotorto

fede e vita - natura e grazia

 

 

DEMOCRAZIA

Post n°1101 pubblicato il 13 Giugno 2019 da sinaico

La DEMOCRAZIA non è data dal Parlamento eletto a suffragio universale, ma dalla GIUSTIZIA SOCIALE, dalla LIBERTA’ e dalla PARTECIPAZIONE, che comporta un potere LIMITATO sia della politica che della magistratura.

Lo Stato deve ispirarsi alla famiglia, per cui i sistemi poco importano.

Nulla osta perciò che vi possa essere democrazia senza Parlamento o elezioni a suffragio universale, come già avviene con la Magistratura, dove un Magistrato esercita il suo potere, più o meno, vita natural durante.

E nulla osta che il potere giudiziario possa basarsi su elezioni e su cariche a tempo, come in politica. Purché vi sia un effettivo controllo popolare e tutto funzioni.

Ad esempio un CAUDILLO con un potere moderato da esercitarsi entro l’ambito della LEGGE MORALE NATURALE, eletto dal popolo per un periodo di 5 anni, a capo di un governo, potrebbe funzionare molto meglio di una democrazia parlamentare casinara e lobbista.

 
 
 

COLPE

Post n°1100 pubblicato il 17 Gennaio 2019 da sinaico

A parte casi molto gravi o patologici, i difetti, i limiti e, anche, le mancanze, non possono essere prese a PRETESTO per addossare COLPE oggettive (su quelle soggettive Gesù ha detto di non giudicare).

Perché difetti, limiti e mancanze “normali”, si sa, fanno parte del “gioco”. O, almeno, lo si dovrebbe sapere.

Sì, difetti, limiti e mancanze possono FERIRE, ma spesso sono compensati, a volte anche abbondantemente, dai pregi, dagli atti di generosità, e dalle dimostrazioni di affetto, capaci di rimarginare e costruire…

Occorre tenere conto di tutto.

 
 
 

Legge divina e distribuzione della Comunione

Post n°1099 pubblicato il 11 Gennaio 2019 da sinaico

Per legge divina fare la comunione in peccato mortale è sacrilegio.
La legge ecclesiastica può certo ammettere i divorziati risposati alla Comunione, ma rimane il fatto che devono essere in stato di grazia. Devono cioè aver vissuto da fratello e sorella almeno dall'ultima confessione o avere una percezione alterata della realtà che li faccia essere in buona fede anche se oggettivamente commettono peccato. Praticamente devono essere quasi incapaci di intendere e volere.

La legge ecclesiastica può ammettere alla Comunione anche i mafiosi che si pentono tra un delitto e l’altro, o che sono in buona fede, purché cattolici. Se non lo fa, è per una questione di opportunità.

In effetti è facile rendersi conto come ammettere un mafioso alla Comunione sia molto, molto, inopportuno.

Le leggi ecclesiastiche devono servire ad applicare meglio la legge divina, ma non sono infallibili. Perciò non è detto che quelle che ci sono siano le più opportune.

A volte, anzi, potrebbero non esserlo affatto, specialmente se sono frutto di categorie estreme come il lassismo o il rigorismo che, se troppo assecondati, potrebbero aprire all’errore anche teologico e, di conseguenza, forse anche all’obiezione di coscienza, se si corresse il rischio di contravvenire alla legge divina.

 
 
 

Rigidità e elasticità

Post n°1098 pubblicato il 25 Novembre 2018 da sinaico

L’ELASTICITA’ è una bella dote, esattamente come la RIGIDITA’.

Mentre la ROCCIA deve essere rigida, mentre la gomma deve essere elastica.

Così: la fede, deve essere rigida (non a caso Pietro significa “roccia”), mentre la carità, che tiene conto del cuore umano, pieno di limiti e fragilità, di fatto ha una “raggio di azione” più ampio delle “regole”, ma senza contraddirle. Anzi, è proprio la carità che richiede di ricondurre gli smarriti dentro il RECINTO dell’ovile.

Faccio un esempio del campo d’azione dell’elalisticità.

Giorni fa, in una cena con colleghi di lavoro, Peppe, conoscendomi come uno “religioso”, mi ha detto che la domenica precedente era passato nei pressi di un santuario non lontano dalla mia abitazione e la sua “compagna” che, al contrario di lui, che non è tanto religioso, è invece molto religiosa, si è voluta fermare.

Peppe e la compagna stanno insieme da quando avevano 13 anni e oggi ne hanno 60.

