Creato da sinaico il 08/05/2008

Rivotorto

fede e vita - natura e grazia

 

 

IDEOLOGIE

Post n°1130 pubblicato il 01 Giugno 2021 da sinaico

 

Se penso alle ingiustizie sociali nel mondo, capisco i comunisti (i proletari, non i fricchettoni).

Ma se penso alla salvezza delle anime, detesto il Comunismo più ancora del Nazismo, perché nel Nazismo il demonio si presenta con gli zoccoli e le corna, mentre nel Comunismo si presenta con le ali piumate, sperando di non essere riconosciuto.

 
 
 

Fascismo e Comunismo

Post n°1129 pubblicato il 05 Maggio 2021 da sinaico

Parlare di Fascismo non è come parlare di Comunismo, perché mentre l’ideologia comunista è quella ideata da Marx, con l’aggiunta o l’aggiustamento, a seconda dei tempi e dei luoghi, di qualche dettaglio (il fine del Comunismo non è mai cambiato), l’ideologia fascista si è sempre 0 evoluta, o involuta. Cioè è sempre cambiata.

Schematicamente possiamo considerare come tre Fascismi: quello iniziale, rivoluzionario e d’avanguardia, quello riformista e quello imperialista.

Il Fascismo iniziale, per certi aspetti era somigliante al Movimento 5 Stelle, nel senso che radunava personaggi di svariate tendenze e classi sociali, proletari e industriali, ebrei e cattolici, ecc.

Quel primo Fascismo non fu certo un movimento sorto dalla base cattolica, anche se dei cattolici vi aderirono, fu invece un Partito d’azione politica anche violenta, ma per comprenderlo occorre contestualizzarlo nel suo tempo, quello del Biennio Rosso, un biennio di cui la storiografia ufficiale parla poco ma che portò l’Italia, fomentata da criminali come Gramsci, a una vera e propria guerra civile, con occupazioni di fabbriche e di intere città e scontri a fuoco con numerosi morti.

Quando si parla di violenza fascista di quei tempi, che, sia chiaro, rimane ingiustificabile, occorre pensare a quella ben peggiore dei criminali comunisti e socialisti.

L’Italia fu ad un passo dalla rivoluzione bolscevica, anzi fu a un passo dal diventare leninista, ma, alla fine del 1920, anche se le violenze dei comunisti non cessarono, divenne chiaro che la rivoluzione era fallita.

Lenin disse che il motivo fu che i comunisti italiani erano all’acqua di rosa, e Gramsci di fatto concordava con lui, ma per Padre Pio, che offrì le sue sofferenze perché l’Italia non diventasse comunista, vi fu un l’intervento divino.

E’ vero che poco dopo prese il potere il Fascismo rivoluzionario, ma il primo fascismo, in realtà poco ideologizzato, seppe poi “scendere a patti” con la tradizione popolare italiana, in gran parte cattolica, tanto che, pochi anni dopo, il mangiapreti Mussolini trovò l’accordo con la Chiesa e furono firmati a Patti Lateranensi, di straordinaria importanza.

Il secondo Fascismo fu quello delle grandi riforme.

Aveva già in parte tradito le premesse del primo Fascismo, ma in compenso vi furono delle riforme per quei tempi straordinarie, che permisero all’Italia di diventare il paese leader del mondo quanto ai diritti dei lavoratori, alla previdenza medica, nel combattere la povertà e l’analfabetismo e nello sviluppo economico e sociale. Riforme che gli comportarono il discreto appoggio della Chiesa.

Il terzo Fascismo ebbe una forte svolta ideologica e nazionalista, tradendo il Fascismo precedente: Mussolini si comportò come un vero dittatore, tanto che quando il Gran Consiglio più tardi lo depose, tradì le sue decisioni, l’Italia iniziò la guerra in Etiopia, si alleò coi nazisti, promulgò le infami leggi razziali e partecipò alla Seconda Guertra Mondiale.

Questo terzo Fascismo, sebbene diverso dai primi due, storicamente non può esserne separato.

Pur essendo più un “Mussolinismo” che un Fascismo, la continuità storica dei suoi principali personaggi che passarono dal Fascismo iniziale a quello finale senza battere ciglio, non permette di separare le cose.

Non che non lo si possa fare in assoluto, ma occorre un linguaggio comune a tutti quando si parla di certi fenomeni, altrimenti si corre il rischio di non capirsi, e perciò il Fascismo è bene considerarlo come un fenomeno unico.

Quello che si può fare, però, è distinguere tra ideologia fascista, che essendo confluita nella discriminazione razziale e nella guerra, è assolutamente condannabile, e il sindacalismo e il riformismo Fascista, che a loro tempo furono all’avanguardia.

Per questo, se si vuole fare riferimento esclusivamente ad essi, è

meglio parlare di Falangismo, in quanto la Falange Spagnola, che riprese il corporativismo fascista, non seguì però mai il Fascismo nell’ideologia nazionalista, tanto che per il Falangismo, che sorge all’interno di una concezione cristiana del mondo, è inconcepibile parlare di razze, ma solo di popoli e nazioni, che vede come entità spirituali con una propria missione.

 
 
 

Cancel culture?

