TERRA

hai un sangue, un respiro. Vivi su questa terra. Ne conosci i sapori, le stagioni, i risvegli, hai giocato nel sole....sei radice feroce, sei la terra che aspetta (Pavese)

 

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il mio Natale

Post n°372 pubblicato il 11 Dicembre 2011 da unlumedaunnume

"Nello scasso profondo dei nuclei familiari Natale arriva come un faro sui cocci e fa brillare i frantumi. Si aggiungono intorno alla tavola apparecchiata sedie vuote da tempo. Per una volta all’anno, come per i defunti, si va in visita al cerchio spezzato.Natale è l’ultima festa che costringe ai conti. Non quelli degli acquisti a strascico, fino a espiare la tredicesima, fino a indebitarsi. Altri conti e con deficit maggiori si presentano puntuali e insolvibili. I solitari scontano l’esclusione dalle tavole e si danno alla fuga di un viaggio se possono permetterselo, o si danno al più rischioso orgoglio d’infischiarsene.Ma la celebrazione non dà tregua: vetrine, addobbi, la persecuzione della pubblicità da novembre a febbraio preme a gomitate nelle costole degli sparpagliati. Natale è atto di accusa. Perfino Capodanno è meno perentorio, con la sua liturgia di accatastati intorno a un orologio con il bicchiere in mano. Natale incalza a fondo i disertori.Ma è giorno di nascita di chi? Del suo contrario, spedito a dire e a lasciare detto, a chi per ascoltarlo si azzittiva. Dovrebbe essere festa del silenzio, di chi tende l’orecchio e scruta con speranza dentro il buio. Converge non sopra i palazzi e i centri commerciali, ma sopra una baracca, la cometa. Porta la buona notizia che rallegra i modesti e angoscia i re.La notizia si è fatta largo dentro il corpo di una ragazza di Israele, incinta fuorilegge, partoriente dove non c’è tetto, salvata dal mistero di amore del marito che l’ha difesa, gravida non di lui. Niente di questa festa deve lusingare i benpensanti. Meglio dimenticare le circostanze e tenersi l’occasione commerciale. Non è di buon esempio la sacra famiglia: scandalo il figlio della vergine, presto saranno in fuga, latitanti per le forze dell’ordine di allora.Lì dentro la baracca, che oggi sgombererebbero le ruspe, lontano dalla casa e dai parenti a Nazareth, si annuncia festa per chi non ha un uovo da sbattere in due. Per chi è finito solo, per il viandante, per la svestita sul viale d’inverno, per chi è stato messo alla porta e licenziato, per chi non ha di che pagarsi il tetto, per i malcapitati è proclamata festa. Natale con i tuoi: buon per te se ne hai. Ma non è vero che si celebra l’agio familiare. Natale è lo sbaraglio di un cucciolo di redentore privo pure di una coperta. Chi è in affanno, steso in una corsia, dietro un filo spinato, chi è sparigliato, sia stanotte lieto. È di lui, del suo ingombro che si celebra l’avvento.È contro di lui che si alza il ponte levatoio del castello famiglia, che, crollato all’interno, mostra ancora da fuori le fortificazioni di Natale."Erri De Luca, 16/11/2009

 
 
 

brutto incontro (con un lato di me che non mi piace)

Post n°371 pubblicato il 27 Novembre 2011 da unlumedaunnume
 

Una sera mia madre ha diviso la stanza in ospedale con una rom… ho faticato ad abituarmi all’idea..

