Creato da socrateinerba il 31/08/2007

VERO O FALSO?

Condizionamenti sociali e autenticità. Illusioni. Le maschere allo specchio. Correre verso la moralità comune o verso se stessi?

 

 

A proposito di stereotipi...

Post n°11 pubblicato il 11 Settembre 2007 da socrateinerba

Per rendere più leggero questo blog che altrimenti rischia di generare qualche crisi convulsiva a chi per sbaglio prova a leggere questi post deliranti......

FATEVI DUE RISATE SUGLI STEREOTIPI TRA UOMO E DONNA!!!

Che ne pensate??

 
 
 

IL DEMONE CI POSSIEDE. E NOI DOBBIAMO LIBERARCENE!

Post n°10 pubblicato il 09 Settembre 2007 da socrateinerba

Stiamo dormendo. La nostra coscienza dorme. Questo è lo stato iniziale in cui tutti quanti ci troviamo all'inizio del cammino. Abbiamo una domanda nella testa che ci porta a cercare. Per la maggior parte del tempo dormiamo, siamo addormentati. Pensiamo che perchè il nostro corpo è sveglio lo siamo anche noi, ma non è così.

                                           illuminazione

Siamo identificati con ciò che ci circonda, siamo identificati  con la nostra collera, con il nostro orgoglio, con l'ingordigia ed il bisogno di affermarci, di diventare importanti, di essere apprezzati da tutti, ma soprattutto siamo meccanici.

Subiamo l'influenza esterna incapaci di vedere la realtà perchè siamo addormentati.

Siamo privi della capacità di FARE, giriamo intorno alle cose, subendo accidentalmente la vita  e così facendo ci accadono sempre le stesse cose. Ci toccano un pulsante emotivo e saltiamo come il giocattolo fuori dalla scatola. Siamo pieni di preconcetti, di opinioni sbagliate a cominciare dall'idea che abbiamo di noi stessi, su cosa siamo e ciò che siamo. Siamo molto di più di quello che crediamo di essere, ma non lo sappiamo più.

Più saremo schiavi della società, dei condizionamenti sociali, del giudizio altrui, delle regole e più dovremo avere una buona imagine di noi stessi. Più dovremo avere una buona immagine di noi stessi e più giudicheremoe saremo disturbati dagli atteggiamenti del nostro prossimo. Ma quegli stessi atteggiamenti in realtà sono in noi, loro sono solo il nostro specchio. Finiremo  per comportarci come complessati e continueremo ad essere comunque schiavi.

                                       Per non aver piegato il capo al giogo straniero

E' dentro noi stessi, nella nostra stessa mente che le regole devono essere abbattute. Chi combatte fuori di se contro i mulini a vento è destinato a fallire.

Il mondo fuori di noi è il risultato del nostro stato interiore, è la proiezione dei nostri schemi mentali, è la proiezione delle nostre idee, purtroppo spesso sbagliate su di noi e sugli altri.

Non pensare di essere. Convincitene.

Per intraprendere il cammino bisogna essere convinti del grande potenziale che realmente possediamo, perchè ad ogni titubanza, ad ogni tentennamento ricadiamo nella facile illusione di trovare la felicità fuori, nel giudizio e nella considerazione che gli altri ci elargiscono.

Chi intraprende il cammino lo fa perchè si vuole elevare dirante la ricerca della risposta alla domanda che accomuna il genere umano: che senso ha la vita?

Lo fa perchè scevro da condizionamenti, da regole imposte, da realtà apparenti, può essere un vero uomo. Libero.

                               The man came from the light - L' uomo venuto dalla luce

 
 
 

Pregiudizi e Preconcetti!!!

Post n°9 pubblicato il 08 Settembre 2007 da socrateinerba

Il mio amico Socrate52 (che ringrazio davvero per la puntualità e l'acutezza delle osservazioni) mi ha fornito un angolo di visuale molto interessante da cui guardare direttamente negli occhi le illusioni. Mi chiede infatti se e quali sono le differenze tra pregiudizi e preconcetti e se necessariamente essi abbiamo un'accezione negativa oppure...

Provo a condividere con lui e con voi qualche seria (e semiseria) riflessione al riguardo.