Notando con quanta malcelata ammirazione Peppe mi ha detto della grande religiosità della sua compagna, mi sono quasi commosso e ho dato credito alla sua sincerità che, con la fedeltà, è una dote umana.

La loro religiosità anche fosse puramente naturale (e perciò non opera della grazia propria della fede) e corrotta dal peccato originale, se sincera, non si oppone alla fede.

Perché escludere che la loro umanità non sia una manifestazione della grazia all’opera? La grazia non è forse venuta a perfezionare la natura?

Il peccato rimane peccato, ma il cuore potrebbe essere sincero. Un conto è il peccato, un conto è il peccatore.

Bene e male, a volte, sebbene mai si confondono, possono essere entrambi presenti in una persona o in una realtà ecclesiale o sociale. Il fine ultimo, però, lo dà la volontà.

Una cosa però è certa: l’umanità autentica “attira” la grazia e la grazia perfeziona la natura.

Perciò, se a livello spirituale all’uomo mancano dei sentimenti o dell’empatia che sarebbero possibili, è come se a livello fisico mancasse della vista: l’umanità sarebbe più limitata e la natura umana si esprimerebbe in modo più limitato. Ma la grazia presuppone la natura.

 
 
 

Discernimento

Post n°1097 pubblicato il 02 Novembre 2018 da sinaico

Il primo discernimento è quello ORDINARIO. Cioè è il BUON SENSO, con tutto ciò che comporta.

Il buon senso è ordinato ad essere illuminato dello Spirito Santo.

Dio opera sempre nella Chiesa, per lo più in modo ordinario.

Ma c’è anche il discernimento straordinario, carismatico, che opera prodigiosamente, ma che non contraddice il buon senso illuminato dalla fede.

La Profezia non può contrastare con il buon senso, anche se lo supera, e comunque è sempre soggetta al controllo dell’autorità ecclesiastica.

In una comunità laicale, sebbene ci siano dei responsabili, la profezia non può essere imposta, in quanto, dice San Paolo, i profeti confermino i profeti, e l’autorità laicale deve essere limitata a poche cose.

Inoltre deve sempre essere compatibile con la ragione, non deve mai essere assoluta e non può essere fatta passare per profezia senza che non sia confermata in modo generale dalla comunità stessa.

Come scrive Papa Francesco, “San Tommaso d’Aquino… ricordava che i precetti aggiunti al Vangelo da parte della Chiesa devono esigersi con moderazione -per non rendere gravosa la vita ai fedeli-, perché così si muterebbe la nostra religione in una schiavitù” (Gaudete et exultate, 59).

 
 
 

Antico Testamento

Post n°1096 pubblicato il 28 Agosto 2018 da sinaico

Molti cristiani rimangono perplessi quando l’ANTICO TESTAMENTO dice che Dio ordinò agli israeliti lo sterminio di interi popoli per fargli spazio.

Va bene, Cristo deve ancora venire, ma come può Dio ordinare tali eccidi?

La risposta la dà Gesù quando parla del DIVORZIO: Mosè, il profeta della volontà di Dio lo PERMISE attraverso una LEGGE apposita per la durezza del cuore del popolo. Una durezza che non permetteva ancora di capire.

Simile alla legge proclamata per bocca di Mosè, è l’ordine di sterminio proclamato per bocca di Giosuè.

La Rivelazione si è fatta strada fino a Gesù un po’ alla volta.

 

Il fatto è che mentre l’eccidio si vede come un male assoluto, il divorzio e lo sfascio delle famiglie non più.

 
 
 

Pena di morte

Post n°1095 pubblicato il 03 Agosto 2018 da sinaico

 

Papa Francesco ha autorizzato la modifica del Catechismo della Chiesa Cattolica riguardo alla PENA DI MORTE: mentre prima era vista come “ultima ratio” della società per difendersi contro i reati più odiosi e pericolosi e solamente a certe condizioni, cioè era ammessa solo in quei casi in cui i rei non potessero essere racchiusi in prigioni rispettose delle minime condizioni indispensabili richieste dalla dignità umana, da oggi, il Catechismo dice che la pena di morte non è mai lecita, senza se e senza ma.