Avevo in tasca due soldi, li avevo lasciati nel giaccone appoggiato alla sedia quando l’infermiera mi ha invitato ad uscire. Tempestivamente l’ho fatto, senza prendere niente. E’ entrata con una signora dal pigiama pesantissimo sopra un altro pigiama sporco,  una lunga treccia di capelli neri, orecchini e anelli vistosi, molti telefonini. L’aspetto sporco e trascurato non mi aiutava. Anche l’odore forte e sconosciuto .   C’era un uomo e un ragazzo e una ragazzina bruna  sorridente.  La signora mugolava e i ragazzi ridacchiavano. I ragazzi avevano uno sguardo accogliente, l’uomo no. Pensavo che dovevo passare la notte lì se loro restavano, quasi per fare la guardia a mamma. Quando l’infermiera è uscita la porta si è subito richiusa. Ho aspettato fuori, nessuno usciva più… pensavo a mia madre che vedendoli entrare aveva spalancato due occhi , quasi spaventati,  al mio giaccone coi soldi ritirati la mattina per sbarcare il lunario in questa difficile fine del mese,  al telefonino, alla borsa coi libri e i documenti. Intanto pensavo a quello che avrei dovuto fare… restare con mamma la notte per non farla spaventare? Ma spaventare di che? Non si rende conto di niente, di che doveva spaventarsi? Eppoi se uno si ricovera è perché sta male. Mi sento il fiato di Calderoli sul collo. Dividere il bagno con degli sconosciuti così, la stanza.... Esce il ragazzo e gli chiedo se posso rientrare. Mi dice “ si, entra, scusa”. Ecco, so che parla e capisce l’Italiano. Mamma è tranquilla, mi sussurra che è bella quella ragazzina con gli occhi nerineri. Richiudono la porta. Siamo  tutti lì, in una cameretta con due letti.  Dentro c’è aria pesante, l’odore della paura di lei e della mia… lei non parla l’italiano, i ragazzi ridacchiano per il suo lamento perché sanno che lei è impressionata da mia madre, perché è vecchia…. Sorrido anche io. Chiedo se possiamo aprire la porta, siamo in tanti lì dentro. Il ragazzo sorride e dice si, si alza e apre. Continua a sorridere, sono certa che ha capito che ho paura di stare lì da sola con quattro stranieri. L’uomo mi chiede se passerò la notte in ospedale, io dico che ancora non so. A un certo punto si accorge di due porte in camera e mi chiede meravigliato se ci sono due bagni. No, una porta ci mette in comunicazione con un’altra stanza  i cui occupanti usufruiscono dello stesso bagno. Sorridiamo del fraintendimento ottimista. Mamma vuole parlare con la signora che non parla e non capisce l’italiano. Ridiamo ancora.  Frugo in tasca, mi sono ricordata dei soldi… è tutto a posto. Che cattiva sono stata. Portano da mangiare a mia madre, alla signora niente. Il ragazzo dà una cioccolata alla ragazzina, la donna piagnucola perché ne ha voglia anche lei. Non può, ha il diabete… Si alza va in bagno a porta aperta. La ragazza mi guarda preoccupata, io fingo di non essermi accorta. Esco. La sera prima ho trovato una donna del mio paese, la rivedo, le chiedo dello zio che assiste… Passano i tre e mi salutano: “Ciao noi andiamo via, ci vediamo domani, buona notte” . La donna sorride della loro cordialità, ne sorrido anche io, sembrano miei vecchi amici.... ormai mi sono rasserenata  anche io…

 Brutto incontro, il mio, con la mia paura dello straniero.

 
 
 

leggerezza

Post n°370 pubblicato il 13 Novembre 2011 da unlumedaunnume

Oggi mi va così! Voglio dare una notizia: ho perso 14 kg!!! Non che li abbia persi casualmente, per strada, così; ho lavorato per togliere 14 kg. Ero arrivata a 85, temevo di fare la fine del porco in gennaio, avevo un ginocchio pieno di liquido (il ginocchio vorrebbe una protesi, ma io vorrei aspettare), l'affanno e un guardaroba che ogni volta diventava più stretto e pieno di cose che non entravano più. Il problema più grande era il ginocchio, il chirurgo ha detto tagliamo, il mio medico ha detto: devi dimagrire! Mi è piaciuto di più il mio medico, anche sei ho dovuto ricordagli che da sola non ce l'ho mai fatta (spesso sono scesa di due etti, che ho quadruplicato immediatamente dopo). Nella testa mi vedevo il nutrizionista (adesso fa tanto effetto dire così) difficile da raggiungere, carissimo, severo..... ma il mio medico mi ha letto nel pensiero:"Non complicarti la vita: vai all'ospedale e chiedi se il loro dietologo visita anche gli esterni"