Post n°1128 pubblicato il 12 Aprile 2021 da sinaico

 

Perché il movimento “Cancel culture”?

Molto semplice: per ambire al mondo del dopo “Grande reset” che sia accettato da tutti, un mondo senza Dio e perciò senza speranza, un mondo dominato da privati “filantropi”, multinazionali e finanzieri (il sistema liberista è solo un mezzo per arrivare al nuovo sistema), è necessario detestare il mondo precedente.

Sia chiaro: ci sono mille ragioni per voler superare drasticamente il mondo del passato con tutti i suoi errori, ma tale desiderio di superamento è un’originale caratteristica propria proprio del mondo che si vuole cancellare, che si identifica essenzialmente con quello sorto dalla civiltà occidentale, con la sua idea di Dio e di ordine divino.

Non ci sarebbe il desiderio di superare gli errori della società del passato se la società del passato non ce l’avesse trasmesso.

Il mondo futuro prospettato ai giovani è talmente brutto che occorre confrontarlo non col mondo del passato, ma solo coi suoi errori, senza tenere conto delle sue speranze, dei suoi ideali, dei suoi fermenti di cambiamento, della sua enorme vitalità e, anche, dell’attaccamento alle proprie radici.

“Cancel culture”, in realtà, altro non è che un movimento MANOVRATO dalle multinazionali del “Grande reset” (ideato non dai complottisti, ma dai complottatori del Forum di Davos, vedere Wikipedia per credere) che serve non a cancellare le ingiustizie, ma Dio, il Giusto, dalla società e perfino dalla natura, per sostituirlo con altri dei e con un’altra “natura”.

Come Gesù cercò di convertire Gerusalemme, ma la città rispose solo in parte e la conseguenza fu la sua distruzione perché fu riconosciuto un altro messia al posto suo, cosicché al posto di un mondo governato dagli zeloti (il grande reset di allora), i cristiani furono lievito e inizio di un mondo nuovo, così oggi.

La Madonna ha parlato in tante apparizioni: Fatima, Kibeho, Akita, Amsterdam, Medjugorje…

Una parte dei cristiani ha recepito il messaggio di rinnovamento del Vangelo, ma non si può dire che le attese del Cielo siano state soddisfatte.

Non si può quantificare la conversione, ma dal numero dei fan del gender e dall’ostracismo verso l’istituzione della famiglia e verso l’istinto più profondo dell’uomo, che è quello della genitorialità, il mondo sembra messo male.

Per questo, dalle promesse della Madonna, il Cielo interverrà, non solo per correggere gli errori del passato, che hanno portato a concepire il Grande reset, ma anche per resettare i resettatori.

Il mondo sarà arato, ma sarà piantato anche un seme che porterà frutti di grazia nei cuori degli umili.

L’ideologia può avere mille ragioni, ma non la ragione. L’ideologia infatti “non ragiona”.

Finge di prendersi cura degli oppressi, ma lo fa solo in modo sentimentale, chiudendosi in realtà verso i bisogni più urgenti degli altri che non “sente” vicino (come i feti) e, anzi, usando gli altri per i propri scopi.

L’amore di Dio è altra cosa: Dio ama noi come FIGLI, ma se il mondo rifiuta i suoi figli, come può dire di amare la giustizia? Se ne serve e basta.

Il vero sentimento, la vera compassione, è quella che si manifesta universalmente, in quanto rispetta la giustizia oggettiva. Il sentimento che non la rispetta non è che non è vero, ma essendo parziale, manifesta anche un’esigenza di soddisfare l’egoismo, che non può andare d’accordo con l’altruismo.

Quello che poi avviene nel cuore umano lo sa Dio, ma l’irragionevolezza ideologica di per se ha lo scopo di falsificare la verità attraverso l’inganno.

L’ideologia può essere sconfitta solo dall’amore e dalla grazia di Dio.

Ma poiché Dio chiede la collaborazione dell’uomo, e perciò l’apertura del suo cuore alla grazia, spesso si vede costretto a permettere le prove che, per lo più, altro non sono che le conseguenze del fallimento delle ideologie non per convinzione spontanea, ma per “presa visione” e per esperienza di ciò che sono.

Le ideologie, crollando, spesso comportano macerie sociali enormi.

 
 
 

Sul Magistero pontificio

Post n°1127 pubblicato il 24 Marzo 2021 da sinaico

 

LAmoris laetitia, non contenendo chiare affermazioni in contrasto col Magistero dei Papi precedenti, va interpretata in continuità con esso, così come dice la Chiesa, cioè secondo il senso della dottrina tradizionale.


Di conseguenza, i divorziati risposati che si vogliono comunicare non lo possono fare se prima non si sono confessati dei loro eventuali rapporti intimi col proposito di non farlo più.


In questo caso non ci si può appellare alla presunta buona fede e alla legge della gradualità, perché anche i boss mafiosi potrebbero commissionare omicidi in buona fede e “appellarsi” poi alla legge della gradualità, ma chi non capisce che uccidere è peccato mortale, come può essere ritenuto pronto per ricevere la Comunione? E così chi non si rende nemmeno conto che il matrimonio, che è un Sacramento, è indissolubile, come può essere ritenuto pronto per ricevere la Comunione?