La questione è: la dottrina della Chiesa sulla pena di morte, che è andata approfondendosi nei secoli, è da considerarsi infallibile o no? Non essendo un teologo non so cosa dice la Chiesa al riguardo, ma è chiaro che se fosse infallibile il nuovo articolo del Catechismo va necessariamente inteso in continuità con la norma precedente, che di fatto aveva reso inammissibile la pena di morte tranne nel caso di una specie di legittima difesa da applicarsi alla società (quella personale è scontata). Perciò la modifica attuale tratterebbe della stessa inammissibilità specificata da Giovanni Paolo II, solo che dà per scontato che ci debbano essere sistemi carcerari con un minimo di umanità. Sarebbe una modifica dovuta alla sensibilità attuale e “a scanso di equivoci”.

Perciò in tal caso, in linea di principio, se in un’isola stato in cui non vi fosse la possibilità di costruire prigioni fosse catturato un feroce killer seriale compulsivo, se non vi fossero le condizioni per una detenzione in un altro stato, l’ammissibilità della pena capitale sarebbe la stessa di quella evidenziata dall’articolo precedente.

Se invece la vecchia dottrina sulla pena di morte risultasse essere solo un’opinione teologica che la Chiesa ha fatto sua e, perciò, fino ad oggi fosse stata una dottrina da “ossequiare” e, forse, anche da credere, ma non in modo assolutamente certo, il nuovo articolo del Catechismo potrebbe essere considerato anche come una correzione.

Ma se il nuovo articolo si sostituisse semplicemente al precedente, senza nessun intervento del Magistero infallibile in proposito, avrebbe il valore dell’articolo precedente. Non sarebbe di per se infallibile. Sarebbe, perciò, da “ossequiare” e forse anche da credere, ma non in modo assolutamente certo, e potrebbe essere ancora oggetto di discussione teologica.

Il fatto è che, sebbene San Paolo pare riconoscere il diritto all’uso della “spada” da parte delle autorità civili, molti tra i primi cristiani erano contrari alla pena di morte arrivando perfino a rifiutare di fare il servizio militare. Esiste perciò, al riguardo, una tradizione di pensiero che risale ai primi secoli del cristianesimo. Ma sembra molto più consistente (e perciò apparentemente con più probabilità di autenticità) la tradizione che, invece, ammette, con modalità disparate, la legittima difesa, sia personale che sociale.

Perciò, se il nuovo articolo del catechismo dovesse autenticamente contenere il principio per cui la società non possiede certi diritti per auto difendersi (e perciò, in qualche modo, per difendere la gente), occorrerebbe risolvere alcuni problemi. Ad esempio: poiché il costringere forzatamente una persona in un luogo di per se è contrario alla sua dignità, che, allora, anche la detenzione di un criminale sia illecita sempre e comunque?

E se è vero che un bambino, per il suo bene, si può “costringere” in qualcosa, questo perché la sua maturazione essenziale non è completa, o non si ritiene tale, mentre la vita o c’è, o non c’è Ma sia la libertà, che la vita, sono diritti fondamentali inviolabili.

 

 
 
 

Fede e ragione

Post n°1094 pubblicato il 23 Luglio 2018 da sinaico

La ragione ha spazi immensi di indagine al di qua del “muro” che ne delimita il potere, ma nulla è affascinante come il muro.

La ragione vede il muro, ma non il mistero che cela, a cui, però, non può non pensare.

Non che la ragione riesca necessariamente a predire e a configurare alle sue immagini, e forse anche ai suoi parametri, ciò che c’è di qua del muro, ma può intuirlo.

Forse è impossibile che la ragione arrivi a tutto, un po’ come l’uomo non può arrivare fuori dalla galassia neanche con una navetta spaziale super veloce, ma può intuire ciò di cui indaga.

Forse non può figurarsi tutto, così come non può figurarsi dei colori che sono al di là delle onde elettromagnetiche visibili, o non può figurarsi volare con le proprie forze come fa una rondine, ma capisce di ciò che si sta parlando. Colori che non può vedere, ma sempre colori; sensazioni diverse, ma sempre sensazioni.

Sia le scienze esatte, che quelle a cui si aggiunge la novità del principio vitale espresso dalla biologia, il cui mistero supera quello delle scienze esatte. Ma anche il mistero umano, tanto più profondo in quanto arricchito da un’anima spirituale razionale.

Al di là del muro, invece i colori sono trascendenti, perché la realtà e la vita stessa sono trascendenti.

Al di là, la vita non solo è più “potente” e non solo è trasformata in una forma nuova ma pur sempre umana, ma è addirittura trascendente e soprannaturale.

In questa vita l’altra parte del muro può essere vista solo se qualcosa ci innalza e ce la fa vedere, cioè solo attraverso la fede. E può essere “assaporata” attraverso il ricordo della visione che si perpetua e spinge l’uomo con la forza del volo, cioè attraverso la forza della grazia divina che dona la carità.