Detto fatto: ad aprile vado, il dietologo non è secco allampanato, è in cinquantenne in buona salute, all'apparenza è uno che sa che cosa vuol dire mangiare (a un certo punto non esita a pizzicarsi il fianco cicciottello dicendo: questo è il più difficle da togliere!.... l'ho guardato con gli occhi a cuore!!!), si capisce perchè quando gli spiego che effetto mi fa mangiare la voce illanguidisce e dice: "e che non lo so?! E' il dietologo dei miei sogni. Mi fa tutto un discorso su ciò che farà, dove agirà, come...... preciso che me ne infischio della prova costume e quindi possiamo prendercela comoda.... mi fa la prova delle intolleranze e...... sono intollerante allo zucchero ( lo metto in guardia: sono satura di zucchero, intollerante di conseguenza) me lo toglie del tutto, ma mangio un sacco di altre cose.... Scendo lentamente, molto lentamente.... sgarro, non sullo zucchero, e mi giustifico: mica mi fa l'ecografia!! Due kg, due kg al mese circa, lo chiamo e lui al telefono: Carisssssimaaaaa..... come va? - Bene , pare l'affettatrice - Non mi prendere in giroooo!

Nzomma novembre - 14 kg!! Chi lo avrebbe mai detto?! Avevo comprato un cappottino due anni fa, mi piaceva, costava poco, mi dicevo: ce la farò.... ma dopo due anni era lì col cartellino. Adesso lo porto e ci ballo dentro, mi entrano le braccia (le mie braccia parevano le braccia di Vulcano bonanima! i miei zii quando tornavano da Roma, nel salutarmi mi ci suonavano delle pacche sonore, con mio grande imbarazzo:((  )

Qualche giorno fa sono tornata alla visita e ho confessato che nell'ultimo periodo ho mangiato anche la mia inoccupazione e per mandarla giù ho rincarato le dosi: pasta 100 gr invece di 60 (l'amo, perchè mi ha detto: beh, che gli fa?!), eppoi col pesto alla rucola (bbbbono, ma che lo sai fa???) e una domenica sera un pacchetto intero di moreske, quelle caramelle fatte di caramello e nocciole ricoperte di cioccolato (ma dove le hai trovate??? me le portava mio padre dall'osteria!! procuramele! ) Ecco questa è l'ode al mio dietologo, così devono essere! fragile carne, goderecci, mangioni...

Ma mi ha dato due settimane ancora di rigore e io sono caduta nel vasetto dei sottaceti appena fatti (stabuoni!!!) e nel sacchetto delle caramelle! E domani ho una supplenza, chissà che farò quando i bambini mi passeranno avanti con la pizza farcita o col paninetto imbottito :" vieni che ti aiuta la maestra tua" :((((

buona domenica :)

 
 
 

hoppppssss ma....

Post n°369 pubblicato il 28 Ottobre 2011 da unlumedaunnume

.... ma voi ci siete!!! sono io l'assente!!! già. Bentrovati! :)

E' un pò difficile, scivere, ma....di questo si sa tutto.... perchè se non è cambiato niente... che scrivere? tornare a far foto alle galline? adesso che stanno crescendo delle galline vere, nate da uova vere, fecondate dal gallo operoso ... no, un cenno, così , per dire che Polly esiste ancora, cova ancora e le prossime gallinelle sono sue figlie...

Ecco, sono ricascata nel bucolico...

Ho bisogno di scrivere e riallacciare rapporti, ho bisogno di non mandare perduto quello che capita.... Il mio paese sta morendo. si è vuotata un'altra casa: era stata l'osteria, lì ho mangiato gelati, lì si faceva tappa la domenica dopo la messa, gli uomini la passatella prima di pranzo, a giocare a carte o a morra (facevano quasi paura , Aldo si scaldava, fino a farsi uscire una voce stridula e gutturale... Lì mi rifugiai dopo aver inutilmente rincorso le pecore e Maria mi soccorse, vedendomi sudata e furiosa... E' morta Maria, è morta Gina, la sua sorella maggiore, una donna magra agile ardita... due sorelle hanno sposato due fratelli... Maria è morta dopo gina, una morte lenta e desiderata quasi per entrambe. Vito, il superstite marito di maria se n'è andato dalla figlia. Passando fa freddo la casa bianca, la busta del censimento o l'Appennino Camerte impigliati, quasi aggrappati alla porta per essere aperti...

Non lo so se riuscirò a stare qui fino alla fine, vedendo chiudersi le case una dopo l'altra... mi fa freddo, vorrei scappare...ma è la mia terra, le mie radici sono profondamente affondae qui, i miei occhi vogliono le mie finestre e dietro i vetri le mie montagne.... Chissà...

PS certo l'attacco è tragico, ... vediamo chi resiste a leggere fino alla fine

 

 
 
 

EEHMMMM.......