Per quanto riguarda invece il rito in cui la Pachamama è stata oggetto di culto e l’auspicio che le unioni tra omosessuali possano essere riconosciute dagli stati, come ammesso dal Papa, la questione è più complessa.


Innanzi tutto occorre premettere che, a quanto sembra, sulla possibilità di un eventuale Papa eretico la Chiesa non abbia una dottrina data come certa, per cui ci sono teologi di sicura dottrina cattolica che dicono una cosa e altri che ne dicono una diversa.

Per alcuni il Papa, come dottore privato può sbagliare, e può voler sbagliare, per altri no, non può sbagliare, né può voler sbagliare nemmeno come dottore privato (ma a questo punto se sbaglia chiaramente e in modo ripetuto e ostinato tanto da manifestare la volontà di sbagliare, non può essere il vero Papa).


In quest’ultimo caso, come dottore privato può esprimersi, riguardo la fede e la morale, avanzando ipotesi che potrebbero poi non essere confermate dalla dottrina ufficiale della Chiesa, ma non contraddicendo il Magistero precedente, in quanto ci sono dottrine ancora non ben definite, o da definire meglio, per cui il Papa può esprimere la sua opinione privata riguardo le ipotesi teologiche ammesse, senza che le sue parole non rappresentino una definizione di fede.


Così, benché il culto alla Pachamama possa ripugnare un’anima, il Papa può appellarsi al fatto che non lo considera una forma di culto ma, da parte sua, una sorta di dialogo, si può appellare all’antropologia, ecc.

I margini eventuali appaiono comunque piuttosto ristretti.


Allo stesso modo riguardo l’approvazione degli stati (non della Chiesa) delle coppie omosessuali: come gli stati, e perfino lo Stato della Chiesa, hanno accettato e tollerato i postriboli e le rappresentazioni teatrali con gli eunuchi al posto delle donne, così il Papa ha ipotizzato (e si è auspicato) la tutela delle coppie di omosessuali come tali, come fosse il male minore.

Anche questa sua ipotesi, perché così va considerata, appare con margini piuttosto stretti di sviluppo. Soprattutto oggi che non siamo al tempo dello Stato Pontificio e soprattutto considerando che l’omosessualità è una chiara manifestazione non naturale.


Queste le mie ipotesi se il Papa non può sbagliare nemmeno come dottore privato.

Un’altra cosa da chiarire sarebbe la coscienza del Papa riguardo al suo peccato mortale.

Non potendo sbagliare, se commette un chiaro peccato mortale se ne deve rendere conto, e se il popolo cristiano lo viene a sapere, se così stanno le cose, lo può giudicare, sempre però considerando che in quel momento potrebbe non essere stato nel pieno possesso delle sue facoltà.


Un margine di ingiudicabilità riguardo il culto permesso verso la Pachamama e la dichiarazione a favore delle coppie omosessuali come tali, ci può essere solo se le dottrine sull’idolatria e quello sugli stati in rapporto al male minore ammesso come legge positiva, abbiano margini per un coerente sviluppo in tal senso. Se è chiaro che sono in contrasto col Magistero precedente, allora sarebbe chiaro che il Papa, se in possesso delle sue facoltà, è in peccato mortale, a meno che, come dottore privato, non possa sbagliare, cosa che il Concilio Vaticano Primo, dogmatico, attraverso i limiti che mette all'infallibilità del Papa, pare non escludere.


Queste mie riflessioni non vogliono essere indiscutibili, ma solo fare il punto su alcune questioni che ho letto. Un punto che sono pronto a modificare secondo ragionevolezza e soprattutto secondo la dottrina ufficiale della Chiesa, che non potrà mai deviare dal senso del Magistero ufficiale precedente.

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Provocazione, polemica e discussione

Post n°1126 pubblicato il 06 Gennaio 2021 da sinaico

 

Una PROVOCAZIONE che non sia fine a se stessa serve a suscitare una reazione che può relativizzarne le affermazioni fatte per mettere meglio a fuoco la realtà attraverso più punti di vista. In tal senso è uno strumento di ricerca.

Per questo una benevola PROVOCAZIONE può favorire una sana POLEMICA e una DISCUSSIONE pacata nei toni, ma intellettualmente effervescente e vivace.

Basta presupporre negli altri la buona fede, riconoscere il diritto al dissenso e ascoltarne le ragioni.

Purtroppo, però, oggi che la fede vacilla e le ideologie si rafforzano, la polemica, invece di stimolare l’intelletto, favorisce gli istinti più gretti e trogloditi della parte limbica del nostro cervello.

Occorre prenderne atto.

 
 
 

Confronto e dibattito

Post n°1125 pubblicato il 05 Gennaio 2021 da sinaico


Una leggera e benevola PROVOCAZIONE (ad esempio su Facebook) favorisce una sana POLEMICA che si caratterizza in una DISCUSSIONE pacata nei toni, ma intellettualmente effervescente e vivace.

Basta presupporre negli altri la buona fede, riconoscere il diritto al dissenso e ascoltare le ragioni, specie quelle più apparentemente lontane ma ingegnose.

Anche qualora non cambiassimo opinione, alla nostra opinione si possono aggiungere tasselli che non la contrastano, ma la mettono a fuoco, e la “provocazione” ha proprio anche questa funzione.