 
 
 

Misericordia divina

Post n°1093 pubblicato il 16 Luglio 2018 da sinaico

MEDIOEVO superstizioso? Dove tutti vivevano terrorizzati di andare all’inferno? Pare proprio di NO.

Nel Duomo di SPOLETO si venera la SANTISSIMA ICONA, una tavoletta bizantina dell’XI secolo che rappresenta la Madonna con un cartiglio, cioè un “biglietto” con scritto:

“Cosa chiedi, o Madre?”

“La salvezza dei viventi”

“Mi provocano a sdegno”

“Compatiscili, Figlio mio”

“Ma non si convertono!”

“E tu salvali per GRAZIA”

Ciò dimostra che la MISERICORDIA di Dio non è una scoperta di oggi.

Oggi di misericordia se ne parla tanto, ma come fosse una cosa normale, umana, che non c’entra nulla con il peccato e la salvezza eterna.

La si presenta come un’accettazione, da parte della Chiesa, allo “sciogliete le righe” o al “tana libera tutti”.

Non, perciò, come una GRAZIA, ma come una SUPERSTIZIONE.

Senza la PREGHIERA non si può capire la Misericordia, che non si limita a non tener conto del peccato se, con buona volontà, la si accetta con tutte le sue conseguenze, ma innalza fino a Dio.

La Misericordia, infatti, più ancora che non tener conto del peccato, non tiene conto della distanza da Dio che la stessa natura umana comporta, rendendoci “degni” dell’intimità con di Dio!

E’ infatti Maria la “graziata” per eccellenza!

La preghiera, mettendo in relazione Dio e l’uomo, fa “scoprire” la Misericordia di Dio, che nel Vangelo si manifesta anche tramite la Vergine Maria, che a Cana ha quasi “costretto” Gasù a fare il suo primo miracolo pubblico.

Del resto Gesù non ha forse detto che continuerà la sua opera attraverso i suoi discepoli (Gv 14,12-14) e manifestando opere ancora più grandi di quelle da lui operate durante la sua missione terrena (Gv 5,20)?

Ciò significa che il Vangelo continua oggi. Cioè: non ci sarà un altro Vangelo ma, come esso richiede sempre una maggiore comprensione, così in certo modo avverrà con le opere.

Perciò, come le opere teologiche dei santi non aggiungono nulla al Vangelo, ma prendono dal Vangelo e lo spiegano e attraverso lo Spirito Santo manifestando della ricchezza del Vangelo, così avverrà delle opere e delle opere che manifestando così la Misericordia, come, ad esempio, avvenuto col Sacro Cuore di Gesù, che non riguarda la Rivelazione ma, nella sua autenticità per come riconosciuta dalla Chiesa.

Tutte le ricchezze del Vangelo che si manifestano nella storia, sia prima che dopo di esso, sono contenute nel Vangelo stesso (inteso come la Buona Novella portata da Cristo, di cui i vangeli scritti sono forse la massima espressione).

Così, la Misericordia che Gesù manifesta così potentemente attraverso il Sacro Cuore, non è la stessa che manifesta nella parabola della pecorella smarrita, che ci mostra come Egli non abbandona mai il peccatore ma lo riporta immancabilmente a casa a meno di una ferrea volontà a non farsi riportare (come nel caso di una pecora recalcitrante e mordace)?

E la salvezza eterna promessa a chi ottempererà alla richiesta del Sacro Cuore a comunicarsi, secondo le sue intenzioni, il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi, non è forse conseguenza della volontà di Gesù espressa nel Vangelo affinché l’uomo chieda e ottenga soprattutto i beni più grandi? E del fatto che egli, attraverso una speciale rivelazione, possa comunicare in anticipo la salvezza eterna a qualcuno, così come è riportato nei vangeli riguardo al buon ladrone?

 
 
 

ONG

Post n°1092 pubblicato il 06 Luglio 2018 da sinaico

Salvare i migranti in mare è un dovere morale. Ma non è l’UNICO dovere morale: anche promuovere uno sviluppo sostenibile nei Paesi dei migranti è un dovere morale.

Non ci si può sentire a posto andando per mare a salvare migranti ed essendo pagati da capitalisti e multinazionali, perché il film “Schindler’s List” dimostra che, ragionando in modo radicale (cioè in modo VERO ma incompleto), come ragionano quelli delle ONG, qualunque cosa tu faccia, c’è sempre il modo di dimostrare che TU sei un ASSASSINO.