Post n°368 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da unlumedaunnume

.... se rispunto che succede? tutto cambiato, contatti perduti..... prova...prova....

 
 
 

riflessione....

Post n°367 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da unlumedaunnume

Riflessione ...il momento in cui le cose si sono un pò quietate e ci si pone davanti allo specchio a guardarsi.... E' il momento della depressione, quando non c'è più bisogno di chiedere al proprio corpo e alla propria testa uno sforzo ulteriore, un passo ancora per riuscire a tenere tutto.... adesso tutto sembra piuttosto tranquillo... e mi guardo allo specchio...capelli trascurati, occhiaie profonde, raffreddore perenne, stomacuccio prominente, varici....ma non è questo...

C'è che lavoro saltuariamente, come nei primi anni di supplenze..., aspetto la chiamata del lunedì... di qua e di là... tra le lacrime e il mocciolo dei bambini della scuola materna, le loro richieste di "baccio, baccio" perchè devono toccarti per conoscerti e sentirsi tranquilli... e la scuola elementare, una quinta, la consapevolezza che si tratta della supplente ... e allora via, casino, chiasso, parolacce.... prove di indipendenza di un popolo sottomesso alla maestra rigida... mentre la bidella scuote la testa e dice:"Non sai farti rispettare"..... mmmm che paradiso!

Non devo lamentarmi, ho lavorato tutte queste settimane dopo Natalee adesso un progetto regionale, a 35 m di distanza da casa, tra le montagne... bello il posto, pochi bambini.... 180 ore, 3000 euro lordi - forse - che mi verranno dati boh.... e la disoccupazione per tappare i buchi... e un senso di umiliazione profondo, opprimente, quasi indicibile, perchè mi si potrebbe dire: Ti lamenti? prendi i soldi e stai a casa...

Mi ricordo di mio zio filogovernativo che dice che tre maestri per classe erano troppo, uno schifo, lui che ha fatto le elementari e non ha più messo piede a scuola... mi risuonano all'orecchio le sue parole sul fancazzismo dei maestri.... e adesso io sono costretta (pena il depennamento dalla lista salvaprecari e la perdita del diritto alla disoccupazione) ad accettare il fancazzismo pagato... soldi messi in mano così...

Non sono nella condizione di rifiutare, non posso, devo pagare la badante di mia madre, se non lavoro non posso, se non lavoro continuativamente arranco.... ma......Non so che accadrà, come finirà il discorso della salvaprecari, mi chiedo che accadrà dopo questo tempo di anestesia.Non resterò inattiva, vorrei laurearmi, va tutto bene.... eppure.....mi sento un amaro in bocca, di difficoltà insormontabili, di stanchezza....

.... niente di speciale, visto? non c'è niente di cui emozionarsi, la vita è bella, scorre accarezza riempie, si fa assaporare... e però è un fardello duro da trascinare, e la paura offusca annebbia... rende difficile sollevare la testa, scrollarsi lo smog e ripartire...

Il preside della scuola in cui sono stata ha fatto lo splendido, ha detto che ho avuto fretta di accettare... tra un pò anche lui avrebbe bisogno di una supplente nel suo plesso.
"Va bene, preside, io resto qui, ma lei mi garantisce che lavorerò finita questa cosa?" "mannò stupida che ti fai venire i dubbi per quello che dico? tu hai deciso e hai fatto bene così"
Spero che abbia una figlia a cui augurare un preside così....




PS Ho fatto bene ad accettare il progetto, non avevo scelta, le proposte che sono venute dopo prevedevano la traversata delle marche, giornaliera, visto che io devo tornare da mia madre la sera...,

ho fatto bene perchè mi darà punteggio comunque....

ho fatto bene, avrò tempo per l'orto, pianterò gli ulivi, avrò tempo per la cucina, ho un bimby comprato a 200 euro da far lavorare,

ho fatto bene, camminerò per boschi, passeggerò, mi metterò a dieta....

ho fatto bene, nonostante gli auguri del preside: ti faranno fare la tappabuchi, non l'insegnante...

Ho fatto bene, io voglio lavorare, e in qualunque modo, in ogni occasione.... cercherò il modo di fare il meglio che posso, non il perfetto, quello che posso fino in fondo.... auguri a me :(

 
 
 

..di questo e di quello..