Purtroppo però oggi, che la fede vacilla, le ideologie si rafforzano e la polemica, invece di stimolare l’intelletto spesso può interagire con gli istinti più gretti e trogloditi della parte limbica del nostro cervello.

Occorre prenderne atto, anche se a malincuore.

 
 
 

Importanza del sacrificio e dell'offerta nella fede cattolica

Post n°1124 pubblicato il 04 Gennaio 2021 da sinaico

 

Se alla fede si toglie ogni riferimento al sacrificio e all’offerta, le opere umane cominciano a prendere il posto della grazia divina come l’acqua che entra in una falla di una barca comincia a prendere il posto dell’aria.

Così, un po’ alla volta, l'incredulità tipica dell’ATTIVISMO assume le sembianze della fede, così come, nei fossili, i minerali hanno preso il posto dello scheletro dell'animale, anche se a volte lo riproducono fedelmente.

 
 
 

Erriri del Cammino Neocatecumenale

Post n°1123 pubblicato il 31 Dicembre 2020 da sinaico

 

Il Cammino, invece di PARTIRE dalla fede per poi "camminare" verso la meta della fede, cioè la visione di Dio, "cammina" per arrivare alla fede o, almeno, a quella che viene definita "fede matura" che, nel linguaggio CNC significa "fede vera" o "fede compiuta", come se a quella di "partenza" mancasse qualcosa.
Se così, il "camminare" nel Cammino per i camminanti conferisce come un CARATTERE, quasi fosse un Sacramento. Un'ERESIA.


Si può crescere nella fede, certo, ma la fede del Battesimo non può crescere perché è già completa.
Come con l'amore di Dio: si può crescere nel suo amore, ma l'amore di Dio è già pieno e dire che ha bisogno di diventare "maturo" è come dire che gli manca qualcosa.
Ma aggiungere qualcosa all'amore di Dio, che è infinito e trascendente, significa diminuirlo.
Significa scambiarlo con un altro amore, naturale e corrotto.


Di conseguenza se il Cammino pretende di completare la Chiesa, in realtà si manifesta come una "chiesa" umana e corrotta (estremizzo i concetti, ma la logica è quella).
E' la stessa logica dei MODERNISTI, che non accettano che la realtà, e a maggior ragione la Realtà della fede, sia SEMPLICE, anche se a noi che viviamo nel tempo e nello spazio si manifesta come complessa.
Anche essi, invece di PARTIRE dalla fede per trattare la complessità della realtà e della società, partono da quest'ultima.


Ma partire dalla società (come partire dal Cammino) per arrivare alla fede è partire dalla natura e dalla natura non si arriva alla fede soprannaturale: non solo perché da una visione parziale è difficile tornare alla semplicità, ma soprattutto perché la realtà della fede è trascendente.
Solo a PARTIRE dalla "verità tutta intera" della fede si può ordinare correttamente la complessità, e si può sì "camminare" nella fede, ma secondo l'ordine della Chiesa, non quello di Kiko.

In tal caso il “parziale” non si considera come un assoluto, ma come ricerca dell’assoluto, che, illuminato dall’assoluto, aiuta a comprenderlo e interiorizzarlo meglio.

Un po’ come avviene anche nella ricerca scientifica fatta coi giusti criteri.


Per questo la religione naturale non è quella delle vecchiette che dicono il "semplice" Rosario, come credono i camminanti, ma, semmai, è proprio la loro, quella dei camminanti.

 
 
 

Intelligenza

Post n°1122 pubblicato il 22 Ottobre 2020 da sinaico

Dio crea ognuno con la sua intelligenza, che ha sede nell’anima.

Intelligenza originale e irripetibile per ognuno.

L’intelligenza è una dote dell’anima e un giorno sarà tanto grande in proporzione alla santità di ognuno.

Ma, più o meno grande che sia, ogni intelligenza sarà unica e perciò ognuno, in tal senso, sarà un “genio”.

Il cervello non è l’intelligenza, ma uno strumento che si “interfaccia” con l’intelligenza.

E’ una “macchina” stupefacente che non dipende tanto dal DNA della persona (se non, forse, solo in minima parte), tanto è complesso, plasmabile, “vivo”… Basti pensare che ogni neurone potrebbe teoricamente avere di per se un DNA diverso da quello di tutti gli altri neuroni.

Ogni cervello, perciò, basta e avanza per capire tutto quello di cui necessitiamo e molto, molto di più.

Ma il fatto è che è particolarmente sensibile alla corruzione dovuta dal peccato originale (e attuale).

Se la semplice bellezza delle forme del corpo può essere, in chi più e in chi meno, a seconda dei casi, legata alla corruzione della natura umana dovuta al peccato, quanto più un organo quanto il cervello?

E’ vero, la funzionalità del cervello dipende dall’età, dall’allenamento, da quando si è iniziati a stimolarlo, perfino dall’affetto ricevuto soprattutto al tempo dell’infanzia e da un’infinità di altri condizionamenti. Ma il peccato, in chi più e in chi meno, lo ha come “danneggiato”. E la grazia potrebbe in certo modo “ripararlo”.