Infatti Schindler, dopo aver salvato centinaia di ebrei, diceva: se avessi venduto la macchina, potevo salvare altre dodici persone. E se avessi venduto l’orologio, altri 4….

Così i volontari delle ONG, se non fossero andati a sciare, avrebbero forse salvato altri migranti. E se avessero impiegato per i migranti i soldi serviti per far studiare all’università i loro figli, quanti migranti in più avrebbero potuto salvare?

E se il Vaticano mettesse all’asta le opere dei suoi musei, quante VITE si salverebbero?

Ma la realtà non può essere letta in modo semplicistico, perché è complessa, e perciò non può essere interpretata in modo radicale. Ma questo vale SEMPRE e per TUTTI.

 
 
 

Su Papa Francesco

Post n°1091 pubblicato il 18 Giugno 2018 da sinaico

Per alcuni l’elezione di Papa Francesco sarebbe invalida perché Papa Benedetto XVI sarebbe stato “costretto” a rinunciare al pontificato per delle forti pressioni ricevute, ma questo non regge: non bastano, infatti, delle pressioni esplicite (che sono solo delle mere ipotesi) perché la rinuncia si configuri come un atto non pienamente libero. Rinuncia che, ricordo, Benedetto XVI ha detto essere stata lungamente meditata e accompagnata da preghiera.

Molti dicono anche che Papa Francesco è eretico.

Ma, pur volendo temerariamente ipotizzare che Papa Francesco sia eretico, non per questo la sua elezione è invalida. In tal caso, semplicemente, porterebbe grave scandalo, ma la dottrina cattolica consolidata non può essere cambiata, né contraddetta, neanche dal Papa. Lo dice il Concilio DOGMATICO Vaticano I (Primo).

Del resto già c’è stato almeno un Papa eretico. Fu Giovanni XII che, nel X secolo, tra le altre dissolutezze, usava brindare agli dei. Ma la dottrina della Chiesa non ne ha risentito.

Ma questo non è certo il caso di Papa Francesco.

E’ vero, Francesco mette in discussione prassi antiche, probabilmente perché, avendo il Magistero della Chiesa vari gradi di certezza (dai dogmi fino ad arrivare a teorie teologiche secolari che, però, non sono ancora certe e che, se anche non possono essere dichiarate definitivamente superate, possono però essere oggetto di discussione), ritiene che, per certi argomenti, possa, forse, esserci ancora spazio di discussione.

Prendiamo, ad esempio, l’Esortazione Apostolica “Amoris laetitia”: riguardo alla comunione ai divorziati risposati il Papa non fa affermazioni certe ma, solo, ipotizza.

Che poi certi Vescovi abbiano hanno iniziato ad agire come meglio credevano, commettendo abusi gravissimi a discapito della salvezza delle anime, che è la prima missione della Chiesa, è solo sintomo della confusione che oggi regna nella Chiesa.

Anche riguardo all’inferno il Papa è stato accusato di eresia perché, in un’intervista informale, è stato riportato che egli abbia detto che non esiste, ma in discorsi ufficiali ne parla come se per lui esistesse. E se è vero che chi considera l’inferno come un simbolo ne può parlare anche spesso, ma come si fa, però, con un simbolo, è anche vero che occorre attenersi agli atti magisteriali del Papa, in cui non c’è nulla che contrasti essenzialmente col Magistero ecclesiastico precedente.

Che questo modo di fare del Papa può essere un tentativo di porre un problema riguardo all’esistenza dell’inferno senza, però, pretendere di insegnarlo? In teoria potrebbe essere, ma la cosa importante è che, anche così fosse, il Papa non pretende di insegnare ciò che solo è un’ipotesi ma, eventualmente, solo di aprire un dibattito in proposito, o di porre il problema, senza nessuna però volontà di discostarsi dalla Tradizione. Per cui non si può in ogni casio parlare di eresia.

Poi è vero che il Papa è diffidente riguardo alle apparizioni mariane e ai miracoli (lo ha detto lui stesso), ma qui il Magistero non c’entra.

Infine, riguardo alle accuse che si muovono a Papa Francesco riguardo alla sua adesione alla massoneria, io non ci credo. Penso invece che Papa Francesco sia un uomo profondamente onesto e religioso, come tutti con le sue idee personali e le sue preferenze, ma che, però, può essere strumentalizzato.