Post n°366 pubblicato il 05 Gennaio 2011 da unlumedaunnume

E' un momentaccio per le mie tasche, un pò è la paura, perchè sono di nuovo disoccupata... ma ho lavorato fino a Natale... è paura, ma come si fa a non averne con questi chiari di luna!! I pensieri mi scorrevano in libertà mentre sfaccendavo stamattina, pulivo il frigo e ho buttato tanta roba. Amo la dispensa piena, e spesso spreco. Ho le galline e il gatto che mi fanno da alibi, ma .... è uno spreco lo stesso. Consideravo anche il mio sacco giallo della spazzatura, quello dell'indifferenziata, pienissimo, troppo... considerato che lo vengono a prendere una volta alla settimana, presumo che debba essere il meno pieno, e invece... Mumble mumble... 2+2.... tocca risparmiare e considerate tutto.... mumble mumble.... Tentazione di scendere a fare spesa per pranzo, ma ..... mumblemumble... considerato che per mia madre potevo arrangiare qualcosa.... ho deciso di fare il meglio che potevo con quello che c'era in casa... Cavoli e patate, uno sformatino e.... un uovo, un uovo vero, di gallina mia!!! E' venuto fuori un buon pranzo, molto gustoso, c'è stato posto pure per l'ingordizia, un antipasto di arancia condita e guarnita con quattro olive nere, bbbonaaaa!! anche una deliziosa bruschetta di pane quasi secco... Riflettevo sul fatto che si può godere di poco, progettavo per l'anno prossimo una cura maggiore dei cavoli miei (sia detto senza malizia): oggi - tolta l'arancia - ho mangiato di ciò che ho prodotto: uovo delle mie galline,che in questi giorni hanno ripreso a fetare uova grosse e buonissime, nonostante il freddo, patate mie e cavolo mio, l'ultimo cavolo :( perchè li ho curati poco e sono venuti su piccoli e sofferenti. Ecco, devo cercare per il futuro di conservare l'orto e le galline!!! ... per il resto rispolverare piatti antichi, come i cavoli e patate in padella, rustici e saporiti...Ho scritto delle scemenze, però... il cibo è vita e il buon cibo è gusto per la vita... stamattina ho fatto esercizi di gusto per la vita senza spendere un soldo, ecco!!

 
 
 

BUON ANNO

Post n°365 pubblicato il 01 Gennaio 2011 da unlumedaunnume

Nuovo anno

Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri ;
sorridete a vostra moglie ,
a vostro marito ,
ai vostri figli ,
alle persone con le quali lavorate ,
a chi vi comanda ;
sorridetevi a vicenda ;
questo vi aiuterà a crescere nell'amore ,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore "

Madre Teresa di Calcutta



Mi piacerebbe - ma forse è banale o sgradito o... - augurare di imparare a vivere alla giornata cercando puntigliosamente il bene e il positivo. Mi hanno detto che a mamma non resta tanto tempo, mi hanno detto di tenermi pronta..... difficile.... me lo hanno detto a Novembre. E' arrivato Natale, atteso con paura, ma lei è ancora qui... e oggi è Capodanno... è lei è qui a godersi il pranzo, un cucchiaio di crema in mezzo al pandoro, un pò di caffè... sgrana gli occhi e apre la bocca aspettando il boccone che le piace.... ed è un regalo del cielo che io abbia ancora lei vicino a me, per preparare e condividere. Niente di definitivo, ho capito, tutti me lo ripetono... io lo penso ogni momento.... ma ogni momento lo assaporo e lo gusto, ogni momento rubato al "non più"...

Mi auguro di saper continuare a cercare il bene che viene, quando la vita si fa avara... di continuare a gustarlo con la voglia di vita che mi fa svegliare la mattina, con la gioia di vivere di quello che la vita mi dà...questo Natale con mia madre, il mio gatto addormentato sul braccio, il mio lavoro a maglia, la mia finestra sulla valle... lo yogurt..... la mia casa , l'affetto che non ti ricordi che ti circonda.... se solo apri gli occhi, se provi a sorridere a non chiudere a far vedere che ami la vita e la gente... Esercizi di vita, arrampicate difficili, ma anche piccole soste per prendere fiato e aprire gli occhi sul panorama che la scalata ti offre

Auguro a tutti di tenere accesi i sensi, per percepire e gustare la vita, tattile, visibile, profumata, bella, orecchiabile.... susssurrata o gridata. Spero che non muoia in me questo amore per la vita, spero che sia così in chi passa di qui

AUGURI

 
 
 

Cara Adele...