Andiamo con ordine.  Dal dizionario Treccani: "PRECONCETTO: propriamente: concepito prima. Si dice soprattutto di idee e giudizi formulati in modo irrazionale, sulla base di prevenzioni, di convinzioni ideologiche, di sentimenti istintivi, spesso per partito preso e senza esperienza personale ."
 Come si vede, il preconcetto non è il pregiudizio, ma è di esso invece eventualmente la causa. Si noti come anche nel dizionario Treccani si accenni al significato negativo del termine. Il dizionario Treccani, definendo il preconcetto, è vittima esso stesso di un preconcetto, dal che consegue, in virtù della definizione che esso stesso attribuisce alla parola "preconcetto", che il redattore del dizionario ha definito tale concetto senza averlo prima conosciuto, considerato, sperimentato, in altre parole compreso, riportandone invece il significato popolarmente più diffuso, in altre parole il preconcetto.
 Pensare che nelle Regioni Polari vivano le foche è un preconcetto, per ogni persona che non vi sia mai stata.  Non c'è nulla di male in questi preconcetti. In realtà non c'è nulla di male nei preconcetti in generale. Il 99% delle nostre cognizioni sono in realtà preconcetti. Anche il concetto che Jennifer Lopez sia sessualmente appetibile è un preconcetto. Per quello che ne sappiamo noi potrebbe puzzare, ed il suo alito magari evoca l'impressione di un distillato di calzini marci (capisco che l'esempio risulta poco credibile, ma è il primo che mi viene in mente, vista la mia totale assenza di preconcetti nei confronti della Lopez in questione!!)

                                      Jennifer Lopez

 Per quello che ne sappiamo tutte le sue foto e tutti i fotogrammi di tutti i suoi film sono abilmente ritoccati per farcela sembrare arrapante. Non l'abbiamo conosciuta e sperimentata (purtroppo!!), questa è la verità, ogni opinione che abbiamo di ciò che lei sia è un preconcetto.
 Se uno proprio non sa cosa fare, può sedersi ad una scrivania o altrove ed elencare su un foglio di carta tutti i propri preconcetti che gli vengono in mente, cioè tutte le cose che ritiene di sapere pur non avendo mai avuto occasione di verificarle, sperimentarle, farne esperienza in prima persona. Non ho idea a che cosa possa servire fare ciò, ma se a qualcuno viene davvero voglia di farlo, lui/lei saprà cosa gli/le servirà.
 Se allora i preconcetti non sono niente di male, cosa serve sapere cosa sono? E perché ne stiamo parlando?
 Be', tanto per iniziare per restituire la dignità perduta al concetto di preconcetto, incolpevole vittima di se stesso, cioè di un preconcetto.
Bisogna prendere coscienza dei propri preconcetti e tra essi discriminare, separando i preconcetti utili da quelli dannosi, quelli sensati da quelli dissennati. E' utile e sensato avere il preconcetto che le regioni Polari esistano, anche se non ci si è mai stati, perché a questo modo si può eventualmente prendere in considerazione l'opportunità di andarci in vacanza. E' dannoso e dissennato avere il preconcetto che i negri sono una razza inferiore, perché ci si crea dei nemici che nemici altrimenti non sarebbero, e si incentiva e legittima nel contempo altri individui a sviluppare lo stesso preconcetto nei nostri confronti.

Il pregiudizio, a differenza del preconcetto, incide maggiormente nelle nostre "credenze popolari", si insinua con più forza negli schemi culturali che la "moralità dominante" ci impone e per questo è forse più dannoso. Perchè compone quello che diventa la nostra mappa di giudizio, la nostra capacità di orientamento intorno ai fenomeni sociali esterni. Allport sostiene che un concetto errato (che è sempre possibile) si trasforma in pregiudizio quanto rimane irreversibile anche di fronte a nuovi dati conoscitivi.

L’irreversibilità è facilmente constatabile nella logica della "eccezione". Se riteniamo, pregiudizialmente, che ad un dato gruppo di persone ben si attagli l’etichetta di "ladri" (per esempio i rom), ben difficilmente cambieremo opinione di fronte a persone che in tutta evidenza si comportano in modo difforme dal nostro pregiudizio. E se proprio non riusciamo a reggere la dissonanza cognitiva generata da un comportamento impensato (ad esempio un ragazzo rom che ci insegue per restituirci il portafoglio perso o la borsa dimenticata) possiamo fare appunto ricorso alla logica dell’eccezione. Che, al solito, conferma la regola: i nomadi sono ladruncoli e ciò che mi è accaduto è una eccezione che conferma l’assunto di fondo.