Ritengo che il problema della Chiesa oggi non sia tanto lui o il suo Papato, ma certi Vescovi e sacerdoti e certi ambienti ecclesiali che strumentalizzano un Papato un po’ diverso dai precedenti e certe sue parole, e che, contrariamente a quanto fa il Papa, non parlano mai di preghiera, spiritualità, anima, ecc.

 
 
 

RIVOLUZIONI

Post n°1090 pubblicato il 13 Giugno 2018 da sinaico

Se nell’ARTE MEDIEVALE la realtà è espressa come partecipe alla trascendenza divina, con l’UMANESIMO la realtà creata viene vista per se stessa e viene messa alla portata dell’intelligenza e della sensibilità umana.

Un progresso, senonché, anche se inconsciamente, per molti artisti non ha rappresentato solo uno sviluppo dell’arte medievale, ma come una contraddizione in alcuni suoi valori, come uno strappo, quasi che le conquiste dell’umanità, scaturite come novità dal genio e dal pensiero cristiano dovessero rinunciare ai valori del passato. Come se l’uomo e la società, vincolati a Dio, avessero a perdere qualcosa.

Purtroppo ad ogni cambiamento naturale, ad ogni rivoluzione concettuale, l’uomo tende a far corrispondere un distacco da alcune verità fondamentali, quasi che ogni singola verità sia autoreferenziale.

E fu l’inizio del relativismo, per cui ad ogni novità dovuta all’approfondimento viene vissuta come una nuova verità. Ma una verità sradicata dalla Verità fondamentale, è di fatto associata a tanti errori che sono radicati in presupposti che esprimono la non-Verità.

Così è la storia: via via fino al Concilio Vaticano II, la novità della Chiesa che si basa sulla Verità, e fino al Sessantotto, la rivoluzione LAICISTA che lega il magnifico dono della LIBERTA’ al peccato attraverso vincoli di schiavitù.

Il guaio per la società è che molti cristiani, compresi dei Monsignori, più che rinnovarsi col Vaticano II, si sono sessantottinizzati.

Senza tale degrado e corruzione di menti e di cuori oggi nella Chiesa nemmeno si parlerebbe di diritti civili, cioè di diritti che non siano legati né alla religione, né alla ragione.

 
 
 

Dio nella Chiesa

Post n°1089 pubblicato il 05 Giugno 2018 da sinaico

Il popolo di Israele, nonostante tutte le sue mancanze, ha sperimentato la presenza di Dio.

Basti pensare che a distanza di 4000 da Abramo e 3200 anni da Mosè, sono sostanzialmente lo stesso popolo, sebbene la loro storia sia stata tutt’altro che “piatta”, non sia trascorsa stesso luogo e con gli stessi ritmi, come per certe popolazioni ancestrali.

Eppure Israele, proprio perché popolo di Dio, a volte agli occhi di Dio è apparso più disgustoso dei pagani, tanto che Gesù stesso, che ha avuto a che fare coi farisei, ha detto che le città pagane di Tiro e di Sidone erano preferibili a Israele. E Gesù stesso si è adirato coi farisei e i sadducei ben più che coi pubblicani, che pure erano ebrei rinnegati, un po’ come i “laicisti” di oggi.

Lo stesso discorso si può fare per la Chiesa.

Ma Dio è fedele, e anche quando permette la corruzione raggiunge un livello tale da far sì che Dio permette le “catastrofi”, come la deportazione dei Giudei a Babilonia, egli continua a operare nel suo popolo in modo misterioso e meraviglioso.

 
 
 

La Venerabile Conchita

Post n°1088 pubblicato il 01 Giugno 2018 da sinaico

La Venerabile Concepcion Cabrera de Armida, conosciuta come Conchita, sposa e madre, fu una grande anima mistica.

Ella, come tutti i mistici, sta a dimostrare come lo Spirito Santo, invece di mortificare l’umano, lo realizza al di là di ogni aspettativa.

Più Conchita, sotto l’azione dello Spirito Santo, si distacca dalle cose terrene, più nella sua carne si manifesta lo Spirito Santo stesso che, purificando, perfezionando e innalzando la carne, la rende ancora più pienamente carne, cioè le conferisce una piena e elevatissima “carnalità” in senso puro e vero.

Così più l’amore di Conchita si fa alto e universale e più si manifesta integralmente, anche nelle circostanze e coi fatti. Perciò più si fa universale e più si realizza anche nel particolare, cosicché anche quando si fa umanamente viscerale e appassionato (per la famiglia, per il Messico o per altro), a sua volta si manifesta come amore universale, un amore che, perciò, non esclude ma che, invece, include.