Post n°364 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da unlumedaunnume

Un fagotto arravugliato sotto un lenzuolo bianco, una luce gelida, una bottiglia di sbobba biancastra  collegata a un filo..... e un suono roco, un verso di animale in gabbia da tempo, un verso incomprensibile...

Si avvicinò il prete e disse: "ma è tutto bagnato, la mano è gelida..." e un senso di repulsione di schifo mi attraverò. Ti ho conosciuta così, all'ospedale, in quell'angolo buio di una stanza a tre, mentre tuo figlio era uscito a mangiare e tu lo chiamavi come una matta... sudando e stremandoti... per questo il prete.... Non vedevo nè la faccia nè altro, solo quel verso:"Luciano... m'aiuti?, Luciano dammi da bere, Luciano voglio mangiare...Luciano...Luciano..." Quando è tornato, Luciano ti ha cambiato, accarezzato, spiegato che non puoi più sgridato perchè ti mancava il fiato... lisciato i capelli e alla fine addormentato dandoti due gocce d'acqua, infischiandosene delle regole, due gocce soltanto...
La mattina dopo, dopo il giro delle infermiere, rientro nella stanza e eccoti, ecco il tuo viso, la scucchietta da strega come le vecchie senza denti, la testa bianchissima e due occchi azzurri e vivi, due occhi  che vedono tutto intorno e se ti muovi chiamano e reclamano aiuto.... "m'aiuti?" il solito verso roco,

"fammi bere"
"non puoi"
"perché?"
"ti hanno messo il sondino, mangi e bevi da lì"
"un pezzetto di pane"
"non si può"
"perchè?"
"Luciano..."
La storia si ripete all'infinito, a cena Luciano torna a casa, la assiste da quindici giorni in ospedale, la lascia solo all'ora di cena, mezz'ora, torna a casa e alle 10,30 rieccolo
Quella sera tu chiami, io mi avvicino per convincerti, per calmarti, "E' andato a cena, torna tra poco", "sicuro?" "Certo Adele, non ti preoccupare"
Mormora:"Ci ho paura" e il cuore mi si strugge. La accarezzo le metto la mano sul braccio, comincio a cullarla, gli occhi le vanno giù, le dico"dormi che il tempo ti passa prima" "mi aiuti?" "si, a che ti aiuto?" "A tira' avanti"
Questa straziante tenerezza è il mio ricordo di te, bella come poche donne al mondo, dolce , in quelle richieste più che giustificate, in quelle domande insistenti perchè ti avevano reso innaturale la morte...
E cullandoti ti ho detto: "Di' l'Angelo di Dio che ti protegge e la paura ti passa. Ci credi" E tu convita"Si" e giù tutta la preghierina d'un fiato, lasciandoti cullare e convincere. Ti addormentavi lottando col sonno per paura che mi allontanassi, e allora "sto qui Adele, ti voglio bene" "Pure io"
Pochi giorni.. ma pieni, ci hai strappato sorrisi di tenerezza, ti abbiamo nominato ogni sera  con Enrica, "chissà che fa  Adele". Stamattina è arrivata e mi ha detto "E' morta, lo sai? Ho pensato subito a te"

Addio, testina bianca, occhi azzurri, fagottino di ossa, dolcissima Adele

 
 
 

scuola

Post n°363 pubblicato il 25 Aprile 2010 da unlumedaunnume

ancora un caduto nel plesso in cui ho lavorato, un perdente posto ancora:(

Inutile sperare di poter lavorare adesso, nessuno chiamerà, le scuole non hanno più soldi per i supplenti, se manca qualcuno la classe si divide... I giorni prima di Pasqua una collega si è ammalata e hapreso 10 giorni: hanno messo un supplente per due giorni.
Giusto o sbagliato che importa? E' il primo anno che non riesco a finire l'anno, gli ultimi quattro anni sono stati bellissimi dal punto di vista lavorativo. Certo, d'estate non ho stipendio e gratto il fondo, ma da settembre a giugno.... la dignità di un lavoro. Non quest'anno.

... e il pensiero di questi mesi maggio, giugno, luglio, agosto, settembre.... senza lavoro, mi angosciano. Cercare altro? o gestirmi da sola mia madre? e a settembre?!! come è nero il periodo che si presenta!!!

 
 
 
 
 

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