 
 
 

Dubbi

Post n°1121 pubblicato il 28 Agosto 2020 da sinaico

Per Norberto BOBBIO: “Il compito degli uomini di cultura è più che mai quello di seminare dubbi”.

Se preso nel senso opposto a quello che probabilmente intendeva, questo concetto è esatto.

I dubbi (ragionevoli), infatti, se non riguardano la fede, che è verità RIVELATA, non negano la verità, ma manifestano il limite e la ricerca dell’uomo.

Per formulare un dubbio occorre fare leva su principi logici che, come i principi SOPRANNATURALI della fede, non ammettono dubbi, tanto che se un dubbio contenesse delle contraddizioni nella sua formulazione concettuale, non è un vero dubbio e, perciò, avrebbe alcun valore.

Né dubbio, né non-dubbio: siamo nell’assurdo.

I dubbi perciò, al di fuori della fede e delle evidenze della ragione (come il principio di causa-effetto), sono utili proprio per progredire nella verità, come dimostra la moviola in campo: l’arbitro che non ha mai dubbi commette più errori di chi ricorre al VAR e questo perché il VAR serve a RISOLVERE i dubbi.

Un dubbio che non tende ad essere superato non è un dubbio, ma tende a combattere la verità. E’ relativismo.

Di fatto i relativisti si nascondono dietro i dubbi. E di fatto i seminatori di dubbi per professione sono, magari solo inconsciamente, nemici della verità: sia quella soprannaturale (fede), sia quella naturale, il cui ordine è conforme alla volontà di Dio.

Mettono in dubbio i principi della fede e quelli della ragione (che non si contraddicono), non solo partendo da presupposti sbagliati, ma cercando di argomentare logicamente: voglio contraddire le fede e la logica attraverso la logica!

 
 
 

Padre Pio e il Concilio Vaticano II

Post n°1120 pubblicato il 11 Luglio 2020 da sinaico

Padre Carmelo da Sessano, chefu amico di Padre Pio, testimonia come il santo di Pietrelcina non fosse affatto contro il Concilio Vaticano II, come certuni si sforzano a dire pur in assenza di dichiarazioni esplicite, ma era solo preoccupato delle riforme che poi si sarebbero potute prendere.

Gli unici appigli degli anticonciliaristi è che Padre Pio CHIESE il PERMESSO, che ottenne, di continuare a celebrare la Messa tridentina, dato che la Messa lo coinvolgeva anche emotivamente ed era molto “affezionato” a quella forma, e che a un certo punto il Concilio andava fermato.

Episodio, quest’ultimo, confermato anche da Padre Eusebio Notte, chef u suo assistente per 5 anni.

Padre Eusebio ha scritto di essere stato testimone diretto della risposta di Padre Pio a un inviato di Papa Paolo VI, e cioè che quello che doveva dire il Concilio lo aveva ormai detto e che, perciò, era or ache si chiudesse.

Infine poco prima di morire Padre Pio scrisse una lettera a Papa Paolo VI dicendogli che aveva guidato magistralmente la Chiesa.

 
 
 

Ipotesi su Rahner

Post n°1119 pubblicato il 24 Maggio 2020 da sinaico

Forse l’errore originario di RAHNER non è stato tanto quello di volersi confrontare con l’uomo concreto, ma quello di non considerare che in PRINCIPIO l’uomo concreto era perfetto e senza peccato, cioè VERO (è la verità che realizza la REALTA’), e che fin dal PRINCIPIO Dio ha voluto la natura umana unita alla GRAZIA, che non è propria della natura, ma è una concessione di Dio, di cui l’uomo non ha di per se diritto. Per cui, se pure si può parlare di teologia “dal basso”, lo si può fare solo in senso relativo, perché in senso stretto la teologia deve parte dall’alto.

Se non vi fossero gli assoluti morali, come tanti modernisti postulano, i progenitori non avrebbero commesso il peccato originale.

E se è vero che la Redenzione è per tutti, e perciò che la grazia travalica i confini visibili della Chiesa, è anche vero che la via ordinaria della salvezza consiste nella fede e nei Sacramenti, che il modernismo normalizza e addomestica, riducendo la sconvolgente portata della misericordia di Dio.

La grazia infatti non è connaturata all’uomo, ma è un dono di Dio che richiede assenso, mentre per i modernisti la grazia, appartenendo di diritto all’uomo, è più apparente che potente, non impegna e l’inferno o non esiste o, alla fine, rimarrà vuoto (ma allora anche la salvezza come la intende Gesù è compromessa).

Le parole universalistiche di Gesù: “Chi non è contro di voi, è per voi”, non annullano l’altra sua affermazione: “Chi non è con me, è contro di me”: la grazia è offerta a tutti, ma richiede una decisione rispetto a Cristo e, anche, ai suoi Comandamenti.

Di conseguenza, gli assoluti morali non solo esistono, ma obbligano.

Il fatto che l’uomo può, in coscienza, non conoscerli tutti, non significa che non ne sia interpellato e, per come può, che non sia chiamato a CONVERSIONE, sia del cuore, sia delle abitudini.

E se i Sacramenti possono essere suppliti, attraverso al Chiesa, dal desiderio anche implicito, il desiderio, anche implicito, comporta CONVERSIONE, in modo che, se si conoscesse la fede della Chiesa, si farebbe di tutto per seguirne le esigenze.