Un amore che si manifesta anche in modo personalissimo, per quello che Concita è. Un amore, cioè, che si manifesta al modo di Conchita.

Quando c’è questo amore, che è insieme di desiderio e di fatti, anche le stesse necessità degli uomini, come il bisogno di essere amati o di non essere soli, non accresce l’egoismo, ma l’amore.

Un po’ come la “sete” di Dio che è, a un tempo, bisogno di Dio e desiderio di Dio.

Bisogno, perché è vero che l’uomo ha bisogno di Dio, e desiderio come attrazione, ovvero amore, che essendo amore di Dio è amore puro in se stesso, è l’amore per eccellenza.

 
 
 

LAZZARO e il ricco epulone

Post n°1087 pubblicato il 23 Maggio 2018 da sinaico

Nella PARABOLA del povero Lazzaro e del ricco epulone, Lazzaro, dopo la morte, è andato in Paradiso, in compagnia di Abramo, mentre l’insensibile ricco, una volta morto, è andato all’inferno.

Abramo, rivolgendosi al dannato, gli dice: “Ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti”.

Ma la giustizia di Dio non è solo una sorta di legge di CONTRAPPASSO, ma molto di più.

Perciò le parole di Abramo significano anche che la vita di LAZZARO è più “viva”, più piena, più autentica di quella del ricco, perché per quest’ultimo la brama dei beni terreni, che comporta il dare il valore che si deve dare solo a ciò che è metafisico, a ciò che, invece, è solo fisico, cioè solo materia, snatura l’uomo in quanto lo rendono incapace di goderre i beni tramite l’anima.

 
 
 

Reddito di Cittadinanza: chiedilo a loro

Post n°1086 pubblicato il 16 Maggio 2018 da sinaico

8 per 1000 alla CHIESA CATTOLICA: “Chiedilo a suor Rosaria che a Foligno offre un pasto e un letto a chi ha perso lavoro e famiglia”. Per colpa dello STATO.

Per questo il REDDITO DI CITTADINANZA è importante: non per chi NON vuole lavorare che, secondo san Paolo, non deve neanche mangiare, ma per chi ha PERSO il lavoro o NON LO TROVA perché lo STATO a guida PD glielo ha RUBATO. Anche suor Rosaria, sono certo, approverebbe.

Chiedilo a ANTONIETTA, mia amica, che a 65 anni, per COLPA della Fornero, piena di acciacchi, è costretta a un duro “lavoro” per campare.

Chiedilo al mio amico NICOLA, 64 anni, che ha perso lavoro e famiglia e che, ancora senza pensione, è costretto a chiedere ospitalità a persone come suor Rosaria.

Chiedilo ai CAV che col Progetto Gemma (solo 300 euro al mese) dissuadono tante donne senza lavoro dall’abortire, quanti bambini si potrebbero salvare col Reddito di cittadinanza.

Chiedilo a loro se il REDDITO DI CITTADINANZA non gli concederebbe dei DIRITTI vitali per cui non sono costretti a ringraziare qualcuno.

 
 
 

Esperienze di vita

Post n°1085 pubblicato il 30 Aprile 2018 da sinaico

Le “esperienze” ansiosamente cercate e l’attivismo non fanno diventare straordinaria la vita di tutti i giorni ma, al contrario, diventano esse stesse un’ORDINARIA AMMINISTRAZIONE.

Forse esaltano i fanatici, poi però è tutta routine.

La Vergine Maria, in 30 anni di NASCONDIMENTO con Gesù a Nazaret, forse ha fatto poche esperienze straordinarie di suo Figlio. L’Incarnazione, il ritrovamento di Gesù al Tempio e qualcun’altra.

Ma Ella ha MEDITATO queste esperienze e le ha SERBATE nel proprio cuore. E’ per questo che le sue esperienze con Gesù hanno fatto diventare tutta la sua vita un’esperienza straordinaria, anche i momenti più ordinari.

 
 
 

Difesa della vita nascente e difesa dei migranti

Post n°1084 pubblicato il 24 Aprile 2018 da sinaico

 

Nell’Esortazione Apostolica “Gaudete et exultate” PAPA FRANCESCO evidenzia come non si possono contrapporre la difesa della VITA NASCENTE e l'ACCOGLIENZA dei migranti.