                                   zingari.13
 In sintesi, la via della saggezza e quella di imparare a discriminare tra i propri preconcetti, e non in base ai propri preconcetti.

C'è gente che non è mai giunta ai concetti, perché è rimasta ferma ai preconcetti, come non è mai giunta al giudizio, restando nel pregiudizio!

                                   La Relatività del Pensiero

 
 
 

Esperienza di vita vissuta....

Post n°8 pubblicato il 08 Settembre 2007 da socrateinerba
 

E' giusto che dia spiegazioni a chi mi ha lasciato messaggi in questi giorni, per non apparire saccente o dare un taglio a questo blog pseudo-accademico-filosofico.

Il forte desiderio di verità, conoscenza, esigenza di guardare oltre "le maschere" e una quasi ossessiva ricerca interiore nascono (chiaramente, come non poteva essere così) dal percorso che ha preso la mia vita in questo ultimo periodo.

Solo un anno fa ero ridotto in schiavitù, nel vero senso della parola.  

Legato alle catene del  desiderio, delle passioni, delle regole, della  moralità, del perbenismo, del peccato, mi divincolavo tra mille  ostacoli, tra miraggi e visioni, ovunque volgessi il mio sguardo  la  mia anima imprigionata in una gabbia d'oro grondava sangue. 

La fede, la ragione, la moralità, la sessualità, la conoscenza, erano  tutti abitanti della mia anima imprigionati nel mio inconscio, sopienti  e narcotizzati dalla vita esterna che premeva per omologarmi ad essa

                           .chains


Poi, all'improvviso, ho fatto un tuffo dentro di me, per verificare che per molto tempo ho portato il mio Io a proiettarsi costantemente fuori da se stesso: in effetti in quel periodo facevo costantemente dono di me stesso, mi consegnavo  al mondo, vivevo per esso.

Jung diceva che per far toccare il cielo alle foglie del nostro proprio albero, è necessario farne sprofondare le radici fino all'inferno.

 

Riporto quanto ho provato a scrivere in tempi recenti sull’evoluzione che ho vissuto…

tutto è cambiato perché niente cambiasse. Faccio le stesse cose di prima, alcuna scelta importante ho dovuto prendere per ritrovare la mia anima, tutto quello che mi circonda è rimasto immutato e tutto mi dona felicità e stimolo.

Solo una cosa è cambiata, ed è il mio modo di vivere le cose che mi circondano. 

 La mia coscienza guardava sempre verso l’esterno perché la decisione determinante mi arrivava sempre dall’esterno. Ma mi arrivava da fuori perché mi aspettavo che mi arrivasse da fuori.

L’intera mia vita cosciente era ispirata da fattori esterni, quali l’attività professionale, la famiglia, … Il moto che maggiormente ispirava i miei comportamenti era il forte livello di responsabilità, il peso estremo dei doveri gravati sulle mie spalle che mi inducevano a sentirmi continuamente “in trincea” come unico responsabile della sopravvivenza dell’umanità intera.

Nell’ambito professionale la conformazione ai dati oggettivi seguiva percorsi simili: il senso di responsabilità e i principi del dovere e della rigorosità ispiravano le mie giornate, tanto da lavorare una media di 12-14 ore al giorno per limitare al minimo le incombenze e i problemi che le emergenze quotidiane avrebbero potuto arrecare agli altri.

Poi, col passare del tempo, sempre in misura maggiore il mio conscio, seppellito dietro la coscienza, contenente i tratti principali del mio carattere, del mio volere, dei miei desideri, sensazioni, percezioni, ha cominciato a risalire in superficie, fin quando non è arrivato proprio sotto il livello della coscienza e ho cominciato a riconoscere i tratti che avevo deciso – all’inizio in maniera inconsapevole – di cancellare dalla mia personalità.

 “….Per me vivere fino a poco tempo era trascorrere le giornate, lasciare che il tempo passasse fuori di me, con me a ricorrerlo incessantemente, costantemente, con forza, con tutta la grinta che avevo in corpo, senza mai raggiungerlo. Rincorrere il tempo che scappa, questa è stata tutta la mia vita,  ansimare, faticare e non riuscire mai a raggiungere il tempo,  acchiapparlo ed il tempo che scorre e scappa via ancora….”