Infatti, se il Battesimo consiste in un passaggio dal peccato alla grazia che impegna l’uomo a seguire la verità, a modo suo impegna anche il Battesimo di desiderio implicito.

Potremmo dire che, in modo solo analogo, la Comunione al Corpo di Cristo, necessaria alla salvezza (“Chi non mangia il mio corpo e non beve il mio sangue non avrà la vita” dice Gesù) sta al Battesimo, come il Battesimo sta al Battesimo di desiderio. Supplet Ecclesia, supplisce la Chiesa.

Ma questo non esclude una decisione in rapporto alla vita eterna, che è un dono e una grazia.

 
 
 

Equilibrio

Post n°1118 pubblicato il 29 Aprile 2020 da sinaico

L’equilibrio e la saggezza si possono trovare solo in Dio attraverso Gesù, perché fin dall’inizio Dio ha concepito la natura umana creata unita alla natura divina increata tramite la grazia soprannaturale, e ha concepito l’incarnazione del Figlio.

Perciò, se pure nell’uomo esiste un equilibrio naturale, di fatto non si trova mai da solo allo stato puro, ma, in qualche modo, si trova solo come “lega” con la grazia, magari solo come grazia di stato o attuale.

Senza la grazia l’uomo si disgrega e l’umanità si perde, a cominciare dall’anima per poi affiorare nella stessa società.

Infatti l’equilibrio dovuto alla grazia non si raggiunge attraverso una mediazione col mondo, ma portando radicalmente alle estreme conseguenze le esigenze della virtù soprannaturale della FEDE.

 
 
 

Destra e sinistra

Post n°1117 pubblicato il 27 Aprile 2020 da sinaico

 

Riguardo al concetto di “destra” e “sinistra” molti hanno le idee confuse, anche perché sono termini che si usano nei modi più diversi e perciò si rischia di usare linguaggi diversi.

Occorre perciò mettersi d’accordo sul tipo di linguaggio che si vuole usare.

Così se, ad esempio, si vuole parlare di un dato fenomeno politico, sarebbe bene non ricorrere a termini come “destra” o “sinistra” per cercare di identificarlo. Se si vuole parlare, ad esempio, di Fascismo, si parli di Fascismo e se si vuole trattare di Comunismo sovietico, si parli di quello.

Se invece si vuole generalizzare e dividere in categorie, allora si deve tenere conto delle principali caratteristiche che, in genere, accomunano certe correnti politiche.

Ad esempio, per quanto riguarda la “destra”, si può constatare che storicamente è caratterizzata da una forte identità nazionale, che non di rado sfocia nel nazionalismo, mentre la sinistra si contraddistingue dal “laicismo”, che non di rado si caratterizza per l’ostilità verso le religioni e la Chiesa cattolica in particolare.

Se invece si vuole usare tali termini impropriamente, per distinguere e separare i “buoni” dai “cattivi”, occorre tener conto che tale linguaggio può essere usato in modo ambivalente ed equivalente sia in uno schieramento che dall’altro: se per la sinistra il male assoluto sta a destra (o nel fascismo), per la destra il male assoluto sta nella sinistra (o nel comunismo).

Oppure si può parlare di “destra” e “sinistra” in modo da ridurre i termini al significato che rappresentano CONCRETAMENTE al qui ed ora, cioè a quello che le realtà politiche dicono di essere e di rappresentare, e a quello che vengono generalmente detto che sono, con un linguaggio che, però, non vale per il passato (se non vagamente e in piccola parte).

La differenza tra destra e sinistra oggi la fanno, grosso modo, le politiche sull’immigrazionismo compulsivo, sulla sicurezza, sull’identità popolare e sullo sfascio morale soprattutto per quanto riguarda la famiglia e l’ideologia gender, disvalori tipici della sinistra attuale.

 

 
 
 

Attivismo e spiritualità

Post n°1116 pubblicato il 27 Aprile 2020 da sinaico

Se la Chiesa tornerà a occuparsi dello spirito e non della politica, dell’anima e non dell’ambiente (se non in modo secondario e come conseguenza del messaggio evangelico), in realtà opererà a favore della politica e dell’ambiente molto più dei politici e degli ambientalisti, perché la novità cristiana è identificabile con la grazia soprannaturale, che non viene dall’ambiente esterno, ma da Dio stesso, e si stabilisce nell’anima.

Se cambia il cuore dell’uomo, cambierà anche la società e l’ambiente. Necessariamente.

Il problema di una Chiesa politica più che spirituale è la mancanza di FEDE: “Quando verrò troverò la fede sulla terra?”, disse Gesù.

La prova? La Chiesa parla solo di problemi sociali e le differenze e le ingiustizie aumentano. Parla solo di ambiente e inquinamento e ingiustizie aumentano. Forse se parlasse soprattutto di peccato e di conversione le cose cambierebbero.

