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Quando un bambino...

Post n°156 pubblicato il 13 Giugno 2008 da CISKIE73
 

 ...è affetto da HIV

  

Nella giornata mondiale per l’Infezione da HIV/AIDS molto si dice e si dirà in termini di numeri e prevenzione ma forse poco è reso pubblico per ciò che concerne la sfera pediatrica.

Si stima che alla fine del 2007 (dati UNAIDS/WHO ), in tutto il mondo, il numero di donne affette da HIV ammonti a 15,4 milioni e che i bambini con meno di 15 anni siano circa 2,5 milioni.

Ogni anno viene posta diagnosi di Infezione da HIV in circa 420.000 bambini con meno di 15 anni, registrando un decremento dei nuovi casi in età pediatrica rispetto al 2001.

I casi di decesso in età pediatrica nel 2007 ammontano a 330.000, 30.000 in meno rispetto al 2005 quasi tutti provenienti da zone ove l’accesso ai farmaci è ridotto.

 

In Italia, dall’esordio dell’epidemia da HIV, sono stati complessivamente segnalati circa 8000 bambini nati da madre HIV positiva, dei quali circa 1500 con infezione documentata (dati del Registro Italiano per l’Infezione da HIV in Pediatria).

La distribuzione geografica per luogo di nascita dei bambini nati da madre HIV infetta, vede il Lazio al secondo posto, dopo la Lombardia.

 

La maggior sopravvivenza dei soggetti adulti con infezione da HIV e la migliorata qualità della vita hanno determinato negli ultimi anni un relativo incremento delle nascite da donne sieropositive per HIV,  che sempre più frequentemente hanno più di una gravidanza (nel 2005 oltre il 20% delle donne che hanno avuto un bambino erano già mamme).

Attualmente in Italia sono seguiti circa 900 bambini infetti.

A questi si aggiunge il sempre maggior numero di casi provenienti da altre regioni europee ed extraeuropee ad alta endemia (paesi dell'est e continente africano).

 

La problematica dell’infezione da HIV nei bambini ha quindi una rilevanza particolare e, per le sue peculiarità rispetto all’età adulta, richiede un approccio “multidisciplinare” altamente specializzato.

Oggi con l’uso di trattamenti specifici, il rischio di trasmissione verticale dell’infezione da HIV è inferiore all’1%, e quindi il problema della gestione clinica e trattamento del bambino con infezione sembrerebbe ridimensionarsi rispetto agli anni precedenti; tuttavia il figlio di madre HIV richiede comunque attenti controlli soprattutto nel primo anno di vita, sicuramente fin quando non sia stata esclusa l’avvenuta trasmissione dell’infezione.

 

Nei bambini HIV infetti, le caratteristiche proprie dell’infezione, in un “essere in via di sviluppo”, riconoscono delle differenze sostanziali rispetto all’adulto sia di carattere clinico (sistema immunitario in fase di maturazione, prevalenza di alcune infezioni rispetto ad altre), sia di carattere psicologico e sociale.

Tra queste non si possono sottovalutare le specifiche problematiche del ragazzo in via di sviluppo , relative soprattutto alla comunicazione della diagnosi, accettazione della malattia, aderenza alla terapia e prevenzione della trasmissione.

A questo proposito deve essere anche sottolineato che il numero di adolescenti in Italia con infezione da HIV è in continuo aumento, tanto che attualmente il 44% dei soggetti ha un’età compresa tra gli 11 e i 18 anni .

 

Purtroppo le più recenti acquisizioni terapeutiche non sono accessibili in tutti i Paesi per cui il dramma dell’epidemia oggi è rappresentato dalla “difformità”degli interventi con differenti tassi di trasmissione in funzione della disponibilità o meno di terapie, con enormi ricadute sulla salute degli adulti infetti e quindi della elevata trasmissibilità del virus HIV nei nuovi nati.

È in tale contesto che si inseriscono oggi i programmi di ricerca avanzata , di cooperazione internazionale con formulazione di progetti formativi del personale, in loco e a distanza e  con disegni terapeutici  che intravedano soluzioni a minor impatto economico.

 

È questo l’obbligo imperativo che l’occidente “DEVE” all’interno delle singole istituzioni come Madre Teresa suggeriva: ”Siamo piccole matite nelle mani di Dio”.

                                                                   Dott.ssa Stefania Bernardi   

 
 
 
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