 

                          Fatica>Pills.

In me sono subentrati nello stesso periodo, alternati fra loro, entrambi i fenomeni: momenti nei quali la mia vita era fuori da me, in cui tutto quello che avevo mi sembrava non darmi più stimoli importanti, gioia, ma solo voglia di evadere dal contesto che mi circondava, di cui vedevo solo i lati negativi – i doveri, la responsabilità, il peso del quotidiano,… soprattutto nel lavoro- e momenti di totale confusione, devastanti sotto il profilo interiore, in cui non mi bastava più niente, ero sempre alla ricerca di altro da quello che avevo, senza sapere cosa stessi veramente cercando (specialmente sotto il profilo lavorativo).

 Tra l’altro questa fase è cominciata a rendersi maggiormente evidente quando il mondo esterno su cui avevo poggiato tutto il mio senso e attribuito tutti i miei significati era all’apice del successo: una famiglia perfetta, una moglie invidiabile,  una carriera in cui avevo bruciato le tappe, invidiabile sotto il profilo dei successi e del prestigio acquisito.

Oggi assaporo uno stato di equilibrio quasi "mistico" dove hanno  trovato una giusta collocazione e una giusta dimora tutti gli abitanti  della mia anima: Signora Conoscenza, Mistica Passione, Intenso Godimento, Dolce Sentimento, Sua Maestà Ragione. Parlano linguaggi  diversi, ma hanno risolto il dilemma della Torre di Babele; si  intendono alla perfezione, o quasi.

... questo mi piace condividere con Voi

 
 
 

L'obiettivo non è la meta, ma il viaggio....

Post n°7 pubblicato il 08 Settembre 2007 da socrateinerba
 
Foto di socrateinerba

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia – toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi penetranti d'ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada  senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Costantinos Kavafis

 
 
 

Quanti pregiudizi figli delle illusioni!

Post n°6 pubblicato il 08 Settembre 2007 da socrateinerba
 

Se conosceste una donna che si trova in stato interessante, che ha già otto figli, tre dei quali sono sordi, due sono ciechi, uno è ritardato mentale e lei stessa ha la sifilide, le consigliereste di abortire?

Questa incredibile domanda è piuttosto diffusa in rete.  In pratica, se rispondete positivamente alla domanda di cui sopra, scoprirete che avete appena ucciso Beethoven...

Come suggerisce la parola, un pre-giudizio è una forma di valutazione che si manifesta prima che noi abbiamo, o riusciamo ad avere a nostra disposizione tutte le conoscenze necessarie per formulare una vera opinione.

Un pregiudizio dovrebbe essere una sorta di prima approssimazione che, successivamente, dovrebbe portare alla formulazione di un giudizio vero e proprio. Pero' questo avviene raramente, perché l'essere umano non è in grado di memorizzare dati infiniti, e d'altra parte spesso non riceve né dispone di tutte le informazioni necessarie a sviluppare un'idea vera e propria.

305-TT

Il classico esempio che segue, descrive come generalmente si sviluppa una decisione volontaria in assenza d'informazioni.
Immaginate di camminare da soli in una strada secondaria e scarsamente illuminata di una grande città. State per incrociare una persona. Provate ansia? Rimanere tranquilli? Vi spostate sul marciapiede opposto, oppure continuate per la vostra strada?

Ovviamente queste informazioni sono impossibili da ottenere nei pochi secondi a disposizione. Così, per decidere, ricorriamo al pre-giudizio.  Formuliamo assunzioni basate sul sesso della persona (donna = pericolo minore; uomo = pericolo maggiore), sull'altezza, sulla corporatura, sul colore della pelle, sull'abbigliamento, sui tratti somatici, ecc.
Questi criteri, in generale non hanno alcun rapporto diretto sul possibile comportamento (aggressivo, indifferente, socievole) della persona che stiamo incrociando.

La persona può essere una donna bassa psicopatica e violenta, oppure un uomo di colore, grande quanto un armadio e di filosofia buddhista.

Questo semplice esempio evidenzia come il pregiudizio abbia una funzione di semplificazione della realtà, aiutandoci a prendere rapidamente delle decisioni. Per avere un comportamento veramente adeguato alla situazione, dovreste sapere chi è la persona che state per incrociare, le sue abitudini di vita, il suo stato d'animo in quel preciso momento.