ESATTO! Questo principio, però, va integrato nella realtà in cui si vive. E la realtà italiana è caratterizzata dall'omertà vigliacca nei confronti della difesa della vita nascente a vantaggio di un'accoglienza molto più mediatica e retribuita.

Il problema, qui in Italia, non è quello di chi difende la vita ma non accoglie i migranti, perché TUTTI i volontari dei Centri di Aiuto alla Vita sono aperti ai migranti.

Il problema è quello di chi, col silenzio omertoso di una sgangherata CEI, accoglie i migranti (e con essi i contributi dello Stato) ma sono insensibili sul tema dell’aborto. E, anzi, magari lo favoriscono, come faceva don GALLO!

In Italia i migranti non muoiono perché senza cure, ma tanti ANZIANI sì. E i migranti non vengono condannati a morte dallo Stato, mentre tanti bambini non desiderati vengono abortiti.

 

 
 
 

Il Papa "manda" i mafiosi all'inferno

Post n°1083 pubblicato il 11 Aprile 2018 da sinaico

Il PAPA ha detto che, se non si convertono, i MAFIOSI vanno all’inferno.

Ma mica solo loro!

E in altra occasione ha detto che una cosa è commettere il peccato e una cosa è la CORRUZIONE, perché chi cade, se non si adagia nel male, si RIALZA, perché Dio, mentre la corruzione consiste nell’adagiarsi nel male.

Ma i corrotti non sono mica soltanto chi prende le mazzette! E’ corrotto chi vive in STATO di peccato mortale.
Certo, non si può giudicare nessuno, ciò nonostante mi viene da ridere quando qualcuno dice che, poiché sentiva continui sensi di colpa, allora ha deciso di non farci più caso e di vivere come gli pare.
Per San Paolo di sensi di colpa ce ne sono di 2 tipi: quello che fa rialzare chi è caduto, che è benedetto proprio perché non fa mai sentire “a posto” e manda dal CONFESSORE, e quello di chi si vuole sentire a posto e perciò smette di sperare e cercare il perdono di Dio.
Se non si ha il primo senso di colpa, si ha il secondo

 

Ci sono 2 tipi di CROCE: quella di Cristo che salva e quella dovuta al PECCATO, simboleggiata dalle croci dei due LADRONI (da cui ci si può convertire).

Se come il CIRENEO aiutiamo Gesù a portare la sua Croce, Gesù si fa carico della nostra croce, perché E’ LA STESSA.

Lo dice SAN PAOLO: “Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo”.

Questa è la nostra croce, che dobbiamo PRENDERE per seguire Gesù. Se l’AFFERRIAMO ci accorgiamo che Gesù ci fa da CIRENEO. Fare del bene per amore di Cristo, come faceva MADRE TERESA, fa sì che Cristo ci fa del bene. Egoismo? No, semplicemente logica dell’amore che vuole sempre il BENE senza soluzione di continuità. Dio è Amore ma è anche Onnipotente: egli è il SIGNORE e ci salva. Noi, solo, dobbiamo riconoscere Gesù come NOSTRO Signore

 
 
 

BUONISMO

Post n°1082 pubblicato il 06 Aprile 2018 da sinaico

Gesù ci descrive l’ANTICRISTO come uno che si spaccia per Cristo: fa prodigi e ha discepoli, ma inganna.

Sembra buono, ma non lo è affatto. In parole povere, è un BUONISTA. Cioè un FALSO buono. Ma nella FALSITA’ c’è un principio di perversione (come nella ricerca e nella solidarietà gratuita di chi non si fa maestro e non fa moralismo si manifesta, pur quando nell’errore, un principio di verità)

Faccio un esempio: i MAFIOSI non di rado hanno forti legami affettivi con i loro famigliari, ma nulla gli importa dei legami affettivi degli altri, che spesso spezzano per proprio tornaconto.

Il loro amore, perciò, è di tipo egoistico.

Oppure i volontari delle ong che sono favorevoli all’aborto o gli “alternativi” dei centri sociali che espropriano case a dei poveri (italiani) per darle ad altri poveri, ma si guardano bene da cedere la loro casa o di andare a occupare la villa di Arcore o quella degli Agnelli (la “prudenza” fa 90).

Quando le guerre vengono chiamate “missioni di pace” forse siamo arrivati alla fine del “pasto”.

 
 
 
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NON AVERE ALTRI DEI DI FRONTE A ME (DT 5,7)

Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te... chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi; nè chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio (Dt 11,9-13) 

 

Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che "svelino" l'avvenire. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza... (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2116).

 

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