Se pure una volta, in cui tutta la società era cristiana e i ricchi sedevano a Messa in prima fila, occorreva ricordare spesso che non si ama Dio se non si aiutano concretamente i poveri, cosa che i santi facevano senza riguardi e spesso con durezza ben prima dei molli e crapuloni catto progressisti, oggi, in cui tutto si traduce in attivismo, insistere sul sociale a discapito della morale è come parlare del valore del digiuno a chi è anoressico, senza spiegare che nel suo caso il digiuno consiste nel mangiare.

E’ come sgassare per far partire la macchina che non si muove perché una perdita del radiatore l’ha privata dell’acqua: non si fa altro che fondere la testata.

 
 
 

Fascismo vs Comunismo

Post n°1115 pubblicato il 22 Aprile 2020 da sinaico

Il Fascismo è finito 75 anni fa e se ne parla ancora (mentre del Comunismo non si parla più).

Ma la società fascista (fino al cambio di passo imperialista del 1935 in cui il Fascismo, che poco prima aveva promosso il disarmo mondiale, cominciò a identificarsi non più come un partito popolare guidato dal Gran Consiglio, ma con Mussolini) può essere paragonata solo con le altre società degli anni ‘20 e ‘30 e perciò con quella dell’URSS dello stesso periodo.

Io il paragone lo faccio attraverso le vite dei miei nonni: un fascista della prima ora, sua moglie figlia di un socialista, un nonno di famiglia cattolica e la moglie figlia di un aderente al Partito Popolare di don Sturzo e De Gasperi, che rifiutò sempre la tessera del Partito Nazionale Fascista.

Ebbene, finito il Fascismo i miei nonni erano tutti vivi: non solo il fascista (perché nel frattempo il potere lo aveva preso la DC), ma anche i parenti socialisti (di cui solo uno finì per un periodo confinato a Ponza, ma tornò in perfetta salute), ma anche i cattolici. Compreso il mio bisnonno del Partito Popolare.

Se fossero vissuti nell’URSS? Almeno 3 su 4 sarebbero periti nei gulag. Dico almeno, perché forse anche il socialista non ce l’avrebbe fatta. Non dimentichiamo, infatti, che Stalin fu il più grande massacratore di socialisti della storia.

 
 
 

Razzismo conseguenza del materialismo ateo

Post n°1114 pubblicato il 22 Aprile 2020 da sinaico

Il razzismo moderno non sarebbe esistito senza il Marxismo, di cui ne è una conseguenza: una delle tante che ci sono state e ci sarebbero potute essere.

Il motivo è semplice: è il materialismo, che è il fulcro della dottrina marxista.

Il materiaslismo reduce l’uomo a pura materia, privandolo perciò di una dignità trascendente, che rende sacra e inviolabile la vita umana.

Ma se l’uomo non ha più nulla di sacro, si può “usare” a piacimento e si possono costituire le più svariate dottrine che strumentalizzano e usano la vita umana secondo il proprio tornaconto.

 
 
 

Guarigioni

Post n°1113 pubblicato il 10 Aprile 2020 da sinaico

Don Serafino Falvo, nel suo libro Il risveglio dei carismi (Edizioni Paoline, 1975), trattando del carisma delle guarigioni, fa notare come nel Vangelo non viene mai riportato un caso in cui Gesù disse a un malato di accettare la sua malattia, mentre vengono riportate solo di guarigioni avvenute e mai di una guarigione esplicitamente richiesta per un’esplicita infermità, rifiutata.

Gesù nel Vangelo non dice mai di dare Gloria a Dio tendosi la propria malattia, ma dà Gloria al Padre attraverso le guarigioni che opera.

Le croci che dobbiamo portare, continua don Serafino, non sono le malattie, ma le conseguenze dell’amore, cioè le persecuzioni e le fatiche e le prove dell’evangelizzazione e della testimonianza.

Gesù inoltre non ha chiesto espiazioni corporali, ma ha chiesto il digiuno.

Dio non vuole le malattie come non vuole il male, ma a volte le TOLLERA, così come a volte tollera il male.

Note. C’è da dire che non si può comunque escludere che Gesù possa aver rifiutato qualche guarigione, magari a chi glielo chiedeva senza fede o per sfida. In ogni caso se il Vangelo parla solo di guarigioni avvenute, un motivo ci sarà.

Non si può escludere che il tempo messianico in tal senso sia stato un tempo speciale, ma non si può assolutamente negare che Gesù ha dato ai discepoli di tutti I tempi il suo potere e il suo commando di guarire nel suo Nome.

Se le malattie possono configurarsi come croci, occorre però combatterle, come occorre combattere il peccato. E’ Gesù che ha detto di guarire, così come ha detto di portare il suo perdono e perciò di guarire la malattia più grave, quella dell’anima.

Le malattie, del resto, possono stimolare ad aprirsi a Dio, se non si è aperti, e ad aprirsi di più.

Le espiazioni corporali (con equilibrio) possono essere vissute come partecipazione alle sofferenze di Cristo, come il doni mistici delle stimmate dimostrano. Ma se Gesù nel Vangelo non le ha richieste, ha un suo significato.

C’è anche da considerare che la vecchiaia di fatto si configura come una specie di malattia e che la morte, che Francesco di Assisi chiama sorella, in genere avviene attraverso una malattia o infermità.