Ancora convinti di non avere nessun pregiudizio?

 
 
 

Ci sentiamo liberi. Ma lo siamo realmente?

Post n°5 pubblicato il 08 Settembre 2007 da socrateinerba
 

note di un viaggio...chiamato libertà

I condizionamenti nascono dal fatto che noi non viviamo come persone isolate, non siamo nate preconfezionate, ma siamo in continua evoluzione e trasformazione.
Volenti o nolenti, nella percezione del nostro Sè coesistono:
- condizionamenti psicologici
ognuno di noi si porta con sè una storia personale, generalmente vissuta all'interno del proprio ambiente personale che comprende, oltre i propri genitori, nonni fratelle, sorelle, zii, etc.. tutte persone che hanno influenzato la formazione della nostra personalità. Condizionamenti che sfuggono al nostro controllo razionale di cui è difficile prendere coscienza anche in età adulta.
- condizionamenti culturali
Vivendo in un contesto già culturalizzato, già dalla prima infanzia ci vengono trasmessi una serie di codici culturali che non sono appresi come nozioni scolastiche ma che assorbiamo senza rendercene conto, come delle cose naturali.
- condizionamenti sociali
Forse i più difficili da individuare e da cui svincolarci. Siamo bombardati da innumerevoli "modelli sociali", regole e comportamenti tendenti alla "giusta morale" che il contesto di gruppo, la religione, l'ambiente circostante ci fa percepire come BENE a fronte di un Male che il nostro giudice interiore condanna ogni volta che i nostri comportamenti e/o desideri si discostano da quanto "predefinito".



 
 
 

Maschera n. 2 - L'amore? Uno e per tutta la vita.

Post n°4 pubblicato il 03 Settembre 2007 da socrateinerba
 

[Against[#3]

L'Amore. In tanti hanno provato a definirlo, nella storia dell'umanità.

Socrate ne definiva cinque tipi, che trovavano la loro massima sintesi nell'aretè, la virtù sapienzale per eccellenza che era l'amore "universale". Nella maggior parte dei casi siamo stati abituati a catalogare i sentimenti dentro "cassetti" con nomi precisi: l'amore verso l'amato/a, l'amicizia, i sentimenti di affetto, le passioni istintive, etc... Ma non vi è mai capitato di non sapere in quale cassetto inserire qualche sentimento provato?

Oltre il convenzionismo del problema linguistico, esiste un forte senso di "moralità comune" che ci spinge a rifuggire dall'idea che si possono amare diverse persone di amori diversi, senza che questi siano in contrapposizione tra loro. Non vi è anche a voi capitato di avere un'amicizia così profonda ed intensa da poterla tranquillamente definire amore senza potergli/le mai dire "ti amo" con libertà? E di incontrare o conoscere una persona per caso, sentire subito una forte attrazione verso essa, percepire un'intima sintonia ed affinità? Come l'avete definita quella relazione?

Amare significa onorare ed esprimere l'energia di ciascuno dei nostri centri - sessuale, emotivo, affermativo, creativo, beatificante, spirituale - senza che uno limiti l'altro.

(E tutto ciò non ha nulla a che fare con la fedeltà coniugale - che ritengo un valore fondante, per chi, come me, ha avuto la fortuna di incontrare "l'anima gemella").

L'amore non è mai una sottrazione ma un'addizione. Più si ama, più si ama.

 
 
 

Maschera n. 1 - mai fare pensieri "osceni"

Post n°3 pubblicato il 03 Settembre 2007 da socrateinerba
 

Inibizioni, libertà e desideri.

Erotic Fantasies

Il primo pensiero va al sesso. E probabilmente è una delle sfere dove "il giudice interiore" interviene con le reprimenda più forti. Quante volte avete avuto anche solo paura di aver pensato dentro di voi a una qualche fantasia sessuale particolare? E quante volte non l'avete confessato al vostro partner per paura di essere giudicati, di essere scambiati per depravati o chissà cosa? Non avete riflettuto che magari anche alla vostra Lei/Lui sono passati per la testa gli stessi desideri che avete avuto anche voi? Non vale la pena buttare giù la maschera n.1 - "il perbenismo" per godersi appieno il piacere profondo dei vostri desideri?

 
 
 
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