Padre Serafino non nega certo che le malattie, finché ci sono, sono usate da Dio per farci crescere, né tanto meno nega che a volte Dio chiede espressamente ad alcune anime di accettare le malattie, né nega che il DOLORE dovuto alle malattie ci uniscono alle sofferenze di Cristo (Col 1,24).

Ma le malattie di per se non sono un bene.

Dio vuole la felicità e il bene di TUTTO l’uomo, a cominciare dall’anima, ma senza escludere il corpo.

Gesù ha dato la facoltà e ha comandato di guarire.

Gesù guarisce il corpo attraverso la medicina, direttamente e attraverso I Sacramenti.

Note. A fare da impedimento, però, c’è il peccato, sia quello originale, la cui influenza non si può però del tutto eliminare, sia quello attuale, che incide enormemente dell’originale di più riguardo alle mancate guarigioni.

Sul peccato attuale possiamo intervenire convertendoci, ma le guarigioni dipendono anche dall’amore e dalla fede. Fede di chi prega, fede del malato, fede della Chiesa, che ha anche il potere di supplire le mancanze dei credenti.

Dipendono dalla fede abito, ma anche dall’atto di fede, dalla fiducia, dall’intercessione, dalla provvidenza, dai tempi, dale opportunità, ecc. Ma tutto è ordinate all’amore, per cui è soprattutto nella santità che risplende.

Nel peccato i carismi sono limitati e, anche, tendondono a corrompersi, fino a essere sostituiti da falsi carismi.

Le guarigioni in genere vanno richieste.

Come nella vita umana la natura e la grazia non si oppongono, ma si intrecciano, così la vita ordinaria e quella straordinaria.

La straordinarietà non annulla l’ordinarietà sia a livello naturale che soprannaturale, ma la presuppone, così come la grazia non annulla la natura ma la presuppone.

La grazia regge la natura e agisce nella natura in modo soprannaturale attraverso la fede e la carità. Agisce sia in modo ordinario, invisibile ma che può essere manifesto, e agisce in modo straordinario.

I carismi nella vita di fede sono una manifestazione straordinaria nella vita ordinaria dei cristiani. Sono come una ordinarietà straordinaria, ma sono comunque meno importanti della straordinarietà dell’ordinarietà.

Dipendono, come visto, dalla fede e dall’amore.

Ogni guarigione richiede necessariamente un impegno maggiore nell’amore, e perciò per la santità. Occorre un impegno a cambiare, soprattutto nel cuore.

Guarigione e conversione sono legate e qui sta, forse, la più grande “difficoltà” che incontra lo Spirito Santo.

 
 
 

Ignoranza, pregiudizio e ipocrisia

Post n°1112 pubblicato il 07 Aprile 2020 da sinaico

Si dice che l’ignoranza fomenta il pregiudizio che fomenta l’ipocrisia. Principio giusto, ma che forse nel Medio Evo c’era più ipocrisia di oggi? No di certo! Era solo più ignorante, nel senso di più primitivo.

Nel Medio Evo c’era certamente pregiudizio e ipocrisia, ma non era un’epoca buia, ma ricca di luce, luce della fede e luce della ragione.

Per cui, pur con le contraddizioni e i limiti della societa, nel Medio Evo si è sviluppata, attraverso la ricerca della verità, una cultura cristiana che ha fatto come da pedagogo allo sviluppo del pensiero fino ad oggi.

E la società del secolo scorso era più ipocrita dell’attuale?

No, era solo più ignorante: la sua ipocrisia era dovuta più all’ignoranza, magari anche a una certa chiusura, che a principi morali fondamentali sbagliati.

Oggi l’ipocrisia è maggiore, perché non si basa su interpretazioni e applicazioni sbagliate di principi giusti, ma su principi sbagliati. Oggi spesso il male si chiama bene, e il bene male.

 
 
 

La paura dei poveri

Post n°1111 pubblicato il 07 Aprile 2020 da sinaico

La PAURA genera il RAZZISMO? Dipende.

La paura, piuttosto, favorisce un ambiente favorevole all’INTOLLERANZA.

Ma un dato colpisce: i più soggetti alla paura sono i POVERI, mentre i ricchi di paure ne hanno molte di meno.

Che i poveri siano una “razza” degenere? O che i ricchi siano buoni in quanto ricchi?

Sarebbe una forma di razzismo, un vero contro Vangelo.

La prova? Si aumentino le pensioni minime, le pensionidi invalidità, gli stipend degli operai leghisti e il reddito di cittadinanza di 1000 euro per ogni centomila migranti senza lavoro che sbarcano, e vedrete che questi poveri si mostreranno più accoglienti del Papa!

Il fatto è che l’intolleranza dei poveri, più che manifestare il razzismo (certo, poi ognuno ci mette del suo e il razzista ci mette il razzismo), manifesta l’INGIUSTIZIA della società.

Una società governata a livello mondiale dal Liberismo, sia quello di sinistra, che è il peggiore, sia quello della destra liberale, come quella di Salvini e Trump, che è non certo buona, ma la meno peggio. Almeno non è genderista.

 
 
 
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NON AVERE ALTRI DEI DI FRONTE A ME (DT 5,7)

Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te... chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi; nè chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio (Dt 11,9-13) 

 

Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che "svelino" l'avvenire. La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza... (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2116).

 

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